:: Recensione di Qualcosa di più dell’amore, Orlando Figes, (Neri Pozza, 2012) a cura di Viviana Filippini

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qualcosa di più dell'amoreQuella di Lev e Sveta Miščenco è un storia che è riuscita a trionfare sulla guerra, sulla deportazione e sulla crudeltà, durando nel tempo. La coppia è la rappresentazione concreta di quanto possa essere potente e invincibile il sentimento d’amore che unisce due persone. Lev e Sveta sono il segno concreto dell’eroismo quotidiano, del coraggio, della brama di vivere e di essere liberi. Questa non è fiction, ma è la magnifica scoperta fatta da Orlando Figes nel 2007, quando recatosi agli archivi del KGB comincio a leggere i documenti presenti in tre vecchi bauli appena consegnati al Memoriale. Le casse erano piene zeppe di lettere. Non atti o trattati politici, ma migliaia e migliaia di lettere private che i Miščenco si scambiarono tra il 1946 e il 1954. In realtà la storia tra Lev e Svetlana incominciò con il loro incontro all’università di Mosca nel settembre del 1935, dove tra i due studenti fu subito attrazione sincera e rispettosa. I due giovani cominciarono a trascorrere le loro giornate dividendosi tra gli studi, i pranzi in mensa, le lunghe passeggiate per le vie di Mosca e la lettura delle poesie della Achmatova e di Blok. Sveta fu una delle poche donne ad essere ammessa alla facoltà di fisica presso la prestigiosa università dell’Unione sovietica negli anni Trenta del Novecento e questo scatenò l’orgoglio di Lev. Lo stesso sentimento riempì l’animo di lei, quando Lev venne nominato assistente dell’Istituto di Fisica Lebedev nel 1940. Poi, lo scoppio della Seconda guerra mondiale e il precipitare convulso degli eventi li allontanerà. Lev arruolatosi volontario sarà catturato dai militari tedeschi e internato a Buchenwald. Nel 1945 finita la guerra il protagonista maschile di questa storia sarà liberato, ma le forze militari di Stalin lo arresteranno. Lev verrà processato con l’accusa di spionaggio e alto tradimento verso lo Stato e condannato a 10 anni di prigione da trascorre nel gulag di Pečora. La lontananza non riuscirà a scalfire il sentimento che lega Sveta e Lev e tra i due comincerà un fitto scambio di lettere e azzardate incursioni segrete della donna dentro al campo di lavoro forzato. Le lettere tra Lev e Sveta sono ricche di particolari sulla vita nel campo di lavoro dove in inverno le temperature arrivavano fino a – 47°C, dove si lavorava a contatto con la neve e l’acqua gelida e dove, a causa di un alimentazione non corretta, c’era il proliferare di malattie di vario genere. La lunga prigionia, le sofferenze fisiche e psicologiche – frequenti nei deportati era il manifestarsi di gravi stati depressivi dovuti all’impossibilità di sapere con precisione la data della liberazione- non scalfiranno mai e poi mai il misterioso sentimento, che è un qualcosa in più dell’amore tanto è intenso e tenace, che porta Lev e Sveta a rimanere vicini e uniti nonostante la separazione forzata. La vicenda – e tengo a precisare che è vera- che emerge da Qualcosa di più dell’amore è una reale testimonianza dei sentimenti, delle paure, dei dolori e delle gioie che hanno animato la vita di Lev e Sveta. Ogni pagina racconta le emozioni e i sentimenti che hanno travolto i due protagonisti, ma allo stesso tempo ci permettono di conoscere le grandi tensioni socio-politiche che animavano la Russia negli anni di governo stalinista. Qualcosa in più dell’amore di Orlando Figes è un importante documento storico grazie al quale la piccola storia quotidiana della duratura passione tra Lev e Sveta vince sulla crudeltà e sulla sopraffazione che hanno caratterizzato spesso la Storia.

Orlando Figes è professore di Storia presso il Birkbeck College dell’ Università di Londra. E autore di sette libri a tematica storica tradotti in 27 lingue. Tra le sue opere oltre a Qualcosa di più dell’amore (Neri Pozza), si ricordano La tragedia di un popolo (vincitore nel 1997 del “Wolfson History Prize”, del “Wh Smith Literay Award”, del “Longman/ History Today book of the year”, del “NCR Book Award” e del “LA Time Book Prize”), La danza di Nataša edito da Einaudi(finalista nel 2003 del “Samuel Johnson Prize”), Sospetto e silenzio edito da Mondadori (finalista nel 2008 del “Royal Society of Literature Ondaatje Prize e del “Samuel JohnsonPrize”) e di Crimea. L’ultima crociata. Per saperne di più www.orlandofiges.com .

2 Risposte to “:: Recensione di Qualcosa di più dell’amore, Orlando Figes, (Neri Pozza, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. davide ferrari Says:

    ottima recensione, come si fa a non leggerlo.

  2. Viviana Says:

    a parte la recensione questo libro è veramente intenso e curioso, lo consiglio non solo a chi ama il genere storico, ma anche a chi volesse capire quanto potente può essere l’amore tra due persone
    grazie a te Davide

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