Posts Tagged ‘letteratura italiana’

:: Twenty – Il nuovo secolo americano: venti anni di guerra e pace nelle cronache di un giornalista italiano di Francesco Semprini (Signs Books 2021) a cura di Giulietta Iannone

12 settembre 2022

Federico Rampini scrive, nella prefazione di “Twenty”, che Ā«mettere insieme i fatti, gli eventi, allineandoli uno dopo l’altro, ricostruire il dettaglio di ciò che accadde, ĆØ un tipo di lavoro che, alla lunga, invecchia meno delle dotte e presuntuose analisi, degli editoriali in prima pagina, molti dei quali, se riletti oggi, provocano imbarazzo. Francesco Semprini ha messo insieme, in quest’opera, il suo lavoro di cronista in prima linea, materiale tuttora utile e interessanteĀ». “Twenty” ĆØ la narrazione dell’America del XXI secolo attraverso scatti e dispacci che lasciano lo spazio di giudicare, conferendo opportuni strumenti di critica… con la consapevolezza di una narrazione prevalentemente in presa diretta, senza filtri e senza alcun privilegio, se non quello dell’autore di essere rimasto sempre il più vicino possibile ai fatti.

Per capire l’America, o meglio gli Stati Uniti d’America, errore di termini in cui incorriamo spesso quando nominiamo i territori d’oltre Oceano, l’America naturalmente ĆØ un continente che comprende Nord e Sud America per cui anche Messico, Argentina, Perù, etc.., ho trovato di estremo interesse la lettura di Twenty – Il nuovo secolo americano: venti anni di guerra e pace nelle cronache di un giornalista italiano di Francesco Semprini, edito nel 2021 da Signs Books. Gli Stati Uniti d’America con tutte le loro criticitĆ , le loro recessioni, la disoccupazione, le crisi istituzionali sono un macrocosmo variegato e complesso la cui analisi, anche svolta da importanti analisti ĆØ sempre difficile e sfugge a molte sottigliezze, per cui ĆØ interessante raccoggliere i fatti, filtrati dall’esperienza di un giornalista che vive negli Stati Uniti dal 2001, e seppure di sensibilitĆ  prettamente europea conosce dinamiche e problematiche di un paese a volte molto diverso da come l’immaginiamo. Fenomeni di massa e mediatici come Trump non sono spiegabili senza conoscere il vero cuore degli Stati Uniti, la sua gente, quello scontento, quella delusione non solo in termini di crisi economica, che hanno fatto recedere il paese da faro della libertĆ , con un preciso ruolo anche a livello mondiale e una sorta di orgoglio nazionale, in un secondo piano rispetto a nuove realtĆ  emergenti. Ho trovato di estremo interesse i capitoli riservati a Trump, dal decimo con il titolo più che emblematico Uragano Trump, che consiglio di leggere soprattutto in prospettiva delle nuove elezioni del 2024 che probabilmente riproporranno un confronto (ancora più agguerrito e senza regole) tra Hillary Clinton e Trump, con un paese molto cambiato dopo una pandemia devastante, e una crisi militare nel cuore slavo dell’Europa. Le incognite sono tante ma per comprendere questo paese ĆØ bene capire l’importanza e il ruolo che caratterizzano le relazioni specialmente con la Cina, vero punto in cui convergono tutte le tensioni esterne e interne. A quel punto la Casa Bianca dovrĆ  decidere se ritenere Pechino responsabile della devastazione umana ed economica causata dal Covid-19. E questo sarĆ  davvero il punto di svolta delle nuove amministrazioni. Io in tutta sinceritĆ  mi auguro che non si arrivi mai a uno scontro diretto, in favore di una sempre maggiore cooperazione e conoscenza reciproca. Politicizzare il virus forse sarĆ  proprio l’errore più grave che i candidati sia repubblicani che democratici potranno fare, perchĆØ sƬ addensa il consenso nel breve termine contro un nemico comune, ma ĆØ foriero di incognite ancora maggiori nel lungo periodo. Tutte riflessioni che ho maturato durante la lettura di questo libro che consiglio sia a chi ĆØ a digiuno di faccende statunitensi, sia a chi pur conoscendo il paese si pone degli interrogativi. Semprini ĆØ molto abile nel rendere la materia interessante. Edizione arricchita da illustrazioni e contenuti multimediali fruibili con smartphone o tablet (QR Code). Il volume ĆØ anche audiolibro con i brani letti da Francesco Semprini. Prefazione di Federico Rampini. Postfazione di Alberto Simoni.

Francesco Semprini, giornalista professionista, vive negli Stati Uniti dal 2001. Ha seguito per La Stampa le più importanti vicende politiche ed economiche americane del nuovo secolo, ed è stato inviato di guerra nei principali teatri di crisi del pianeta. Per il quotidiano torinese ha aperto un ufficio di corrispondenza alle Nazioni Unite. Ha curato ed è co-autore del volume Emergenza Libia (Rubbettino Editore) e ha prodotto Siete Mil, documentario breve sulla crisi del Venezuela.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Anna dell’Ufficio stampa dedicato.

:: Tutti i sƬ che aiutano a crescere di Sarah Cervi, (Newton Compton Editori 2022) a cura di Valeria Gatti

6 settembre 2022

ā€œLa più grande sfida che ci lanciano, a mio avviso, ĆØ quella di amarli incondizionatamente.ā€

Madre Teresa sosteneva che ā€œi genitori devono essere affidabili, non perfetti. I figli devono essere felici, non farci feliciā€ e credo che questa citazione sia tanto potente quanto autentica. Nel ruolo di genitori, infatti, si ĆØ sempre più convinti che per rendere felici i figli si debba essere dei perfetti supereroi armati di poteri e armi magiche. Al contrario, gli umani che devono affrontare la crescita della loro prole affidandosi alla propria pelle risultano deficitari, quasi sbagliati.

Leggere il manuale dal titolo ā€œTutti i sƬ che aiutano a crescereā€ di Sarah Cervi, edito da Newton Compton, aiuta a comprendere un messaggio che, come dicevo pocanzi, il genitore deve rivalutare: essere veri, carichi di valori e di qualche sbaglio, pieni di consapevolezza circa noi stessi e le nostre emozioni, ĆØ il metodo per affrontare il percorso genitoriale. Non servono, per nostra fortuna, armi magiche, ma tanta conoscenza. Il sapere ĆØ la risposta alle tante sfide della vita e, a maggior ragione, resta la regola base per aiutare i figli ad affrontare le loro stesse sfide.

C’è qualcuno che si ĆØ sentito in imbarazzo e impotente davanti a un capriccio, magari in un negozio pieno di sguardi accusatori? Quante sono le mamme che hanno avvertito quel tossico senso di colpa per essersi concessa del tempo per sĆ©? C’è qualche genitore che ha affrontato l’adolescenza del proprio figlio come uno scalatore senza protezioni? A voi: sappiate che tutto questo ĆØ normale, anzi normalissimo, secondo l’autrice. I consigli e le teorie che ha studiato e raccolto in quest’opera sono la prova che l’essere genitori ĆØ un compito a cui, spesso, non si ĆØ preparati e che, a volte e proprio per questo, rischia di diventare un macigno, un presunto fallimento. Alla base c’è sempre un principio che ricorre spesso, nell’opera: conoscere se stessi e avere quante più nozioni possibili circa la fase che si sta attraversando.

Il manuale ha una forma classica ma non aspettatevi una formalitĆ  inespressiva. Al contrario, infatti, l’autrice ha scelto una prosa autentica, leggera, chiara e comprensibile completa di aneddoti personali, prove e riflessioni. Il primo capitolo getta le basi del progetto: ā€œIl difficile mestiere del genitoreā€ ĆØ il titolo e il lettore si sente giĆ  a proprio agio, compreso, non giudicato. Il giudizio non fa parte dell’opera: l’autrice esplora il complesso mondo del rapporto con i figli senza mai dare per scontato o criticare scelte, e questo rende la lettura ancora più solidale. La narrazione, a partire dal primo capitolo, scava nelle pieghe dell’educazione, dei permessi, delle emozioni, della comunicazione, della sessualitĆ , dell’affettivitĆ  e, tra un passaggio teorico e un invito a prendersi del tempo per riflettere, si comprende l’importanza della conoscenza. Anche su questo approccio, l’autrice si destreggia tra consigli di lettura, strategie e riflessioni: conoscere per applicare, sapere per comunicare ed esplorare.

Sarah Cervi, in questo suo manuale, affronta il tema della crescita personale lasciando intendere che le fasi di crescita riguardano tutti e non solo i piccoli perchĆ© ogni evento – fase, incontro, circostanza – ha la possibilitĆ  di migliorarci e di trasmetterci un insegnamento prezioso.

Sarah Cervi ƈ psicologa, psicoterapeuta e insegnante di meditazione mindfulness. Lavora in ambito clinico, si occupa anche di educazione e sviluppo psicologico dei bambini, di sostegno alla genitorialitƠ e di counseling e coaching per la gestione delle emozioni con adulti, adolescenti e bambini. ƈ mamma di due figli adolescenti.

Source: ricevuto dall’editore, grazie a Antonella ufficio stampa Newton Compton.

:: Millo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledetto, Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi (Gallucci 2022) A cura di Viviana Filippini

28 giugno 2022

Ā«Facciamo che noi non lasciamo un amico in pericolo. Lui ci avrebbe aiutato, e lo stesso dobbiamo fare noi. Come dice Chil l’avvoltoio: ā€œSiamo di uno stesso sangue!ā€Ā». Ci sono voluti un po’ di anni (20) ma, alla fine, il fumetto con protagonisti i due gemelli Millo e Cia, creati da Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi, sono diventati un libro per i piccoli lettori edito da Gallucci. Protagonisti di ā€œMillo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledettoā€ sono i due gemelli tra loro diversi per carattere e modo di essere, uniti dalla passione per lo scoutismo che li rende parte integrante del mondo scout e dell’avventura. Per i due protagonisti tutto sembra andare per il meglio, ma la situazione si movimenta nel momento in cui due loro amici lupetti svaniscono nel nulla. Per ritrovarli i ragazzi dovranno affrontare il temibile Palazzaccio, un palazzo vecchio e -a quanto di dice- maledetto che mette terrore solo a vederlo. La trama messa a punto dai tre autori ĆØ ben costruita grazie ad un intreccio nel quale non mancano i colpi di scena che lasciano il lettore pieno di stupore e che gli fanno capire anche quanto sia importante l’amicizia, visto che i protagonisti sono pronti a tutto pur di ritrovare i loro amici. Interessante ĆØ anche il fatto che Millo e Cia, essendo due scout, spesso usano il loro tipico linguaggio da lupetti ed esso risulta essere comprensibile pure a chi negli scuot non ci ĆØ mai entrato e che, proprio grazie a questa avventura, ne conosce un po’ le caratteristiche. Altro aspetto interessante ĆØ che questo libro con Millo e Cia ĆØ sƬ un romanzo per ragazzi, dove l’avventura ĆØ il genere principale, ma in esso c’è un po’ di romanzo di formazione. PerchĆ© affermo questo? PerchĆ© i protagonisti per ritrovare i due amici scomparsi entreranno nel Palazzaccio, un luogo tetro, misteriosoĀ  e sconosciuto dove ci sono elementi che possono incutere paura. La storia proposta dai tre autori più essere vista come un romanzo di formazione perchĆ© Millo, Cia e i loro compagni si trovano catapultati in mirabolanti avventure, con strane presenze da sconfiggere e tanti inaspettati imprevisti che rappresentano le prove che gli eroi della storia devono superare per raggiungere il proprio obiettivo e maturare un po’. ā€œMillo & Cia – Avventure scout. Il mistero del palazzo maledettoā€ di Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat e Mauro Guidi (Gallucci 2022) ĆØ una storia dove il coraggio, la collaborazione, il lavoro di squadra per salvare il prossimo in difficoltĆ , l’amicizia e il divertimento, sono valori importanti che non solo spingono Millo e Cia all’azione, ma che invitano anche il lettore – bambino o adulto che sia – a riscoprire alcuni dei valori della vita che aiutano a stare bene con se stessi e con il prossimo.

Camillo Acerbi ĆØ un dirigente della pubblica amministrazione e assessore al bilancio, con un passato da fisico teorico. Insieme a Emanuelle Caillat e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Emanuelle Caillat ĆØ insegnante di francese e traduttrice letteraria di libri per ragazzi ma anche di premi Nobel. Insieme a Camillo Acerbi e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Mauro Guidi ĆØ avvocato penalista e grande esperto di fumetti e romanzi noir. Insieme a Camillo Acerbi e Emanuelle Caillat sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.

Source: inviato dall’ufficio stampa Gallucci. Grazie a Marina Fanasca.

Alla scoperta de “L’officina delle anime rotte” (Liberilibri), con Anna Maria Tamburri A cura di Viviana Filippini

7 aprile 2022

Ā ā€œL’officina delle anime rotteā€ ĆØ il nuovo libro di Anna Maria Tamburri edito da Liberilibri. La raccolta ha in sĆ© un insieme di racconti davvero originali, nel senso che quando li si legge si ha la netta sensazione di entrare in contatto con un mondo altro, popolato da figure leggendarie, ataviche e misteriose. Una dimensione lontana ma, allo stesso tempo, vicina nella quale ĆØ possibile ritrovare poi pezzi del mondo dove si vive. Ne abbiamo parlato con l’autrice, ex insegnante alle scuole medie e superiori che ha scritto libri di poesie, fiabe e uno studio storico. Tra i suoi lavori: ā€œParola cantadoraā€; ā€œI racconti di Nannaā€; ā€œS.Illuminato Confessoreā€. Un mistero dal passato. ƈ autrice per Liberilibri dei versi che accompagnano le incisioni di Giuseppe Mainini inĀ ā€œEchiā€Ā (2006).

Come ĆØ nato “L’officina delle anime rotte”?

In due tempi con un intervallo di anni. Io scrivo si può dire da sempre. Purtroppo, per una mia attitudine allo stupore e alla curiositĆ , elaboro di continuo relazioni, echi, immagini, interessi che confluiscono in versi e storie che inizio, poi sospendo, come ĆØ accaduto a questi racconti. L’origine ĆØ in una splendida stretta valletta delle Dolomiti, in un’estate molto lontana. Qui ĆØ nata Aridela, ma qui ĆØ rimasta ancora vergine fino a circa tre anni fa, quando, come dono a un amico malato, grande lettore, ho scritto ā€œAlzheimerā€. Gli ĆØ molto piaciuto, l’ha fatto conoscere ad altri amici; cosƬ sono stata incoraggiata a riprendere vecchi spunti e render loro la dignitĆ  di storie. Uno sprone necessario, o perchĆ©, come ha sempre sostenuto il mio amico, sono pigra o, come sostengo io, essendo donna in una casa di maschi, dovevo ritagliarmi con unghie e denti lo spazio per scrivere e per realizzarmi. Pecco inoltre di un difetto gravissimo per una donna che ha qualcosa da dire: non riesco a stimarmi. Ma qui non siamo in analisi.

Come ĆØ stato per lei muoversi tra sogno e realtĆ , tra mondo onirico e dimensione concreta?

In fondo semplice. Piano piano nella mia vita, attraverso eventi apparentemente comuni, si sono venute a formare interferenze, connessioni tra i due mondi, il visibile e l’invisibile, che preferisco chiamare l’Altrove, come Carlo Ginzburg chiama l’aldilĆ , ma con una accezione più ampia del ā€œil mondo dei mortiā€. Onirico non ĆØ la parola esatta, perchĆ© non ĆØ una mia elaborazione, ma esiste di per sĆ© e a volte ĆØ fluito e fluisce spontaneamente nella mia quotidianitĆ , attraverso umili segnali che riesco a cogliere al di lĆ  della mia volontĆ . Forse una parte di me ĆØ sempre rimasta nell’Altrove, ne ha nostalgia (come diceva Eliade); mi ĆØ facile quindi ripescarlo qua e lĆ  in questo mondo, che pure amo in tutta la sua bellezza, vitalitĆ  e sacralitĆ . Dice Calasso che lo sprazzo, il lampo improvviso, appare l’unico modo che la veritĆ  ha di esprimersi, di lasciarsi intuire. Se sostituiamo ā€œl’Altroveā€ alla ā€œveritĆ ā€ (e forse sono la stessa cosa) e aggiungiamo un suono, uno sfiorare, un fugace apparire, anche un sogno siamo nel mio vissuto.

Quanto ha ripescato da antiche tradizioni e da racconti di un mondo atavico e lontano nel tempo?

Indubbiamente molto. Mitologia, religioni, antropologia e simili sono argomenti da sempre in primo piano nelle mie letture e nella mia ricerca di quel qualcosa che, come dicevo, fa parte della mia nostalgia. Soprattutto mi affascinano le testimonianze più arcaiche. Credo infatti che lƬ si trovino i germi della spiritualitĆ  (nostra e di tutte le creature), preservati come nell’ambra, e lƬ si debbano indirizzare le indagini moderne per riscoprire il primo contatto con chi ci ha creato. Leggo molto, nei limiti di un approccio autodidattico, anche di astrofisica, che oggi offre meravigliosi incontri col mistero dello spazio-tempo.

Molti dei racconti sono come ammantati da un’atmosfera grottesca, cupa, ma per i personaggi protagonisti, uomini e donne di diverse etĆ , c’è la speranza di un riscatto o di una ritrovata serenitĆ ?

Premetto che sono credente e cerco di essere cristiana. La difficile semplicitĆ  dei Vangeli, cosƬ presente nelle parole di papa Francesco, ĆØ la via più santa e percorribile rivelata alla nostra umanitĆ  cosƬ fragile per corrispondere al richiamo divino della misericordia. Ma nel mondo ci sono state e ci sono altre vie per le quali ho il massimo rispetto e interesse. La mia crescita interiore ĆØ soprattutto verso la misericordia, ma non sono ancora capace di reprimere in certe occasioni un amaro sentimento di condanna, anche se ritengo che il giudizio degli uomini sul bene e sul male sia ancora ā€œinfantileā€ rispetto alle vicende degli universi. Nelle mie storie c’è in modi diversi la serenitĆ  di un ritrovare le connessioni con l’Altrove, che non ĆØ solo o affatto un luogo, ma uno stato d’animo, una dimensione che travalica la Storia e dalla quale ci arriva l’intuizione di un Continuum che ci assiste, ci perdona, ci ama. Tuttavia non a tutti concedo un riscatto senza condizioni e in tempo breve. Ad esempio, quando tratto della colpa contro l’innocenza e l’amore, che per me corrisponde al peccato contro lo Spirito del Vangelo (v. La cittĆ  de la lepra, Buco di verme, La sirena). Questa colpa va rilavata fino all’ eliminazione di ogni scoria, fino a ridiventare ā€œcandidi come la neve o come le ali della colombaā€. Un piccolo ulteriore esempio: la morte di bambini nelle guerre ĆØ contro natura; ma ancor più lo ĆØ farne dei martiri non per la pace ma per sentimenti di odio e di vendetta. Li si uccide due volte, come dico in questi versi:

                           Per tutti gli Handala del mondo

Quando arrivammo stanchi

trascinando

gli ultimi brandelli dei nostri corpi offesi

– ci seguivano, ratti di fogna,

  i vostri necrologi rancidi d’odio

  finchĆ© tra sangue e feci rotolarono

  dritti nell’inferno –

per la via della croce

poche stazioni senza bande festoni

o bandiere agitate:

la Luna ci soffiò gemiti di penombra

Venere chinò gli occhi accovacciata

sui corpi dei suoi cuccioli sventrati

e la Stella del Nord ci gelò in cuore

l’ultima rabbia l’ultimo dolore;

quando arrivammo

non c’erano nĆ© onori o paradisi

nƩ tavole opulente

nƩ musiche o carole;

solo il Vecchio la Vecchia

dallo sguardo tenero dolente,

la pietĆ  degli antichi consolati,

una terra da sudare in pace

nuova

senza muri o confini.

E fummo santi

per la nostra innocenza violentata

per la vita strappata ad esaltare

l’infamia delle vostre bocche.

E voi foste dannati.

Quale è il racconto al quale è più affezionata e perché?

ā€œAridelaā€: perchĆ© ĆØ il primo racconto che allora avevo intitolato ā€œLa creatura d’acquaā€; perchĆ© ĆØ un’immersione nel mitico, nell’épos sulle origini del male/bene e un omaggio alla natura, all’innocenza, alla sacralitĆ  femminile e alla speranza precristiana.  Sicuramente sarĆ  il meno letto e capito per vari motivi.  

Racconti che sembrano provenire da mondi lontani, primordiali, ma quando di essi ĆØ nel nostro presente?

Oso dire che il nostro presente sta annacquando la Storia; come dice Calasso ĆØ un’epoca ā€œnĆ© empia nĆ© devotaā€, io aggiungerei di grande viltĆ . Rare sono le voci veramente profetiche (non da gossip) e poco spazio gli ĆØ lasciato. Quindi sempre più difficili sono le piccole rivelazioni che ci mettono in contatto con l’invisibile e che possono guidarci a riconquistarci il futuro, a salvare la Terra. Nei miei racconti, a volte ispirati dal mio vissuto a volte rielaborazioni di atmosfere in cui mi sono immersa leggendo, sono queste rivelazioni il filo conduttore, una specie di cura, di riparazione per le anime che si sono infrante, isterilite. La Natura fin dai tempi primordiali ci chiama, ci chiamano i colori, i suoni, le luci e le ombre, gli odori, il miracolo di ogni vita, i ricordi, gli affetti, le tenerezze; ci chiama anche il dolore, ma quello pulito che non sa di violenza e ferocia. Noi rispondiamo con la guerra, con la devastazione del clima e le sue tremende conseguenze e soprattutto con l’indifferenza e la cattiva volontĆ . Siamo governati da folli, da asserviti, da incapaci e siamo stati noi ad eleggerli. Eppure non cesso di scrivere, pregare, sperare in un risveglio di anime coraggiose, sensibili, sante. Ha detto Bonhoeffer che un giorno Dio ci stupirĆ  ed io, che ho imparato a vivere nello stupore e nell’affidamento, voglio crederci.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

Scrivo da sempre. Scrivere ĆØ qualcosa che mi urge dentro. In alcuni periodi difficili ĆØ stato un rifugio, un’autoterapia (per questo sono stata per moltissimi anni restia a pubblicare). Ma quando, dopo una lunga parentesi in cui mi sono immersa nel concreto quotidiano come mamma, insegnante, crocerossina, donna nelle varie sfaccettature, ho ripreso a scrivere, ho capito che era qualcosa di cui non potevo fare a meno, perchĆ© tutto intorno a me mandava messaggi, storie. CosƬ, mentre si affinava la mia capacitĆ  di afferrarli, sempre più si faceva forte l’esigenza di scrivere per trasmettere come anche in una realtĆ  angusta come ĆØ la cittĆ  in cui vivo ci si possa aprire all’infinito; non per niente sono conterranea di Leopardi. Come ho accennato all’inizio ho tanti scritti incompleti che tali rimarranno data il poco tempo che ho davanti. Mi spiace per loro, sono un po’ le mie creature. Ma niente ĆØ per caso e niente senza senso.

:: Piccola autobiografia di mio padre di Daniel Vogelmann (Giuntina 2019) a cura di Giulietta Iannone

26 febbraio 2022

Piccola autobiografia di mio padre che ho preso assieme a L’orologio di papĆ  e altri ricordi di Daniel Vogelmann, edito da Giuntina, Firenze, ĆØ un brevissimo libro, una trentina di pagine, narrato in prima persona, che narra la vita del padre dell’autore, dalla sua nascita alla morte. E’ dedicato alle sue due nipotine Alma e Shira e ed ĆØ stato scritto non solo per loro. Schulim Vogelmann nacque in Polonia, nella Galizia orientale, allora impero austroungarico da Nahum Vogelmann e Sissel Pfeffer. Era il 28 aprile del 1903. Aveva un fratello di nome Mordechai (che divenne rabbino) e una sorella Miriam. Seguiamo la sua vita dalla Prima Guerra Mondiale, al soggiorno in Palestina all’arrivo a Firenze, dove trovò lavoro nella tipografia di Leo Samuel Olschki. Sposò la figlia del rabbino di Torino Dario Disegni, Anna, ed ebbe una figlia Sissel. Poi nel 1938 arrivarono in Italia le leggi razziali, e nel tentativo di fuggire in Svizzera, lui e la famiglia, sua moglie e sua figlia furono mandati ad Auschwitz. Anna e Sissel furono uccise il primo giorno (lo scoprƬ dopo la guerra dalla Croce Rossa) lui sopravvisse grazie alla lista di Schindler. Tornò a Firenze e comprò la tipografia nella quale aveva lavorato da giovane e iniziò per la famiglia Vogelmann la loro saga familiare come editori. Fatti scarni, raccontati con amore e tenerezza, che ci riportano a un periodo buio della nostra storia, le leggi razziali, la guerra, i campi di concentramento, il mondo alla rovescia in cui Schulim Vogelmann visse non perdendo mai la sua umanitĆ , trovò anzi il coraggio di risposarsi, avere nuovi figli, una famiglia e sopravvivere alle ceneri di un mondo per costruire il futuro. Mi ha colpito la citazione di una massima attribuita a Shemuel Hakatan: “quando cade il tuo nemico non ti rallegrare”, frase che gli tornò in mento sul treno per Auschwitz dove viaggiava insieme a un noto ebreo fascista. Velato di umorismo yiddish, ĆØ un libro che consiglio, fa bene al cuore.

Daniel Vogelmann, nato a Firenze nel 1948, esordisce negli anni ’70 come poeta, pubblicando alcuni volumi di liriche, tra cui Fondamentale (1972). Nel 1980 fonda la casa editrice La Giuntina, la cui prima pubblicazione nella collana Ā«Schulim VogelmannĀ», dedicata alla memoria del padre, fu La notte del premio Nobel Elie Wiesel (tradotta dallo stesso Vogelmann) a cui negli anni si sono aggiunti circa 1000 titoli sulla cultura ebraica. Tra le sue pubblicazioni Piccola autobiografia di mio padre, Le mie migliori barzellette ebraiche, Dalla parte di Giona (e del ricino), L’orologio di papĆ  e altri ricordi

Source: acquisto personale.

:: L’orologio di papĆ  e altri ricordi di Daniel Vogelmann (Giuntina 2022) a cura di Giulietta Iannone

12 febbraio 2022

L’orologio di papĆ 

PerchƩ ad Auschwitz,
oltre alla fame, il freddo e la fatica,
mio padre soffriva di non avere l’orologio,
una volta tornato e fatti un po’ di soldi
si comprò un bel Patek Philippe,
che poi mi lasciò in eredità,
e che io pensavo di lasciare a mio figlio.
Ma un giorno me l’hanno rubato.
Per cui a mio figlio gli lascerò questa poesia
che nessuno gli ruberĆ .

L’orologio di papĆ  e altri ricordi di Daniel Vogelmann, edito da Giuntina, Firenze, che consiglio assieme a Piccola autobiografia di mio padre sempre di Daniel Vogelmann, ĆØ un libriccino sottile ricco di aneddoti e ricordi su ben tre generazioni di Vogelmann: il padre Schulim, il figlio Daniel (autore del libro) e il nipote di Schulim, Shulim. E’ un libro breve, che con voce poetica parla di memoria, di ricordi familiari che si fanno memoria storica, della storia di una famiglia che di generazione in generazione dalla tipografia Giuntina ha portato avanti poi la casa editrice Giuntina (fondata nel 1980 da Daniel) e celebre per aver pubblicato, a spese dell’autore, il celeberrimo Lady Chatterley’s Lover di David Herbert Lawrence. Schegge di memoria, ricordi dolci o più dolorosi soffusi di malinconia e gioia di vivere, rassegnazione e divertito ottimismo. Si ride spesso, si piange, ci si commuove, e si vedono scorrere tanti ritratti familiari di persone di cui ci piacerebbe sapere di più: come di Anna Dissegni, prima moglie di Schulim, e della piccola Sissel, sua figlia, perite ad Auschwitz il giorno stesso del loro arrivo al campo, mentre Schulim dopo la prigionia soppravviverĆ  e potrĆ  tornare a Firenze, e continuare la sua vita. Il mondo può essere un luogo crudele, ma gli affetti sembrano portare un po’ di luce. Schulim, l’unico italiano a far parte della famosa lista di Schindler, viene ricordato da suo figlio Daniel con affetto e tenerezza e diventa quasi un amico anche per chi legge. Buona lettura!

Daniel Vogelmann, nato a Firenze nel 1948, esordisce negli anni ’70 come poeta, pubblicando alcuni volumi di liriche, tra cui Fondamentale (1972). Nel 1980 fonda la casa editrice La Giuntina, la cui prima pubblicazione nella collana Ā«Schulim VogelmannĀ», dedicata alla memoria del padre, fu La notte del premio Nobel Elie Wiesel (tradotta dallo stesso Vogelmann) a cui negli anni si sono aggiunti circa 1000 titoli sulla cultura ebraica. Tra le sue pubblicazioni Piccola autobiografia di mio padre, Le mie migliori barzellette ebraiche, Dalla parte di Giona (e del ricino), L’orologio di papĆ  e altri ricordi

Source: acquisto personale.

:: Il francese di Massimo Carlotto (Mondadori 2022) a cura di Federica Belleri

4 febbraio 2022

Massimo Carlotto torna in libreria per Giallo Mondadori.

Il personaggio che ci fa conoscere è Il Francese, che gestisce una maison di donne belle e particolari. Ha un volume di affari di un certo tipo e sa sfruttare al meglio ogni occasione. Ha parole giuste da spendere al momento giusto e rappresenta la salvezza alla quale attaccarsi in caso di pericolo. Davvero è così? Davvero Il Francese ha tutto sotto controllo? Davvero è un benefattore?

A voi scoprirlo. 

Ancora una volta questa storia ĆØ ambientata nel nord est italiano. Ancora una volta la provincia ĆØ tra i protagonisti, che tutto vedono e sanno, ma non parlano facilmente. A meno che vengano pagati. In nero.

E ancora una volta l’autore ci racconta della polvere sotto al tappeto, dell’imprevisto che ribalta tutto, del ricatto legato al ricatto. PerchĆ© i cattivi non mollano, ma nemmeno le vittime lo fanno. E sono disposte a vendersi l’anima per continuare a sopravvivere. PerchĆ© la vita di certe ragazze/donne, ĆØ insignificante. ƈ solo commercio e percentuali di incasso. Il resto non conta. Non conta lo sfruttamento e la violenza. Non contano le bugie e la recitazione. Vale solo il denaro e il sapersi destreggiare in un mare di schifezze troppo spesso ignorate da chi conta.  Tanti gli argomenti affrontati in questo libro e tante le denunce sociali. Massimo Carlotto in questo ĆØ davvero un maestro. 

Una slavina. Ecco a cosa mi ha fatto pensare questa lettura. Prevedibile, certo. Ma poco gestibile una volta arrivata a valle. O forse molto ben gestita, perchƩ no. Dipende dal punto di osservazione.

Buona lettura. Assolutamente consigliato.

Massimo Carlotto ĆØ nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Scoperto dalla critica e scrittrice Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, vincitore del premio del GiovedƬ 1996. Ha inoltre scritto altri undici romanzi: La veritĆ  dell’Alligatore, Il Mistero di Mangiabarche, Le Irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (premio DessƬ 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Arrivederci amore, ciao.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

Il mistero delle dieci torri di Marcello Simoni (Newton Compton, 2021) a cura di Elena Romanello

24 dicembre 2021

Sono anni che Marcello Simoni porta i suoi lettori in secoli passati, considerati a torto per troppi anni come bui e ostici, e in realtĆ  teatro di vicende appassionanti e intricate.Ā 
Quest’anno arriva in libreria una raccolta di suoi racconti, scritti nel corso degli anni, alcuni antecedenti ai libri che l’hanno reso famoso, altri no, inediti o introvabili, in cui ritrovare luoghi e personaggi ormai nel cuore di molti o scoprire nuovi intrecci e atmosfere che, chissĆ , un giorno potranno essere riletti in altre vicende. Del resto, i racconti sono un genere praticato da molti autori di gialli e di libri d’avventura, partendo dagli stessi Emilio Salgari e Arthur Conan Doyle, e sono una vera prova per il talento di uno scrittore, visto che in poche pagine deve raccontare vicende che appassionino senza lo spazio di un romanzo.
Nelle pagine deĀ Il mistero delle dieci torri si ritrovano personaggi amati e noti, come Ignazio da Toledo, alle prese con i misteri che ha dovuto svelare prima di lasciare la Palermo di Federico II fingendosi morto, o anche il suo antagonista, l’astrologus Michele Scoto, sempre in cerca di complotti da ordire. Altre storie faranno scoprire personaggi come il fratello gemello di Cosimo de’ Medici, il corsaro Khayr al-DÄ«n Barbarossa, uno dei pirati che Marcello Simoni ha omaggiato nel corso degli anni, il cavaliere ospitaliero Leone Strozzi eĀ  Licio Ganello, un mago fiorentino destinato da morto a diventare l’oggetto degli studi sui cadaveri di Leonardo da Vinci.
Marcello Simoni porta in un viaggio tra terra e mare, attraverso i secoli, in luoghi lontani e affascinanti, per scoprire quello che ĆØ il suo immaginario, un immaginario in continuo divenire e molto vario e trovandosi a suo agio ovunque, dalla nascita della cittĆ  etrusca di Spina alle battaglie navali con i pirati nel Mar di Levante alla fine del Cinquecento, senza dimenticare la Sicilia della corte di Federico II, le corti rinascimentali e le lagune vicino a Ferrara piene di nebbia e segreti durante il secondo dopoguerra.Ā 
Una raccolta di racconti che verrĆ  divorato da tutti i fan dell’autore, ma anche un modo per avvicinare nuovi lettori alle sue storie, visto che c’ĆØ chi non ha voglia magari di impegnarsi subito con una saga letteraria, e può capire però con queste storie i mondi di Marcello Simoni.

Marcello SimoniĀ ĆØ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, ĆØ stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

Provenienza:Ā omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

:: La rivolta dei demoni ballerini di Antonio Catalfamo (Pendragon 2021) a cura di Monica Biasiolo

17 dicembre 2021

La letteratura ĆØ, insieme alla parola del poeta, in primis la parola dell’uomo che, con essa, difende di solito la sua libertĆ  e i suoi valori, criticando spesso un sistema di relazioni e di poteri che lo inghiottiscono. La reazione al sopruso e alla violenza ĆØ destinata a sfociare spesso nella rivolta, e tale ĆØ anche quella dei Ā«demoni balleriniĀ» che dĆ  il titolo alla nuova raccolta di versi di Antonio Catalfamo edita dalla casa editrice Pendragon e accompagnata da un’esaustiva e ricercata prefazione di Wafaa A. Raouf El Beih e un altrettanto documentato e ampio saggio di Alfredo Antonaros. Di Antonio Catalfamo scorrono nella mente di chi lo conosce numerosi studi di critica letteraria e nomi che hanno fatto la storia della letteratura, nomi che rendono testimonianza della versatilitĆ  e della profonda cultura dell’autore: da Dante a Boccaccio per passare a Giulio Cesare Croce e poi ancora al Settecento fino ad arrivare alla Ā«critica integraleĀ» di Gramsci, attraversare gli anni di Pasolini e non solo. Ma Catalfamo ĆØ da sempre anche poeta; un esercizio, quello della poesia, giĆ  sostenuto da diverse sillogi (la prima datata 1989), che racchiudono squarci di vita vissuta e assetate di giustizia sociale, che trasudano lotte tenaci e miti che hanno come protagonisti principali gli umili, gli oppressi; e versi che non devono essere certamente disgiunti dall’attivitĆ  di esegeta di Catalfamo. Fatti, avvenimenti, paesaggi geografici, ma soprattutto antropologici, si intrecciano nelle liriche, dispiegando un tessuto narrativo che avvince e coinvolge perchĆ© fedele sguardo sulla realtĆ . Dal forte retroterra autobiografico, la poesia che scorre dalla penna di quest’autore siciliano ĆØ innanzitutto ritratto ed espressione di incessante impegno umano e civile; perchĆ© lo scrittore non si deve sottrarre al quotidiano, ma esperirlo in tutte le sue sfumature e contraddizioni, e non può non ricordarsi di nulla o ā€˜solo di qualcosa’.

Li si voglia chiamare con il giĆ  citato epiteto di Ā«demoni balleriniĀ» o più comunemente pastori-contadini siciliani, o ancora Ā«spiriti ribelli o rivoluzionariĀ», le voci di questi protagonisti emergono dalle belle pagine di Catalfamo che racconta gente e situazioni, afferrandone i particolari, in un’iconografia che non mostra mai un’immobilitĆ  asettica e distaccata. I volti e i gesti narrati parlano di passione, voglia di osare e di lottare. Poesia che dĆ  nome ed esistenza alle cose, quella del poeta nato in provincia di Messina nomina (e nominandoli li fa propri) sentimenti, idee e propositi, facendo percepire l’emergenza e la sostanza di un reale che si sfrange tra presa di coscienza e conoscenza, essenza e sostanza, sguardo alla societĆ  e denuncia dei misfatti di una politica ignara e assente perchĆ©, come anche scriveva il premio Nobel Elias Canetti in Die Provinz des Menschen – Aufzeichnungen 1942-1972, Ā«[c]hi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto ĆØ sordoĀ». Del resto la giustizia, come diceva Solone usando la stessa metafora della tela del ragno, Ā«trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberiĀ». La poesia, in Catalfamo, consapevole delle illusioni, si pone domande, non indugia a descrivere interessi e impotenza, non si vergogna di chiedere e di smascherare contraddizioni e ipocrisie vendute come oro colato; immagini forti, truci, tragiche, come quelle di corpi penzolanti Ā«ancora dal cappioĀ», con Ā«i piedi sospesi nel vuotoĀ», di Ā«ville abusive [che] cresconoĀ», di miseria e disperazione; reminiscenze mitiche e mitologiche; padroni, potenti e prepotenti; vecchi compagni; Ā«il dolore / di ferite che non vogliono guarire: / sotterranee, come un fiume carsico, / [e che] squarciano il cuoreĀ»; tradizioni antichissime e ancestrali nel cuore di un Sud magico e di straordinaria potenza visiva, come quello che colora il mondo contadino di Carlo Levi. E, scorrendo le pagine della raccolta, vengono in mente precise parole leviane:

Ā«I contadini risalivano le strade con i loro animali e rifluivano alle loro case, come ogni sera, con la monotonia di un’eterna marea, in un loro oscuro, misterioso mondo senza speranza. Gli altri, i signori, li avevo ormai fin troppo conosciuti, e sentivo con ribrezzo il contatto attaccaticcio della assurda tela di ragno della loro vita quotidiana […]Ā».

Come in Levi risorge poi in Catalfamo l’uomo di fronte alla massa, l’umanitĆ  davanti alla disumanizzazione perpetrata da un sistema che prevede e basa la sua labile spettacolaritĆ  nella creazione e mantenimento di dislivelli dicotomici: Ā«sopra,Ā» si legge in La mia poesia,

«i padroni di terre, / con i magazzini pieni di vino, olio, / formaggio gonfio, panie di fichi secchi, / pomodori invernali e agli / intrecciati a ghirlanda. / Sotto, i contadini, che prendono / la decima nel riparto dei prodotti, / gli artigiani, pagati a merito / con una bottiglia di vino».

Ā«[A]mbasciatore d’un altro mondo all’interno del nostro mondoĀ», alla pari ancora una volta dello scrittore torinese giunto ad Eboli, Catalfamo scatta, con i potenti versi di questa sua nuova raccolta, una serie di eloquenti fotogrammi in successione dell’esistere umano di cui si erge a testimone e custode. Ā«E cosƬ nasce, […]Ā» scrive in chiusura di uno dei componimenti facenti parte della silloge, Ā«la poesiaĀ»: Catalfamo invita il lettore a seguirlo in un viaggio alla riscoperta dellā€™ā€œesperienzaā€, di una parola che non si piega al volere della ā€œcomunicazione standardizzataā€, di una poesia che si erge a ā€˜ideologia’. Si costituisce in queste pagine una scrittura che svela, raccontandoli, riti e memorie che, nella poesia, cercano l’uomo e che tornano sulla pagina per testimoniare, insieme al loro esistere, la loro valenza mitica, non relegata all’archetipo, bensƬ presente e viva sempre e ovunque, nel presente come nel futuro. Concordanze, contaminazioni, compenetrazioni e una forte coralitĆ : queste sono alcune delle caratteristiche precipue della poesia dello scrittore siciliano; una poesia fatta di protagonisti che, come il poeta (e attraverso la voce del poeta), mettono in dialogo la propria storia di persone, e in cui convergono nondimeno altre importanti voci, quelle dei Ā«compagni poetiĀ», autori in cui Catalfamo si riconosce (Majakowski, Fenoglio, Quasimodo, ma anche Neruda, NĆ¢zim Hikmet, Ghiannis Ritsos, ecc). Il risultato ĆØ una rappresentazione uditiva polifonica della storia; una storia che, sempre tradotta in una parola immediata, duttile, riflessa, come quella di Montale, e al contempo fortemente icastica, non si esaurisce nel passato, perchĆ© la Ā«poesiaĀ», scrive Catalfamo, Ā«mi serve / a raccontareĀ» e Ā«[s]olo la poesia può lenire i dolori della vitaĀ». Che cos’è allora la poesia se non strumento conoscitivo privilegiato che rivela l’essenza dell’universo delle cose e se non mezzo ā€œsalvificoā€ di fronte a una realtĆ  in cui l’uomo rischia di perdere il senso soprattutto di se stesso?

Tra gli intertesti la critica non ha mancato giustamente di ricordare come nomi centrali quelli di Pavese e Vittorini, ma sono anche altri i modelli e i riferimenti intertestuali contenuti nella lirica dello scrittore. Mito, storia e poesia (come recita anche il sottotitolo del lavoro critico dell’autore su Rocco Scotellaro, autore citato del resto anche esplicitamente in uno dei componimenti della raccolta), si intrecciano in maniera organica, mentre alcuni passi paiono evocare per la successione dei ritratti commoventi e crudi che presentano le pagine della Spoon River Anthology (1915) di Edgar Lee Masters. Nella raccolta, troviamo, in modo analogo alla silloge dello scrittore americano, un po’ tutti: il maestro, la Carabiniera, il calzolaio, la madre, il prete, il padre, il contadino, il compagno operaio, il primario, l’infermiera, il sindaco-poeta, ecc. Eppure, allo stesso tempo, ĆØ il collettivo a guadagnare un posto di primo piano: a fianco dell’individuo ĆØ infatti il gruppo come tale a dominare il palcoscenico della scrittura di Catalfamo; sono i braccianti, i notabili, il clero, i poveri, i padroni, i lavoratori e i disoccupati, i vecchi combattenti… LĆ  una piccola cittadina della provincia americana e la presentazione di una galleria di 248 personaggi che descrivono le vicende di un microcosmo morale fornisce a chi lo legge un nuovo modo di guardare le cose e l’umano. Anche per Catalfamo, come per Masters, ĆØ importante recuperare la memoria per scoprire se le cose sono cambiate rispetto al passato. E non paiono esserlo. Nella raccolta dello scrittore nato a Barcellona Pozzo di Grotto, formata da 53 componimenti in totale, una parola ĆØ ripetuta in modo quasi costante: si tratta del termine Ā«compagno/iĀ», abbinato alla fede politica comunista dell’autore; un comunismo, quello del poeta, considerato non solo nella sua storicitĆ  e nei ricordi delle figure del padre e del nonno, ma anche come fenomeno non storicizzato, ovvero nel suo significato di necessario momento evolutivo, di umanesimo in senso gramsciano, di progetto per cambiare la realtĆ  quotidiana delle cose. In La malora, lirica del 2014, il compagno, nel ventaglio di figurazioni della presentazione fatta, ĆØ uno e molteplice ad un tempo. Fotografato nella sua attivitĆ  ĆØ lui che

«coltiva la pianta del comunismo / la difende dalle tempeste / e dalle erbe malsane / del tradimento».

Sono parole, quelle di Catalfamo, che non lasciano margini di incertezza interpretativa, anche quando lo sguardo si ferma su topografie, le cui coordinate geografiche arretrano per diventare documentazione e ricerca storico-antropologica, contenitore di pensieri e immagini. ƈ il caso di Trieste, Ā«cittĆ  mito-poieticaĀ», di Saba, metropoli multietnica e cosmopolita, e allo stesso tempo Ā«la cittĆ  dei rastrellamenti / e della Risiera, / del fascismoĀ», Ā«dei partigianiĀ», ecc.; ma anche di altri luoghi legati a richiami culturali di eccellenza, come della Casarsa di Pasolini, Ā«il giovane poetaĀ» fuggito da un Ā«Friuli bigotto […] verso altri mondiĀ», eppure fedele Ā«[al]la religione dei […] [suoi] avi contadiniĀ».

Il mosaico del tempo tracciato nelle pagine di Catalfamo ricopre, cosƬ come il passato, le ombre più profonde del presente attuale: disonestĆ  e cupidigia economica vengono fissate in modo tenace nei versi in cui il poeta ritrae in modo vivido e senza eccessi l’Italia dell’era Covid, mettendo nero su bianco il noto, senza parole inutili.

Ascoltiamole le parole di questa silloge, che non nascondono, ma mostrano l’esigenza di portare alla luce e cogliere significati, di arrivare fino in fondo; e con questo, Ā«[m]ito e rivoluzioneĀ», che ĆØ necessario cogliere nell’attimo e su cui riflettere. SƬ, esse sono qualcosa su cui riflettere.

:: La leggenda di Re Artù e Mago Merlino Raccontati da Angela Ricci e illustrati da Piero Bulzoni e Antonio Mirizzi (Gallucci Editore 2021) a cura di Giulietta Iannone

27 novembre 2021

Ecco due nuovi libri per bambini, dai 7 anni in su, nella collana Prime letture Stelle Polari – Grandi storie per i primi lettori di Gallucci editore, in maiuscolo e minuscolo, per lettori esperti: La leggenda di Re Artù e Mago Merlino per avvicinare i più piccoli al ciclo bretone, soprattutto ai miti e alle storie leggendarie riguardanti Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, una delle più famose saghe di sempre, caposaldo del genere fantasy.

Raccontati da Angela Ricci e illustrati da Piero Bulzoni e Antonio Mirizzi, questi due libri coloratissimi accompagnano i giovani lettori a immaginare un mondo tra il reale e il fantastico, ricco di nobili ideali, coraggio e amore per l’avventura.

Il coraggioso Artù, la bella Ginevra, Camelot, la magica Excalibur, Mago Merlino, il mago più potente e simpatico di tutti i tempi, diveneranno per i bimbi compagni di gioco e di avventura.

Interamente a colori, nelle ultime pagine troviamo anche Gioca con la storia, dove il bambino può scrivere, disegnare e seguire i semplici e divertenti esercizi di comprensione del testo.

Angela Ricci ha ritradotto per Gallucci editore gli otto romanzi della saga di Anna dai capelli rossi. Vive e lavora a Roma.

Piero Bulzoni cresce tra i fumetti finchĆ© non decide di farne a sua volta, formandosi ai corsi dell’Arena del Fumetto a Bologna. Popola le sue strisce di animali buffi come capibara, megattere, sphynx. Intanto continua a riempirsi la testa di storie e colori, passando dai libri per l’infanzia ai film d’animazione.

Antonio Mirizzi scrive e disegna fumetti; a volte li scrive e basta, altre volte li disegna solamente, e comunque più di tutto gli piace scriverli. Nel resto del tempo legge e studia i fumetti degli altri. È insegnante presso i corsi di Arena del Fumetto a Bologna, destinati anche ai bambini, e collabora con lo Studio Inventario.

Source: libri inviati dall’editore al recensore. Ringraziamo Marina dell’ufficio stampa Gallucci editore che come sempre ci invia in anteprima tutte le migiori novitĆ  per bimbi e ragazzi.

I solitari. Scrittori appartati d’Italia, Davide Bregola (Oligo editore 2021) A cura di Viviana Filippini

22 novembre 2021

ā€œI solitari. Scrittori appartati d’Italiaā€ ĆØ il libro di Davide Bregola edito da Oligo editore. Un libro curioso che sembra avere un titolo da film, ma anche da romanzo. In realtĆ , il libro di Bregola permette ai lettori di andare a scoprire, e riscoprire, tutta una serie di scrittori e scrittrici italiani che hanno lasciato un segno nel mondo letterario, ma che, oggi come oggi, sono lontani dai riflettori e dalle fiere del libro. Sono 15 ritratti di autori e autrici narrati per quello che hanno creato, per quei romanzi che hanno avuto un ruolo centrale e importante nel mondo letterario tanto che da alcuni di essi vennero tratti pure dei film.Ā  Da questo libro però emerge anche la loro dimensione umana ed emotiva, unite a quella riservatezza del vivere che li ha indotti a stare lontani dai riflettori del mondo letterario. Il libro edito da Oligo ĆØ il frutto di una rubrica che Davide Bregola ha sulle pagine culturali de ā€œIl Giornaleā€ e che ha messo a punto andando a scovare queste figure magari un po’ restie ad apparire in pubblico, ma ancora presenti e attive nel loro modo di fare scrittura. Ed ecco alcuni di loro come il sardo Gavino Ledda, autore di ā€œPadre padroneā€ tradotto in tutto il mondo, diventato film da Palma d’oro a Cannes nel 1977 e lui ora ĆØ impegnato in una ricerca del tutto personale sul linguaggio della sua terra. E che dire di Francesco Permunian residente sulle rive del lago di Garda, che si dedica alla scrittura generando sempre i suo mondi letterari dove ci sono personaggi afflitti da malattie mentaliĀ  e ambiguitĆ . Non manca nemmeno Stefano Benni, sƬ proprio il bolognese autore di ā€œBar Sportā€, il quale, dagli anni ’80, ha sempre scritto restando però lontano dai riflettori. Bregola incontra pure Carmen Covito, l’autrice del romanzo ā€œLa bruttina stagionataā€ che vinse ilĀ Premio Rapallo-CarigeĀ “Opera Prima” 1992 e ilĀ Premio BancarellaĀ 1993, Ā e venne pure tradotto in tedesco, spagnolo, francese, olandese, greco, rumeno. Poteva bastare? Forse, ma dal libro furono pure tratti un monologo teatrale interpretato da Gabriella Franchini con la regia diĀ Franca Valeri, adattamento di Ira Rubini, e un filmĀ interpretato daĀ Carla Signoris, con sceneggiatura e regia diĀ Anna Di Francisca. Tra le pagine si trovano anche Giovanni Lindo Ferretti cantante dei CCCP, poi dei CSI e dei PRG (Per Grazia Ricevuta) che ĆØ considerato uno dei padri fondatori del Punk, ma ĆØ anche uno scrittore amante dei cavalli e di una vita profondamente riservata. E poi ci sono ancora Aldo Busi, Gianni Celati, Rocco Brindisi, Roberto Barbolini, Ugo Cornia, Vitaliano Trevisan, Vincenzo Pardini, Lara Cardella, Susanna Bissoli, Grazia Verasani…. ā€œI solitari. Scrittori appartati d’Italiaā€ ĆØ un libro dove Bregola viaggia in lungo e in largo per l’Italia in cerca di quegli autori e autrici nascosti per scoprire che fine hanno fatto e perchĆ© hanno scelto di stare a lato del palco letterario. Allo stesso tempo ā€œI solitariā€, ĆØ un testo davvero interessante che permette di fare un breve viaggio nelle vita altrui e stuzzica il lettore ad andare a recuperare i libri di questi 15 autori per leggerli, riscoprirli, facendo rivivere le loro storie e i loro personaggi.

Davide Bregola ĆØ scrittore e consulente editoriale. Ha pubblicato vari saggi e romanzi per diverse case editrici. Nel 2017 ĆØ stato Finalista al Premio Chiara con il libro La vita segreta dei mammut in Pianura Padana (Avagliano). Per Oligo Editore dirige la collana Daimon. Scrive sulle pagine culturali de  ā€œIl Giornaleā€ e ā€œIl Foglioā€.

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie all’ufficio stampa 1A.

:: L’enigma del fante di cuori di Patrizia Debicke, Alessandra Ruspoli (Delos 2020) a cura di Giulietta Iannone

21 novembre 2021

Con la morte della regina Anna di Gran Bretagna, ultima sovrana del casato degli Stuart, a succederle giunge in Inghilterra il protestante George Louis von Hannover, asceso al trono col nome di Giorgio I. Sullo scenario delle sanguinose lotte di potere che mettono cattolici contro protestanti, e whigs contro tories, si sviluppa una congiura tessuta da quattro misteriosi cavalieri che prendono il nome dai 4 semi delle carte da gioco: il fante di quadri, il fante di fiori, e gli ancora più misteriosi fante di picche e il più pericoloso di tutti il fante di cuori. A difendere il re legittimo il suo consigliere e capo della sicurezza, il coraggioso e aitante Francis Dunn, Lord Donagall, protagonista indiscusso di questa emozionante vicenda a metĆ  tra Dumas padre e Rafael Sabatini, in cui avventura, intrighi e combattimenti all’ultimo sangue si alternano anche a vicende più prettamente di corte tra intrighi dello scacchiere internazionale e faccende di cuore. Valore aggiunto della vicenda che impreziosisce una narrazione classica e solida, una grande attenzione per gli ambienti e i costumi dell’epoca, descritti con sfarzo, dovizia di particolari ed eleganza, frutto della grande documentazione e ricerca storica di costume di Alessandra Ruspoli, che con la madre Patrizia Debicke firma quest’appassionante thriller storico, scritto con gli ingredienti giusti per interessare gli appassionati di romanzi d’appendice, meglio conosciuti come feuilleton, con in più un tocco di spystory storica di sapore vintage, che accresce di fascino una storia senza tempo, romantica e nello stesso tempo avventurosa. Una lezione di stile anche per chi volesse iniziare a imparare a scrivere romanzi storici.

Patrizia Debicke ha pubblicato romanzi gialli, thriller, storici d’avventura, racconti ed e–book: L’oro dei Medici (Corbaccio – Tea), La gemma del cardinale (Corbaccio- Tea) e L’uomo dagli occhi glauchi(Corbaccio, ebook Odissea Digital), che ha ottenuto il secondo premio assoluto al IV Festival Mediterraneo del giallo e del noir (12/2010). Al IX Premio Europa a Pisa, la Debicke ha ricevuto il Premio alla carriera. Per Todaro, ha firmato i romanzi La Sentinella del Papa e La congiura di San Domenico. Nel 2015 con Parallelo45 ĆØ uscito L’ereditĆ  Medicea e nel 2017, con DBooks Il ritratto scomparso. Con Delos Digital ha pubblicato anche i racconti Il segreto di Velasquez (2014) e La congiura Philippe le Bon (2014), nel 2018 il manuale Come si scrive un romanzo storico e il racconto Gli occhi di Courcelles.

Alessandra Ruspoli vive a Firenze. Da grande avrebbe voluto fare la strega… Ha lavorato nella Moda per Emilio Pucci e Jean Paul Gaultier. Ha collaborato con riviste come Capital, Modaviva, Uomo Harper’sBazaar, Aqua. Ha pubblicato il romanzo Dieci Piccoli Sette Nani, scritto con Lucio Nocentini. Ha organizzato le mostre ā€œL’Arcadia di Arnold Boecklinā€ e ā€œRodolphe Toepffer: Invito al viaggio e Invenzione del fumettoā€ con il Consolato di Svizzera a Firenze. Convegnistica e Marketing per Reconta Ernst & Young a Firenze. ƈ diplomata in Trompe l’Oeil e Decorazione d’Interni a Palazzo Spinelli a Firenze. Arredamento e Interior Design in campo alberghiero. Appassionata di vini e Sommelier. Adora le civette…