Posts Tagged ‘Alessandro Storti’

:: La foresta assassina di Sara Blædel (Fazi 2018) a cura di Micol Borzatta

20 marzo 2018
La foresta assassina

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Per Sune è una notte molto importante. Infatti ha appena compiuto quindici anni e quella sera affronterà il suo rito di passaggio per lasciare la sua fase di bambino ed entrare nel mondo degli adulti.
Sapendo che a Sune piacciono molto i libri e poco la vita sociale, gli uomini del gruppo gli fanno come regalo una ragazza, ma a Sune non interessa fare l’amore con quella donna davanti a tutti, così scappa e si nasconde, e dal suo nascondiglio vede suo padre e tutti gli altri violentare a turno la giovane fino a lasciarla priva di vita.
Da quel momento Sune, spaventato e terrorizzato, decide di rimanere nascosto nella foresta e di non tornare a casa, per paura di cosa potrebbe fargli il padre.
Qualche giorno dopo, mentre la polizia sta cercando Sune, di cui è stata denunciata la scomparsa, viene avvistato da una donna e da alcune telecamere a movimento messe per monitorare i volpacchiotti.
Del caso viene incaricata Louise Rick, che ha appena ripreso servizio dopo una terribile vicenda accaduta mentre indagava su un altro caso.
Louise, nata e cresciuta a Hvalso, conosce perfettamente sia il villaggio, la foresta e la gente del posto, gente che scopre essere molto probabilmente collegata alla morte del suo fidanzato, dichiarato suicidio ma di cui ora si pensa si sia trattato omicidio.
Romanzo molto intrigante che fin dalle sue prime pagine sa tenere il lettore legato alla lettura catturandone l’attenzione grazie a una narrazione molto ben congeniata, come una ragnatela di eventi che ti si stringe addosso e da cui non riesci a liberarti se non a fine romanzo.
Dal primo romanzo dell’autrice, Le bambine dimenticate, possiamo notare una crescita della protagonista molto ben delineata, che ci permette di ritrovare un’amica che abbiamo salutato con la fine dell’altro romanzo, ma con tratti molto più adulti e maturi.
Mi è piaciuta molto anche la scelta di Sara Blædel di raccontare alcuni accenni del primo romanzo, in modo da dare continuità alla storia, in questo modo chi ha letto il primo romanzo si trova con un piccolo riepilogo che risveglia i ricordi del romanzo, mentre chi non lo ha letto ha un’infarinatura di cosa sia successo per cui Louise si ritrova con determinati pensieri e a fare determinate scelte, e la voglia di recuperarlo.
Un romanzo davvero incredibile in cui l’autrice è riuscita a correggere anche quei piccoli errori di narrazione che si erano riscontrati nel primo romanzo.

Sara Blædel nasce nel 1964.
È l’autrice numero uno in Danimarca con i best seller riguardanti la serie con Louise Rick.
Tradotta in trentasei paesi ha anche ricevuto il Golden Laurel, il più prestigioso premio danese per la letteratura.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Cristina dell’ ufficio stampa Fazi.

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:: Scomparsi, Caroline Eriksson (Nord, 2016) a cura di Micol Borzatta

31 Mag 2016
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Agosto. Piccola cittadina sulle sponde del lago Maran, in Svezia.
Mentre Greta prepara la colazione osserva Alex e Smilla che giocano. La complicità tra padre e figlia è fortissima, talmente forte che a volte Greta è quasi gelosa. Nel complesso però sembrano una famiglia felice.
Alex decide di passare la giornata sull’isoletta al centro del lago. Durante il viaggio però Alex spaventa Greta raccontandole le leggende legate al lago e alla scomparsa di persone nel nulla.
Arrivati all’isola Alex e Smilla scendono subito a giocare agli esploratori e ai pirati mentre Greta rimane sulla barca a riprendersi dal mal di mare che l’ha colpita per tutto il tragitto. Cullata dal tepore del sole e dalla calma Greta si addormenta quasi senza accorgersene. Al suo risveglio però qualcosa non torna. Infatti non sente nessun suono e dentro di sé sa che Alex e Smilla sono scomparsi. Greta scende subito a cercarli ma senza risultati. Decide allora di rivolgersi alla polizia e denunciare la scomparsa, ma quando la poliziotta che la riceve fa un controllo di routine su di lei scopre che Greta non è mai stata sposata e nemmeno madre.
Chi sta dicendo la verità? È possibile che i suoi ricordi siano tutti fasulli?
Un romanzo molto particolare, a partire già dalla voce narrante, che appartiene a Greta. Tutto in prima persona la narrazione continua a saltare dal presente al passato ripercorrendo tutti i ricordi di Greta, le sue paure e le sue ansie, descrivendo al lettore una situazione molto pesante ma nello stesso tempo irresistibile. Con questo trucco stilistico la Eriksson riesce anche a inserire nella narrazioni continui controsensi, trasmettendo sia la confusione mentale di Greta che tenere il lettore sempre in apprensione cercando di capire cosa sia successo effettivamente senza riuscirci, perché tutto non è mai quello che sembra.
Un thriller psicologico che è perfetto sia per gli appassionati del genere che per avvicinare nuovi lettori al genere.

Caroline Eriksson è laureata in psicologia sociale.
Per dieci anni ha lavorato come consulente nell’ambito delle risorse umane, ma la sua passione è sempre stata la narrativa.
Vive nei pressi di Stoccolma con il marito e due figli.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Barbara e Laura dell’Ufficio stampa Nord.

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:: La stagione del sangue, Samuel Bjørk (Longanesi, 2016)

1 Mag 2016
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Hugo Lang sorrise e con una mano sfiorò lo schermo per accarezzarle una guancia. Si era tanto affezionato e quella prima, quella più giovane con il tatuaggio, da aver pensato che non potesse esistere nulla di meglio, mentre adesso, anche se la conosceva solo da due giorni, si rendeva conto che quest’altra gli piaceva ancora di più. Strano, eppure era così.
Il primo giorno non gli era parsa granché sveglia: non si era resa conto di come dovessero andare le cose. Poi però era arrivato lui, il tizio coperto di piume. Era entrato nella stanza chiusa a chiave, e da allora lei aveva fatto quello che doveva.

Chi ha letto La stagione degli innocenti (Det henger it engel alene i skogen, 2013), romanzo di esordio di Samuel Bjørk, uscito l’anno scorso in Italia per Longanesi, già conosce i personaggi di Holger Munch e Mia Krüger. Lui capo dell’unità investigativa di Mariboes gate, divorziato, barbuto, sovrappeso, cinquantenne amante di enigmi, giochi enigmistici e di scacchi (Una stanga di ferro si trova in un lago. Metà della stanga è sottoterra. Un terzo della stanga è sott’acqua. Otto metri spuntano dalla superficie. Quanto è lunga la stanga?). Lei esile, capelli neri da indiana, occhi azzurri chiarissimi, un passato difficile che cerca di esorcizzare con alcol e psicofarmaci, sempre a un passo dal suicidio, ma con un talento infallibile per decifrare le scene del crimine e sondare le menti criminali (Io credo sia il suo lavoro a farla ammalare).
A unire i loro destini questa volta un nuovo caso, (sono passati solo pochi mesi dai fatti di La stagione degli innocenti) che inizia con il ritrovamento di un cadavere. Così appunto inizia La stagione del sangue, (Uglen, 2015), tradizione letterale del titolo originale “La civetta”. Sempre edito da Longanesi, e tradotto questa volta oltre che da Ingrid Basso, anche da Alessandro Storti.
Siamo in autunno, i primi giorni di ottobre, il fresco sole del sabato inondava il paesaggio circostante con una luce magnifica: tenui raggi sulle foglie d’autunno rosse e gialle che molto presto sarebbero cadute lasciando il posto all’inverno. Tom Petterson, un botanico che lavora all’istituto di biologia dell’Università di Oslo, lascia la vista del fiordo di Oslo (è un fiordo della Norvegia meridionale che si estende per un centinaio di chilometri, sullo Skagerrak) e si inoltra in un bosco sulla punta della penisola di Hurunlander. In una radura trova il corpo senza vita di un’ adolescente. La particolarità del ritrovamento consiste nella messinscena organizzata dall’assassino che fa pensare a un rito sacrificale di qualche strampalato culto satanico.
La ragazza, magrissima quasi scheletrica, con una parrucca in testa giace nuda con gli occhi spalancati in un letto di piume. Con un giglio bianco in bocca. Intorno a lei, candele disposte a formare un pentacolo, una stella a cinque punte, un simbolo magico. Occultismo. Satanismo. Ma la cosa davvero strana è che dal referto autoptico risulta che lo stomaco è pieno di mangime per animali. Da qui la magrezza. La ragazza è stata imprigionata, seviziata dalla sua scomparsa tre mesi prima da un centro per ragazzi problematici. Si chiamava Camilla Green.
Holger Munch capisce al volo che c’è un’unica strada per cercare di decifrare la scena del crimine e catturare l’assassino, avvalersi dell’aiuto di Mia Krüger, giudicata instabile e estromessa dalla squadra. Holger Munch non è uno che lecca il culo a nessuno, ma per riaverla e pronto a farlo convincendo il suo capo che non c’è altra scelta. Così Mia più o meno ufficiosamente torna al lavoro. Tra interrogatori, false piste, antropologi radiati dall’università, e direttori di musei di storia naturale a cui hanno rubato un’ intera sezione del museo, i passi avanti non sono molti, finchè un hacker amico di Gabriel, uno dei membri più giovani della squadra, non scopre nei meandri più oscuri di Internet un video, e pur non amando le forze dell’ordine, lo consegna alla polizia. E allora sì, finalmente le nebbie si diradano e la chiave del mistero è nelle loro mani.
La stagione del sangue è dunque certamente un poliziesco all’altezza del precedente. Oscuro, realistico, per certi versi anche splatter, sebbene non è la paura di un horror la sensazione principale che riesce a trasmettere. Diviso in nove parti, suddivise in capitolo molto brevi, il romanzo è senza dubbio capace di tenere desta l’attenzione del lettore con un intreccio sì complesso, ma non confuso e sicuramente non banale. La parte che ho apprezzato di più è sicuramente la descrizione della vita dei giovani di Oslo, tra pub e locali dove l’alcol scorre a fiumi, associazioni animaliste, cortei contro il potere dello Stato, e un’avversione endemica per il “sistema”.
La Norvegia di Samuel Bjørk è sicuramente diversa da quella che vediamo nei depliant turistici. Proliferano le sette, e le associazioni esoteriche, l’ Ordo Templis Orientis, i massoni, il satanismo. In Norvegia. Oggi. Vivi e vegeti. Su internet si organizzano live feed, i giovani hacker sono attivissimi, (e non sono tutti white hat) la branca norvegese delle associazioni animaliste organizzano veri atti di guerriglia contro le persone o le aziende che maltrattano gli animali, i professori universitari vengono radiati per l’uso della marijuana. Insomma è una società molto vivace e per nulla statica. Interessante nei suoi intrecci tra il “sistema” (non è in parlamento che si decidono le cose) e i giovani ribelli che ad esso vogliono sfuggire.
Il quadro generale penso di averlo fatto, spero di non aver parlato troppo della trama, ma ho cercato di essere criptica il più possibile pur dandovi un’ idea della storia. Buona lettura.

Samuel Bjørk è lo pseudonimo di Frode Sander Øien, poliedrico artista norvegese. Autore di pièce teatrali, musicista e cantautore, ha tradotto alcune delle opere di Shakespeare. Vive a Oslo.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’Ufficio Stampa Longanesi.

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