Archive for the ‘Consigli di lettura’ Category

:: Un blues per Dave di Shanmei disponibile su Amazon

21 aprile 2020

In tutta franchezza non ricordo la ragione precisa che mi ha portato a questo.
A cambiare la mia vecchia vita con questo sottoprodotto scadente e squallido di farsa in cui trascino ormai i miei giorni.
Ah, sì, le donne, la mia unica debolezza.
Il mio unico vizio.
Nel mio ambiente non era difficile trovarsene uno di vizio, anzi, folleggiare con diversi nello stesso tempo.
C’era l’alcool, ma forse era più per i romantici, che amavano aggrapparsi a un bicchiere come a un’ ancora di salvataggio, portandolo sempre con sè, anche nei momenti meno opportuni.
Poi c’era la droga, sì, l’eroina, andava decisamente per la maggiore.
E come non pensare ai soldi.
L’avidità era una droga altrettanto dannosa.
Un’amante esigente, per giunta.
Ma io avevo altri progetti in mente, altre ambizioni se vogliamo e mi bastava la musica, la mia musica che suonavo nei club sulla spiaggia, o a volte invitato in feste private.
La musica e le donne, non mi serviva altro.
Anche se una vocina dentro di me mi sussurrava maligna che un giorno avrei incontrato quella capace di sbriciolarmi la vita.
E successe, successe davvero.
Ora sopravvivo, chiuso in questo ufficio da investigatore privato di quart’ordine, ad aspettare clienti come un ragno.
E ogni tanto, sì, ascolto musica jazz alla radio.
Tutto quello che mi resta di quei bei vecchi tempi.

Arrivai a Los Angeles una sera d’estate del 1949.
Indossavo un unico vestito, di cotone grigio, un po’ liso ai gomiti, fatto su misura in una sartoria cinese di Kansas City.
Sembrava elegante, perlomeno ad una prima occhiata molto distratta ed era tutto quello che mi serviva.
Dopo tutto l’apparenza è una dote troppo spesso sottovalutata.

La storia continua su Amazon: link all’acquisto

blues per dave

:: Il Teatro sull’Acqua presenta “VI CONSIGLIO UN LIBRO” Con Dacia Maraini

16 aprile 2020

dacia-maraini-teatro-sullacqua

Restare a casa vuol dire guadagnare un tempo in più, che ci permette di leggere un bel libro che con un battito di ali ci porta lontano, col tempo dinamico dell’immaginazione, in un paesaggio sconosciuto e tutto da percorrere.
Dacia Maraini

Dacia Maraini, direttrice artistica del festival Il Teatro sull’Acqua di Arona, ci consiglia la lettura di La notte delle beghine”, Aline Kiner, Neri Pozza 2018. Video-consiglio di lettura disponibile in rete sul canale You Tube del Festival.

La notte delle beghine 01

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Sito dell’editore per leggere la trama qui

Il Teatro sull’Acqua ha realizzato anche altri video-consigli di lettura che saranno pubblicati nelle prossime settimane.

Buone letture!

Bjorn il morfirio di Thomas Lavachery (Gallucci 2020) A cura di Viviana Filippini

10 aprile 2020
Bjorn

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Il mondo dove il tutto accade è il regno di Fizzland, l’anno è il 1065 e per Bjorn e la sua famiglia ogni cosa cambierà con l’arrivo di un tremendo nemico che ha la forma di neve e ghiaccio. Questo è lo scenario di “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery, edito da Gallucci. Il “Demonio bianco” prenderà d’assedio i villaggi dei vichinghi, compreso quello dove vive Bjorn. L’obiettivo è preciso: sterminare la popolazione e prendere tutte le anime di ogni singolo essere vivente. Tra gli abitanti del villaggio che cercano di sfuggire al gelido nemico ci sono Bjorn e la sua famiglia. Il gruppo decide di rintanarsi in casa per trovare riparo (c’è un richiamo all’esperienza di noi chiusi in casa con il Corona-virus), mentre, per altri abitanti invece la reclusione forzata causerà forme di pazzia, di egoismo e comportamenti inaspettati. Il protagonista Bjorn è un ragazzino e lui e la sua famiglia resistono, stanno a casa e non escono, perché sanno che il pericolo è lì fuori e che basta un attimo per diventare le sue prede.  Ed è proprio in questa clausura forzata che in Bjorn comincerà a succedere qualcosa. Il ragazzo spesso e volentieri farà dei sogni dove s troverà a combattere come se fosse un guerriero e, giorno dopo giorno, risveglio dopo risveglio, Bjorn cambierà davvero. Da ragazzino timido e impacciato, si trasformerà in ciò che mai avrebbe pensato di diventare. Qualcuno gli farà notare che quel suo nuovo coraggio e maestria nel combattere ricordano molto il morfirio, un raro eroe nordico, ma Bjorn non è del tutto convinto di questo. Comincerà a cambiare pensiero, quando una serie di inaspettati eventi (la casa distrutta dalla neve, la scoperta che i nemici sono interamente fatti di ghiaccio, il trovare quella che diventerà la sua inseparabile compagna di avventure in una magnifica spada e nuove amicizie), porteranno Bjorn ad agire sul campo e a mettere in uso tutte quelle nuove qualità (energia, astuzia, intelligenza, intuito, coraggio e passione) per salvaguardare le persone che ama e la sua terra. Il romanzo è il primo capitolo di una saga con protagonista il giovane Bjorn e ha preso forma da una storia che l’autore stesso raccontava a suo figlio da piccolo. Ora, quell’avventurosa narrazione è leggibile grazie alla pubblicazione fatta in Italia da Gallucci. Nel libro c’è l’avventura, c’è un po’ di mitologia nordica con troll, giganti, lupi mannari e draghi, che permettono al lettore di immergersi un’atmosfera narrativa tipica del fantasy. Non solo, perché ad una lettura ancora più profonda si intuisce anche che il libro può essere identificato come un romanzo di formazione, perché Bjorn vive in prima persona quello che è identificabile come  un percorso di crescita, di maturazione, di scoperta del sé, di nuove competenze che erano sopite nel proprio io. Non a caso, il protagonista sarà coinvolto in una serie di eventi dove lui dovrà superare prove su prove per trovare e portare un po’ di pace. “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery è una bella avventura narrativa, corredata dai disegni realizzati dell’autore, che evidenzia quanto situazioni di forte stress e pericolo possano indurre le persone (in questo caso Bjorn) a trovare il meglio delle proprie qualità da tempo sopite. Traduzione Simona Mambrini.

Thomas Lavachery è nato nel 1966 a Bruxelles, dove vive. Ha cominciato la sua carriera come disegnatore di fumetti, pubblicando le sue prime strisce a diciott’anni sulla rivista “Tintin”. Ha poi lavorato prima come sceneggiatore e poi come regista in una casa di produzione cinematografica. Ha diretto due documentari, uno dei quali dedicato alla spedizione sull’isola di Pasqua condotta nel 1934 da suo nonno, l’archeologo Henri Lavachery.

Source: inviato dall’editore Gallucci. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.

:: Nota di lettura: La memoria della cenere di Chiara Marchelli (NNE edizioni, 2018) a cura di Lidia Popolano

7 aprile 2020
La memoria della cenere

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La memoria della cenere è un bel romanzo dalla trama e dalla struttura drammatica molto ben curate. Immersi nello sfondo tragico dell’eruzione annunciata del vulcano, prodotto della fantasia dell’autrice: il Puy de Lúg, nell’Auvergne, assistiamo alla metaforica discesa all’inferno di Elena, una scrittrice ancora non troppo in sintonia con il suo talento e con molti nodi da sbrogliare sia nella personalità che nelle relazioni umane che intrattiene. Resi credibili i caratteri dei singoli personaggi e inevitabili le loro “non scelte”, l’occasione per far decollare la vicenda è fornita dalla scoperta di un segreto nella vita di Patrick, il compagno di Elena, che ha taciuto il suo passato recente più per l’incapacità di intrattenere una relazione autentica, che per la volontà di mentire. Nei giorni dell’eruzione e dell’immobilità forzata, Chiara Marchelli scioglierà il dramma così come era cominciato: molte le premesse e al punto giusto fumose, per un futuro tutto da ri-tessere.

ChiaraChiara Marchelli è nata ad Aosta e si è laureata in Lingue Orientali a Venezia. È autrice di quattro romanzi, una raccolta di racconti e un saggio su New York, la città dove vive. Insegna Letteratura Contemporanea, Traduzione e Scrittura Creativa alla New York University. Nel 2017 ha pubblicato Le notti blu (Giulio Perrone Editore), selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega.

Provenienza: libro del collaboratore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.

:: Rosa d’Oriente Tè verde e Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang

3 aprile 2020

Rosa d'Oriente Tè verdeOggi vi parlo di un tè delizioso, leggero, dolce, Rosa d’Oriente Tè verde, della famiglia dei tè verdi, consigliati al mattino essendo molto depurativi dalle scorie della notte. Questo è ottimo e speziato, composto di sencha cinese, gunpowder, Wu Lu, Pai Mu tan, Jasmin, erba cedrata, boccioli di roselline, fiori di calendula, aroma di mango e rosa, e fiordaliso.

Un tè ricco, come potete vedere anche dall’immagine. Se lo assaggerete scoprirete uno dei tè verde migliori della collezione. Bevo molti tè in questi giorni (ormai senza zucchero, per aiutare la linea, e perchè lo zucchero ormai ho imparato depotenzia le difese battericide dell’organismo). Senza essere una cura miracolosa, bere tè fa bene, disinfetta le vie urinarie, pulisce stomaco e intestino naturalmente. E drena i reni. Dove ristagnano batteri, virus e scorie.

Se è gradevole dunque ancora meglio, se è fatto con essenze e componenti di pregio beh vale tutti i soldi che costa (7, 20 E all’etto).

Se volete provarlo lo trovate a questo link.

Per una preparazione ottimale

vi rimando agli articoli precedenti qui:

Consigliati:

Un cucchiaio di tè per persona.
Temperatura dell’acqua di 80 °.
Tempo di infusione da 2 a 3 minuti.

Consiglio goloso

Consiglio di accompagnare Rosa d’Oriente Tè verde, con una fetta di torta Paradiso. La più semplice e buona che c’è.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura

Consiglio di sorseggiare Rosa d’Oriente Tè verde leggendo Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang, tradotto dal cinese da Maria Gottardo e Monica Morzenti, edito da Neri Pozza Editore. Seguirà a breve la recensione.

Source libro: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’ Ufficio Stampa Neri Pozza.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: Solidarietà digitale: tanti classici disponibili in formato gratuito

27 marzo 2020

Anna KareninaTra le iniziative atte ad aiutarci ad affrontare questa emergenza, c’è sicuramente quella che permette la possibilità di scaricare gratuitamente, dai principali negozi online, quasi tutti i migliori libri della letteratura mondiale, nelle traduzioni più prestigiose. Da lettrice, che si occupa di libri su questo blog ormai da anni, è una cosa che mi colpisce nel profondo, la creatività, non solo artistica, ma anche solidale ha davvero mille modi di esprimersi, e questo è sicuramente segno che per quanto distruttivo sia questo virus noi abbiamo la possibilità di neutralizzarlo. Per cui qui va il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno operato perchè questo si sia realizzato: editori, traduttori, redattori. Anna Karenina, nella traduzione di Gianlorenzo Pacini, Moby Dick, nella traduzione di Alessandro Ceni, Pere Goriot, nella traduzione di Cesare De Marchi, Orgoglio e pregiudizio, Madame Bovary, Moll Flanders, Le relazioni pericolose, La donna in bianco, Il conte di Montecristo, L’Odissea, Germinale, Notre-Dame de Paris, I Promessi sposi, Le Affinità elettive, Zanna Bianca, e tanti altri, li potete trovare tutti a questo link qui ma anche su altri store online. Buona lettura a tutti!

Nota: non tutti i libri sono ancora gratuiti, vi consiglio di affrettarvi.

:: Nota di lettura: María di Nadia Fusini, (Editore Einaudi 2019) a cura di Lidia Popolano

26 marzo 2020

978880624148HIGUna storia in apparenza come tante, quasi scontata. Una storia di violenza che raggiunge però un epilogo inatteso e non funzionale alla trama classica di una storia del genere, ma semmai alla comprensione profonda dei protagonisti.

Due uomini e due donne legati a una vicenda in apparenza di banale cronaca nera, che si svolge in un’isola non identificata chiaramente, ma che ricorda le atmosfere che si possono assaporare nelle Egadi. Due di loro: la coppia abusatore/vittima. Gli altri due: gli investigatori del crimine. Una storia raccontata con pochi accadimenti e molti pensieri e ipotesi.

I caratteri, ben delineati: all’inizio, soprattutto quelli della coppia abusatore/vittima, poi anche quelli degli investigatori. Una scelta spiazzante, questa, che Nadia Fusini realizza proprio nel finale del libro, quando tutto ormai sembra definito e invece c’è ancora spazio per illuminare due vite solitarie e “altre” che si riconoscono senza invadersi reciprocamente.

Non c’è un vero e proprio finale, ma il valore aggiunto del romanzo è proprio l’assenza dei fin troppo scontati “titoli di coda”. Una decisione sapiente che lascia il gusto amaro e dolce della realtà, fatto di disillusione e di speranza: vita vera.

:: Nota di lettura: Il giorno della nutria di Andrea Zandomeneghi (Tunuè 2019) a cura di Lidia Popolano

20 marzo 2020

image1Il giorno della nutria, di Andrea Zandomeneghi, è un romanzo dedicato alle parole e alle immagini del pensiero conscio e inconscio di un uomo pieno di nevrosi irrisolte, in una giornata particolare. Del dipanarsi della giornata di Davide, assistiamo al breve prequel, alle motivazioni e alla soluzione dell’enigma iniziale: la scoperta di una nutria scuoiata e congelata sugli scalini di casa, con tutte le implicazioni, le attribuzioni e i possibili significati, visibili e nascosti. Nello scioglimento dell’enigma, Andrea non fa sconti alle immagini da incubo presenti nella realtà, come quando racconta della malattia della madre di Davide, né a quelle del sogno o dell’ebbrezza: niente edulcoramenti né giustificazioni. Un libro coraggioso e ricco di citazioni provenienti da letture evidentemente assimilate dall’autore e non pretestuose, che fa ben sperare sulle case editrici e sugli scrittori autentici.

“Bloccati a casa? Vi regaliamo un ebook”. Fino al 25 marzo ebook gratuiti sul sito Gallucci

19 marzo 2020

BLoccati

“Bloccati a casa? Vi regaliamo un ebook per esercitare le sane abitudini” è l’iniziativa per i piccoli lettori, messa a punto dalla casa editrice Gallucci che, fino al 25 marzo, permetterà di scaricare gratuitamente una selezione di ebook dal loro sito della casa editrice. I titoli scelti per questa iniziativa coprono diverse fasce d’età e presentano anche delle favole tradotte da Collodi. Per scoprire quali sono le letture  gratuite –romanzi, racconti e fiabe-, potete visitare la sezione del sito all’indirizzo www.galluccieditore.com/ebookgratisperlemergenza. Inoltre, sempre sul sito della casa  editrice Gallucci sono pubblicate le istruzioni per scaricare gli ebook www.galluccieditore.com/istruzioniebook . Una bella iniziativa per stare vicino ai lettori piccini e  grandi.

:: Un incantevole aprile di Elizabeth von Arnim gratis da oggi a lunedì 22 marzo

18 marzo 2020

Un incantevole aprileGrazie a Fazi nei negozi online o direttamente sul loro sito in formato epub o mobi potete scaricare gratuitamente, da oggi a lunedì 22 marzo, l’ebook di #UnIncantevoleAprile di #ElizabethvonArnim, una storia di amore, amicizia e speranze ritrovate.

♥⇒ Link per trovare il libro: qui

Nata col nome di Mary Annette Beauchamp a Kirribilli Point, in Australia, da una famiglia della borghesia coloniale inglese, era cugina della scrittrice Katherine Mansfield. Visse a Londra, Berlino, in Polonia e infine negli Stati Uniti. Si sposò due volte – entrambi i matrimoni furono infelici – ed ebbe cinque figli, fra i cui precettori ci furono E.M. Forster e Hugh Walpole. Fra un matrimonio e l’altro, fu l’amante di H.G. Wells. Fu una scrittrice molto prolifica e di grande successo. Fazi Editore ha pubblicato Un incantevole aprile, Il giardino di Elizabeth, La fattoria dei gelsomini, Un’estate in montagna e Una principessa in fuga.

Decamerock, Massimo Cotto, (Marsilio 2020) A cura di Viviana Filippini

9 marzo 2020

DEcamerock“Decamerock. Ribellioni, amori, eccessi dal lato oscuro della musica” edito da Marsilio è il nuovo libro di Massimo Cotto. Nel titolo, oltre al rock, riecheggia il “Decamerone” di Boccaccio (citato all’inizio di ogni nottata),  e questo ci fa capire che il lettore farà un viaggio in una sorta di metaforica peste (vita di eccessi estremi) la quale, nel corso del  tempo, ha colpito il mondo del rock. Vero, qui non ci sono un gruppo di ragazzi che si ritira in un luogo protetto per salvarsi dall’epidemia, ma ci sono storie su storie, grazie alle quali Cotto ci intrattiene. Lo speaker ci accompagna un viaggio nelle vite dissolute e sregolate di molti artisti della musica rock, organizzando i contenuti del libro in Dieci nottate, più un momento intitolato “Prima dell’alba”, alternati a frammenti narrativi nei quali lui racconta la sua infanzia e adolescenza a Genova. “Decamerock” ti porta nelle vite vissute all’estremo, che sono sì un po’ maledette, ma che hanno anche tante fragilità e un fascino travolgente e appassionante. Per esempio c’è il Club del 27 dove si trovano quei cantanti che morirono, per una strana coincidenza, tutti a 27 anni. Qualche nome?  Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse e tanti altri con alle spalle una vita breve, fatta di eccessi, dove la musica era però il cuore che li animava. Tanti nomi, tanti cantanti e musicisti che sono passati alla storia per ciò che suonavano o per la band dove militavano, ma anche per dei retroscena non sempre noti. Un esempio? Avete mai sentito la musica di Moondog? Lui, all’anagrafe Louis Thomas Hardin, era un compositore e musicista americano, non vedente, e nonostante questo compose musiche eccellenti, scrisse poesie e inventò pure strumenti musicali. Lo si notava subitoperché, oltre a vivere come un homeless, girava sempre con un lungo mantello e un cappello in stile vichingo. Che dire poi di John Bonham, che non sapeva suonare strumenti musicali e che diventò il batterista ufficiale dei Led Zeppelin di Jimmy Page e Robert Plant. Bonham suonò in ben nove album della band, prima di morire a soli 32 anni, dopo aver bevuto litri su litri di alcolici e super alcolici. La cosa interessante del libro di Massimo Cotto è che l’autore non si limita a narrarci le vite del mondo del rock e del jazz, perché lo scrittore ad un certo punto tra i lunghi viaggi, le stanze di albergo, le bottiglie di alcool , ci  infila la musica classica con Mozart e Paganini. Mozart con la sua morte ammantata da un’atmosfera misteriosa e con quel “Requiem” che compose poco prima della sua scomparsa e prima di finire in una fossa comune. Accanto a lui, la figura istrionica di Paganini, che conquistò tutti per la sua bravura così fuori dalla norma, tanto che i suoi  coevi pensavano avesse fatto un patto col diavolo per suonare in quel modo. “Decamerock” di Massimo Cotto è una lettura davvero piacevole, perché se da un lato, ti fa conoscere la dimensione umana e nascosta degli eccessi esistenziali di molte icone della musica, dall’altro, ad ogni storia letta, si sente l’irrefrenabile bisogno di andare ad ascoltare quella musica del passato che ti conquista anche nel presente.

Massimo Cotto (Asti, 1962), una delle voci più note di Virgin Radio, da quasi quarant’anni scandaglia l’universo rock. Scrittore (ha al suo attivo oltre 70 libri di argomento musicale), autore e conduttore televisivo, ideatore e animatore di spettacoli teatrali, giornalista, ha collaborato con vari quotidiani e scritto per le principali riviste italiane e internazionali, inclusa la leggendaria «Billboard». Su Virgin Radio conduce ogni mattina Rock and Talk. Per Marsilio ha pubblicato Rock Therapy. Rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione (2017).

Source: grazie all’ufficio stampa Marsilio.

:: Un’intervista con Riccardo Esposito a cura di Giulietta Iannone

5 marzo 2020

 

Scrivere per informare

Ciao Riccardo, bentornato su Liberi di scrivere e grazie per aver accettato questa nuova intervista.

Grazie a te, mi fa sempre piacere scrivere per il tuo blog.

Scrivere per informare è il tuo nuovo libro, un manuale tecnico, scritto a quattro mani con Cristina Maccarrone. Ci vuoi parlare di Cristina, come l’hai conosciuta?

Allora, veramente difficile ricordare questo evento. Se non sbaglio ci siamo conosciuti durante il Joomla Day ma non ne sono sicuro. In ogni caso la collaborazione professionale con Cristina si è sviluppata nel tempo ed è cresciuta anche la stima nei suoi confronti.

Cristina ha pubblicato anche degli articoli su My Social Web (tipo come aprire una partita IVA) e oggi è mia complice in quest’avventura editoriale. Perché mi fido di lei, ha quelle competenze che mi mancano nel mondo del giornalismo. E che mi hanno aiutato a completare questo lavoro.

Dunque una giornalista e un blogger, due visioni della scrittura online a confronto. Insomma da nemici/rivali ad alleati. Giusto?

Assolutamente alleati. Sono due modi di intendere il lavoro della scrittura, non c’è bisogno di creare un contrasto. Anzi, vogliamo arricchire la prospettiva con le competenze comuni.

https://www.youtube.com/watch?v=76f-J0c62lg

Ad esempio, qual è la differenza tra un comunicato stampa e una notizia? Ognuno ha la sua opinione, un punto di vista differente. E lo abbiamo definito anche in uno degli appuntamenti online con i webinar formativi che stiamo organizzando per creare consapevolezza.

Cosa un blogger ha da imparare di più da un giornalista, e viceversa?

Un blogger può prendere come riferimento una serie di regole che il giornalista conosce e rispetta per sua formazione professionale. Come la buona struttura comunicativa di un articolo informativo o il diritto/dovere di citare le fonti in un certo modo per dare valore al proprio lavoro.

Tutto questo può essere sconosciuto a un blogger che, invece, ha tanto da insegnare dal punto di vista del web writing. Nel lavoro di scrittura del libro ho analizzato diversi quotidiani online e lo dico senza timore: spesso si ignorano le regole tecniche che comprendono tag title, meta description, ottimizzazione delle immagini… Insomma, le relazioni sono tante.

Chi ha avuto l’idea di scrivere questo libro? E come è nato il progetto?

L’idea di scrivere questo libro è nata a Palermo. Ero in un mercato a mangiare street food insieme a Enrico Flaccovio, mio mentore e complice nei lavori di Etno Blogging e Fare Blogging che ho già pubblicato per Flaccovio Editore.

Qui è sorta l’idea: lavoriamo su un libro che guidi blogger e giornalisti in questo lavoro di scrittura online? Poi abbiamo chiamato Cristina Maccarrone e abbiamo concluso tutto a Napoli, davanti a un piatto di spaghetti aglio e olio. Più peperoncino. Quindi, un libro molto Made in Sud 😉

A chi è rivolto Scrivere per informare?

Io direi a chi ha voglia di scrivere bene online. C’è una sezione che prende a piene mani dal mondo del giornalismo e un’altra (la mia) concentrata sugli aspetti tecnici del web writing. Lo consiglierei soprattutto a chi studia sul serio la buona comunicazione scritta. Quindi a blogger che non si accontentano delle nozioni personali, giornalisti che vogliono aggiornare le proprie competenze, uffici stampa e web agency.

Come è strutturato il libro?

Ci sono due sezioni speculari. Una è dedicata ai consigli che un blogger può dare al giornalista e un’altra si concentra a ciò che quest’ultima figura può comunicare a chi si occupa di scrittura online. Ci sono capitoli tecnici che affrontano temi specifici, come titoli e immagini.

Poi si affrontano argomenti di ampio respiro come i tipi di articoli e i comunicati stampa: come si scrivono, in che modo si diffondono, quali sono i consigli per evitare rifiuti.

Nasce da un crowdfunding editoriale che sembra andare, tra l’altro, molto bene, mancano 32 giorni e già 79 copie prenotate. Un crowdfunding di successo, in un paese, l’Italia, dove questa formula fa così fatica a decollare. Quale è il segreto del vostro successo? 

L’unione fa la forza. Posso contare sulla promozione di Cristina e su quella di Enrico, poi sulla mia. Abbiamo idee e contenuti da mettere in pubblica piazza, proprio come il piano di webinar che abbiamo strutturato per creare attenzione intorno al tema. Un progetto del genere scommette sui nomi. Anzi, no: investe sulle persone e sulle idee che trasmettono.

Chi volesse prenotare il libro dove deve andare?

Semplicemente sul sito di Flakowski, nella pagina dedicata a Scrivere per Informare. Ancora pochi giorni e scade il periodo di sconto con un risparmio del 20%, quindi conviene fare in fretta!

Progetti per il futuro?

Godermi i risultati di questo libro e continuare a scrivere. Purtroppo o per fortuna questa malattia della scrittura non ti lascia mai, e sono sempre felice quando ho una nuova sfida da affrontare nel campo. Non sono il tipo da un libro all’anno e non critico chi lo fa, anzi. Però non vedo l’ora di riuscire a raggiungere le persone a cui ho pensato nel momento in cui scrivevo queste pagine.