Tim Jamieson arriva in un paesino sperduto del South Carolina, desideroso di rifarsi una vita, al punto di tacere i suoi trascorsi di gloria in polizia e di accontentarsi di un lavoro come guardiano notturno. In parallelo, a Minneapolis, Luke Ellis, ragazzo dotato di un’intelligenza particolare, viene rapito di notte dal suo letto da un commando che uccide i suoi genitori.
Luke si risveglia in una stanza identica alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto, luogo in cui sono rinchiusi altri bambini e ragazzi come lui, con poteri speciali, sotto la direzione della spietata signora Sigsby, destinati a diventare macchine di morte per complotti oscuri, tra esperimenti e punizioni se osano ribellarsi.
Con Luke ci sono altri ragazzi e ragazze, nella Prima casa, Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, ma poi c’è anche una Seconda Casa, da cui non si esce più, quando non si serve più, e forse non esiste solo quell’Istituto al mondo. Ma ad un certo punto, Luke, grazie ad un’alleata, riesce a fuggire, mentre i suoi amici e amiche tentano una ribellione contro un sistema spietato che secondo la signora Sigsby e i suoi fidi in realtà servirebbe a salvare il mondo.
Stephen King torna a parlare di giovanissimi, quasi bambini, già protagonisti di suoi capolavori, da Stand by me a It, in un romanzo tra fantascienza e horror, con echi delle storie di super eroi (persino de Il ragazzo invisibile di Salvatores) ma anche di The X-Files, che viene citato, che strizza l’occhio a fenomeni contemporanei come Stranger things ma mantiene una sua originalità.
Il risultato è un romanzo appassionante, forse un po’ già sentito ma ci sta, una storia per tutti, che può avvicinare le nuove generazioni alle opere del maestro e confortare chi è cresciuto con lui, e magari era giovanissimo quando uscì appunto It.
Una storia che riesce a prendere, antica e contemporanea allo stesso tempo, che è già stata opzionata per una serie televisiva, cosa abbastanza scontata in tempi in cui le storie migliori vengono ormai raccontate sul piccolo schermo, e vengono anche citate dall’autore, che fa leggere e guardare a Tim le Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.
Ne L’istituto c’è quindi molto dell’immaginario degli ultimi decenni, questo immaginario che continua a ispirare nuove storie e creativi, una fiaba nera contemporanea sulla forza dell’amicizia e sulla lotta alle ingiustizie. Un libro da leggere a qualsiasi età, in cui ritrovare il gusto dell’avventura e del mistero, come purtroppo non capitava più molte nelle pur interessanti prove più recenti dello zio Stephen.
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.
Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche del circuito SBAM.

Per i piccoli lettori amanti del brivido, Gallucci porta in libreria i primi due volumi della serie “Le grandi Storie Horror”. Di recente sono usciti “Nel castello di Dracula” e “Nel laboratorio di Frankenstein”, della scrittrice francese Naïma Murail Zimmermann, corredati dalle illustrazioni di Caroline Hüe.
Tante emozioni e anche qualche intoppo da superare per il ragazzino che, nelle sue avv
La saga thriller di Millenium arriva alla sua conclusione, grazie a David Lagercrantz, subentrato dopo la morte improvvisa di Stieg Larsson: se il quarto capitolo, Quello che non uccide, era risultato un po’ difficoltoso, il quinto, L’uomo che inseguiva la sua ombra, è stato invece all’altezza delle aspettative, e questo chiude alla grande, davvero.
Continua la proficua collaborazione tra lo studioso Giorgio E. S. Ghisolfi e la Mimesis sull’esplorazione degli universi dell’immaginario pop, con un approfondimento inedito sul mondo sempre ricco di spunti dei fumetti, pubblicato nella collana Il caffè dei filosofi, dove si spazia appunto su studi sulla modernità.
Il 18 dicembre è uscito l’atteso ultimo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, che chiude nel bene e nel male una storia iniziata nel lontano 1977, resuscitando grazie alla computer graphic la compianta Carrie Fisher, la principessa Leia Organa, scomparsa improvvisamente a fine 2016 e che in questo film aveva un ruolo di primo piano, scritto prima della sua triste dipartita.
A oltre vent’anni dalla sua uscita arriva in Italia questa novella lunga scritta da un’autrice giapponese, con l’aggiunta di altri racconti con gli stessi personaggi, arriva finalmente in Italia, portando ai suoi lettori e lettrici una storia solo all’apparenza minimalista, e in realtà ricca di significati.
Per chi non conoscesse ancora Jack Reacher, personaggio nato dalla penna inarrestabile di Lee Child, una raccolta di racconti brevi forse è il modo migliore, a mio parere, per fare la sua conoscenza. Il mio nome è Jack Reacher (No Middle Name, 2017) ne contiene ben otto, tutti inediti in italiano (tranne Identità sconosciuta), tutti accomunati da quello spirito on the road che caratterizza la serie tanto amata dai lettori. Ma chi è Jack Reacher? Bella domanda, forse neppure l’autore ha ancora capito il suo segreto, come mai dal 1997 raccoglie così tanti lettori intenti a seguire le sue gesta. Ex militare, senza fissa dimora, in viaggio da un angolo all’altro dell’America, paladino dei deboli e degli indifesi, con un’allergia congenita verso criminali e tagliagole, Jack Reacher è un eroe anomalo in un mondo che ha davvero bisogno di eroi, di modelli a cui ispirarsi, di persone che antepongano un ideale (di giustizia, lealtà, rettitudine) ai loro meri interessi personali. E Jack Reacher è tutto questo, lo vediamo bene in questi otto racconti, che comprendono Troppo tempo, il già citato Identità sconosciuta, Tutti parlano, Non è un’esercitazione, Magari hanno una tradizione, Un tizio entra in un bar, Nessuna stanza libera al motel, e Il dipinto del diner malinconico. Due dei quali sono molto natalizi, se li leggerete capirete il perchè, soprattutto Nessuna stanza libera al motel, ma non dico di più. Un’altra osservazione che ci tengo a fare riguarda il titolo originale, che suona come ‘Nessun secondo nome’, se ci fate il caso tutti i grandi assassini americani da
La fantascienza intercetta fin dai suoi albori le contraddizioni e le nevrosi della nostra società, ed esistono tanti tipi di fantascienza: oggi va molto la distopia, un futuro prossimo o remoto in cui le cose sono andate peggio di come si poteva pensare, con richiami alla vita di oggi.
L’Editrice La Torre continua a raccontare l’immaginario pop giapponese degli ultimi decenni, affidandosi di nuovo all’inossidabile Massimo Nicora, con Tokusatsu, i telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta.
























