Oscar Fantastica torna a proporre una voce del fantasy ispirato all’Estremo Oriente con il romanzo autoconclusivo La stirpe della gru, di Joan He, dove intrighi di corte, lotte, contrasti e un personaggio femminile forte sono coniugati in un mondo simile alla Cina fantastica di film come Hero o La tigre e il dragone.
Il libro immerge in un mondo fantastico e altro a cominciare dalla bellissima copertina, rielaborazione in chiave fantasy di immagini di quelle terre così lontane e ormai così vicine.
La protagonista è una principessa ribelle, come nelle migliori storie di sempre, Hesina di Yan, che ha sempre desiderato vivere nell’anonimato: un giorno il suo amato padre muore e lei deve prendere parte ai giochi di potere, trovandosi sovrana di un regno instabile e corrotto.
Ufficialmente il re è morto per cause naturali, ma Hesina si convince sempre di più che sia stato assassinato, da qualcuno che vive alla corte e che è insospettabile: del resto, intorno a lei è pieno di ipocriti e delatori, e ciascuno di loro potrebbe essere il colpevole.
I consiglieri vogliono che Hesina accusi il regno confinante di Kendi’a, che sta già radunando le truppe per la guerra, ma lei capisce che si tratta di un gioco per favorire poteri e favoritismi: nel suo regno la magia è da secoli vietata dalla legge, ma Hesina si rivolge lo stesso in segreto ad un’indovina, il Giaggiolo argenteo, compiendo un atto di tradimento punibile con la morte, perché certe regole valgono per tutti.
La veggente consiglia alla giovane sovrana di rivolgersi ad Akira, un delinquente in galera, brillante e acuta, che conosce e nasconde non pochi segreti, trovandosi presto alle prese con un qualcosa che non prevedeva, nella ricerca di giustizia per suo padre.
La stirpe della gru porta in un mondo che affascina fin dalla prima pagina, dove gli appassionati dell’immaginario dell’Estremo Oriente, manga compresi, troveranno pane per i loro denti, ma che piacerà anche a chi ama il fantasy più occidentale, visto che certi tempi e archetipi sono trasversali e funzionano sempre, ovunque uno li collochi.
In un periodo di saghe sterminate che non si chiudono mai o chissà quando, il libro ha un suo arco che si apre e finisce, e questo lo rende indubbiamente interessante, sia per chi ama il genere sia per chi vuole sperimentare senza impegnarsi troppo.
Joan He è nata e cresciuta a Philadelphia ma, di tanto in tanto, le capita ancora di perdersi per le vie della città. Da piccola ha studiato la pittura a olio classica, prima di rendersi conto che la sua forma espressiva preferita era raccontare storie.
Ha studiato Psicologia e Lingue e culture dell’Estremo Oriente all’Università della Pennsylvania e attualmente scrive da una postazione che domina il fiume Delaware. La stirpe della gru è il suo romanzo d’esordio, seguito, nella primavera 2021, da The Ones We’re Meant to Find.
Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.



Da anni si conosce e legge il fantasy anglosassone, britannico e statunitense, a cui si sono aggiunti romanzi fantasy provenienti dall’Oriente e dall’Italia, mentre non è arrivato molto da noi dal resto d’Europa, dove pure c’è una produzione non disprezzabile, a cominciare dalla vicina Francia, dove esistono da anni autori e autrici che si cimentano con questo genere, amatissimo anche a quelle latitudini e non solo quando è d’importazione.
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