:: La Madonna e Benedetta Rencurel – 54 anni di apparizioni di Vincenzo Mercante (Edizioni Segno, 2017) a cura di Daniela Distefano

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1“Ebbe il privilegio del viaggio in paradiso. Il 15 agosto 1698, giorno dell’Assunzione, la veggente sta recitando le litanie lauretane, quando fra le 19 e le 20, accompagnata da 4 angeli con il volto da bambini, le viene a far visita la Madonna che la inviata a seguirla: “Figlia mia, oggi voglio mostrarti delle cose che non hai mai visto e ti riempiranno di grande felicità”.

Questo libro racconta la vita di una veggente, la storia di una povera pastorella che ebbe in dono la comunicazione con l’aldilà. Benedetta Rencurel nacque nel settembre 1647 a Saint-Etienne- le- Laus. Una popolare leggenda fissa la nascita il giorno della festa di San Michele, quasi presagendo il suo forte legame con gli angeli. L’esistenza è dura sin dai primi anni di vita, gli stenti aumentano a dismisura con la morte del padre nel 1654, e la fame diviene pungente e quotidiana, ma i biografi annotano un’affermazione di Benedetta: “Il buon Dio e la sua Madre non possono lasciarci soli”. Non imparerà mai a leggere e a scrivere e fino al termine della vita firmerà con la consueta croce. Era un’ umile fanciulla, venne iniziata fin da bambina a zappare i campi altrui, a portare sulle spalle legna per il focolare, ad attingere l’acqua. Ne sortì un fisico tarchiato e resistente alla fatica e alle malattie.

Il poveraccio solitario e reietto – afferma l’autore del libro, Vincenzo Mercante – sortisce solitamente un carattere chiuso, ottusamente fissato sui piccoli beni materiali. La roba, per chi ne ha un pugno, diventa sacra, intoccabile, da custodirsi con gelosia. Ma l’animo di Benedetta, reso sensibilissimo dalla miseria che l’attorniava, la spingeva invece a gesti di generosità”.

Dagli occhi di quella giovane traspariva qualcosa di strano, di non definibile a prima vista e i più si astenevano da ogni giudizio nell’attesa di qualcosa che sapeva di mistero. A 14 anni le nasce dentro un desiderio fortissimo: “Ho provato, ridirà più volte negli interrogatori, un bisogno insaziabile di sofferenza”. Un giorno le appare San Maurizio che le dice: “Dirigiti verso la vallata sopra Saint-Etienne, e lì ti sarà concesso di vedere la Madre di Dio”. Ai margini di un bosco, in una grande cava di gesso, si apriva una piccola grotta chiamata le Fornaci, è qui che alla umile pastorella appare una bella Signora che tiene amorevolmente per mano un bimbo di rara bellezza. Nelle successive apparizioni, la Madonna si presenta: “Io sono Maria, la Madre di Gesù. Recati a Laus e cerca un’angusta cappella da cui si sprigionano profumi celestiali; lì mi vedrai molto spesso ed io ti comunicherò i miei desideri”. Dal 1673 fino alla morte, la vita di suor Benedetta (ha infatti preso il velo nell’ordine di San Domenico) si svolge in maniera armoniosa illuminata dalla presenza della Vergine e del suo Angelo che la spingono a chinarsi su una dolente umanità, desiderosa di sollievo nel corpo e nello spirito, bisognosa di pace interiore. Tra accanimenti del maligno, persecuzioni fisiche e morali, trascorrono 54 anni di apparizioni e fede senza interruzioni. Suor Benedetta muore il 28 dicembre 1718, nel pieno della gioia per la comunione con il Cielo.

Vincenzo Mercante (San Vito di Leguzzano, 2 agosto 1936) è uno scrittore e presbitero italiano. Vive ed opera a Trieste. Laureato in lettere moderne all’Università di Padova, già insegnante di materie letterarie nei licei scientifici statali, diplomato in Sacra Scrittura a Roma, ha frequentato corsi in psicologia, cinematografia e biblioteconomia conseguendone attestati di merito. In qualità poi di giornalista-pubblicista ed esperto di comunicazione massmediale collabora con vari settimanali, riviste di argomento storico-letterario e numerosi periodici. Fondatore del Centro Culturale David Maria Turoldo, organizza incontri musicali,  storici e letterari, sia di prosa che di poesia, nonché dibattiti cinematografici. Il Centro, gemellato con la missione don Bosco di Diamond Harbour nella provincia di Calcutta (Bengala – India), offe un costante aiuto per la realizzazione di  opere socialmente utili come scavo di pozzi di acqua dolce ed istallazioni di apparecchiature per fornire luce e gas a persone bisognose; infine mediante le adozioni a distanza incrementa la scolarizzazione di ragazzi volonterosi. Particolarità del Centro Turoldo è l’apertura alla mondialità e al dialogo interculturale aderendo alle iniziative del Centro Interdipartimentale di ricerca sulla Pace “Irene” dell’Università di Udine e del Centro interreligioso di Trieste. Il 25 maggio 2008 Vincenzo Mercante ha ricevuto una Menzione Speciale da parte dell’Associazione Altamarea nell’ambito del Premio Letterario Internazionale  Trieste “Scritture di Frontiera dedicato ad Umberto Saba 2007”. Precedentemente, oltre ad una segnalazione nel Concorso Nazionale Ibiskos Città di Salò per la narrativa, il 28 aprile 2008 gli è stato assegnato il secondo premio internazionale di letteratura Portus Lunae città di La Spezia per il saggio sul popolo  ebraico intitolato Il dolore bimillenario.

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo la signora Miriam dell’Ufficio Stampa “Edizioni Segno”.

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