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:: I ragazzi che scalarono il futuro di Maurizio Gazzarri (Edizioni ETS, 2018) a cura di Daniela Distefano

25 luglio 2019

I RAGAZZI CHE SCALARONO IL FUTUROLa bella stagione degli speranzosi anni ’50 e ’60 fa da sfondo a questo bel libro, cucito su misura dei lettori più esigenti: spalma una storia di passione tecnologica sul pane dei sentimenti puri, della genuinità delle relazioni, della freschezza dell’amicizia imperitura; quei rapporti umani che fanno gridare al miracolo quando producono soluzioni a problemi del futuro. Ma andiamo con ordine e partiamo dal plot. I personaggi principali sono due ventenni, Giorgio e Angela, e le loro vite si incrociano con quelle dei protagonisti della sfida che portò alla realizzazione della prima calcolatrice elettronica italiana a Pisa. La narrazione parte dall’idea iniziale di creare una calcolatrice elettronica, così da arrivare alla effettiva realizzazione della Macchina Ridotta prima e di quella che fu chiamata CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana) poi; tutto questo passando per la fondamentale collaborazione dell’Università con la Olivetti, in particolare con il centro in via del Capannone a Barbaricina, dove fu costruito il prototipo “zero” delle macchine ELEA. Il 13 novembre 1961 la CEP fu presentata al Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Si sono gettate in tal modo le basi per il futuro sviluppo dell’informatica in Italia, che ha cambiato radicalmente il nostro modo di scrivere, di comunicare, di lavorare, di stare nel mondo.
Il libro è molto diverso da altre ricostruzioni dell’argomento pubblicate nel passato. Tanto per cominciare, non è un saggio, ma lo si può definire un romanzo storico, perché gli avvenimenti della costruzione della CEP e del primo computer Olivetti a Pisa sono intrecciati con gli eventi della storia della città e dell’Italia di quel periodo.
Nel pieno del fermento avveniristico, la Storia si incontra con la finzione narrativa e nasce la storia di Giorgio e di Angela, lui giovane ingegnere coinvolto nella costruzione della CEP, lei, sua fidanzata, operaia della fabbrica Marzotto e protagonista delle prime lotte delle donne per l’emancipazione. C’è anche una rivale di Angela, Ella, una scienziata americana che Giorgio conosce nel suo viaggio negli USA e che con il suo fascino intellettuale mina le sicurezze di Giorgio sulle sue scelte di cuore. Le due donne, appartenenti a classi sociali e mondi molto diversi, sono entrambe figure intelligenti, tenaci e volitive. In particolare, è molto ben descritta la crescita personale di Angela, che, da ragazza semplice e ingenua, con il passare degli anni e il contatto con gli avvenimenti della fabbrica e le lotte per i diritti delle donne, acquisisce una sempre maggior coscienza del suo ruolo nel mondo.

Giorgio commentò a modo suo:”E’ vero, senza evoluzione non c’è futuro, di nessun tipo”. Angela era visibilmente allegra: le piacevano quei discorsi solo apparentemente leggeri e senza capo né coda. Provò a dire la sua, mettendoci tutta la serietà di cui era capace, intrecciando quei concetti con la sua vita in fabbrica. “La spinta che dà il cambiamento, anche solo come ipotesi, è essenziale per migliorare la condizione degli uomini e delle donne. Noi operaie, per esempio, se non avessimo in testa obiettivi di miglioramento della nostra condizione, faremmo meglio a rinunciare a lavorare in fabbrica. Se voi ingegneri migliorate le macchine, noi rischiamo meno di farci male e possiamo evitare di fare lavori ripetitivi, noiosi e logoranti. Ma anche se noi operaie, se noi sindacaliste, conquistiamo nuovi diritti con le nostre lotte, non migliora soltanto la nostra condizione di lavoro, ma anche quella delle nostre famiglie, dei nostri figli, delle nostre comunità, delle nostre città””.

A tutto fa da sfondo la città di Pisa con i suoi monumenti, le sue strade, le sue luci cangianti e seducenti. Un libro delizioso, scritto sulla scorta di una templare ispirazione. Perfetto ritratto di quel momento d’oro della nostra storia italiana che dopo il supplizio fascista è stata capace di ricominciare da zero per poi proiettarsi in avanti con fiducia e provvidenza. Finalista al premio Biella Letteratura e Industria 2019.

Maurizio Gazzarri è nato a Volterra nel 1971. Nel 1990 si trasferisce a Pisa dove si laurea in Scienze dell’Informazione. Dal 2008 al 2018 ha svolto il ruolo di capogabinetto del Sindaco di Pisa occupandosi di digitalizzazione dei servizi, comunicazione, partecipazione e coordinamento di progetti innovativi. Nel 2018 è uscito questo romanzo d’esordio, “I ragazzi che scalarono il futuro”(Edizioni ETS), che racconta, mescolando realtà e fantasia, la nascita dell’informatica italiana e la realizzazione dalla CEP e della ELEA, le prime calcolatrici elettroniche italiane.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Barbara dell’ Ufficio stampa Edizioni ETS.

:: Premio Biella Letteratura e Industria: ecco i 5 finalisti

14 Mag 2019

Ieri, ultimo giorno del Salone del Libro di Torino 2019, sono stati annunciati i 5 finalisti del premio Biella Letteratura e Industria, eccoli (in stretto ordine alfabetico come ha tenuto a precisare Pier Francesco Gasparetto, presidente della giuria):

Rossana Balduzzi Gastini, con Giuseppe Borsalino. L’uomo che conquistò il mondo con un cappello (Sperling & Kupfer);

Giorgio Falco, con Ipotesi di una sconfitta (Einaudi);

Maurizio Gazzarri, con I ragazzi che scalarono il futuro (Edizioni ETS);

Alberto Prunetti, con 108 metri. The new working class hero (Laterza);

Eugenio Raspi, con Inox (Baldini + Castoldi).

Premio Speciale a Silvino Gonzato, con Lievito madre. Storia della fabbrica salvata dagli operai (Neri Pozza).

 

Ho partecipato all’incontro, almeno nella prima parte, e devo dire che è stato molto interessante, c’erano presenti la signora Rossana Balduzzi Gastini, autrice de Giuseppe Borsalino. L’uomo che conquistò il mondo con un cappello che ha parlato del suo libro con grande passione, incuriosendomi molto e Maurizio Gazzarri autore de I ragazzi che scalarono il futuro.

Ma devo dire che tutti i cinque i libri sono molto interessanti e meritano di vincere i 5mila euro, che saranno consegnati durante la cerimonia conclusiva, in programma il 16 novembre 2019 presso l’Auditorium di Città Studi di Biella. Per cui ho pensato sarebbe bello ospitare sul blog una recensione per ciascun libro. Ne parlerò con la mia redazione.

L’originalità del premio, credo unico in Italia, è mettere in luce libri che abbiano sia un valore letterario autentico che una storia legata ai temi dell’imprenditorialità, dell’inventiva, e della passione che muovono il mondo industriale italiano, valori che se non ci fossero, specie in questo periodo di crisi, ben più difficile sarebbe per il benessere delle nostre comunità. Pensiamo solo al caso Melegatti (il libro Lievito madre di Silvino Gonzato si è aggiudicato la Menzione Speciale) in cui gli operai non si sono arresi e hanno salvato un’azienda.

Modelli positivi, a cui ispirarsi, modelli di speranza, forza, e duro lavoro. Ma la passione soprattutto credo sia il vero segreto e ciascuno di questi libri trasmette e mette in luce proprio questa forza. Per cui appuntamento a novembre, sono proprio curiosa di sapere quale libro sarà scelto per il premio.