Archive for the ‘Addii’ Category

:: Addio Little boy a cura di Nicola Vacca

24 febbraio 2021

È difficile dire addio a Lawrence Ferlinghetti, anche perché certi uomini non dovrebbero morire mai.
Alla veneranda età di 101 anni con un vissuto che ha attraversato il Novecento si è spento l’uomo Ferlinghetti ma resterà per sempre il poeta.
Il meno beat della beat generation, anche se è sempre stato considerato il maestro di quella generazione.
Oltre che poeta è stato romanziere, pittore, drammaturgo e editore.
Ferlinghetti ha fondato la celebre libreria City Lights di San Francisco e l’omonima casa editrice che ha pubblicato le prime opere di Jack Kerouac e Allen Ginsberg.
Era l’unico sopravvissuto di quella compagnia di ribelli e, il grande genio, l’agitatore culturale, e ancora un necessario punto di riferimento letterario e culturale.
Ferlinghetti, detto «il Prevért d’America» per la straordinaria popolarità delle sue poesie, è stato animatore del Novecento e della vita culturale di san Francisco con la sua celebre City Lights Books, luogo d’incontro delle migliori menti della sua generazione.
Nel 1958 pubblicò sulla Chicago Rewiew un pezzo sulla poesia di San Francisco nel quale sembra di rintracciare un ritratto della sua stessa poesia. «La poesia che si è fatta udire di recente è ciò che potrebbe essere chiamata poesia di strada. Perché consiste nel far uscire il poeta da un suo interiore santuario estetico dove troppo a lungo è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. Consiste nel riportare la poesia nella strada dove era una volta, fuori dalle classi, fuori dalle facoltà e in realtà fuori dalla pagina stampata. La parola stampata ha reso la poesia così silenziosa. Ma la poesia di cui parlo qui è la poesia parlata, poesia concepita come messaggio orale».
Quell’anno segna una svolta nella sua carriera di poeta. La New Directions di New York proprio ne 1958 pubblica A Coney Island of the mind, che diventerà uno dei libri di poesia più letti nel mondo.
La sua scrittura poetica permeata di satira e di invenzioni linguistiche che sperimenta una lingua parlata sempre vicina ai drammi e ai problemi degli uomini raggiunge il cuore delle persone, arriva con la sua potenza che deflagra e viene accolta con un grido di rivolta e di denuncia.
La poesia di Ferlinghetti conquista il lettore grazie a molte seduzioni. Una di queste è la potente semplicità di alcuni versi che sanno intercettare un contatto vivo con la gente comune.
Qualche anno fa è uscito da Clichy Little boy, un romanzo di Ferlinghetti ma anche qualcosa di più. Un’ autobiografia sui generis scritta e pensato con uno stile sperimentale e geniale che solo un genio come lui poteva scrivere.
In Little Boy (tradotto da Giada Diano), un monologo sulla sua vita pensato come un romanzo infinito che si abbandona a un flusso di coscienza in cui è quasi abolita la punteggiatura, c’è tutto di Ferlinghetti. Il poeta affida la trama del suo narrare a una ricerca appassionata del tempo non ancora perduto.
Da dissidente romantico e con il suo immenso cuore di poeta, Lawrence anche in questo libro continua a scrivere sulla strada dei ricordi affidandosi a un’immaginaria quarta persona singolare, che è la sua coscienza.
Ferlinghetti in Little Boy conferma di non amare le etichette e sfugge in maniera anarchica alle appartenenze e sceglie di regalarci pagine intense sulla sua lunga vita avventurosa con un libro che è inclassificabile: non è autobiografia, non è un romanzo, è una confessione scritta con un linguaggio torrenziale che mai si interrompe e che va oltre l’autobiografia e il romanzo.
Ricordi della sua vita si mescolano con fiumi di parole e riflessioni in cui il poeta mette in croce tutti i mali del tempo che ha attraversato: dalla critica radicale al potere all’attacco senza fare sconti alla civiltà industriale, alla globalizzazione e al consumismo che sta conducendo l’uomo verso l’estinzione.
Lawrence Ferlinghetti è Little Boy, l’uomo irriverente, il poeta psichedelico, il testimone libertario, il poeta sulla strada e della strada che parla e scrive della vita e la vive, sporcandosi le mani con quell’ esistenza fatta di incontri, di gente e soprattutto di persone. Cercando sempre l’amore per capire la carne.
È difficile dire addio a Lawrence Ferlinghetti.

:: Jean-Claude Carrière (Colombières-sur-Orb, 17 settembre 1931 – Parigi, 8 febbraio 2021)

9 febbraio 2021
Credit:Jean-Philippe BALTEL/SIPA/1902041441

:: John le Carré (Poole, 19 ottobre 1931 – Truro, 12 dicembre 2020)

14 dicembre 2020

Addio al mangaka Izumi Matsumoto a cura di Elena Romanello

15 ottobre 2020

Ci ha lasciati, dopo una lunga malattia ma a soli 61 anni Izumi Matsumoto, nome d’arte di Kazuya Terashima, uno degli autori di manga più amati degli anni Ottanta e Novanta.
A lui gli appassionati devono infatti la storia di formazione, sentimento e un po’ di paranormale Kimagure Orange Road, arrivata in Italia via anime innanzitutto con il titolo E’ quasi magia Johnny, con le avventure del giovane Kyosuke, diviso per tutti gli anni dell’adolescenza tra la bellissima Madoka e la vivace Hikaru, in cui tanti si sono riconosciuti e che ha accompagnato l’adolescenza di un’intera generazione, non solo giapponese.
Izumi Matsumoto è autore anche di altre opere, come Sesame Street e Izumi Matsumoto World: i suoi manga sono usciti in italiano per la Star Comics e senz’altro è giunto il momento di rileggerli e ritrovare quei momenti di crescita che anche da più grandi si ricordano, in un’eternità di attimi che non tornano più.

Addio a Terry Goodkind, autore fantasy di culto, a cura di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Questo 2020 non certo fortunato si porta via anche Terry Goodkind, autore fantasy tra i più famosi e discussi della sua generazione, che ha creato il mondo de La spada della verità, una saga che l’aveva impegnato per oltre venticinque anni, con anche un prequel e uno spin-off.
Nato nel 1948, Terry Goodkind aveva avuto un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla dislessia, cosa che non le aveva impedito di appassionarsi alla lettura prima e alla scrittura poi,nonostante avesse lasciato il college dopo anni di bullismo da compagni e insegnanti.
Nel corso della sua vita aveva lavorato come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Da una vita viveva al largo della costa del Maine, sull’isola di Mount Desert con la moglie Jeri, ed era proprio mentre costruiva la loro casa che aveva avuto la prima idea per la sua saga, piena di magia, scontri, personaggi indimenticabili e con una morale interna ad ogni volume.
Il mondo de La spada della verità è molto interessante, complesso, avvincente, ma anche molto crudo e violento, e l’autore aveva provocato polemiche e discussioni per questo, soprattutto per la compiacenza con cui descriveva crudeltà e stupri, oltre che per le sue idee politiche di destra, ispirate al movimento filosofico dell’oggettivismo, che in realtà mescola varie posizioni e idee.
In ogni caso i suoi libri sono comunque importanti nella narrativa fantasy contemporanea, e ispirarono la non fortunata ma simpatica serie La spada della verità, ideata da Sam Raimi, che edulcorava non poco la trama originale, in onda dal 2008 al 2010.
In Italia Terry Goodkind è stato pubblicato da Fanucci, in varie edizioni, e ultimamente con lo spin off da Newton Compton. Il suo sito ufficiale è Terry Goodkind.net

:: Gianpaolo Zarini (Savona, 5 settembre 1969 – Savona 7 luglio 2020)

7 luglio 2020

Gianpaolo

Ci ha lasciati questa notte, a soli 50 anni, lo scrittore savonese Gianpaolo Zarini, autore sempre in coppia con Andrea Novelli. Insieme hanno pubblicato opere per diversi editori italiani tra cui Marsilio, Mondadori, Feltrinelli, e Fratelli Frilli Editore. Oltre ad essere uno scrittore di raro talento era una persona gentile che credeva in valori come l’amicizia e la solidarietà. Incoraggiava, aiutava i colleghi e sapeva farsi volere bene. Ci mancheranno le sue storie e i suoi incoraggiamenti.

Addio a Carlos Ruiz Zafon a cura di Elena Romanello

19 giugno 2020

104830233_3482664751763096_6731090216067363212_oLa notizia è arrivata come un fulmine in un cielo finalmente sereno dopo giorni di pioggia, improvvisa e imprevista: è morto a Los Angeles, dove viveva per sei mesi all’anno collaborando con l’industria del cinema di Hollywood, Carlos Ruiz Zafon. Aveva 55 anni e da tempo era malato di cancro, un segreto per molti, che avevano continuato a seguirlo negli anni, con le sue prove letterarie amate in tutto il mondo, voce della nuova letteratura spagnola, tra le più interessanti e creative degli ultimi anni.
Carlos Ruiz Zafon era nato in quella Barcellona che lui ha reso famosa e immortale con L’ombra del vento nel 1964 e aveva iniziato la sua carriera letteraria all’inizio degli anni Novanta come autore di libri per ragazzi, usciti in molti Paesi, come l’Italia, quando ormai era famoso. Erano romanzi di genere fantastico, molto originali, che già mostravano il suo talento, come Marina, Il Palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre  e Il principe della nebbia. Aveva lavorato anche come critico culturale per i giornali El Pais e La Vanguardia e da tempo faceva anche lo sceneggiatore.
L’ombra del vento uscì in sordina nel 2001 e diventò famoso grazie al passa parola, diventando uno dei libri più letti, tradotti ed amati degli ultimi decenni, ed entrando nei 100 migliori libri spagnoli dagli anni Ottanta ad oggi. Grazie a questa epopea di un ragazzino di Barcellona, figlio di un libraio specializzato in edizioni per collezionisti e volumi usati e in cerca del misterioso cimitero dei libri della sua città città Carlos Ruiz Zafon era diventato lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes, tradotto in 40 lingue e capace di reinventare il grande romanzo ottocentesco in chiave contemporanea.
Il mondo de L’ombra del vento era tornato ne Il gioco dell’angelo, Il prigioniero del cielo Il labirinto degli spiriti, a costruire una saga tra Storia e realismo fantastico, gotico e fantasy, che aveva conquistato il pubblico di tutto il mondo e di più generazioni. L’anno scorso lo scrittore era stato ospite di Pordenonelegge, dove aveva annunciato che non sarebbe più tornato nel mondo del cimitero dei libri di Barcellona e che era pronto per scrivere qualcos’altro. Un qualcosa che purtroppo non è mai arrivato.
Un autore che ha fatto scoprire mondi fantastici e nuovi, che ha raccontato storie avvincenti, che ha unito tante persone di fronte ai suoi libri, che ha fatto insomma cosa fa la grande letteratura, e che mancherà a tutti coloro che si sono persi a cercare il Cimitero dei Libri dimenticati e che sono andati a Barcellona per trovare quel posto, e che continueranno a farlo, d’ora in poi, come si va a Londra a cercare i luoghi di Dickens o a Parigi sulle tracce di Hugo e Dumas. Ed è giusto ricordare una frase sui libri del suo romanzo: Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.. Come sarà per sempre con i suoi libri.

:: Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964 – Los Angeles, 19 giugno 2020)

19 giugno 2020

Carlos Ruiz Zafón

:: Maj Sjöwall (Stoccolma, 25 settembre 1935 – 29 aprile 2020)

30 aprile 2020

Maj Sjowall

:: Per Olov Enquist (Skellefteå, 23 settembre 1934 – 25 aprile 2020)

26 aprile 2020

Per Olov Enquist

:: Luis Sepúlveda (Ovalle, 4 ottobre 1949 – Oviedo, 16 aprile 2020)

16 aprile 2020

Luis

:: Claire Bretécher (Nantes, 7 aprile 1940 – 10 febbraio 2020)

11 febbraio 2020

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