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:: Il quaderno dei nomi perduti di Sofia Lundberg (DeA Planeta 2018) a cura di Marcello Caccialanza

18 luglio 2018

nomi perdutiSofia Lundberg confeziona un delizioso romanzo che per contenuti si può tranquillamente definire di “formazione esistenziale”.
Infatti “Il quaderno dei nomi perduti” non rappresenta altro che un mistico viaggio compiuto dai personaggi femminili nei meandri più segreti delle loro passioni; delle loro vicissitudini più intime, come se silenziosamente avessero deciso di fare un improbabile cheek-up alle loro storie di famiglia, nel bene o nel male!
La vicenda narrata dalla Lindberg ha dunque inizio nel momento in cui la nostra prima protagonista, all’anagrafe Doris, ritrova sulla sua strada, con vivido stupore, quel piccolo e prezioso quaderno, che il suo stesso padre le ha regalato quand’era piccina con la solenne promessa di annotarvi, con meticolosa puntualità, ogni nome e situazione importante.
Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla stessa impalpabilità dei giorni degli anni; che trascorrono tiranni e feroci? Se lo chiede, tutta sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris.
La risposta è racchiusa in questo piccolo quaderno, per tanti forse banale, ma per lei molto speciale. Alle sue pagine ingiallite e sbiadite dal tempo incalzante, Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes e Allan: parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita. Ognuno ha una storia e tocca proprio a lei, la nostra amata Doris raccoglierla. Per poi riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. Col risultato inaspettato di ritrovare a sorpresa il senso di un viaggio che forse si chiama amore!
Da quel giorno sono oramai trascorsi parecchi anni e la stessa Doris pensa che quella mappa dei ricordi potrebbe essere il dono più adatto – la terapia più azzeccata – per la nipote Jenny, affinché la medesima abbia in questo modo la ghiotta opportunità di ritrovare il senso di una vita alquanto complessa!
Il quaderno dei nomi diviene dunque una sorta di specchio magico, in cui la giovane Jenny, come moderna Alice, può tuffarsi al suo interno per scoprire finalmente le parti più recondite del suo animo in tumulto e i segreti più torbidi del suo clan familiare!

Sofia Lundberg, classe 1974, è una giornalista e redattrice svedese e vive a Stoccolma insieme a suo figlio. Il quaderno dei nomi è il suo romanzo d’esordio.

Source: libro del recensore.

:: Polvere di Enrico Pandiani (Dea Planeta 2018) a cura di Marcello Caccialanza

13 giugno 2018

PolvereEnrico Pandiani nel suo intrigante thriller psicologico, edito dalla Dea Planeta, dal titolo “Polvere”, offre a noi lettori amanti del brivido un romanzo accattivante e pieno di brio e di adrenalina.
È la storia di Pietro, un uomo allo sbando da quando ha purtroppo perduto il suo incarico lavorativo, come capo della sicurezza. Questo evento è dunque per il protagonista di questa narrazione una clamorosa sconfitta esistenziale; perché in questo stesso frangente lui capisce la sua naturale fragilità di essere umano. Fragilità che lo porta a vestirsi di un’apatia costante e pericolosa. Niente infatti lo interessa più ! la vita medesima diviene piano piano una sorta di mare calmo e poco avventuroso, dove ogni forma di vita ha perso colore, sapore e profumo. Pietro è dunque caduto nel baratro di un abisso buio e preoccupante, dove la depressione è una specie di fantasma che si fa sempre più prepotente ed ammagliante, è in procinto di tendergli il suo tranello!
Ma un giorno, inaspettatamente, per il personaggio chiave di questo romanzo arriva una ghiotta occasione per rimettersi in sesto per imboccare di nuovo la giusta carreggiata: la sua vicina di casa, alla quale hanno ucciso una figlia, in circostanze alquanto misteriose, gli domanda aiuto per dipanare quella matassa.
Facendosi carico di questa patata bollente, Pietro in un colpo solo si libera anche da quel perfido maleficio chiamato apatia. E da questa liberazione prende così il via questo noir esistenziale che mescola con grande sapienza atmosfere cupe e sfumature psicologiche.
Piccolo grande romanzo noir da leggere tutto d’un fiato pagina dopo pagina; perché ti prende, ti cattura e ti catapulta in una dimensione surreale, dove bene e male si sfidano in battaglie di fine e sottile psicologia umana!

Enrico Pandiani (Torino, 1956), dopo una lunga carriera come grafico editoriale e illustratore, nel 2009 ha esordito con Les Italiens, inizio di una saga noir che diventerà una serie TV coprodotta da Italia e Francia.

Source: libro del recensore.