Archive for the ‘Addii’ Category

:: Terramare – La saga completa di Ursula K. Le Guin (Mondadori 2018) a cura di Elena Romanello

23 febbraio 2018
Terramare

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Quando muore un autore o un’autrice famosi non c’è niente di meglio per ricordarli che riprendere in mano i suoi libri e rileggerli. In questi anni abbiamo dovuto salutare tanti compagni e compagne di letture di lungo corso, spesso iniziate durante l’infanzia o l’adolescenza, uno degli ultimi è stata Ursula K. Le Guin, scomparsa il 22 gennaio scorso a 87 anni, maestra del fantastico, sia fantascienza che fantasy, autrice di mondi alternativi che ha anche ispirato cinema e film d’animazione, anche se lei non è rimasta soddisfatta fino in fondo.
I libri di Ursula K. Le Guin meritano tutti di essere letti o riletti, negli anni sono usciti in varie edizioni e sono reperibili sia tra le novità che nel mercato dell’usato che in biblioteca, per cui in qualsiasi momento si possono leggere o rileggere le sue opere, approfittando dell’occasione della sua scomparsa ma ricordando che è sempre bello riprendere in mano libri che restano nel cuore. Però, tra le tante, forse ce ne è una imperdibile sempre e comunque, la serie di Terramare, di cui per puro ma fortuito caso è uscita una nuova edizione per gli Oscar Mondadori in concomitanza con la scomparsa dell’autrice, dal titolo Terramare la saga completa. La serie è nota anche come Earthsea, titolo usato anche in passate edizioni italiane presso altri editori e negli anni i libri che compongono la saga sono usciti anche singolarmente.
Nella storia di apprendistato del giovane Ged, mago destinato a lottare contro le forze delle tenebre che minacciano il suo mondo, diventando Signore dei draghi, il protagonista si troverà a dover lottare contro se stesso e le sue ambizioni, in una saga che coinvolgerà anche altri personaggi, metafora della vita, con ispirazioni che spaziano dalla fiaba classica a Philip K. Dick, da Tolkien a Isaac Asimov, con al centro di tutto discorsi non retorici sulla parità di genere, la ricerca di se stessi, il pacifismo, la ricerca di una società giusta e utopica.
Un romanzo diventa un classico quando ha sempre qualcosa da dire, anche a chi è nato anni dopo la sua prima pubblicazione: Terramare è uno di questi casi, un insieme di libri che si può leggere sotto varie angolazioni, come pura avventura nella fantasia, come descrizione di un mondo alternativo fatto non solo di incanto, come storia sociale, come aspirazione ad un modo migliore di essere e di vivere.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a scrivere fantascienza fin da bambina; ha pubblicato il primo racconto, Aprile a Parigi, nel 1962, ma è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il Premio Nebula che il Premio Hugo per La mano sinistra delle tenebre. Gli stessi riconoscimenti ottenuti poi nel 1974 per I reietti dell’altro pianeta. Anarchica e femminista, è una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea e per i suoi libri ha ricevuto decine di premi, tra cui un National Book Award (La spiaggia più lontana, 1973).

Source: acquisto personale del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Ciao Giovanni

2 febbraio 2018

choukhadarian

Dopo lunga malattia è morto oggi Giovanni Choukhadarian, per un piccolo periodo anche collabotore di Liberi di scrivere, e non mancava anno che non ci consigliasse i suoi 5 libri da regalare a Natale. Personalmente lo ricordo per la sua fede, e per il suo amore per la poesia e la musica. Per chi volesse dargli l’ultimo saluto, i funerali sono domani sabato 3 febbraio al Santuario della Madonna Miracolosa in piazza Gastaldi nel centro storico di Taggia, alle ore 15.

:: Le voci infinite della poesia di Claribel Alegría, a cura di Nicola Vacca

26 gennaio 2018

alegria«Claribel Alegría è venuta a mancare in modo totalmente atteso. Non aveva vent’anni, non aveva cinquant’anni o sessant’anni da dire aveva ancora molto davanti. Claribel aveva novantatrè anni e attendeva di ricongiungersi al suo Bud, il suo amore di sempre. Lo sapevamo, lo sapeva. E soprattutto lo sappiamo con la consapevolezza che Claribel aveva fatto molto nella vita, aveva dato tanto a questo mondo. Tanto da far apparire la sua morte quasi una festa, pur triste, la normale e giusta epifania per una donna e una poeta che ha segnato il Novecento. E a noi resta il dovere e la responsabilità di ricordarla attraverso quello che ha dimostrato con il suo esempio e con i suoi versi. A noi resta l’importanza di chiederci cos’è la vita appoggiandoci su quello che lei ha fatto e scritto. Perché questo in ultima istanza fa un uomo, fa un donna, fanno i poeti. Dicono cos’è la vita».

Così Samuele editore, che ha pubblicato Voci (nella traduzione di Zingonia Zingone e Marina Benedetto) libro con cui Clarabel si è aggiudicato nel 2016 il Premio Internazionale Camaiore, dà la notizia della morte della poetessa nicaraguense.
Claribel Alegría è tra le maggiori esponenti della letteratura centro e sud americana. Poetessa tradotta in 15 lingue, classe 1924, fu apprezzata dal premio Nobel Juan Ramón Jiménez.
La sua poesia è chiarezza pura che sfida i territori contorti dell’implicito. Nei suoi versi Claribel ascolta il mondo e preferisce la parola nuda per rivolgersi alla condizione umana e raccontarne tutta la bellezza, comprese le sue fragili contraddizioni.
Voci è un prezioso gioiello poetico in cui Claribel con uno sguardo al suo vissuto intenso redige un testamento in versi da lasciare ai suoi pronipoti.
Parole forti e un linguaggio semplice e mai banale con cui la poetessa si interroga, anche con ironia, sull’ esistenza. Al centro della sua creazione poetica troviamo la morte, il tempo, l’amore, la perdita e soprattutto quella necessità di testimoniare un desiderio intenso di vivere.
Vanno ascoltate le voci infinite di Claribel Alegría. Voci che affondano in una poesia pura che non si nasconde e che nulla vuole nascondere.
In tutte le voci di Claribel c’è la voce unica della poesia necessaria che è la cosa più possibile su questa terra dove tutto sta diventando impossibile.

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«Queste voci – scrive Zingonia Zingone nella prefazione – parlano delle paure, dei dubbi, della certezza anelata e l’incertezza che prende il sopravvento».

Srivere è stato il suo modo di stare sola, ma allo stesso tempo la possibilità di regalare tutte le voci infinite della sua coscienza a noi che la leggiamo e a chi dopo di noi resterà.
Così nasce la grande poesia, e Claribel resterà nella memoria una poetessa umilmente immensa che nella schiettezza della parola nuda conosce la consapevolezza del distacco ma evita di consumarsi nella nostalgia. Ha scritto poesie senza mai tradire le parole e la vita, certa che un segnale sarà avvertito in questo tempo di allarmi.

Testamento

Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
Con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
Intero.
riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.

:: Jack Ketchum, pseudonimo di Dallas Mayr (Livingston, 10 novembre 1946 – New York, 24 gennaio 2018)

25 gennaio 2018

Jack Ketchum

:: Ursula Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929 – Portland, 22 gennaio 2018)

24 gennaio 2018

le guin

:: Addio a Blake B. Blink l’autrice di Zora Von Malice a cura di Elena Romanello

16 dicembre 2017

oddoeroIl 9 dicembre scorso se ne è andata di colpo Carla Oddoero, nota con il nome d’arte di Blake B Blink: aveva solo 35 anni ed era diventata famosa con la saga di Zora von Malice, vampira che non ricorda niente del suo passato quando si risveglia in una villa della collina torinese ma che si trova a dover lottare per la sua vita e per svelare i misteri che la circondano.
Impiegata nel commercio nella sua Pinerolo, Blake aveva scoperto l’amore per la scrittura nel 2010, un amore alimentato da un grande interesse per il fantastico e il gotico in particolare, che divideva con l’amica Jo Rebel, autrice di Craving.
In un momento in cui andavano per la maggiore storie di vampiri luccicanti degne dei peggiori Harmony, Blake propose una storia di vampiri tosta, nera, divertente, con una protagonista interessante che conquistò subito gli appassionati, grazie anche alle atmosfere torinesi, che niente avevano da invidiare a città culto degli appassionati di gotico come Londra o New Orleans.
La serie di Zora, uscita per Golem edizioni, era diventata anzi di culto, grazie anche alla collaborazione con il musicista Madaski già collaboratore dei Subsonica. Tutti aspettavano il terzo capitolo di questa epopea, un capitolo che non arriverà mai e Zora sarà un’altra di quelle eroine mitiche, perse nell’ombra e con un finale aperto, mentre magari si gira per Torino con un tour nei luoghi della sua storia.
Nel 2016 Blake aveva scritto la favola Blue e la bambina senza cuore, storia di un cinghiale e di una bambina senza cuore, per parlare di diversità, di creare ricordi, di affetto. Quasi un testamento. Il libro aveva avuto un buon successo grazie anche ai disegni di Andrea Berlinghieri e era disponibile anche in inglese, oltre che in versione audiolibro.
A portarla via alla sua famiglia, al papà Luigi regista tra le altre cose dello spettacolo de La maschera di ferro, alla mamma Rita Curletti, alle sue due bambine, ai suoi amici e ai suoi appassionati è stata un’emorragia cerebrale, frutto di una malformazione congenita di cui nessuno nei suoi 35 anni si era mai accorto, una bomba ad orologeria che in una fredda mattina di dicembre ha stroncato una vita intensa ma troppo breve.
In questi frangenti il rischio di essere retorici è davvero forte, ma si può comunque dire che Zora vivrà nei cuori di tutti coloro che hanno amato le sue avventure, così come Blake, capace di far sognare e di far capire ancora una volta l’importanza di una vita vissuta fino in fondo, per dare il meglio in ogni istante concesso.

:: Sam Shepard (Fort Sheridan, 5 novembre 1943 – Midway, 30 luglio 2017)

31 luglio 2017

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Cosa dire? Stasera (ri)leggerò Il grande sogno.

:: Sergio Altieri (Milano, 1952 – Milano, 16 giugno 2017)

17 giugno 2017

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:: Addio a Jiro Taniguchi, a cura di Elena Romanello

15 febbraio 2017

jiro-taniguchiA soli 69 anni se ne è andato Jiro Taniguchi, un mangaka che ha mostrato anche in Occidente le potenzialità autoriali del fumetto giapponese, molto popolare e amato dagli appassionati ma spesso, anche a torto, snobbato dalla critica come troppo seriale e commerciale.
Come altri suoi coetanei, Taniguchi è appassionato di manga fin da bambino, e iniziò la sua carriera come assistente di Kyota Ishikawa. Debuttò nel 1970 con Kurorohorumu (Cloroformio), e da allora si distinse per i temi insoliti che trattava nelle sue opere, a partire da Kareta heya (La stanza arida), storia breve incentrata su una stanza in cui l’autore aveva abitato e che era stata in precedenza una casa d’appuntamento. Nel 1971 vinse il premio Big Comics con Tōi koe (Voci lontane), mentre nel 1975 debutta con la sua prima serie, Namae no nai dobutsutachi (Animali senza nome), incentrata sugli animali appunto che saranno tra i suoi argomenti preferiti.
Nel corso degli anni Taniguchi collabora con lo scrittore Natsuo Sekikawa con cui realizza alcuni manga noir tra cui spicca la raccolta Tokyo killers e con Caribu Marley insieme al quale si occupa di raccontare storie ambientate nel mondo della boxe. Ma i suoi interessi sono vari, e vedono la nascita di opere diversissime, come Bocchan no jidai (Ai tempi di Bocchan), da un classico della letteratura giapponese, Bocchan di Soseki Natsume, ambientato nel periodo Meiji (1868-1912), il fantascientifico Blanca, le serie di racconti Genju jiten (Enciclopedia degli animali primordiali) e Aruku hito (L’uomo che cammina), il romanzo di formazione a fumetti Chichi no koyomi (Al tempo di papà), Ikaru (Icaro), frutto di una collaborazione con Moebius, il thriller Sōsakusha (La ragazza scomparsa), il western Ten no taka (Sky Hawk) .
Jiro Taniguchi ha vinto alcuni dei più importanti premi fumettistici giapponesi, come il premio Osamu Tezuka, è stato insignito in Francia della medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dallo Stato francese e del premio della fiera di Angouleme ed ha partecipato nel 2011 a Lucca Comics and Games.
Le sue opere, spesso autoconclusive e storie comunque brevi, si distinguono per uno stile di disegno limpido e maturo e per tematiche incentrate su riflessioni sulla vita, i sentimenti, la società. Lo stesso Taniguchi si è sempre sentito un outsider nel mondo dei manga.
In Italia le sue opere sono edite da Coconino, Planet Manga e Rizzoli e sono di abbastanza facile reperibilità, oltre che molto interessanti per chi cerca storie nuove, tra i manga e non, nell’opera di un autore che in molti hanno definito un vero e proprio poeta.

:: Predrag Matvejevic (7 ottobre 1932 – 2 febbraio 2017)

2 febbraio 2017

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:: Addio a Richard Adams, l’autore de La Collina dei Conigli, a cura di Elena Romanello

11 gennaio 2017

image_book-phpTra gli scomparsi di quest’ultimo periodo si segnala anche Richard Adams, morto a 96 anni, autore oggi un po’ dimenticato, almeno qui in Italia, ma protagonista di un’intensa stagione di successo tra anni Settanta e Ottanta.

Classe 1920, laureato in Storia ad Oxford, soldato durante la seconda guerra mondiale in Palestina, Europa e Estremo Oriente, membro del servizio civile britannico nel dopoguerra, attivista ambientalista, cominciò a raccontare alle figlie le storie sugli animali che poi diventarono oggetto dei suoi libri.

Il suo primo grande successo nonché il suo libro più famoso fu La collina dei conigli (Watership Down del 1972), trasposto anche in un film d’animazione e epica storia di un gruppo di conigli che cercano una nuova casa. Tra gli altri suoi libri di successo sono da citare il fantasy La valle dell’orso (Shardik, 1974), I cani della peste (The plague dogs, 1977), La ragazza sull’altalena (The girl in a swing, 1980) e La collina dei ricordi. Nuove storie dalla collina dei conigli (Tales from Watership Down, 1996).

Nei suoi libri si parla di animali e ambiente, ma anche d’amore e di mondi alternativi: a torto viene considerato un autore per ragazzi, quando in realtà ha aderito alla tradizione di storie fantastiche con protagonisti gli animali, che nei decenni hanno dato vita a capolavori come Il vento tra i salici e La fattoria degli animali.

Per il resto, Richard Adams ha vissuto per la maggior parte della sua vita nell’Hampshire, Inghilterra rurale, tenendo anche corso di letteratura in alcune città statunitensi. Vincitore di numerosi premi letterari, è rimasto in contatto con i suoi lettori fino a tempi recenti: in Italia le sue opere sono state pubblicate da Rizzoli e purtroppo non sono più disponibili nelle librerie, occorre affidarsi all’usato o alle biblioteche, e non sarebbe male poterlo riscoprire come autore di storie che possono essere ancora molto interessanti, oltre ad essere ormai diventate dei classici, soprattutto per quello che riguarda La collina dei conigli.

:: Claudio Pavone (Roma, 30 novembre 1920 – Roma, 29 novembre 2016), a cura di Daniela Distefano

1 dicembre 2016

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E’ morto lo scorso ventinove novembre lo storico e partigiano Claudio Pavone, avrebbe compiuto 96 anni il giorno successivo, il trenta novembre. È stato presidente, per il quadriennio 1995-1999, della Società italiana per lo studio della storia contemporanea nonché direttore della rivista di studi storico-politici “Parolechiave”. Dall’autunno del 1943 prese parte alla Resistenza.
Tale esperienza, oltre ad incidere sulla sua coscienza civile e sulla sua visione politica, si rivelò determinante anche per la sua attività di ricercatore scientifico nel campo storico, infatti esercitò per molti anni l’attività di funzionario degli Archivi di Stato.
Dal 1975 è stato professore incaricato e dal 1980 al 1991 professore associato, presso l’Università di Pisa.
È stato presidente della SISSCO dal 1995 al 1999. Nel 2007 è stato insignito del Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica.
Con la sua scomparsa si disperdono i rivoli di una testimonianza lucida, a tratti aspra, ma sempre autentica: le voci della lotta alla follia nazista e fascista, il coro dei fucilati che morivano per vivere nei ricordi futuri.
Tutto quello che è stato raso al suolo dalla falce della Morte ha preso forma di materiale grezzo che la Storia e suoi interpreti – come Claudio Pavone – hanno disossato per far affiorare la Verità di un’epoca dannata e da non dimenticare. Perché non accada mai più quello che nessuno mai aveva osato concepire.