Archive for the ‘Addii’ Category

:: Rosamunde Pilcher, nata Rosamunde Scott (Lelant, 22 settembre 1924 – Dundee, 6 febbraio 2019)

11 febbraio 2019

Pilcher

:: Addio a Loredana Limone

12 dicembre 2018

Loredana

Con grande tristezza diamo l’annuncio della scomparsa di Loredana Limone, morta sabato scorso 8 dicembre a Milano, città dove da tempo si era trasferita. Grande amica del nostro blog, e amica personale della nostra collaboratrice Viviana Filippini, la ricordiamo come una persona solare e spiritosa, che ha affrontato la malattia con grande coraggio e non lasciandosi mai abbattere, fino a renderla pubblica per trasmettere la sua positività a tutti i malati che come lei affrontano questa dura prova. Sempre sorridente, era nata a Napoli nel 1961, e aveva iniziato a scrivere fiabe per bambini. Esperta di gastronomia si fece conoscere dai lettori italiani nel 2012 con il suo primo romanzo Borgo Propizio che diventò in seguito una serie di romanzi molto amati. Vinse il Premio Fellini. In sua memoria vi invitiamo a riscoprire i suoi libri pieni di ottimismo, allegria e gioia di vivere.

Dave Duncan, 1933-2018

1 novembre 2018

strategie evolutive

30279Novembre comincia malissimo.
Ho appena saputo cheil 29 di Ottobre se ne è andato Dave Duncan, certamente uno dei miei autori preferiti.
Aveva ottantacinque anni.
Canadese, era stato un geologo del petrolio ed era quindi “un collega” – iniziò a pubblicare nel 1986, all’età di 53 anni. Due settimane prima era stato lasciato a casa per via della contrazione del mercato petrolifero, e perciò si inventò un altro mestiere.
Nei trentadue anni successivi pubblicò una sessantina di volumi, prevalentemente fantasy, con qualche sporadica incursione nella fantascienza.

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:: Philip Roth (Newark, 19 marzo 1933 – Manhattan, 22 maggio 2018)

23 maggio 2018

Philip Roth

:: Philip Kerr (Edimburgo, 22 febbraio 1956 – 23 marzo 2018)

26 marzo 2018

Philip Kerr

:: Terramare – La saga completa di Ursula K. Le Guin (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

23 febbraio 2018
Terramare

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Quando muore un autore o un’autrice famosi non c’è niente di meglio per ricordarli che riprendere in mano i suoi libri e rileggerli. In questi anni abbiamo dovuto salutare tanti compagni e compagne di letture di lungo corso, spesso iniziate durante l’infanzia o l’adolescenza, uno degli ultimi è stata Ursula K. Le Guin, scomparsa il 22 gennaio scorso a 87 anni, maestra del fantastico, sia fantascienza che fantasy, autrice di mondi alternativi che ha anche ispirato cinema e film d’animazione, anche se lei non è rimasta soddisfatta fino in fondo.
I libri di Ursula K. Le Guin meritano tutti di essere letti o riletti, negli anni sono usciti in varie edizioni e sono reperibili sia tra le novità che nel mercato dell’usato che in biblioteca, per cui in qualsiasi momento si possono leggere o rileggere le sue opere, approfittando dell’occasione della sua scomparsa ma ricordando che è sempre bello riprendere in mano libri che restano nel cuore. Però, tra le tante, forse ce ne è una imperdibile sempre e comunque, la serie di Terramare, di cui per puro ma fortuito caso è uscita una nuova edizione per gli Oscar Mondadori in concomitanza con la scomparsa dell’autrice, dal titolo Terramare la saga completa. La serie è nota anche come Earthsea, titolo usato anche in passate edizioni italiane presso altri editori e negli anni i libri che compongono la saga sono usciti anche singolarmente.
Nella storia di apprendistato del giovane Ged, mago destinato a lottare contro le forze delle tenebre che minacciano il suo mondo, diventando Signore dei draghi, il protagonista si troverà a dover lottare contro se stesso e le sue ambizioni, in una saga che coinvolgerà anche altri personaggi, metafora della vita, con ispirazioni che spaziano dalla fiaba classica a Philip K. Dick, da Tolkien a Isaac Asimov, con al centro di tutto discorsi non retorici sulla parità di genere, la ricerca di se stessi, il pacifismo, la ricerca di una società giusta e utopica.
Un romanzo diventa un classico quando ha sempre qualcosa da dire, anche a chi è nato anni dopo la sua prima pubblicazione: Terramare è uno di questi casi, un insieme di libri che si può leggere sotto varie angolazioni, come pura avventura nella fantasia, come descrizione di un mondo alternativo fatto non solo di incanto, come storia sociale, come aspirazione ad un modo migliore di essere e di vivere.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a scrivere fantascienza fin da bambina; ha pubblicato il primo racconto, Aprile a Parigi, nel 1962, ma è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il Premio Nebula che il Premio Hugo per La mano sinistra delle tenebre. Gli stessi riconoscimenti ottenuti poi nel 1974 per I reietti dell’altro pianeta. Anarchica e femminista, è una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea e per i suoi libri ha ricevuto decine di premi, tra cui un National Book Award (La spiaggia più lontana, 1973).

Source: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Ciao Giovanni

2 febbraio 2018

choukhadarian

Dopo lunga malattia è morto oggi Giovanni Choukhadarian, per un piccolo periodo anche collabotore di Liberi di scrivere, e non mancava anno che non ci consigliasse i suoi 5 libri da regalare a Natale. Personalmente lo ricordo per la sua fede, e per il suo amore per la poesia e la musica. Per chi volesse dargli l’ultimo saluto, i funerali sono domani sabato 3 febbraio al Santuario della Madonna Miracolosa in piazza Gastaldi nel centro storico di Taggia, alle ore 15.

:: Le voci infinite della poesia di Claribel Alegría, a cura di Nicola Vacca

26 gennaio 2018

alegria«Claribel Alegría è venuta a mancare in modo totalmente atteso. Non aveva vent’anni, non aveva cinquant’anni o sessant’anni da dire aveva ancora molto davanti. Claribel aveva novantatrè anni e attendeva di ricongiungersi al suo Bud, il suo amore di sempre. Lo sapevamo, lo sapeva. E soprattutto lo sappiamo con la consapevolezza che Claribel aveva fatto molto nella vita, aveva dato tanto a questo mondo. Tanto da far apparire la sua morte quasi una festa, pur triste, la normale e giusta epifania per una donna e una poeta che ha segnato il Novecento. E a noi resta il dovere e la responsabilità di ricordarla attraverso quello che ha dimostrato con il suo esempio e con i suoi versi. A noi resta l’importanza di chiederci cos’è la vita appoggiandoci su quello che lei ha fatto e scritto. Perché questo in ultima istanza fa un uomo, fa un donna, fanno i poeti. Dicono cos’è la vita».

Così Samuele editore, che ha pubblicato Voci (nella traduzione di Zingonia Zingone e Marina Benedetto) libro con cui Clarabel si è aggiudicato nel 2016 il Premio Internazionale Camaiore, dà la notizia della morte della poetessa nicaraguense.
Claribel Alegría è tra le maggiori esponenti della letteratura centro e sud americana. Poetessa tradotta in 15 lingue, classe 1924, fu apprezzata dal premio Nobel Juan Ramón Jiménez.
La sua poesia è chiarezza pura che sfida i territori contorti dell’implicito. Nei suoi versi Claribel ascolta il mondo e preferisce la parola nuda per rivolgersi alla condizione umana e raccontarne tutta la bellezza, comprese le sue fragili contraddizioni.
Voci è un prezioso gioiello poetico in cui Claribel con uno sguardo al suo vissuto intenso redige un testamento in versi da lasciare ai suoi pronipoti.
Parole forti e un linguaggio semplice e mai banale con cui la poetessa si interroga, anche con ironia, sull’ esistenza. Al centro della sua creazione poetica troviamo la morte, il tempo, l’amore, la perdita e soprattutto quella necessità di testimoniare un desiderio intenso di vivere.
Vanno ascoltate le voci infinite di Claribel Alegría. Voci che affondano in una poesia pura che non si nasconde e che nulla vuole nascondere.
In tutte le voci di Claribel c’è la voce unica della poesia necessaria che è la cosa più possibile su questa terra dove tutto sta diventando impossibile.

alegria2

«Queste voci – scrive Zingonia Zingone nella prefazione – parlano delle paure, dei dubbi, della certezza anelata e l’incertezza che prende il sopravvento».

Srivere è stato il suo modo di stare sola, ma allo stesso tempo la possibilità di regalare tutte le voci infinite della sua coscienza a noi che la leggiamo e a chi dopo di noi resterà.
Così nasce la grande poesia, e Claribel resterà nella memoria una poetessa umilmente immensa che nella schiettezza della parola nuda conosce la consapevolezza del distacco ma evita di consumarsi nella nostalgia. Ha scritto poesie senza mai tradire le parole e la vita, certa che un segnale sarà avvertito in questo tempo di allarmi.

Testamento

Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
Con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
Intero.
riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.

:: Jack Ketchum, pseudonimo di Dallas Mayr (Livingston, 10 novembre 1946 – New York, 24 gennaio 2018)

25 gennaio 2018

Jack Ketchum

:: Ursula Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929 – Portland, 22 gennaio 2018)

24 gennaio 2018

le guin

:: Addio a Blake B. Blink l’autrice di Zora Von Malice a cura di Elena Romanello

16 dicembre 2017

oddoeroIl 9 dicembre scorso se ne è andata di colpo Carla Oddoero, nota con il nome d’arte di Blake B Blink: aveva solo 35 anni ed era diventata famosa con la saga di Zora von Malice, vampira che non ricorda niente del suo passato quando si risveglia in una villa della collina torinese ma che si trova a dover lottare per la sua vita e per svelare i misteri che la circondano.
Impiegata nel commercio nella sua Pinerolo, Blake aveva scoperto l’amore per la scrittura nel 2010, un amore alimentato da un grande interesse per il fantastico e il gotico in particolare, che divideva con l’amica Jo Rebel, autrice di Craving.
In un momento in cui andavano per la maggiore storie di vampiri luccicanti degne dei peggiori Harmony, Blake propose una storia di vampiri tosta, nera, divertente, con una protagonista interessante che conquistò subito gli appassionati, grazie anche alle atmosfere torinesi, che niente avevano da invidiare a città culto degli appassionati di gotico come Londra o New Orleans.
La serie di Zora, uscita per Golem edizioni, era diventata anzi di culto, grazie anche alla collaborazione con il musicista Madaski già collaboratore dei Subsonica. Tutti aspettavano il terzo capitolo di questa epopea, un capitolo che non arriverà mai e Zora sarà un’altra di quelle eroine mitiche, perse nell’ombra e con un finale aperto, mentre magari si gira per Torino con un tour nei luoghi della sua storia.
Nel 2016 Blake aveva scritto la favola Blue e la bambina senza cuore, storia di un cinghiale e di una bambina senza cuore, per parlare di diversità, di creare ricordi, di affetto. Quasi un testamento. Il libro aveva avuto un buon successo grazie anche ai disegni di Andrea Berlinghieri e era disponibile anche in inglese, oltre che in versione audiolibro.
A portarla via alla sua famiglia, al papà Luigi regista tra le altre cose dello spettacolo de La maschera di ferro, alla mamma Rita Curletti, alle sue due bambine, ai suoi amici e ai suoi appassionati è stata un’emorragia cerebrale, frutto di una malformazione congenita di cui nessuno nei suoi 35 anni si era mai accorto, una bomba ad orologeria che in una fredda mattina di dicembre ha stroncato una vita intensa ma troppo breve.
In questi frangenti il rischio di essere retorici è davvero forte, ma si può comunque dire che Zora vivrà nei cuori di tutti coloro che hanno amato le sue avventure, così come Blake, capace di far sognare e di far capire ancora una volta l’importanza di una vita vissuta fino in fondo, per dare il meglio in ogni istante concesso.

:: Sam Shepard (Fort Sheridan, 5 novembre 1943 – Midway, 30 luglio 2017)

31 luglio 2017

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Cosa dire? Stasera (ri)leggerò Il grande sogno.