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Oxford, Giacomo Pirovano, (Oltre edizioni, 2020) A cura di Viviana Filippini

3 novembre 2020

Avete mai pensato di andare a fare una vacanza a Oxford, uno dei centri del sapere più antichi al mondo? Va bene, lo so che in questo periodo di pandemia è un po’ difficile andarsene in viaggio liberamente, ma una soluzione c’è. Mi sto riferendo a “Oxford”, il libro di Giacomo Pirovano, pubblicato da Oltre edizioni per la collana “I quaderni del Dragomanno”. Giacomo Pirovano, scienziato milanese, ha svolto il suo dottorato all’Università di Oxford (DPhil) e ha deciso di scrivere una piccola, agevole e simpatica guida di istruzioni per l’uso per tutti coloro che fossero interessati ad andare alla scoperta della città universitaria poco distante da Londra, immersa nella campagna inglese. Per cominciare, l’autore menziona tutti le principali università, istituti e college (38 in totale) presenti a Oxford, narrando come sono fatti al loro interno, ma anche fuori nei loro parchi, per addentrarsi poi nelle vie e viuzze della città, dove non sempre la convivenza tra gli abitanti e i tanti studenti presenti è stata facile nel tempo. Ecco allora che ci si imbatte nel Bresanose College nato nel lontano 1509 e posizionato su una delle piazze più belle della città. Si scopre Carfax Square dove nel 1355, nell’angolo fra Queen Street e St Aldate’s, avvennero i disordini di santa Scolastica a causa di una lite fra un oste e due studenti locali. Camminando ci si imbatte in Radcliffe Square dove si nota la struttura circolare della Radcliffe Camera, la biblioteca nella quale gli studenti studiano ore e ore, con le teste chine su libri. Si passa poi al Magdalene College (il preferito di Pirovano), con le sue architetture medievali e i suoi 120 acri di terra. In realtà lo scrittore porta il lettore anche fuori dal circuito dei luoghi nei quali si studia, per scoprire cosa si può vedere e vistare a Oxford. Andando a zondo per le vie della città ci si imbatte nel Covered Market, il mercato permanente, o nel Museo di storia e della scienza eretto nel 1683 per ospitare la collezione di Elias Ashmole (Ashomolean Museum) e diventato il primo museo pubblico al mondo. Non mancano teatri, pub, ponti e un’intrigante visita di Oxford dal fiume e sul fiume, per poter apprezzare a 360 gradi le bellezze della cittadina abitata da 150.000 persone. Pirovano arrivato a Oxford come ricercatore e dopo un aver finito un master in Scozia, accompagna il lettore, ed è come se ci prendesse per mano, e lo fa mettendo in evidenza la storia della città, i suoi usi, costumi e tradizioni e la presenza di tanti studenti arrivati un po’ da tutto il mondo per studiare in una delle università non solo più antiche, ma anche rinomate dell’intero globo. “Oxford” di Giacomo Pirovano è un vero e proprio concentrato di consigli utili e interessanti per viaggiare leggendo alla scoperta delle bellezze dell’antica città anglosassone, nell’attesa (pandemia permettendo) di visitarla dal vero.

Giacomo Pirovano è uno scienziato nato a Milano. Ha svolto il dottorato di ricerca (DPhil) presso l’Università di Oxford, nel Regno unito. Qui si è trovato a contatto con il fascino di una tradizione centenaria, che cerca di trasmettere attraverso le pagine di questo libro. Giacomo vive oggi a New York dove si occupa di ricerca sui tumori.

Source: richiesto all’editore. Grazie ad Anna Ardissone dell’ufficio stampa.

:: Arrivano parole dal jazz di Nicola Vacca (Oltre Edizioni 2020) a cura di Giulietta Iannone

5 ottobre 2020

Esce domani, 6 ottobre, Arrivano parole dal jazz raccolta poetica che l’autore Nicola Vacca dedica agli artisti che hanno fatto grande questa musica nata nei primi del Novecento come diramazione del Blues. Ma più che un mero omaggio in versi alle stelle più fulgenti di questa nobile arte è un viaggio come lo stesso jazz è, un viaggio nelle parole, nelle emozioni che il jazz suscita nell’autore, nel mondo che queste note sanno ricreare, un mondo malinconico, sporcato di pioggia e di screpolato spleen. Proprio la quarta parte della silloge “Perchè amo il jazz” ci porta nel cuore vero di questo volume e ci aiuta a dare una chiave di lettura per comprendere la profondità di questo amore per questa musica maudit, che trae le radici più profonde dai canti degli schiavi afroamericani d’America. Un dolore universale sembra sgorgare da questa musica senza tempo, che come tutte le arti eterne è stata amata e elaborata non solo da artisti afroamericani lasciando inciso nell’anima il senso vero di questa musica che travalica appunto le barriere etniche e sociali. Nicola Vacca trova le parole per esprimere tutto ciò e lo fa con semplicità e immediatezza, carismi della sua voce poetica autentica e sincera. Leggo tra le righe tanta sofferenza sublimata in bellezza, da vite molto spesso tormentate, precipitate negli inferni artificiali, o lasciate troppo presto alla deriva e condannate all’autodistruzione. E nonostante questi lati oscuri il jazz tocca le corde tese dell’anima, quasi non sporcandosi con le contingenze del mondo ma infondendo quel senso di meraviglioso che abbaglia e stordisce. Lasciarsi trasportare in questo mondo è appunto un viaggio nell’altrove, nel mitico e nel meraviglioso, nell’eternità rarefatta di un assolo, di un virtuosismo o di una voce sincopata e unica. Riuscire a trasmettere in parole cosa il jazz è, cosa rappresenta per tantissime persone nel mondo è la preziosa qualità di questo testo forse più destinato ad essere recitato in parole e musica che semplicemente letto. Ma anche nell’intimo di una lettura in solitudine trasmette quelle vibrazioni che scaldano il cuore e uniscono in una sorta di fratellanza universale le persone più diverse e complesse. Da segnalare la playlist finale a cura di Tommaso Tucci e le essenziali illustrazioni di Alfonso Avagliano che impreziosiscono il volume oggetto d’arte di per sè. Prefazione di Vittorino Curci.

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. Dirige la riviata blog “Zona di disagio”. Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Schena,1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004), Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007) Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008) Esperienza degli affanni (Edizioni il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010), Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio, 2011), Mattanza dell’incanto (prefazione di Gian Ruggero Manzoni Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (Galaad edizioni 2014) Luce nera (Marco Saya edizioni 2015, Premio Camaiore 2016), Vite colme di versi (Galaad edizioni 2016), Commedia Ubriaca (Marco Saya 2017), Lettere a Cioran (Galaad edizioni 2017), Tutti i nomi di un padre (L’ArgoLibro editore 2019), Non dare la corda ai giocattoli (Marco Saya edizioni 2019).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa e l’autore.