Archive for the ‘Il più bel libro di’ Category

:: Il più bel libro di Raymond Chandler

20 gennaio 2019

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Raymond Chandler (Chicago, 1888 – La Jolla, 1959) dopo gli studi in Inghilterra torna in America e si stabilisce in California. Inizia a lavorare nel campo petrolifero, ma nel 1933 collabora con la rivista gialla “Black Mask” che aveva lanciato il genere poliziesco d’azione. Nel 1939 pubblica il suo primo romanzo, Il grande sonno, che ha per protagonista l’investigatore privato Philip Marlowe. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e comincia a lavorare per il cinema come sceneggiatore. Intanto la salute, minata dall’alcol, si deteriora e un anno dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1954, Chandler tenta il suicidio. Iniziano i soggiorni in cliniche private per disintossicarsi. Muore prima di aver terminato l’ottavo romanzo di Philip Marlowe, The Poodle Spring Story. Feltrinelli ha pubblicato: I racconti della semplice arte del delitto (1962), Otto storie inedite (1964), Blues di Bay City (1966, edizione ampliata 1975), L’uomo a cui piacevano i cani e altri racconti (1974), Il grande sonno (1987), Addio mia amata (1988), La signora nel lago (1988), La sorellina (1989), Il lungo addio (1989), Finestra sul vuoto (1990), Ancora una notte (1990), Vento rosso e altri racconti (2012) e, nella collana digitale Zoom, La donna nel lago (2012).

Si può votare fino a giovedi 24 gennaio.

Il più bel libro di Raymond Chandler è:

(vincono a parimerito):

Addio mia amata, Il grande sonno, Il lungo addio.

:: Il più bel libro di Stephen King

9 gennaio 2019

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E ora scopriamo insieme quale è il più bel libro di zio Steve. Scrivete nei commenti a questo post qual è il vostro suo libro preferito. Sarà interessante. Tempo per votare fino a domenica 13.

Il libro più bello di Stephen King (secondo i lettori di Liberi) è: L’ombra dello scorpione.

Graduatoria:

It +

L’ombra dello scorpione + + + + +

La Zona morta +

Il miglio verde +

22/11/63 +

Cose preziose +

Dolores Claiborne + +

Misery + +

Pet Sematary + +

La pallottola flessibile (racconto) +

Il Talismano +

:: Il più bel libro di Georges Simenon

4 settembre 2018

Simenon

Decidere quale è il libro più bello scritto da Georges Simenon è diciamolo un’ impresa quasi impossibile. Sarà quindi l’occasione per citare i suoi libri più famosi, che più ci sono rimasti nel cuore. Innanzitutto Georges Simenon era belga e non francese, sembra incredibile ma c’è ancora gente che non lo sa. Che fosse un genio è risaputo, come è nota la sua quasi inumana velocità di scrittura: sapeva ideare una storia e scriverla, magari seduto al tavolino del suo caffè preferito, davvero in pochissimo tempo. Le leggende su questo punto si sprecano. Pure che fosse prolifico non è un mistero, il numero delle sue opere tra i romanzi e i racconti è spropositato. Adorava fumare la pipa, come Maigret il suo personaggio feticcio, e quasi in ogni foto che lo ritrae lo si vede con una pipa in mano. Dunque torniamo a noi: quale è il suo libro più bello? Potete citare nei commenti sia libri con Maigret protagonista che quelli senza. A voi lettori di Liberi l’ardua decisione.

Il più bel libro di Georges Simenon è:

Il porto delle nebbie

La neve era sporca

L’uomo che guardava passare i treni

Graduatoria

Il Presidente +

Una trappola di Maigret +

L’orologiaio di Everton +

Cargo +

Il piccolo libraio di Archangelsk +

Il porto delle nebbie + +

La neve era sporca + +

L’uomo che guardava passare i treni + +

:: Il più bel libro di Graham Greene

23 gennaio 2018

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Graham Greene nacque in Inghilterra a Berkhamsted il 2 ottobre del 1904 ed è un autore che adoro, non credo ci sia un suo libro che non mi piaccia. Quindi sarà molto difficile per la nostra rubrica Il più bel libro di decidere quale è il suo libro più bello.  Ma confido in voi, quindi se conoscete questo autore, e avete letto i suoi libri, scrivete nei commenti qual è il vostro preferito. Sarà interessante.

Romanzi:

  • L’uomo dentro di me (The Man Within), 1929
  • The Name of Action, 1930
  • Rumour at Nightfall, 1931
  • Il treno d’Istanbul (Stamboul Train, nell’ed. americana Orient Express), 1932 VOTI 1
  • Un campo di battaglia (It’s a Battlefield), 1934
  • I naufraghi (England Made Me), 1935
  • Una pistola in vendita (A Gun for Sale, nell’ed. statunitense This Gun for Hire), 1936 VOTI 5
  • La roccia di Brighton (Brighton Rock), 1938
  • Missione confidenziale (The Confidential Agent), 1939
  • Il potere e la gloria (The Power and the Glory, nell’ed. statunitense The Labyrinthine Ways), 1940 VOTI 8
  • Quinta colonna (The Ministry of Fear), 1943
  • Il nocciolo della questione (The Heart of the Matter), 1948 VOTO 1
  • Il terzo uomo (The Third Man), nell’ed. inglese pubblicato insieme a L’idolo infranto (The Fallen Idol), 1950 VOTO 5
  • Fine di una storia (The End of the Affair), 1951 VOTI 3
  • Vince chi perde (Loser Takes All), 1955
  • Un americano tranquillo (The Quiet American), 1955 VOTO 7
  • Il nostro agente all’Avana (Our Man in Havana), 1958 VOTO 10
  • Un caso bruciato (A Burnt-Out Case), 1960
  • I commedianti (The Comedians), 1966 VOTI 1
  • In viaggio con la zia (Travels with My Aunt), 1969 VOTO 1
  • Il console onorario (The Honorary Consul), 1973 VOTI 3
  • Il fattore umano (The Human Factor), 1978 VOTI 5
  • Il Dottor Fisher a Ginevra, ovvero la cena delle bombe (Doctor Fisher of Geneva or the Bomb Party), 1980
  • Monsignor Chisciotte (Monsignor Quixote), 1982
  • Il decimo uomo (The Tenth Man), 1985 (ma scritto nel 1944) VOTI 1
  • L’uomo dai molti nomi (The Captain and the Enemy), 1988 VOTO 1

Allora, aspetto i vostri commenti. Si avrà tutta la settimana per votare, lunedì si stabilirà il vincitore. Piccolo omaggio estratto tra i partecipanti. Tra chi vota estrarrò un vincitore a cui spedirò gli esclusivissimissimi adesivi di Liberi.

Vince piuttosto a sorpresa e a grande maggioranza: Il nostro agente all’ Avana, che rileggerò per l’occasione, chissà che non ci scappi una recensione.

E gli adesivi: Isabella.

:: Il più bel libro di Michael Connelly

22 settembre 2017
MConnelly

Credits – Mark Coggins from San Francisco

Per la nostra rubrica Il più bel libro di oggi abbiamo scelto un autore americano molto amato, nato a Filadelfia nel 1956, Michael Connelly. Quale è il suo libro più bello lo stabilirete voi lettori, commentando questo post. Io sono molto curiosa, a dire il vero. Michael poi sarà avvertito, quindi non si sa mai che ci mandi qualche messaggio.

Dunque i suoi romanzi editi sono:

Romanzi con Harry Bosch

La memoria del topo (The Black Echo) 3 VOTI

Ghiaccio nero (The Black Ice)

La bionda di cemento (The Concrete Blonde)

L’ombra del coyote (The Last Coyote) 1 VOTO

Musica dura (Trunk Music)

Il ragno (Angels Flight)

Il buio oltre la notte (A Darkness More Than Night) con Terry McCaleb e Jack McEvoy

La città delle ossa (City of Bones)

Lame di luce (Lost Light)

Il poeta è tornato (The Narrows) – con Rachel Walling e Terry McCaleb

La ragazza di polvere (The Closers)

Il cerchio del lupo (Echo Park) – con Rachel Walling

La città buia (The Overlook) – con Rachel Walling 1 VOTO

Il respiro del drago (Nine Dragons) – con Mickey Haller

La caduta (The Drop)

La scatola nera (The Black Box) – con una piccola apparizione di Rachel Walling

La strategia di Bosch (The Burning Room) – con una piccola apparizione di Rachel Walling

Il Passaggio (The Crossing) – con Mickey Haller 1 VOTO

The Wrong Side Of Goodbye – (2016, ancora inedito in Italia)

Two Kinds Of Truth – (Uscita prevista negli USA Ottobre 2017)

Romanzi con Mickey Haller

Avvocato di difesa (The Lincoln Lawyer) 1 VOTO

La lista (The Brass Verdict) – con Harry Bosch e Jack McEvoy

La svolta (The Reversal) – con Harry Bosch e una piccola apparizione Rachel Walling

Il quinto testimone (The Fifth Witness) – con una piccola apparizione per Harry Bosch

Il dio della colpa (The Gods of Guilt) – con una piccola apparizione per Harry Bosch

Altri romanzi

Il poeta (The Poet) – con Jack McEvoy e Rachel Walling 2 VOTI

Debito di sangue (Blood Work) – con Terry McCaleb

Vuoto di luna (Void Moon)

Utente sconosciuto (Chasing the Dime)

L’uomo di paglia (The Scarecrow) – con Jack McEvoy e Rachel Walling

The Late Show – (2017, ancora inedito in Italia)

(fonte Wikipedia)

Allora, aspetto i vostri commenti. Si avrà tutto il weekend per votare, lunedì si stabilirà il vincitore. Piccolo omaggio estratto tra i partecipanti. (Ormai il piccolo segreto è stato svelato, tra chi vota estrarrò un vincitore a cui spedirò gli esclusivissimissimi adesivi di Liberi).

Il libro più bello di Michael Connelly (secondo i lettori di Liberi) è: La memoria del topo (The Black Echo).

Vince gli adesivi: Massimo

:: Il piu bel libro di Grangé – I risultati

7 novembre 2015

Dunque il più bel libro di Grangé votato dai nostri lettori é:

(rullo di tamburi)

I fiumi di porporafium

Non avete votato in tantissimi, forse se foste stati di più il risultato sarebbe stato più interessante, ma che dire forse non si discosta troppo dal vero. I fiumi di porpora è un successo editoriale piuttosto inaspettato. Europeo, marcatamente francese, in un periodo in cui il thriller per antonomasia era americano. E diciamolo quando pensiamo a thriller europei di successo pensiamo a quelli scandinavi, al massimo tedeschi se proprio vogliamo sbilanciarci. Ma alla Francia no. Seppure qualche nome si potrebbe fare e non risulterebbe del tutto sconosciuto. La Francia è famosa per il noir, anzi molti ritengono l’abbia proprio inventato. Ma il thriller d’azione, poliziesco, con sfumature horror e qualche spruzzata filosofica/sociale non ci fa venire in mente subito la Francia. Almeno prima di Grangé. Autore che mi dicono non è molto letto in America e nemmeno in Italia. I fiumi di porpora è oggettivamente un libro molto bello, cinematografico (ne hanno tratto un film forse altrettanto famoso che anche se non regge molto il confronto con il libro, assieme a L’impero dei lupi, non mi stanco mai di vedere) che tratta un tema serio e drammatico per l’Europa uscita dall’incubo nazista: l’eugenetica. A parte i tempi narrativi perfetti, il buon incontro/scontro tra i due protagonisti (uno un vecchio flic che sta sull’anima un po’ a tutti, l’altro un giovane figlio di immigrati magrebini catapultato nella polizia dalle banlieue), ben caratterizzati e simpatici, l’ambientazione insolita di montagna, la comunità chiusa, il mistero, l’orrore, I fiumi di porpora resta nell’immaginario perchè è un libro onesto, vero, credibile, pur nelle sue derive fantascientifiche. Quando arriviamo a Guernon con il commissario parigino Pierre Niémans, non abbiamo la più pallida idea di cosa andremo in contro. Di cosa c’è dietro al delitto, macabro fin che volete. Di cosa nascondono le mura imponenti, antiche e rassicuranti dell’ università di Guernon, tempio della cultura, culla dell’elite intellettuale, in un paese (come la Francia) che considera grandemente la cultura, forse più che da noi. E Grangé proprio in questo nucleo spurio ci mette il grande segreto che nasconde il libro. Un piano diabolico, che sfido io non sia venuto in mente davvero a qualcuno. Forse non così in grande stile, tipo catena di montaggio, ma quel tanto che basta da mettere inquietudine nel lettore. Ora sto leggendo Lontano, forse il più ambizioso romanzo di Grangé, fra prima e seconda parte che uscirà in Francia questa primavera qualcosa come 1600 pagine. Una storia forte come un pugno nello stomaco, davvero poco politicamente corretta. Sono davvero curiosa di scoprire che effetto farà quando arriverà in Italia.

:: Il piu bel libro di Grangé

30 ottobre 2015

grangéKaïken, (Il respiro della cenere) uscì in Francia il 3 settembre del 2012, sono passati quindi ben tre anni prima che desse alle stampe il suo nuovo libro Lontano, uscito lo scorso 9 settembre. Quando sono stata a Parigi era praticamente in tutte le librerie così mi è venuto in mente di leggerlo per la nostra rubrica Parla come mangi – Libri letti in lingua originale. (Presto pubblicherò la recensione). Sono 800 pagine. Diciamo è un testo piuttosto impegnativo. Niente se consideriamo che questa primavera in Francia uscirà la seconda parte, in tutto ben 1600 pagine. Una follia? Sicuramente un azzardo, ma Grangé non sembra prediligere i terreni già battuti, le consuetudini editoriali (non ha personaggi seriali, ne usa un linguaggio politicamente corretto, e via dicendo). C’è un cliche, be’ lui altamente se ne infischia e va per la sua strada, portando avanti un’ idea di thriller prettamente europeo, ben lontano da quello più di successo americano. Ha parole abbastanza dure per l’America, dove tutto è finto, di cartone. (Parole sue). Per l’occasione ho pensato di coinvolgere tutti i lettori e decretare quale è il suo libro più bello. Spero parteciperete numerosi.

In Italia i suoi libri sono tutti editi da Garzanti, ecco la bibliografia completa, un po’ per rinfrescarvi la memoria.

1994 – Il volo delle cicogne (Le vol des cicognes) 1 voto
1998 – I fiumi di porpora (Les rivières pourpres) 4 voti
2000 – Il concilio di pietra (Le concile de pierre)
2003 – L’impero dei lupi (L’Empire des loups) 1 voto
2004 – La linea nera (Le ligne noire) 1 voto
2007 – Il giuramento (Le serment des limbes) 1 voto
2008 – Miserere (Miserere) 1 voto
2009 – L’istinto del sangue (La Foret Des Manes)
2011 – Amnesia (Le Passager)
2013 – Il respiro della cenere (Kaïken)

Il volo delle cicogne
Traduzione dal francese di Idolina Landolfi.

Louis Antioche viene assoldato da un misterioso ornitologo preoccupato dal mancato ritorno delle cicogne dall’Africa. Ben presto intuisce che dietro la scomparsa dei grandi uccelli migratori si nasconde una trama ben più inquietante. Deciso a risolvere l’arcano il giovane si trova coinvolto in un’incalzante avventura, costellata di morti misteriose e atroci mutilazioni. Questa frenetica rincorsa potrà fermarsi solo a Calcutta, nel cuore della tenebra.

I fiumi di porpora
Traduzione dal francese di Idolina Landolfi

Vicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così anche i destini dei due poliziotti incaricati delle indagini, tra false piste, macabre scoperte, gelosie professionali e vendette famigliari, fino all’orrore che ha dato inizio alla carneficina: un delirio scientifico che aveva condotto a un folle e crudele esperimento genetico. Un thriller che trova il perfetto equilibrio tra azione e psicologia, intelligenza dell’intreccio e fascino dei paesaggi.

Il concilio di pietra
Traduzione dal francese di Idolina Landolfi.

Diane Thiberge ha 29 anni. È una single bionda e bella, campionessa di arti marziali ed etologa, specializzata nello studio degli animali da preda.
Quando decide di adottare in Tailandia un bambino di cinque anni, Lu-Sian detto Lucien, non sa che per lei sta cominciando un incubo. Lucien, ferito in un incidente automobilistico, cade in coma e intorno a lui si inanella una sequenza di morti misteriose. Diane inizia a cogliere i contorni di un terribile complotto e per salvare il bambino dovrà riuscire a sciogliere il mistero. La pista che segue, indizio dopo indizio, è un viaggio nel passato, verso le origini dell’uomanità. Arriverà fino al cuore della taiga mongola, dove vive un popolo dai poteri straordinari e dove vige ancora la legge del Concilio di Pietra: quella dello scontro originario tra l’uomo e l’animale. Qui Diane dovrà affrontare l’ultimo combattimento.

L’impero dei lupi
Traduzione dal francese di Alessandro Perissinotto.

Anna Heymes, moglie di un alto funzionario parigino, soffre di crisi di amnesia e di terribili allucinazioni. Alla ricerca della sua identità, incontra Paul, il giovane commissario che sta indagando sull’atroce omicidio di tre ragazze turche impiegate in un laboratorio clandestino. Paul ha chiesto l’aiuto di un poliziotto in pensione dal passato turbolento, Jean-Louis Schiffer, creando così una coppia eccentrica ma tenacissima.
Inizia così una vera e propria discesa agli inferi: un viaggio nei labirinti della mente dei protagonisti, ma anche in un mondo popolato da feroci assassini e trafficanti di immigrati sans papiers, oltre che da bande terroriste che vanno dai guerriglieri no global ai Lupi grigi turchi.

La linea nera
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati.

Jacques Reverdi è un serial killer affascinato dall’emoglobina, ingabbiato nel peggior penitenziario della Malesia. Marc Dupeyrat è un giornalista. Il suo migliore amico e la sua fidanzata sono stati uccisi in circostanze terribili e vuole intervistare Reverdi per capire perché vengono commessi delitti così strani e atroci. Dal loro incontro, in circostanze imprevedibili, nascono una inchiesta sul male assoluto e una indagine su due delitti misteriosi destinati a lasciare il segno.

Il giuramento
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati.

Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi… un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Luc Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è solo un miracolo se adesso giace in coma in un letto d’ospedale.
Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, migliore amico di Luc dai tempi della scuola, non crede all’ipotesi del suicidio. Conosce Soubeyras meglio di chiunque altro, e sa che, da fervente cattolico qual è, non avrebbe mai potuto compiere un gesto così contrario alla sua religione. Eppure Luc è un padre di famiglia e un bravo poliziotto: chi mai avrebbe cercato di ucciderlo simulando un suicidio? A Mathieu non resta che indagare nel passato dell’amico. L’ultimo caso sui cui stava lavorando sembra solo uno tra tanti. Ma, dietro quell’apparente normalità, c’è dell’altro. C’è un’inchiesta segreta condotta da Luc all’insaputa di tutti, l’indagine sulla morte di una donna, uccisa secondo un rituale inedito. Un rituale presente in altri efferati delitti compiuti in tutta Europa, che porterà Mathieu sulle tracce di una inquietante setta, quella degli Asserviti e dei Senza Luce. I suoi membri sono accomunati da un terribile trauma: tutti si sono risvegliati dal coma, ma prima di tornare alla vita hanno vissuto un’esperienza pre-morte che li ha cambiati per sempre…

Miserere
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati e Giulio Lupieri.

Parigi, chiesa armena di Saint-Jean-Baptiste. Nell’aria riecheggiano ancora le terrificanti grida dell’esule cileno Wilhelm Goetz, organista e direttore del coro di voci bianche, appassionato cultore del Miserere di Gregorio Allegri. Il corpo dell’uomo giace ormai inerte in una pozza di sangue, i timpani perforati con indicibile violenza. Lionel Kasdan, parrocchiano di quella chiesa e poliziotto in pensione, segugio d’altri tempi, testardo quanto acuto, è il primo ad accorrere sulla scena del delitto. Un delitto apparentemente inspiegabile, considerata la reputazione di Goetz, un uomo tranquillo e riservato, dedito solo alla musica. Ma ben presto Kasdan, insieme a Cédric Volokine, poliziotto della Squadra protezione minori, capisce che dietro quell’immagine immacolata c’è ben altro. Ci sono rapporti ambigui e oscuri che Goetz instaurava con gli allievi del coro. E ferite mai sanate risalenti agli anni della dittatura in Cile. La verità va svelata, e in fretta. Perché i delitti si susseguono nelle chiese di Parigi…

L’istinto del sangue
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati

Parigi. Nel parcheggio sotterraneo di una casa di cura, le fioche luci al neon illuminano il corpo dilaniato di Marion Cantelau, un’infermiera. Intorno al cadavere fatto a pezzi, impronte di mani e piedi nudi. Sulle pareti, vergati con sangue misto a polvere d’ocra, disegni simili a graffiti preistorici. Jeanne Korowa, giovane giudice istruttore di Nanterre, non dovrebbe nemmeno trovarsi lì, vi è capitata per caso, solo per aiutare un collega. Eppure la scena del delitto le ricorda tragicamente la morte della sorella, uccisa nello stesso modo. Un macabro rituale, perpetrato più volte nel corso degli anni. Per questo non può fare a meno di gettarsi a capofitto in un’indagine parallela, illegale e molto pericolosa, visto che il numero delle vittime continua a salire. Tutte donne, tutte collegate in qualche modo allo studio di uno psicoanalista, e a un suo giovane e psicotico paziente. Jeanne è più che mai determinata a seguire fino in fondo questa pista, un sentiero accidentato di sangue e paura che la conduce fino in Nicaragua, Guatemala, nelle paludi argentine e infine a Campo Alegre, nella terrificante Foresta delle Anime.
Un luogo dove i misteri di un’antica civiltà gettano un’ombra crudele e inquietante su tutti coloro che vi si avventurano. E quando Jeanne Korowa lo capisce, forse è ormai troppo tardi…

Amnesia
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati

Il dottor Mathias Freire non è un uomo privo di ricordi. Al contrario, ne è ossessionato. Perché i suoi ricordi sono troppi e diversi. E sembrano appartenere ad altre persone. Tanto che, sempre più spesso, Mathias perde ogni sicurezza, perfino su quale sia il suo vero nome. Oggi, a Bordeaux, Mathias è uno psichiatra. È alle prese con un caso difficile, deve ipnotizzare un uomo in stato confusionale, unico testimone di un brutale assassinio alla stazione. L’ipnosi e un alibi di ferro confermano l’estraneità dell’uomo al delitto. Mathias deve indagare ancora. Ma prima di poterlo fare, scampa per un soffio a un tentativo di omicidio. Fuggito su un treno per Marsiglia, ben presto scopre di essere ricercato dalla polizia. Qualcuno ha riconosciuto in lui un clochard, non lo psichiatra che crede di essere. E lo accusa del delitto della stazione. D’un tratto Mathias non ricorda più nulla e non sa più chi è. Ha perso la memoria. È successo un’altra volta: sa che quando la ritroverà, sarà un altro. Un barbone a Marsiglia, un pittore folle a Nizza, un falsario a Parigi. Mathias deve fuggire e allo stesso tempo scoprire chi è veramente. Lui è l’ombra in agguato e allo stesso tempo la preda. Ma potrebbe anche essere l’assassino… Sulla strada della verità non ha alternative che fidarsi di un ricordo, di una sensazione, di un momento, di un incontro. E trovare il coraggio di affrontare il pericolo più grande. Sé stesso.

Il respiro della cenere
Traduzione dal francese di Doriana Comerlati

Parigi. Nel buio di un garage viene ritrovato il corpo di una donna brutalmente assassinata. Nei paraggi, un paio di guanti da chirurgo ancora intrisi di sangue. L’ennesimo spietato delitto del serial killer che da mesi spaventa la città. La sola persona in grado di occuparsi di un’indagine così complessa è il solitario ispettore Olivier Passan. L’uomo sta attraversando il periodo più difficile della sua vita: la separazione dalla moglie giapponese Naoko, la madre dei suoi due figli. Eppure non può permettersi distrazioni, perché il modus operandi dell’assassino fa pensare a una mente malata e pericolosa. Tutto porta verso un unico sospettato: Patrick Guillard, un ermafrodito abbandonato dalla madre alla nascita. Passan è convinto che il colpevole sia lui. Ma ha tra le mani pochi indizi, non c’è nessuna prova schiacciante. Proprio quando sta per incastrarlo, Guillard si dà fuoco, portando a termine il suo piano folle. Un piano che si ispira alla leggenda mitologica dell’Araba Fenice: l’uccello che una volta morto rinasce dalle proprie ceneri. Tutto sembra perduto. In realtà per Passan è solo l’inizio. Il caso non è affatto concluso e una minaccia incombe su ciò che ha di più caro: i suoi figli. L’ispettore ha bisogno di risposte. Risposte che solo Naoko, fuggita in Giappone, può dargli. Risposte che affondano le radici in quella tradizione millenaria che li univa: l’arte dei samurai. Una verità inquietante lo aspetta, nella quale tutto quello che ha sempre creduto è in realtà una bugia.

[Tutte le sinossi sono tratte dal sito Garzanti].

Allora le votazioni sono aperte nei commenti e scopriremo quale è il più bel libro di Jean-Christophe Grangé secondo i lettori di Liberi di scrivere. Fine delle votazioni sabato 7 novembre. Pronti, via.