Sono passati quindici anni dal G8 di Genova: per molti è uno dei tanti ricordi sbiaditi dei telegiornali, poco prima che le Torri Gemelle crollassero, altri erano troppo giovani all’epoca per ricordarselo se non attraverso forse qualche discorso dei grandi, altri ancora ricordano quei giorni come uno spartiacque tragico e il prologo di una società in cui gli esseri umani hanno contato sempre meno di fronte agli interessi e ai profitti delle multinazionali.
Per ricordare quei giorni, Eris edizioni,che già si è fatta conoscere per le sue graphic novel di qualità, propone questo libro sottile come pagine ma forte nei contenuti, con storie raccolte da Domenico Mungo e le illustrazioni di Paolo Castaldi, che racconta quei giorni concitati a ritroso, dalla macelleria della scuola Diaz al corteo festoso e ignaro del primo giorno.
Nelle pagine del libro rivivono le voci di tante persone, di un ragazzo che sta riprendendo gli scontri con la telecamera per documentare e che viene preso a manganellate dalle forze dell’ordine, di un altro giovane che urla lanciando pietre contro un blindato sotto i lacrimogeni, di un’infermiera che assiste impotente alla mattanza nelle celle di Bolzaneto, dopo che era andata a Genova per quello che per lei era un semplice lavoro di assistenza di routine, un manifestante giapponese che viene attaccato, un reporter inglese imprigionato e picchiato con tanto di strascichi giudiziari.
Sono storie vere, raccontate come un romanzo ma con la veridicità dei fatti, in un libro che riprende il genere, poco praticato ultimamente almeno in Italia, del giornalismo di inchiesta, per raccontare quella che è stata e resta una vergogna da non dimenticare, iniziata come una manifestazione alternativa ad un modello che si voleva contestare e finita con quella che è stata definita la più grave sospensione dei diritti civili in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale.
Un libro da leggere indubbiamente per chi ricorda quei giorni con precisione, magari perché era a Genova o perché aveva lì cari amici e parenti, come alcuni genitori che seguirono in diretta cosa stava accadendo ai propri figli. Ma un libro anche da leggere per chi era troppo giovane all’epoca dei fatti, nell’ottica di una preservazione della memoria che ormai deve comprendere tutto, non solo i fatti della Seconda guerra mondiale, ma anche quello che è successo dopo, fino ad oggi, tra terrorismo, mafia e attacchi ai diritti. E soprattutto un libro da leggere per chi c’era e se ne è dimenticato, magari perché troppo preso da altre cose o perché ha sottovalutato quello che stava accadendo come l’ennesimo casino provocato da quei tizi dei centri sociali che già bloccano le città e non mi fanno trovare parcheggio con i loro cortei. Perché purtroppo problemi come la precarietà lavorativa e la distruzione del welfare sono cominciati proprio lì, e solo capendo e ragionando si può pensare a come reagire.
Domenico Mungo, nato nel 1971, è ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Torino, giornalista e scrittore. Nei suoi scritti ha parlato di controculture, fatti scomodi, movimenti alternativi. Era a Genova a manifestare e il libro parte anche dalla sua esperienza personale e da quella dei suoi amici.
Source: libro inviato dall’ editore al recensore, ringraziamo Gabriele dell’Ufficio Stampa Eris.
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Ciao, Monica! Innanzitutto ti faccio tantissimi complimenti per essere riuscita a scrivere un libro così bello a soli sedici anni! Ora vorrei porti qualche domanda a proposito di Mezzanima. Iniziamo?
Il tempo della storia, il flusso delle notizie. La lunga durata degli eventi sociali ed economici, l’immediatezza della comunicazione nell’era di Internet. A volte sembra che l’informazione abbia una marcia in più rispetto alla realtà, ma l’informazione corre per poi consumarsi in fretta. La storia, invece, procede a piccoli passi, rivelando, col passare degli anni, novità sorprendenti.
Cinque racconti, fra horror e paranormale. L’argomento trattato è la medicina. Il difficile rapporto tra la precisione della scienza e l’inspiegabile. L’orrore di un parto anomalo, fatto di sangue e grasso; un caso clinico aberrante. Le telecamere in una sala operatoria a seguire un illustre chirurgo durante un intervento della massima urgenza; l’ego di questo medico è in diretta, la professionalità passa in secondo piano.Uno specchio che permette di guardare oltre se stessi; pazzia, dal punto di vista clinico; apparizione, tramandata da generazioni. Il diverso rapporto con conservanti e coloranti contenuti nei cibi confezionati, da parte di due sessantenni che vivono nello stesso palazzo. Due gemelli, uno medico e l’altro prete esorcista, alle prese con una bambina; è malata o posseduta? Un racconto paranormale, difficile da digerire.

























