:: Il telefono rosso di Andrea Peirone (Bibliotheka Edizioni, 2026) a cura di Massimo Ricciuti

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Estate 1970: Adriano è un giovane giornalista del Corriere della Sera e si trova a essere collega del famoso scrittore Dino Buzzati. Il ragazzo ha da poco perso il padre in circostanze poco chiare e non se ne dà pace. Un aiuto inaspettato gli giunge proprio dall’illustre collega, che lo invita a una festa in un’elegante villa sul Lago di Como, il cui proprietario è l’enigmatico conte Sabadin. Qui Adriano fa la conoscenza del noto sensitivo Gustavo Adolfo Rol, che decide di effettuare uno dei suoi famosi esperimenti. Tramite un apparecchio commutatore fa squillare un telefono e chiede ad Adriano di rispondere. Dall’altra parte arriva la voce di Luciano, il padre morto. Dopo un primo, comprensibile attimo di smarrimento, il giovane chiede al genitore come e perché sia stato ucciso e soprattutto da chi. A questa seguiranno altre telefonate, che permetteranno di far venire alla luce la verità.

Il telefono rosso è un breve e originale romanzo di Andrea Peirone, pubblicato da Bibliotheka Edizioni. Accanto al personaggio di Adriano troviamo figure realmente esistite, come il giornalista e scrittore Buzzati e il sensitivo Rol. Il romanzo alterna le vicende di Adriano a quelle di suo padre, narrate in prima persona e ascoltate dal giovane tramite il particolare apparecchio. Apprendiamo così che Fosco, fratello di Luciano e zio di Adriano, aveva lasciato moglie e figli per convivere con un’altra donna. A un certo punto, lo stesso Fosco era sparito e si era immischiato in un brutto giro con gente poco raccomandabile. Il fratello aveva fatto di tutto per rintracciarlo e alla fine ci era riuscito, pagando, però, un prezzo altissimo. Il romanzo mescola alcuni elementi del giallo con risvolti storici e politici, essendo ambientato alcuni mesi dopo la strage di Piazza Fontana. Il tocco “sovrannaturale” è dato dalla presenza di Rol e del suo apparecchio, che permette di comunicare con l’aldilà. Molto intense sono le pagine che raccontano del breve ricongiungimento tra i due fratelli. Così come l’ultimo contatto telefonico fra padre e figlio, in cui Luciano e Adriano riescono a dirsi ciò che non si erano mai detti di persona. Il tutto sullo sfondo del Lago di Como e di alcuni luoghi di “manzoniana” memoria.

Andrea Peirone: Ha vinto la VI edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como con il racconto La Gabbia Dorata ed è stato finalista della VII edizione con L’Uomo del Magnodeno. Ha pubblicato la raccolta di racconti Compendio di Orrori Laghee e il racconto Sotto Spirito sulla rivista di letteratura Inkroci.  


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