:: Il piu bel libro di Grangé – I risultati

Dunque il più bel libro di Grangé votato dai nostri lettori é:

(rullo di tamburi)

I fiumi di porporafium

Non avete votato in tantissimi, forse se foste stati di più il risultato sarebbe stato più interessante, ma che dire forse non si discosta troppo dal vero. I fiumi di porpora è un successo editoriale piuttosto inaspettato. Europeo, marcatamente francese, in un periodo in cui il thriller per antonomasia era americano. E diciamolo quando pensiamo a thriller europei di successo pensiamo a quelli scandinavi, al massimo tedeschi se proprio vogliamo sbilanciarci. Ma alla Francia no. Seppure qualche nome si potrebbe fare e non risulterebbe del tutto sconosciuto. La Francia è famosa per il noir, anzi molti ritengono l’abbia proprio inventato. Ma il thriller d’azione, poliziesco, con sfumature horror e qualche spruzzata filosofica/sociale non ci fa venire in mente subito la Francia. Almeno prima di Grangé. Autore che mi dicono non è molto letto in America e nemmeno in Italia. I fiumi di porpora è oggettivamente un libro molto bello, cinematografico (ne hanno tratto un film forse altrettanto famoso che anche se non regge molto il confronto con il libro, assieme a L’impero dei lupi, non mi stanco mai di vedere) che tratta un tema serio e drammatico per l’Europa uscita dall’incubo nazista: l’eugenetica. A parte i tempi narrativi perfetti, il buon incontro/scontro tra i due protagonisti (uno un vecchio flic che sta sull’anima un po’ a tutti, l’altro un giovane figlio di immigrati magrebini catapultato nella polizia dalle banlieue), ben caratterizzati e simpatici, l’ambientazione insolita di montagna, la comunità chiusa, il mistero, l’orrore, I fiumi di porpora resta nell’immaginario perchè è un libro onesto, vero, credibile, pur nelle sue derive fantascientifiche. Quando arriviamo a Guernon con il commissario parigino Pierre Niémans, non abbiamo la più pallida idea di cosa andremo in contro. Di cosa c’è dietro al delitto, macabro fin che volete. Di cosa nascondono le mura imponenti, antiche e rassicuranti dell’ università di Guernon, tempio della cultura, culla dell’elite intellettuale, in un paese (come la Francia) che considera grandemente la cultura, forse più che da noi. E Grangé proprio in questo nucleo spurio ci mette il grande segreto che nasconde il libro. Un piano diabolico, che sfido io non sia venuto in mente davvero a qualcuno. Forse non così in grande stile, tipo catena di montaggio, ma quel tanto che basta da mettere inquietudine nel lettore. Ora sto leggendo Lontano, forse il più ambizioso romanzo di Grangé, fra prima e seconda parte che uscirà in Francia questa primavera qualcosa come 1600 pagine. Una storia forte come un pugno nello stomaco, davvero poco politicamente corretta. Sono davvero curiosa di scoprire che effetto farà quando arriverà in Italia.

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