:: Stefano Di Marino (Milano, 28 marzo 1961 – Milano, 6 agosto 2021)

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Ci ha lasciato questa mattina Stefano Di Marino, ha collaborato con il nostro blog per diversi anni e ne è nata una bella amicizia, era una persona schietta e sincera e non per dire, in questi anni mi ha dato molti consigli ed era sempre presente se si aveva bisogno. Questi ultimi mesi sono stati per lui molto difficili, assistere genitori anziani e malati è una prova terribile soprattutto quando si è da soli. Lascia un grande vuoto e la certezza che forse il suo talento sarà riconosciuto ancora di più ora che non c’è più. Aveva una penna felice, una facilità di scrittura rara e scriveva veri noir, cosa ancora più rara in Italia, ed era un grande divulgatore e saggista, cosa forse meno conosciuta ai più. Non è un addio ma un arrivederci, tutti passeremo oltre e sono certa ci rincontreremo ovunque tu sia.

Mi sono ripromessa di scrivere qualcosa in ricordo di Stefano appena avessi ritrovato un po’ di lucidità, ma sono passati 5 giorni e lo shock, lo sgomento, il dolore sono ancora presenti. Tutto luglio sono stata senza computer e questo mi ha impedito di rendermi conto pienamente di cosa Stefano stesse passando. Il senso di colpa però di non essere riuscita a fare niente rimane, che era stanco, prosciugato, tutti bene o male ce ne siamo accorti. Che era un periodo difficile non lo nascondeva, quando gli ho offerto di parlarmene, di confidarsi che questa volta sarei stata io a potergli dare consigli (ho assistito entrambi i genitori malati oncologici e so quanto questo possa usurare) dopo i tanti che mi aveva dato lui, mi ha ringraziato anche solo del pensiero ma non ha voluto aprirsi. In tutta sincerità non so quali siano state le vere ragioni che l’hanno portato a togliersi la vita, io non giudico, nessuno di noi deve permettersi di farlo, possono essere i dissesti economici, la morte di una persona cara, la diagnosi di una malattia incurabile, la depressione, la solitudine, chiunque ne può cadere vittima, chiunque può trovarsi a un punto in cui sembra non ci sia scelta o anche solo si è stanchi di combattere. Ho letto che ha lasciato un biglietto, per ora non ancora reso pubblico, in cui spiega le ragioni del suo gesto, gesto che ha messo fine a tutti i suoi progetti, lasciando orfani i tanti lettori che amavano le sue storie e gli manifestavano costante apprezzamento e appoggio (leggo in questi giorni che la critica lo ignorava e dal poco che lo conoscevo se avesse dovuto scegliere tra il plauso della critica e l’affetto dei lettori avrebbe scelto quest’ultimo), i suoi colleghi, i suoi amici. Per tutti coloro che gli hanno voluto bene, e hanno capito e valorizzato il suo talento posso solo dire che Stefano resta la persona che abbiamo conosciuto, restano i suoi libri, resta il suo ricordo, e appena questi giorni tremendi passeranno ricorderemo solo le cose belle, il tempo sereno che ci ha fatto passare parlando con competenza e intelligenza di film, sceneggiati, libri. Io personalmente ricorderò l’abbraccio virtuale che ha messo al post in cui ricordavo il compleanno di mia madre, è stato il primo a farlo. Come è stato il primo a credere nel mio blog e a collaborarvi con recensioni e articoli. Come autore io lo conoscevo ben da prima e quello che è successo non cambierà una virgola di quello che è stato.

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