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:: Nyx e altre poesie di Catherine Pozzi, curato e tradotto da Claudia Ciardi (Via del Vento Edizioni 2013) recensione a cura di Daniela Distefano

30 luglio 2018
Nyx -Pozzi 1

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Ave
Altissimo amore, se accadrà che muoia/
senza aver saputo dove vi possedevo,/
in quale sole era la vostra dimora,/
in quale passato il vostro tempo, in che ora/ vi amavo,/
altissimo amore, che la memoria superate,/
fuoco senza dimora da cui l’intero mio giorno ho tratto,/
in che fato solcavate la mia storia,/
in qual sogno la vostra gloria s’immaginava,/
o mia costante…
Quand’io per me stessa sarò perduta/
e sull’infinito abisso spartita,/
infinitamente, quando spezzata sarò,/
e il presente che m’avvolge/
avrà tradito,/
dall’universo in mille corpi infranta/
di mille istanti non ancora raccolti,/
di cenere nei cieli fino al nulla stacciata,/
per una strana stagione testimoniate/
un solo tesoro/
il mio nome testimoniate e la mia effigie/
di mille corpi trascinati dalla luce,/
viva unità senza nome e senza volto,/
cuore dell’anima, oh centro del miraggio,/
altissimo amore.

1 luglio 1928- gennaio 1929

Se le parole trapuntano l’anima di chi le concepisce è anche vero che non è grazie ad esse che conosciamo la parabola di un essere umano: questa poetessa è stata tanto fortunata nella fecondità poetica, quanto vittima di un destino impietoso. Catherine Pozzi è nata a Parigi il 13 luglio 1882, figlia di Samuel Pozzi, celebre chirurgo. Il raffinato ‘salotto’ dei genitori in place Vendome ospita alcuni dei maggiori intellettuali che occupano il panorama francese. Un nome per tutti? Proust. Questa atmosfera favorirà la sua iniziazione letteraria, assorbendo gli influssi del Simbolismo, gli effluvi di un’epoca che ruggisce nei suoi vagiti sperimentali. Dal matrimonio con Edouard Bourdet, nasce un figlio maschio. Poi Catherine si innamora di André Fernet, giovane scrittore che morirà in un duello aereo nel’16. Il 17 giugno 1920 incontra Paul Valéry, e per lei è amore a prima vista. I due iniziano una burrascosa relazione, durata tra alti e bassi fino al ’28. Alle soglie degli anni’30 il consumo di oppiacei per lei è pressoché quotidiano. Catherine è una donna segnata dalla ricerca di una corrispondenza del proprio sé nel mondo e negli altri. Muore il tre dicembre del ’34. La sua è una costante ricerca del pieno, per colmare il vuoto di uno spirito indomito e sofferente. Non si arrende e continua a scavare, a perforarsi, ma traballa, si concede al crollo fisico e poi vince la morte con questi versi, gli ultimi del suo percorso terreno:

Nyx-Pozzi 2

…Non so perché muoio e annego/
prima di entrare nell’eterna sosta./
Non so di chi sono la preda,/
non so di chi sono l’amore.

Da Nyx
5 novembre 1934

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Fabrizio Zollo de “Via del Vento Edizioni”.