Oggi vi parlo di un libro intitolato Crea le tue Borse trendy di Debbie von Grabler – Crozier, è edito dall’editore Il Castello nella collana Cucito Ricamo Tessitura ed è un chiaro invito a mettere alla prova la nostra fantasia e creatività dando vita a oggetti di design che se fatti bene (con un po’ di pratica le competenze si acquistano) possono essere non solo usati per uso personale, ma regalati alle amiche o venduti su market place come Etsy, https://www.etsy.com/it/ diventando una nuova fonte di reddito per il bilancio familiare.
Il libro costa 22 Euro, sulla nostra libreria online 18,70 Euro ed è un piccolo investimento che vi aiuterà a creare 20 borse allegre e colorate con materiali relativamente poveri e facilmente disponibili. Le indicazioni sono chiare e funzionali, tutto viene spiegato passo passo per cui anche le più inesperte possono ottenere buoni risultati.
Il volume è diviso in quattro sezioni: Materiali, Tecniche esecutive, Decorazioni e infine Le Borse. Dopo l’indice ci sono poi i cartamodelli utilissimi per calibrare bene le dimensioni che volete ottenere.

Si inizia con le attrezzature necessarie, consigliabile avere una macchina da cucire e un ferro a vapore di buona qualità, aghi, fili da ricamo e cucito, nastri, fettucce, spilli, cerniere, comunque tutto è elencato dettagliatamente. Ti spiega come applicare una chiusura metallica, o una cerniera, tutto accompagnando i testi con immagini esplicative molto chiare.
Dovrete un po’ rispolverare le tecniche di cucito e ricamo, ma tutto è davvero semplice ed elementare, non ci vogliono sarte provette, anche se volendo lo si può diventare, se vi sentite portate. Vi insegna a fare i principali punti, ad applicare fiori di panno, (con colla anche), a fare fiori all’uncinetto.
E infine la guida per costruire le 20 borse, dalla pochette, alla tote bag, dagli zainetti, alle borsette per bambine. Insomma le indicazioni di base sono utili per creare anche vostre borse originali, cambiando i materiali, o le decorazioni. Spesso e volentieri l’autrice inserisce in quadratini color mela dei consigli, utilissimi nel vostro lavoro. Ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, creando un insieme davvero armonioso, e divertente. Per tutti.
Source: pdf inviato dall’editore. Ringraziamo Davide Rossi dell’Ufficio stampa.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Mi piace definire Dominique De Roux il Karl Kraus francese. Scrittore e intellettuale fuori dal comune, cavaliere delle lettere in territorio nemico, fa parte degli irregolari e degli impresentabili del Novecento.
“La figlia dell’assassina” di Giuliana Facchini, edito da Sinnos, è un storia per ragazzi che tratta di vita vissuta nella quale il bullismo e il pregiudizio mettono in crisi i personaggi, in particolar modo la protagonista. Rachele Clarke è una ragazzina esile e molto turbata, anche se non lo dà a vedere. Lei vive in una roulotte nel giardino di Magda e Leone, amici di famiglia. Rachele ci abita con il padre Gerald e il fratellino Joshua, perché hanno dovuto lasciare la loro casa in centro a Roma. Motivo? Eva, la mamma della protagonista e proprietaria di una famosa azienda fashion di guanti per l’alta moda, in un raptus improvviso ha assassinato la sua contabile, una donna della quale Eva si fidava e che invece ha usato il capitale dell’azienda, per giocare d’azzardo. Il risultato è drammatico: un cadavere, Eva in prigione, l’azienda fallita e due famiglie distrutte. Rachele è sola, tormentata dai fatti accaduti e dalle chiacchiere continue della gente, perché tutti sanno quello che è accaduto, ma conoscono la vicenda alla loro maniera o attraverso i media e questo tipo di conoscenza è quello che li porta a giudicare senza sapere. Rachele vuole molto bene al fratellino e anche al padre, ma soffre e nessuno sembra davvero comprendere quelli che sono i suoi bisogni e i diversi pettegolezzi che girano sulla sua famiglia non la aiuteranno per niente, anzi, peggioreranno sempre più il senso di sconfitta che tormenta la ragazzina. Rachele è un po’ depressa, non dorme, così per rilassarsi legge i classici della letteratura dell’infanzia e lo fa salendo su un albero, quando la dispettosa Daria (sua coetanea) le scatta una foto all’improvviso, la posta sul web, definendo Rachele la “Ragazza Licantropo”. Un gesto, pensa Daria, banale, una mera stupidaggine, ma la bulletta della situazione non si rende conto che quella foto messa sui social trasformerà la già fragile Rachele in un vero e proprio bersaglio per la derisione e lo scherno. Tutto poi si complica perché Rachele scompare e sarà proprio Daria, ricca, viziata, insoddisfatta di tutto, a ritrovare la protagonista. Tra le due ci sarà un acceso confronto. Da una parte Daria che ha ogni cosa e non è contenta di nulla e per tale ragione la sua insoddisfazione e incoscienza la spingono a cercare l’eccesso, comprese quelle situazioni che mettono a repentaglio la sua incolumità. Rachele è l’opposto ha un animo sensibile, tormentato, cerca pace nei libri e nella solitudine, vuole bene a Eva ed è consapevole che il fatto di cronaca con protagonista sua madre influenzerà per sempre loro esistenze familiari. Ad un certo punto dal dialogo delle due ragazze emerge questo:
“Ero teso e freddo, ero un ponte, stavo steso sopra un abisso, da una parte le mani, mi tenevo aggrappato con le unghie e con i denti all’argilla friabile. I lembi della mia giacca mi sventolavano sui lati. Nel profondo scrosciava il gelido torrente con le trote. Nessun turista veniva a smarrirsi a quelle altezze impercorribili, il ponte non era nemmeno segnato sulle carte. Stavo così e attendevo; dovevo attendere; se non precipita, un ponte, una volta che è stato costruito, non può smettere di essere un ponte”. – Il ponte.
La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.
1885, Stati Uniti: un mattino sul quotidiano The Dispatch compare un articolo del direttore in cui ci si chiede a cosa servano le donne e le ragazze, se non a fare le mogli e le madri: Elizabeth Cochrane, diciott’anni, una vita passata lottando contro una difficile situazione familiare causata da uomini che hanno rovinato la vita sua, di sua madre e delle sue sorelle, scrive al giornale le sue ragioni e il suo disaccordo per un articolo sciovinista e maschilista anche a quei tempi, che non tiene conto della realtà della condizione femminile.
Marcel de La Tache è un giovane giornalista di belle speranze nella Parigi del 1786 e un giorno, mentre si sta recando al lavoro, assiste nella piazza della Cour du Mai ad un atroce supplizio: una donna, giovane e bella, viene fustigata e marchiata con la V di voleuse, ladra. Marcel scopre che la condannata altri non è che Jeanne de La Motte Valois, nobildonna di oscure origini implicata nello scandalo della collana, che ha coinvolto anche la regina Maria Antonietta e il cardinale di Rohan con l’acquisto a rate di una costosissima collana, non fatto dalla sovrana ma portato avanti con l’inganno dalla contessa raggirando anche Rohan.

«Odiavo Parigi, quella città ammorbata da borghesi ecoresponsabili mi ripugnava, può darsi che fossi un borghese anch’io ma non ero ecoresponsabile, andavo in giro con un 4×4 diesel — forse non avevo combinato granché di buono nella vita ma almeno avrei contribuito a distruggere il pianeta — e sabotavo sistematicamente il programma di raccolta differenziata varato dall’amministratore del palazzo buttando l’umido nel recipiente per il vetro e le bottiglie vuote nel cassonetto riservato alla carta e agli imballaggi».
Dopo le edizioni brasiliane e la prima italiana, risalente al 1997, Massimo Canevacci decide di riproporre il suo saggio sull’antropologia della comunicazione urbana La città polifonica, che viene pubblicato a settembre 2018 da Rogas Edizioni.
























