Archive for the ‘Addii’ Category

:: Gianpaolo Zarini (Savona, 5 settembre 1969 – Savona 7 luglio 2020)

7 luglio 2020

Gianpaolo

Ci ha lasciati questa notte, a soli 50 anni, lo scrittore savonese Gianpaolo Zarini, autore sempre in coppia con Andrea Novelli. Insieme hanno pubblicato opere per diversi editori italiani tra cui Marsilio, Mondadori, Feltrinelli, e Fratelli Frilli Editore. Oltre ad essere uno scrittore di raro talento era una persona gentile che credeva in valori come l’amicizia e la solidarietà. Incoraggiava, aiutava i colleghi e sapeva farsi volere bene. Ci mancheranno le sue storie e i suoi incoraggiamenti.

Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

:: Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964 – Los Angeles, 19 giugno 2020)

19 giugno 2020

Carlos Ruiz Zafón

:: Maj Sjöwall (Stoccolma, 25 settembre 1935 – 29 aprile 2020)

30 aprile 2020

Maj Sjowall

:: Per Olov Enquist (Skellefteå, 23 settembre 1934 – 25 aprile 2020)

26 aprile 2020

Per Olov Enquist

:: Luis Sepúlveda (Ovalle, 4 ottobre 1949 – Oviedo, 16 aprile 2020)

16 aprile 2020

Luis

:: Claire Bretécher (Nantes, 7 aprile 1940 – 10 febbraio 2020)

11 febbraio 2020

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:: Mary Higgins Clark (New York, 24 dicembre 1927 – Naples, 31 gennaio 2020)

2 febbraio 2020

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:: Francesca Fichera (Napoli 1988 – Napoli 2019)

20 novembre 2019

Francesca

:: Il nostro Harold Bloom, a cura di Nicola Vacca

16 ottobre 2019

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Harold Bloom è stato un celebre e influente critico letterario perché prima di tutto è stato un grande e appassionato lettore.
Un uomo intelligente e di straordinario spessore. La sua immensa lezione di letteratura e umanità ha guidato sempre i miei passi nel giornalismo culturale.
Proprio da Bloom ho imparato una cosa importante: che il critico letterario deve approcciarsi ai libri prima da lettore e poi da critico.
Con Bloom se ne va davvero un gigante, un uomo saggio e un intellettuale autentico che nella sua lunga attività si è sempre posto una domanda: in che modo la letteratura può influenzare la vita?
Con coraggio, sempre sposando posizioni anticonvenzionali, nei suoi scritti e nelle sue lezioni ha sempre fatto della letteratura la vita e della vita la letteratura.
Critico e irriverente contro ogni forma di strutturalismo, sempre sulfureo e schietto nel sostenere le sue idee, non arretrava mai davanti al politicamente corretto che ha sempre combattuto con le idee libere e con le sue tesi, sempre argomentate dal suo bagaglio infinito di conoscenza e cultura.
La letteratura come stile di vita è sempre stato il cavallo di battaglia che ha mosso l’agire di questo grande e immenso pensatore che, inventando il Canone Occidentale, ha voluto prima di tutto insegnarci che la grande letteratura, di cui dobbiamo avere sempre bisogno, ci rende altruisti.
Harold Bloom se ne infischiava delle accademie e quando formulava un giudizio si preoccupava soltanto di rispondere alla sua coscienza di uomo e di letterato sempre con il capo chino sui libri.
Era sincero e onesto nelle stroncature e soprattutto non teneva conto del politically correct quando doveva bastonare le posizioni ufficiali del mondo culturale.
Indimenticabili alcune sue posizioni su alcune scelte poco felici dell’Accademia di Svezia. Considerò davvero ridicolo il Nobel a Dario Fo.
Harold Bloom non faceva sconti a nessuno. Lui soprattutto amava gli scrittori bravi e non quelli intorno a cui si costruivano casi editoriali. La sua penna sulfurea non ha risparmiato critiche feroci ai mediocri e a quel mondo culturale che li ha sempre sostenuti.
Leggere bene è uno dei grandi piacere che la solitudine può concederci, questo sosteneva il grande Bloom. Grazie alle sue intuizioni abbiamo imparato in questi anni a leggere bene e soprattutto ad amare la saggezza dei libri.

«La critica, per come ho sempre tentato di interpretarla, sia in primo luogo letteraria, e con questo intendo personale e passionale. Non si tratta di filosofia, politica o religione: nei casi più alti è una forma di letteratura sapienziale, e quindi una meditazione sulla vita».

Ci mancheranno le riflessioni di Harold Bloom, critico letterario e uomo libero che nella letteratura come nella vita non ha mai avuto paura di scrivere e dire quello che andava sempre scritto e detto.

:: Harold Bloom (New York, 11 luglio 1930 – New Haven, 14 ottobre 2019)

15 ottobre 2019

Harold

:: Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925 – Roma, 17 luglio 2019)

17 luglio 2019

camilleri