:: L’estate non è una stagione felice – Shanmei

21 dicembre 2020 by

Jake Gardner viveva a Chicago negli anni Trenta, aveva moglie, figlie e una vita relativamente tranquilla come tenente della Omicidi. Finché un giorno, al lago, moglie e figlie muoiono in un incidente e Jake si ritrova a desiderare di morire. Abbandona la polizia, va in guerra, torna illeso e si trasferisce a Los Angeles dove vive di espedienti, per lo più facendo l’investigatore privato, sono gli anni Cinquanta. L’attività si avvia facilmente, Jake non ha più bisogno di cercare clienti per strada, ormai conosce ogni canale della città, legale e illegale. Ma trascura un dettaglio, Jake: la capacità di Los Angeles di risucchiarlo in un vortice di morti, traffici, favori e conoscenze inaspettate capaci di trascinarlo oltre il dolore, in una spirale di emozioni che credeva perdute e che lo lasciano solo, e svuotato.

Storia cupa, tra il melò e il noir, che ha per protagonista un investigatore privato reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, che si trova per le mani un caso che cambierà per sempre la sua vita. Il suo padrone di casa, un italo-americano gestore di ristoranti e con vari intrallazzi con la criminalità locale, gli chiede di incontrare un boss della malavita losangelina che cerca una donna. Il protagonista accetta e si mette sulle tracce di Grace una donna bellissima e misteriosa segnata da un passato tragico… di cui inevitabilmente si innamorerà.

E da questo mille peripezie e inghippi in una Los Angeles crepuscolare. Chandler, il Grande Gatsby di Fitzgerald, Ellroy, Chinatown di Polanski, tanti sono gli spunti narrativi e cinematografici da cui trae ispirazione questo pastiche letterario, a metà tra l’ hardboiled, nella più pura tradizione pulp, e il romanzo vintage ambientato nell’America negli anni ’50.

Uno scenario nerissimo e violento in cui si muovono personaggi sconfitti con una personale e tragica idea del “Sogno Americano”.

Copertina originale di Niccolò Pizzorno.

Data di pubblicazione il 24 dicembre sia versione digitale che cartacea a questo link.

Lunghezza stampa: 356 pagine.

:: L’ultima notte di Maria di Nazaret di Natale Benazzi (San Paolo Edizioni, 2020) a cura di Giulietta Iannone

20 dicembre 2020 by

È possibile dire qualcosa di nuovo su Maria di Nazaret, gettare nuova luce sulla sua vita terrena? Ci prova Natale Benazzi grazie alla consultazione di numerosi testi apocrifici non accolti dal canone ufficiale della Chiesa non tanto perché non filologicamente corretti, ma perché giudicati non essenziali. Natale Benazzi invece non si fa scoraggiare e li consulta arricchendo di particolari inediti una narrazione già abbondante. La figura di Maria ne acquista in profondità e si fa più vicina anche all’uomo di oggi, grazie a una maggiore attenzione per i particolari più minimi della vita quotidiana. Maria resta un mistero, una figura un po’ defilata nella storia della salvezza, pur considerando che è grazie al suo sì, che noi dobbiamo tutto. Senza il suo sì, la sua adesione ai progetti divini, dato in anticipo senza conoscerli, non avremmo avuto l’incarnazione, la rivelazione, la salvezza stessa. E pensare che Dio abbia dato così tanto peso alla volontà di una donna, nell’antichità il genere femminile era ancora più marginale di oggi, rende tutto ancora più straordinario. Si può dire che Maria fu la prima femminista della storia, per certi versi, la prima donna che con pudore, mitezza ma fede incrollabile impose la sua visione del mondo, riuscì a fare accettare al suo sposo il mistero dell’incarnazione, e per Giuseppe crederle divenne centrale e quasi un altro sì umano sulla storia della Liberazione umana dalla schiavitù della morte. Il libro di Benazzi ci parla dell’ultimo giorno sulla terra di Maria e di come ripercorra a ritroso tutta la sua vita narrandola a un gruppo ristretto di amici. Appassionante come un libro di avventura, L’ultima notte di Maria di Nazaret ci accompagna nei misteri della grazia non nascondendo tutte le difficoltà umane che questa donna ha affrontato assieme al suo sposo terreno. Il momento culminante della sua vita sicuramente è stato il momento in cui ha visto morire suo figlio in croce, per una madre la sofferenza peggiore che si possa immaginare, e in questo libro traspare anche questa consapevolezza, e il superamento del dolore tramite la certezza che tutto avveniva per un bene più grande. Buona lettura!  

Natale Benazzi lavora da anni nell’editoria. Responsabile del settore di spiritualità presso le Edizioni San Paolo, è scrittore e saggista. Tra le sue pubblicazioni più significative spiccano alcune ricostruzioni storiche dal tono rigoroso e narrativo, che contano anche varie traduzioni all’estero. Tra i suoi volumi ricordiamo: Il libro nero dell’inquisizione (Piemme, 1998), Il caso del monastero indemoniato (Piemme, 2000), Il Terzo Cantico (San Paolo, 2012), Storia della Chiesa in 100 vite (Newton&Compton, 2016), Maria Maddalena. Storia di un vero amore e di una straordinaria confusione (San Paolo, 2019).

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Alessandro dell’Ufficio stampa San Paolo.

:: Io sono l’abisso, di Donato Carrisi (Longanesi, 2020) a cura di Federica Belleri

19 dicembre 2020 by

La bellezza esteriore contrapposta a un corpo orrendo. La solitudine di crescere senza un gesto d’affetto o un contatto dolce. Lo stomaco che brontola perché è vuoto da giorni. E la cura, che manca. L’accudimento, che non esiste. Le botte che arrivano e diventano quasi prevedibili. La tortura vista come punizione perché così si diventa grandi davanti agli sbagli. È vita questa? È futuro? Svegliarsi al mattino nell’incertezza totale, sentirsi scartato, rifiutato. Quasi invisibile agli occhi degli altri. E se questa invisibilità fosse invece una salvezza? I protagonisti del nuovo romanzo di Carrisi sono soli. Hanno paura. Sono insicuri. Hanno bisogno di un luogo dove rifugiarsi. Dove lo cercano? Dentro se stessi. Dentro il vuoto della loro mente, nel buio profondo di ciò che hanno vissuto. Sono vittime degli altri e di se stesse. Implorano aiuto rivolgendosi alle persone sbagliate. Impazziscono intrappolati nelle loro ossessioni. Io sono l’abisso non lascia scampo, non permette di includere … se non in alcuni momenti. Apre però un varco alla tenacia provocata dal dolore, ai contatti tra personalità estremamente diverse ma molto simili fra loro. Carrisi ci accompagna in un luogo dove uccidere è normale e giusto. Dove ciò che si è appreso si imita. Dove ci si adatta all’egoismo per poter sopravvivere un altro giorno. Dove ci si sente costretti e a disagio. E dove tutto torna, anche il male. Ottima la scrittura, che scorre senza banalità. Ottima la caratteristica di usare pochi nomi propri. Ottima la trama, che non cade mai nell’ovvio. Buona lettura.

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive fra Roma e Milano. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. Scrittore, regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, è una firma del Corriere della Sera. È l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritoreIl tribunale delle animeLa donna dei fiori di cartaL’ipotesi del maleIl cacciatore del buioLa ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo – , Il gioco del suggeritore e La casa delle voci. Ha vinto prestigiosi premi in Italia e all’estero come il Prix Polar e il Prix Livre de Poche in Francia e il Premio Bancarella in Italia. I suoi romanzi, tradotti in più di 30 lingue, hanno venduto milioni di copie.

Source: libro del recensore.

Cheshire Crossing di Andy Weir e Sarah Andersen (Oscar Ink, 2020) a cura di Elena Romanello

18 dicembre 2020 by

978880472317HIG-340x480Ci sono storie e personaggi immortali, che continuano a ispirare nuovi autori e autrici, soprattutto quando i diritti ormai sono diventati di pubblico dominio: le prime tre ragazze alle prese con avventure nel fantastico, Alice, Dorothy e Wendy tornano con nuove avventure, raccontate sotto forma di fumetto, in Cheshire Crossing, scritto da Andy Weir e disegnato da Sarah Andersen.
Non è una novità assoluta, gli appassionati ricordano il decisamente adulto Lost Girls di Alan Moore: Cheshire Crossing è invece una storia decisamente più per tutti, senza subtext erotici, ma non per questo banale.
Sono passati alcuni anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno fatto i loro favolosi viaggi rispettivamente nel Paese delle Meraviglie, nel Mondo di Oz e sull’Isola che non c’è, tre esperienze che le hanno segnate e le hanno fatte crescere in maniera bizzarra e insolita. Ormai sono adolescenti e si incontrano nella scuola di Cheshire Crossing, dove sono le uniche allieve, e dove devono imparare a gestire  le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.
Ma dopo che si è viaggiato ai confini della realtà non si può certo stare sedute ad un banco a studiare e il terzetto inizia ad attraversare le dimensioni, visitando anche i luoghi delle compagne, lasciando dietro un caos a non finire, e permettendo a due cattivi del calibro della malvagia Strega dell’Ovest e di Capitan Uncino di incontrarsi e allearsi.
Alice, Dorothy e Wendy devono far ricorso ai loro poteri e mettere insieme una squadra di alleati di tutto il multiverso delle loro storie, non dimenticando che i due antagonisti non sono il loro unico problema.
L’immaginario fantastico è sempre più un patrimonio condiviso e amato da più generazioni, con personaggi che vivono in universi contigui nelle biblioteche personali, nelle discussioni sui social, nei raduni in tema, non appena si potranno rifare, nelle maratone di letture e visioni. 
Cheshire Crossing, primo capitolo di una saga ancora in divenire, riflette questo carattere ampio delle storie fantastiche, con uno stile di disegno che mescola Oriente e Occidente, tavole in stile franco belga e occhioni manga, raccontando anche lì un mondo condiviso e senza confini.
Una storia per gli appassionati di ogni età di Alice, Dorothy e Wendy, che si chiedono da anni cosa è stato di loro dopo aver vissuto quelle meravigliose avventure.

Andy Weir (Davis, California, 1972) è cresciuto leggendo i classici della fantascienza. A quindici anni ha iniziato a lavorare come programmatore (tra l’altro, per il videogioco Warcraft 2) e dal 1992 si è dedicato anche alla scrittura, pubblicando le sue opere su internet. Nel 2011 è diventato celebre per il bestseller L’uomo di Marte, da cui Ridley Scott ha tratto il film Sopravvissuto – The Martian con Matt Damon. Nel 2017 è uscito Artemis – La prima città sulla Luna, di cui sono già stati acquistati i diritti cinematografici.

Sarah Andersen (New York, 1993) è illustratrice e fumettista. Laureata al Maryland Institute College of Art, è nota soprattutto per il webcomic Sarah’s Scribbles, basato in gran parte sulle vicissitudini sue, dei suoi amici e dei suoi animali. I tre libri che ha pubblicato sono tradotti in una quindicina di lingue e si sono aggiudicati per tre volte il Goodreads Choice Award.

Provenienza: libro del recensore.

Il ritorno dell’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser di Fritz Leiber, a cura di Elena Romanello

17 dicembre 2020 by

51y2QIPh-2L._SX345_BO1204203200_Oscar Draghi propone, tra i suoi titoli per le feste, una riproposta di un classico del fantasy d’antan e del filone di avventure: Sword & Sorcery – L’epopea di Fafhrd e del Gray Mouser, di Fritz Leiber.
Spesso si accusa il fantasy di prendersi troppo sul serio o ancora di rivolgersi ad un pubblico di ragazzini: Leiber non faceva nessuna delle due cose, e questa raccolta di storie ne è la prova, tra divertimento, avventure e la costruzione di un mondo non banale, complesso, a tratti anche crudo e cupo. 
L’etichetta Sword & Sorcery, letteralmente Spada e Stregoneria, indica un filone di grande successo nel fantasy nato sulle pagine delle riviste pulp, pubblicazioni popolari che facevano evadere un pubblico vasto con storie per lo più di genere fantastico, caratterizzato da avventure, magia, inseguimenti.
Nelle pagine del libro rivivono le avventure del barbaro nordico Fafhrd e del suo amico Gray Mouser, ex apprendista di un mago e ladro, nel mondo di Newhon, dove i due si dividono tra bevute, feste, corteggiamenti, risse, furti, gioco d’azzardo, alle prese con leggi anche pesanti che loro violano in continuazione, riuscendo sempre a cavarsela. 
Fritz Leiber, autore di tante altre storie sia fantasy che di fantascienza, creò quasi per caso Fafhrd e Gray Mouser, due eroi scanzonati in un mondo comunque non rassicurante, che iniziano a esplorare per curiosità e allargare i loro orizzonti, tra avventure a partire dalla città di Lankhmar, un modello per tanti autori successivi.
Il libro è completato da un’introduzione di Massimo Scorsone, con varie illustrazioni e comprende i romanzi  Il Mondo di Nehwon, Le spade di Lankhmar, Spade tra i ghiacci, Il cavaliere e il fante di spade.

Il ritorno del Giardino segreto in libreria a cura di Elena Romanello

16 dicembre 2020 by

Era uno dei film più attesi del 2020, per il Natale, e anche lui è stato dirottato sulle piattaforme streaming: la nuova edizione de Il giardino segreto, dallo stesso produttore di Paddington e Harry Potter è on line su Amazon. In parallelo, si possono leggere varie edizioni del libro di Frances Hodgson Burnett, disponibile nelle collane di classici per ragazzi di vari editori, e sempre un libro da leggere o rileggere, a qualsiasi età.
De Agostini propone invece la novelizzazione del film, scritta da Linda Chapman, basata sulla sceneggiatura di Jack Thorne e sul romanzo originale di Frances Hodgson Burnett, con all’interno un inserto fotografico con le immagini del film.
Non è la prima volta che il cinema si interessa a Il giardino segreto, ci fu un film negli anni Quaranta e uno negli anni Novanta, molto bello, con Maggie Smith nella parte della governante signora Medlock, senza dimenticare uno sceneggiato anni Ottanta della BBC e un anime di alcuni anni dopo della Nippon Animation, specializzata a trasporre in cartone animato i classici occidentali per ragazzi.
La novità di questa edizione è di spostare l’azione dalla fine dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento, anche se poi la trama resta simile, con Mary, fantasiosa e introversa, che deve lasciare l’India dopo la morte dei genitori e andare a vivere nella brughiera inglese, da uno zio mai conosciuto, dove scoprirà un giardino segreto e incontrerà nuovi amici, trovando nuovi scopi per la sua vita. 
Rispetto ad altri romanzi della Burnett per ragazzi, tipo Il piccolo lord La piccola principessa, dove i protagonisti erano decisamente edificanti e modelli di comportamento, ne Il giardino segreto Mary è una ragazzina all’apparenza egoista, con un caratteraccio ribelle, poco consona a stare dietro alle aspettative della società su di lei, e proprio per questo alla fine trova la sua strada.
Una bella storia da scoprire o riscoprire ad ogni età, anche partendo dal film, che ha nel suo cast Colin Firth nella parte dello zio e Julie Walters in quella della signora Medlock.

:: Schiavi delle milizie di Alpha Kaba (Quarup 2020)

16 dicembre 2020 by

“Ti trovi davanti al suo sorriso meraviglioso e ti viene difficile immaginare le atrocità che ha affrontato. Alpha Kaba, 30 anni, è un miracolo”.
FRANCE INTER

“Ciò che più ci colpisce di questa testimonianza è la normalità dell’orrore, la facilità rivoltante con la quale è stato catturato, la rapidità con la quale è stato derubato della sua umanità.
È un sistema che fa dell’inferno la sua normalità, della violenza la sua regola, del razzismo la sua uniforme”.
LE MONDE

“Come giornalista, non posso tacere. Il mio lavoro è parlare a nome di tutte quelle persone che sono ancora là”: ci dice questo, Alpha Kaba, e ci regala la sua storia, “in modo che nessuno possa mai più distogliere lo sguardo”. 

Ci racconta allora che nascere dalla parte sbagliata del mare vuol dire anche dover attraversare un inferno di deportazione e prigionia, essere venduto e ridotto in schiavitù per una manciata di dinari, solo per aver provato a fare il mestiere che si è scelto, il giornalista, o a vivere semplicemente la propria vita.
Perché in quella “terra di nessuno, ogni Negro è merce preziosa, come l’oro, un diamante nero” da rivendere, da un padrone all’altro.

L’autore, e protagonista reale del libro, ci rivela tutto questo, riuscendo a mantenere miracolosamente uno sguardo luminoso e pieno di tenerezza, una specie di pudore, verso le cose del mondo.

Alpha Kabanato a Boké, Guinea, nel 1988, ha cominciato da giovanissimo la carriera di giornalista nel suo Paese, dal quale è dovuto fuggire in un’odissea di persecuzioni e di violenza. Rifugiato politico in Francia, oggi vive a Bordeaux, dove continua a svolgere la sua professione.
Qua ha conosciuto il collega Clément Pouré, con cui ha collaborato per trasformare i suoi ricordi in questo libro.

Accadde a Natale, Arnaldo Casali (Graphe.it) A cura di Viviana Filippini

14 dicembre 2020 by

Il Natale è alle porte. Vero che in questo 2020 le feste natalizie saranno un po’ diverse dal solito a causa della pandemia, ma Natale è sempre Natale, e a Natale sono tante le storie della tradizione che le persone si raccontano nell’attesa che Babbo Natale in sella alla sua slitta porti i doni ai bambini. Il Natale è anche il protagonista della raccolta di racconti “Accadde a Natale” di Arnaldo Casali, pubblicata da Graphe.it. Nel libro il lettore troverà 45 racconti brevi, tutti uniti da un unico tema che ritorna in ognuno di essi: il Natale. Si va dal passato (7 a.C.) al presente e dal presente al passato, in modo tale da permettere a chi legge di svolgere un vero e proprio viaggio avanti e indietro nel tempo in storie che spesso affondano le loro radici nella realtà storica e quotidiana. Per esempio, in uno dei racconti ambientato nel 1915, durante la Prima guerra mondiale, noi lettori scopriamo un po’ la vita dei soldati in trincea e la nascita della “Preghiera per la Pace”. Tra le pagine scritte da Casali compaiono poi altre personalità, come personaggi storici (papa Leone, papa Celestino, Carlo Magno incoronato imperatore proprio la notte di Natale dell’800), della mitologia nordica (Loki e Odino), cantanti e attori (John Lennon, James Brown e Charlie Chaplin) e gente comune che si presenta con le proprie emozioni legate alla festa del 25 dicembre.  Basti pensare che nel 354 i Romani festeggiavano il 25 dicembre come il giorno del Sole Invictus e questo fa pensare a quanto sia sottile il confine tra paganesimo e cristianesimo. Non solo, perché nel 1989, in Romania, mentre una bimba aspettava il Natale, la dittatura di Nicolae Ceaușescu cessò di esistere. Tante storie in successione che portano il lettore a conoscere interessanti curiosità come il racconto nel quale, il 25 dicembre, nacque “Astro del Ciel”, o quello in cui San Francesco inventò il presepe, mentre Sant’Agostino scrisse “Tu scendi dalle stelle”. Non mancano poi storie dove i protagonisti sono persone comuni che vivono a modo loro le festività natalizie e che espongono i loro sentimenti in relazione al Natale. L’ambientazione a dicembre, alle soglie del giorno 25, sono quegli elementi che uniscono tutti i personaggi, che li rendono simili tra loro, anche se nati e vissuti in epoche diverse e differenti. “Accadde a Natale” di Arnaldo Casali è un insieme di vicende che stanno tra la fantasia e la realtà, ma quello che narrano sono vere e proprie porzioni di vita, nelle quali i protagonisti balzano subito nel mondo di che legge. Questo crea una situazione di empatia nella quale lettore riesce a trovare e ritrovare un po’ di sé stesso nei personaggi creati da Casali e a rivivere, ad ogni lettura, l’atmosfera del Natale.

Arnaldo Casali, nato a Terni nel 1975, si è laureato in Storia medievale all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sull’umorismo in Francesco d’Assisi. Giornalista professionista, dirige la rivista «Adesso», lavora per l’Istituto di studi teologici e Storico sociali di Terni e collabora con il mensile BenEssere, il Festival del Medioevo di Gubbio e la Pontificia Accademia per la vita. È direttore artistico di Popoli e Religioni – Terni Film Festival e coordinatore della comunicazione del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia. Ha scritto il radioracconto Il giorno di Natale, l’opera teatrale Il Giullare di Assisi e pubblicato il libro di interviste Tra cielo e terra. Cinema, artisti e religione (Pendragon, 2011), il romanzo Valentino. Il segreto del santo innamorato (Dalia 2014) e i saggi biografici Maria Eletta. Una monaca in cammino da Terni nel cuore dell’Europa (OCD, 2018) e Sulle tracce di Valentino. Storia, leggende e percorsi del santo di Terni (Bct, 2019). Ha pubblicato, tra l’altro, su Medioevo, Antonianum L’Osservatore Romano.

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie all’ufficio stampa  A1.

:: John le Carré (Poole, 19 ottobre 1931 – Truro, 12 dicembre 2020)

14 dicembre 2020 by

Dormire in un mare di stelle di Christopher Paolini (Rizzoli, 2020) a cura di Elena Romanello

11 dicembre 2020 by

5008422-9788817149167-285x424Appena adolescente, Christopher Paolini diventò famoso in tutto il mondo grazie alla saga fantasy dell’Eredità, un successo a sorpresa che rileggeva archetipi del genere e non solo, tra draghi, romanzo di formazione, lotte e molto altro ancora.
Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti, e ora l’autore torna in libreria con una nuova serie, Dormire in un mare di stelle, in cui si confronta con un altro importante genere del fantastico, la fantascienza, recuperando un tipo di storie ultimamente purtroppo un po’ trascurate, quelle incentrate su viaggi spaziali e rapporti non sempre idilliaci con civiltà aliene.
In un futuro in là di qualche secolo, gli esseri umani hanno colonizzato buona parte del cosmo, cercando sui pianeti nuove occasioni di vita: in uno di questi mondi, ancora tutto da scoprire, c’è una missione di terrestri, alcuni nati ormai fuori dal nostro pianeta, per raccogliere dati e campioni per un futuro di abitabilità. Tra di loro c’è la scienzata Kira Navárez, prossima a prendere una nuova strada, non più di esplorazione, con accanto l’amato Alan, con cui condivide passioni e progetti.
Ma mentre sta facendo una ricognizione su quello che le è sempre sembrato un pianeta senza vita, Kira cade in un crepaccio, dove si trova in un qualcosa creato da una civiltà aliena, dove c’è uno strano pulviscolo che inizia a muoversi intorno a lei.
Kira viene tratta in salvo, ma qualcosa è entrato in lei, qualcosa che sconvolgerà la sua vita, portandola a dover fuggire dai suoi ex datori di lavoro e da alieni che vogliono conquistare il cosmo, cercando amici e alleati casuali e inquietati da quello che è cambiato dentro di lei.
Una fuga nello spazio, tra scoperte e trasformazioni, mentre incombe una guerra galattica, ma non è questo il solo problema.
I viaggi nello spazio hanno ispirato gli autori dai tempi di Jules Verne, ma ultimamente, complice il loro costo nella vita reale e i problemi soffocanti della Terra, erano stati un po’ mollati: è quindi bello ritrovarli, con tutti i loro pericoli e il loro rapporto con l’ignoto, con al centro un’eroina in cui molti appassionati vedranno un eco di Ellen Ripley, l’indimenticabile protagonista della serie Alien.
Tra le righe di questa odissea nello spazio ci sono echi anche di altre storie, non ultime serie televisive di culto come Star Trek e soprattutto Spazio: 1999, per una vicenda galattica e profondamente umana, dove si parla di ignoto e identità, del rapporto con gli altri, di catastrofi ma anche di speranza.
Dormire in un mare di stelle è un libro per chi ha nostalgia, ma anche un po’ paura, di viaggi nello spazio, in attesa che magari si cominci a sognare nuove frontiere oltre divergenze, diversità indotte e altre paranoie.

Christopher Paolini è nato nel 1983 nella California del Sud e vive nel Montana. Ha scritto Eragon, primo volume del Ciclo dell’Eredità, a soli quindici anni. La saga prosegue con Eldest e Brisingr, e si conclude con Inheritance, tutti disponibili in BUR. Nel 2019 Rizzoli ha pubblicato la raccolta di storie inedite La forchetta, la strega e il drago.

Provenienza: libro del recensore.

:: Quando avevo un amante di Amalia Guglielminetti (Papero Editore 2020) a cura di Giulietta Iannone

10 dicembre 2020 by

Amalia Gulglielminetti fu amante di Guido Gozzano. Per breve tempo, la loro fu più che altro un’amicizia spirituale, un riconoscersi spiriti affini, Guido era già malato, un futuro di vita borghese era lontano dalle loro aspettative, anche le più ardite. Si conobbero nel 1907 grazie a un libro Le vergini folli, il primo successo poetico di Amalia, Guido si innamorò follemente di lei leggendolo e fece di tutto perché ottenesse buone recensioni, in un’Italia culturale asfittica e maschilista, dove una donna che scriveva era guardata come un fenomeno strano, al massimo come una bizzarria. Guido morirà circa dieci anni dopo a Torino il 9 agosto del 1916, di tisi. Questo breve amore sembra il motivo per cui ci ricordiamo ancora di lei, Pitigrilli un altro suo amore, famosissimo all’epoca, ormai è caduto nell’oblio, mentre le poesie di Guido Gozzano sono ancora lette e commentate. È avvilente che una donna di talento come Amalia sia ricordata solo perché fu l’amante di, e non per le sue opere, per cosa scrisse, per come visse. E scrisse molto, opere di poesia, di saggistica, teatro, fiabe per bambini, articoli e una vasta raccolta epistolare. Tutte opere tra i capolavori dimenticati dell’editoria italiana. Cadute nell’oblio. Papero Editore ha una collana apposita “Sorelle d’Italia” dedicata ai capolavori delle scrittrici italiane del Novecento che gli editori industriali non ristampano più, nella convinzione che non venderanno abbastanza. E così quest’anno si è potuto dare alle stampe Quando avevo un amante, una raccolta di racconti pubblicata per la prima volta nel 1923 dall’editore Sonzogno, e ristampata nel 1933 da Mondadori, che valse alla sua autrice addirittura una condanna per oltraggio al pudore. Merita di essere riscoperta, anche come testimonianza di un’epoca passata e abbastanza sconosciuta. Sono 15 racconti, tutti soffusi da una sulfurea ironia che potremmo definire moderna. Amalia Gulglielminetti era una signora della borghesia bene torinese, aveva ricevuto un’educazione tradizionale, non era bellissima ma era sofisticata, elegante, intelligente, spiritosa, anticonformista, conosceva i salotti di Torino, gli stabilimenti balneari della Liguria, le case in montagna, le terme, i grandi alberghi, tutto il corollario della ricchezza borghese e ne vedeva il vuoto. I suoi racconti parlano di questo, di matrimoni senza amore, di ragazze sciocche e vanesie, di uomini senza anima e sostanza. L’amore è il vero assente, tranne che per brevi tratti, soprattutto è riservato ai più giovani, poi la vita borghese corrompe e anche l’amore scompare. Le donne tradiscono i mariti, frutto di matrimoni puramente di convenienza si direbbe e cercano in vari amanti quella lieve brezza per sentirsi vivi. Impalabili come carta velina questi racconti ci parlano di un’Italia che fu e lo fanno con leggerezza e spregiudicatezza, anche con un venato elegante erotismo, forse di maniera ma spiazzante per l’epoca e spiazzante forse ancora oggi.

Amalia Guglieminetti (Torino, 1888- 1941) esordì con la raccolta d’ispirazione carducciana Voci di giovinezza (Roux e viarengo, 1903) ma fu con i sonetti di Le vergini folli (Società Tip. Ed. Nazionale, 1907) che mostrò una voce letteraria propria e un temperamento poco incline ai compromessi. Leggendola si innamorò di lei Guido Gozzano, con cui ebbe una relazione. Alla composizione di versi si affiancò quella di novelle. Ne nacquero vari volumi, da I volti dell’amore (Treves, 1913) a Tipi bizarri (Mondadori, 1931), passando anche per Quando avevo un amante (Sonzogno 1923). ancora: fu autrice di fiabe, da La reginetta Chiomadoro (Mondadori, 1921) a La carriera dei pupazzi (Sonzogno, 1925), di teatro, con commedie come Nei e cicisbei (1920), e di romanzi come La rivincita del maschio (Lattes, 1923). Ricordata troppo spesso per il breve amore con Gozzano e per quello burrascoso per Pitigrilli, con cui finì addirittura in tribunale, la Guglieminetti fu soprattutto una scrittrice piena di intelligenza e di talento.

Source: acquisto personale.

I romanzi distopici di George Orwell a cura di Elena Romanello

10 dicembre 2020 by

978880473490HIG-337x480Mai come in questo periodo si è sentito parlare di distopia, una società negativa, diventata realtà, e si è citato George Orwell,  uno dei massimi scrittori del Novecento, attivista e autore sia di cronache reali che di romanzi di fantascienza.
Oscar Draghi propone un volume unico con vari scritti dell’autore, Il peggiore dei mondi possibili, con cui ci si confronta con l’Orwell autore di fantascienza e con l’Orwell realista, scoprendo la grandezza di entrambi.
Il libro contiene vari scritti: si comincia con Fiorirà l’aspidistria un romanzo autobiografico, in cui l’autore racconta la sua esperienza di giovane insegnante disilluso nella Londra bigotta degli anni Trenta.
Si prosegue con Omaggio alla Catalogna, il resoconto del periodo in cui George Orwell andò a combattere in Spagna contro la dittatura franchista.  Una boccata d’aria è di nuovo un romanzo, con al centro un uomo stanco della vita, che si rifugia in campagna in cerca di nuovi spunti di vita.
La fattoria degli animali non ha bisogno di presentazioni, una storia di denuncia sociale nascosta da favola con protagonisti gli animali, in un classico da leggere ad ogni età. Si chiude doverosamente con 1984, forse il libro di Orwell più famoso e emblematico, sguardo terrificante su un futuro totalitario, ispirato all’epoca all’autore dalle dittature sue contemporanee, stalinismo in testa, ma profetico per tante involuzioni sociali, non ultime alcune recenti.
Si può quindi leggere, con queste opere, scritte tra il 1936 e il 1948,  un panorama sociale, politico e narrativo che si è nutrito insieme di suggestioni biografiche, grandi eventi storici, immaginazione letteraria, capendo come mai George Orwell è uno dei grandi autori del Novecento. Il volume ospita anche un profilo dell’autore e una sezioni di  giudizi critici dei contemporanei.