Posts Tagged ‘narrativa la femminile’

Un’intervista a Anita Pulvirenti, autrice de “La trasparenza del camaleonte” a cura di Elena Romanello

21 aprile 2020

anita-pulvirenti-e1576756211200_e6725e9603f12a533dc4e156c55a62b8Qualche tempo fa su Liberi di scrivere ho recensito l’interessante romanzo La trasparenza del camaleonte edito da DeA Planeta Libri e scritto da Anita Pulvirenti, tra i più originali da me letti negli ultimi mesi per l’argomento che tratta, la sindrome di Asperger vista dal punto di vista di una persona adulta.
Ecco allora alcune domande che ho fatto alla gentilissima autrice!

Come è arrivata a scrivere un libro?

Ho iniziato a scrivere cinque anni fa perché avevo messo da parte questa passione per lo studio prima e per il lavoro poi. Ho studiato e letto e scritto molto prima di arrivare a essere notata dalla DeA Planeta in un concorso per romanzi inediti. Oggi so che quello che li ha colpiti è stata senz’altro l’originalità della protagonista, Carminia.

Come mai ha scelto un argomento come la sindrome di Asperger tra gli adulti?

L’argomento mi tocca da vicino e quando l’ho approfondito durante le lezioni di un corso universitario è stato naturale per me raccontarlo in un romanzo. Sebbene le caratteristiche di Carminia siano spesso e volutamente esasperate, l’intento è di diffondere il più possibile le informazioni su questa sindrome perché sempre più persone possano sentirsi comprese e a proprio agio.

Quanto c’è di suo in questo libro?

Molto. Sebbene non sia io Carminia, condivido la sua visione del mondo e conosco le difficoltà quotidiane con cui si trova ogni giorno a fare i conti. Anche altri aspetti più concreti ci uniscono: l’età, per esempio, e il suo lavoro. Quello che più mi rende felice è che in tanti mi scrivono perché sentono che ormai Carminia è come un’amica.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
Ho un romanzo già pronto che racconta la solitudine di due donne costrette a convivere e una storia per ragazzi che spero troverà casa a breve. In lavorazione ho invece una biografia romanzata di un’autrice italiana troppo spesso dimenticata, che mi sta appassionando, quindi al momento leggo, studio e scrivo…

Si può rimanere in contatto con Anita Pulvirenti tramite il suo sito ufficiale e il suo blog letterario Chili di libri.

:: Nota di lettura: María di Nadia Fusini, (Editore Einaudi 2019) a cura di Lidia Popolano

26 marzo 2020

978880624148HIGUna storia in apparenza come tante, quasi scontata. Una storia di violenza che raggiunge però un epilogo inatteso e non funzionale alla trama classica di una storia del genere, ma semmai alla comprensione profonda dei protagonisti.

Due uomini e due donne legati a una vicenda in apparenza di banale cronaca nera, che si svolge in un’isola non identificata chiaramente, ma che ricorda le atmosfere che si possono assaporare nelle Egadi. Due di loro: la coppia abusatore/vittima. Gli altri due: gli investigatori del crimine. Una storia raccontata con pochi accadimenti e molti pensieri e ipotesi.

I caratteri, ben delineati: all’inizio, soprattutto quelli della coppia abusatore/vittima, poi anche quelli degli investigatori. Una scelta spiazzante, questa, che Nadia Fusini realizza proprio nel finale del libro, quando tutto ormai sembra definito e invece c’è ancora spazio per illuminare due vite solitarie e “altre” che si riconoscono senza invadersi reciprocamente.

Non c’è un vero e proprio finale, ma il valore aggiunto del romanzo è proprio l’assenza dei fin troppo scontati “titoli di coda”. Una decisione sapiente che lascia il gusto amaro e dolce della realtà, fatto di disillusione e di speranza: vita vera.

Red Girls di Sakuraba Kazuki (E/O, 2019) a cura di Elena Romanello

1 febbraio 2020

cover_9788833571584__id2994_w600_t1562752022__1xA oltre dieci anni dall’uscita in Giappone, è arrivato in Italia Red Girls di Sakuraba Kazuki, una saga al femminile attraverso tre generazioni di donne, vissute nel Paese del Sol levante dal dopoguerra ad oggi, tra tradizione e modernità, interessante da vari punti di vista e non solo perché immerge in un mondo che ormai non viene sentito tanto lontano.
La prima donna che incontriamo è Man’yō, una bambina lasciata da una popolazione che ancora negli anni Quaranta del secolo scorso viveva in maniera nomade sui monti, adottata da una coppia nel villaggio di Benimidori: Man’yō ha il dono della preveggenza, e purtroppo scopre prima che persone a lei care moriranno, un segreto che deve tenere nascosto e non è il solo: la sua vita si incrocia con quella della ricca e potente famiglia Akakuchiba, proprietaria di un’importante fonderia sulle montagne che ha cambiato il volto alla zona introducendo la modernità in mezzo a una società ferma al passato, e del suo complicato erede, una delle tante persone di cui la ragazza vedrà la fine.
Man’yō ha una figlia Kemari, ragazza ribelle che cresce nel Giappone anni Settanta, diventando per diverso tempo parte di una banda di motocicliste che scorrazza in zona, salvo poi raccontare la sua esperienza in un manga che diventa popolarissimo, consacrandola tra le migliori autrici della sua generazione, una fama che brucerà e avvolgerà la sua vita.
Tōko è la figlia di Kemari, l’io narrante della storia, una giovane donna che si autoproclama inutile, come molte altre persone della sua generazione: non ha ereditato le facoltà della nonna e il talento artistico della madre, e nel cercare di ricostruire le loro storie cercherà un posto nel mondo, ma anche di risolvere il mistero legato a Man’yō che poco prima di morire ha detto Sono un’assassina.
Una storia al femminile, che racconta con atmosfere sognanti ma sguardo attento alla realtà, i cambiamenti di un Paese che è passato da un mondo agricolo legato a leggende e folklore ad essere una potenza moderna, senza dimenticare però la sua anima, cambiamenti che hanno toccato le donne, anche lì alle prese con una difficile affermazione di sé, aiutata comunque anche dalla creatività e della cultura pop, che in manga e anime ha trovato un elemento molto importante.
Nelle pagine di Red Girls si parla di industrializzazione e isolamento sociale, degli hikikomori e degli otaku, di tradizioni e modernità, del rapporto tra città e campagna, in una storia per cui l’autrice, come respiro, si è ispirata più che ai suoi connazionali, a maestri del realismo magico come Gabriel Garcia Marquez e Isabel Allende.
Un libro comunque per chi ama il Giappone di ieri e di oggi, a cominciare da quello legato a manga e anime, ma anche una saga familiare insolita e affascinante, dove si parla di lutto, gioia, legami, affetti, creatività, voglia di vivere, ricerca della verità e scoperta del mondo.

Sakuraba Kazuki è nata nel 1971 e ha iniziato la sua carriera al college, scrivendo sceneggiature e fanfiction ispirate ai videogiochi. Con Red Girls ha vinto il Mystery Writers of Japan Awards. Per My Man, un racconto sull’amore incestuoso tra un padre e una figlia, ha vinto il Naoki Prize nel 2008. È conosciuta per essere una nota bibliofila e legge più di 400 libri l’anno.

Provenienza: libro del recensore.

La trasparenza del camaleonte di Anita Pulvirenti (DeA Planeta, 2020) a cura di Elena Romanello

25 gennaio 2020

9788851177058_e364e6fc2e9f4c65472735ec26fa6d17In una città italiana non nominata ma in cui chiunque può riconoscere qualcosa della propria, vive Carminia, quarant’anni, impiegata modello anche se molto riservata, una vita di lavoro e di abitudini. Lei non riesce a guardare nessuno negli occhi, vorrebbe essere invisibile e che nessuno le rivolgesse la parola, è infastidita dal minimo ritardo, da un quadro storto in casa, da un semaforo che scatta di colpo, dalla carta igienica non messa nel modo giusto.
Nel monolocale che lascia solo il week-end per andare al mare a trovare la nonna, che l’ha cresciuta dopo che sua madre è sparita quando era piccola, gli abiti ogni mattina sono disposti sempre alla stessa maniera, la portinaia le propone ogni giorno di ogni settimana lo stesso menu e ci sono diciotto copie del suo libro preferito su uno scaffale e sono gli unici libri che ha.
Ma un libraio sul percorso del lavoro e due colleghe di lavoro sembrano voler stravolgere la sua vita, così come una misteriosa bambina che abita vicino a casa sua, Rebecca, mentre anche in ufficio qualcuno comincia a dire che deve cambiare il suo atteggiamento. Carminia si adatta alle situazioni e cerca di sparire come un camaleonte, finché una psicologa non le fa scoprire la sua condizione, ha l’Asperger e questo ha condizionato tutta la sua esistenza.
Ma nessuna situazione è destinata a durare per sempre, e mentre dal passato riemerge la madre, Carminia vede venire meno il suo mondo di ordine e routine, verso un ignoto che forse non è pronta ad affrontare.
In questo ultimo periodo si parla molto di sindrome di Asperger, grazie alla giovane attivista Greta Thunberg ma anche all’uscita allo scoperto dell’autrice Susanna Tamaro, che ha parlato di quanto sia difficile conviverci anche in età adulta. La sindrome di Asperger esiste in realtà da sempre, solo negli ultimi decenni è stata studiata,  era presente in passato in molte persone che venivano bollate come strane e problematiche senza voler o poter capire, è stata evidenziata più nei soggetti di genere maschile, ma forse solo perché donne e ragazze sanno nasconderla meglio, come mostra anche Carminia.
La trasparenza del camaleonte affronta la storia di una persona che convive con una condizione che rimane tale, raccontando la storia di una donna adulta alle prese con la sua diversità, mai scoperta prima e causa di problemi e discriminazioni, emblematica di una società in cui la diagnosi di Asperger sta emergendo ma in cui ci sono ancora troppi pregiudizi da superare, soprattutto se questa avviene in età adulta, mettendo in luce finalmente problemi e questioni e facendo capire come impostare la propria vita.
Una storia avvincente su cui riflettere, che fa capire le tante facce della diversità, e come certi tipi di diversità non siano certo lontani, ma possano riguardare anche persone con cui si ha a che fare ogni giorno, colleghi, parenti, amici, conoscenti e anche se stessi.

Anita Pulvirenti vive a Catania. Finalista e menzione speciale al concorso per inediti >Fai viaggiare la tua storia” creato da Libromania e Autogrill, La trasparenza del camaleonte è il suo primo romanzo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

:: Contro corrente di Alice Keller (Sinnos editore 2017) a cura di Viviana Filippini

11 aprile 2018
Contro corrente

Clicca sulla cover per l’acquisto

A volte abbiamo dei sogni, e non sempre è facile realizzarli, ne sa qualcosa Emily, protagonista di “Contro Corrente” libro di Alice Keller, illustrato da Veronica Truttero, edito da Sinnos. La storia è quella di Emily nata nel XX secolo e della sfida che deve affrontare per far accettare alla sua famiglia il suo voler nuotare. Il tutto nasce dalla venerazione che Emily ha per la cugina Gertrude, esperta nuotatrice. Non a caso, mentre le sue sorelle si dividono tra vestiti e trucchi, Emily fa il possibile per imparare a nuotare come fa la cugina. La protagonista dovrà affrontare la ritrosia e le paure della madre, che farà il possibile per impedirle di nuotare e dovrà sfidare anche i pregiudizi del tempo che consideravano un po’ fuori luogo vedere una donna nuotare libera nell’acqua. Ad un certo punto i genitori di Emily cominceranno a cambiare idea quando verranno a sapere delle imprese sportive delle nipote Gertrude: una campionessa di nuoto medagliata pronta attraversare tutta sola soletta la Manica. Questo entusiasmo per Gertrude sarà l’elemento vincente per Emily, che potrà continuare ad esercitarsi al nuoto fino ad imparare ad essere una brava nuotatrice, per attraversare il lago vicino a casa e far vedere a tutti quanto vale. Emily, protagonista di “Contro corrente” è un personaggio nato dalla fantasia di Alice Keller, perché effettivamente non si sa se Gertrude Ederle avesse una cuginetta di nome Emily con la passione per il nuoto. Emily è quindi una figura letteraria, ma è importante, in quanto attraverso lei, attraverso la sua voglia di imparare, il piccolo lettore può conoscere la tenacia e la voglia di mettersi in gioco della piccola protagonista e, allo stesso tempo, la figura vera e reale della Ederle. Gertrude Ederle nacque a New York nel 1905, partecipò alle Olimpiadi di Parigi del 1924 e nel 1926 decide si attraversare la Manica, dopo averci provato nel 1925 ed essersi fermata per un malore. Gertrude riuscì nell’impresa e qui 14 ore e 34 minuti di nuoto per attraversare il canele tra Inghilterra e Francia rimase un record imbattuto fino al 1940. Questo mettersi in gioco e volercela fare a tutti i costi è quello che spinge Emily a voler imparare a nuotare e a non scoraggiarsi mai. “Contro corrente” di Alice Keller racconta, grazie anche alle immagini equilibrate e ed eleganti di Veronica Truttero, una storia tutta al femminile, nella quale una ragazzina prende a modello la cugina più grande non solo per l’amore per il nuoto, ma per far capire agli altri che la circondano che devono accettarla per come lei è e non per come vorrebbero che lei fosse. Un libro per raccontare la sfida ai pregiudizi, per valorizzare il coraggio e l’unicità del singolo e per sentirsi liberi di esistere.

Alice Keller nasce a Bologna nel 1988. Dopo un periodo trascorso tra il teatro e la musica, ha inizato a occuparsi di scrittura per bambini e ragazzi. È autrice di “Hai preso tutto?” (Sinnos 2015, ill. Veronica Truttero) e “Di becco in becco” (Sinnos 2016, ill. Veronica Truttero), “Nella pancia della balena” (Camelozampa 2017). Nel 2015 ha aperto, insieme a due socie, “Momo”, libreria per bambini e ragazzi a Ravenna.

Veronica Truttero ha fatto studi in Accademia di Belle Arti e artistici. Ha lavorato nel mondo dei costumi per il teatro e ha sempre desiderato diventare illustratrice. Tra i libri illustrati:“Hai preso tutto?” (Sinnos 2015, ill. Veronica Truttero) e “Di becco in becco” (Sinnos 2016, ill. Veronica Truttero)

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.