Posts Tagged ‘Gialli thriller noir’

:: Chi si ferma è perduto di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone (Sellerio 2022) a cura di Valerio Calzolaio

29 ottobre 2022

Ponte San Giacomo, Pisa. Un’intensa settimana, di recente. La 45enne Serena Martini ora non viene retribuita per il lavoro che fa, ha due figli in piena dipendente età scolastica, da accudire nutrire accompagnare, Pietro (quasi tredici anni, studia violoncello) e Martino (dieci, si allena con lo judo), e il pur ottimo marito (da più di venti anni) Virgilio insegna all’Università, ordinario di Intelligenza Artificiale a Informatica. Si era laureata e aveva un po’ lavorato in quanto bravissima esperta di chimica sopramolecolare dei metalli (inorganica), aveva da sempre uno straordinario olfatto (organico) ancor più evidente da quando era divenuta sommelier (talora con collaborazioni retribuite in ristoranti), continua a domandarsi se cercare o accettare lavori a tempo pieno. Quella domenica mattina scopre per caso un cadavere. Durante la tradizionale camminata con le amiche Giulia e Debora le sono cadute le chiavi ed è rimasta fuori casa (i congiunti sono sulla spiaggia a giocare con il drone), torna sullo stradone del percorso, deve fare pipì, s’inoltra appena nel boschetto, vede il corpo senza più vita e sente almeno due odori (da polvere da sparo e da acidemia isovalerica), farà tardi al pranzo dalla suocera (ex sua arcigna docente di matematica del liceo). Qualcuno ha sparato al 54enne Luigi Caroselli, professore pro tempore di musica presso la scuola privata Della Casa di Procura Missionaria, solitario appartato e senza familiari, ecologista cacciatore, colto apprezzato clavicembalista e insegnante, abbastanza rompicoglioni a detta di molti. La scuola dell’obbligo è l’unica del posto, la discutibile gestione è delle suore, ci vanno tutti in paese, compresi i figli di Serena e delle sue amiche. La sovrintendente Ana Corinna Stelea indaga con buon piglio e rigore giuridico, è alta un metro e novantuno, capelli biondi e occhi grigi orlati di verde, bellissima e intelligente, non sposata né fidanzata, senza figli. Serena e Corinna s’intenderanno, dopo qualche sana diffidenza.

La chimica scrittrice Samantha Bruzzone (Genova, 1974) e il chimico scrittore Marco Malvaldi (Pisa, 1974) sono incidentalmente sposati da una ventina d’anni, da sempre appassionati di gialli per deformazione professionale. Nel loro primo bel romanzo a quattro mani fanno di continuo riferimento alle differenze fra fiction e no fiction, fra letteratura o cinema e realtà, scherzano. Malvaldi è divenuto un apprezzato originale vendutissimo giallista dal 2007 con l’inizio della celebrata divertente serie del BarLume. Nel 2011 iniziò a intervallare le avventure matematiche dei vecchietti di Pineta con altri romanzi di genere e con saggi di natura scientifica. Le divagazioni sono via via divenute prevalenti, per il gusto nostro e di lettori curiosi che cercano intrattenimento e divulgazione. Il giallo (umoristico) di coppia non è una divagazione. La moglie era sempre ringraziata dal marito per il contributo preventivo alle stesure dei testi, così questa volta la narrazione è in prima persona al femminile su Serena, intervallando ogni tanto un capitolo in terza su Corinna, con l’obiettivo (abbastanza riuscito) della “fusione di un punto di vista maschile e uno femminile”. Le acrobatiche digressioni sul lato comico o paradossale o assurdo o triste della vita sono continue e simpatiche e ruotano intorno all’indiscutibile fatto che “non sempre i genitori sono in grado di parlare con i figli”, fatto salvo che l’intreccio resta giallo e il dipanarsi della vicenda un’indagine su un crimine per scoprirne il o la colpevole (il o la?). Le pillole scientifiche sono salutari e benvenute (talora condite di polemiche contemporanee), si rintracciano anche qualche ricetta di pasticceria e spiegazioni sulla conservazione in frigo. Il paesino è minuscolo e inventato, il contesto quello pisano di San Giuliano Terme. Alla cena finale degustano Vorberg 2019 (Pinot bianco) per la pasta alla bottarga e San Leonardo 2016 (Merlot) per il pecorino al forno, poi rum. Molto gettonato Fabrizio De André.

Marco Malvaldi, laureato in chimica presso l’Università di Pisa, ha provato a fare il cantante lirico, ma ha abbandonato dopo poco per tornare alla professione di chimico. Esordisce nella narrativa nel 2007 con la serie dei vecchietti del BarLume, pubblicata da Sellerio: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008), Il re dei giochi (2010), La carta più alta (2012), Il telefono senza fili (2014); La battaglia navale (2016), A bocce ferme (2018). Da questa serie a partire dal 2013 è stata tratta una serie televisiva dal titolo I delitti del BarLume. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (Sellerio, 2011, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, Milioni di milioni (Sellerio, 2012), Argento vivo (Sellerio, 2013),  Buchi nella sabbia (Sellerio, 2015) e i saggi L’ architetto dell’invisibile ovvero come pensa un chimico (Cortina Raffaello, 2017), Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà (Rizzoli, 2017), Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sull’umorismo e il linguaggio (Rizzoli, 2018), La misura dell’uomo (Giunti, 2018), Vento in scatola (Sellerio, 2019) e Bolle di sapone (Sellerio, 2021).
Suoi racconti sono inclusi nelle antologie di Sellerio: Un Natale in giallo (2011), Capodanno in giallo (2012), Ferragosto in giallo (2013), Regalo di Natale (2013, La tombola dei troiai), Carnevale in giallo (2014, Costumi di tutto il mondo).  Nel luglio 2013 vince il Premio letterario La Tore Isola d’Elba.
Nel 2019 pubblica per il Mulino assieme a Stefano Marmi Caos.

:: Prato all’inglese di Frédéric Dard (Rizzoli, 2022) a cura di Giulietta Iannone

23 ottobre 2022

Jean-Marie Valaise, giovane e romantico agente di commercio parigino, e Marjorie Faulks, inglesina dalla bellezza discreta, tutta efelidi, imprigionata in un matrimonio infelice, sono i protagonisti di questo noir scritto da Frédéric Dard agli inizi degli anni ’60, dal titolo Prato all’inglese (La Pelouse, 1962). Rizzoli prosegue nella meritoria riscoperta di Dard (dai più conosciuto come il padre del commissario Sanantonio), dopo aver pubblicato Gli scellerati, Il montacarichi, I bastardi vanno all’inferno. Jean-Marie e Marjorie in vacanza a Juan-les-Pins senza i rispettivi compagni, (Denise la compagna di lui arriverà in Costa Azzurra solo dopo quasi a sorpresa, mentre il marito di lei è restato in Inghilterra), si incontrano abbastanza fortuitamente e si innamorano. Perlomeno lui si innamora mentre lei apparentemente gravata da una grande infelicità gli dà corda e inizia un complicato gioco del gatto col topo che farà sì che Jean-Marie pianti in asso la compagna (a cui è legato da una relazione tira e molla) e raggiunga Marjorie in Scozia. Dal sole, la leggerezza e la spensieratezza della Costa Azzurra passiamo alle brumose e fredde atmosfere di Edimburgo e anche la storia cambia di tono e registro, e dalla spensierata avventura sentimentale passiamo al dramma più cupo. Sarebbe un peccato spiegarvi altro della trama, ma vi basti sapere che verte tutto sui meccanismi del delitto perfetto, che naturalmente non esiste, e a volte viene sventato, se non dagli errori dell’assassino, dal caso e dall’intuito dei buoni investigatori. Storia forse in tono minore, si regge essenzialmente sui dialoghi e sulla caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti. Dard è un maestro indiscusso nell’arte di depistare il lettore, e affascinarlo e intrigarlo in storie solo apparentemente semplici e lineari. Le dark lady di Dard appaiono tutt’altro che tali, e riescono a far “innamorare” davvero le loro vittime, portandole all’estreme conseguenze. Jean-Marie Valaise come vittima poi è piuttosto consenziente, e tra pollo tra i polli capisce quasi subito (perlomeno dal suo arrivo a Edimburgo) di essere finito in un grosso guaio ma continua il suo gioco (e con lui il lettore) per capire dove si andrà a parare. Marjorie Faulks ha il fascino discreto delle ragazze tranquille non eccessivamente appariscenti, ma dotate di quel magnetismo capace di far abbassare la guardia e non far riflettere troppo sui suoi strani comportamenti, innescando in Jean-Marie la sindrome del crocerossino che vuole salvarla a tutti i costi. Una provvidenziale lettera spariglierà le carte, ma ora ho davvero detto troppo, buona lettura… Traduzione di Elena Cappellini.

Frederic Dard (1921-2000) ha iniziato a pubblicare romanzi negli anni Quaranta. Il grande successo sarebbe arrivato però più tardi, con lo pseudonimo San-Antonio. È in atto una riscoperta internazionale della sua opera, vastissima, inaugurata in Italia da Rizzoli con Gli scellerati (2018), Il montacarichi (20219), I bastardi vanno all’inferno (2021) e Prato all’inglese (2022).

Elena Cappellini, dopo la laurea in Lettere moderne presso l’Università di Bologna, ha studiato a Siena, dove ha conseguito il dottorato in Letteratura comparata e Traduzione del testo letterario. Ha partecipato a convegni e pubblicato saggi su Michel Tournier, sul fantastico, sull’immaginario radiofonico, fotografico e radiologico. Dal 2002, a Cremona, è stata curatrice del festival Pensare la differenza, percorsi, incontri e spettacoli sulla cultura di genere.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore. Ringraziamo Giulia e Chiara dell’ Ufficio stampa Rizzoli.

:: Dalle nove a mezzanotte di Paola Rambaldi (Clown Bianco Edizioni 2022) a cura di Giulietta Iannone

15 ottobre 2022

Torna Brisa, (è un rafforzativo dialettale del parlare comune della bassa ferrarese che equivale a “Non farlo!”) curioso soprannome da cui prende titolo il precedente romanzo (Brisa, Edizioni del Gattaccio, 2018), romanzo che vi consiglio di leggere prima di questo per capire tutti gli antefetti e seguire meglio i destini dei personaggi. Brisa, la stria, l’intoccabile, brutta come i debiti, con un occhio di un colore e l’altro di un altro, e un naso importante, ma dotata di un fisico alto e slanciato (che risalta tra le donne basse e tracagnotte dell’Italia di allora) da modella, è la protagonista indiscussa di questa saga corale, giunta al secondo episodio, dal titolo Dalle nove a mezzanotte, Clown Bianco Edizioni, con cui Paola Rambaldi ricrea il mondo di provincia delle terre tra Bologna e Gorino. Se nel romanzo precedente eravamo nella seconda metà degli anni ’50, in questa nuova storia siamo nel 1963 e troviamo una Brisa più autonoma e indipendente (sogna di risparmiare abbastanza per comprarsi l’auto), che dopo aver lasciato zia e cugine (con le quali la convivenza si era fatta difficile) va a vivere ospite di Desdemona, sua collega di uno studio dentistico di Bologna dove ha trovato lavoro come tuttofare. Studio sui generis che per aumentare il giro di pazienti integra con la lettura dei tarocchi e la predizione del futuro, predizioni che devono essere sempre positive e ottimistiche. I pazienti si sa devono essere blanditi e rassicurati, non spaventati, ne va degli affari. Solo che i poteri di Brisa sono veri, se lei passa le ciocche dei suoi lunghi e setosi capelli neri sulle foto di persone scomparse, o dei divi del momento, può vedere davvero cose che esulano dal consueto. Come Brisa anche il seguito Dalle nove a mezzanotte è un romanzo poliedrico e sfaccettato, che come ogni noir rispetta sì canoni e stilemi del genere, anche se li rinnova e li trascende con incursioni nel realismo magico, non sudamericano, ma di autori come Buzzati o Calvino, se vogliamo orientarci sui classici italiani, declinati verso un gotico rurale all’Eraldo Baldini, per riferimenti più contemporanei. Il dialetto (che se fossi nella Rambaldi utilizzerei ancora più diffusamente come mia propria cifra stilistica), l’uso dei soprannomi, le abitudini, i vezzi, le meschinità, le perversioni dei piccoli borghi (che non ci risparmiano incesti, pedofilia, e tutto quel corollario nerissimo che può risultare anche disturbante), sono la cifra distintiva di una scrittura matura e personalissima, che si impone nel panorama odierno per originalità e talento narrativo. L’ambientazione è provinciale, siamo nella bassa ferrarese, nel delta del Po, con incursioni in diversi altri paesi e paesini e nella Bologna del boom degli anni ’60, resi vividi e vitali dalle pubblicità dell’epoca, dalle canzoni alla radio o in TV, dalle foto dei divi nei rotocalchi. E quel mondo rivive sotto i nostri occhi dai pettegolezzi delle comari, o di chi sparla dal punto di osservazione del bar del paese, fino alle più remote pieghe dell’anima dove si nascondono le tragedie e gli orrori più crudeli e inconfessabili. La Rambaldi con tocchi sapienti crea personaggi, ambientazioni, dipana matasse aggrovigliate e svela i segreti più reconditi dell’animo umano trovando parole appropriate per ogni sfumatura. Seguendo un percorso narrativo coerente che trae origine anche da personaggi reali, debitamente drammatizzati, e da qui quel sapore acre di realtà e vita vissuta, la Rambaldi approda a un genere non facile da scrivere, in cui l’equilibrio e la sintesi determinano l’alchimia necessaria per creare uno spaccato molto credibile di quel periodo storico e della condizione della donna in quel periodo. Certo Brisa è un’eroina speciale ma segue le tappe dell’emancipazione femminile portandoci a tifare per lei e per il suo amore per Primino, che ritroviamo anche in questa storia. Dolente il rapporto con il padre con il quale ha finalmente una sorta di riappacificazione, dopo che lui con un gesto di generosità contribuisce a questa nuova Brisa più emancipata e determinata. Ormai i suoi poteri si sono affinati basta un lieve contatto fisico per vedere cose che forse non vorrebbe vedere (per capirci anticipa la tragedia del Vajont). Non sempre i suoi poteri l’aiutano a salvare vite (forse solo Jolanda fa eccezione, giusto all’inizio del libro) ma il suo sesto senso certamente la toglie da molti guai a la induce a scappare quando è il caso (intravedendo realtà molto diverse da quelle ufficiali). Per quanto riguarda la trama gialla e investigativa ci sono diverse trame e sottotrame come la sparizione (o la morte) di anziane donne del posto, o la morte di alcuni bambini a cui manca una scarpa, ma questa volta a differenza dell’episodio precedente i carabinieri svolgono un ruolo più fattivo nelle indagini anche se il classico “farsi giustizia da sè” sarà utilizzato da diversi personaggi. Naturalmente è una saga, un romanzo corale come ho affermato precedentemente, una storia che continua, attendiamo dunque il terzo episodio, i semi sono stati piantati per il dipanarsi della storia. Buona lettura!

Paola Rambaldi, Originaria di Argenta (FE), attualmente vive a Castello di Serravalle (BO). Ha iniziato a scrivere racconti casualmente partecipando a concorsi letterari e vincendone una sessantina in quattro anni.
Ha pubblicato: Tredici storie di Adriatico (Edizioni del Gattaccio, 2014), Bassa e nera (Pontegobbo), La fudréra (REM) e decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Edizioni della Sera e molti altri).
Scrive di cinema nella rubrica “La schermitrice” su Thriller Magazine e di libri su “Libroguerriero”.
Brisa è il suo primo romanzo. Dalle nove a mezzanotte il secondo.

Source: libro inviato dall”editore al recensore. Ringraziamo l’ Ufficio Stampa.

:: Delitti all’imbrunire- Le indagini del commissario Chiusano di Letizia Triches, (Newton Compton Editori 2022) a cura di Valeria Gatti

26 settembre 2022

È l’ultimo sabato di novembre e sembra maggio, anche se la luce e i colori della città si sono accesi di un languore nostalgico che conferisce alle cose un sapore struggente. Nell’aria si avverte un desiderio che è mancanza di qualcosa. “

Forse non è un caso che la solitudine sia un sostantivo femminile. Donne che affrontano la solitudine con caparbietà e spirito d’inventiva, con accettazione e saggezza, con attenzione e desiderio di ripartenza, sono state protagoniste dell’arte in ogni sua forma e continueranno a esserlo. La solitudine ha in sé un mistero affascinante: la strategia, cioè i mezzi e le modalità per affrontare la sfida, quell’insieme di risorse da mettere in campo per trarre forza da una condizione disagevole e quello struggente mix di emozioni che ne deriva.

Quando ho osservato la copertina di “Delitti all’imbrunire- Le indagini del commissario Chiusano” di Letizia Triches, Newton Compton Editori, ho pensato proprio a questo. L’immagine rappresenta in primo piano una donna, di spalle, sullo sfondo le luci dell’imbrunire e il Mausoleo di Adriano. La donna ha una postura rigida, il suo sguardo non si vede, ed è scalza. Un’immagine suggestiva, di solitudine, ma anche di sfida e coraggio.

Ho ritrovato questa suggestione in Chantal Chiusano, commissario di origini ischiane, personaggio creato da Letizia Triches. Chantal si trova a dover indagare su una serie di delitti che avvengono nella Roma del 1993. Una scia di potere avvolge la città: sta per essere varata una nuova legge che potrebbe cambiare per sempre la gestione museale pubblica con l’ingresso del comparto privato. L’intrigo è ben delineato: i fatti, le voci, i tradimenti, il ruolo della famiglia, la psicologia dei personaggi sono tutti elementi che convergono nella trama e che, a tratti, confondono il lettore, in senso positivo ovviamente. La narrazione è affidata a un narratore ma una voce diretta irrompe nella scena, di tanto in tanto, e crea un gradevole scompiglio. Nella narrazione, inoltre, l’autrice ha scelto di inserire rimandi all’opera precedente “Omicidio a regola d’arte”; questo elemento pur non essendo vincolante per il lettore aggiunge curiosità.

Uno degli elementi che mi ha colpito maggiormente, in questa lettura, è stata la capacità dell’autrice di descrivere i personaggi attraverso gli occhi di un altro personaggio:

Non ho mai nutrito alcun dubbio sulla buona riuscita delle indagini, perché in vita mia non ho mai incontrato un’altra donna come te. La tua abilità di immergerti nei numerosi rivoli della verità e delle false verità, senza correre il rischio di perderti, è impressionante.”

A tratti, questi passaggi aggiungono una particolare soggettività che permette al lettore di avvicinarsi ai personaggi, di entrare in sintonia con loro.

Un ulteriore elemento che gratifica il lettore è l’ambientazione. Siamo a Roma, ma non è la Roma che ti aspetti. I quartieri e la periferia, i monumenti, le vie che si impregnano delle luci dell’imbrunire… sono queste alcune delle immagini che l’autrice è riuscita a raccontare. È come un omaggio alla Città Eterna e in alcuni passaggi diventa impossibile trattenere l’emozione:

Dall’alto del Gianicolo si vedeva la città innalzarsi a balze, un rosa che si accendeva di rosso, un avorio che diventava dorato, le cupole infinite che risplendevano come gioielli antichi.”

E, per finire, va citato uno degli elementi che ha certamente reso quest’opera un’ottima lettura: l’arte. Sembrerebbe che sia raccontata solo la scultura, in queste pagine, ma in realtà di arte è impregnato l’intero romanzo, a mio avviso. Pensate a Roma – un’opera d’arte a cielo aperto- la legislazione del momento, le impressioni – e la preparazione – del commissario Chiusano, l’economia che ruota attorno alla cultura. Il tutto condito da una intensa dose di mistero, inganno, vizi, supposizioni e certezze.

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storica dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semifinalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori, I delitti della laguna e Giallo all’ombra del vulcano, che hanno tutti come protagonista il restauratore fiorentino Giuliano Neri; Delitto a Villa Fedora, Omicidio a regola d’arte e Delitti all’imbrunire, incentrati sulle indagini del commissario Chantal Chiusano. Per saperne di più: letiziatriches.com

Source: libro inviato al recensore dall’editore. Ringraziamo Antonella Ufficio Stampa Newton Compton

:: Il mistero del Mandarino calunniato di Shanmei (Le avventure del tenente Luigi Bianchi nella Cina misteriosa Vol 4)

30 aprile 2022
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Un mystery storico nella Cina del primo ‘900

Della stessa serie potete leggere le novelle “Delitto a bordo del Giava in navigazione per la Cina“, “Lo strano caso del missionario scomparso” e “Il mistero della Fenice d’Oro“.

E i racconti brevi: Un gioco di pazienza e Tre mesi in Giappone

Pechino è sempre più al centro delle frenetiche trattative di pace che porteranno alla stipula del “Protocollo dei Boxer” trattato ineguale firmato il 7 settembre 1901 dall’impero Qing e dall’Alleanza delle otto nazioni (Francia, Germania, Giappone, Impero austroungarico, Regno d’Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) più Belgio, Paesi Bassi e Spagna in seguito alla sconfitta cinese nella rivolta dei Boxer. E il tenente Bianchi ormai felicemente sposato con la bella Mei si troverà ad indagare su un nuovo caso che infiamma l’estate pechinese: scoprire se davvero il Mandarino Ch’en Kang-sheng è colpevole dell’omicidio di un importante funzionario dell’ambasciata russa. Il tenente Bianchi però lo crede innocente per cui si impegna con tutte le sue forze per scagionarlo. Riuscirà nell’impresa? e a che prezzo? E soprattutto che legami aveva la vittima con la principessa Tretyakov, che sembra farsi viva sempre nei momenti meno opportuni? Tra colpi di scena e intrighi segreti dietro le trattative al tenente Bianchi toccherà farsi largo tra militari e dignitari di varie nazionalità. Tra ricevimenti in ambasciata e partite di tennis scoprirete un mondo scomparso ma mai così vivo. E imparerete a conoscere la Cina dei primi del ‘900 con gli occhi di un occidentale che la vede per la prima volta. (Nella foto copertina il vero dignitario cinese a cui il mio bisnonno Luigi Paolo Piovano, a cui è ispirata la storia, salvò la vita).

Quarta novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, amore, intrighi, giochi di spie, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Data di pubblicazione 23 agosto 2022, a 4,99 Euro la versione digitale e 9,99 Euro la versione cartacea.

:: Il codice di Dean R. Koontz (Fanucci 2022) a cura di Emilio Patavini

5 aprile 2022

È da poco uscito per Fanucci Il codice di Dean R. Koontz, nella traduzione di Annarita Guarnieri. Il romanzo (titolo originale: Elsewhere), è stato pubblicato per la prima volta nel 2020, ma nel frattempo Koontz ha scritto due romanzi, mentre altri due sono già pronti per essere pubblicati. Autore di successo con all’attivo più di 120 titoli e oltre 450 milioni di copie vendute, Dean R. Koontz, è nato in Pennsylvania nel 1945, e attualmente vive in California. Ha scritto numerosi thriller, horror e romanzi di fantascienza (pubblicati da Urania ed Editrice Nord), e viene spesso accostato a Stephen King. Le analogie non si fermano al genere di romanzi che scrivono o al fatto di essere scrittori bestseller (anche se inaspettatamente King ha venduto e scritto meno di Koontz): entrambi sono stati insegnanti di inglese prima di dedicarsi alla scrittura e le loro opere sono state adattate per il grande schermo.

Il codice, diciamolo, non parte da premesse particolarmente originali: un senzatetto, noto come Ed l’Inquietante, affida a Jeffy Coltrane una scatola apparentemente innocua, ricercata dagli agenti federali poiché contiene nientemeno che la “chiave di tutto”. Jeffy Coltrane vive in California, ed è l’unico a prendersi cura della figlia undicenne Amity da quando sua moglie Michelle è misteriosamente scomparsa sette anni prima. Ed gli raccomanda di nascondere la chiave di tutto e soprattutto di non usarla per nessuna ragione. Le cose si complicano quando Jeffy e Amity scoprono che la chiave di tutto dà accesso a infiniti mondi paralleli, e qui iniziano le loro disavventure. Il what if alla base del libro è: “Cosa accadrebbe se i due avessero la possibilità di trovare un mondo parallelo in cui Michelle è ancora viva?”

I mondi paralleli sono intesi da Koontz come linee temporali alternative, in cui il destino della Terra ha subito un corso differente da quello che conosciamo. Nel libro si cita Hugh Everett III, fisico dell’Università di Princeton, noto per la sua “interpretazione a molti mondi” della meccanica quantistica proposta nel 1957, secondo cui ogni evento della realtà produce infinite diramazioni dell’universo. La teoria del multiverso è stata anche l’oggetto dell’ultimo articolo scientifico di Stephen Hawking, completato pochi giorni prima della sua morte e pubblicato nel 2018 sul Journal of High Energy Physics.

Dean Koontz è un maestro della suspense. Il codice è un romanzo che intrattiene senza particolari pretese o aspirazioni, e può contare su uno stile scorrevole e una narrazione serrata e avvincente. Difficile categorizzarlo in un solo genere: è anzitutto una storia basata su spunti speculativi come il multiverso e le infinite realtà alternative della Terra; è anche un thriller, per chi ama le storie avventurose, ricche di tensione e azione; ma nei mondi che Jeffy e Amity visitano sono presenti anche scorci di mondi distopici e orrifici a metà tra 1984 e L’isola del dottor Moreau. Numerosi sono i riferimenti al fantasy disseminati in tutto il libro: da Tolkien a La principessa sposa di William Goldman.

Dean R. Koontz, classe 1945, è autore di thriller di successo e bestseller di fama internazionale. Nato e cresciuto in Pennsylvania, attualmente vive in California insieme a sua moglie e due cani. Per tanti anni è stato insegnante di inglese in una scuola superiore, prima di dedicarsi alla scrittura pubblicando nel 1968 il suo primo romanzo: Jumbo-10. Il Rinnegato. Con più di 120 titoli all’attivo e oltre 500 milioni di copie vendute, Dean Koontz è considerato uno dei maestri del genere thriller.

Source: inviato dall’editore. Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Fanucci Editore.

:: Il francese di Massimo Carlotto (Mondadori 2022) a cura di Federica Belleri

4 febbraio 2022

Massimo Carlotto torna in libreria per Giallo Mondadori.

Il personaggio che ci fa conoscere è Il Francese, che gestisce una maison di donne belle e particolari. Ha un volume di affari di un certo tipo e sa sfruttare al meglio ogni occasione. Ha parole giuste da spendere al momento giusto e rappresenta la salvezza alla quale attaccarsi in caso di pericolo. Davvero è così? Davvero Il Francese ha tutto sotto controllo? Davvero è un benefattore?

A voi scoprirlo. 

Ancora una volta questa storia è ambientata nel nord est italiano. Ancora una volta la provincia è tra i protagonisti, che tutto vedono e sanno, ma non parlano facilmente. A meno che vengano pagati. In nero.

E ancora una volta l’autore ci racconta della polvere sotto al tappeto, dell’imprevisto che ribalta tutto, del ricatto legato al ricatto. Perché i cattivi non mollano, ma nemmeno le vittime lo fanno. E sono disposte a vendersi l’anima per continuare a sopravvivere. Perché la vita di certe ragazze/donne, è insignificante. È solo commercio e percentuali di incasso. Il resto non conta. Non conta lo sfruttamento e la violenza. Non contano le bugie e la recitazione. Vale solo il denaro e il sapersi destreggiare in un mare di schifezze troppo spesso ignorate da chi conta.  Tanti gli argomenti affrontati in questo libro e tante le denunce sociali. Massimo Carlotto in questo è davvero un maestro. 

Una slavina. Ecco a cosa mi ha fatto pensare questa lettura. Prevedibile, certo. Ma poco gestibile una volta arrivata a valle. O forse molto ben gestita, perché no. Dipende dal punto di osservazione.

Buona lettura. Assolutamente consigliato.

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Scoperto dalla critica e scrittrice Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, vincitore del premio del Giovedì 1996. Ha inoltre scritto altri undici romanzi: La verità dell’Alligatore, Il Mistero di Mangiabarche, Le Irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Arrivederci amore, ciao.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: La sinagoga degli zingari di Ben Pastor (Sellerio 2021) a cura di Giulietta Iannone

10 gennaio 2022

La sinagoga degli zingari, (The Gipsy Synagogue 2021), edito in Italia da Sellerio e tradotto dall’inglese da Luigi Sanvito, è il tredicesimo libro di Ben Pastor che ha per protagonista l’affascinante e tormentato Martin Bora, aristocratico ufficiale dell’esercito tedesco, in forze ai servizi di controspionaggio, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Agosto 1942-marzo 1943. Due sono i misteri al centro di questo romanzo, complesso e difficile forse ancora più dei romanzi precedenti dell’autrice: scoprire chi ha ucciso due famosi scienziati romeni, e scoprire il significato di un sogno ricorrente in cui appare la Sinagoga degli zingari, sempre sfuggente, che oltre a dare il titolo al romanzo è anche il titolo di un’opera musicale scritta dal padre di Bora.

Un doppio mistero: un’indagine poliziesca, con le sue ripercussioni politiche, economiche, morali, e un’indagine nell’animo e nel subconscio di Bora, mai come in questo libro nudo difronte al lettore.

Sullo sfondo l’assedio di Stalingrado, una delle pagine più dolorose e terribili della Seconda Guerra Mondiale, descritta da Pastor con una tale dovizia di particolari e una tale sensibilità da apparirci in tutto il suo agghiacciante orrore, tanto che Bora pure sopravvivendo ne uscirà sdoppiato, una frattura insanabile infatti avverrà nella sua anima, una frattura che gli farà prendere coscienza di essere morto anche lui con i suoi uomini in quell’inferno, e che il Bora che uscirà da Stalingrado non potrà che essere l’ombra di sé stesso, un golem, un feticcio proiettato verso l’insensatezza delle fasi finali di una guerra ormai perduta. Di un mondo ormai perso per sempre, la cui condanna è il vuoto e l’annientamento.

La sinagoga degli zingari è senz’altro il più drammatico e oscuro romanzo della serie, non solo per le pagine di guerra, ma per quello scavo nella mente devastata del protagonista, andato ben oltre ai limiti umani, tra malattia, freddo, ben oltre i trenta gradi sotto zero, la paura, la disperazione.

Tra la narrazione in terza persona e le parti in prima persona tratte dai diari e dalle lettere si compone un puzzle di straordinario nitore, un affresco che ho veduto scorrere sotto i miei occhi e mi ha ricordato l’impressione che ho avuto sfogliando Unternehmen Barbarossa im Bild: Der Russlandkrieg fotografiert von Soldaten di Paul Carell, che vi consiglio anche se è in tedesco, è una collezione di fotografie di cui ne ricordo soprattutto una in cui un soldato con la testa fasciata in una benda macchiata di sangue si accende una sigaretta. Lo regalò mio zio a mio nonno, generale in pensione, che trascorse la Seconda Guerra Mondiale prigioniero in India degli inglesi e ricordava che di tutti i suoi colleghi quelli che furono mandati sul fronte russo non fecero più ritorno.

Una pagina di storia, un ritratto psicologico e morale di indubbia intensità, che portano un nuovo tassello nella saga di Bora, e confermano Ben Pastor come uno dei più significativi e profondi scrittori di romanzi storici ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ben Pastor, nata a Roma, docente di scienze sociali nelle università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora Sellerio ha già pubblicato Il Signore delle cento ossa (2011), Lumen (2012), Il cielo di stagno (2013), Luna bugiarda (2013), La strada per Itaca (2014), Kaputt Mundi (2015), I piccoli fuochi (2016), Il morto in piazza (2017), La notte delle stelle cadenti (2018) e La sinagoga degli zingari (2021).

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo l’ufficio stampa Sellerio.

:: Il mistero della Fenice d’Oro: Sotto il cielo di Pechino (Le avventure del tenente Luigi Bianchi nella Cina misteriosa Vol 3) di Shanmei

1 gennaio 2022

Torna il tenente Luigi Bianchi ufficiale piemontese al seguito della Missione Internazionale giunta in Cina per liberare le Legazioni e sedare la Rivolta dei Boxer. L’avevamo lasciato a Tient-sin in partenza per Pechino, località scelta per svernare in attesa della campagna di primavera per sopprimere le ultime resistenze dei Boxer sopravvissuti. Nel viaggio verso Pechino il tenente Bianchi sarà assalito dai Boxer e salvato da una donna misteriosa che lo curerà e lo porterà in salvo a Pechino. Dopo un periodo di convalescenza la donna di nome Mei gli chiederà aiuto nel trovare il colpevole dell’omicidio del saggio Liu Xian Dong, consigliere dell’imperatrice madre fuggita da Pechino e rifugiatasi a Xian. Il tenente Bianchi per debito di riconoscenza accetta e si mette a indagare, anche se ben presto si rende conto che la bellissima Mei di cui si sta innamorando nasconde un segreto, un segreto capace di cambiare le sorti di un impero.

Terza novella di una serie di mystery storici coloniali con ambientazione cinese. Avventura, intrighi, giochi di spie, suspence e delitti su uno sfondo esotico, con un buon e accurato contesto storico che copre l’arco temporale cha va dal 1900 al 1905.

Della stessa serie potete leggere “Delitto a bordo del Giava in navigazione per la Cina” e “Lo strano caso del missionario scomparso“.

In piena Belle Époque un viaggio a ritroso nel tempo in un mondo perduto ma di cui giungono gli echi fino a noi.

Data di pubblicazione in ebook 25 aprile 2022, a questo link. Dopo la pubblicazione costerà 4,99 Euro.

:: A novembre – Segretissimo Extra 21: Stefano Di Marino, “Killer Elite. Bersaglio di notte”

30 ottobre 2021

Max Costello, metà filippino e metà italiano, è un apolide nello spirito prima che sui documenti.

Il tipo d’uomo che nessuno può avvicinare più di tanto, pena la promessa che, implacabile, la punizione prima o poi arriverà, improvvisa e ineludibile, proprio come non si può evitare l’arrivo della Mezzanotte, di cui porta il nome.

Max ha alle spalle vent’anni di carriera come Eliminatore dell’Aquila; un complotto ha spaccato in due la potente organizzazione criminale per cui lavorava; e la rabbia per la morte della sua Mediatrice, Orchidea, rimasta uccisa in circostanze mai del tutto chiarite .

L’unica traccia nelle mani di Costello per cercare di gettar luce sugli eventi che hanno ribaltato la sua vita è quella fornita dal Faccendiere Geronimo Greco, aka il Liutaio.

Questa pista lo porta in volo prima in Thailandia, poi in un Myanmar dilaniato dalla guerra civile, e ancora a Istanbul,dove Iris, la sua nuova Mediatrice, controlla un grosso gruppo commerciale legato all’Aquila.

In un gioco di pedine dove gli amici diventano nemici, Max Costello unirà le forze con Patrizia Manni, la poliziotta dell’Interpol che gli dà la caccia da anni. Per contro, dalla parte opposta delle scacchiera si schiererà l’Angelo, anima nera dell’organizzazione, e una squadra di letali pedoni armati fino ai denti.

:: Figlia della cenere di Ilaria Tuti (Longanesi 2021) a cura di Federica Belleri

1 ottobre 2021

Teresa cara, questi pensieri sono per te. Per il tuo essere una donna speciale, per la forza che mi hai dimostrato nelle pagine dei romanzi che la tua creatrice ha scritto. Sono per te, che hai sofferto e ancora soffri. Che stai facendo i conti con le tue fragilità e una malattia che non ti abbandonerà mai. Per te, che negli anni hai saputo costruire intorno una squadra protettiva e affidabile, nonostante agli inizi in commissariato tu sia stata ostacolata e tenuta poco in considerazione. Perché il tuo fiuto investigativo faceva e fa paura. Perché tu sai osservare la morte, sai guardarla con occhi speciali e determinazione. Perché sai cosa vuol dire provare empatia e compassione, sia con le vittime che con gli assassini. Perché conosci il baratro dove vive una mente criminale.
Teresa cara, ti rassegnerai mai al futuro che ti aspetta? Non credo. Avrai il coraggio di scendere all’inferno per poi risalire? Sicuramente, ora sei pronta per questo passo. Lo hai già fatto più volte. La Storia, potrà aiutarti. Le confidenze da fare, la necessità di una spalla alla quale appoggiarti. L’orrore da oltrepassare per forza, per far coincidere tutto con l’inizio.
Teresa cara, concludi questo doloroso percorso. Non mollare. Ormai sai che puoi contare su chi hai intorno e sai anche chi ti ha mentito pensando di farla franca. Perché tutti abbiamo un lato buio colmo di segreti e omissioni. Pure tu. Spero di ritrovarti presto. 
Splendido romanzo, che vi invito ad aprire e vivere.
Buona lettura.

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, è del 2019. Entrambi vedono come protagonisti il commissario Teresa Battaglia, uno straordinario personaggio che ha conquistato editori e lettori in tutto il mondo, e soprattutto la terra natia dell’autrice, la sua storia, i suoi misteri. Con Fiore di roccia (2020), e attraverso la voce di Agata Primus, Ilaria Tuti celebra un vero e proprio atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica. Nel 2021, con Luce della notte, torna alle storie di Teresa Battaglia. Del 2021 è anche la nomina di Ninfa dormiente agli Edgar Awards.

Fonte: acquisto personale del recensore.

:: Mente oscura, di Pierluigi Porazzi (La Corte Editore 2021) a cura di Federica Belleri

9 settembre 2021

Con piacere torno a leggere un nuovo romanzo di Pierluigi Porazzi. Un thriller psicologico e serrato.  Assolutamente verosimile. Ambientato a Udine. La figura principale di questa storia è Max Martini, un uomo che si risveglia in ospedale. Non sa chi è, il suo nome gli viene riferito dagli infermieri. Non ricorda nulla. Gli parlano di un gravissimo incidente d’auto dal quale è sopravvissuto per puro miracolo. Da questo momento Max sente di essere estraneo a se stesso, un velo buio lo circonda. Non ha un passato e il suo presente è in costante bilico. Impossibile per lui pensare al futuro. L’angoscia che prova è allucinante e allucinatoria. Può fidarsi di qualcuno? Può fidarsi di se stesso? Percepisce di essere molto cambiato dopo l’incidente, basandosi sulle parole di amici, donne e collaboratori. Ma chi era davvero “prima”? La vita gli sta forse regalando una seconda possibilità?La storia di Martini è un susseguirsi di colpi di scena, che mi hanno piacevolmente colpita e sorpresa. Di sospetti e bugie. Di intrighi e piani diabolici.  È un viaggio nella mente e nella paura. È l’incognita quotidiana che non permette di conoscerci veramente. È la ricchezza di particolari che completano la trama senza mai appesantirla. Bellissimo libro. I miei personali complimenti all’autore. Buona lettura.

Pierluigi Porazzi, laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la regione Friuli Venezia Giulia. È una delle più importanti voci del giallo italiano e per Marsilio ha pubblicato i romanzi L’ombra del falco, Nemmeno il tempo di sognare, in seguito usciti anche, rispettivamente, nelle collane “Noir Italia” (Il Sole 24 Ore) e “Il Giallo Italiano” (Il Corriere della Sera) e Azrael, premiato come miglior romanzo dell’anno nell’ambito del “Corpi Freddi Awards”. Con La Corte Editore ha già pubblicato La ragazza che chiedeva vendetta.

Fonte: omaggio dell’autore.