:: L’inferno invisibile di Luca Martini (Golem Edizioni 2020) a cura di Paola Rambaldi

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“Le tre e ventuno. Non dormo, non riesco. Il tuo neo, quei denti bianchi, regolari e perfetti. Dove sei adesso? Non ce la faccio, mi alzo. Solo il tuo nome, solo quello. Perché ci hanno messo l’h alla fine?
Riapro il libro dei nomi. Leggo e imparo a memoria. In arabo è اراسma non lo so pronunciare. In ebraico è.ereva eved omissilleb onous ehc àssihc ,הרש In finlandese suona come da noi, Saara, soltanto avrà i capelli più chiari e più pazienza nel pronunciarne il nome. In russo è strano, è scritto in cirillico, Capa, all’incirca, ma si pronuncia Sara. Bizzarrie delle lingue. In svedese è Zarah e l’immagino con le trecce e i maglioni con gli alci rossi indosso. In tutte le altre lingue del mondo è Sara.
Un nome universale, tre lettere diverse, due vocali, due consonanti, una sola magia.”

Alessandro lavora in un SerT e sul lavoro ha il vizio di affezionarsi troppo ai pazienti. La sua ex, Emma, l’ha lasciato per un altro. Ogni sera va a trovare il padre ricoverato in una struttura per anziani, anche se per il genitore, che lui vada o non vada, non fa alcuna differenza. Non lo riconosce nemmeno e vive solo nel rimpianto dell’amata moglie Ada. Sua madre

“Alessandro se la ricordava sempre uguale, forse perché non l’aveva vista invecchiare ed era rimasta una specie di icona sacra. Gli era sempre sembrata identica, precisa e irraggiungibile, perfettamente ordinata nella sua “divisa” di ordinanza che teneva nella vita: camicia bianca perennemente inamidata, una gonna nera, calze intonate e un paio di scarpe con tacco, sempre scure. Era stata una maestra elementare esemplare, una donna tutta d’un pezzo, di quelle di una volta, con il carattere forte e sfuggente di una leonessa ferita”.

Alessandro va a trovare il padre per tacitare i sensi di colpa e fatica a staccarsi da Emma e dalla fede che porta al dito. È un pasionario in tutto. Ma la sua vita deve cambiare e si trova costretto a comprare una casa sua e a creare uno stacco netto con la ex, anche se non vorrebbe.
E qui il destino ha qualcosa in serbo per lui.
Sarah arriva quando meno se l’aspetta. In un momento delicato, dopo la morte di un paziente a cui era sinceramente affezionato.
Si incontrano di sfuggita in un negozio di dischi.
Lei senza volere gli scippa il disco che cercava da anni. Il tempo di inseguirla e di vederla sparire dietro l’angolo che la ritrova dal notaio al momento del rogito.
È lei la proprietaria dell’appartamento che sta per comprare. E per Alessandro è un colpo di fulmine.
Nei giorni a seguire se la ritrova più volte sotto casa. Sarah con la H dice di avere nostalgia del suo vecchio appartamento. Lui la fa entrare. Fanno l’amore.
Ma saranno davvero i batticuori di cui Alessandro ha tanto bisogno?
La sua vita cambia drasticamente e passare dalla felicità al dolore è un niente.
Ma fino a che punto siamo disposti ad arrivare per amore?

Un susseguirsi di emozioni in crescendo trascineranno il lettore a un finale inaspettato.
Dopo il successo di Mio padre era comunista ecco di nuovo la bella scrittura di Luca Martini in una storia personale e sensibile. Una scrittura che ti fa sentire a casa.

Luca Martini – Bologna – 1971 – presente in numerose antologie e riviste letterarie – è autore di romanzi, poesie, racconti, monologhi teatrali e favole illustrate. Ha pubblicato i romanzi: Mio padre era comunista, Il tuo cuore è una scopa, le raccolte di racconti: L’amore non c’entra, Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili, Il nostro due agosto e ha curato le antologie: Vinyl – Storie di dischi che cambiano la vita con Gianluca Morozzi e On The radio – Storie di radio, DJ e rock’n’roll con Barbara Panetta.

Source: libro del recensore.

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