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Hai la mia parola di Patrizia Rinaldi (Sinnos 2020) a cura di Viviana Filippini

6 maggio 2020

HAI-LA-MIA-PAROLAPatrizia Rinaldi è tornata in libreria con un romanzo per ragazzi pubblicato da Sinnos intitolato “Hai la mia parola”. La storia è ambientata in un mondo che sembra difficile da collocare a livello temporale e che assume le atmosfere di una fiaba con netti collegamenti alla realtà per i temi che emergono durante la lettura. Protagoniste delle storia, dove ci imbattiamo in castelli e immense campagne, sono due sorelle: la bella Mariagabriela e la zoppa Nera. Le due sono orfane di madre, certo hanno un padre, ma lui non le sa difendere dalle angherie della matrigna. La situazione già non felice, si complica quando il vedovo Visconte della Contea vuole Mariagabriela come domestica. L’uomo ha un progetto preciso, vuole avere un figlio dalla ragazza e poi lo affiderà alla nuova moglie. La giovane non vuole sottostare alle volontà del Visconte, e il suo sarà un atto di ribellione che le costerà caro, perché ad un certo punto della storia Mariagabriela sparirà. Sulle sue tracce, proprio per il profondo e sincero legame affettivo che le unisce, arriverà Nera, la sorella zoppa da tutti guardata a distanza proprio per il suo modo di muoversi e essere. Nera non sarà sola, con lei ci sarà Michelino, un ragazzino che il padre le ha dato come aiutante per il pascolo, dopo che Mariagabriela era finita dal Visconte. Il libro di Patrizia Rinaldi porta il lettore bambino, ma anche adulto, in un libro nel quale ci sono i tradizionali elementi strutturali della fiaba: l’eroe, la vittima, l’antagonista, uno o più aiutanti, una sparizione, una missione da compiere, supence e un traguardo da raggiungere. L’autrice crea una storia che assomiglia ad un’antica fiaba ad ambientazione medievale ma, i temi che vengono messi in campo sono attuali ancora al giorno d’oggi. Pensiamo al Visconte e al suo agire che incarna la tipica rappresentazione del più forte che si impone e sottomette il più debole. È l’individuo singolo, potente e prepotente che maltratta il prossimo per ottenere i suoi interessi. Mariagabriela è la giovane che non accetta di essere vessata e trattata come un oggetto, e si ribella, anche se questo gesto avrà delle conseguenze inaspettate e impreviste. Nera invece è vista come la “diversa”, in quanto la sua menomazione fisica è quella che la rende differente da tutti gli altri. Lei però se la caverà bene con le parole e questo le permetterà di avere una possibilità di riscatto agli occhi di tutti. Come vuole la tradizione, la modalità di scrittura della Rinaldi rende “Hai la mia parola” un libro ben costruito, dal ritmo serrato e con colpi di scena inaspettati che stupiscono sia il lettore bambino che quello adulto. Nella storia di Mariagabriela e Nera ritorna anche uno dei temi costanti della produzione della scrittrice napoletana: il mondo femminile.  “Hai la mia parola” di Patrizia Rinaldi è un’avventurosa storia di azione dall’atmosfera fiabesca, nella quale la dimensione femminile è al centro del racconto come mondo sociale maltratto e sfruttato ma mai sconfitto, poichè animato da una tenace forza che induce alla resistenza e alla lotta per un riscatto sociale e per la giustizia.

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia e si è specializzata in scrittura teatrale. Ha partecipato per diversi anni a progetti letterari presso l’Istituto penale minorile di Nisida. Nel 2016 ha vinto il Premio Andersen Miglior Scrittore. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La compagnia dei soli, illustrato da Marco Paci, (Sinnos 2017), vincitore del Premio Andersen Miglior Fumetto 2017, Un grande spettacolo (Lapis 2017), Federico il pazzo, vincitore del premio Leggimi Forte 2015 e finalista al premio Andersen 2015 (Sinnos 2014), Mare giallo (Sinnos 2012), Rock sentimentale (El 2011), Piano Forte (Sinnos 2009). Per le Edizioni E/O ha pubblicato Tre, numero imperfetto (tradotto negli Stati Uniti e in Germania), Blanca, Rosso caldo, Ma già prima di giugno (Premio Alghero 2015) e La figlia maschio (2017).

Source: inviato dall’editore al recensore. Grazie all’ufficio stampa Sinnos e a Emanuela Casavecchi.

:: La figlia dell’assassina, Giuliana Facchini (Sinnos 2018) a cura di Viviana Filippini

11 gennaio 2019

la-figlia-dellassassinaLa figlia dell’assassina” di Giuliana Facchini, edito da Sinnos, è un storia per ragazzi che tratta di vita vissuta nella quale il bullismo e il pregiudizio mettono in crisi i personaggi, in particolar modo la protagonista. Rachele Clarke è una ragazzina esile e molto turbata, anche se non lo dà a vedere. Lei vive in una roulotte nel giardino di Magda e Leone, amici di famiglia. Rachele ci abita con il padre Gerald e il fratellino Joshua, perché hanno dovuto lasciare la loro casa in centro a Roma. Motivo? Eva, la mamma della protagonista e proprietaria di una famosa azienda fashion di guanti per l’alta moda, in un raptus improvviso ha assassinato la sua contabile, una donna della quale Eva si fidava e che invece ha usato il capitale dell’azienda, per giocare d’azzardo. Il risultato è drammatico: un cadavere, Eva in prigione, l’azienda fallita e due famiglie distrutte. Rachele è sola, tormentata dai fatti accaduti e dalle chiacchiere continue della gente, perché tutti sanno quello che è accaduto, ma conoscono la vicenda alla loro maniera o attraverso i media e questo tipo di conoscenza è quello che li porta a giudicare senza sapere. Rachele vuole molto bene al fratellino e anche al padre, ma soffre e nessuno sembra davvero comprendere quelli che sono i suoi bisogni e i diversi pettegolezzi che girano sulla sua famiglia non la aiuteranno per niente, anzi, peggioreranno sempre più il senso di sconfitta che tormenta la ragazzina. Rachele è un po’ depressa, non dorme, così per rilassarsi legge i classici della letteratura dell’infanzia e lo fa salendo su un albero, quando la dispettosa Daria (sua coetanea) le scatta una foto all’improvviso, la posta sul web, definendo Rachele la “Ragazza Licantropo”. Un gesto, pensa Daria, banale, una mera stupidaggine, ma la bulletta della situazione non si rende conto che quella foto messa sui social trasformerà la già fragile Rachele in un vero e proprio bersaglio per la derisione e lo scherno. Tutto poi si complica perché Rachele scompare e sarà proprio Daria, ricca, viziata, insoddisfatta di tutto, a ritrovare la protagonista. Tra le due ci sarà un acceso confronto. Da una parte Daria che ha ogni cosa e non è contenta di nulla e per tale ragione la sua insoddisfazione e incoscienza la spingono a cercare l’eccesso, comprese quelle situazioni che mettono a repentaglio la sua incolumità. Rachele è l’opposto ha un animo sensibile, tormentato, cerca pace nei libri e nella solitudine, vuole bene a Eva ed è consapevole che il fatto di cronaca con protagonista sua madre influenzerà per sempre loro esistenze familiari. Ad un certo punto dal dialogo delle due ragazze emerge questo:
Mia madre era una madre come le altre prima di diventare un’assassina” dice Rachele.
La mia non la sopporto. Certe volte devo tenerla lontana, altrimenti mi metto a urlare” dice Daria.
Rachele e Daria, protagonista e antagonista, sono la rappresentazione di due approcci diversi alla vita, utilizzati dall’autrice per mettere in scena i tormenti e le insicurezze degli adolescenti alla ricerca del loro posto nel mondo. Giuliana Facchini affronta con tatto sensibile e attenzione i temi del bullismo, del rapporto conflittuale che i figli hanno con i genitori e anche con i loro coetanei (non sempre veri amici), la paura del domani visto come un qualcosa di sconosciuto e indefinito. Non solo, perché attraverso la storia di Rachele e Eva, l’autrice ci mostra quanto i pettegolezzi, le chiacchiere di paese e i media (giornali, tv, web) manipolino la realtà delle cose, facendo passare dei messaggi non sempre veritieri, scatenando spesso giudizi e pregiudizi che possono ledere i protagonisti della vicenda. “La figlia dell’assassina” di Giuliana Facchini è un po’ un giallo, ma è anche un romanzo di formazione e di riflessione sulla contemporaneità dove non sempre tutto è certo e dove non sempre le persone e le cose sono davvero quello che sembrano.

Giuliana Facchini è nata a Roma. Qui ha frequentato la facoltà di Lettere e ha ottenuto un attestato della Regione Lazio come Segretaria di Edizione Cinematografica. Ha seguito corsi di recitazione e doppiaggio ed è stata interprete di teatro amatoriale e semiprofessionale, occupandosi anche di teatro per ragazzi. Ha vissuto a Roma e a Lussemburgo e ora abita in un paese tra Verona e il Lago di Garda. Da anni scrive libri per ragazzi. Ha vinto nel 2008 il “Premio Montessori”, nel 2012 il “Premio Arpino” e nel 2015 il “Premio Giovanna Righini Ricci”.

Source: grazie a Emanuela Casavecchi e all’ufficio stampa Sinnos.

:: Cattive ragazze, Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Sinnos, 2016) a cura di Elena Romanello

18 giugno 2016
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In questo periodo si festeggiano i settant’anni del voto alle donne in Italia, ma in parallelo dal nostro Paese e dall’estero arrivano notizie inquietanti e terribili, tra ragazze e donne uccise perché osano lasciare compagni violenti e oppressivi o perché si ribellano contro totalitarismi religiosi e politici.
Per questo motivo, qualunque età si abbia, merita prendere in mano la graphic novel Cattive ragazze, ideata a quattro mani da Assia Petricelli e Sergio Riccardi, con al suo interno quindici biografie eccellenti, di donne degli ultimi due secoli, che si sono ribellate a imposizioni sociali e culturali, perseguendo una loro strada e raggiungendo dei risultati.
Sono donne più o meno note, ma spesso non così famose, e non solo per le giovani generazioni, forse perché fuori dagli schemi imposti, e sfogliando le pagine di un libro di grande formato e impaginato in maniera gradevole e visibile, si possono scoprire davvero storie intriganti e particolari. Come quella di Olympe de Gouges, rivoluzionaria francese, forse la prima femminista della storia, che si batteva per i diritti delle donne e delle cittadine, e che per questo fu ghigliottinata da uomini che non volevano rinunciare ai propri privilegi, malgrado combattessero contro la nobiltà. O come Nellie Bly, che negli Stati Uniti dell’Ottocento fu la prima donna ad esercitare la professione di giornalista investigativa sotto copertura, o ancora Antonia Masanello, unica donna a arruolarsi con i Mille di Garibaldi per contribuire all’Unità d’Italia. Per non parlare di Elvira Coda Notari, la prima regista italiana e una delle prime al mondo, dell’attivista egiziana Nawal El Saadawi, vittima da bambina della vergogna dell’infibulazione, della scienziata Marie Curie, di Aleksandra Kollontaj, prima donna ministro e femminista tra i Soviet, della campionessa di ciclismo Alfonsina Morini Strada, dell’attivista afroamericana Angela Davis, dell’artista Claude Cahun, esponente del surrealismo, della pasionaria boliviana Domitilla Barrios de Chungara, di Franca Viola, che si ribellò al matrimonio riparatore, della combattente contro l’apartheid sudafricano Miriam Makeba, dell’attrice e scienziata Hedy Lamarr, che anticipò la tecnologia degli smart phone, della partigiana Onorina Brambilla.
Una galleria di ritratti eccezionali, per giovani e meno giovani, per rilanciare un’idea di libertà e diritti delle donne in un mondo che molto spesso li attacca, e ovviamente non si parla solo delle zone dominate dall’Isis, e anche la prova di come il fumetto sia narrativa disegnata e capace di raccontare ogni tipo di storia e proporre spunti di riflessione sul mondo.

Assia Petricelli è laureata in Lettere con una tesi in Storia del cinema su antifascismo e Resistenza, è sceneggiatrice e documentarista. Si occupa di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. E’ autrice di fumetti e graphic novel per adulti e ragazzi e ha collaborato alla realizzazione di documentari storici per la Rai e di progetti audiovisivi in ambito educativo.

Sergio Riccardi è napoletano, ha lavorato come scenografo in tv e al cinema e poi si è dedicato al disegno, come fumettista, illustratore, animatore. Attualmente vive a Roma.

Source: inviato al recensore dall’editore, ringraziamo l’uffico stampa Sinnos.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.