Posts Tagged ‘Svezia’

:: Scomparsi, Caroline Eriksson (Nord, 2016) a cura di Micol Borzatta

31 maggio 2016
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Agosto. Piccola cittadina sulle sponde del lago Maran, in Svezia.
Mentre Greta prepara la colazione osserva Alex e Smilla che giocano. La complicità tra padre e figlia è fortissima, talmente forte che a volte Greta è quasi gelosa. Nel complesso però sembrano una famiglia felice.
Alex decide di passare la giornata sull’isoletta al centro del lago. Durante il viaggio però Alex spaventa Greta raccontandole le leggende legate al lago e alla scomparsa di persone nel nulla.
Arrivati all’isola Alex e Smilla scendono subito a giocare agli esploratori e ai pirati mentre Greta rimane sulla barca a riprendersi dal mal di mare che l’ha colpita per tutto il tragitto. Cullata dal tepore del sole e dalla calma Greta si addormenta quasi senza accorgersene. Al suo risveglio però qualcosa non torna. Infatti non sente nessun suono e dentro di sé sa che Alex e Smilla sono scomparsi. Greta scende subito a cercarli ma senza risultati. Decide allora di rivolgersi alla polizia e denunciare la scomparsa, ma quando la poliziotta che la riceve fa un controllo di routine su di lei scopre che Greta non è mai stata sposata e nemmeno madre.
Chi sta dicendo la verità? È possibile che i suoi ricordi siano tutti fasulli?
Un romanzo molto particolare, a partire già dalla voce narrante, che appartiene a Greta. Tutto in prima persona la narrazione continua a saltare dal presente al passato ripercorrendo tutti i ricordi di Greta, le sue paure e le sue ansie, descrivendo al lettore una situazione molto pesante ma nello stesso tempo irresistibile. Con questo trucco stilistico la Eriksson riesce anche a inserire nella narrazioni continui controsensi, trasmettendo sia la confusione mentale di Greta che tenere il lettore sempre in apprensione cercando di capire cosa sia successo effettivamente senza riuscirci, perché tutto non è mai quello che sembra.
Un thriller psicologico che è perfetto sia per gli appassionati del genere che per avvicinare nuovi lettori al genere.

Caroline Eriksson è laureata in psicologia sociale.
Per dieci anni ha lavorato come consulente nell’ambito delle risorse umane, ma la sua passione è sempre stata la narrativa.
Vive nei pressi di Stoccolma con il marito e due figli.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Barbara e Laura dell’Ufficio stampa Nord.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Nel nome di mio padre, di Viveca Sten (Marsilio, 2016) a cura di Micol Borzatta e Elena Romanello

11 maggio 2016
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Micol Borzatta

Novembre 2006. Sandhamm. Una ragazzina, Lina Rosén, sparisce mentre tornava a casa in bicicletta dopo aver passato la serata a casa dell’amica del cuore. L’ispettore Thomas Andreasson viene chiamato immediatamente a investigare, ma purtroppo non c’è traccia di Lina. Le indagini rimangono bloccate e il corpo della ragazzina non viene mai ritrovato.
Febbraio 2007. Nora è costretta ad andare a una festa, non ha nessuna voglia, ha la testa piena di pensieri. Mentre sta cercando di sbrogliare la matassa che ha in testa un’altra partecipante alla festa le sta parlando. Le parole continuano a uscire velocemente, ma a un certo punto qualcosa attira l’attenzione di Nora. La signora sta infatti parlando di una sua amica infermiera che ha una relazione con un dottore sposato di nome Henrik. Peccato che Henrik è il marito di Nora.
Ritorna a casa il più velocemente possibile e sbatte fuori di casa il marito. Decide poi di approfittare delle vacanze dei figli per andare con loro a Sandhamm, l’isoletta in cui hanno la casa e dove Nora ci è cresciuta da piccola.
Arrivata sull’isola spera di passare qualche giorno tranquilla ma purtroppo non sarà così. I bambini infatti mentre giocano trovano un corpo sepolto dalla neve. Sembrerebbe una ragazzina.
Viene chiamato immediatamente Thomas Andreasson che inizia subito le indagini sempre più convinto che sia il corpo di Lina.
Nora, che conosce Thomas fina dall’infanzia, decide così di unirsi alle indagini e di far chiarezza su quel ritrovamento.
Un romanzo dal classico stile nordico, non solo per le ambientazioni, ma anche dal ritmo di narrazione.
Si nota fin da subito che Sten Viveca è stata molto ispirata da Camilla Lackberg, non solo dalla presenza di una coppia di investigatori che si conoscono fin da bambini, ma anche dallo stile delle descrizioni.
I luoghi e i personaggi infatti non sono per niente originali, molto stereotipati, anche se comunque ben definiti, tanto che il lettore riesce subito a immedesimarsi e a legare con loro, che tutto sono tranne che semplici comparse.
Un’altra bravura da riconoscere a Viveca è la capacità di mischiare la storia di base con le vicende personali dei personaggi, creando così linee secondarie che portano il lettore ad avere dubbi e a essere depistato dalla soluzione del mistero che non capirà per certo se non alla fine del libro.
Un romanzo adatto a qualsiasi lettore che voglia avvicinarsi alla narrativa gialla scandinava.

Source: bozza non corretta inviata dall’editore, ringraziamo Anna Chiara dell’Ufficio Stampa Marsilio.

Elena Romanello

Dalla Svezia arriva per Marsilio una nuova voce del thriller, già definita la nuova Lackberg, che non vuol dire comunque essere un suo clone.
L’isola di Sandön, chiamata Sandhamn da chi ci vive, esiste veramente, ed è sul Mar Baltico al largo di Stoccolma. Nei mesi estivi è una rinomata località turistica, tra spiagge bianche e un cuore di boschi, d’inverno ha gli stessi problemi della terraferma a quelle latitudini. In un novembre gelido, quando sull’isola sono rimasti solo i residenti, una sera scompare Lina, vent’anni, dopo una serata passata con la sua migliore amica. La madre dà subito l’allarme, anche perché non si capisce cosa possa esserle successo in un posto così tranquillo, e a Sandhamm arriva l’ispettore Thomas Andreasson, originario dell’isola, che si trova a dover fare i conti con un clima non certo amichevole per girare e fare ricerche. A lui si unisce Nora, sua amica d’infanzia, avvocato in fuga da un matrimonio infelice, che si è rifugiata a Sandhamm e che si rivelerà una valida alleata, soprattutto quando alcuni mesi dopo un gruppo di bambini dell’isola farà una macabra scoperta nei boschi.
Il tema dei delitti che si nascondono dietro ad un luogo idilliaco non è nuovo e Camilla Lackberg è stata maestra a raccontare questo, tenendo conto che le democrazie scandinave hanno rivelato nei loro thriller tanti lati oscuri nascosti nelle pieghe della società, tra estremismi politici, violenza contro le donne, razzismo, discriminazioni e conti mai fatti con il passato, soprattutto con il periodo nazista dove nel Nord Europa ci furono non pochi fiancheggiatori. In questa storia, tra un inverno gelido che ridimensiona un piccolo paradiso e un’estate in cui il paradiso è contaminato dall’inferno, è il passato che torna il grande responsabile, un ricordo di quando Paesi all’avanguardia oggi comunque nei costumi e nelle libertà erano decisamente bigotti e legati a schemi arcaici, cose che possono anche a distanza di anni scatenare rabbie e rancori.
Nel nome di mio padre è l’ennesimo titolo di un filone che non stanca, che riesce comunque a raccontare storie interessanti, forse anche perché sa entrare nell’animo umano, uguale anche in un’isola che oscilla tra inverno e estate, tra inferno e paradiso. I due protagonisti, che si ritroveranno in altre storie, sono un’altra di quelle coppie riuscite, anche loro alla fine legati al passato e a un luogo da cui non riescono a staccarsi.

Provenienza del libro: dono dell’ufficio stampa, si ringrazia Chiara Tiveron

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Viveca Sten è nata a Bergstedt nel 1959 ed è una scrittrice e avvocato svedese. Dai suoi libri è stata tratta anche la serie televisiva Omicidi a Sandhamn, con protagonisti il detective Thomas Andreasson e la sua migliore amica Nora Linde sull’isola di Sandhamn. Viveca vive a Stoccolma con il marito e i tre figli ma trascorre lunghi periodi sull’isola di Sandhamn dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni.

:: L’angelo di ghiaccio, Stefan Ahnhem (Sperling & Kupfer, 2016)

9 maggio 2016
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Non avrebbe dovuto succedere. Del resto nulla lasciava immaginare che quella lettera potesse davvero arrivare al suo destinatario. Gli ostacoli erano così numerosi che le probabilità di giungere a destinazione rasentavano lo zero.
Eppure era proprio quello che era accaduto.
Un anno, quattro mesi e sedici giorni dopo che la lettera era stata infilata in una fessura del convoglio dei prigionieri ed era stata strappata via dai venti nella notte nera, Maria Shawabkeh l’aveva trovata; alcune ore dopo riusciva solo con grande sforzo a riporla nella busta a mancava tutto tranne un nome.
Tre notti insonni dopo aver letto quella orribile cronaca fece alcune ricerche in rete, l’affrancò scrisse l’indirizzo completo e la lasciò all’ufficio postale più vicino. Senza la minima idea delle conseguenze.

Dopo aver esordito con Domani tocca a te, Stefan Ahnhem porta al thriller svedese una ventata di novità o per lo meno cattiveria che non mi sembra di aver notato ultimamente in nessun altro giallo nordico. L’avevo già riscontrata nel libro di esordio, a dire il vero, ma se vogliamo in L’angelo di ghiaccio questa componente è ancora più marcata e tendente all’ horror, per lo meno in alcune scene che sicuramente lasceranno nel lettore un certo sgomento. Insomma un poliziesco per palati forti, per lettori che sopportano scene di cannibalismo (per lo meno in sogno) ritrovamenti di cadaveri dissezionati (con orbite oculari conservate in frigo e scambiate per cipolline). In breve non voglio farvi la carrellata di tutti i macabri reperti, ma se vi aspettate un normale e tranquillo giallo nordico, L’angelo di ghiaccio non lo è.
Detto questo vi avverto di una sorta di straniamento che vi assalirà iniziando il libro. Per chi ha già letto Domani tocca a te e conosce il personaggio di Fabian Risk, un piccolo riepilogo: allora nel primo romanzo della serie troviamo questo poliziotto amareggiato e reduce da un’ indagine che lo costringe a lasciare Stoccolma e rifugiarsi nella sua città natale Helsingborg, nel sud della Svezia, a cercare di rimettere assieme i cocci della sua vita. Bene questo secondo episodio, narra fatti cronologicamente precedenti al primo. Scopriamo insomma perché lascia Stoccolma, continuando sempre a fare il poliziotto.
Un altro punto da chiarire è il titolo. Il titolo originale Den Nionden Graven #TheNinthGrave, La nona tomba, (che ha un significato preciso nella narrazione), viene tralasciato in favore di un più poetico L’angelo di ghiaccio, termine che pur se non accennato si riferisce senz’altro all’assassino, e se leggerete il libro avrete modo di avvertirlo anche voi. Dunque vi ho avvisato delle componenti splatter, (sangue e budella), dell’aspetto cronologico, ho chiarito il titolo, un’altra cosa che mi preme dire è che un romanzo molto complesso.
Basta insomma un attimo di distrazione e zac perderete il filo della storia, per cui per una lettura ottimale, sono 453 pagine, prendetevi un weekend libero o per lo meno alcuni giorni in cui potete leggere senza interruzioni. Non che sia cervellotico o confuso ma considerate che ci sono due indagini una condotta in Danimarca e una in Svezia, con nomi di vittime, presunti colpevoli, ipotesi, false piste, e tutto il corollario. Un po’ di attenzione ci vuole se no finireste con non capire bene l’intreccio. E solo oltre metà avrete chiaro il tema del romanzo.
Tutto inizia con una lettera, e le sue tragiche conseguenze. Il prologo racconta tutto l’accidentato modo tramite cui (la lettera) arriva alla sua destinataria, e anche se sembra slegato dalla storia, è invece essenziale e illumina tutta la narrazione. Dicevo precedentemente che abbiamo due filoni di indagine parallele, una condotta in Svezia da Fabian Risk e la sua squadra e una condotta in Danimarca da Dunja Hougaard. Risk deve capire che fine ha fatto il ministro della Giustizia, praticamente scomparso a due passi dal Parlamento. Ci si metteranno di mezzo i servizi segreti, quindi va da sé che la cosa si rivela già da subito più complessa del previsto. Dunja Hougaard invece deve indagare sulla morte della moglie di un noto personaggio televisivo danese, uccisa in casa in un modo decisamente brutale. Subito si pensa che sia il marito l’assassino, ma anche lui scompare.
Sta arrivando Natale, nelle centrali di polizia si preparano le feste di fine d’anno, occasioni per sbronzarsi e magari per importunare le colleghe, Dunja Hougaard vivrà una brutta esperienza. Insomma la neve cade trasformando Stoccolma una delle città più belle del mondo, e i nostri investigatori si troveranno ad affrontare forse i casi più drammatici delle loro carriere. Fabian Risk per il lavoro trascura i figli (divertente, ma a dire il vero drammatico, quando una maestra della figlia lo chiama ad una riunione dei genitori), si interessa troppo a una collega, con cui lavora fianco a fianco nelle indagini, e con la quale si lascerà andare mettendo a repentaglio il suo matrimonio con Sonja. Malin collega di Risk, incinta di due gemelli, per il troppo lavoro si ammala di gestosi, e sebbene odi la sua condizione di donna in attesa, resta un poliziotto di prim’ ordine capace di intuizioni brillanti. Dunja Hougaard invece se la deve vedere con il suo più stretto superiore, con un collega che la odia perché crede che gli ha fatto le scarpe per avere l’indagine, e con un fidanzato che non ama. Insomma tra vita privata e vita professionale i nostri protagonisti avranno di che stare allegri.
In conclusione una bella serie, un autore interessante, capace di scrivere polizieschi affatto banali e con una sorta di morale. C’ è pure una componente sociale e politica nella più pura tradizione di Stieg Larsson, si può condividere o meno, senz’altro è efficace nel dare drammaticità alla trama, ai motivi che spingono l’assassino a fare quello che fa.
Buona lettura e se l’avete letto venite pure a commentare, ma mi raccomando senza spoiler. Traduzione di Roberta Nerito.

Stefan Ahnhem vive a Stoccolma, dove è nato nel 1966. Famoso sceneggiatore, ha lavorato per il cinema e la tv, spaziando dalla commedia al thriller. Ha iniziato la serie con l’ispettore Risk in Domani tocca a te, un successo internazionale. L’angelo di ghiaccio è il secondo romanzo con Fabian Risk, bestseller in Scandinavia e vincitore del premio Crimetime Specsavers.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marina dell’Ufficio Stampa Sperling & Kupfer.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.