Satana a Hollywood per Edizioni NPE a cura di Elena Romanello

18 luglio 2021 by

9788836270156_0_0_626_75Le Edizioni NPE presentano la traduzione di un saggio intrigante e inquietante, Satana a Hollywood di Jesús Palacios Trigo, che racconta le relazioni pericolose con l’occulto del mondo del cinema a stelle e strisce di ieri e di oggi.
L’autore rivela infatti che con la crescita del mondo del cinema come economia e fatto sociale, si è sviluppata di pari passo una realtà sotterranea fatta di misticismo, scienze occulte, interesse per culti alternativi, che ha raccolto attori, registi, produttori, insieme a guru, stregoni e sette, all’interno dello show business.
Satana ad Hollywood è scritto come un romanzo poliziesco, raccogliendo dati ed aneddoti per costruire il panorama di quello che non è solo un fenomeno di costume.
Tra teatri di posa, salotti, ville sfarzose, emergono molte storie parallele, alcune più note, come la tragica vicenda di Sharon Tate, vittima della setta di Charles Manson, altre meno famose, come il rapporto basato sul vudù tra Maila Nurmi, detta Vampira, e James Dean, il rapimento di David Bowie da parte di un gruppo di streghe per generare l’Anticristo, la militanza di John Travolta in Scientology, la morte misteriosa del primo Superman dello schermo George Reeves, l’interesse per il satanismo di Rose McGowan, interprete di Streghe ed ex fidanzata di Marilyn Manson.
Satana a Hollywood mette insieme tutta una serie di storie e personaggi, per costruire un mondo suggestivo e non certo rassicurante, che potrebbe essere la trama di un film avvincente, ma che non verrà mai realizzato per ovvi motivi.
Jesús Palacios Trigo, giornalista e critico cinematografico, ha raccolto in questo libro un lungo e appassionato lavoro di ricerca, per cinefili, curiosi e amanti del paranormale.

Alabama, Alessandro Barbero (Sellerio 2021) A cura di Emanuele Federici

17 luglio 2021 by

“Alabama” è l’ultima pubblicazione di Alessandro Barbero, storico e professore di storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Barbero decide di lasciare in questo caso da parte il suo principale campo di ricerca, l’epoca medioevale, per scrivere un romanzo storico incentrato su un evento molto più vicino ai nostri giorni: la Guerra di secessione americana (1861-1865). Egli sceglie di narrare i fatti attraverso gli occhi e le parole di un anziano veterano di guerra, Dick Stanton, ex soldato dell’esercito sudista. Ad intervistare Stanton è una giovane studentessa appassionata di storia, intenzionata a scoprire la verità su quella guerra, in particolare sull’eccidio dei “negri” verificatosi in quelle circostanze. Stanton narra gli eventi alla ragazza in maniera non convenzionale, mettendo in secondo piano battaglie, generali… per raccontare una storia fatta di piccole cose, di razioni di lardo e piselli divorate in un attimo per la fame, di armi che si inceppavano, di libri prestati e così via. La realtà dei fatti ci viene presentata da Barbero attraverso una crudeltà a tratti agghiacciante, facendoci sentire sulla nostra pelle tutte le ferite che quel conflitto ha provocato. È un continuo rievocarsi di amici, episodi di vita quotidiana, che fanno percepire al lettore lo spirito e la miseria di chi vi era coinvolto in modo diretto. Al centro del racconto c’è naturalmente la questione razziale, tema tutt’oggi scottante negli Stati Uniti. Infatti, quasi tutto il discorso è incentrato su un singolo episodio di quella guerra, la battaglia di Chancellorsville (05/1863). In quello spiraglio di guerra si sprecarono incendi e distruzioni, e il tutto confluì in un brutale massacro di neri. Dalle parole di Stanton emerge come i contadini dell’esercito del Sud erano convinti della vittoria finale contro i nordisti, e il fatto che erano, magari anche in buona fede, realmente convinti del fatto che stavano combattendo per una giusta causa. Nella loro idea di libertà era giusto anche poter detenere schiavi neri per farli lavorare nelle campagne, e il governo non era autorizzato a limitare tutto ciò, proprio perché secondo loro questo era un loro diritto legittimo. Ma, nonostante ciò, si crea quasi una sorta di empatia tra lettore e sudisti, proprio perché nonostante questi ultimi lottassero per una causa sbagliata e persa, ci credevano veramente, ed erano convinti di trovarsi dalla parte giusta. Ad esempio, il vecchio soldato racconta dei numerosi stupri che venivano compiuti nei confronti delle schiave nere, per farle partorire figli da vendere successivamente come schiavi; Ma secondo Stanton la ragione era comunque della loro parte in quanto, da buoni padroni quali credevano di essere, gli davano da mangiare. Viene inoltre tirata in ballo la questione religiosa, in cui i sudisti trovavano un’ulteriore conferma del fatto che avevano ragione in quanto nella Bibbia è presente un gran numero di schiavi. In conclusione, Barbero analizza un argomento storico molto complicato raccontandolo in maniera originale e sofisticata; É presente una grande attenzione al dettaglio e alla cura del lessico, caratterizzato da un intreccio di discorso diretto e indiretto. Il protagonista racconta gli eventi in modo frenetico e quasi logorroico, coinvolgendo emotivamente il lettore che scorre una pagina dopo l’altra e arrivando alla fine del romanzo senza rendersene conto.

Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, è professore ordinario presso l’Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Studioso di storia medievale e di storia militare, ha pubblicato fra l’altro libri su Carlo Magno, sulle invasioni barbariche, sulla battaglia di Waterloo, fino al recente Lepanto. La battaglia dei tre imperi (2010). È autore di diversi romanzi storici, tra cui: Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (Premio Strega 1996) e Gli occhi di Venezia (2011). Questa casa editrice ha pubblicato Federico il Grande (2007, 2017), Il divano di Istanbul (2011, 2015) e Alabama (2021).

Source: del recensore.

Il passato non si cancella. Un caso per l’ispettore Anita Landi, Domenico Wanderlingh, (Astoria 2021) A cura di Viviana Filippini

16 luglio 2021 by

Anita Landi è la protagonista di “Il passato non si cancella. Un caso per l’ispettore Anita Landi” di Domenico Wanderlingh, pubblicato da Astoria. Il libro è un giallo ambientato nella Milano contemporanea, dove la protagonista dovrà fare i conti con due omicidi- forse sono tre- che hanno colpito la città.  Anita Landi si mette subito al lavoro per capire se quello di Luigi Cortesi e Greta Kampf è un omicidio-suicidio o qualcosa di diverso. Strano caso, la stessa sera della morte della coppia, in un’altra abitazione vicino al luogo del delitto viene ritrovato il cadavere della custode di un palazzo. La morte sembra essere stata causata da un tragico e fatale incidente domestico, ma sarà davvero così? L’ispettore Landi- ex atleta delle Fiamme Oro entrata nel corpo di polizia dopo un drammatico fatto che l’ha colpita nel personale- comincia a raccogliere informazioni e dettagli, ma da subito i colleghi iniziano a metterle i bastoni tra le ruote per escluderla da ogni cosa. Anzi, la spediscono a sistemare il caso della custode. Anita comincerà a sospettare che forse la donna non è morta per una semplice caduta in casa, ma per qualcosa d’altro. La giovane ispettrice non sarà sola in questa indagine poiché, inaspettatamente, troverà alleanza in Giacomo Valli, amministratore dei palazzi teatro dei fatti e nel suo coinquilino Francesco Gazzola, importante e stimato avvocato con la passione dei fornelli, in forte crisi d’identità. Dopo una iniziale ritrosia di Anita a fidarsi di Valli e Gazzola, i tre diventeranno un interessante e affiatato trio pronto a tutto per far luce sulla vera natura della morte della custode e per capire se essa ha qualche legame con lo strano omicidio-suicidio in via Malpighi. Anita Landi dovrà affrontare un’umanità variegata (broker ricchi e spietati, graziose anziani, necrofili, vicini di casa, giornalisti sciacalli, informatori della Polizia e agenti dei servizi segreti) che non sempre è quello che vuole far credere. Il romanzo di Wanderlingh ha una struttura dal ritmo incalzante, cinematografica, ricca di colpi di scena e imprevisti che spiazzano i protagonisti, ma anche lo stesso lettore. Interessante è la caratterizzazione dei personaggi. Anita è sì atletica, sportiva, dinamica e forte, ma dentro ha dei dolori profondi dovuti a un grave lutto che l’ha colpita da vicino e la cui dinamica non è mai stata ben definita. Questo shock personale influenza molto il suo modo di fare e anche di relazionarsi con le persone, tanto è vero che la ragazza è spesso sulla difensiva con chi non conosce, mentre la sua vita privata ed emotiva è un insieme di relazioni andate male e Anita cerca di capire il perché e il per come. Giacomo, l’amministratore dei condomini, è di una gentilezza che sembra quasi fuori tempo e luogo, in un mondo come quello di oggi dove ognuno pensa spesso solo a se stesso. Francesco Gazzola invece aveva tutto, ma qualcosa in lui si è come rotto e lo ha portato a spezzare qualsiasi tipo di relazione con il mondo esterno. “Il passato non si cancella” di Domenico Wanderlingh è un giallo ben costruito, dove ogni elemento narrativo è messo al punto giusto per creare una storia nella quale la suspense va in crescendo. Quello che è intrigante è anche la capacità di indagare l’animo e la psiche dei personaggi messa in atto da Wanderlingh, che ha creato personaggi umani con fragilità e tormenti che rendono Anita Landi e i suoi comprimari non molto diversi da noi lettori.

Domenico Wanderlingh lavora per una società di gestione del risparmio. Dopo aver autopubblicato due romanzi e un’antologia di racconti molto apprezzati sul web esordisce adesso in libreria con questa indagine poliziesca inedita.

Source: inviato dall’ufficio stampa Astoria.

Review Party: La profezia delle pagine perdute di Marcello Simoni (Newton Compton, 2021) a cura di Elena Romanello

9 luglio 2021 by
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Ci sono appuntamenti ormai irrinunciabili e attesi, ogni volta sempre di più, come quello con la saga di Marcello Simoni dedicata a Ignazio di Toledo, di cui esce in questa strana estate La profezia delle pagine perdute, nuovo capitolo della vicenda, formata ormai da linee narrative che si succedono da un libro all’altro e non da storie autoconclusive, con sempre uno o più misteri da risolvere.
All’apparenza, però, senza anticipare troppo la trama (i famigerati spoiler tanto temuti dai fan delle serie televisive) Ignazio da Toledo è uscito di scena, è morto, nel crollo di un rudere su un’isola. Suo figlio Uberto racconta questo quando, nel luglio del 1232 quando arriva alla corte di Sicilia per riabbracciare la sua famiglia.
Ma a Palermo troverà solo pericoli: sua madre è scomparsa, mentre sua moglie e sua figlia sono tenute prigioniere in un luogo segreto, sotto la tutela di Michele Scoto, l’astrologo personale di Federico II, convinto che Ignazio da Toledo gli abbia sottratto e nascosto un libro misterioso e prezioso, la leggendaria Prophetia Merlini, dove si trovano gli elementi di una spiritualità arcana come quella dei druidi.
In parallelo, una nave di pirati barbareschi ha trovato un uomo ferito e senza memoria, che si fa chiamare Al-Qalam: da quel poco che dice di sé si capisce che è una persona erudita, e la nave sta facendo una spedizione agli ordini di un crudele capitano, tra Africa settentrionale e Mar Rosso, per cercare un tesoro inestimabile, che lega Dio all’uomo, donato in tempi remoti da re Salomone alla regina di Saba, la leggendaria Arca dell’Alleanza.
Sibilla, la moglie di Ignazio e la madre di Uberto, si trova invece alle prese con uno dei peggiori nemici di Ignazio, lo spietato frate domenicano Pedro González, mentre altrove Al-Qalam comincia a ricordarsi chi era e come tornare alla sua vita precedente.
In questo nuovo libro Marcello Simoni costruisce un intreccio di nuovo appassionante, con alcuni punti di interesse particolarmente interessanti. La Prophetia Merlini diede vita ad un vero e proprio interesse occulto nei suoi riguardi, perché conteneva molti riferimenti, come ricorda il libro, alla spiritualità celtica. L’Arca dell’Alleanza è un oggetto mistico del mondo ebraico, diventata iconica in tempi moderni quando Indiana Jones ci ha raccontato la sua ricerca quarant’anni fa giusti.
Alcuni storici hanno inoltre fatto notare che anche se la cultura pop ha parlato a più riprese dei Pirati dei Caraibi, le più audaci imprese dei predoni del mare furono fatte dai pirati barbareschi nel Mediterraneo e non solo, personaggi spesso dimenticati da libri, film, fumetti e serial tv, e che grazie a Marcello Simoni rivivono in queste pagine.
Marcello Simoni conferma anche con La profezia delle pagine perdute la sua capacità di raccontare ed avvincere, oltre che di svelare lati poco noti del mondo medievale, non oscuro e buio, ma capace di contenere gli immaginari che sono giunti fino alla modernità.

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Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La profezia delle pagine perdute è l’attesissimo seguito della saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, che ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

Source: libro inviato dall’editore a scopo Review Party. 

:: L’arrivo in Cina- Lo strano caso del missionario scomparso -Le avventure del tenente Luigi Bianchi nella Cina misteriosa Volume #2 di Shanmei

6 luglio 2021 by

Cina settentrionale, rada di Taku, 29 agosto 1900

La lunga traversata era finita.

Dopo quarantadue giorni di navigazione, dove dovettero affrontare sabotaggi, tempeste, epidemie e un delitto, il piroscafo Giava era finalmente giunto nel bel mezzo del Mar Giallo.

Raggiunsero la rada di Taku all’alba del 29 agosto 1900 e l’arrivo si rivelò diverso da tutte le precedenti aspettative.

Li aspettava una folla di navi ancorate di tutte le nazionalità con la disposizione di gettare l’ancora a circa dieci miglia dalla costa sabbiosa, non potevano avvicinarsi di più.

Il basso fondale non permetteva ulteriori manovre, rendendo lo sbarco di uomini e mezzi un’impresa complicata e pericolosa soprattutto per le condizioni mutevoli del mare.

L’acqua era torbida, fatta più che altro di fango, di un colore opaco che virava dal marrone al giallo grazie al fiume Pei-ho che lì vi sfociava, il più fangoso fiume del mondo dopo lo Yang-tze.

Il tenente Luigi Bianchi osservò la flotta internazionale chiedendosi come avrebbero fatto a sbarcare. Servivano pontoni, scialuppe, vaporetti, zattere o quant’altro e loro ne erano privi, l’alto comando aveva pensato a tutto ma non a come rendere possibile lo sbarco. Il che avrebbe chiesto altro tempo e rallentato ulteriormente le operazioni, ma ormai Pechino era presa, le Legazioni liberate, un aggiuntivo ritardo non avrebbe cambiato di molto le cose. Le imprese eroiche erano spettate ad altri, a loro toccava al massimo disperdere le ulteriore sacche di resistenza dei Boxer sopravvissuti, sempre che ce ne fossero stati.

Il sergente Vincenzo Bertelli gli si avvicinò e guardò nella sua stessa direzione.

«Dunque questa è la Cina, non si vede la costa».

«Già sembra che ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti al viaggio» commentò sotto voce accendendosi una sigaretta turca.

«Non è curioso di vedere questo strano paese. Lo conosciamo solo da quello che abbiamo letto sui libri, dagli atlanti, dai racconti dei missionari e ora lo vedremo di persona, sempre che riusciremo a passare attraverso questa selva di navi. Sembra un formicaio».

«In qualche modo faremo, non sottovaluti lo spirito italico di improvvisazione».

«Ah, proprio quello ci ha messo sempre nei guai. Non mi stupirei che ci dessero l’ordine di raggiungere la costa a nuoto, e nuotare in quest’acqua color caffè latte deve essere proprio un’esperienza piacevole».

«Va andiamo a fare colazione, poi penseremo al da farsi. È sempre meglio ragionare a pancia piena».

«Non la contraddico tenente ci mancherebbe».

Il tenente Bianchi raggiunse la sala mensa e si sedette al tavolo degli ufficiali dove lo aspettava il tenente medico Maurizio Valente con l’espressione torva e corrucciata.

«Dunque Pechino è stata liberata, non arrivano che notizie di stragi e saccheggi. Anche il palazzo imperiale è stato devastato, e l’Imperatrice è fuggita. Hanno fatto anche una ridicola cerimonia celebrativa della vittoria, con fanfare e uniforme d’alta ordinanza» sbuffò scoraggiato.

«E che potevamo aspettarci, hanno colto l’occasione per dare più colore all’impresa, dopo tutto l’Imperatrice Madre sembrava essere il vero capo di questi Boxer. Volevano cacciare gli occidentali dal loro paese, se li sono trovati nelle loro camere da letto» disse Bertelli dal tavolo accanto versandosi una generosa tazza di caffè.

«Cosa ne pensa tenente Bianchi, le sembra giusto?» gli chiese Valente esasperato.

«È una manovra dimostrativa, vogliono scoraggiare ulteriori resistenze. Che non salti più a nessuno in mente di opporsi ai piani di noi occidentali. Piani economici per lo più, la Cina è un grande mercato e conviene a tutti che resti aperto».

«Sì, certo ma io parlo dei saccheggi, degli incendi, delle devastazioni…»

«Adesso che sbarchiamo lo vedremo con i nostri occhi cosa è successo, ne saremo testimoni, e potremo giudicare».

«Sempre diplomatico lei. Ma io sono un medico, io salvo vite, e queste morti inutili mi fanno arrabbiare più che rattristare. Giungono notizie di massacri di donne, vecchie  bambini. Si sono abbandonati alle peggiori scelleratezze e questo è contrario a tutte le leggi morali ed etiche. Noi non siamo dei barbari tenente Bianchi, noi apparteniamo a paesi civili, dannazione» disse Valente quasi urlando e Bertelli gli diede un colpetto sul braccio.

«Su Valente non si agiti, faccia la sua colazione, vedrà che tutto si sistemerà. Certo che noi siamo gente civile, infondo. Magari le notizie che ha ricevuto sono state pesantemente ingrandite. Sa come molti amano fare narrazioni pittoresche e colorite».

«No, Bertelli non lo penso affatto. Anzi per me hanno ridimensionato le cose. Ho paura di quello che troveremo una volta sbarcati. Ho davvero paura».

Il silenzio cadde sulla tavolata e nessuno osò parlare per parecchi minuti finchè Valente non si alzò.

«Con permesso, ma l’appetito mi è completamente passato» disse e si allontanò.

«Per me è ancora scosso per quello che è successo durante il viaggio» disse Bertelli, inzuppando un pezzo di pane in una tazza di latte.

Il tenente Bianchi annuì e sorseggiò il suo caffè ma un brutto presentimento lo colse.

Non pensava che Valente esagerasse, anche lui aveva ricevuto notizie allarmanti. Non tanto per quanto riguardava questi famigerati Boxer, ma anche per gli eccessi a cui si stavano abbandonando i loro alleati.

«Adesso pensiamo a sbarcare, poi si vedrà il da farsi» disse sovra pensiero e Bertelli annuì continuando a mangiare con appetito.

Disponibile in preordine su Amazon in digitale al costo di 2,99 Euro, data di pubblicazione 24 dicembre 2021.

:: Lo strano caso del missionario scomparso di Shanmei

4 luglio 2021 by

Cina settentrionale, rada di Taku, 1900.

Il tenente piemontese Luigi Bianchi, facente parte del Secondo Contingente Italiano inviato in Cina per sedare la rivolta dei Boxer, già protagonista di Delitto a bordo del Giava, è finalmente giunto a destinazione ma quello che trova è molto diverso da quello che immaginava. All’arrivo le Legazioni di Pechino sono già state liberate e se si aspettava di avere la possibilità di distinguersi in imprese eroiche e di mettere alla prova il suo coraggio quello che l’attende è invece uno scenario di devastazione e morte: villaggi incendiati, saccheggi, corpi insepolti di donne, vecchi e bambini cinesi. Nel silenzio irreale di questo panorama spettrale il contingente italiano avanza prima risalendo il Pei-ho fino a Tong- ku poi in treno verso Tient-sin, e sulla strada raggiunge quello che resta di una missione cristiana data alle fiamme dai Boxer. Il drappello italiano si ferma per dare soccorso e aiutare a seppellire i cadaveri e subito viene messo al corrente della scomparsa del missionario italiano padre Paolo De Michelis. Il tenente Luigi Bianchi intuisce subito che qualcosa non torna nei racconti e nelle testimonianze di quella misteriosa sparizione e inizia a indagare grazie all’aiuto del prezioso interprete cinese Davide Cheng, sua guida in questo nuovo mondo. Ma saranno davvero stati i Boxer i responsabili del “rapimento”? La scoperta del diario del missionario tra le rovine della missione sarà risolutiva nel fare chiarezza. Tra falsi testimoni, depistaggi, minacce, e difficoltà di ogni genere il tenente Bianchi sarà deciso a scoprire la verità.

Seconda novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, intrighi, giochi di spie, scambi di identità, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Dopo il racconto breve Un gioco di pazienza e la novella Delitto a bordo del Giava la prima vera indagine in Cina del tenente Luigi Bianchi ufficiale d’artiglieria piemontese al seguito della Missione Internazionale giunta in Cina per liberare le Legazioni e sedare la Rivolta dei Boxer.

In piena Belle Époque un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Data di pubblicazione in ebook 24 dicembre 2021, già in pre-ordine a un costo scontato di 2,99 Euro a questo link. Dopo la pubblicazione costerà 4,99 Euro.

Dall’8 dicembre disponibile l’edizione cartacea a copertina morbida a 10,00 Euro e per un periodo limitato l’edizione speciale deluxe da collezione a copertina rigida con tanti extra al costo di 18.51 Euro, dal 6 gennaio sarà fuori commercio.

Le malizie delle donne. Arte e potere della seduzione, Luísa Marinho Antunes, (Marietti1820) A cura di Viviana Filippini

4 luglio 2021 by

“Le malizie delle donne. Arte e potere della seduzione” è un interessante saggio di Luísa Marinho Antunes, pubblicato da Marietti1820. Il suo contenuto permette ai lettori di fare un vero e proprio viaggio dal passato (dall’età greco romana) al presente, alla scoperta di una serie di testi che hanno avuto al centro la tematica delle “malizie” e delle virtù delle donne. Quello che stupisce di questi scritti è come nel corso del tempo, nei confronti dell’universo femminile si sia scatenata una vera e propria furia con giudizi, pregiudizi, attacchi, credenze diventate popolari, preconcetti morali e religiosi sempre pronti a mettere in evidenza gli aspetti più negativi e i “difetti” del mondo femminile. Già, perché purtroppo, nel farsi della storia, le donne sono state accusate di essere cattive, malvagie, seduttrici e pronte a tutto pur di mettere in crisi gli uomini. Dai diversi testi presi in considerazione nel saggio, emerge l’immagine di femmine manipolatrici e abili nell’adattare quello che dicevano e che facevano per mettere in crisi gli uomini, per indebolirli. Ci sono anche gli scritti che evidenziavano come le donne avevano il cervello più piccolo, per tale ragione erano meno intelligenti e meno adatte a svolgere certi tipi di lavori. Logicamente l’intento di questa letteratura delle “malizie” era quello di far passare, da una parte, l’universo femminile come una dimensione piena di tentazioni e di difetti della quale l’uomo poteva cadere preda e vittima. Dall’altra, la volontà era di sminuire la donna, le sue qualità e attitudini. Non a caso era impensabile che una ragazza facesse il medico, la scienziata, l’avvocato, la pittrice o artista. Perché? Semplicemente perché si riteneva che una donna non ne avesse le competenze, le capacità,o forse, gli uomini temevano di trovare nell’altro sesso persone davvero più competenti di loro. Secondo la mentalità del passato la donna doveva essere solo moglie e madre e non pretendere di fare altro. La cosa certa che emerge da “Le malizie delle donne” della Antunes è che tra le tante le voci che hanno denigrato e messo all’angolo le donne nel corso dei secoli, inventandosi e addossando malizie spesso infondate, ci sono anche riferimenti a autori (donne e uomini) che hanno invece preso le difese e elevato la donna e il suo fare nella società. Questi scritti magari sono meno numerosi, ma il loro esserci, difendere le donne e descriverne la qualità in positivo, sono la dimostrazione che le donne sono state troppo spesso, e per troppo tempo, vittime di pregiudizi e di ignoranza da parte del mondo maschile e di una società che ha sempre cercato di metterle all’angolo. Nella realtà storica sappiamo che tante donne hanno lottato in passato e tante lo fanno ancora oggi per poter svolgere il lavoro, la vita che amano, per affermarsi nella società e avere rispetto, dimostrando che non solo le cose le sanno fare ma, in certi casi, lo fanno pure meglio degli uomini. Prefazione di Daniela Marcheschi.

Luísa Marinho Antunes, specialista di letteratura comparata, è docente all’Università di Madeira, in Portogallo, e membro del Centro de Literaturas e Culturas Lusófonas e Europeias dell’Università di Lisbona.

Daniela Marcheschi, critico letterario e docente di letteratura italiana e scandinava, ha curato i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari.

Source: richiesto dal recensore. Grazie all’ufficio stampa 1A Comunicazione.

:: Trentino di Guido Laino (Morellini 2021) a cura di Giulietta Iannone

3 luglio 2021 by

Perché non scegliere l’Italia quest’anno come meta delle vacanze estive per un turismo responsabile e low cost? E se come me prediligete la montagna al mare c’è un territorio che fa al caso vostro: il Trentino, ricco di borghi tipici, chiese, castelli, fortificazioni, fonti termali e natura incontaminata. Quando ho letto che Morellini ne avrebbe fatto una guida mi sono detta che non potevo perderla e così ora che la sfoglio sono davvero contenta di aver trovato il tempo per leggerla. Non sono mai stata in Trentino, ogni tanto vedo la pubblicità in televisione ma immaginavo che oltre il marketing ci fosse molto altro e non sono stata delusa. La guida, scritta da Guido Laino per la collana Insider (si può scaricare anche una versione interattiva con una semplice applicazione) è di facile consultazione e ricca di foto a colori dei posti più insoliti e interessanti. Non conoscevo per esempio la storia del Simonino, piuttosto tragica a dire il vero ma singolare legata alla comunità ebraica di Trento, come non conoscevo la leggenda dell’aquila di pietra. L’autore inserisce infatti inserti storici e di colore locale che arricchiscono il testo in cui non mancano indicazioni su dove mangiare, o dormire, o fare shopping. Se poi amate fare trekking troverete sentieri, itinerari escursionistici di pregio ideali per chi predilige il contatto diretto con la natura. Potrete scoprire il Trentino gastronomico e come affrontare una vacanza con i bambini, perché si è molto investito per il turismo per famiglie. La guida è divisa in sei parti: un introduzione, Trento, Verso Bolzano, Verso Bassano, Verso Verona, e Verso Brescia. Ognuno può così creare il suo itinerario, seguendo le facili indicazioni della guida. Può organizzare una vacanza invernale nei centri sciistici, ma credo che il suo meglio lo dia in estate tra cascate, laghetti alpini, e panorami mozzafiato. Poi non potete perdervi le Dolomiti, patrimonio Unesco, e la leggenda del re degli gnomi Laurino e il suo giardino delle rose. Ecco sfogliando questa guida scoprirete tante cose curiose, oltre che i bellissimi scenari naturali di cui questa regione è ricca. E le specialità dalla grappa trentina alle mele della Val di Non (curioso l’aneddoto legato a Tolstoj). Insomma se decidete di partire per il Trentino, zaino in spalla e scarponcini comodi, procuratevi questa guida indispensabile, che vi consiglio senza esitazione. Buone vacanze!

Guido Laino ha studiato letteratura fino al dottorato di ricerca (in contemporanea nordamericana), poi ha cominciato a dedicarsi a tempo pieno al lavoro culturale e artistico ed è libero professionista dal 2008. È attivo in molti e diversi ambiti, dalla scrittura al teatro, dal cinema alla divulgazione; si occupa di processi culturali condivisi e di progettazione e scrittura collettiva di eventi e spettacoli. Nel corso degli anni ha collaborato in territorio trentino con molti diversi enti, istituzioni, musei e associazioni.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Francesca dell’Ufficio Stampa Morellini.

I classici del giallo della British Library per Vallardi, a cura di Elena Romanello

2 luglio 2021 by

L’editore Vallardi propone una nuova collana per gli amanti di uno dei generi più popolari, il giallo, intitolata appunto I classici del Giallo della British Library.
L’iniziativa fa parte di un progetto che coinvolge oltre venti Paesi, che propone una serie di libri in tema, scelti dalla British Library, una delle più importanti istituzioni letterarie del mondo, ed è l’occasione per scoprire nuove voci, magari del passato.
Si parte con Delitto in Cornovaglia di John Bude, vissuto tra il 1901 e il 1957, uno dei più prolifici autori di quella che viene chiamata l’epoca d’oro della narrativa poliziesca. Il reverendo Dodd è il vicario di Boscawen, un tranquillo villaggio sulla costa della Cornovaglia, e passa le sue serate leggendo storie gialle davanti al focolare. Un giorno Julius Tregarthan, un magistrato del posto riservato e scontroso, viene ritrovato morto con una pallottola in testa. La polizia brancola nel buio e il reverendo Dodd è pronto a mettere al servizio della giustizia la sua passione per le indagini criminali e i delitti.
L’altro libro proposto per iniziare è  L’assassinio di Lady Gregor. Un mistero scozzese di Anthony Wynne, vissuto tra il 1882 e il 1963, medico e autore di gialli. Il libro con cui si può iniziare a scoprire questo autore è considerato uno dei migliori esempi del mistero della camera chiusa, e porta a Duchlan, uno dei classici castelli tetri e minacciosi delle Highlands scozzesi. Qui una notte viene trovata uccisa Mary Gregor, pugnalata a morte in camera, con la stanza chiusa dall’interno e le finestre sbarrate. L’unico indizio è una scaglia di pesce d’argento sul pavimento. L’ispettore Dundas viene mandato a investigare, e si trova a dover indagare su un caso sempre più complesso, dove si aggiungono altri omicidi, sempre impossibili da spiegare. Ma con l’aiuto del detective dilettante Eustace Hailey capirà cosa sta succedendo.

L’uomo che ride di Victor Hugo a fumetti per Edizioni NPE a cura di Elena Romanello

2 luglio 2021 by

uomocherideQuando si sente il nome di Victor Hugo, tutti pensano in automatico ai suoi due libri più celebri, I miserabili Notre Dame, ma in realtà lo scrittore e attivista francese ottocentesco fu autore di varie altre opere interessanti, come L’uomo che ride.
Le edizioni NPE propongono una graphic novel che adatta questo romanzo, sceneggiata da David Hine, disegnata da Mark Stafford e tradotta da Gloria Grieco.
Nell’Inghilterra a cavallo tra Sei e Settecento, più ricca di ombre che di luci, un ragazzo orfano dall’aspetto mostruoso e dall’animo nobile si guadagna da vivere portando in scena la propria sofferenza e diversità. Il suo volto è infatti sfigurato da una mutilazione che lo costringe ad una maschera di eterno riso. Un giorno, grazie ad una bottiglia restituita dal mare si scopriranno le sue vere origini e le contraddizioni di una società corrotta che vede come sempre nel diverso qualcuno da discriminare.
Nelle pagine della graphic novel, fedele allo spirito del romanzo, emerge una storia di umanità, amore e denuncia sociale, in un mondo dove pochi ricchi opprimono troppi poveri:  il libro di Victor Hugo fu trasposto al cinema nel 1928, con grande successo, e il personaggio di Gwynplaine è un fratello di penna di Jean Valjean e di Quasimodo, rifiutato dalla società ma desideroso comunque di vivere e di dare qualcosa al mondo.
Il personaggio di Gwynplaine ispirò la figura del Joker, la nemesi di Batman, cattivo tragico e surreale, che ha saputo vivere mille vite ed avere mille volti. Ma il protagonista de L’uomo che ride ha altre sfumature di carattere e altre vicende, che rivivono nella graphic novel di Edizioni NPE.

:: I 100 anni di Frédéric Dard

29 giugno 2021 by

Il 29 luglio del 1921 nasceva a Bourgoin-Jallieu (Isère) Frédéric Dard, per i più il padre di Sanantonio, con cui firmava una delle serie di poliziesco umoristico (altamente politicamente scorrette) più amate in Francia, ma non solo. E Dard non scrisse solo Santantonio ma innumerevoli romanzi, dal noir alla spystory, che lo fecero gareggiare per prolificità forse solo con Simenon, tra l’altro suo grande amico. In questi anni c’è una vivace riscoperta delle opere di Dard (soprattutto quelle slegate al ciclo sanatoniano) e il suo centesimo anniversario dalla nascita cade proprio in questo clima di revival. Anche in Italia Rizzoli ha ripreso da qualche anno a pubblicare i suoi romanzi (fino adesso Gli scellerati, Il Montacarichi, I bastardi vanno all’inferno, tutti recensiti su questo blog) e in Francia in questi giorni ci sono grandi celebrazioni. Per quanto accostato a Simenon, Dard resta un autore originale e particolare con stile e tematiche sue proprie. È difficile stabilire il numero esatto dei romanzi che ha scritto, perché dispersi in tanti pseudonimi diversi di cui forse anche lui si era dimenticato l’esistenza, non è avventato pensare che nei prossimi anni si possano riscoprire anche sue opere perdute. Dard scriveva narrativa popolare, ma questo non l’ha mai fermato dallo sperimentare e dall’inventarsi una lingua (come fece brillantemente con Sanantonio). Insomma piaceva sia al lettore colto e sofisticato che al lettore con meno pretese, perché sapeva stupire, divertire e incantare con la sua bravura. Resta un autore interessante e capace di attraversare le generazioni senza perdere né in smalto né in modernità. Buon compleanno Dard!

Oscar Draghi presenta il Ciclo del Principe Corum di Michael Moorcock a cura di Elena Romanello

29 giugno 2021 by

978880473563HIG-333x480Dopo aver raccolto la saga di Elric di Melniboné, Oscar Draghi presenta un altro celebre ciclo narrativo di Michael Moorcock, quello del Principe Corum.
Come Elric, anche Corum è un anti eroe tragico, in un mondo senza speranza, un Vadhag, erede di una stirpe aliena longeva, priva di emozioni, dedita allo studio e alla contemplazione, che mai vorrebbe dover combattere contro qualcosa o qualcuno.
Nel mondo in cui vive Corum i Madben, gli esseri umani, feroci e schiavi delle passioni, hanno ormai sottomesso gli altri abitanti: Corum vaga cercando qualche suo simile superstite e la moglie, con cui vorrebbe perpetrare la sua stirpe, ma presto si accorge di essere l’ultimo dei Vadhag, e questo lo spingerà a cercare vendetta, venendo meno alla sua indole pacifica e meditativa.
Questa volta Michael Moorcock, mescola elementi del fantasy con altri della fantascienza, con il tema sempre attuale dell’alieno fuori posto, non più invasore ma vittima di altri, degli esseri umani, i veri cattivi, in una visione del mondo senza speranza ma molto interessante, in cui si capovolgono archetipi per nuove storie e universi da raccontare.
Mentre Elric è stato comunque riproposto negli anni varie volte, oltre ad avere avuto anche una trasposizione fumettistica, Corum è assente da parecchio dalle librerie del nostro Paese, e questa è senz’altro un’ottima occasione per recuperare un’opera interessante, che si inserisce nella narrativa di genere fantastico per un pubblico adulto. Una prova dell’autore inglese Michael Moorcock, classe 1939, considerato da decenni una delle migliori voci vivente di un genere che riesce sempre a reinventarsi e ad inventare nuovi mondi da scoprire.