
Mi piace curiosare nellāarchivio del Novecento alla ricerca di primizie letterarie e di scrittori di cui non si trova molto da leggere e si parla poco ma che vale la pena leggere e scoprire.
Conosco personalmente Rocco Fasano, grande uomo di cultura che viene dal quel Sud ricco di fermenti. Un intellettuale illustre che viene da Gioia del Colle, paese in cui sono nato.
Rocco ha dedicato la sua vita alla scuola e alla cultura, ha scritto libri, si ĆØ impegnato in politica, ci ha fatto conoscere scrittori e artisti notevoli.
Rocco Fasano ĆØ anche poeta. Stoppie ĆØ il suo libro più importante. La sua pubblicazione risale al 1956 nella collana “Poeti dāoggi” dellāeditore Gastaldi di Milano.
Libro praticamente introvabile. Lāautore qualche anno fa ha curato una riedizione in copie limitate.
Il poeta, come scrive nella breve nota che accompagna la seconda edizione, si muove tra situazioni, emozioni, immagini, spesso accennate, frantumate o sospese, richiamando le forme adeguate di scrittura: abbozzi, appunti, mottetti e scorci, con cui meglio si concentra la portata lirica del sentimento di tempo interrotto, di tramonto rapido dellāetĆ dei sogni, speranze, illusioni che lui steso chiama Ā«Stoppie di campo mietutoĀ».
Partire da questa dichiarazione di poetica ĆØ indispensabile per avventurarsi nel mondo lirico di Rocco Fasano dove la poesia ĆØ una trama di voci e il poeta le ascolta tutte affidando la sua intuizione al tempo che scorre e da cui lui si lascia attraversare.
Quella di Rocco Fasano ĆØ una poesia che contiene suggerimenti infiniti e la parola ĆØ sempre pronta a accogliere significati profondi.
Il poeta si avventura negli abissi del giorno, sa che il suo verso ĆØ incerto come la vita che si vive in un quotidiano in cui le cose e le persone tremano.
Ma ĆØ alla poesia che Fasano affida tutto il suo mondo interiore, si impiglia con le parole nella rete di spazi senza tempo, non rinuncia a un colloquio con i fantasmi del giorno, scava tra le macerie del paese sepolto, fa i conti con la zavorra della carne e la maledizione dellāanima.
Rocco Fasano ĆØ un viandante nella cognizione del dolore, nella sua poesia ĆØ documentata con una consapevole malinconia crepuscolare la stanchezza dellāesistere:
Ā«Ormai non segno tappe. /Ad assonata plaga torco i passi. / Cielo senza punto, / stanchezza, lungo male / che il corpo e lāanima rode.Ā»
Le Stoppie di Rocco Fasano sono come i Trucioli di Camillo Sbarbaro.
Materiale residuo dallo spessore sottilissimo, quasi inesistente su cui si posa il vuoto malinconico del tempo con le sue evocative suggestioni.
Nei suoi trucioli impressionisti Sbarbaro cerca unāintesa impossibile con le cose, la parola della sua poesia ha le stimmate di una genesi dolorosa e necessaria: con ogni verso il poeta raccoglie sulla carta il totale di mancanze infinite.
Rocco Fasano colleziona Stoppie e ascolta la loro voce mentre si sbriciola il tempo nelle sue distanze. Il poeta raccoglie quello che resta e dai residui scava a mani nude nel caproniano muro della terra.
Chris Colfer, autore della saga fantasy fiabesca La Terra delle Storie, inizia una nuova storia, uscita in italiano sempre con Rizzoli, portando in un altro mondo di fantasia, con Una Storia di Magia.
Ogni lunedƬ sera, per chi non l’avesse ancora vista, ĆØ in onda su RAI 4 l’ottava e ultima stagione di Game of ThronesĀ oĀ Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo e più discusse degli ultimi anni, scaricata, guardata in streaming, acquistata in DVD, mentre tutti attendono i nuovi libri e il prequel televisivo.
Ci sono periodi storici che sono rimasti iconici, grazie alla finzione di romanzi e film: uno di questi ĆØ la Francia dei primi decenni del Seicento, dove il corpo dei moschettieri serviva i reali lottando contro intrighi e nemici, stranieri e interni, resa famosa da Alessandro Dumas padre e ancora amatissima oggi.



































