:: Il ladro di nebbia, Lavinia Petti (Longanesi, 2015) a cura di Elena Romanello

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In una casa antica e con qualcosa di nascosto della Napoli di oggi, nei Quartieri Spagnoli, vive Antonio M. Fonte, scrittore di successo ma completamente asociale e isolato dai suoi lettori, con i quali non ha nessun rapporto per una sua scelta esplicita. L’unico essere vivente che condivide la sua vita solitaria è la gatta Calliope, mentre il suo agente letterario deve periodicamente pungolarlo per fargli rispettare scadenze. Un giorno, tra le lettere dei suoi ammiratori, unico contatto che ha con loro visto che rifugge presentazioni e simili, riceve una lettera scritta da lui quindici anni prima, rivolta ad una donna che per lui è sconosciuta ma che parla di un legame tra di loro, di un ricordo smarrito e di un omicidio forse comesso da Antonio stesso.
Dopo questo fatto, Antonio esce dal suo isolamento e si perde nei vicoli di Napoli, trovando un palazzo mai visto prima dove incontra un misterioso Ufficio Oggetti Smarriti, che raccoglie tutto ciò che gli esseri umani perdono, chiavi, libri, abiti, ma anche ricordi di infanzia, di amori, di speranze e sogni dimenticati. Da lì Antonio potrà partire per capire il senso della lettera, ma il pericolo è perdersi definitivamente senza aver scoperto niente e senza aver ritrovato quello a cui si è voluto rinunciare.
Il modello che viene in mente è ovviamente Carlos Ruiz Zafon, con Napoli al posto di Barcellona, ma lo stesso fascino dei misteri nascosti, in un luogo analogo, dove luoghi antichi e insoliti possono portare dietro storie da scoprire e raccontare. Tra le righe, si troveranno riferimenti anche a Lewis Carroll, a Bulkakov e Baricco, in una storia di genere fantastico molto diversa da quelle proposte oggi, soprattutto dai giovani autori, come è Lavinia Petti, ospite l’anno scorso di Lucca Comics and Games, cresciuta con Harry Potter e le WITCH ma capace di saper dire qualcosa di diverso e di nuovo.
Il personaggio di Antonio M. Fonte è qualcosa di atipico nel panorama della letteratura di genere, un antieroe chiuso in un suo mondo da cui ha bandito emozioni, emozioni perse forse di proposito e da ritrovare nel viaggio parallelo che si troverà a dover intraprendere per ritrovare e riscoprire qualcosa di sé: curioso tra l’altro che non sia un ragazzo ma un uomo maturo, con tutte le rimozioni dell’età non più giovane, in una metafora di quello che ci si lascia dietro molto interessante.
Il ladro di nebbia è una storia onirica che avvince e inquieta, che in questi giorni uscirà per Tea in edizione economica: se la si è persa nella versione rilegata dell’anno scorso, la si può recuperare, per scoprire un viaggio fantastico originale, da cui nessuno può uscire indenne, meno che mai il diretto protagonista.
Il tutto in attesa delle prossime prove narrative dell’autrice che si spera che non si facciano attendere.

Lavinia Petti è nata a Napoli nel 1988. Laureata in Studi Islamici all’Istituto Orientale di Napoli, ha vinto vari concorsi letterari (Premio Tabula Fati, Premio Robot, Premio Book’s Bar, Scrittura Giovane). Ha scritto con Massimo Izzi il saggio Fate. Da Morgana alle Winx.
Il ladro di nebbia è il suo primo romanzo, un fantasy anomalo che l’ha segnalata anche in fiere del settore come Lucca Comics and Games.

Source: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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