Benvenuto Tiziano e grazie di aver accettato questa nuova intervista. Bando ai preamboli data la grave situazione internazionale, mai cosรฌ fluida e degli sviluppi imprevedibili. Siamo al 219ยฐ giorno di guerra โapertaโ da quando l’esercito russo รจ entrato militarmente in Ucraina, tenendo presente la guerra โibridaโ che si trascina dalla fine del 2013 o per meglio dire dal โpresuntoโ colpo di stato di piazza Maidan, la rivoluzione della piazza dell’Indipendenza. Putin annette territori, dalla Crimea in avanti, senza badare al riconoscimento da parte degli altri stati, delegittimando in parole povere sia il Diritto internazionale, che i dettami dell’ONU, che la prudenza. Perchรฉ secondo te usa questa strategia apparentemente senza criterio?
Putin vuole rompere lโOrdine Mondiale in essere dalla fine della Guerra Fredda, ovvero lโegemonia statunitense nel Mondo. La necessitร di annettere territori che separino la Federazione Russa, dai paesi aderenti, alla NATO รจ dettata dalla storica paura dellโaccerchiamento e quindi dalla necessitร di creare profonditร strategica. Per quanto riguarda il Diritto Internazionale, per Mosca รจ solo una costruzione occidentale, regolarmente violato quando fa comodo anche dagli USA (vedi Iraq e altre invasioni di stati sovrani compiuti da Washington).
Tra poche ore, probabilmente quando uscirร questa intervista sarร giร avvenuto, a Mosca Putin si appresta a ufficializzare l’annessione di quattro regioni amministrative dell’Ucraina: Donetsk, Louhansk, Zaporijia e Kherson. Che conseguenze avrร un passo simile, di tale gravitร sul corso della guerra? Se quelle regioni diventeranno territorio russo, oltre a violare l’integritร territoriale dell’Ucraina, giร messa in criticitร con l’annessione della Crimea, Putin sarร legittimato a difendere il territorio โrussoโ anche con l’atomica. Tutto ciรฒ implica sia conseguenze giuridiche che politiche che economiche. E Biden e NATO non staranno certo a guardare come spettatori inerti. Forse neanche Pechino sarร d’accordo, riferendoci a Taiwan e alla sua sensibilitร verso l’integritร territoriale delle nazioni.
Cambierร lโimpegno russo nella guerra. Putin invierร sempre piรน uomini e mezzi, inoltre ci sarร meno riguardo per le installazioni civili. In merito alle armi nucleari, non credo che il Cremlino le utilizzerร , in quanto scatenerebbe una escalation nucleare di proporzioni immani. Pechino รจ dโaccordo solo con ciรฒ che gli fa comodo, oscilla da una posizione allโaltra con molta disinvoltura.
Quali sono i piani di Putin? Sono mutati nel corso di questi ultimi mesi? Chi lo consiglia? Quali sono i suoi piรน stretti collaboratori?
Sicuramente il ministro della difesa ล ojgu, lโunico che abbia realmente cognizione della situazione sul terreno. I piani sono sempre gli stessi: portare lโUcraina fuori dallโorbita NATO e occidentale.
Puoi delinearci un bilancio di questi mesi di guerra da un punto di vista strategico e militare?
Lo scopo principale dell’analista non รจ quello di fare la โcronaca della guerraโ come fanno i giornalisti ma di cogliere la differenza tra le tendenze di lungo periodo e le oscillazioni momentanee. A lungo infatti sia gli analisti che il pubblico si sono chiesti nel corso di questi oltre 7 mesi di guerra se le varie sconfitte alle quali sono state sottoposte le armate di Mosca siano stata delle semplici battute d’arresto (ascrivibili a momentanee oscillazioni) oppure, prese complessivamente, rappresentino il segnale che โla marea ha cambiato il suo corso e la guerra avrร ora un esito favorevole all’Ucrainaโ.
Anticipo giร la risposta dicendo che: no, nonostante tutto non รจ condivisibile l’affermazione che l’esito della guerra stia cambiando in favore di Kiev, cerchiamo nondimeno di analizzare il tutto in maniera asettica per capire come siamo arrivati a questo punto e come le cose potrebbero evolvere nel prossimo futuro.
ร indubbio che l’Ucraina non sta resistendo da sola. ร giร uno scontro USA NATO Russia, si puรฒ secondo te tornare indietro? che passi consiglieresti di fare, che compromessi sarebbero necessari perchรฉ davvero non diventi una Guerra Mondiale a tutti gli effetti?
Gli USA e la NATO sono coinvolti fin dallโinizio, direi da molti anni, e non credo si possa tornare indietro. La guerra ucraina รจ uno scontro tra Russia e USA, lโEuropa si trova nel mezzo e sta subendo danni seri.
Il vertice di Samarcanda tra Russia, Cina ha secondo te consolidato l’asse strategico Russia โ Cina? O pensi la Cina (insieme all’India) sia pronta a defilarsi magari in extremis se la situazione sfugge di mano?
La Cina guarda solo al proprio interesse, gli assi si possono rompere. Ovviamente Pechino necessita di un alleato forte per contrastare gli Stati Uniti. LโIndia sta continuando nella sua tradizione di paese non allineato, ma osserva la Cina e le mosse che farร .
Grazie delle risposte, spero siano utili per fare chiarezza.
Grazie professore di questa nuova intervistadopo219 giorni di guerra, dalla cosidetta โOperazione specialeโ in Ucraina della Russia. Le domande che le farรฒ non verteranno unicamente sulla โQuestione ucrainaโ nello specifico ma anche soprattutto sulle ripercussioni di questo scontro armato “aperto” sulle piรน ampie Relazioni internazionali. Volendo essere ottimisti, o perlomeno ragionevoli, il conflitto atomico non scoppierร e si raggiungerร un compromesso che ricomponga le divergenze per quanto insanabili. Posta la premessa dunque, che tutti ci auguriamo non sia smentita dai fatti, che forse, anche tra alcuni mesi, la pace tra Russia e Ucraina sarร siglata, le relazioni tra Russia e Occidente non saranno piรน le stesse. Come valuta lo spostamento a Oriente della Russia, giร solo alcuni anni fa impensabile, e la sua prevedibile conseguente asiatizzazione?
Accolte le cautele, condivise le speranze, si tratta di accettare che le cose del mondo dโoggi sono molto diverse da quelle di qualche anno fa. Per dirla alla buona, il mondo (intendo quello nel quale si muovono gli stati) รจ andato incontro a una specie di disfacimento complessivo, allo sgretolamento di tutto quello che se ne pensava, e anche di quel che se ne scrisse โ e di quel che dicono gli studiosi! Fino a pochissimi anni fa, si parlava di โNew American Centuryโ, di un nuovo mondo liberale, di nuovo ordine democratico: ebbene, le cose stavano allโesatto contrario. Mi sono sforzato, unโinfinitร di volte, di spiegare che il nostro tempo รจ quello in cui siamo fuoriusciti da unโetร ordinata e solida, con qualcuno che comandava il mondo, e tanti altri che obbedivano. Ma poi il giocattolo si รจ rotto, e il mondo non รจ piรน pacifico e ordinato, ma รจ al contrario caduto in un vortice di disgregazione e di ottusitร . Un solo esempio: tutti sapevamo che lโavventura afghana non poteva che finir male (e per tutti! afghani e americani), ma fino allโagosto del 2021 nessuno se ne era preoccupato. Tutti (o almeno chi aveva il compito di essere informato) sapevano che nel 2014 Putin aveva giร occupato la Crimea e che una โpiccolaโ guerra era dunque iniziata โ ma nessuno se preoccupรฒ.
Dico ciรฒ perchรฉ il vero e grande (nonchรฉ sottaciuto) problema delle relazioni internazionali oggi รจ proprio lโignoranza, condita di superficialitร e banalizzazione. Le (ridicole) chiacchere di molti quotidiani o di star di talk show, o i diari di guerra che molti quotidiani ci ammanniscono giorno per giorno sullโandamento delle operazioni militari in Ukraina ci dicono che non sanno guardare piรน in lร del loro naso. Lโidea era che si trattasse di episodi che avrebbero esaurito la loro portata nello spazio di qualche settimana e con qualche centinaio di mortiโฆ Non รจ la prima volta che uno stato decide di annettersene un altro. Un secolo e mezzo fa il Messico rifiutรฒ di cedere la โsuaโ California, che tale era sotto ogni qualsiasi ipotizzabile principio, e gli Stati Uniti non fecero altro che dichiarare guerra al Messico (regolare e normale stato secondo il diritto internazionale del tempo) e conquistare quella California che, se oggi non fosse degli Usa avrebbe avuto ben diverso destino.
Detto meno polemicamente (ma senza torcere un capello alla veritร storica), la storia dellโultimo mezzo secolo puรฒ essere cosรฌ riassunta: caduta del Muro di Berlino e fine del bipolarismo; apparente vittoria dellโOccidente; declino (drammatico) dellโURSS che addirittura scompare dalle carte geografiche, creazione di un nuovo stato che pretendeva conservare il suo vecchio ruolo di seconda piรน grande potenza del mondo, ma era in realtร un paese di dimensioni medio-piccole, con una popolazione limitata, un PIL penoso (esclusi petrolio e gas che non sono โprodottiโ ma pure e semplici risorse naturale), un sistema industriale arretrato, una cultura declinante (nรฉ Dostojevski nรฉ Tolstoi abitano piรน lร ) โ una popolazione triste povera e sovente affamata. Da parte sua, lโOccidente era soddisfatto dei suoi successi e dei suoi privilegi e considerava ognuna delle crisi locali (Iraq, Siria, Libia, Yemen, e via discorrendo) puri e semplici casi della vita che, prima o poi si risolvono da soliโฆ
A fronte dellโignavia di una societร politico-internazionale ottusa stanno perรฒ alcune migliaia di persone uccise invano: quella che si sta scrivendo รจ una delle piรน brutte pagine della storia del mondo โ e non solo occidentale, come se tutta una tradizione storica si stesse destrutturando senza aver ancora (per fortuna?) capito come si potrebbe costituire una nuova societร internazionale.
Le parole sono importanti, specie quando si parla di Relazioni internazionali, e Scienze diplomatiche, l’utilizzo di alcuni termini a discapito di altri puรฒ essere essenziale anche quando si sta cercando di comporre una pace mai cosรฌ difficile dal termine della Seconda Guerra mondiale ad oggi in Europa. Che parole utilizzerebbe per delineare una pace possibile? La Russia accetterร mai il concetto di integritร territoriale, vero punto di divergenza con la Cina, penso a Taiwan. Se no ci si incanalizzerebbe nel “due pesi e due misure”.
Posso cosรฌ passare al secondo punto: come potrebbe essere la pace? La domanda รจ troppo complessa per una risposta bruciante, ma posso dire che sto finendo di scrivere un libro che parla dellโesatto contrario, e cioรจ di che cosa sia la guerra, non in termini di vittoria e sconfitte, di armi e di conquiste, ma del suo significato: mentre la pace ha un significato profondo โ regolamentare i rapporti tra decine e decine di stati che agiscono in nome dei propri cittadini e non perseguendo un interesse nazionale che proprio non si sa che cosa sia โe utilissimo perchรฉ รจ la condizione materiale per la vita degli esseri umani, la guerra non รจ altro che la condizione materiale per la loro morte.
E allora, che senso ha il concetto di โintegritร nazionaleโ? Essa non รจ altro che una parentesi, piรน o meno lunga, della storia materiale (riferita ai territori e non ai confini, che non esistono) di determinate porzioni del pianeta, delimitata tra un assetto politico-istituzionale e un altro. Nรฉ la Russia nรฉ la Cina possono immaginare che cosa sarร del futuro, ma si puรฒ immaginare che la prima continuerร a declinare a lungo, e la Cina resterร alla finestra per altrettanto tempo. La prima รจ povera e lo sarร di piรน, la Cina si limiterร , per ora, a curare la propria crescita โcontrollataโ e non piรน disordinata. Lโuna e lโaltra hanno condizioni esistenziali grandi e opposte: la Russia รจ piรน grande della Cina, ma la sua popolazione รจ la decima parte di quella cinese. In termini di pura forza potenziale non cโรจ partita perchรฉ la prima รจ circondata, a est e a ovest; la Cina ha invece lโimmenso spazio dellโoceano pacificoโฆ
Puรฒ esplicitarci il concetto di dottrina del contenimento della Cina?
La Cina non puรฒ piรน essere materialmente contenuta perchรฉ รจ lโunico stato che dispone di tutte le risorse, umane e materiali, per resistere in qualsiasi condizione. Ma essa ha una specie di โpalla al piedeโ, la sua popolositร . Dovesse mai richiedere alla sua popolazione uno sforzo comune e unitario, difficilmente riuscirebbe nello scopo e, anzi, rischierebbe di provocare sommosse o addirittura assalti al potere centrale. Ma la Cina ha anche un passo lungo e lento: il caso di Hong Kong lo dimostra. Eโ nelle mani dalla Cina da ormai un quarto di secolo e i costi politici dellโโinvasioneโ sono stati minori dei vantaggi economici conseguiti. Unโipotesi-Taiwan sarebbe ovviamente molto piรน complessa e sanguinosa, piรน per motivi storici che attuali, e forse la Cina potrebbe accontentarsi di rivendicare una sua vaga proprietร sullโisola, e aspettare che le cada tra le braccia, anche tra molti anni.
Se poi si immagina un contenimento fatto di postazioni missilistiche occidentali collocate tuttโintorno alla terra e allโoceano, si farebbe nullโaltro che, per un verso, provocare inutilmente la Cina e, per un altro, cercare di realizzare un compito โimpossibileโ, perchรฉ la Cina ha confini troppo grandi e lunghi per poterli controllare.
Insomma, lโAsia continentale รจ ancora lontana, e nellโAsia cโรจ la Cina. Dunque, non รจ vero non lo รจ ancora, che โla Cina รจ vicinaโ.
La progettazione della nuova governance mondiale rientra tra gli obiettivi strategici ritenuti piรน rilevanti dalgoverno di Pechino?
Non credo che la Cina abbia, oggi come oggi, interessi strategici in riferimento allโordine mondiale. Per dirlo con un paradosso, la Cina รจ sufficientemente grande per bastare a se stessa: che interesse potrebbe avere a mettere le mani sullโordine mondiale? Direi che non rientra neppure tra le ipotesi di piรน lungo respiro. Governare la Cina รจ giร come governare mezzo mondoโฆ e poi sembra piรน interessata allโAfrica e alle sue risorse che non allโEuropa e ai suoi capricci.
E’ piรน che evidente che Cina e India a Samarcanda abbiano consigliato, se non intimato, alla Russia di terminare al piรน presto questa controversia politica e territoriale. Il progresso economico ha bisogno di pace e stabilitร . Ritiene corretta questa mia analisi?
Corretta, ma inevitabilmente astratta, perchรฉ tutti vivrebbero meglio seโฆ Che la Cina non voglia essere โdisturbataโ nel suo cammino รจ chiaro, ma lo stesso non si puรฒ dellโIndia, popolosa come la Cina, ma territorialmente un terzo. La sua storia recente e il regime nel quale si arrotola attualmente (ivi comprendendo un bassissimo rispetto dei diritti umani) ne fanno uno stato marginale e quasi irrilevante โ benchรฉ abbia tutte le possibilitร di assumere ruoli ben diversi in futuro. Ma non dimentichiamo โ e vale per tutti โ che non essendoci ancora stato, il futuro potrร essere qualsiasi cosa, che lo vogliamo oppure no.
LโAmerica viene accusata di โunilateralism, exclusionismโ, soprattutto riguardo allโirresponsabile e โsconsideratoโ abbandono dellโAfghanistan, che segna un duro colpo nella lotta contro lโemergenza terroristica. Come gli Stati Uniti giustificano questa scelta?
In un mondo orfano dellโImpero, il multipolarismo รจ la sola alternativa non bellicosa allo scivoloso disordine incombente che minaccia da vicino vitali interessi europei. Lo pensa anche lei?
Queste ultime domande, che riportano al centro USA, equilibri, alleanze, ordinamenti, ricostruzione di assetti o invenzione di altri nuovi mi appaiono assolutamente insondabili: si direbbe che tutto si sia invecchiato. Gli USA hanno avuto un rendimento pessimo in Afghanistan, dal 2001 in poi, e in Iraq, in Siria, nei rapporti con la Turchia, E poi in tutto il Medio Oriente allargato, e nella questione palestinese, in Africa non sono riusciti nรฉ ad aiutare la Francia nรฉ a sostituirla nello sfruttamento ancora possibile.
Per sintetizzare, direi che gli Stati Uniti stanno dando la peggiore loro possibile immagine nel mondo e sul mondo. La politica estera americana (e cerchiamo di dimenticare casi come quello cileno del 1973, e in diverse altre parti dellโAmerica latina, il โgiardino di casaโ) appare assolutamente incapace di affrontare la realtร , di consigliare ai governanti delle linee-guida ragionevoli e di farsi unโidea del mondo che abbia una certa compattezza e consequenzialitร , di consigliare gli alleati proteggendoli o guidandoli nei tortuosi sentieri della politica internazionale.
Piรน in generale, il mondo ha da tempo perduto una sua coerenza e una progettualitร pacifica. Ho giรฒ detto, molte volte, che lโidea che mi faccio del mondo attuale รจ quella di una societร non soltanto in crisi, ma in gravissimo declino, e che soltanto qualche immenso evento traumatico potrebbe incidere su esso in modo radicale: peccato, perรฒ, che questo modo abbia un nome ben preciso: guerra!
Terminerei l’intervista chiedendole a che opera sta lavorando adesso, e se puรฒ anticiparci i temi centrali. Grazie.
Sono vecchio, e questo sarร verosimilmente il mio ultimo lavoro. E poi ho giร fatto cenno allโinizio al mio attuale lavoro: il tentativo di dimostrare che la guerra non รจ un evento casuale o involontario, nรฉ il frutto del delirio di menti malate, nรฉ di una perversa fascinazione. Essa รจ, purtroppo, la piรน immane e devastante forma di โrazionalitร โ che possa esistere. Nessuno โ fuor che i pazzi โ ama la guerra e chi la fa รจ perchรฉ ha delle ragioni (buone o cattive: ma questo รจ un altro paio di maniche) per ricorrervi. Questo รจ il vero dramma della guerra.
Sabato 1ยฐ ottobre, la Lanterna si illumina in rosa a sostegno della campagna di sensibilizzazione LILT
La Campagna Nastro Rosa LILT ha lโobiettivo di sensibilizzare un sempre maggior numero di donne sulla vitale importanza della prevenzione:la tempestivitร della diagnosi รจ infatti fondamentale per una piรน alta probabilitร di completa guarigione. Durante il mese di ottobre al Poliambulatorio LILT di Via B. Bosco 31/10 sarร possibile sottoporsi ad una visita senologica gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili. La Campagna di sensibilizzazione si rivolge in particolar modo a tutte le giovani donne (tra i 25 e i 39 anni) che non hanno fatto un controllo al seno negli ultimi 12 mesi.
La Lanterna cambia il colore della sua illuminazione per attirare lโattenzione dellโopinione pubblica sui temi piรน importanti. Lโilluminazione รจ visibile anche online grazie alla webcam donata al fato da Tecnosicurezza Genova: http://www.lanternadigenova.it/webcam/
Sul sito รจ visibile il calendario completo delle iniziative di illuminazione:
[*In caso di condizioni meteo avverse/temporali, pur mantenendo il sostegno allโiniziativa promossa, l’illuminazione artistica e la webcam dovranno essere disattivate per preservare gli impianti dal rischio di danni causati dalle scariche atmosferiche]
Il libro racconta la โbattaglia per le coscienzeโ tra la Chiesa cattolica e il fascismo negli anni 1924-1938, con il confronto tra due modelli educativi alternativi: quello cattolico, che Pio XI rivendicava essere preminente, difendendo il ruolo educativo dellโAzione cattolica; quello fascista, teso a inquadrare gli italiani nelle organizzazioni del regime e a farne dei โcredentiโ, devoti al culto del littorio. La Chiesa e il fascismo, entrambi impegnati nel tentativo di egemonizzare la vita italiana, coabitarono e collaborarono, in una sorta di pace armata, mentre ciascuno tentava di assorbire lโinterlocutore nel proprio primato ideologico: la Chiesa cercรฒ di cattolicizzare il fascismo; Mussolini, che giunse a definirsi โcattolico e anticristianoโ, delineรฒ unโideologia che valorizzava il cattolicesimo in senso identitario, culturale e nazionale, per cercare di inglobarlo nella visione fascista dellโItalia e del suo ruolo nel mondo.
Con lโavvicinamento ideologico al nazismo e con la svolta razzista del 1938 caddero le illusioni del mondo cattolico italiano di poter cattolicizzare il fascismo, mentre Mussolini decise di โtirare drittoโ sul razzismo, ignorando le proteste di Pio XI. Erano i primi segnali di uno scontro ben piรน drammatico che si sarebbe aperto in Europa tra lo Stato razziale e lโuniversalismo cristiano.
Valerio De Cesaris insegna Storia contemporanea allโUniversitร per Stranieri di Perugia. Si occupa prevalentemente di storia politica e religiosa, con particolare attenzione alla storia dโItalia, i rapporti tra cattolici ed ebrei, lโantisemitismo e il razzismo, i fenomeni migratori, la storia della Chiesa cattolica.
I suoi libri piรน recenti sono Vaticano, fascismo e questione razziale (Milano 2010), Spiritualmente semiti. La risposta cattolica allโantisemitismo (Milano 2017), Il grande sbarco. LโItalia e la scoperta dellโimmigrazione (Milano 2018). Ha recentemente curato i volumi Il confine mediterraneo. LโEuropa di fronte agli sbarchi dei migranti (Roma 2018, con E. Diodato) e LโImmigrazione in Italia da Jerry Masslo a oggi (Milano 2020, con M. Impagliazzo).
Per Edizioni San Paolo ha pubblicato Seduzione fascista (2020), primo volume di una trilogia che prosegue con questa opera.
Gaia Rayneri (Torino, 1986) ha debuttato giovanissima col fortunato Pulce non cโรจ (Einaudi, 2009), in cui racconta in chiave tragicomica il dramma giudiziario che ha coinvolto il padre, accusato ingiustamente di abusi sessuali nei confronti della sorellina autistica โ vicenda poi trasposta sul grande schermo dallโomonimo film di Giuseppe Bonito (2012). Ha pubblicato inoltre il libro per ragazzi Ugone (Rizzoli, 2011) e il romanzo Dipende cosa intendi per cattivo (Einaudi, 2018). Nella sua ultima opera, Un libro di guarigione (HarperCollins, 2022), racconta coraggiosamente il grave periodo di sofferenza mentale che ha dovuto affrontare per una decina dโanni, a partire proprio dal momento del suo successo, e da cui รจ riuscita a venire fuori non grazie a terapie e psicofarmaci, che si sono dimostrati inefficaci, ma con un percorso di crescita personale che combina meditazione, spiritualitร e amore.
Buongiorno, per chi la conosce adesso รจ difficile immaginare che la Gaia di cui racconta, che ha sofferto cosรฌ tanto e per cosรฌ tanto tempo, e la Gaia che vediamo oggi, serena e solare, siano la stessa persona. Aveva mai pensato di arrivare a un tale livello di guarigione?
No, non pensavo assolutamente che fosse possibile arrivare a un livello simile di benessere e felicitร . Pensavo che sarei stata male per tutta la vita, perchรฉ comunque รจ quello che ti fa credere la diagnosi che avevo ricevuto, ossia disturbo borderline di personalitร : si รจ condannati a un dolore grandissimo, che non passerร mai. E invece non รจ vero. So che la mia vita ha bisogno di alcuni requisiti per andare bene; ho bisogno di tempo per prendermi cura di me stessa, per meditare. Se lavorassi in un ufficio a Milano otto ore al giorno non penso che starei bene, anche perchรฉ non sarebbe il mio cammino.
Come hanno reagito le persone intorno a lei, in primis le Dottoresse (lโautrice chiama cosรฌ nel libro le sue psicoterapeute)? Ha mai pensato di far arrivare loro il suo libro?
Mentre scrivevo, pensavo sempre di farglielo arrivare; poi in realtร quando รจ uscito ho preferito non farlo, perchรฉ non volevo che fosse recepito come una critica. A volte perรฒ mi chiedo se lโabbiano letto e se mi faranno sapere qualcosa o che interpretazione ne darebbero.
Anche chi non ha capito niente del mio percorso, adesso รจ felice di vedermi stare bene. Ma nelle fasi piรน di transizione, tante persone avevano paura che facessi delle cose che potevano sembrare un poโ strane. Oggi si parla piรน spesso di meditazione, ma sembra ancora che chi la pratichi faccia parte di qualche setta.
Con alcune persone con cui ero molto amica quando cโera la mia vecchia versione di me, che si lamentava sempre ed era molto pessimista, ho dovuto invece prendere un poโ le distanze perchรฉ erano un freno al cambiamento.
Nel libro ha preferito non raccontare nei dettagli quali fossero i traumi che secondo le Dottoresse erano allโorigine della sua crisi, รจ perรฒ inevitabile pensare che ritrovarsi ad avere a cinque anni una sorellina autistica e aver vissuto da adolescente un dramma giudiziario che ha coinvolto tutta la sua famiglia in una qualche maniera abbiano lasciato una traccia, anche a distanza di tempo.
Sono felicissima che la mia infanzia sia finita. E piรน divento grande, piรน sono felice. Sarebbe interessante capire quanti tratti che le Dottoresse attribuivano al disturbo borderline siano comuni a persone con fratelli o sorelle disabili. Il problema non รจ mai stata la disabilitร di mia sorella, che รจ una persona piena di amore incondizionato, ma nella mia famiglia cโera sempre uno stato di emergenza e quindi una serie di bisogni primari miei non sono stati soddisfatti. Ho dovuto imparare io a soddisfarli, purtroppo spesso non cโรจ nessun supporto per il fratello o la sorella di un disabile.
In piรน cโรจ stato il caso delle false accuse verso mio padre: ero ancora unโadolescente ed รจ stato un grandissimo carico di dolore, che sicuramente รจ uscito anche dopo negli anni. Sono crollata nellโunico momento in cui improvvisamente non avevo piรน nessun impegno scandito e nessuna cosa che mi tappasse il contatto con quello che sentivo veramente.
Il capitolo in cui racconta la notte in cui ha cercato aiuto, prima chiamando il 118 o poi andando di persona al Pronto Soccorso, รจ raggelante e ricorda film come Qualcuno volรฒ sul nido del cuculo. Descrive lโassurditร di un mondo che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. In quelle pagine spiega che forse lโunica cosa di cui aveva davvero bisogno era un abbraccio. Quello che ha trovato, perรฒ, รจ stata unโetichetta, una diagnosi che era anche una condanna. E il primo passo per guarire รจ stato metterla in discussione e ripartire da zero.
E sรฌ perchรฉ creava tanti effetti collaterali, che mi tenevano ingabbiata. Uno era la sensazione di soffrire piรน degli altri. La diagnosi prevede infatti che i borderline provino emozioni esagerate, anche per quanto riguarda il dolore. A un certo punto ho iniziato a fare lavori su me stessa di altro tipo, credendo ancora perรฒ nella diagnosi. Quando la tiravo fuori con le persone che mi stavano vicino, per esempio dopo una giornata di consapevolezza, gli altri mi dicevano che alla fine tutti soffriamo. La medicalizzazione del dolore porta a dirsi โio soffro di piรนโ oppure โsono lโunico che soffreโ, quando invece le statistiche dicono che una persona su quattro ha problemi psicologici.
E poi cโรจ il discorso dei farmaci, che su di me non hanno mai funzionato: ho subito un accanimento molto forte a riguardo. ร molto strano che chi si prende cura di un male psichico sia privo della minima umanitร ed empatia, credo che faccia parte dei punti deboli di un sistema che non funziona.
Riguardo agli psicofarmaci, solo recentemente si sta discutendo del fatto che la loro efficacia รจ testata su soggetti neurotipici, mentre su persone altamente sensibili o comunque neurodivergenti (che costituiscono una percentuale non piccola della popolazione, almeno il 20%) essi avrebbero effetti ben diversi, spesso esagerati o controproducenti. E inoltre cโรจ un dibattito se sia giusto ridurre la sensibilitร e quindi anche la creativitร , tramite un utilizzo massiccio degli psicofarmaci volto a eliminare o minimizzare ogni forma di dolore. Lei racconta che quando era costretta ad assumerli, avevano un impatto rilevante sullโattivitร creativa.
Avevano un impatto enorme. Le due stesure del libro che stavo scrivendo erano molto diverse da quello che scriverei di solito. Ho vissuto molto questo effetto livellante e normalizzante degli psicofarmaci, anche verso cose che โ lasciandomi libera di viverle fino in fondo โ sono quelle che mi hanno portato alla guarigione. Se sento che la mia vita non mi piace, non รจ che devo curarmi per farmela piacere per forza.
Ho deciso di fare un mestiere, la scrittrice, che per la maggior parte delle persone non รจ neppure un lavoro e mi affido allโincertezza economica, piuttosto che fare lโimpiegata o lโinsegnante. Ma tutto questo, quando cโรจ una diagnosi di mezzo, viene interpretato come un sintomo di follia. Anche quando avevo lโingenuitร di raccontare alle Dottoresse delle cose relative al cammino spirituale che stavo vivendo, arrivava subito un farmaco per eliminarle, quando invece erano esperienze che possono portare a una concezione della vita diversa ma che per molte persone รจ destabilizzante. Come insegnano Foucault e altri la storia della psichiatria รจ sempre stata collegata al controllo sociale, spesso in maniera inconsapevole.
Lei afferma che il suo dolore รจ raccontabile solo perchรฉ รจ riuscita a superarlo, che pensava che le persone normali non soffrissero e che lโobiettivo della guarigione fosse eliminare la sofferenza, quando in realtร poi si รจ resa conto che tutti soffrono, solo che spesso lo si nasconde o si cerca di anestetizzare il dolore. Qual รจ allora il segreto per โsoffrire beneโ?
Secondo me bisogna partire dal fatto che la sofferenza รจ prevista nella vita, non รจ uno sbaglio. Non fingere di stare bene e neppure cadere nella positivitร tossica. Questo aiuta tanto, e aiuta anche poter condividere i propri stati dโanimo in gruppi che lavorano sulla consapevolezza interiore.
ร un lavoro continuo che bisogna fare su se stessi, ma รจ anche molto sano restare in una dimensione di gioco. La vita per me รจ un gioco sacro. Bisogna saper prendere le cose con leggerezza per non stressarsi troppo col lavoro spirituale, altrimenti diventa tutto pesantissimo
La parola chiave del suo libro รจ amore, intendendo con questa parola un sentimento incondizionato e universale. Racconta di aver sofferto per anni di mancanza di amore e poi di averla superata iniziando a nutrire gratitudine per tutto quanto di buono era giร presente nella sua vita, per esempio ringraziando gli oggetti intorno a lei dellโaiuto che le davano, e iniziando ad amare se stessa e gli altri, invece di pretendere quellโamore di cui aveva un disperato bisogno.
Lโamore per me รจ la chiave, mentre nella visione medica non si parla mai di amore. Ho visto su di me che cercare qualcuno che mi desse amore era la garanzia per non riceverlo mai; per chiunque รจ piรน piacevole avere accanto una persona risolta, invece di una che ha problemi. Secondo le Dottoresse, siccome non avevo ricevuto abbastanza amore non avrei mai piรน potuto funzionare correttamente. Avrei solo potuto rattoppare la situazione per poter stare un poโ meglio, ma non avrei mai potuto sentirmi come chi ha ricevuto da bambino tutto lโamore di cui aveva bisogno. Adesso invece mi rendo conto che sto molto meglio di tante persone che, almeno in teoria, hanno ricevuto tutto quellโamore da piccoli, perchรฉ comunque ho fatto e faccio quotidianamente un percorso di consapevolezza, ho ricevuto una chiamata a vivere la vita in un certo modo.
Per questo รจ importante prendersi la responsabilitร delle proprie azioni, anche se si ha una diagnosi particolare. ร vero che รจ faticoso ed รจ un lavoro costante, ma costanti sono anche i doni, spesso in modi sorprendenti. La vita ti regala delle cose, anche piccole, ma che lasciano un senso tale di bellezza e poesia che sono in realtร grandi.
Il passo fondamentale รจ stato imparare a dare amore a me stessa, scardinando quel meccanismo che avevo interiorizzato dalla mia famiglia, per cui siccome lโemergenza era sempre mia sorella nessuno si รจ mai particolarmente preoccupato che io avessi amore. Se ce nโera un poโ, era da dare subito a mia sorella, perchรฉ sembrava che le mancasse tutto.
E poi ho dovuto scardinare lโabitudine che ci inculca la societร di non pensare a noi stessi. Molti non hanno il tempo di dare amore e cura a se stessi. Io per molti anni ho sentito un senso di colpa mostruoso quando davo amore a me stessa, avevo interiorizzato che quel tempo non fosse produttivo. Forse non lo รจ sotto unโottica di profitto, perรฒ consente di stare bene in salute e lo scopo della vita non รจ quello di essere produttivi quanto il benessere e la felicitร . Preoccuparsi della nostra felicitร รจ il primo passo per potersi poi preoccupare della felicitร degli altri e rimettere in circolo felicitร e amore.
Secondo un approccio psichiatrico lโorigine dei disturbi mentali รจ dovuta a un malfunzionamento della chimica del cervello, secondo un approccio psicanalitico a traumi famigliari, ma secondo alcuni studiosi come David Smail in The origins of unhappiness, poi ripreso da Mark Fisher, lโinfelicitร รจ strutturale alla societร neoliberista in cui viviamo.
Vedo tantissimi giovani che sono persi, che stanno malissimo. Questa societร rende per forza di cose infelici una serie di individui, ma perchรฉ solo alcuni e altri no? Non credo che accada a caso e, piรน che come una condanna, lo interpreto come un richiamo. Quello รจ il tuo compito: se in questo mondo non puoi stare bene, vai a creare un mondo in cui puoi stare bene. Se non si fa perรฒ un lavoro su di sรฉ, si rischia di restare nella lotta contro il resto del mondo e non credo che questa sia la soluzione. Se passa dal lavoro su di sรฉ, questo non succede, perchรฉ ogni cosa รจ interpretata sia come un aspetto sociale che personale.
Nelle sue pagine si legge una forte critica alla psicanalisi classica, freudiana, per cui la felicitร non รจ il fine della terapia e non cโรจ spazio per anima e spiritualitร . Nel suo libro invece la spiritualitร diventa un mezzo di guarigione, interpretando la sofferenza stessa come una chiamata a un percorso spirituale. Citerรฒ Jung: โLa vera terapia consiste nell’approccio al divino; piรน si raggiunge l’esperienza del divino, piรน si รจ liberati dalla maledizione della patologia.โ
A volte piรน malattie e difficoltร arrivano, piรน la chiamata รจ forte. Possono servire per spingerti finalmente nella direzione giusta, per esempio iniziando a meditare.
Si intuisce che nel libro ha condensato tanto materiale. Ha pensato a un seguito o a un podcast per ampliare lโargomento?
Al podcast ci ho pensato. Non ho ancora avuto il tempo materiale, ma sento che potrebbe aiutare. In realtร il prossimo libro che voglio scrivere ha proprio a che fare con la consapevolezza e il cammino spirituale. E poi sto scrivendo molto per ragazzi.
“ร lโultimo sabato di novembre e sembra maggio, anche se la luce e i colori della cittร si sono accesi di un languore nostalgico che conferisce alle cose un sapore struggente. Nellโaria si avverte un desiderio che รจ mancanza di qualcosa. โ
Forse non รจ un caso che la solitudine sia un sostantivo femminile. Donne che affrontano la solitudine con caparbietร e spirito dโinventiva, con accettazione e saggezza, con attenzione e desiderio di ripartenza, sono state protagoniste dellโarte in ogni sua forma e continueranno a esserlo. La solitudine ha in sรฉ un mistero affascinante: la strategia, cioรจ i mezzi e le modalitร per affrontare la sfida, quellโinsieme di risorse da mettere in campo per trarre forza da una condizione disagevole e quello struggente mix di emozioni che ne deriva.
Quando ho osservato la copertina di โDelitti allโimbrunire- Le indagini del commissario Chiusanoโ di Letizia Triches, Newton Compton Editori, ho pensato proprio a questo. Lโimmagine rappresenta in primo piano una donna, di spalle, sullo sfondo le luci dellโimbrunire e il Mausoleo di Adriano. La donna ha una postura rigida, il suo sguardo non si vede, ed รจ scalza. Unโimmagine suggestiva, di solitudine, ma anche di sfida e coraggio.
Ho ritrovato questa suggestione in Chantal Chiusano, commissario di origini ischiane, personaggio creato da Letizia Triches. Chantal si trova a dover indagare su una serie di delitti che avvengono nella Roma del 1993. Una scia di potere avvolge la cittร : sta per essere varata una nuova legge che potrebbe cambiare per sempre la gestione museale pubblica con lโingresso del comparto privato. Lโintrigo รจ ben delineato: i fatti, le voci, i tradimenti, il ruolo della famiglia, la psicologia dei personaggi sono tutti elementi che convergono nella trama e che, a tratti, confondono il lettore, in senso positivo ovviamente. La narrazione รจ affidata a un narratore ma una voce diretta irrompe nella scena, di tanto in tanto, e crea un gradevole scompiglio. Nella narrazione, inoltre, lโautrice ha scelto di inserire rimandi allโopera precedente โOmicidio a regola dโarteโ; questo elemento pur non essendo vincolante per il lettore aggiunge curiositร .
Uno degli elementi che mi ha colpito maggiormente, in questa lettura, รจ stata la capacitร dellโautrice di descrivere i personaggi attraverso gli occhi di un altro personaggio:
โNon ho mai nutrito alcun dubbio sulla buona riuscita delle indagini, perchรฉ in vita mia non ho mai incontrato unโaltra donna come te. La tua abilitร di immergerti nei numerosi rivoli della veritร e delle false veritร , senza correre il rischio di perderti, รจ impressionante.โ
A tratti, questi passaggi aggiungono una particolare soggettivitร che permette al lettore di avvicinarsi ai personaggi, di entrare in sintonia con loro.
Un ulteriore elemento che gratifica il lettore รจ lโambientazione. Siamo a Roma, ma non รจ la Roma che ti aspetti. I quartieri e la periferia, i monumenti, le vie che si impregnano delle luci dellโimbrunireโฆ sono queste alcune delle immagini che lโautrice รจ riuscita a raccontare. ร come un omaggio alla Cittร Eterna e in alcuni passaggi diventa impossibile trattenere lโemozione:
โDallโalto del Gianicolo si vedeva la cittร innalzarsi a balze, un rosa che si accendeva di rosso, un avorio che diventava dorato, le cupole infinite che risplendevano come gioielli antichi.โ
E, per finire, va citato uno degli elementi che ha certamente reso questโopera unโottima lettura: lโarte. Sembrerebbe che sia raccontata solo la scultura, in queste pagine, ma in realtร di arte รจ impregnato lโintero romanzo, a mio avviso. Pensate a Roma โ unโopera dโarte a cielo aperto- la legislazione del momento, le impressioni โ e la preparazione – del commissario Chiusano, lโeconomia che ruota attorno alla cultura. Il tutto condito da una intensa dose di mistero, inganno, vizi, supposizioni e certezze.
Letizia Triches รจ nata e vive a Roma. Docente e storica dellโarte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste ยซPrometeoยป e ยซCahiers dโartยป. Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed รจ stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo deโ Fiori, I delitti della laguna e Giallo allโombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora,ย Omicidio a regola dโarte e Delitti all’imbrunire, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano.ย Per saperne di piรน:ย letiziatriches.com
Source: libro inviato al recensore dall’editore. Ringraziamo Antonella Ufficio Stampa Newton Compton
Un poโ di brividi, non dovuti allโabbassamento delle temperature, ma a tre interessanti e coinvolgenti libri per ragazzi che hanno al centro lโhorror, il terrore, la suspense e il mistero, tutti editi da Gallucci. Mi sto riferendo a โRip van Winkle e racconti di un viaggiatoreโ (parte seconda) di Iriving Welsh, โLa bambola maledettaโ di Amรฉlie Antoine e โAgenzia del brivido. La scuola del terroreโ di Bertrand Puard. Tre storie ambientate tra passato e presente dove le emozioni forti, le apparenze, situazioni surreali e imprevedibili colpi di scena lasciano il piccolo lettore senza parole. In โRip van Winkle e racconti di un viaggiatoreโ (parte seconda) lโamericano Iriving Welsh crea una narrazione onirica dove Rip, uomo amato da tutti, ma molto (troppo) pigro รจ spesso richiamato allโordine da chi gli sta attorno. Un giorno, stufo dellโennesimo rimprovero, Rip parte, direzione la montagna. Qui, avvicinatosi ad un gruppo di strambe persone con le quali beve qualcosa, Rip รจ preso da un grande sonno e quando si risveglierร , il tempo (20 anni) sarร davvero per lui volato, senza capire bene il perchรฉ. Nella seconda parte il libro procede con dei ritratti umani di coloro che lavorano con i libri (scrittori, editori, criticiโฆ), punzecchiati con sapienza da Irving che tratteggia caratteri umani a cavallo del passato (siamo tra 1700 e 1800) e attuali ancora oggi. Traduzione dall’inglese di Adriana Cicalese e Riccardo Duranti.
โLa bambola maledettaโ di Amรฉlie Antoine รจ un horror (il secondo della serie) a tutti gli effetti, o meglio, la storia parte con Tea e Margot in vacanza. Due sorelle davvero unite, anzi inseparabili. Poi, un giorno, in un mercatino delle pulci, Margot fa di tutto per comprare una bambola di porcellana con boccoli e abito di pizzo che lei piace davvare molto, forse un po’ troppo. Lei la adora, mentre Tea รจ inquieta, perchรฉ nota che allโimprovviso cominciano ad accadere strani e inquietanti fenomeni. Tea รจ quindi pronta a tutto per sbarazzarsi della bambola, perchรจ secondo lei รจ la causa di tutti i mali, ma non sa che la situazione รจ molto piรน complicata di quello che le sembra. Traduzione dal francese di Silvia Mercurio.
โAgenzia del brivido. La scuola del terroreโ di Bertrand Puard, illustrato da Claudia Petrazzi, porta il lettore nella scuola di Victor e Leila, dove accadono fatti strani come fotografie di classe con la presenza di ragazzini mai visti prima, voci che arrivano non si sa bene da dove, strano creature terrificanti e viscide presenti nei corridoi e muri della scuola. Il tutto รจ davvero spaventoso, ma si complica quando dei compagni di scuola di Victor e Leila scompaiono nel nulla. Chi li ha rapiti? Perchรฉ? Ai due amici lโeroica missione di dipanare lโintricata matassa che li porterร alla scoperta di un inquietante mondo nascosto. Traduzione dal francese di Margaret Petrarca e Matilde Piccinini.
Suspense e tragicomico, sono questi i registri che Georges Simenon usa nei racconti raccolti in volume con il titolo Pena la morte (traduzione di Marina Di Leo), pubblicati recentemente da Adelphi.
Anche nellโarte del racconto il grande scrittore belga eccelle.
Nel libro troviamo cinque storie e non manca mai nella narrazione lโelemento sorpresa e la scrittura รจ sempre un intrigo degno del migliore Simenon.
Da Il peschereccio di รmile a Pena la morte Simenon inventa storie che pescano nel torbido della creatura umana con tutte le sue fragilitร e le sue pochezze, tiene conto nel caratterizzare i personaggi della loro componente miserabile e meschina.
Truffatori, avventurieri, uomini senza qualitร , sono questi i protagonisti di queste cinque storie nelle quali il lettore si avventura, lasciandosi catturare dalle trame di Simenon che non concede mai un momento di tregua al suo raccontare che si conficca nella pagina per tracimare con tutta la sua grande letteratura.
Davvero unici i personaggi di questi racconti, stretti nella loro insoddisfazioni, cupi nel loro vesti nero che si portano dentro, un poโ grotteschi e un poโ malandrini, sempre in cerca di una via di scampo allโassurdo inquietante che travolge le loro esistenze.
Sono proprio i personaggi a scrivere le storie che Simenon racconta. Intorno a loro tutto il nero di esistenze infelici e lโassenza di un riscatto e di una fuga.
In Pena la morte, come nei romanzi duri, lo scrittore scende negli abissi della condizione umana e attraverso i suoi personaggi regola i conti con i suoi demoni.
Simenon ha scritto centosettantotto racconti, la maggior parte di quelli presenti in questo libro sono stati scritti in America.
Per lo scrittore il soggiorno americano coincise con un periodo proficuo per la sua attivitร .
I racconti di Pena la morte ne sono la prova concreta.
Georges Simenon โ Scrittore belga di lingua francese (Liegi 1903 โ Losanna 1989). Tra i piรน celebri e piรน letti esponenti non anglosassoni del genere poliziesco, la sua produzione letteraria, soprattutto romanzi gialli, รจ monumentale: essa conta poco meno di duecento romanzi, fra cui emergono โ per popolaritร in tutto il mondo e per salda invenzione โ quelli della serie di Maigret, quasi tutti tradotti in italiano. Dopo il suo primo romanzo, scritto a 17 anni (Au pont des arches, 1921), si trasferรฌ a Parigi dove pubblicรฒ sotto svariati pseudonimi opere di narrativa popolare. Nel 1931 con Pietr le Letton, che uscรฌ sotto il suo nome, inaugurรฒ la fortunatissima serie dei romanzi (circa 102) incentrati sul commissario Maigret, che rinnovarono profondamente il genere poliziesco. Negli USA dal 1944 al 1955, tornรฒ poi in Europa, stabilendosi in Svizzera; nel 1972 smise di scrivere, limitandosi a dettare al magnetofono, e tornรฒ alla scrittura solo per redigere i Mรฉmoires intimes (1981). Autore straordinariamente prolifico, con stile semplice e sobrio ha narrato nei suoi romanzi, caratterizzati da suggestive analisi di ambienti, la solitudine, il disagio esistenziale, il vuoto interiore, lโossessione, il delitto (La fenรชtre des Rouet, 1946; Trois chambres ร Manhattan, 1946; La neige รฉtait sale, 1948, trad. it. 1952; Lโhorloger dโEverton, 1954; Le fils, 1957). Gran parte di questa abbondante produzione, che ha ispirato molti film ed รจ stata tradotta in 55 lingue, รจ stata riunita nelle Oeuvres complรจtes (72 voll., 1967-73) e in Tout Simenon (27 voll., 1988-93). Ricordiamo inoltre i racconti e le prose autobiografiche (Je me souviens, 1945; Pedigree, 1948, trad. it. 1987; Quand jโรฉtais vieux, 1970; Lettre ร ma mรจre, 1974, trad. it. 1985; la serie Mes dictรฉes, 21 voll., 1975-85), e le raccolte di articoli ร la recherche de lโhomme nu (1976), ร la decouverte de la France (1976), ร la rencontre des autres (1989). Nel 2009, in occasione del ventennale della morte, รจ stato pubblicato in Francia a cura di P. Assouline il monumentale Autodictionnaire Simenon, lungo le cui voci (in gran parte tratte da interviste, carteggi e appunti dello stesso S.) si snoda unโoriginalissima e dettagliata biografia dello scrittore.
Chi segue il mio blog sa che da alcuni anni scrivo racconti e novelle libearamente ispirate alla figura del mio bisnonno Luigi Paolo Piovano, storie di pura fantasia sebbene abbia curato il contesto storico, il personaggio si presta a storie di avventura e mistero, e infatti sto coltivando da anni il progetto di scrivere una monografia interamente dedicata al mio bisnonno.
A darmi il diciamo coraggio di fare qualche passo in piรน nella concretizzazione del progetto รจ stato il saggio Piemontesi ai confini del mondo di Davideย Mana in cui un intero paragrafo รจ dedicato alla sua figura e alla sua memoria. Venerdรฌ scorso รจ uscita un’intervista riguardo al libro sul giornale della mia cittร a Davide Mana che molto cavallerescamente nomina anche me e i miei racconti polizieschi ispirati alla sua figura. Ma parallelamente a questi mia ambizione รจ dunque scrivere un vero saggio monografico sulla sua figura, dall’infanzia, all’Africa, alla Cina, al Carso durante la Prima Guerra Mondiale.
Fotografo dilettante, coraggioso esploratore, mente curiosa e inquieta, amante dello studio e dei libri oltre che studioso di lingue e dottrine orientali (riscrisse con la sua calligrafia, credo traducendolo dal cinese, Il Libro della Virtรบ di Lao Tzu) Paolo Luigi Piovano รจ sicuramente una figura che si presta ad essere approfondita. Per cui mi sono detta scrivi un pitch, allega un po’ di foto e mandale in giro per editori per vedere se a qualcuno interessa il progetto. Progetto che necessiterร di approfondite ricerche magari negli archivi storici dell’Esercito a Roma, e seguendo le tracce che possiedo, alcune lettere, memorabilia e cimeli, intervistando chi l’ha potuto conoscere, e si ricorda ancora di lui. Raccogliendo dati, e ricordi, approfondendo insomma tutto il vissuto e la memoria.
Ecco questo รจ il progetto se verrร coronato da un libro, magari ricco di fotografie sarete i primi a saperlo.
Milano e non solo. 1926-1933. A Parco Sempione nella tarda mattinata del 9 agosto 1933, alla presenza del ministro dei Lavori Pubblici onorevole Crollalanza, sta per essere pomposamente inaugurata lโagile snella ardita Torre Littoria (pure con un pranzo nella magnifica terrazza), centootto metri e sessanta centimetri, il secondo luogo piรน alto della cittร (circa un metro meno della Madonnina del Duomo), il quinto dโEuropa (Eiffel a Parigi, a Berlino, a Grenoble), architettata da Gio Ponti, costruita in 68 giorni. Giร qualche settimana prima, dopo una serie di furti, su cortese richiesta personale dellโarchitetto, era dovuto intervenire il buon mite commissario Carlo De Vincenzi, convincendo El Pinza, il capo dei malnatt della ligรฉra a restituire tutti i materiali rubati in cambio dellโassunzione di un paio di operai del Bottonuto, il quartiere piรน nero della cittร . Quella stessa mattina presto, il custode del cantiere trova nella cabina dellโascensore della torre il cadavere di un uomo con in testa una maschera antigas, si tratta del sottufficiale Sigismondo Remigi della Compagnia Speciale X, decorato sul campo per le azioni svolte durante la Grande Guerra. Ci fu un sospetto su una di quelle azioni, forse mandarono a morire un manipolo di Arditi con maschere difettose. Ora che lโedificio รจ stato tranquillamente completato, si tratta di un delitto eclatante, De Vincenzi indaga e, come immaginava, seguono poi altri omicidi, probabilmente ancora connessi a quellโantico episodio. Il commissario dovrร andare a Luino nella magnifica Villa Salvi per ricostruire ingiustizie e giustizie. Il bel racconto รจ costruito con le tecniche dei feuilleton piรน classici, fu pubblicato a marzo 2020 durante la pandemia dal quotidiano โIl Giornaleโ, dieci puntate di circa 1.800 battute (qui con alcune aggiunte), ed รจ il piรน lungo e complesso di una deliziosa raccolta di oltre una decina di storie con protagonista il personaggio di Augusto De Angelis, cui il racconto (inserito verso la fine) dร il titolo complessivo.
Ennesima ottima prova letteraria per il critico creativo, conduttore radiofonico, storico del genere giallo ed esuberante fumettologo (alla Sergio Bonelli Editore) Luca Crovi(Milano, 1968). Il racconto โUn pescecane allโArenaโ, ambientato nel luglio 1926, costituisce la prima avventura di De Vincenzi scritta dallโautore contemporaneo e risale al 2018, precedente dunque il romanzo dโesordio della serie (โLโombra del campioneโ, Rizzoli 2018), continuata con due romanzi nel 2020 e 2022 e ora con questa intera raccolta ben congegnata come un unicum, un romanzo a episodi sul commissario. A impersonare il filo narrativo e a farci da Virgilio sul protagonista รจ, infatti, la sciura Matilde Maria Ballerini, la vedova portinaia tuttofare della piccola casa di via Massena dove lui abita, ispirata alla bisnonna di Crovi. Maria adora De Vincenzi (il โpoeta del crimineโ) e legge molto. Quando, in modo apparentemente casuale, trova una sua cartellina azzurra, scopre che contiene una lettera del commissario al dottor Augusto De Angelis (1888-1944, lo scrittore dellโepoca che ha dato lo spunto a Crovi), dove si parla della loro collaborazione per il giallo in via di pubblicazione, โIl banchiere assassinatoโ, e De Vincenzi annuncia di voler allegare foto, materiali e, soprattutto, dattiloscritti โabbozzi di storieโ, da cui forse ricavare altri romanzi, giร con molti dialoghi in milanese o malavitoso (il rapporto del commissario con i criminali รจ una delle chicche giร nel grande De Angelis). Siamo nelle mani (sempre in terza persona) dellโacuta sensibile portinaia che si gode ogni foglio, commenta le trame, aggiunge citazioni e poesie (debitrice verso molti libri del padrone di casa, da Platone a SantโAgostino e a vari poeti italiani e stranieri), descrive le immagini (una ventina in tutto, splendidamente in bianco e nero, provenienti dal Fondo Riccardo Bauer, come spiega nellโappendice Crovi, che conclude il volume costruendo un racconto in cui Bauer incontra De Vincenzi). Nei successivi racconti il commissario incrocia con garbo Alfred Hitchcock, Antonio Gramsci, Nguyแป n Sinh Cung (Hแป Chรญ Minh), Nicolรฒ Carosio e molte altre personalitร poi divenute famosissime, davvero storicamente capitate in quegli anni a Milano (in questura, in carcere, nella Trattoria della Pesa, in stazione e in altri luoghi topici descritti con maestria, pure fuori la cittร ). Lo spunto รจ in un fatto di cronaca (se criminale, piรน furti che omicidi) o in una contingenza sociale e istituzionale. Lo stesso De Angelis si doterร della cartelletta. Nella gita in Piemonte un oste truffaldino rifila agli avventori Bracchetto annacquato. Stramilano cantata da Cravel.
Luca Crovi รจ redattore alla Sergio Bonelli Editore, dove cura le serie del commissario Ricciardi e di Deadwood Dick. Collabora con diversi quotidiani e periodici, ed รจ autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) trasformata nellโomonima trasmissione radiofonica di Radiodue. Per Rizzoli ha pubblicato Lโombra del campione (2018) e Lโultima canzone del Naviglio (2020).
Questo libro porta il lettore nel mondo della famiglia e degli affetti. Ma non nel senso classico del termine, bensรฌ facendogli attraversare e toccare con mano il disagio, la paura, il male, l’orrore. Perchรฉ non tutte le famiglie sono da cartolina. Non tutte vivono nell’agio. Tante “ignorano” cosa sia il mondo fuori dal loro guscio, perchรฉ ne sono spaventate. Altrettante preferiscono rimanere chiuse e isolate o dedicarsi all’illecito perchรฉ “cosรฌ si fa prima e si guadagna”. E chi ne fa le spese? Un figlio, tanti figli, troppi figli. Costretti a non conoscere, a non vivere, a non condividere. E ad accettare passivamente tutto quello che gli viene detto o proposto di fare. Ed ecco che da questa condizione emergono i mostri, i reietti, gli esclusi a prescindere. In che modo? La lettura di questo romanzo vi porterร a scoprirlo.
I toni sono abbastanza forti, l’autore non fa regali a nessuno in questo senso. Ma รจ anche in grado di utilizzare parole tenere, che mitigano la tensione della trama.
Titanio รจ una storia, una grande metafora, un importante momento di riflessione.
Bellissimo. Buona lettura.
Stefano Bonazzi รจ ferrarese. ร grafico pubblicitario e fotografo. Si ispira all’arte surrealista. Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo “A bocca chiusa”. Nel 2017 esce il suo secondo romanzo “L’abbandonatrice”. Alcuni suoi racconti sono stati selezionati come finalisti al premio “NebbiaGialla” negli anni 2015-2016-2017. Ha scritto in numerose antologie. Collabora con “Il Loggione Letterario” e “Satisfiction”.
L’idea di sovranitร รจ al giorno d’oggi in crisi? Oppure la messa in discussione della sua tradizionale configurazione statale e nazionale offre l’occasione di un suo differente rilancio? Questi gli interrogativi al centro dei saggi di Balibar, proposti per la prima volta in Italia. Lavorando sulla teoria della sovranitร di Hobbes e sul pensiero di uno dei suoi massimi interpreti novecenteschi, Carl Schmitt, il filosofo francese porta alla luce le contraddizioni e le aporie interne alla dottrina dello Stato e al contempo l’irrinunciabilitร dell’idea eccedente di sovranitร per sostenere e alimentare le istanze democratiche.
Lo spettro del Dio mortale, Hobbes, Schmitt e la sovranitร รจ una raccolta di quattro saggi del filosofo francese Etienne Balibar, curata dalla ricercatrice Giada Scotto, tre dei quali qui tradotti per la prima volta in lingua italiana. Il testo contiene: Prolegomeni alla sovranitร : la frontiera, lo Stato, il popolo apparso nel 2000 sulla rivista “Le Temps Modernes”; Lo Hobbes di Schmitt, lo Schmitt di Hobbes, nato prima come prefazione poi pubblicato autonomamente nel 2010 all’interno della raccolta di saggi Violence et civiltรจ; Schmitt una lettura conservatrice di Hobbes? apparso nel 2003 sulla rivista “Droit” e infine Il Dio mortale e i suoi fedeli soggetti: Hobbes, Schmitt e le antonomie della laicitร pubblicato nel 2012 sulla rivista “Ethique, politique, religions”. Testi scritti in tempi differenti che concorrono a formare un’unica complessa e articolata discussione sul concetto di sovranitร che Balibar ha sviluppato dal confronto con Carl Schmitt, teorico novecentesco della sovranitร , e soprattutto dalla interpretazione schmittiana della dottrina della sovranitร di Thomas Hobbes.
Partendo dal concetto di crisi della sovranitร , estesa e mutuata da una piรน estesa incertezza delle istituzioni sovranazionali che formano la costruzione europea, Balibar si interroga su quali sono i limiti e le contraddizioni di queste categorie di pensiero in un contesto problematico e in sempre costante evoluzione come quello in cui ci troviamo a vivere per pervenire a interessanti soluzioni non solo filosofiche astratte ma anche applicabili al contesto politico e sociale contemporaneo.
Forse รจ meglio prima di addentrarci nello studio delle analisi qui contenute fare un passo indietro e gettare un po’ di luce sul pensiero e la formazione di Balibar. Allievo di Louis Althusser, formatosi in un confronto dialettico con Marx e Lenin, Balibar รจ tra gli intellettuali di sinistra piรน attivi del secondo Novecento francese. Una militanza politica problematica quella con il Partito comunista francese, in cui militรฒ dal 1961, per poi uscirne drammaticamente nel 1981 in seguito a severe critiche sull’operato del partito di cui denunciรฒ severamente il suo nazionalismo in materia di immigrazione a fronte di episodi violenti verificatesi nelle banlieu parigine. Il crescente emergere in Francia di sentimenti nazionalisti e xenofobi, non solo tra aderenti della destra del Front National di Jean Marie Le Pen, portรฒ Balibar a sentire la necessitร e l’urgenza di un ripensamento della questione della sovranitร e di una decostruzione della configurazione statale. La democratizzazione della democrazia sembra una delle sue piรน recenti proposte al vaglio. Tra cittadinanza, cosmopolitismo e lotta contro la clandestinitร come fonte di esclusione e ingiustizia, il tema dell’immigrazione ha un ruolo fondamentale nella rielaborazione di concetti come sovranitร , nazione, e stato.
รtienne Balibar (1942) รจ professore emerito di Filosofia politica e morale allโuniversitร Paris X-Nanterre e distinguished professor of Humanities alla University of California di Irvine. Allievo e collaboratore di Louis Althusser, รจ tra i piรน autorevoli filosofi politici contemporanei. Tra le sue pubblicazioni tradotte piรน recentemente Cittadinanza (2012), Crisi e fine dellโEuropa? (2016), Gli universali. Equivoci, derive e strategie dellโuniversalismo (2018), Al cuore della crisi (2020).
Giada Scotto (1991) รจ dottoressa di ricerca in Storia dellโEuropa presso lโUniversitร Sapienza di Roma con uno studio sulla teologia politica di Carl Schmitt. La sua ricerca รจ parte di un piรน ampio interesse per la filosofia politica e per il dibattito contemporaneo sulla genesi e il funzionamento degli Stati democratici.
Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Simone Ufficio Stampa Rogas Edizioni.
Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo e unico vicino dal quale sarรฒ infastidito. Che bella zona รจ questa! In tutta lโInghilterra, non credo che avrei potuto trovare un altro posto cosรฌ totalmente distaccato dal trambusto della vita sociale. Un perfetto paradiso per misantropi; e il signor Heathcliff e io siamo la coppia giusta per spartirci questa desolazione.
Che tipo interessante!
Certo non immaginava quale simpatia mi ha suscitato in cuore quando, avvicinandomi a cavallo, ho visto i suoi occhi neri ritrarsi cosรฌ sospettosamente sotto le sopracciglia, e quando le sue dita, mentre annunciavo il mio nome, si sono sprofondate risolutamente sotto il panciotto.
ยซSignor Heathcliff!ยป dissi.
Per tutta risposta, un cenno con la testa.
ยซSono Lockwood, il suo nuovo affittuario, signore. Mi onoro di renderle visita appena arrivato, per esprimere la speranza di non averla disturbata con la mia insistenza nel chiedere in affitto Thrushcross Grange. Ieri ho sentito dire che lei pensavaโฆยป
ยซThrushcross Grange รจ roba mia, signoreยป mโinterruppe, con un fremito. ยซNon permetterei a nessuno di disturbarmi, se potessi impedirlo. Entri!ยป
Quellโโentriโ fu pronunciato a denti stretti, e con un tono che significava โvaโ al diavolo!โ. Perfino il cancello su cui si appoggiava non manifestรฒ alcun movimento in sintonia con le parole. Credo che proprio questa circostanza mi spinse ad accettare lโinvito: sentii interesse verso un uomo che sembrava ancora piรน esageratamente riservato di me.
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