:: JAMES JOYCE, “Ulisse”, in una nuova traduzione di Mario Biondi

4 giugno 2020 by

12Esce oggi 4 giugno, nella collana Oceani di La Nave di Teseo, una nuova monumentale traduzione a cura di Mario Biondi, ricca di note esplicative nel testo (non in un libro a parte), di uno dei libri più complessi e interessanti della letteratura mondiale, un capolavoro assoluto che da quando è uscito nel 1922 fa discutere e affascina.

L’Ulisse di Joyce è più di un libro, è un tempio profano che celebra la modernità e lo spirito che animò il Novecento. Dopo la traduzione del fiorentino Giulio de Angelis, da me amatissima, che uscì nel 1960, molto letteraria e forse “infedele” ma capace di farne un vero page turner, esistono le traduzioni  di Enrico Terrinoni (con Carlo Bigazzi) uscita per i tipi di Newton Compton nel 2012, e quella di Gianni Celati, apparsa nel 2013 per Einaudi.

Più un’altra “maledetta” se vogliamo dire di Bona Flecchia che uscì nel 1995 per la Shakespeare and Company, ma venne ritirata quasi subito dal mercato per questioni legali di diritto d’autore e ben pochi hanno potuto leggere.

Questa nuova traduzione integrale di Biondi, basata sull’edizione “1922” degli Oxford World Classics, viene dunque ad arricchire quell’apparato interpretativo che ha fatto luce su quell’iceberg di giochi di parole, doppi sensi, allusioni, che è il testo joyciano. Una meraviglia per ogni amante dei libri e del senso recondito delle cose. Un libro che non manca mai di stupire e a volte sconcertare per la densità e l’inventiva del testo, per l’apparato stilistico, per l’originalità.

Grazie a Luigi Scaffidi, responsabile Ufficio Stampa de La nave di Teseo avrò modo di visionarne una copia, che mi permetterà di fare un’analisi comparativa, non certo di merito, con le altre traduzioni da me lette. Conosco il testo, quasi posso rivedere con gli occhi della mente le varie peripezie e i vagabondaggi per Dublino del nostro Leopold Bloom, e con curiosità mi avvicinerò a questa nuova “visione”.

Sì, festeggeremo il Bloomsday, il 16 giugno, con un nuovo spirito quest’anno. Buona lettura!

JAMES JOYCE (1882–1941) è uno dei più celebrati scrittori irlandesi. Nato a Dublino, lascia l’Irlanda nel 1904, dopo gli studi universitari, per insegnare prima a Pola e poi a Trieste, allora parte dell’Impero austroungarico. Nel 1914 pubblica il romanzo Ritratto dell’artista da giovane, a puntate su rivista, e la raccolta di racconti Gente di Dublino. Dopo aver trascorso gli anni del primo conflitto mondiale a Zurigo, su invito di Ezra Pound raggiunge Parigi dove resterà vent’anni. Qui pubblica nel 1922 il grande romanzo a cui pensava da quindici anni, Ulisse, seguito nel 1939 da Finnegans Wake. Rifugiato in Svizzera allo scoppio della seconda guerra mondiale, Joyce muore a Zurigo il 13 gennaio 1941.

MARIO BIONDI, scrittore, poeta, critico letterario, narratore di viaggio e traduttore, ha pubblicato ventuno libri e con il romanzo Gli occhi di una donna ha vinto il premio Campiello nel 1985. Si è sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana di cui è stato recensore per diversi quotidiani e riviste come “l’Unità”, il “Corriere della Sera”, “Il Giornale”, “L’Europeo” e altri. Oltre a James Joyce, ha tradotto numerosi autori di lingua inglese, tra cui Bernard Malamud, John Updike, Edith Wharton, Anne Tyler, Irvine Welsh e i premi Nobel Isaac B. Singer, William Golding e Wole Soyinka.

I capolavori della letteratura horror di Vari (Newton Compton, 2020) a cura di Elena Romanello

1 giugno 2020 by

i-capolavori-della-letteratura-horror-x1000Il genere horror viene periodicamente dato per finito e periodicamente torna in auge, aiutato anche da un’epoca non certo rassicurante come quella attuale. Molti conoscono l’horror grazie alle sue ultime incarnazioni, letterarie, cinematografiche, televisive, a fumetti, ma ha una lunga storia che arriva da lontano e per questo motivo è senz’altro interessante prendere in mano la nuova edizione de I capolavori della letteratura horror che Newton Compton propone nella  poderosa collana I Mammuth.
Nelle pagine del libro ci sono alcuni classici tra Sette e Novecento, alcuni celeberrimi, e altri meno: si parte con Vathek di William Beckford, scritto di getto dall’autore a fine Settecento, che mescola suggestioni fantastiche e horror con la fascinazione per l’Oriente che era iniziata proprio in quel secolo, sull’onda della prima traduzione in una lingua europea de Le mille e una notte.
Si passa poi al romanzo sul doppio per antonomasia, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde del poliedrico Robert Louis Stevenson, ancora oggi inarrivabile, citato ma forse non da tutti letto.
Ancora un classico assoluto con Dracula di Bram Stoker, il più famoso romanzo ottocentesco su un’icona giunta fino ad oggi senza invecchiare come il vampiro, di nuovo in auge grazie al discusso adattamento televisivo, a cui segue il meno noto ma non meno interessante La casa sull’abisso di William Hope Hodgson, su una dimora fuori dal tempo che si sgretola, tra paura e fantascienza distopica.
C’è spazio poi per Il Golem di Gustav Meyrink, incarnazione nuova di un archetipo della cultura ebraica, sorta di mostro che anticipa i robot, per Stirpe di lupo di H. Warner Munn, dove un alieno incarna un’altra figura cardine della paura, il lupo mannaro, e infine si chiude alla grande con Le montagne della follia di Howard P. Lovecraft, forse chi più di ogni altro ha inventato il concetto di fantastico contemporaneo, tra alieni e scoperte che sconvolgono.
Un’occasione quindi per leggere libri che appartengono a un genere che non ha mai smesso di reinventarsi partendo spesso dalle sue radici e dai suoi classici, confrontando le paure di ieri e quelle di oggi e scoprendole eterne.

:: Emma Orczy, una baronessa prestata alle lettere a cura di Giulietta Iannone

31 Maggio 2020 by

Baronessa Emma OrczyEmma Orczy, forse più conosciuta come baronessa Orczy, (così si firmava come autrice di numerosissimi romanzi gialli, per la maggior parte ai nostri giorni caduti nell’oblio, tranne forse la serie storica della Primula Rossa The Scarlet Pimpernel che a partire dal 1905 ne segnò il successo ed è ancora popolarissima nel mondo anglosassone) è un personaggio assai singolare, (potete leggere le sue memorie in lingua originale (Links in the Chain of Life, 1947) aspettando che qualche editore nostrano ne fornisca una traduzione), che merita una più attenta considerazione.

Emma nacque in Ungheria, a Tarnaörs, il 23 settembre 1865 in un’agiata famiglia aristocratica di proprietari terrieri. Il padre Barone Felix Orczy, innovatore e amante della tecnica e delle nuove scoperte, ebbe la malaugurata idea di volerle applicare nella sua azienda agricola causando una vera rivolta tra i suoi fittavoli che arrivarono ad appiccare un disastroso incendio nel luglio del 1868. Fu così che la famiglia si trasferì all’estero, prima in Francia, poi a Londra dove si stabilirono definitivamente e la piccola Emma potè crescere ed essere educata.

Nel 1894 sposò il pittore Montague Barstow e fu appunto lui a spingerla a scrivere e a pubblicare le sue opere dando inizio alla sua felice carriera letteraria. Iniziò pubblicando un romanzo, e una serie di racconti polizieschi, sul “Royal Magazine” e finalmente nel 1903 The Scarlet Pimpernel prima in forma teatrale, poi seguita nel 1905 dal romanzo.

Sebbene il suo nome sia indissolubilmente legato a questa serie, (in cui un nobile inglese sir Percy Blakeney, all’apparenza uno smidollato dandy vanesio e un po’ tonto, è in realtà l’anima di un’organizzazione antirivoluzionaria che cerca di salvare i nobili francesi dalla ghigliottina), è il suo talento nella creazione di trame poliziesche che mi piacerebbe far riscoprire ai lettori.

L’Edwardian Age, quel periodo che va dalla morte della Regina Vittoria allo scoppiare della Grande Guerra (la Prima Guerra Mondiale), fu il periodo d’oro inglese del racconto breve con protagonisti detective e la nostra baronessa magiara, ma inglese d’adozione, fu una dei più popolari creatori di queste storie. E fu un’innovatrice nel genere, in un certo senso come suo padre anche lui innovatore a suo modo, tra il 1905 e il 1909 creò The Old Man in the Corner, il primo armchair detective (detective in poltrona) antesignano di Nero Wolfe, che chiuso nel suo studio risolveva i casi più complicati; in seguito nel 1910 ideò il personaggio dell’investigatrice Lady Molly of Scotland Yard, addirittura la prima donna detective alle prese con i casi di una sede distaccata di Scotland Yard.

Vale perciò la pena di riscorpire il suo lavoro, magari cercando i suoi racconti non ancora tradotti in italiano. Sicuramente fonte di inatteso divertimento per gli amanti del giallo.

Nascono le Edizioni Euridice a cura di Elena Romanello

30 Maggio 2020 by

LogoPOst_verdinoIn questo momento non facile non si può che essere contenti della nascita di nuove realtà editoriali, come le Edizioni Euridice, al momento però solo digitali.
La casa editrice è nata a Roma ad opera dell’agente letterario Laura Ceccacci in collaborazione con altri professionisti del mondo dell’editoria, per presentare romanzi e saggi dell’Ottocento e dei primi del Novecento, magari dimenticati o mai tradotti, che vivono una seconda vita, tra cura dell’editing e della grafica, anche per una libreria digitale.
Le Edizioni Euridice partono subito con tre collane: Lògoi, per presentare classici, prevalentemente italiani, di autori o quasi dimenticati o ricordati per altro, Tùche , cioè romanzi d’avventura, intesa come esperienza del mistero, del delitto, dell’amore, della sorte e Didascàlia, con compendi, raccolte di scritti e manuali del passato legati da un tema comune, la saggezza del passato per comprendere l’oggi.
I primi titoli sono molti intriganti, a cominciare da Amore e ginnastica, di Edmondo de Amicis, noto ai più per l’edificante Cuore, tra l’altro tutt’altro che stucchevole e melenso, ma in realtà spirito libero, anticlericale e autore di romanzi erotici.  Le donne scrivono da sempre thriller a forti tinte, ed ecco che troviamo un classico come Il bacio di una morta di Carolina Invernizio, storia a forti tinte tra crimini e una visione non convenzionale della donna per l’epoca (1886). Anche Matilde Serao, nota per altre opere, si confrontò con il genere, con per esempio La mano tagliata, un thriller d’appendice che rivela un talento inesauribile e non bisogna dimenticare un’altra voce importante del genere, Louisa May Alcott, proprio l’autrice di Piccole donne, che come il suo alter ego Jo scriveva romanzi gotici per mantenere la famiglia e di cui le Edizioni Euridice presentano Dietro la maschera. Anche gli uomini hanno sempre scritto gialli, e lo dimostra un’altra proposta, Il cappello del prete di Emilio De Marchi, che si mette tra Manzoni e la letteratura thriller come è arrivata fino ad adesso.
Altri toni con un classico da riscoprire è Il metodo della libertà: Scritti sulla democrazia, il fascismo, la rivoluzione, con i pensieri dell’attivista attraverso quello che scrisse tra la fine della prima guerra mondiale fino a prima della sua carcerazione del 1927. Un altro pensatore sui riflettere emerge da Lettura e follia di G.K. Chesterton, con per la prima volta tradotti gli articoli di Chesterton usciti sul Daily News tra il 1901 e il 1911 che riassumono perfettamente il pensiero dello scrittore inglese.
Per ulteriori informazioni e acquisti visitare il sito ufficiale della casa editrice.

:: Il Principe Felice e altri racconti e Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde traduzione di Isabella Nanni

30 Maggio 2020 by

1Il Principe Felice e altri racconti (titolo originale “The Happy Prince and Other Tales”) è una raccolta di cinque fiabe che Oscar Wilde aveva scritto per i propri figli: Il Principe Felice, L’Usignolo e la Rosa, Il Gigante Egoista, L’Amico Devoto, Il Razzo Eccezionale. Pubblicate per la prima volta in un’unica antologia nel 1888, le fiabe di Wilde tratteggiano con semplicità un mondo fantastico in cui l’autore fa parlare statue e animali, oggetti e persone, per dipingere le varie sfaccettature della natura umana commuovendoci con immagini che restano nel cuore.

Il Fantasma di Canterville (titolo originale “The Canterville Ghost”) è un’opera giovanile di Wilde che fu pubblicata per la prima volta nel 1887. La novella è incentrata sulle peripezie del fantasma del nobile Sir Simon de Canterville che per la prima volta nella sua pluricentenaria carriera di spettro inglese non riesce a spaventare la famiglia di strampalati Americani che gli ha occupato il castello ancestrale. Lo spassoso scontro tra antico e moderno, tra Vecchia Inghilterra e Nuovo Mondo viene raccontato con leggerezza e ironia, fino all’inaspettato finale.

Il ricavato delle vendite di questa nuova traduzione verrà donato ai canili e gattili che hanno accolto gli animali rimasti orfani dei loro padroni vittime dell’epidemia di Coronavirus.

Disponibile su Amazon con belle illustrazioni d’epoca, approfittatene entro oggi ancora a un prezzo promozionale di 0,99 Cent qui.

:: Sotto il falò di Nickolas Butler (Marsilio 2018) a cura di Federica Belleri

30 Maggio 2020 by

Sotto il falò di Nickolas ButlerDieci racconti ambientati nel Midwest.  Dieci spaccati di vita strettamente legati a luoghi dove la natura è  protagonista. Il vento, il sole cocente, l’acquazzone improvviso, il rigido inverno, il fiume ingrossato in primavera. Elementi che osservano i personaggi di Butler, li stanno a guardare con attenzione, li guidano e il provocano. I protagonisti amano, odiano, lottano, picchiano e sfregiano. Sono affettuosi o indifferenti,  nostalgici o inseguono la morte come una liberazione.
La crudeltà di alcune storie raccontate si intreccia al bisogno di condivisione e umanità.  La musica può portare speranza o disperazione.
La bellezza di questo libro è il continuo saliscendi di emozioni. È la scoperta di donne, uomini, nonni, nipoti meravigliosi e delicati. Egoisti e generosi.
Ottima lettura, da gustare con calma. Assolutamente consigliato.
Traduzione: Claudia Durastanti.

Nickolas Butler è nato ad Allentown, in Pennsylvania, ed è cresciuto a Eau Claire, nel Wisconsin, dove vive con la moglie e i due figli. Ha frequentato il prestigioso Iowa Writers’ Workshop e pubblicato racconti su diverse riviste. Per Marsilio è uscito nel 2014 il suo romanzo d’esordio, Shotgun Lovesongs, che ha conquistato pubblico e critica a livello internazionale e ottenuto l’ambito Prix Page America e il Midwest Independent Booksellers Award. Il cuore degli uomini è stato finalista in Francia al Prix Médicis.

Fonte: acquisto personale.

:: Il più bel libro di Dame Agatha Christie

29 Maggio 2020 by

dame agatha christie

1920 Poirot a Styles Court The Mysterious Affair at Styles
1922 Avversario segreto The Secret Adversary
1923 Aiuto, Poirot! The Murder on the Links
1924 L’uomo vestito di marrone The Man in the Brown Suit
1925 Il segreto di Chimneys The Secret of Chimneys
1926 L’assassinio di Roger Ackroyd The Murder of Roger Ackroyd
1927 Poirot e i quattro The Big Four
1928 Il mistero del treno azzurro The Mystery of the Blue Train
1929 I sette quadranti The Seven Dials Mystery
1930 La morte nel villaggio The Murder at the Vicarage
1931 Un messaggio dagli spiriti The Sittaford Mystery
1932 Il pericolo senza nome Peril at End House
1933 Se morisse mio marito Lord Edgware Dies
1934 Assassinio sull’Orient Express Murder on the Orient Express
Perché non l’hanno chiesto a Evans? Why Didn’t They Ask Evans?
1935 Tragedia in tre atti Three Act Tragedy
Delitto in cielo Death in the Clouds
1936 La serie infernale The A.B.C. Murders
Non c’è più scampo Murder in Mesopotamia
Carte in tavola Cards on the Table
1937 Due mesi dopo Dumb Witness
Poirot sul Nilo Death on the Nile
1938 La domatrice Appointment with Death
Il Natale di Poirot Hercule Poirot’s Christmas
1939 È troppo facile Murder Is Easy
Dieci piccoli indiani Ten Little Niggers
1940 La parola alla difesa Sad Cypress
Poirot non sbaglia One, Two, Buckle My Shoe
1941 Corpi al sole Evil Under the Sun
Quinta colonna N or M?
1942 C’è un cadavere in biblioteca The Body in the Library
Il ritratto di Elsa Greer Five Little Pigs
Il terrore viene per posta The Moving Finger
1944 Verso l’ora zero Towards Zero
C’era una volta Death Comes as the End
1945 Giorno dei morti Sparkling Cyanide
1946 Poirot e la salma The Hollow
1948 Alla deriva Taken at the Flood
1949 È un problema Crooked House
1950 Un delitto avrà luogo A Murder is Announced
1951 Il mondo è in pericolo They Came to Baghdad
1952 Fermate il boia Mrs McGinty’s Dead
Miss Marple: giochi di prestigio They Do It with Mirrors
1953 Dopo le esequie After the Funeral
Polvere negli occhi A Pocket Full of Rye
1954 Destinazione ignota Destination Unknown
1955 Poirot si annoia Hickory Dickory Dock
1956 La sagra del delitto Dead Man’s Folly
1957 Istantanea di un delitto 4.50 from Paddington
1958 Le due verità Ordeal by Innocence
1959 Macabro quiz Cat Among the Pigeons
1961 Un cavallo per la strega The Pale Horse
1962 Assassinio allo specchio The Mirror Crack’d from Side to Side
1963 Sfida a Poirot The Clocks
1964 Miss Marple nei Caraibi A Caribbean Mystery
1965 Miss Marple al Bertram Hotel At Bertram’s Hotel
1966 Sono un’assassina? Third Girl
1967 Nella mia fine è il mio principio Endless Night
1968 Sento i pollici che prudono By the Pricking of My Thumbs
1969 Poirot e la strage degli innocenti Hallowe’en Party
1970 Passeggero per Francoforte Passenger to Frankfurt
1971 Miss Marple: Nemesi Nemesis
1972 Gli elefanti hanno buona memoria Elephants Can Remember
1973 Le porte di Damasco Postern of Fate
1975 Sipario Curtain
1976 Addio Miss Marple Sleeping Murder
2014 Il segreto di Greenshore Hercule Poirot and the Greenshore Folly

Allora per circoscrivere la sconfinata opera dell’autrice ci focalizzeremo sui romanzi, e ogni partecipante può scegliere ben tre titoli dell’autrice. Vincerà il libro pià votato, sono molto curiosa, naturalmente metterò anche i miei tre romanzi preferiti.

Votate nei commenti!

A voi!

:: Presentazione: Interviste (im)perfette: a tu per tu con Pietro De Sarlo

29 Maggio 2020 by

Prosegue il ciclo di interviste collettive. Sempre la stessa formula: domande sia mie che dei lettori, e risposte scritte in tempo reale sul nostro Gruppo Facebook.

Il prossimo ospite delle nostre Interviste (im)perfette è Pietro De Sarlo, ricorderete L’Ammerikano da noi recensito dalla brava Irma Loredana Galgano.

Sarà con noi lunedì 1 giugno alle ore 18,30 sempre nel nostro gruppo Facebook pubblico. Insomma, come per l’incontro precedente, tutti potranno assistere all’incontro.

Chi vuole fare domande all’autore potrà iscriversi al gruppo!

Io modererò l’incontro, e farò anche domande all’autore. Riporterò poi domande e risposte in un articolo di questo blog per chi non avrà avuto modo di partecipare in tempo reale.

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Ma ora scopriamo insieme chi è Pietro De Sarlo:

Pietro laureato in ingegneria alla Sapienza di Roma, ha un lungo passato manageriale ai massimi livelli in società italiane ed estere. In tale ambito, come presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, ha promosso diversi interventi a favore della cultura, tra cui le borse di studio per dottorati in discipline umanistiche. Oltre ad alcuni saggi di natura economica, ha pubblicato il primo romanzo nel novembre 2016 intitolato L’Ammerikano, che ha ricevuto nel 2017 il premio della giuria al Concorso Argentario ed è risultato vincitore del premio San Salvo Artese riservato alle opere prime.

Il libro di cui parleremo: Dalla parte dell’assassino, Altrimedia Edizioni in libreria dal 22 maggio.

Ecco è tutto, spero parteciperete numerosi.

Detto questo, buone letture a tutti e a lunedì, vi aspettiamo!

Goffredo di Buglione, Sergio Ferdinandi (Graphe.it 2020) A cura di Viviana Filippini

29 Maggio 2020 by

goffredo-di-buglione-619076Le biografie e le autobiografie sono un genere letterario che apprezzo perché permettono a noi lettori di conoscere le vite di personaggi più o meno famosi, vissuti nel presente ma, soprattutto nel passato. L’ultima del genere che ho letto è quella dedicata a “Goffredo di Buglione”, scritta da Sergio Ferdinandi, edita da Graphe.it. Goffredo di Buglione, colui che guidò la prima Crociata, lo abbiamo trovato nei libri di storia, negli scritti di Dante e nella “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, ma nel libro di Ferdinandi, l’autore procede proprio ad un dettagliata ricostruzione della vita del condottiero, dall’infanzia alla maturità. Il volume è inserito nella collana “I condottieri” nella quale l’editore raccoglie le vite di quelle personalità che, nel corso della storia, riuscirono a conquistare la fiducia della massa e Buglione, l’incarnazione del cavaliere perfetto, fu una di loro. Si ma chi era Buglione? Goffredo di Buglione nato verso il 1060 (1060 circa-1100), fu Duca di Bassa Lotaringia, e da subito, ne libro si scopre l’importanza delle origini genealogiche del crociato che era figlio di Eustachio II di Boulogne, protagonista nella battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, nipote di Matilde di Canossa e, giusto per non farsi mancare nulla, pure discendente di Carlo Magno. Il testo di Ferdinandi ci racconta la formazione del giovane Goffredo, la sua crescita umana, religiosa e militare, fino alla partenza per la missione da compiere. Quella svoltasi tra il 1096 e il 1099 (la Prima Crociata) per la restituzione ai Cristiani del tanto amato e venerato Sepolcro di Cristo, da secoli sotto la dominazione musulmana. Quello che emerge da questa biografia è l’immagine di un condottiero che divenne, per il suo modo di agire, per i racconti su di lui presenti nelle  chansons de geste e anche per un consistente agire propositivo della Chiesa Romana, l’incarnazione del modelle ideale del “Cavaliere perfetto, di colui” che in sé aveva profonda umanità, pietà religiosa, eroismo e grande abilità militare. Sergio Ferdinandi è riuscito a creare una biografia di piacevole lettura, molto approfondita e con un taglio didattico-scientifico che mostra il Buglione nel suo essere condottiero e uomo di grande fede e forza. Non solo, perché grazie alla ricostruzione della vita del Buglione, il lettore ha la possibilità di avere allo stesso tempo una visione del quadro storico dell’epoca della Prima Crociata, sia in Europa che in Terra Santa. Goffredo morì giovanissimo, a soli 40 anni, certo è che fu un uomo delle qualità rare e uniche, le stesse che gli permisero di essere scelto dai suoi compagni d’armi come primo sovrano latino di Gerusalemme, adottando anche il titolo di Advocatus Sancti Sepulchri (Difensore del Santo Sepolcro) e di entrare nella leggenda arrivando fino ai giorni nostri.

Sergio Ferdinandi (Sedan 1963), archeologo e storico medievalista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi. Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato; tra i lavori più recenti il volume La Contea Franca di Edessa. Fondazione e profilo storico del primo principato crociato nel Levante (1098-1150), edito dalla Pontificia Università Antonianum.

Source: richiesto dal recensore. Grazie all’uffcio stampa Graphe.it

:: Un solo mondo di Michael Foreman (Camelozampa 2020) a cura di Giulietta Iannone

28 Maggio 2020 by
Un solo mondo

Clicca sulla cover per l’acquisto

Esattamente trent’anni fa, nel 1990, uscì per la londinese Andersen Press One World, un delizioso libro per bambini arricchito da bellissimi aquarelli dalle delicate tinte pastello di Michael Foreman pluripremiato autore e illustratore di libri per l’infanzia. E oggi finalmente grazie a Camelozampa esce l’edizione italiana del libro, tradotta da Sara Saorin. Cosa ha di speciale questo libro? Innanzitutto il messaggio contenuto, quasi profetico se vogliamo, che saranno i bambini a salvare questo nostro unico, meraviglioso e minacciato mondo. I bambini con i loro occhi limpidi e il loro sconfinato amore per la natura. Poetico, allegro, delicato Un solo mondo è una fiaba ambientalista dedicata ai più piccoli, dai 3 anni in su, che riporta anche gli adulti al tempo in cui giocavano con secchiello e paletta sulla spiaggia in riva al mare. Oggi il nostro mare è meno limpido di trent’anni fa, affoga nella plastica, ma già allora chiazze di petrolio uccidevano i piccoli ospiti, e rendevano necessaria un’azione tempestiva e mirata. Investire di tanta responsabilità i bambini è sicuramente educativo e ci rammenta che i bambini di oggi sono gli adulti di domani che con le loro scelte e il loro buon senso cambieranno le sorti del mondo. Perchè in tutti c’è ancora la speranza che qualcosa si possa fare, vincendo egoismo e indifferenza. Protagonisti del libro sono una bambina e suo fratello, che prendono coscienza del mondo che li circonda, trasformando anche un rifiuto, una lattina abbandonata nell’acqua in una nave affondata. La consapevolezza di quanto sia fragile il nostro ecosistema, di quanto possa essere rovinato con facilità si fa strada in loro e li rende partecipe dei rischi e dei pericoli in agguato. Ma i bambini sono tanti, possono unirsi e rimediare ai danni già fatti e vigilare perchè tutto sia conservato.

Michael Foreman è uno degli illustratori per bambini più acclamati del nostro tempo, nominato più volte per l’Astrid Lindgren Memorial Award. Ha vinto due volte il prestigioso Kate Greenaway Medal e lo Smarties Prize. I suoi libri per bambini sono tradotti in tutto il mondo e hanno venduto oltre due milioni di copie. Camelozampa ha pubblicato i suoi albi La piccola renna e Il gatto nella mangiatoia.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca Tamberlani ufficio stampa dedicato.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: SalTo Extra Replay

27 Maggio 2020 by

unnamedIl Salone del Libro di Torino che come tutti gli anni avrebbe dovuto tenersi in questi giorni di Maggio sappiamo tutti causa Covid, come molti altri eventi non si è potuto svolgere, ma si è ovviato con iniziative online che hanno attirato lo stesso moltissimi visitatori.

Si è conclusa infatti la prima edizione di SalTo Extra. L’adesione di autori, editori, librerie è stata grandissima: ospiti da tutto il mondo per più di 60 incontri.

Ve li siete persi? Niente paura c’è SalTo Extra Replay. Potete così rivedere tutti i contenuti di SalTo Extra sul sito, su YouTube, Facebook e Instagram.

Ecco il link per il SalToExtra Replay qui.

:: Interviste (im)perfette: a tu per tu con Gianluca Barbera

26 Maggio 2020 by

mia foto a Lisbona

Ecco il resoconto del terzo incontro del ciclo Interviste (im)perfette tenutosi il 25 maggio sul nostro Gruppo Facebook. Buona lettura!

Scrittore, critico letterario e editore, la scrittura in un certo senso è tutta la tua vita; cosa in realtà ami di più fare?

Primo leggere, poi ragionare… poi scrivere (all’inizio era una fatica, ora non più). Poi camminare: sono un camminatore, il mare, le alte quote, ma non sono un alpinista

Raccontati come se fossi un personaggio di un tuo romanzo di avventura.

Qualcuno mi ha paragonato a Orson Welles, per stazza (da giovane, eh?) e fame di vita, per il mio essere fuori dagli schemi. Gianluca Barbera era un uomo di media altezza, con una chioma ribelle di capelli ormai ingrigiti, si muoveva con furia, come se ogni ambiente fosse per lui troppo stretto, preso come era nel vortice della vita

Hai cominciato a lavorare in ambito editoriale nel 1995,in seguito hai fondato e diretto fino al 2015 la casa editrice Barbera Editore. Nell’ottobre 2015 hai costituito Melville edizioni. Raccontaci il tuo percorso da editore, quali sono le difficoltà maggiori in questa professione, a parte la situazione attuale legata al Covid.

La professione dell’editore la sconsiglio, ci sono poche soddisfazioni, se fatta in piccolo, altro conto è lavorare per un grande editore.

Quali sono i titoli di punta attuali di Melville edizioni?

Libri di musica, soprattutto jazz, amo il Jazz, ascolto quasi solo jazz, poi ho pubblicato Misteri del chiostro napoletano, di Enrichetta Caracciolo. Da leggere.

Tra i tuoi romanzi Finis mundi, La truffa come una delle belle arti, Magellano, Marco Polo e numerosi saggi come Storia di Anna Frank e Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi. Come è nato il tuo interesse per i libri e cosa ti ha spinto a cimentarti anche tu nell’arte della scrittura?

Va be’, si va molto indietro nel tempo; ero un ragazzino: lessi il primo romanzo alle elementari, su consiglio della maestra: Barra tutta a dritta, di Gianni Caratelli. Il racconto di uno studente che si imbarca come mozzo su una nave e fa il giro del mondo. Un segno premonitore, se poi pensate che ho scritto Magellano. Una vita spesa coi libri disseminati sul letto. Non ho mai letto un libro per puro piacere (quasi mai), ma sempre per imparare: anche ora. Un tempo mi capitava di tornare e ritornare sulla stessa frase, per scoprirne i segreti, il senso profondo, ci mettevo una eternità a leggere un libro; ora vado svelto, ma non troppo.

Ami molto i romanzi di viaggi e di avventura. Quali sono i tuoi maestri?

Stevenson, Cèline, Chatwin, Borges, Kundera, dunque non solo viaggi. Però Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Charles Darwin è uno dei libri di viaggio più belli, D. scrive magnificamente. Dimenticavo Jack London. Anche Twain ha scritto di viaggio ottimamente. E naturalmente Conrad. E Poe, il suo Gordon Pym è sempre un modello insuperato

Marco Polo (Castelvecchi, 2019, Miglior romanzo di avventura al Premio Internazionale di letteratura Città di Como). Cosa ti affascinava di più della figura di Marco Polo, mercante viaggiatore, curioso esploratore di mondi.

Marco Polo è l’uomo che avrei voluto essere. Forse un pizzico di cattiveria in più. Marco Polo, se è vero quello che racconta, è come Leonardo da Vinci, un uomo aperto al mondo, a tutto. Non ha cattiveria per semplice distrazione, perché è sempre catturato da altro, dal mondo esterno, mai da se stesso: ecco chi è Marco Polo. Un uomo universale come Leonardo.

Il viaggio dei viaggi è il tuo nuovo romanzo. Ce ne vuoi parlare?

Una scolaresca in visita al museo dei viaggi e delle esplorazioni, grazie alla magia degli oggetti in esso contenuti e a un libro dagli strani poteri, precipita in una grande avventura attraverso i secoli e lo spazio, come a cavallo di una macchina del tempo. Protagonista del romanzo è l’arte di viaggiare, in tutte le sue forme; dentro c’è ogni tipo di viaggio: per mare, per cielo, per terra, sottoterra, nell’aldilà, nel cyberspazio, nel cosmo, l’Egitto dei Faraoni, grand tour settecenteschi, esodi di massa, il turismo contemporaneo, una galleria personaggi spero indimenticabili ecc. è il mio romanzo migliore, non perché l’ultimo, ma perché sembra contenere il mondo intero, non solo quello di oggi ma anche quello di ieri e di domani.

Parlaci del professore Terranova, come hai costruito questo personaggio?

Semplice: sono io, nelle mia veste più meditativa, quindi un “io” parziale.

Come è nato il tuo interesse per i viaggi nel tempo? Credo di aver letto che in qualche laboratorio coreano li studiano davvero, singolare non trovi?

Il mio prossimo romanzo avrà per protagonista il mistero del tempo: chi non è è affascinato? io credo che prima o poi saranno possibili, anche se in una forma che al momento che siamo in grado di concepire (non certo portandosi dietro il proprio corpo).

L’ora è davvero volata, la mia ultima domanda è questa: Dal 2014 collabori alle pagine culturali del “Giornale” e dal 2018 scrivi di letteratura sulle riviste on-line “Pangea” e Letteratitudine”. Tuoi articoli sono apparsi inoltre su La Lettura (“Corriere della Sera”) e su “Il Resto del Carlino”. Quali devono essere le maggiori qualità di un critico letterario? Quali sono i tuoi maestri in questa arte?

Non sono un critico canonico, sono uno scrittore che capisce qualcosa di libri e dunque ne scrive a modo suo; ho uno stile per così dire alla McEnroe, per fare un esempio tennistico.

Le domande dei Lettori

Michele Di Marco

Buon pomeriggio Gianluca, ciao Giulietta: mi scuso ma probabilmente non riuscirò a restare collegato per tutta l’intervista, ma leggerò poi tutto più tardi.

Però, fatta la premessa che mi sto rivolgendo con curiosità a un autore di cui non so quasi nulla (anzi, grazie, perché quest’occasione è ottima per scoprirlo), provo ugualmente a fare una domanda a Gianluca, scusandomi in anticipo se vado fuori tema.
Da quello che ho trovato in rete, credo di aver capito che in diverse opere tu abbia preso spunto da racconti di viaggio per cogliere lo spunto di narrazioni storiche: l’interesse prevalente, se ce n’è uno, è per l’esplorazione e la scoperta, o per il contesto storico di cui l’esplorazione stessa fa parte?

Mi interessano i personaggi archetipici, splendenti o oscuri che siano, che attraversano il mondo, lo sfidano, e fanno “magie”, magari falliscono, non importa; niente eroi, non esistono, solo uomini che osano.