:: Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy mi rincorre da molto tempo a cura di Andrea D’Angelo

30 luglio 2018 by

Il dio delle piccole cose di Arundhati RoyIl dio delle piccole cose di Arundhati Roy mi rincorre da molto tempo. Questo titolo imponente mi colpì la prima volta all’età di dieci anni. Lo vedevo osservarmi di rimando, stampato in rilievo sulla sua copertina rossa, decorata con tanti piccoli pavoni senza profondità, di un’edizione SuperPocket a sole 7900 Lire. Ci misi tra anni per superare quel timore reverenziale e decidermi ad aprirlo. Quando però lo andai a cercare era sparito.
L’ho ritrovato qualche mese fa, in un cassetto dimenticato a casa dei miei.
Il dio delle piccole cose è una grande costruzione narrativa e una grande opera di sincretismo. Riunisce in sé forme della letteratura europea e temi profondamente indiani, giocando più volte con le prospettive.
Mette in scena il decadimento di una ricca famiglia indiana di Ayemenem, inquadrandola nei passaggi delle sue ultime tre generazioni. È un romanzo familiare ad ampio respiro. Inquadra un preciso momento storico della società indiana, ma allo stesso tempo riflette sulle più profonde strutture della sua cultura. Descrive l’India dalla fine degli anni 60 agli inizi degli anni 90, ma anche l’India senza tempo. Il dio delle piccole cose è un Buddenbrook di Thomas Mann o un Os Maias di Eça de Queiroz. Organizza col suo linguaggio immaginifico e volutamente naïf la ricostruzione di un puzzle che restituisce l’immagine di una realtà universale e particolare.
È un libro dal messaggio complesso e profondo, in cui ogni personaggio ha sempre il ruolo sia di vittima che di carnefice. I gemelli Estha e Rahel sono vittime di un padre ubriacone, vittime di molestie e dell’abbandono, ma sono anche bugiardi al punto da portarsi una morte sulla coscienza per il resto della vita. La loro madre, Ammu, è l’artefice della più grande delle colpe: non si attiene ai limiti delle convenzioni sociali, condannando la famiglia alla distruzione.
Arundhati Roy non giudica apertamente l’ingiustizia, ce la presenta semplicemente davanti agli occhi a cose fatte. Elaborare quella sensazione di amaro in bocca è un lavoro che viene lasciato completamente al lettore.
Sono felice di aver ritrovato Il dio delle piccole cose in età adulta, è un testo a cui non sarei stato pronto se l’avessi letto prima.

Arundhati Roy è una scrittrice indiana e un’attivista politica impegnata nel campo dei diritti umani, dell’ambiente e dei movimenti anti-globalizzazione.
Nel 1997 ha vinto il Premio Booker col suo romanzo d’esordio, Il dio delle piccole cose (The God of Small Things). Il suo secondo romanzo, a 20 anni dal precedente, si intitola Il ministero della suprema felicità (The Ministry of Utmost Happiness) ed è uscito in contemporanea in Italia, USA e Regno Unito nel giugno 2017. (Fonte Wikipedia).

Source: libro del recensore.

:: Una ragazza inglese di Beatrice Mariani (Sperling & Kupfer 2018) recensione a cura di Marcello Caccialanza

30 luglio 2018 by

Una ragazza ingleseUna ragazza inglese”, l’ennesima fatica letteraria di Beatrice Mariani, edito da Sperling & Kupfer, costo al pubblico euro 16.90, è un piacevole romanzo di sentimento che descrive in maniera alquanto appassionata ed avvincente quell’amore a tutto tondo, che riempie i cuori di emozioni complicate e allo stesso modo trasognanti. È senza ombra di dubbio una sorta di corrispondenza di amorosi sensi che non conosce confini! Una sorta di viaggio intimo sempre vivo che conduce l’individuo stesso in quel labirinto segreto di magie parallele che trasportano in una dimensione quasi irreale di sogni e percezioni tutte ancora da dipanare per essere vissute a pieno e ben comprese!
La protagonista di questo mitico viaggio all’interno dell’emozionalità umana è la giovane Jane, una allegra fanciulla inglese, fresca di diploma, che decide di trascorrere le sue meritate vacanze estive nella città di Roma, in qualità di bambinaia presso una famiglia assai benestante e di alto rango. Proprio lei avrà dunque l’oneroso compito di occuparsi dell’irrequieto erede di famiglia.
Qui Jane, inaspettatamente, fa la conoscenza dello zio del bambino, all’anagrafe Edoardo Rocca, un uomo d’affari, tanto di bell’aspetto quanto misterioso, di cui la stessa sprovveduta si innamora perdutamente, nonostante Edoardo Rocca sia molto più grande di lei.
Ma si l’amore quando bussa, esige una brusca presa di posizione, senza se e senza ma, e così Jane si butta a capofitto, senza salvagente, in quel turbinio di passioni avvolgenti ed irrinunciabili.
Però Edoardo Rocca non è un tipo chiaro e manifesto; nasconde un segreto che potrebbe in un certo senso turbare e allo stesso tempo compromettere quella meravigliosa storia d’amore nascente.
Si legge molto volentieri perché ben scritto e ben strutturato. La trama ti prende con caparbietà, e ti accompagna, con maestria, nei meandri oscuri di tutti quegli accorgimenti narrativi, ben utilizzati dalla stessa autrice del testo, che hanno l’oneroso compito di mostrarti il dipanamento ultimo di tutti quei sottili meccanismi psicologici che minano e fanno crescere il forte legame d’attrazione tra Jane ed Edoardo Rocca.

Beatrice Mariani è nata a Roma, dove vive con il marito e i due figli. Laureata in Scienze Politiche, lavora da sempre nell’ambito della ricerca e della comunicazione. Questo è il suo primo romanzo. http://www.beatricemariani.it

Source: libro del recensore.

:: Lo Sconosciuto di Magnus (Mondadori 2018)

30 luglio 2018 by

MagnusLo Sconosciuto di Magnus è un fumetto nato a metà degli anni ’70, ancora carico di una potenza narrativa davvero sconcertante. Non sono fumetti per “ragazzi” per intenderci, questa forma artistica è sicuramente indirizzata a lettori adulti, smaliziati e con un certo pelo sullo stomaco. Sono fumetti con alcune controindicazioni, che non ne inficiano però la carica anarchica, sovversiva e straniante. Magnus disegna il male, e lo fa in modo realistico e senza filtri. L’eroe, perché sì c’è un eroe al centro di queste storie Unknow, è un uomo solo, tormentato dal passato, circondato da vecchie pessime conoscenze, che cerca di andare avanti, sopravvivere a se stesso e al passato. Niente più di questo. Che Magnus sia stato il maestro di tanti è indubbio, echi della sua poetica narrativa sono presenti in quasi tutta la narrativa d’azione (non solo fumettistica) uscita dagli anni ’70 ad oggi in Italia. E’ moderno, sporco, cattivo, può fare male. Anche se la vita è così, la fotografa e ce la mostra in bianco e nero sotto gli occhi. I cattivi sono veri cattivi, non cattivi d’operetta, fanno male, agiscono male, pensano male. Le scene di violenza sono “nere”, non una caricatura anestetizzata di cosa è il male. Immagino che in Italia, quando uscì destò scompiglio in una società abbastanza borghese, provinciale e tradizionalista tuttavia Lo Sconosciuto ne fotografa le derive più oscure, più nascoste e ci lascia riflettere su ciò che siamo, su cosa stiamo diventando. Non credo di aver letto mai niente di così destabilizzante. Ringrazio Anna di Mondadori che me l’ha mandato, in edizione cartacea da collezione. Ci sono 12 storie, una più nera dell’altra. Non credo rispecchi appieno il mio gusto, ma non posso negare che alcune tavole sono di una forza che ti trasporta nell’azione e infrange l’indifferenza o la separazione tra lettore e opera artistica. Magnus aveva un talento mostruoso. Mentre andavo avanti ripetevo “terribile”, “terribile” e non come modo di dire. Prima di ogni storia è segnalato dove e quando uscì per la prima volta, ogni storia è stata rielaborata dall’autore stesso per l’ edizione che uscì per la prima volta nel 1985. Buona lettura ai coraggiosi che si cimenteranno. Pagine: 414 pagine, illustrato, rilegato.Introduzione di Diego De Silva. Postfazione di Fabio Gadducci.

Magnus, pseudonimo di Roberto Raviola (Bologna, 31 maggio 1939 – Imola, 5 febbraio 1996), è stato un fumettista italiano. È considerato uno dei più grandi artisti italiani nel campo del fumetto.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Anna dell’ Uficio stampa Mondadori.

:: Nyx e altre poesie di Catherine Pozzi, curato e tradotto da Claudia Ciardi (Via del Vento Edizioni 2013) recensione a cura di Daniela Distefano

30 luglio 2018 by
Nyx -Pozzi 1

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Ave
Altissimo amore, se accadrà che muoia/
senza aver saputo dove vi possedevo,/
in quale sole era la vostra dimora,/
in quale passato il vostro tempo, in che ora/ vi amavo,/
altissimo amore, che la memoria superate,/
fuoco senza dimora da cui l’intero mio giorno ho tratto,/
in che fato solcavate la mia storia,/
in qual sogno la vostra gloria s’immaginava,/
o mia costante…
Quand’io per me stessa sarò perduta/
e sull’infinito abisso spartita,/
infinitamente, quando spezzata sarò,/
e il presente che m’avvolge/
avrà tradito,/
dall’universo in mille corpi infranta/
di mille istanti non ancora raccolti,/
di cenere nei cieli fino al nulla stacciata,/
per una strana stagione testimoniate/
un solo tesoro/
il mio nome testimoniate e la mia effigie/
di mille corpi trascinati dalla luce,/
viva unità senza nome e senza volto,/
cuore dell’anima, oh centro del miraggio,/
altissimo amore.

1 luglio 1928- gennaio 1929

Se le parole trapuntano l’anima di chi le concepisce è anche vero che non è grazie ad esse che conosciamo la parabola di un essere umano: questa poetessa è stata tanto fortunata nella fecondità poetica, quanto vittima di un destino impietoso. Catherine Pozzi è nata a Parigi il 13 luglio 1882, figlia di Samuel Pozzi, celebre chirurgo. Il raffinato ‘salotto’ dei genitori in place Vendome ospita alcuni dei maggiori intellettuali che occupano il panorama francese. Un nome per tutti? Proust. Questa atmosfera favorirà la sua iniziazione letteraria, assorbendo gli influssi del Simbolismo, gli effluvi di un’epoca che ruggisce nei suoi vagiti sperimentali. Dal matrimonio con Edouard Bourdet, nasce un figlio maschio. Poi Catherine si innamora di André Fernet, giovane scrittore che morirà in un duello aereo nel’16. Il 17 giugno 1920 incontra Paul Valéry, e per lei è amore a prima vista. I due iniziano una burrascosa relazione, durata tra alti e bassi fino al ’28. Alle soglie degli anni’30 il consumo di oppiacei per lei è pressoché quotidiano. Catherine è una donna segnata dalla ricerca di una corrispondenza del proprio sé nel mondo e negli altri. Muore il tre dicembre del ’34. La sua è una costante ricerca del pieno, per colmare il vuoto di uno spirito indomito e sofferente. Non si arrende e continua a scavare, a perforarsi, ma traballa, si concede al crollo fisico e poi vince la morte con questi versi, gli ultimi del suo percorso terreno:

Nyx-Pozzi 2

…Non so perché muoio e annego/
prima di entrare nell’eterna sosta./
Non so di chi sono la preda,/
non so di chi sono l’amore.

Da Nyx
5 novembre 1934

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Fabrizio Zollo de “Via del Vento Edizioni”.

:: 13 anni dopo di Kerry Wilkinson (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

30 luglio 2018 by
13 anni dopo

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Stoneridge, una piccola cittadina inglese dove di solito nulla accade. Dove tutti si conoscono e il diverso, l’insolito, vengono additati e marchiati a fuoco. A vita. Impossibile scappare da lì, ci si sente accerchiati anche se desiderosi di scoprire altro.
Olivia ritorna a casa, dopo tredici anni. Era scomparsa nel nulla a soli sei anni. Stava giocando in giardino, il padre era in casa e poi il nulla. Sparita. Rapita? Chi è il colpevole? Quante sono le mancanze o le sviste legate all’indagine che la riguarda? Chi ha delle responsabilità?
Da quel giorno solo sofferenza e dolore, alternati. La forza di voler scoprire la verità e lo struggimento di non poter piangere nemmeno su dei piccoli resti. Il vuoto, il silenzio. La ricomparsa di Olivia è un colpo al cuore, tutto viene rimesso in discussione. La madre alterna momenti di felicità ad altri di angoscia. Ha paura a riabbracciarla ma non vuole perderla di nuovo. Che fare?
Olivia Adams deve ricostruire ciò che ha perso, a partire da se stessa. Fatica a raccontare di sé, non sa da dove cominciare. O forse sì. La sua persona e la sua storia sono sulla bocca di tutti, la comunità è piccola ed è complicato andare in giro normalmente senza sentirsi osservati. C’è curiosità, ma anche il gusto macabro di scoprire i particolari di una vicenda che ha troppe ombre. C’è il desiderio di ritrovare le amicizie perdute e di ricomporre un puzzle al quale mancano alcuni pezzi importanti. Perché di giorno le cose assumono un aspetto prevedibile, di notte si trasformano in pericolose. Qualcuno osserva Olivia, è diffidente, è strano. Qualcuno la protegge, perché non vuole perderla. Qualcuno insinua dei dubbi e delle perplessità. Perché?
13 anni dopo è un thriller volta pagina, scritto su due piani temporali diversi ma strettamente collegati. Due storie in una che si intrecciano e portano ad un finale decisamente azzeccato. Due storie, dicevo, legate alla ricerca di sé, all’amore genitoriale e alle bugie. Perché non tutto può essere raccontato, anche se ha una motivazione precisa.
Buona la traduzione, seppur con qualche imprecisione. Da leggere.

Kerry Wilkinson è uno scrittore di thriller diventati bestseller in Inghilterra, America, Canada, Sud Africa, Singapore e Australia, con un milione di copie vendute nel mondo. È originario del Somerset, ma ha passato gran parte della sua vita nel nord dell’Inghilterra. Quando è a corto di idee per scrivere, va in bicicletta o inforna dolci. 13 anni dopo è il primo libro pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Per saperne di più visitate il suo sito: kerrywilkinson.com

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Notturno metropolitano di Alessandro Bastasi (Fratelli Frilli Editori 2018) a cura di Nicola Vacca

30 luglio 2018 by
Notturno metropolitano

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Il commissario Davide Ferrazza è alle prese con un caso complicato. In una Milano notturna si consumano crimini atroci.
Notturno metropolitano è il nuovo noir di Alessandro Bastasi. Un altro avvincente capitolo in cui lo scrittore mette a fuoco questo nostro tempo che sembra non sfuggire all’escalation di una violenza che non conosce tregua.
Dopo Era la Milano da bere e Morte a San Siro, arriva Notturno metropolitano e Alessandro Bastasi continua il suo viaggio nel cuore della notte milanese, dove la cronaca nera impazza e sull’asfalto lascia vittime.
Cosa si nasconde dietro la morte del brigadiere Tarantino e di sua moglie? Davide Ferrazza si trova nel bel mezzo di una bufera con un caso di omicidio che nasconde altri risvolti che lo porteranno a indagare nella direzione di personaggi insospettabili.
Bastasi porta il lettore nella realtà della Milano criminale, ne racconta gli aspetti più cruenti.
Nel cuore di una Milano violenta, notturna e avvolta nell’oscurità surreale di un gelido gennaio, si svolgono i fatti del romanzo e il commissario e alle prese con una reste complessa di crimini collegati con l’omicidio del brigadiere e di sua moglie che lo porteranno a essere coinvolto in una serie di vicende che avranno a che fare con organi dello Sato reticenti e lo spaccio di droga.
Anche questo come i precedenti è un noir a sfondo politico. In una Milano che da tempo ha smesso di essere capitale morale, Alessandro Bastasi è abile nell’intrecciare un racconto avvincente in cui la verità non esiste, esistono solo i punti di vista.
I colpi di scena sono numerosi, la narrazione è incalzante, i personaggi sono calzanti alla serie di eventi che si susseguono nella soluzione del caso.
Al centro come sempre c’è Milano città metafora di una decadenza tutta italiana.
Notturno metropolitano è un romanzo nero e duro che racconta anche la deriva di questo nostro paese. Un noir sociale e politico. Un altro tassello fondamentale della produzione letteraria di Alessandro.

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. A 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora. Con un passato di attore teatrale, a Venezia aveva recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri. Ha continuato in seguito a calcare le scene, ultima partecipazione nell’atto unico Virginia (2010) di Giuseppe Battarino e altri. Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (Sipario, La Ribalta), per il periodico “Fronte popolare” e per il quotidiano “La sinistra”. Tra il 1990 e il 1993 vive a Mosca. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli danno materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella capitale russa. In seguito pubblica: 2010 – La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice) 2011 – Città contro (romanzo, Eclissi Editrice) 2012 – Ologrammi (racconto, MilanoNera Edizioni) – La caduta dello status (racconto, quotidiano Il Manifesto) – Cronaca di un’apocalisse annunciata (racconto, nell’antologia Cronache dalla fine del mondo, Historica Edizioni) 2013 – La scelta di Lazzaro (romanzo, Meme Publishers editore) 2014 – Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore). 2016 – Era la Milano da bere (romanzo, Fratelli Frilli Editori) 2017 Morte a San Siro (romanzo, Fratelli Frilli Editori) Altri racconti sono presenti in vari siti letterari.

La Forza sia con voi di Paolo Gulisano e Filippo Rossi (Ancora, 2017) a cura di Elena Romanello

25 luglio 2018 by

20170919-laforzasiaconvoi-coverSono passati ormai quarant’anni dall’uscita nei cinema di tutto il mondo del primo film di Star Wars, noto qui in Italia come Guerre stellari, titolo con cui gli over 40 continuano a chiamare la serie.
Anche nel nostro Paese escono ormai per fortuna saggi sui fenomeni dell’immaginario nerd, e La Forza sia con voi: Storia, simboli e significati della Saga di Star Wars, lavoro a quattro mani dei due esperti Paolo Gulisano e Filippo Rossi si inserisce nel filone, dimostrandosi uno degli studi più esaurienti e completi su un microcosmo che è ancora ben lontano dall’essere finito, visto che è in corso di uscita la nuova trilogia e altri film seguiranno.
Star Wars  è stato definito da molti fantascienza, ma, come ricordano i due autori in realtà ci siamo trovati di fronte ad un’opea in cui confluiscono il mito, l’epica, l’avventura, la fiaba, i richiami alle culture orientali. Nelle pagine del libro viene fuori il mondo di Luke e Anakin Skywalker, figlio e padre dai destini opposti ma complementari, dei loro amici, alleati e antagonisti, nelle varie fasi della storia di film che sono diventati il punto focale di un marketing multimediale, il primo in Occidente, oltre che una vera e propria epica  contemporanea.
Un universo complesso e affascinante, quello creato da George Lucas, una lotta per la libertà contro un potere totalitario che ricorda tanto i totalitarismi del Novecento, una serie di avventure, un confronto con l’altro e il diverso, un percorso di emancipazione della donna, un inno all’amicizia ma anche un omaggio alle filosofie orientali, al cinema di Akira Kurosawa, all’avventura in tutte le sue forme.
I due autori scendono in profondo nell’analisi dei film, raccontando tutte le simbologie che ci sono, mettendo al centro il tema fondamentale, gli errori dei buoni, i cavalieri Jedi, perché in realtà il loro ruolo è molto ambiguo ed è alla base dell’affermazione del lato oscuro della Forza. Paolo Gulisano e Filippo Rossi non dimenticano inoltre di fare paralleli con altre famose saghe dell’immaginario, a cominciare da quella del Signore degli anelli di Tolkien.

Provenienza: libro preso in prestito dalla biblioteca Riccardo Valla del Mufant, Museo del fantastico di Torino, a cui è stato donato dagli autori che ringraziamo.

Paolo Gulisano è nato il 27 maggio 1959 a Milano e vive a Lecco. È autore di una trentina di libri e la sua produzione ha trattato tutti i maggiori autori e argomenti della narrativa dell’immaginario, in particolare J.R.R. Tolkien, cui ha dedicato il saggio Tolkien. Il mito e la grazia e altri volumi su diversi aspetti del mondo della Terra di Mezzo. Si è occupato anche di C.S. Lewis, G.K. Chesterton, J.M. Barrie e il suo Peter Pan, Herman Melville e il suo Moby Dick. Ha scritto di Oscar Wilde, J.H. Newman e, come studioso della cultura celtica, è andato alle radici dei miti arturiani e delle leggende irlandesi. È autore di studi sulla Scozia, l’Irlanda e su temi religiosi di questi Paesi. Collabora con riviste, siti web, radio. Ha fondato ed è vicepresidente della Società Chestertoniana italiana.

Filippo Rossi Detto “Jedifil”, è nato il 14 febbraio 1971 a Rovigo e vive a Trieste. È uno dei massimi esperti di Star Wars. Oltre a essere ideatore e Presidente di Yavin 4 – il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza (www.yavinquattro.net) – ne dirige e realizza l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come Miglior fanzine italiana di Science fiction. Ha supervisionato per Mondadori la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars:  Guerre Stellari/Una nuova speranza (1977),  L’Impero colpisce ancora (1980) e  Il ritorno dello Jedi (1983). Fa parte del gruppo tolkieniano Éndore.

Harry Potter in mostra a Milano

25 luglio 2018 by

516C’è tempo fino al 9 settembre per visitare a Milano alla Fabbrica del Vapore Harry Potter The Exhibtion, mostra dedicata ad uno dei più grandi fenomeni dell’immaginario fantastico contemporaneo, letterario prima e cinematografico dopo: l’evento infatti festeggia i vent’anni dalla pubblicazione del primo libro ed è l’unica tappa nel nostro Paese di una esposizione che ha già toccato varie città all’estero.
La mostra parte da come il mondo di Harry Potter è stato visto negli otto film usciti tra il 2001 e il 2011, con spezzoni proiettati su maxi schermi e la ricostruzione dei set con i luoghi simbolo come la capanna di Hagrid, il negozio degli scherzi magici di Fred e George Weasley, la Foresta proibita, il dormitorio di Grifondoro a Hogwards, il treno e la serra di Erbologia con le famose e famigerate mandragole.
Nelle varie sezioni sono presenti oggetti, copie dei libri, locandine, foto di scena e altro materiale proveniente dai set originali, per un tributo ad un mito del nostro tempo, raccontando quello che è stato uno dei più grandi sforzi produttivi e recitativi del cinema anglosassone.
Infatti la serie di Harry Potter ha lanciato nel mondo della Settima Arte alcuni giovanissimi e giovanissime, che  si stanno rivelando i volti di riferimento per la generazione dei Millenials, ma ha fatto conoscere ad un pubblico molto vasto i grandi nomi di cinema e teatro inglese, come Maggie Smith, Kenneth Branagh, Ralph Fiennes, Emma Thompson e il compianto Alan Rickman.
Lo spazio di via Procaccini 4, un’area ex industriale recuperata per attività culturali e eventi, racconta quindi in 1600 metri quadrati un mondo fantastico che ha avvicinato tanti giovanissimi e non alla letteratura e ad un cinema capace di coniugare intrattenimento e qualità, con un percorso interattivo, con tanto di smistamento iniziale e poi partecipazione a tanti momenti, partita di Quidditch compresa.
La mostra ha anche il suo bookshop con gadget, locandine, cartoline e tanti libri, sia i romanzi che i vari volumi che sono usciti negli anni sui film.
Harry Potter The Exhibtion  è aperta il lunedì dalle 15 alle 22, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 22, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 23. E’ possibile acquistare il biglietto al momento ma si consiglia di farlo o on line o nei punti vendita di Viva Ticket. Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale.

:: Free Book #Giveaway: Le Bestie – Kinshasa Serenade di Lorenzo Mazzoni

24 luglio 2018 by

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Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.
Mentre il paese sta per precipitare nella guerra civile, un medico inglese, la sua giovane e avvenente compagna, un losco individuo dei Servizi segreti sudafricani e un giornalista freelance disilluso e allucinato, portano avanti la loro esistenza rinchiusi a Gombe, il quartiere dei ricchi.
Fra feste, echi di una guerra sempre più vicina, tradimenti, traffici di diamanti e di organi umani, le giornate di questi personaggi vanno avanti, intrecciandosi e scontrandosi, fino all’inquietante e drammatico finale, quando la guerra “arriva ovunque”.
Un romanzo di forte denuncia, con sfumature da spy-story classica.

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006), Ost, il banchetto degli scarafaggi (Edizioni Melquìades, 2007), Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista (fotografie di Marco Belli; edizione bilingue italiano/romeno; Lite Editions, 2012). E’ il creatore dell’ispettore Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Momentum Edizioni) Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico (2011; Premio Liberi di Scrivere Award) e Malatesta. La Tremarella (2012). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su “Il manifesto”, “Il Reportage”, “East Journal”, “Il reporter” e “Torno Giovedì”. Cura la collana internazionale Atlantis per la casa editrice Lite Editions.
Collabora a “Il Fatto Quotidiano”.

Ecco il libro scelto per il giveaway estivo: una copia cartacea di Le Bestie di Lorenzo Mazzoni messa gentilmente a disposizione dall’ autore che ringraziamo.

Come si partecipa?

E’ semplice: commentando questo post e scrivendo cosa vi viene in mente sentendo parlare di Africa. Tra tutti i partecipanti verrà estratta copia del libro più alcuni adesivi di Liberi.

Alcune regole:

  • Possono partecipare a questo giveaway tutti i lettori di Liberi (maggiorenni) residenti in Italia (non effettuerò spedizioni all’estero).
  • Si partecipa commentando questo post e rispondendo alla domanda secondo le modalità sopra riportate.
  • Nessun acquisto è necessario. Ogni persona può partecipare con un solo commento.
  • Il libro è messo a disposizione dall’ autore nell’edizione (ormai rara) 1° Edizione gennaio 2011 momentum, io mi occuperò della spedizione.
  • Il vincitore non è obbligato a recensire il libro. Ma se poi vuole lasciare un commento, sempre a questo post sarà molto gradito, come una foto che dimostra che l’ ha ricevuto. Se lo recensite sul vostro blog, segnalate che l’avete ricevuto gratuitamente tramite il blog Liberi di scrivere.
  • Il giveaway apre oggi martedì 24 luglio e termina martedì 31 luglio. Il vincitore sarà avvertito per email mercoledì 1 agosto e dovrà fornire un indirizzo valido per la spedizione.
  • C’è una soglia minima di partecipanti: devono partecipare almeno 10 lettori altrimenti il giveaway sarà annullato (e io mi tengo il libro 🙂 )
  • Gradita, ma non obbligatoria, una foto che testimoni il ricevimento del libro.

Ecco è tutto! Partecipate numerosi!

 

:: Uomini e cani di Omar Di Monopoli (Adelphi 2018) a cura di Nicola Vacca

23 luglio 2018 by

copertina di monopoliÈ una voce particolare quella di Omar Di Monopoli, uno scrittore che con la sua lingua sferzante sa indagare i lati oscuri e il marcio che si annidano nella nostra pochezza di esseri umani.
Dopo Nella perfida terra di Dio, Adelphi rimanda in libreria Uomini e cani, un romanzo che Di Monopoli pubblicò nel 2007.
Ancora un’ altra storia gotica, un libro estremo, un amen narrativo per la nostra pochezza, un intreccio di narrazioni da una terra rozza e indisciplinata dove la speranza è morta.
Da un mondo fuori dal tempo (Languore, una immaginaria ma verosimile città del Salento), Omar Di Monopoli racconta storie di uomini malvagi, affaristi senza scrupoli che assumono la fisionomia di bestie.
Lo scrittore con una lingua barocca ma sempre diretta e dissacrante racconta una provincia che si tinge di orrori e affari sporchi , mette in scena un personale meridiano di sangue.
Al centro una dilaniata provincia pugliese nelle mani di uomini senza scrupoli dediti alla corruzione. Sullo sfondo di una terra martoriata dalle lottizzazioni e dagli abusi di potere, Di Monopoli racconta una settimana di ordinaria follia in cui si alternano violenza e brutalità . Il filo comune è il sangue, l’unico credo che i potenti della zona conoscono per raggiungere i loro obiettivi.
Toglie il respiro la scrittura di Omar Di Monopoli. Le sue cronache da una terra desolata sono popolate da personaggi che difficilmente dimenticheremo: Don Titta, il potente di turno che è disposto a ogni nefandezza per arricchirsi, il folle Pietro Lu Sergi che scatena un massacro, Nico, la guardia forestale senza pistola, onesto ma impotente davanti alla malavita che impazza, il vecchio Sputazza, che per difendere la sua proprietà combatte da sempre contro lo strapotere dei Minghella.
Uomini e cani è un’altra cartolina dall’inferno spedita da Omar Di Monopoli, scrittore originale che nei suoi libri ha sempre scavato nelle zone nascoste degli abissi umani, per raccontarci con una lingua che non fa sconti il rapporto stretto e intimo che noi esseri umani abbiamo con il male.
Come Nella perfida terra di Dio, Uomini e cani è un romanzo duro. Un grande libro.

Omar Di Monopoli (Bologna, 11 ottobre 1971) è uno scrittore italiano. Ha scritto Nella perfida terra di Dio e Uomini e cani.

Source: libro del recensore.

Il mistero dell’orto di Rocksburg, K. C. Constantine, Carbonio editore (2018) A cura di Viviana Filippini

23 luglio 2018 by

Prendete Rocksburg, una località della Pennsylvania, dove si ha la sensazione che nulla di strano accada. Poi prendete una donna, Mary Frances Romanelli alle prese la Ortomisteriosa scomparsa del marito. Aggiungete Mario BOrtoalzic, capo della polizia locale diviso tra i grattacapi con l’amministrazione locale e il lavoro sulla strada e avrete “Il mistero dell’orto di Rocksburg” dello scrittore americano K. C. Constantine, edito da Carbonio editore (Collana Cielo Stellato). Jimmy, ex minatore senza lavoro, passa molto tempo nel suo orto a coltivare pomodori rigogliosi, poi però scompare e questo getta nel panico la moglie che chiama la polizia. Jimmy sparisce una volta, due e poi torna, alla fine scompare in modo definitivo lasciando -ancora una volta- la consorte nella disperazione. Balzic, un uomo dalle origini italo serbe, indaga su quella che si è trasformata in una vera e propria scomparsa. Gli indizi porteranno ad un risoluzione che lascerà il capo della polizia, e anche il lettore, un po’ di stucco, perché non ci si aspetta come l’animo umano possa arrivare a compiere certi gesti. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” non è solo una – la prima- delle indagini svolte da Balzic, il libro è un vero e proprio sguardo sulla società americana della zona nota con il nome di Rust Belt (cintura della ruggine), ossia quell’area che si estende per tutto il Nord Est statunitense, dai monti Appalachi fino ai Grandi Laghi, dove Rocksburg si trova. Una zona che nella seconda metà del ‘900 è stata investita da una profonda crisi del settore siderurgico e la crisi, non a caso, la si percepisce nel testo di Constantine. Jimmy Romanelli non lavora più come minatore, fa altro, lecito e non, per racimolare soldi. Lui e molti altri cittadini sono figli, nipoti di immigrati (nella trama ci si imbatte in diversi cognomi italiani e tipicamente europei) che arrivarono in America in cerca di fortuna e di un benessere che, nel mondo dello scrittore americano è già scomparso per lasciare spazio a industrie chiuse e fattorie sul lastrico. L’autore utilizza il filone del mistery e del giallo per mostrare ai lettori l’immagine reale della provincia americana segnata e ferita dalla crisi economica. Leggendo il lavoro Constantine – del quale si è scoperta la vera identità solo nel 2011 – ci si accorge che i personaggi per la miseria economica e umana che li caratterizzano richiamano alla memoria i protagonisti dei libri di Steinbeck, di Caldwell e di Faulkner. Sono esseri viventi duramente provati dal corso della vita. Basta vedere lo stesso Mario Balzic, uomo di legge, che non disegna l’alcol e non rifiuta modi e linguaggio bruschi pur di ottenere informazioni utili alle indagini. Jimmy Romanelli e lo suocero non sono di certo l’esempio del marito affettuoso e del padre premuroso, anzi l’essere maneschi con chi sta loro attorno è cosa del tutto normale e lo sa la povera Mary Frances Romanelli. “Il mistero dell’orto di Rocksburg” è il primo di diciassette romanzi con protagonista le inchieste dell’ispettore Mario Balzic, pubblicate da Constantine tra il 1972 e il 2002 e con Carbonio editore ora potremo conoscere il mondo letterario dello scrittore americano e le dinamiche psicologiche di tutti i suoi personaggi. Traduzione Nicola Manuppelli.

K.C. Constantine ha rappresentato un enigma per il mondo editoriale fino al 2011, quando ha finalmente rivelato la sua identità, accontentando i numerosissimi fan. Constantine è Carl Kosak, classe 1934, ex marine, giornalista e professore di inglese di Greensburg, Pennsylvania. Annoverato tra i migliori scrittori statunitensi, nei suoi romanzi con il detective Mario Balzic ha raccontato tre decenni di storia americana, immortalando l’America dei sobborghi piccolo-borghesi.

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ufficio stampa di Carbonio editore.

:: Geopolitica dell’incertezza di Giancarlo Elia Valori (Rubbettino, 2017), a cura di Daniela Distefano

19 luglio 2018 by

GEOPOLITICA dell'incertezzaQuesto libro raccoglie contributi e ragionamenti di un esperto di relazioni internazionali, Giancarlo Elia Valori, il quale a proposito della Brexit – che nel libro è una opzione non ancora convalidata dal voto – scrive:

La Gran Bretagna ha il potenziale, le idee e le armi per divenire, da sola, il power broken in tutte le aree che la interessano direttamente: il Mare del Nord, l’Oceano Indiano, il grande Medio Oriente. Londra, fuori dall’Unione, potrà rinegoziare un nuovo sistema tariffario globale senza essere obbligata a subire le normative di Bruxelles”.

Per quanto riguarda l’Italia, cosa fare?

Uscire dalla moneta unica non servirebbe. Ma, invece, operare liberamente sui grandi mercati globali, dove possiamo ancora fare concorrenza ai nostri “alleati” europei. Questo lo si deve fare subito, ma con tecniche dure e decise. Inoltre, accettare operazioni estero su estero, non in Euro, come avviene con la Cina e la Federazione russa. Ecco a cosa servirebbe una buona intelligence e una classe politica non composta da soli parvenu, come lo è oggi”.

Giancarlo Elia Valori è anche uno studioso certosino delle vicende che riguardano Medio Oriente e Israele. Secondo l’esperto, Israele fa una strategia globale, che è la ripetizione del vecchio “divide et impera” nello spazio arabo, tipico della Guerra Fredda, nonché della sua naturale ambizione a divenire potenza regionale, ora che l’Islam si scopre in guerra contro tutte le molteplici anime e poteri. Il riequilibrio strategico e nucleare si svilupperebbe poi in tre punti, tutti collegati fra loro. Il primo elemento riguarda un’Europa marginalizzata, dopo la fine della Guerra Fredda, che tale rimarrà negli anni a venire (sarà la Cina il prossimo competitor globale degli Usa). Il secondo tratto di rinnovamento geopolitico riguarda l’Asia, dove cresce la regionalizzazione delle tensioni e delle dottrine mondiali. Il terzo elemento di trasformazione riguarda il Medio Oriente. Integrare il caos mediorientale dentro un’area senza guida globale, salvo il ricatto petrolifero, e con un armamentario ormai obsoleto, come lo è oggi l’Ue, è un invito alla guerra, non alla pace. Infine, l’attezione va focalizzata proprio sullo scenario finale della crisi europea che si dibatte tra un umanitarismo da salotto e una reazione populista irrazionale e impossibile da gestire, esattamente come gli sbarchi dei migranti.

Tenere l’Europa sempre più irrilevante e spesso ridicola in politica estera, per contenere la Russia e poi la Cina, questo è il progetto degli Stati Uniti, che passerà da Barack Obama al suo successore, chiunque egli sia”.

Da il denaro.it, del 16 febbraio 2016.

Parole che suggellano le nostre inquietudini a due anni dal loro pronunciamento. Un libro che coinvolge, che perlustra, che sviscera fatti e dietrologie. Forse pecca di eccessivo tatticismo, di troppo meticoloso vivisezionamento delle prospettive geopolitiche, però questo è la garanzia che lo scrittore ha profuso riflessioni marcate da un punto di vista non sempre condivisibile ma di certo puntuali e ben argomentate.
Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario, è stato consulente di qualificati organismi. E’ presidente de “La Centrale Finanziaria Generale”, della “Fondazione Laboratorio per la Pubblica Amministrazione” e “Membro dell’Advisory Board School of Business Administration College of Management di Israele”.

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Antonio e Maria dell’Ufficio Stampa “Rubbettino”.