
L’autunno letterario a Torino vede grande protagonista la nuova edizione di Aspettando il Salone, con una serie di incontri con autori e autrici a livello internazionale, aperti a tutti e a ingresso gratuito.
Aspettando il Salone è un progetto organizzato dal Circolo dei lettori insieme all’Associazione Torino la Città del libro, con la partecipazione della Scuola Holden, del Consorzio Librai Torinesi Indipendenti, delle Biblioteche civiche, di TorinoReteLibri e delle Case del Quartiere.
La rassegna parte il 10 settembre alle 18, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale di via Verdi, con Jonathan Sabran Foer che parlerà del suo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda), insieme a Paolo Giordano.
L’11 settembre, sempre alle 18, il Circolo dei lettori ospiterà Salvatore Scibona, statunitense di origini siciliane, che insieme a Fabio Geda parlerà delle sue esperienza come direttore del Cullman Center for Scholars and Writers della New York Public Library e del suo libro Il volontario (66thand2nd) che gli ha permesso di essere inserito nella prestigiosa lista dei 20 Under 40 del New Yorker e di essere uno dei finalisti al National Book Award.
Il giorno dopo, sempre alle 18, la Biblioteca Civica Centrale presenterà Valeria Luiselli, nata in Messico, cresciuta in Sudafrica, collaboratrice del New York Times e autrice di Archivio dei bambini perduti (La Nuova Frontiera), oltre che membro della lista Bogotà39, che raccoglie i migliori autori latinoamericani sotto i quarant’anni.
L’America latina è di nuovo di scena il 23 settembre al Circolo dei lettori, di nuovo alle 18, con Daniel Saldaña París, autore della saga familiare, La linea madre (Chiarelettere, sul Messico di oggi.
L’ultimo appuntamento di settembre è il 25 alle 21 alla Scuola Holden con David Nicholls, che presenterà Un dolore così dolce (Neri Pozza), una storia di formazione dove si parla del primo amore e dell’amicizia.
Ottobre vede arrivare il 21 alle 21 al Circolo dei lettori Bret Easton Ellis, vero scrittore di culto, con la sua prima opera di saggistica, È bianco (Einaudi), mentre il giorno dopo l’autore israeliano Eshkol Nevo presenterà la sua autobiografia L’ultima intervista, di nuovo per Neri Pozza, in un luogo che sarà svelato nelle prossime settimane.
Il 23 ottobre sarà la volta di Samantha Schweblin, autrice di fantascienza, paragonata a Shirley Jackson, a David Lynch e alle atmosfere di culto della serie Black Mirror, che terrà due incontri, al mattino in una scuola e al pomeriggio alle 18 per il pubblico, con i dettagli che verranno svelati in seguito.
Il 25 ottobre ci sarà uno degli incontri forse più attesi della stagione, quello con Isabel Allende, una delle autrici più amate di sempre da più generazioni, che festeggerà con i suoi appassionati italiani l’uscita presso Feltrinelli del suo nuovo libro, alle 18 in un luogo ancora da definire.
Un altro autore di culto arriverà a novembre, il 17: Leiji Matsumoto, mangaka giapponese emblematico se non fosse altro per quello che per molti è il suo capolavoro, Capitan Harlock, che festeggia quest’anno i quarant’anni dalla prima trasmissione in Italia, sarà alle 18 alla Scuola Holden, in un evento in collaborazione l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto, parte di una visita torinese e italiana del maestro.
Novembre non finisce qui: il 18 alle 18 ci sarà Amitav Gosh, autore di potenti saghe storiche sul Sud del mondo e sulla sua terra, l’India, con L’isola dei fucili (Neri Pozza), una storia che intreccia India e Italia raccontando l’epopea di un mercante d’arme.
Sempre il 18 alle 21 incontro con André Aciman, per parlare di Cercami (Neri Pozza), il seguito del fortunato Chiamami col tuo nome, un romanzo diventato film per la regia di Luca Guadagnino, vincendo l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale a James Ivory.
Gli incontri del 2019 si chiudono il 19, con David Grossman, attivista per la questione Israele e Palestina, che parlerà del suo nuovo libro in uscita per Mondadori.
L’ingresso ai singoli incontri è libero fino a esaurimento posti disponibili, con la distribuzione un’ora prima di un tagliando a persona che consente l’ingresso in sala.
Il 10 settembre finalmente esce in Italia il seguito de “Il racconto dell’ancella”, notizia già di per sè ghiotta per gli estimatori di Margaret Atwood, di passaggio al Festival di Mantova in questi giorni.
Esce oggi, 5 settembre, la nuova edizione Sellerio de “La canzone del cavaliere”, che ho avuto modo di leggere nell’edizione precedente, in cui troviamo un giovane, e ancora inesperto, Martin Bora sullo sfondo della sanguinosa guerra civile spagnola, una sorta di battesimo del fuoco per il giovane tenente ancora idealista e non temprato dalle asperità della vita militare.
Dragan Velikić è uno dei più importanti autori della letteratura serba e con “Bonavia” è riuscito a creare un grande romanzo dal respiro europeo. La narrazione prende il via a Belgrado, poco dopo la fine della guerra, dove si ritrovano anime solitarie pronte a mescolarsi tra loro per ridare vita alla città. Tra coloro che vivono a Belgrado ci sono Marko e Marija. Lui è davanti ad un consolato straniero per richiedere il visto di espatrio, mentre lei dice di essere lì di passaggio dopo aver accompagnato un’amica (Kristina) all’aeroporto, dove è salita su un aereo diretto a Boston, negli Stati Uniti, per realizzare il suo sogno. I due giovani si conoscono e in quel breve tempo che stanno nello stesso spazio il lettore ha la netta sensazione che il loro incontro non sia casuale. Il tempo passa, Marko e Marija li ritroviamo anni dopo e si scopre che quell’incontro causale ha dato vita a quella che sembra essere una relazione, un po’ complicata, ma vera. L’altra città dove si sviluppa la tra è Vienna, e qui, oltre ai due protagonisti, il lettore ritroverà anche Kristina tornata dagli USA e Miljan il padre acciaccato di Marko. Quello che emerge dalle parole dei personaggi, dalle loro azioni e relazioni, mette in evidenza pezzi di vita di un tempo trascorso umano pieno di dolori e sofferenze. Per esempio Marko è accanto al padre Miljan nonostante un passato di lontananza. Dallo ieri 
Dal 3 all’ 8 settembre ad Arona, perla sul Lago Maggiore, si terrà la IX edizione del festival “Il Teatro sull’Acqua”, diretto da Dacia Maraini. Tema di questa nuova edizione è la Poesia.



“L’intendente Sanshō” di Mori Ōgai è la versione più nota di una leggenda antica del Giappone, con protagonisti sorella e fratello vissuti nel periodo Heian. La storia, pubblicata dall’editore Marietti 1820, ha al centro della narrazione Tanaki, Zushio e Anju, moglie e figli di un governatore spodestato dal suo ruolo perché ritenuto troppo buono e umano dai suoi superiori. Ad un certo punto le vite della madre e dei figli si separano. La donna viene venduta al mercato di Sado, mentre i due fratelli, che sono dei bambini, finiscono nelle terre dell’intendente Sanshō. Qui, i due, uniti dal profondo legame fraterno, metteranno a assieme le loro forze per sopravvivere e per sopportare le angherie dell’intendente. Il loro intento è quello di fuggire e di andare a trovare la madre, un desiderio che i due giovani nutrono sempre più nel loro cuore, e che diventa ancora più intenso quando sento una canto di una voce femminile arrivare da lontano. Una dolce voce che intona la stessa canzone che cantava sempre loro Tanaki. Grazie a quella melodia eseguita da un’anziana, i due fratelli organizzano una fuga per loro e per la donna che canta, però tutto viene mandato in fumo dagli uomini di Sanshō. Zushio non demorde e, anche su spinta della sorella, decide di partire per andare ad ottenere giustizia e promette ad Anju di tornare a prenderla, ma la ragazza, impensierita dalle pressioni che potrebbe subire nell’attesa del ritorno del fratello, compirà un gesto che lascerà il lettore senza parole. Zushio, trova aiuto in Taro, figlio di Sanshō, del tutto all’oscuro dei loschi traffici del padre. Solo dopoa ver esposto le sue ragioni al Primo Ministro di Tokyo, Zushio partirà per Sado alla ricerca della madre. Il romanzo breve, o racconto lungo, di Ōgai ci porta dentro al Giappone del passato, dentro all’intreccio della storia antica e permeata di un’atmosfera in perenne bilico tra Storia e leggenda. Quello che emerge è la coralità della vicenda, nel senso che i protagonisti incarnano sentimenti comuni vissuti da chi si era vittima di soprusi da parte dei potenti. Tra le pagine de “L’intendente Sanshō” di Mori Ōgai emergono altri temi, ancora attuali oggi, come l’importanza dei legami familiari; il valore degli insegnamenti morali per un vita degna e rispettosa e anche un’acuta e attenta riflessione sulle violenze, le vessazioni e le angherie dei potenti corrotti, verso coloro che cercavano di vivere onestamente. Testo curato da Matilde Mastrangelo con introduzione di Maria Teresa Orsi. Traduzione di Matilde Mastrangelo.
























