Natalie Babbit ha scritto per la Piemme edizioni un romanzo ad ampio respiro “La strana scomparsa del Signor Goody“, costo al pubblico euro 9.90, che ha il pregio di essere una sorta di favola moderna, non solo adatta ad un pubblico ancora verde.
Una favola tenera, che allo stesso tempo, causa sua stessa costruzione … a là mode di un thriller, ben architettato e confezionato, ti cattura parola dopo parola e ti costringe ad una sorta di intrigante lettura forzata. Ma non fai fatica certamente a leggere questo breve romanzo, perché è così ben scritto che tu stesso, nolente o volente, rimani intrappolato con grande piacevolezza nelle pagine di quest’opera: sembra quasi che tu stesso faccia parte della stessa economia del racconto.
Hercules Feltwright è un giovane e volenteroso precettore, ancora alle prime armi, e non svezzato alle difficoltà di questo oneroso lavoro. Viene assunto da una ricca famiglia perché sua incombenza diverrà la medesima educazione del piccolo Willet.
Willet è dunque un bambino orfano di padre, che è andato a vivere con la madre vedova in una grande tenuta.
Il bambino però ha un tarlo, sostiene, con certezza di cognizione, che il suo stesso babbo non è defunto come si pensa o per lo meno come qualcuno ha grande convenienza a farlo credere; per lui è solo e semplicemente una grande sciarada da smascherare e da dipanare!
Ben presto anche il giovane precettore verrà contagiato dalla verità del bimbo … che ormai pensa che la tomba del suo genitore nasconda in realtà la sola e vera chiave di svolta dell’intera faccenda.
Hercules a questo punto diventerà complice-amico di questo bambino, condividendo a tutto tondo i suoi sospetti. Cominceranno così quelle minuziose indagini, che accompagneranno lo stesso nostro complice virtuale alla scoperta della verità.
Natalie Babbit ha scritto e illustrato numerosi libri per ragazzi ed è considerata una della più importanti scrittrici americane. La fonte magica, pubblicato per la prima volta nel 1975, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è diventato un classico della letteratura per l’infanzia.
Source: copia acqusitata dal recensore.
Dopo lo splendido Vite minuscole, Adelphi prosegue nella pubblicazione dei libri di Pierre Michon. Adesso esce Gli Undici (nella traduzione di Giuseppe Girimonti Greco).
In occasione dell’uscita del nuovo romanzo di Jeff VanderMeer Borne,
“Il treno ripartì proprio in quel momento. Con la coda dell’occhio lo vidi sfilare, lento e poi più veloce e non capii cosa, esattamente cosa, ma a bordo di quel treno lasciammo molte cose, tutto, probabilmente tutto quello che c’era stato e quello che sarebbe potuto essere.”
Cosa significano questi fiori? chiese Alida.
Rita Massaro, firma con Prima che sia primavera il suo terzo romanzo dopo L’estate è finita e Sotto il cielo di Santiago e porta avanti una sua personalissima riflessione sui modi e i tempi del romanzo di formazione. Per molti versi Prima che sia primavera, storia irta e malinconica di ambientazione siciliana (come d’altra parte è la sua autrice) potrebbe richiamare alla memoria Il grande freddo, celeberrimo film di Lawrence Kasdan su un gruppo di amici che si ritrova, dopo molti anni di assenza, per il funerale di uno di loro, morto suicida. Nel romanzo di Massaro è una cerimonia affatto diversa a riunire amici persi di vista da ormai vent’anni e cioè un matrimonio. Le nozze di Lorenzo e della giovane cubana Aleyda rappresentano il collo di bottiglia in cui tensioni, passioni e ricordi andranno a incastrarsi per poi deflagrare. I ricordi in particolare sono vera e propria materia pulsante di questo testo. Infatti Prima che sia primavera prende le mosse dal 1992, annus horribilis della recente storia italiana, per poi organizzare la sua narrazione sul doppio binario degli anni 90 e del presente, dove ritroviamo la protagonista Sara.
Vanni Santoni si è già fatto notare per come ha saputo rileggere i generi del fantastico e riflettere sul mondo del fandom ad essi collegato, collezionando una candidatura al premio Strega per La stanza profonda, romanzo saggio sul mondo dei giocatori di Dungeons and Dragons, visti come emblema di una generazione e del passare del tempo.
“Ebbe il privilegio del viaggio in paradiso. Il 15 agosto 1698, giorno dell’Assunzione, la veggente sta recitando le litanie lauretane, quando fra le 19 e le 20, accompagnata da 4 angeli con il volto da bambini, le viene a far visita la Madonna che la inviata a seguirla: “Figlia mia, oggi voglio mostrarti delle cose che non hai mai visto e ti riempiranno di grande felicità”.

Questo è l’anno di Frankenstein, il primo romanzo di fantascienza di tutti i tempi, e della sua autrice, perché fu una donna la prima a cimentarsi con questo genere, anzi un’adolescente, Mary Shelley, e accanto a riedizioni e film, trova spazio una biografia insolita e agile, uscita per Il Castoro in italiano ad opera di Lita Judge.
























