
L’editore Marietti ha avuto la bella idea di realizzare una serie di proposte da leggere solo in formato e-book. Tra le diverse uscite in catalogo spicca questo “Mercante in viaggio. Una rara testimonianza sull’Europa del Cinquecento” di Gabriella Airaldi. Non sappiamo chi fosse il viaggiatore, certo è che nel 1517 l’anonimo mercante milanese partì per un viaggio lungo, che si rivelò molto più complicato del previsto nel suo farsi. Punto di partenza fu la città di Milano dalla quale il mercante si mosse per andare in Francia, in Borgogna, nelle Fiandre, in Spagna, per arrivare in Inghilterra e fare ritorno a Milano. Il tutto in un arco temporale di due anni, durante i quali non mancarono una serie di intoppi per l’uomo in viaggio, che dovette attraversare l’Europa occidentale con diversi mezzi, come carri, barche e a piedi. Questo piccolo testo è un’importante testimonianza per noi del presente, perché ci permette di capire i mezzi che una volta i mercanti utilizzavano per compiere i loro viaggi, i luoghi attraversati per raggiungere la meta desiderata, le persone incontrate lungo il tragitto e le relazioni che si creavano in questi lunghi viaggi. Poi c’è la lingua scritta, quella lingua così antica da catapultare il lettore nel passato permettendogli di scoprire un mondo fatto di politica, di istituzioni, di aspetti culturali, di relazioni umane, usi e costumi diversi che variavano a seconda dello Stato nel quale il mercante passava. Un vero e proprio viaggio attraverso eventi, fatti, dettagli che ci restituiscono quello che il mercante vide con i propri occhi. Altro aspetto interessante è che il lettore non solo percepisce le diverse caratteristiche dei luoghi che il mercante visitò. Durante la lettura si nota come lo stesso mercante cambiò il suo modo di vedere e fare le cose, in base alle relazioni umane, alle trasformazioni economiche, politiche, socio-culturali dei luoghi dove transitava. Un dettaglio non trascurabile che evidenzia il mutare del mondo, ma anche coloro che lo vivevano e attraversavano. “Mercante in viaggio. Una rara testimonianza sull’Europa del Cinquecento” di un anonimo mercante milanese è una importante testimonianza del passato oggi conservata al British Museum e un notevole documento storico che narra a noi nel presente frammenti di vita di un tempo ora lontano.
Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e di Storia delle relazioni internazionali, ha insegnato Storia medievale all’Università di Genova. Con Marietti 1820 ha pubblicato di recente” Il ponte di Istanbul. Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci” e “Gli orizzonti aperti del medioevo. Jacopo da Varagine tra santi e mercanti”.
Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie all’ufficio stampa 1A.
Ultimo thriller di Robert Bryndza. Un nuovo caso che vede protagonista la detective Erika Foster. Un caso difficile, come sempre. Un caso che le toglierà l’appetito, il sonno e la farà scontrare con il suo privato e una possibile promozione in corso.
Tra le icone femminili e femministe dei secoli passati, continua ad essere studiata e esaltata Mary Shelley, autrice del primo romanzo di fantascienza, Frankenstein, figlia di un’attivista per i diritti delle donne morta poco dopo averla data alla luce e per sempre ombra e ispirazione della sua vita, interessata alla scrittura fin da giovanissima, eroina romantica di una passione devastante, toccata fin da ragazza dal dolore e dalla morte e capace di creare una storia ancora oggi immortale.
La Londra del 1826, poco prima che inizi la lunga era vittoriana rimane sconvolta da un fatto di sangue di inaudita violenza: Frannie Langton, cameriera mulatta ex schiava ha ucciso i suoi padroni, Mr e Mrs Benham, esponenti dell’alta società, e ora si trova sotto processo all’Old Bailey, il tribunale della capitale britannica, dove rischia la condanna a morte, anche e soprattutto per la sua doppia condizione di paria, essere di colore e essere donna.
La brava e talentusosa Ben Pastor è molto conosciuta sul nostro blog specialmente per la sua serie dedicata a Martin Bora, aristocratico ufficiale dell’esercito tedesco, in forze ai servizi di controspionaggio durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nell’Inghilterra degli anni Trenta c’è un problema sociale indotto dalla Grande Guerra, che ha falcidiato una generazione di ragazzi e uomini: il gran numero di donne nubili, o zitelle, considerate un pericolo alla società in un mondo basato sul matrimonio ma che proprio in seguito a questo si aprirà a nuove prospettive per un’evoluzione diversa della società.
A oltre trent’anni dal romanzo che la rese celebre, Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood è tornata nel terrificante e oppressivo mondo di Gilead,forte anche del successo del serial TV, con I testamenti, un seguito molto particolare e alternativo di quella che è e resta una delle più inquietanti e riuscite distopie della modernità.
Il thriller è stato definito da un’esperta come Alicia Gimenez Bartlett come il genere che meglio racconta la società di oggi con tutte le sue contraddizioni, e si ricevono in continuazione conferme di questo, come capita nelle pagine della nuova fatica di Luca D’Andrea, già apparsa a puntate su La Repubblica la scorsa estate.
Che cosa ha ancora da chiedere la poesia? E che cos’è questo corpo di parole in continua fibrillazione e in costante rimbalzo di vuoti e di frammenti? Domande, preghiere, appelli, implorazioni. O, parimenti, trattasi di verbosità dalle rughe scavate per scoprire il calcolo della sottrazione, di una possibile implosione o infausta liturgia beata o intangibile. Chi ha sete ha necessità di bere. Chi ha fame ha bisogno di cibo. Chi scrive ha necessità di scrittura. Si scelgono una domanda e una seguente e si ha la prova di trovarsi ovunque.

























