Posts Tagged ‘Edizioni Ares’

:: Creature di caldo sangue e nervi. La scrittura di Raymond Carver di Antonio Spadaro (Ares Edizioni, 2020) a cura di Giulietta Iannone

9 marzo 2021

Antonio Spadaro, direttore della rivista “La Civiltà Cattolica”, teologo gesuita e saggista scrisse Carver: un’acuta sensazione di attesa ormai vent’anni fa nel 2001, a 34 anni. Lo scorso ottobre il volume è tornato in libreria, per le edizioni Ares, ampliato e aggiornato con una meditata premessa, con il titolo Creature di caldo sangue e nervi. La scrittura di Raymond Carver e si può dire che l’autore abbia sperimentato con mano quanto Carver abbia operato nella sua vita, l’abbia plasmata, positivamente si potrebbe aggiungere. Il saggio monografico sulla vita e le opere di Carver, nella collana Profili, per quanto breve tocca i punti salienti discussi sia dalla critica americana, sia dalle personalissime riflessioni che Spadaro modella sulla sua propria vita. Temi come se Carver fu principalmente un poeta o un narratore, o quanto Gordon Lish modificò (e per alcuni snaturò) i suoi testi, etc… passano sullo sfondo, sebbene vengano toccati, dando invece spazio a riflessioni più intime, come la totale mancanza di ideologia delle pagine di Carver, l’importanza della vulnerabilità dell’essere umano, il trovare nella vita la sola e unica fonte di ispirazione, l’origine e la sequenza esatta della sua arte: storie, immagini, parole, punteggiatura. Spadaro non decostruisce la lingua carveriana, per trovare i suoi segreti nascosti e la sua grandezza letteraria, ma fa qualcosa di più alto e profondo, ne cerca il senso ultimo, quel senso che fa trovare la santità nella vita ordinaria e quotidiana. Gli eroi di Carver sono persone comuni, fragili, problematiche, ma non per questo meno nobili o degne di stima o di considerazione. E proprio perché sono veri, autentici, questi eroi sono degni di essere osservati con tenerezza e commozione. Perché chiunque affronta la vita, il dolore, la morte di per sé è eroico. Punto centrale di tutto questo studio è la riflessione di quanto per Carver la scrittura sia diventata a tutti gli effetti col tempo un co-strumento di redenzione, dalla sua vita “dannata” dall’alcool e dal disordine. Redenta soprattutto grazie all’amore di una donna, Tess Gallagher, ma anche dalla scrittura e qui amore e scrittura si fondono dando un senso al tutto, perché non è forse vero che quando Carver si interroga sul cosa voleva ottenere dalla vita, l’unica risposta sensata da darsi resta “Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra”.         

Antonio Spadaro (Messina, 1966), gesuita, teologo e saggista italiano, è direttore della rivista «La Civiltà Cattolica». Il 10 dicembre 2011 papa Benedetto XVI lo nomina consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e il 29 dicembre consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Nel gennaio 2012 ha ricevuto a Caserta il prestigioso premio Le Buone Notizie – Civitas Casertana, uno dei più importanti premi di giornalismo italiani.
È autore, tra gli altri, di  Svolta di respiro. Spiritualità della vita contemporanea (2009), Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete (2011), Il disegno di papa Francesco. Il volto futuro della Chiesa (2013), Da Benedetto a Francesco. Cronaca di una successione al Pontificato (2013), La mia porta è sempre aperta. Una conversazione con Antonio Spadaro (2013), Oltre il muro. Dialogo tra un mussulmano, un rabbino e un cristiano (2014, con Omar Abboud e Abraham Skorka) e Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani (nel quale intervista papa Francesco, 2017).

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Simona Mirata dell’Ufficio Stampa Edizioni Ares.

:: Lena e il Moro di Nicoletta Sipos (Edizioni Ares 2020) a cura di Giulietta Iannone

12 novembre 2020

La felice penna di Nicoletta Sipos ci porta tra le montagne, sotto una nevicata storica e ci narra una Vigilia di Natale molto diversa da quella che i nostri protagonisti avrebbero mai immaginato. Ma chi sono? Innanzitutto c’è Lena, ex professoressa in pensione, vedova, viso screziato di rughe, naso affilato, penetranti occhi azzurri e una vaga somiglianza con l’attrice Maggie Smith, la mitica nonna della teleserie Downton Abbey. Poi c’è il Moro, Gerardo Moro, Gerry per gli amici, ventidue anni compiuti a settembre, altezza un metro e ottantaquattro per settanta chili,[…]sconcertanti occhi grigi a illuminare il viso circondato da lunghi capelli bruni. Il destino, (Manzoni direbbe la Provvidenza) li fa incontrare la notte più magica dell’anno, e da quell’incontro nasce un’amicizia che cambierà per sempre le loro vite. Con garbata ironia, e una spruzzata di sano e divertito ottimismo Nicoletta Sipos ci racconta una favola di Natale adatta a piccoli e grandi lettori, ancora capaci di sognare e di credere nella bontà (anche se a volte molto nascosta) del prossimo. Non tutto fila liscio fin da subito, perchè nasca quest’amicizia ha bisogno di tempo, perchè la fiducia è un bene prezioso e si fa fatica ad accordarla su due piedi a uno sconosciuto, ma col passare delle ore Lena e il Moro imparano a conoscersi ed ad apprezzarsi in una notte degli equivoci che porterà poi solo cose buone, finanche l’amore per due coppie che si formeranno sotto gli occhi divertiti dei lettori. Una storia lieve, delicata, di sentimenti, tessuti come lievi tele di ragno, un piccolo spicchio di felicità in questo periodo tanto buio che ci troviamo a vivere. L’ho letto in due giorni, e mi ha tenuto compagnia allietandomi questi giorni feroci. Ho imparato ad apprezzare il Moro, e la sua saggezza nata dalle massime di Lao Tze e Confucio, e soprattutto Lena, una nonna che un po’ tutti noi abbiamo sognato di avere. E il colonnello Marini, e Martina, e financo Cesare e Marco che finiranno imbavagliati in cantina. Ma non vi dico altro, lascio a voi il piacere di leggere questa storia, un regalo ideale da mettere sotto l’albero, per una persona speciale. Buona lettura!

Nicoletta Sipos ha scritto per quotidiani («Il Giorno» e «Avvenire»), settimanali («Gente» e «Chi») e mensili («Studi Cattolici») e parla ancora di libri su «Chi» e sul blog http://www.nicolettasipos.it come alibi per poter leggere e intervistare scrittori straordinari. Ha un debole dichiarato per le storie vere: un caso di violenza domestica ne Il buio oltre la porta (Sperling&Kupfer), ma soprattutto la Shoah ne La promessa del tramonto (Garzanti) e ne La ragazza con il cappotto rosso (Piemme). Ha curato con  Elena Mora tutte le antologie benefiche del collettivo «Donne di parola» da Cuori di pietra a Mariti. È sposata con l’uomo più paziente del mondo, ha quattro figli amatissimi, felicemente accasati, e sei quasi sempre adorabili nipoti.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Simona Mirata per la sorpresa.