Posts Tagged ‘Luca Martini’

:: L’inferno invisibile di Luca Martini (Golem Edizioni 2020) a cura di Paola Rambaldi

5 novembre 2020

“Le tre e ventuno. Non dormo, non riesco. Il tuo neo, quei denti bianchi, regolari e perfetti. Dove sei adesso? Non ce la faccio, mi alzo. Solo il tuo nome, solo quello. Perché ci hanno messo l’h alla fine?
Riapro il libro dei nomi. Leggo e imparo a memoria. In arabo è اراسma non lo so pronunciare. In ebraico è.ereva eved omissilleb onous ehc àssihc ,הרש In finlandese suona come da noi, Saara, soltanto avrà i capelli più chiari e più pazienza nel pronunciarne il nome. In russo è strano, è scritto in cirillico, Capa, all’incirca, ma si pronuncia Sara. Bizzarrie delle lingue. In svedese è Zarah e l’immagino con le trecce e i maglioni con gli alci rossi indosso. In tutte le altre lingue del mondo è Sara.
Un nome universale, tre lettere diverse, due vocali, due consonanti, una sola magia.”

Alessandro lavora in un SerT e sul lavoro ha il vizio di affezionarsi troppo ai pazienti. La sua ex, Emma, l’ha lasciato per un altro. Ogni sera va a trovare il padre ricoverato in una struttura per anziani, anche se per il genitore, che lui vada o non vada, non fa alcuna differenza. Non lo riconosce nemmeno e vive solo nel rimpianto dell’amata moglie Ada. Sua madre

“Alessandro se la ricordava sempre uguale, forse perché non l’aveva vista invecchiare ed era rimasta una specie di icona sacra. Gli era sempre sembrata identica, precisa e irraggiungibile, perfettamente ordinata nella sua “divisa” di ordinanza che teneva nella vita: camicia bianca perennemente inamidata, una gonna nera, calze intonate e un paio di scarpe con tacco, sempre scure. Era stata una maestra elementare esemplare, una donna tutta d’un pezzo, di quelle di una volta, con il carattere forte e sfuggente di una leonessa ferita”.

Alessandro va a trovare il padre per tacitare i sensi di colpa e fatica a staccarsi da Emma e dalla fede che porta al dito. È un pasionario in tutto. Ma la sua vita deve cambiare e si trova costretto a comprare una casa sua e a creare uno stacco netto con la ex, anche se non vorrebbe.
E qui il destino ha qualcosa in serbo per lui.
Sarah arriva quando meno se l’aspetta. In un momento delicato, dopo la morte di un paziente a cui era sinceramente affezionato.
Si incontrano di sfuggita in un negozio di dischi.
Lei senza volere gli scippa il disco che cercava da anni. Il tempo di inseguirla e di vederla sparire dietro l’angolo che la ritrova dal notaio al momento del rogito.
È lei la proprietaria dell’appartamento che sta per comprare. E per Alessandro è un colpo di fulmine.
Nei giorni a seguire se la ritrova più volte sotto casa. Sarah con la H dice di avere nostalgia del suo vecchio appartamento. Lui la fa entrare. Fanno l’amore.
Ma saranno davvero i batticuori di cui Alessandro ha tanto bisogno?
La sua vita cambia drasticamente e passare dalla felicità al dolore è un niente.
Ma fino a che punto siamo disposti ad arrivare per amore?

Un susseguirsi di emozioni in crescendo trascineranno il lettore a un finale inaspettato.
Dopo il successo di Mio padre era comunista ecco di nuovo la bella scrittura di Luca Martini in una storia personale e sensibile. Una scrittura che ti fa sentire a casa.

Luca Martini – Bologna – 1971 – presente in numerose antologie e riviste letterarie – è autore di romanzi, poesie, racconti, monologhi teatrali e favole illustrate. Ha pubblicato i romanzi: Mio padre era comunista, Il tuo cuore è una scopa, le raccolte di racconti: L’amore non c’entra, Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili, Il nostro due agosto e ha curato le antologie: Vinyl – Storie di dischi che cambiano la vita con Gianluca Morozzi e On The radio – Storie di radio, DJ e rock’n’roll con Barbara Panetta.

Source: libro del recensore.

:: Mio padre era comunista di Luca Martini (Morellini Editore 2019) a cura di Federica Belleri

21 maggio 2019

imagesVirginio ha vissuto con un padre comunista e con una madre rassegnata. Suo fratello si è costruito una vita in Inghilterra. E a lui cos’ è rimasto? Un mucchio di ricordi, che saltano fuori quando ha quasi cinquant’anni. Perché? Cosa ha bisogno di ricostruire? Forse l’atteggiamento intransigente di suo padre, il fatto che non gli permettesse nulla … nemmeno una pizza fuori tutti insieme? Oppure il fatto che lo rimproverasse prendendolo per i capelli o a male parole per poi abbracciarlo forte e dirgli che si comportava così per il suo bene?
Non è stato facile per lui il quotidiano nella stessa casa con un comunista tradizionale, quasi russo. È stato orribile essere criticato e isolato dagli amici. Eppure ha sempre cercato l’approvazione di un uomo così duro e spigoloso. Perché?
Virginio ora è un professionista stimato e di successo, può permettersi qualsiasi cosa. Anche di sbagliare. Perché tornare indietro nel tempo apre scenari che non conosceva, sofferti, dolorosi, che gli provocano rabbia e un incontenibile desiderio di vendetta. Perché ostinarsi a cercare un motivo, una spiegazione, può portare a farsi del male.
Mio padre era comunista. Luca Martini ci porta a Bologna attraversando una vita intera di negazioni. Ci aiuta a capire quanto la cattiveria non abbia limiti e come sia facile superarli. Si può tornare in equilibrio? Si può tornare ad essere se stessi? Sì, se si impara a perdonare e a perdonarsi.
Ottima lettura, tanti gli spunti di riflessione offerti. Scrittura scorrevole, ricca di nostalgia e rimpianto, a volte. Dietro una corazza ben costruita, esiste sempre qualcuno che non sa nascondere se stesso.
Assolutamente consigliato.

Luca Martini (1971), bolognese, è presente in numerose antologie e riviste letterarie, ed è autore di circa trecento poesie, monologhi teatrali, una settantina di racconti, romanzi e favole illustrate. Nel 2008 ha vinto il premio Arturo Loria per il miglior racconto inedito. Un suo racconto, tramite il progetto “Sorprese Letterarie”, promosso dalla scuola Holden di Torino, è finito tra le sorprese di migliaia di uova di Pasqua.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: il romanzo Il tuo cuore è una scopa (Tombolini Editore, 2014), le raccolte di racconti L’amore non c’entra (La Gru, 2015) e Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili (Pequod, 2018), la raccolta collettiva di memorie Il nostro due agosto (nero) (Tombolini Editore, 2015) e il libro per bambini Il coccodrillo che voleva essere drago (D Editore, 2017). Insieme a Gianluca Morozzi ha curato, tra le altre, le antologie di racconti Più veloce della luce (Pendragon, 2017) e Vinyl – storie di dischi che cambiano la vita (Morellini, 2017). Insieme a Barbara Panetta ha curato l’antologia On the radio – storie di radio, dj e rock’n’roll (Morellini, 2018).

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.