Archive for the ‘Liberi di Scrivere Award’ Category

:: Liberi di scrivere Award ottava edizione: i vincitori

16 gennaio 2018

Vince l’ ottava edizione del Liberi di scrivere Award:

Il ragazzo ombra. Diario vittoriano Vol. 1 di Laura Costantini, ed. goWare

Il ragazzo ombra

Robert Stuart Moncliff è un romanziere e un ritrattista affermato. Nell’autunno del 1901 chiuso nel castello di famiglia, su una scogliera scozzese, rilegge il diario degli ultimi vent’anni.
Un’assenza pesa su di lui: la persona più importante della sua vita. Un tredicenne dagli incredibili occhi d’oro apparso come un’ombra, sotto la luna piena nell’aprile del 1881.
Nella lettura Robert rivive la gioia passata, unica cura per superare il giudizio della società vittoriana che ora lo condanna.
Il ragazzo ombra è il primo episodio della serie Diario vittoriano.

2° Classificato

Caravaggio enigma di Alex Connor – Newton Compton Editori – traduzione di Tessa Bernardi

3° Classificato

(a parimerito)

I bastardi dovranno morire – Emmanuel Grand – Neri Pozza – traduttore Alberto Folin

La natura della grazia, di William Kent Krueger- Neri Pozza – traduzione di Alessandro Zabini

Lois e Luke – Giro di Vite di Annemarie De Carlo (goWare 2017)

4° Classificato

Il Settimino di Fabrizio Borgio – Acheron Books

Menzione speciale per la migliore traduzione

Tessa Bernardi

per Caravaggio enigma di Alex Connor – Newton Compton Editori

Classifica generale della votazione: qui

:: Liberi di Scrivere Award ottava edizione – Le votazioni

1 gennaio 2018

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Giunto all’ ottava edizione il Liberi di Scrivere Award permette ai lettori di questo blog di  votare il migliore libro edito nel 2017.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di lunedì 15 gennaio.

Vale solo un voto per lettore.

Menzione speciale per la migliore traduzione al traduttore del libro straniero più votato.

Dunque iniziate a votare lasciando un commento a questo post con il titolo prescelto!

La votazione è diretta, a insindacabile giudizio dei lettori di questo blog, potete votare il vostro libro preferito tra tutti quelli editi in Italia nel 2017 qui sotto citando il titolo nei commenti.

Prego i lettori di lasciare un solo commento con il voto, serve a me e al “notaio” Michele Di Marco come verifica per il conteggio dei risultati. Grazie a tutti.

Lasciate i commenti sul blog solo per le votazioni. (Sempre per facilitarci i conteggi). Per problemi tecnici o altre necessità scriveteci sulla pagina del blog su FB o al nostro indirizzo mail. Voti ripetuti saranno cancellati. Grazie.

Traduttori:

Alberto Folin

Alessandro Zabini

Silvia Pareschi

Tessa Bernardi

Sandro Ristori

I libri:

I bastardi dovranno morire – Emmanuel Grand – Neri Pozza – Traduttore Alberto Folin (VOTI 3)

La natura della grazia, di William Kent Krueger- Neri Pozza – traduzione di Alessandro Zabini (VOTI 3)

Sotto una stella crudele. Una vita a Praga, 1941-1968 di Heda Margolius Kovaly – Adelphi – Traduzione di Silvia Pareschi (VOTO 1)

Caravaggio enigma di Alex Connor – Newton Compton Editori – traduzione di Tessa Bernardi (VOTI 7)

La ragazza che dormì con Dio di Val Brelinski – Nutrimenti editore – traduzione di Sandro Ristori (VOTO 1)

Il Settimino di Fabrizio Borgio – Acheron Books (VOTI 2)

Amori regalati di Olimpio Talarico – Compagnia Editoriale Aliberti‎ (VOTO 1)

Il ragazzo ombra. Diario vittoriano Vol. 1 di Laura Costantini, ed. goWare (VOTI 83)

Lois e Luke – Giro di Vite di Annemarie De Carlo (goWare 2017) (VOTI 3)

L’uomo di casa di Romano De Marco Piemme Editore (VOTO 1)

Storia nera di un naso rosso di Alesssandro Morbidelli edito da Todaro (VOTO 1)

Fondamenta Inquietanti di Luca Marchioro – GoWare (VOTO 1)

:: Un’ intervista con Rodrigo Elgueta

28 marzo 2017
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Credit photo © Felipe Monardes Carlos Reyes Gonzales (sulla sinistra) e Rodrigo Elgueta

Con grande piacere abbiamo potuto intervistare gli autori de Gli Anni di Allende, vincitore dell’ edizione 2017 del Liberi di scrivere Award. Oggi è la volta di Rodrigo Elgueta. Abbiamo provveduto a mettere sia la versione originale che italiana, per tutti i nostri lettori di lingua spagnola. Siamo inoltre felici di confermare l’arrivo in Italia dei due autori, che saranno a Bologna alla Children’s Book Fair. In particolare ci sarà una presentazione del libro martedì 4 aprile alla libreria Modo Infoshop. Buona lettura!

Bienvenido Rodrigo y felicitaciones para haber ganado este premio y para tu trabajo.
Eres un diseñador de comics y un illustrator. Hablanos de tí y  de tu trabajo.

Primero que todo, agradezco el interés por conocer nuestro trabajo y por habernos permitido obtener el premio a todos los lectores, que sin duda es un tremendo apoyo desde la gente. Nos entusiasma este premio desde varios puntos de vista, pero rescato el interés y admiración por la figura del presidente Salvador Allende, por su legado político y por su visión de lo que necesitaba Chile y lo que podría ocurrir ante un golpe de estado. Golpe de estado que ya es indicado por algunos estudiosos como el inicio de esta nueva era Neoliberar extrema. También mis agradecimientos van hacia Paolo Primavera y Alice Rifelli y a todo el equipo de Edicola ediciones, quienes nos han traído a Italia, y han traducido nuestra obra para un público italiano sensible a los ideales de igualdad, fraternidad, justicia social y cultural. Ahora, pasando a algo que me incomoda que es hablar de mi, les puedo comentar que uno de mis intereses es la historia. Y no es casualidad que haya querido desarrollar varios libros con un marcado acento en la investigación histórica, pero especialmente en aquellas historias no aceptadas en los marcos oficiales. Chile y el mundo están llenos de historias no contadas, desconocidas, pero que reflejan muy bien nuestros procesos como sociedad. En este sentido, ser dibujante me ha permitido aglutinar la gran variedad de intereses que poseo sobre varios ámbitos de la cultura y el universo. El haber descubierto a temprana edad que el dibujo me gustaba mucho y especialmente el dibujo de historieta, se transformaron en una gran ventaja para mi ante la vida…ventajas cuyos códigos aprendí leyendo historieta y aprendiendo de los grandes dibujantes chilenos como Guido Vallejos, Themo Lobos o Santiago Peñailillo, o de los dibujantes internacionales como Jack Kirby, Guido Vallejos, John Buscema, Jim Aparo, John Byrne, Hugo Pratt, entre muchos otros. Por ejemplo, el dibujo me permitió desarrollar uno de mis intereses especiales,  las culturas indígenas de américa latina y especialmente sus mitos y religiones. Durante varios años estuve ilustrando personajes y mitos de américa, lo que me permitió explorar la maravillosa iconografía, sus diseños, personajes y narraciones. Incluso en este momento estamos terminando un nuevo libro, también guionizado por Carlos Reyes, de posible publicación en el segundo semestre de este año, que tratará sobre la exterminada etnia Selknam de Tierra del Fuego, que es un nuevo comic-documental, cuyo posible nombre es “Nosotros Los Selknam”, con el cual continuamos en esta línea de revisitar nuestra historia, siendo testimonio de la tremenda riqueza cultural que tenían esta culturas nómades en estado paleolítico y que vivieron en la Patagonia de nuestro país hasta hace no más de 100 años, donde el gobierno chileno amparo su exterminio y el de las otras etnias fueguinas que vivían en la Patagonia.

Benvenuto Rodrigo e congratulazioni per il Premio Liberi di Scrivere Award e per il tuo lavoro. Raccontaci un po’ del tuo lavoro di illustratore e autore di fumetti.

Prima di tutto desidero ringraziare i lettori per l’interesse nei confronti del nostro lavoro, mio e di Carlos [Carlos Reyes, sceneggiatore del fumetto “Gli anni di Allende”] e per averci permesso di ottenere questo premio, che è senza dubbio una grande dimostrazione di sostegno. L’aver ricevuto il premio ci rende entusiasti sotto diversi punti di vista, e in particolare per l’attenzione e l’ammirazione dimostrati nei confronti della figura del presidente Salvador Allende, della sua eredità politica e della sua visione di quelli che erano i bisogni del Cile e di quello che sarebbe potuto essere il nostro paese prima del Colpo di stato. Colpo di stato che viene già considerato da alcuni studiosi come l’inizio di questa era di neoliberalismo estremo.
Voglio ringraziare anche Paolo Primavera e Alice Rifelli e tutto il team di Edicola per averci portato in Italia, traducendo il nostro libro per un pubblico di lettori sensibili agli ideali di uguaglianza, fratellanza e giustizia sociale e culturale.
Passiamo adesso a quello che mi fa sentire più a disagio, ovvero  parlare di me. Uno dei miei interessi principali è la storia e non è un caso che abbia voluto dedicarmi a diversi libri con una spiccata componente di investigazione storica, con una preferenza particolare per quelle versioni dei fatti non ufficiali.
Il Cile e il mondo intero sono pieni di queste storie che non sono state ancora raccontate, storie tuttora poco conosciute ma che rispecchiano profondamente i processi della nostra società.
Da questo punto di vista, essere disegnatore mi ha permesso di unire la grande varietà di interessi che ho sempre avuto nei diversi ambiti della cultura. E l’aver scoperto da bambino che il disegno mi piaceva, specialmente il disegno a fumetti, si è trasformato in un grande vantaggio per affrontare la vita, grazie a tutto quello che ho imparato leggendo fumetti e scoprendo il lavoro dei più grandi disegnatori cileni come Guido Vallejos, Themo Lobos o Santiago Peñailillo, e internazionali come Jack Kirby, John Buscema, Jim Aparo, John Byrne, Hugo Pratt, tra tanti altri.
Ad esempio, il fumetto mi ha permesso di approfondire uno dei miei interessi più grandi, quello sulle culture indigene dell’America Latina, e specialmente i loro miti e le loro religioni. Per molti anni ho illustrato personaggi e miti delle culture indigene, il che mi ha permesso di esplorare la loro meravigliosa iconografia, i loro disegni, i loro personaggi e le loro narrazioni.
Proprio in questo momento insieme a Carlos stiamo ultimando un nuovo libro, che probabilmente verrà pubblicato in Cile nel secondo semestre di quest’anno, dedicato allo sterminio dell’etnia Selknam della Terra del Fuoco. Sarà un nuovo fumetto documentaristico, che probabilmente si chiamerà “Nosotros Los Selknam”, nel quale torneremo a rivisitare la nostra storia e a essere testimoni della profonda ricchezza culturale di queste culture nomadi che abitarono la Patagonia fino a non più di cento anni fa, e il cui sterminio fu appoggiato dal governo cileno, insieme a quello di molte altre etnie della stessa zona.

Cuales son tus estudios, como has empezado tu profession?

Soy profesor de Artes. Estudie en una universidad especializada en el área de pedagogía, y esta decisión, surgida de la reflexión que tuve  a los 16 años, fue por la idea de mantenerme cerca del dibujo. Pero creo que fue la mejor decisión. Al estudiar pedagogía en Artes, también significó aprender variadas disciplinas propia de las artes visuales, como cerámica, dibujo técnico, diseño, dibujo, pintura, historia del arte, estética, entre varios mas…disciplinas que eran complementadas con áreas de las ciencias pedagógicas, como curriculum, psicología infantil y juvenil…es decir una carrera profesional con una gama muy amplia de conocimientos, que me han ayudado mucho en mi trayectoria de ilustrador y dibujante de comic. Realicé clases durante varios años tanto a niños como a adultos, pero lo dejé completamente para dedicar mas tiempo al comic y la ilustración. Pero siempre que soy invitado a dar alguna charla o taller trato de participar con mucha felicidad.

Quali sono stati i tuoi studi e come hai iniziato la tua professione?

Sono professore d’arte. Ho studiato in una università specializzata nell’area pedagogica e questa decisione – presa a 16 anni – è nata proprio dal desiderio di rimanere vicino al mondo del disegno. Studiare pedagogia e arte mi ha permesso di imparare diverse discipline tipiche dell’arte visiva, come la ceramica, il disegno tecnico, la pittura, così come la storia dell’arte e l’estetica, e al tempo stesso dedicarmi a materie come scienze pedagogiche o psicologia infantile. Il risultato è un curriculum con una gamma molto ampia di conoscenze che mi hanno aiutato successivamente nel mio lavoro di illustratore e disegnatore di fumetti. Per molti anni ho insegnato a bambini e  adulti ma attualmente ho lasciato l’insegnamento per dedicarmi completamente al fumetto e all’illustrazione. Quando però mi capita di essere invitato a tenere conferenze o a fare laboratori accetto sempre con grande entusiasmo.

Como nació tu colaboraccion artística y profesional con Carlos Reyes?

Con Carlos ya nos conocemos muchos años, desde el año 2007 en que yo publicaba la revista “Platino”, junto a otro gran dibujante chileno llamado Juan Vasquez, donde explorabamos nuestros propios intereses, en un espacio de libertad gráfica y narrativa. Por medio de esta publicación Carlos conoció mi trabajo. Y justamente, el año 2011 Carlos estaba coordinando un proyecto editorial, donde iban adaptar a comic los cuentos de Heredia Detective ( de Ramón Diaz Eterovic). Sucedió que les faltaba un dibujante para trabajar en uno de estos cuentos y me invitaron a participar. Desde ese momento no he parado de tener proyectos, de los cuales algunos han sido escritos por Carlos. Afortunadamente con Carlos Reyes, logramos un método de trabajo, donde él se preocupa de entregarme, junto con el guión, una gran cantidad de material de referencia, facilitando mi trabajo. Existe una relación de confianza mutua, lo que es un privilegio al tener un socio con gran complementación.

Come è nata la tua collaborazione artistica e professionale con Carlos Reyes?

Con Carlo ci conosciamo da diversi anni, dal 2007 anno nel quale pubblicavo nella rivista “Platino”, insieme a un altro gran disegnatore cileno Juan Vasquez. Esploravamo i nostri interessi in uno spazio di libertà grafica e narrativa. Fu attraverso questa rivista che Carlos conobbe il mio lavoro. Nel 2011 stava coordinando un progetto per adattare a fumetti i racconti di Heredia Detective di Ramón Diaz Eterovic e stava cercando un disegnatore: mi invitò a partecipare. Da quel momento non ho mai smesso di avere nuovi progetti, alcuni sono stai scritti da Carlos. Abbiamo sviluppato un metodo di lavoro dove lui si preoccupa di consegnarmi, assieme alla sceneggiatura, una grande quantità di materiale di riferimento, facilitandomi il lavoro. Esiste una relazione di fiducia reciproca, considero un privilegio avere un socio così competente.

Trabajaste sea en Chile que en el extranjero? Hablanos de la situaccion actual en tu pai s para quien quiera entraprend er tu profesion. Hay algunos diseñadores de los cuales tendremos que estar pendientes?

Nunca he trabajado para el extranjero. Afortunadamente he podido trabajar de manera permanente para el mercado Chileno, con varias editoriales y proyectos culturales, pero ha sido el comic el medio que me ha abierto las posibilidades a nivel mundial de una manera insospechada. Por “Los Años de Allende” hemos tenido conversaciones con varias editoriales extranjeras interesadas en editar y traducirlo. Entre ellas EDICOLA ediciones, casa editorial italiana que ha confiado en nuestro trabajo y ha apostado en este libro.
Chile, debido a su situación geográfica y por su apertura económica al mundo en 25 años, con una economía neoliberal ( que aquí es inhumana), los ilustradores y dibujantes de chile, han tenido la posibilidad de vivenciar una gran cantidad de influencias, en una mixtura donde puedes encontrar en los festivales de comic e ilustración a dibujantes con influencia norteamericana, oriental, amerimanga, europeo, experimental etc, lo cual ha sido positivo, porque curiosamente ha sido la tierra fértil donde se a forjado una identidad, donde los artistas han buscado sus propio caminos. Incluso los artistas que trabajan para el mercado norteamericano, como Gabriel Rodríguez o Alan Robinson, se han destacado por lo novedoso de sus propuestas para un mercado tan marcado por Marvel o DC comic. Ante tu pregunta, me es muy difícil recomendar a algunos dibujantes para que los amigos italianos descubran….porque son muchosss…pero ante la consulta debo nombrar a algunos: pienso en Claudio Romo, un artista con formación académica en artes y grabado, pero que esta llevando a la ilustración a una dimensión onírica novedosa para estos tiempo. También les recomiendo la obra de Rodrigo López, un dibujo caricaturesco, que explora el desborde de la psique humana,…y por medio del comic¡¡¡ También los invito a conocer los lápices de Juan Vásquez, que por medio de una estética Punk, gráfica las dimensiones oscuras de la sociedad Chilena, al igual que Carlos Carvajal de una región de mi país que se llama Coquimbo, con una obra espesa y oscura que se adentra en el chile oscuro, que no deja indiferente al espectador. Chile tiene una gran tradición de comic, que sería muy larga de contar, pero que aprovecho de invitarlos a conocer y de nuestros grandes autores, les recomiendo conocer la obra de Themo Lobos con “Mampato” y en humor político la grandiosa obra de Hervi, seudónimo de Hernán Vidal.

Hai lavorato sia in Cile che all’estero? Parliamo della situazione attuale del tuo paese per chi desidera intraprendere la tua professione. Ci sono alcuni disegnatori che dovremmo seguire?

Non ho mai lavorato all’estero. Per fortuna ho potuto lavorare con continuità per il mercato cileno, con diverse case editrici e progetti culturali, ma è stato il fumetto che inaspettatamente mi ha dato molte possibilità a livello mondiale. Grazie a “Gli anni di Allende” abbiamo avuto molte conversazioni con case editrici straniere interessate a tradurlo e pubblicarlo. Tra di loro, Edicola, che ha avuto fiducia nel nostro lavoro e ha scommesso su questo libro.
Gli illustratori e i disegnatori cileni hanno avuto la possibilità di sperimentare una gran quantità di influenze, che si riflette in un mix evidente nei festival di fumetti e illustrazione dove ti può capitare di incontrare disegnatori con influenza nordamericana, orientale, amerimanga, europea, sperimentale ecc…, il che è molto positivo, dato che è stata la terra fertile dove si è formata un’identità, dove gli artisti hanno cercato le proprie strade. Anche artisti che lavorano per il mercato nordamericano, come Gabriel Rodríguez o Alan Robinson, si sono messi in luce con le loro proposte innovative in un mercato così dominato da Marvel o DC comic. Per questo, mi risulta molto difficile raccomandarti qualche disegnatore in particolare affinché i nostri amici italiani possano scoprirli (sarebbero moltissimi), ma per rispondere alla domanda, te ne nomino qualcuno: penso a Claudio Romo, un artista con una formazione accademica in arte e incisione, ma che sta portando la sua illustrazione in una dimensione onirica molto innovativa per questi tempi. Raccomando anche l’opera di Rodrigo López, un disegnatore di caricature, che esplora i labirinti della psiche umana e lo fa attraverso il fumetto!! Inoltre, invito a conoscere i tratti di Juan Vásquez, che attraverso un’estetica punk, rappresenta le dimensioni oscure della società cilena, allo stesso modo di Carlos Carvajal (della regione di Coquimbo), che con un’opera densa e cupa si addentra ne Cile oscuro che non lascia indifferente il lettore. Il Cile possiede una profonda tradizione del fumetto, che sarebbe molto lunga da raccontare, ma per un’infarinatura vi raccomando di conoscere il lavoro di Themo Lobos con “Mampato” e quello di Hervi, pseudonimo, di Hernán Vidal, caratterizzato da un gran umorismo politico.

La elecion de dibujar Gli anni di Allende en blanco y negro ha sido tuya? Tiene un significado preciso?

Si, propuse el estilo de la obra bajo la técnica de la tinta. Esto debido a que de mi experiencia personal y que coincide con la de varios chilenos, es acercarnos a la memoria de este período, suplantada por las películas y fotografías en blanco y negro realizado por los cineastas, fotógrafos y documentalistas…hemos heredado este período en “blanco y negro” que aún nos lleva a conectarnos con una sensación de angustia…que la dictadura de Pinochet se encargo de transmitir.
Aprovecho de comentar que este libro lo tomo como un homenaje a todos los artistas audiovisualistas y fotógrafos que salieron a la calle a registrar estos años vertiginosos, percibiendo ellos la trascendencia  histórica de lo que estaban atestiguando.
Ahora volviendo a tu pregunta, los lectores de Los Años de Allende, se darán cuanta que en la página 111, cambio la técnica de tinta por el lápiz grafito. Y esto lo hice en el momento en que comenzábamos a narrar el golpe del 11 de septiembre de 1973, donde la técnica se supeditaba a mi necesidad expresiva. Yo soy fans del lápiz grafito y creo que era la técnica que permitiría experimentar y transmitir fuerzas expresivas instantáneas necesarias para narrar gráficamente momentos tan dramáticos como este nefasto golpe militar, que cambio a Chile y el mundo por completo. Quise dar un “golpe” en la técnica en el momento del “golpe”, pasando de tintas, que requieren un mayor control y método en su aplicación, a el lápiz grafito, mas instantáneo y rápido..…experimento que nuestro editor en Chile Rafael López y el mismo Carlos Reyes, apoyaron absolutamente.

La scelta di disegnare Gli anni di Allende in bianco e nero è stata tua? Ha un significato preciso?

Sì, ho proposto che l’opera venisse realizzata con la tecnica dell’inchiostro in bianco e nero, visto che la mia esperienza personale, che coincide con quella di molti cileni, è stata quella di avvicinarmi alla memoria di questo periodo attraverso i film, i documentari e le fotografie in bianco e nero … abbiamo tutti ereditato questo periodo in “bianco e nero” che ci porta ancora a connetterci con la sensazione d’angustia che la dittatura di Pinochet ha diffuso nel paese.
Considero questo libro un omaggio a tutti gli artisti e a tutti i fotografi che sono scesi in strada per tenere traccia di quegli anni vertiginosi, percependo l’importanza storica di quello di sono stati testimoni.
Tornando alla tua domanda, i lettori de “Gli anni di Allende” si renderanno forse conto che a partire da pagina 111 ho cambiato la tecnica della tinta con quella della matita a grafite. Il cambio coincide con il momento in cui si inizia a narrare il colpo di stato dell’11 settembre 1973 e qui la tecnica si sostituisce alla mia necessità espressiva. Sono un fan della matita a grafite e credo che sia la strada più adatta per sperimentare e trasmettere forze espressive immediate, necessarie per narrare graficamente momenti così drammatici come il colpo di stato che ha cambiato completamente il Cile e il mondo stesso. Ho voluto dare un “golpe” alla tecnica proprio nel momento del colpo di stato, passando dalla tinta, che richiede maggiore controllo e maggior metodo nell’applicazione, alla grafite, più immediata e rapida… esperimento appoggiato sia da Rafael Lopez, il nostro editore cileno, che da Carlos Reyes.

Cual fue la parte más dificil en el proceso de dibujar las tablas de esta graphic novel?

Desde el punto vista gráfico los desafíos fueron muchos. Por un lado realizar una gran variedad de retratos de personajes históricos que debían ser reconocidos y que en algunos casos debía dibujar dándole expresiones faciales de las cuales no existían registro. También las locaciones de esta historia, significaba para mí abastecerme de una buena cantidad de fotografías de aquellos años y buscar sectores de la ciudad que mantuvieran su misma arquitectura. Por otro lado, un período histórico como este, significaba dibujar muchas páginas con multitudes. Todo dibujante sabe que dibujar multitudes es un esfuerzo titánico que pone a prueba la constancia y paciencia. En este sentido, el trabajar con aguadas de tinta china me permitió solucionar con pinceladas gran cantidad de espacios con personas, pancartas y banderas. Finalmente mencionaría como otro de los tantos desafíos, el plasmar en un dibujo, situaciones históricas fundamentales que nunca antes se habían representado. Por ejemplo, un momento de ira de Allende cuando arroja su teléfono, o cuando disparaba desde el balcón de una oficina de la Moneda en el momento del Golpe mismo. Me siento privilegiado de ser parte de esta obra que explora estos hechos conocidos a nivel mundial. Además me siento conectado emocionalmente con esta época. En algunas páginas retrato momentos que mi propia familia me contó o elementos que vi cuando niño. Consulté publicaciones de grandes fotógrafos como Koen-Wessing y Marcelo Montecinos, y el conocido documental “La Batalla de Chile” de Patricio Guzmán. Finalmente creo que hemos tocado una fibra del inconsciente colectivo de nuestro país, porque hemos observado la emoción de muchas personas al hojear este libro, aflorando emociones y recuerdos. Además en esta obra Allende es uno de los personajes principales, pero al mismo tiempo lo es también el pueblo.

Quale è stata la parte più difficile nel disegnare le tavole del fumetto “Gli anni di Allende”?

Dal punto di vista grafico le sfide sono state diverse. Da un lato realizzare una grande varietà di ritratti di personaggi storici che dovevano essere riconoscibili e che in alcuni casi dovevo disegnare dando loro espressioni facciali di cui non esisteva nessuna traccia o registro. Per quello che riguarda i luoghi mi sono procurato molte fotografie dell’epoca, cercando settori della città che avevano mantenuto la stessa architettura.
Dall’altro lato affrontare un periodo storico come questo ha significato disegnare molte scene di massa. Ogni illustratore sa che disegnare scene di massa è uno sforzo titanico che mette a dura prova costanza e pazienza. Da questo punto di vista l’aver lavorato con annacquando la tinta mi ha permesso di risolvere con pennellate ampi spazi con persone, striscioni e bandiere.
Un’altra sfida è stata sicuramente quella di aver rappresentato situazioni storiche fondamentali che non erano mai state disegnate prima. Per esempio, un momento di ira in cui Allende lancia il telefono oppure mentre spara da un balcone della Moneda durante il golpe.
La verità è che mi sento privilegiato a essere parte di questa opera che narra eventi conosciuti a livello mondiale. Mi sento molto legato a questa epoca dal punto di vista emotivo. In alcune pagine del fumetto ritraggo momenti che mi sono stati raccontati dalla mia famiglia o elementi che ricordo dalla mia stessa infanzia.
Naturalmente ho fatto riferimento al lavoro di grandi fotografi, come Koen-Wessing y Marcelo Montecinos, e al famoso documentario “La Batalla de Chile” di Patricio Guzmán.
Credo che con questo libro abbiamo toccato uno nervo scoperto dell’immaginario collettivo del nostro paese e ce ne siamo resi conto osservando le reazioni delle persone mentre leggevano e sfogliavano le pagine del fumetto, mentre i loro ricordi e le loro emozioni tornavano a galla. Perché se è vero che Allende è il personaggio principale del libro, al tempo stesso anche il popolo lo è.

Te agradecemos para tu disponibilidad, y ante de despedirnos me gustaria hacerte otra pregunta sobre tus compromisos laborales, y preguntarte si tienes en programa de venir a Italia en un futuro proximio?

Por supuesto¡¡¡ viajaremos con Carlos Reyes a la Feria del Libro de Bologna estos primeros días de Abril, asi que nos pueden ver por ahí y conversar con notros, e incluso participar de las actividades que EDICOLA nos a preparado para esta semana, entre colegios, bibliotecas, talleres etc. Y también estamos preparando una gira por varias ciudades de italia, presentando Gli Anni di Allende para el mes de Septiembre de este 2017, también organizadas por EDICOLA, donde nuestra intención es hablar de esta época de la historia de Chile el mismo 11 de septiembre, e incluso vivir el 18 y 19 de septiembre (días de las fiestas patrias en Chile) en italia. Así que ya saben que están todos invitados a estas actividades, y que se mantengan atentos a  los avisos de fecha y lugar por Edicola. Gracias por todo y a todos ustedes y nos vemos pronto en vuestro hermoso país.

Ti ringraziamo molto per la tua disponibilità e prima di salutarci ti chiedo se hai un programma di venire in Italia.

Ma certo!! Con Carlo Reyes stiamo per partecipare alla fiera Bologna Children’s Book Fair, magari ci si vede lì e possiamo scambiare due chiacchiere o partecipare alla presentazione de Gli anni di Allende nella libreria Modo Infoshop, (martedì 4 aprile alle 19,30). Inoltre Edicola ci ha preparato attività e corsi in scuole e biblioteche. Stiamo anche preparando un piccolo tour in diverse città italiane per il prossimo settembre, il nostro intento è essere in Italia proprio l’11 settembre, per parlare di questa epoca storica del Cile e trascorrere nel vostro paese le nostre feste nazionali (Fiestas Patrias). Così che già da adesso siete tutti invitati! Attenti quindi alla comunicazione di Edicola. Grazie per tutto e ci vediamo presto nel vostro bel paese.

[Traduzione a cura di Alice Rifelli]

Recensione di Gli anni di Allende: qui.

Intervista con Carlos Reyes González: qui.

:: Un’ intervista con Carlos Reyes González

20 febbraio 2017
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Credit photo © Felipe Monardes – In primo piano Carlos Reyes e la versione originale del libro

Con grande piacere abbiamo potuto intervistare gli autori de Gli Anni di Allende, vincitore dell’ edizione 2017 del Liberi di scrivere Award. Oggi è la volta di Carlos Reyes González. Abbiamo provveduto a mettere sia la versione originale che italiana, per tutti i nostri lettori di lingua spagnola. Buona lettura!

Bienvenido Carlos y felicitaciones para haber ganado la edición 2017 del Liberi di scrivere Award con la novela grafica Gli anni di Allende! Ante que todo, hablanos de ti, presentate a tus lectores, muchos italianos, que te conocieron también con este Premio.

Hola a todos y todas. Me llamo Carlos Reyes González, soy chileno y como tal, vivo entre el desierto, la patagonia, el mar y la cordillera en el sur del mundo. Estudié cine y TV pero con los años – aunque veo ingentes cantidades de series de TV y cine- me he ido alejando de la creación audiovisual para dedicarme cada vez más a mi otra pasión: la historieta, por eso – aunque también he escrito cuentos- más que un escritor siempre me he sentido un guionista, es decir alguien que escribe en imágenes, alguien que escribe más para ser visto que para ser leído, alguien que explora esa extraña relación que se produce entre la palabra y la imagen

Benvenuto Carlos e complimenti per aver vinto l’edizione 2017 del Liberi di scrivere Award con la novella grafica “Gli anni di Allende”. Come prima cosa, parlaci di te, presentati ai tuoi lettori italiani che ti hanno conosciuto attraverso il premio.

Un saluto a tutti e a tutte. Mi chiamo Carlos Reyes González, sono cileno e in quanto tale vivo tra il deserto, la Patagonia, il mare e la cordigliera. Ho studiato cinema e televisione però con gli anni – anche se continuo a guardare moltissime serie TV e film – mi sono allontanato dalla produzione audiovisiva per dedicarmi sempre di più a un’altra mia passione, il fumetto. Pur avendo scritto alcuni racconti, più che uno scrittore mi sono sempre sentito uno sceneggiatore, ovvero qualcuno che scrive per immagini, che scrive più per essere visto che letto, che esplora questa rara relazione che si produce tra la parola e l’immagine.

Seguramente has ganado premios más importantes, pero este tiene la peculiaridad que es totalmente en las manos de los lectores: ellos postulan los libros, ellos los votan. Non hay jurados de calidad, personajes cuyo rostro vale más y determina la victoria. Te esperabas que muchos de tus lectores, varios chilenos, te hubiesen seguido hasta aquí en este remoto blog italiano?

Afortunadamente y contra todas expectativa, hemos ganado un par de premios con Los años de Allende que nos tienen a Rodrigo Elgueta, el dibujante, y a mí muy sorprendidos y felices. Y es que cuando estábamos trabajando en este proyecto pensábamos que hacíamos un libro que solo iba a interesar a Chile y afortunadamente le ha ido muy bien en nuestro país, pero también ha tenido mucha atención fuera de Chile, lo que para nosotros fue algo más que agradable. Los premios son siempre un regalo, una muestra de cariño. Una forma de saber que lo haces ha tenido un pequeño impacto en alguien y que ese alguien – una persona común y corriente- quiere retribuir tu trabajo con un regalo. Y los regalos, grandes o pequeños, simples o sofisticados, los recibo siempre con alegría y humildad, porque todos sabemos que a veces un premio es más bien prestigio y que no significa necesariamente más éxito o público.  En nuestro caso se trata además de una historieta, un lenguaje que en nuestro país ha a comenzado a tener cierta visibilidad recién en los últimos años -pese a que Chile tiene una larga y rica tradición historietistica- y se trata de una novela gráfica en que el trabajo autoral que se premia es compartido. El guión no sirve de nada sin los dibujos, ambos artes se fusionan para llegar a completarse en la lectura final que hace el público. Cuando Edícola Ediciones nos contó que estábamos nominados a Liberi di scrivere Award nunca pensé que ganaríamos ni que, como bien señalas, los lectores chilenos respondieran tan entusiastamente tomándose el tiempo para votar.  Imagino que ese público lector está felices de haber contribuido a ayudarnos a llevar este libro más allá de nuestras fronteras y quiero creer que es porque piensan que es un buen trabajo. Estoy muy agradecido.

Sicuramente hai vinto premi più importanti, ma questo ha di bello che è totalmente in mano dei lettori: loro candidano i libri, loro li votano. Non ci sono giurie di qualità, personaggi il cui voto vale di più e determina la vittoria. Ti aspettavi che tanti tuoi lettori, molti cileni, ti seguissero fin qui in questo sperduto blog italiano?

Fortunatamente e contro ogni aspettativa abbiamo vinto un paio di premi con “Gli anni di Allende”, cosa che rende Rodrigo Elgueta, l’illustratore, e me molto sorpresi e felici. Mentre stavamo lavorando al progetto pensavamo che il libro avrebbe interessato solo i lettori del Cile. In effetti il libro nel nostro paese è andato molto bene, ma quello che ci ha più piacevolmente sorpresi è stato l’interesse che ha raccolto all’estero. I premi sono sempre un regalo, una dimostrazione d’affetto. Un modo di sapere che quello che fai ha un qualche impatto sulla vita di qualcun altro e che questo qualcun altro, una persona comune, vuole ripagare il tuo lavoro con un regalo. E i regali, che siano grandi o piccoli, semplici o sofisticati, li ricevo sempre con allegria e umiltà, perché tutti sappiamo che a volte un premio è più che altro una questione di prestigio e che non necessariamente significa maggior successo o pubblico.
Nel nostro caso poi si tratta di un fumetto, un linguaggio che nel nostro paese ha iniziato ad avere visibilità solo negli ultimi anni – anche se in questo ambito il Cile può vantare una lunga e ricca tradizione – e si tratta di una novella grafica in cui il lavoro autoriale che viene premiato è condiviso. La sceneggiatura non significa nulla senza i disegni, entrambe le arti si fondono per arrivare a completarsi nella lettura finale del pubblico. Quando Edicola Ediciones ci ha detto che eravamo stati candidati per il Premio Liberi di Scrivere Award mai avrei immaginato di poter vincere né, come hai giustamente segnalato, che i lettori cileni avrebbero risposto con tanto entusiasmo, prendendosi il tempo di votare. Immagino che questi lettori siano felici di aver contribuito a portare il libro ben aldilà delle nostre frontiere e mi piace pensare che l’abbiano fatto perché pensano che sia un buon lavoro. Sono molto riconoscente per questo.

Como nació la idea de escribir los textos de este libro?

Nació de la propuesta de nuestro editor en Chile, Rafael López Giral que nos instó a hacer esta novela gráfica, pero de algún modo también es fruto de un deseo que Rodrigo y yo teníamos de hacer un trabajo que tuviese que ver con temas más políticos como este. Yo sentí la necesidad de decir algo al respecto, de mostrar  que la historieta puede y debe hacerse cargo de problemáticas políticas, cosa que ha venido haciendo desde sus orígenes, incluso en los trabajos mudos de autores como Masereel,  Nückell y muchos más.  Para mí la escritura siempre es política y acá lo fue de forma evidentemente.

Come è nata l’idea di scrivere i testi di questo libro?

È nata dalla proposta del nostro editore in Cile, Rafael López Giral, che ci ha esortato a realizzarla, ma è nata anche da un desiderio che Rodrigo e io avevamo di realizzare un progetto che avesse a che vedere con tematiche politiche. Ho sentito il bisogno di dire qualcosa a proposito, di dimostrare che il fumetto può e deve farsi carico di questioni politiche, cosa che fa fin dalle sue origini, a partire dai fumetti “muti” di autori come Masereel, Nückell e molti altri. Per me la scrittura è sempre politica e qui lo è stata in modo decisamente forte.

Gli anni di Allende habla de un periodo muy dramático y delicado de tu país. Hubiese podido tomar una via, hacia la democratizacion, la justicia social, pero encuentra la dictatura. Nosotros en Italia en los año ‘70 vivimos el periodo del terrorismo de las brigadas rojas, que querian llevar el país hacia la revolución, ustedes como enfrentaron sus particular coyuntura historica y politica?

Para escribir y dibujar Rodrigo y yo nos sumergimos en documentales, registros fotográficos, entrevistas, libros de historia y todo lo que pudimos hallar sobre  el tema. La idea fue siempre ofrecer un panorama lo más general posible de los distintos momentos del periodo de la Unidad Popular de Allende y de su violento fin con el Golpe de Estado. Incluso llegamos a reunimos con el historiador chileno Manuel Vicuña que nos señaló algunos hitos fundamentales que según él no podíamos eludir. No obstante hay que aclarar que también se trata de una historia de la que yo siempre leí y vi mucho material. y con la que siempre soñé hacer algo. En esta novela gráfica quisimos mostrar el vértigo de ese breve periodo entre 1970 y 1973 que fue bullente no solo en lo político-partidista, sino también fue sorprendente en lo cinematográfico, lo musical, lo artístico.  Se trató de una lucha, de un sueño que fue mucho más allá de lo local, de lo meramente chileno. Todos los ojos del mundo (de un mundo muy diferente  al que habitamos hoy día), los ojos tanto de simpatizantes como de enemigos, estaban  puestos en Chile. La propuesta de Allende fue un experimento único en el mundo, una revolución sin armas, hecha a través del voto democrático. Para muchos esa fue justamente su fortaleza y para otros la razón de su derrota. Lo innegable es que Salvador Allende es ya una figura mítica, un personaje de talla mundial del que se van a seguir escribiendo miles y miles de páginas. Esta es simplemente nuestra versión de los hechos. Esta obra es de ese tipo de libros que llevas dentro de ti por décadas hasta que un día cristaliza y toma forma fuera de tu sistema pese a tí mismo. De algún modo Los años de Allende era un libro inevitable para mí. Tarde o temprano tenía que salir.

Gli anni di Allende parla di un periodo molto drammatico e delicato del tuo paese. Poteva prendere una via, verso la democratizzazione, la giustizia sociale, e invece incontra la dittatura. Noi negli anni in Italia 70 abbiamo vissuto il periodo del terrorismo delle brigate rosse, che volevano portare il paese verso la rivoluzione, voi come avete affrontato la vostra particolare congiuntura storica e politica?

Per scrivere e disegnare Rodrigo e io ci siamo immersi in documentari, archivi fotografici, interviste, libri di storia e tutto quello che abbiamo potuto reperire sull’argomento. L’idea è sempre stata quella di offrire un panorama il più generale possibile dei diversi momenti del periodo dell’Unidad Popular di Allende e della sua violenta fine con il colpo di Stato. Abbiamo anche incontrato lo storico cileno Manuel Vicuña che ci ha segnalato alcuni elementi che secondo lui non avremmo in alcun modo potuto ignorare. Va considerato inoltre che si tratta di una storia della quale ho sempre letto e visto molto materiale e con la quale ho sempre sognato confrontarmi. In questa novella grafica abbiamo voluto mostrare la vertigine di questo breve periodo tra il 1970 e il 1973 che fu effervescente non solo dal punto di vista politico, ma che fu sorprendente anche da quello cinematografico, musicale e artistico.
Si è trattato di una lotta, di un sogno che è stato molto più che locale, molto più che solamente cileno. Tutti gli occhi del mondo, di un mondo molto diverso da quello che abitiamo oggi, lo sguardo tanto dei simpatizzanti tanto dei nemici era puntato sul Cile. La proposta di Allende è stata un esperimento unico al mondo, una rivoluzione senza armi, fatta attraverso il voto democratico. Per molti questa è stata giustamente la sua forza e per altri la ragione della sua sconfitta. Quello che è innegabile è che Salvador Allende è già una figura mitica, un personaggio di risonanza mondiale, del quale si continueranno a scrivere migliaia e migliaia di pagine. Questa è semplicemente la nostra versione dei fatti. Quest’opera è uno di quei libri che ti porti dentro per anni fino a quando un giorno si cristallizza e prende forma fuori di te, aldilà di te. In tutti i modi “Gli anni di Allende” era un libro inevitabile per me. Prima o poi sarebbe venuto fuori.

Gli anni di Allende habla del Chile desde 1970 al 1973. Porqué según ti este periodo historico, y la particular experienza vivida con Allende despierta aun el interes de muchos jovenes, hasta italianos?

Es cierto. Como te decía antes, Allende es una figura que ya excede lo político y se ha instalado como otro hito fundamental del siglo XX. Es la encarnación del héroe trágico, sinónimo de incorruptibilidad, el sueño de una utopía que pudo ser, encarnada en un hombre que tenía un proyecto tan único, tan personal que nadie pareció haber comprendido nunca a cabalidad, ni siquiera sus seguidores más cercanos ni sus detractores. Allende luchó hasta contra gentes de su propio bando para instalar su proyecto. Debe haberse sentido como un grupo formado por un solo miembro. ¿Qué lleva a muchas personas y jóvenes del mundo a sentirse tan cercano a su figura? Piensa en esto: Un hombre mayor está encerrado con muy pocas armas junto a un reducido grupo de personas en el palacio de gobierno. Es traicionado por un grupo de militares, uno de los cuales él mismo puso en el cargo. Su gobierno ha sido atacado desde  el primer día por fuerzas internas y externas. SU gobierno comete errores, pero acierta en otras tantas ocasiones. En plena guerra fría Estados Unidos lo combate y conspira en su contra. Ni Rusia ni Cuba lo apoyan del todo justamente porque el proyecto político de Allende no les parece viable. Este mismo hombre está ese 11 de septiembre de  1973 rodeado y atacado por tropas y tanques. ¡Es bombardeado por aviones! Ve morir a sus mejores amigos en una batalla desigual mientras se entera de que el país entero está en manos de los golpistas cívico-militares que han conspirado contra él. Allende declama a través de la única radio fiel que le queda uno de los discursos más impresionantes de la historia moderna en medio de la batalla y finalmente decide morir antes que rendirse (algunos incluso afirman que fue asesinado) ¡Cómo no va a a impresionar eso a alguien en algún lugar del mundo! Piensen por un momento en lo que Shakespeare hubiese hecho con ese material. En Chile no nos hemos percatado aún de que Allende ya no nos pertenece, él ya es parte del inconsciente colectivo de la humanidad. Es el último gran utopista del siglo XX.

Gli anni di Allende parla del Cile dal 1970 al 1973. Perché secondo te questo periodo storico, e la particolare esperienza vissuta con Allende desta ancora l’interesse di tanti giovani, persino italiani?

Allende è una figura che è già uscita dai confini della politica ed è già diventata elemento imprescindibile del XX secolo. È l’incarnazione dell’eroe tragico, sinonimo di incorruttibilità, rappresenta il sogno di un’utopia che avrebbe potuto essere, personificata in un uomo che aveva un progetto così unico e personale che nessuno lo ha compreso fino in fondo, né i suoi sostenitori più vicini né i suoi detrattori. Allende ha combattuto contro persone della sua stessa fazione per difende la propria idea. Si deve essere sentito come un gruppo formato da una sola persona. Cosa porta tante persone e tanti giovani di tutto il mondo a sentirsi così vicini alla sua figura? Pensa: un uomo è rinchiuso con pochissime armi e un numero ristretto di uomo nel Palazzo di Governo. È stato tradito da un gruppo di militari, a uno dei quali egli stesso ha dato potere. Il suo governo è stato attaccato fin dal primo giorno da forze interne ed esterne. Ha commesso errori, però ha visto giusto in molte altre occasioni. In piena Guerra Fredda, gli Stati Uniti lo osteggiano e cospirano contro di lui. Né Russia né Cuba lo appoggiano del tutto perché il suo progetto politico non sembra sostenibile. L’11 settembre 1973, questo stesso uomo è circondato e attaccato da soldati e carri armati. Bombardato dagli aerei! Vede morire i suoi migliori amici in una battaglia impari mentre si rende conto che l’intero paese è già nelle mani dei golpisti civili e militari che hanno cospirato contro di lui. Nel bel mezzo della battaglia, attraverso l’unica radio fedele che gli resta, Allende fa uno dei discorsi più potenti della storia moderna e alla fine sceglie di morire piuttosto che arrendersi (alcuni sostengono sia stato assassinato). Come può non avere impatto questa storia? Pensa per un momento cosa ne avrebbe fatto Shakespeare! In Cile non ci siamo ancora resi conto che Allende non ci appartiene, egli fa già parte dell’immaginario collettivo dell’umanità. Allende è l’ultimo grande utopista del ventesimo secolo.

Tu graphic novel se inserta en la tradicion di compromiso civil y politico, y conservacion de la memoria de grandes graphic novel como Maus de Art Spiegelman, solo per citarne una. Porqué según ti? Associar las imagenes a las palabras crea una particular alquimia en el lector?

Sí y estamos orgullosos de entrar en esa tradición que busca recuperar, devolvernos la memoria y sobre todo si asumimos que vivimos en un siglo en que la la memoria es fundamental para el futuro. Vivimos en un mundo en que la imagen es fundamental, y creo que siempre lo ha sido.  En la historieta, la palabra y la imagen tienen varias formas de relacionarse entre sí que van desde la dependencia o supremacía de una sobre la otra, pasando por el anclaje y el contrapunto por señalar solo algunas, de este modo la relación se abre o se se sella. Justamente estos procedimientos son los que me hacen amar el lenguaje de la historieta. En el caso de Maus la elección del tratamiento visual fue fundamental para abordar el horror de un modo en que ningún film podrá hacerlo nunca y que la convierten en una obra que no funcionaría tan bien ni con la misma sutileza otro formato. La historieta, en mi experiencia, exige también del lector una serie de destrezas que suenan muy extrañas, pero que un lector no habitual puede aprehender fácilmente como por ejemplo la cristalización del tiempo en espacio, la elipsis y la secuencialidad que están en el centro del quehacer de la historieta; la relación texto-imagen y cierta particular sintaxis, por citar solo algunos elementos de la historieta que usamos para decodificar mejor su mensaje, y que también tiene, según sus propias pertinencias el teatro, el cine y todas las artes.  Esta alquimia de la que hablas es una relación rica que en el caso del cómic se mira y se lee, estableciendo nuevas relaciones todo el tiempo. Soy de los que piensa que aún no hemos explorado profundamente todas las posibilidades que nos ofrece este lenguaje que lejos de desaparecer bajo el advenimiento de las tecnologías digitales del siglo XXI parece incluso tomar un nuevo impulso en el mundo entero ¿Cómo se explica que el cómic, la historieta el tebeo, el Manga, el fumetto, la bande dessinée sean un lenguaje  más vivo que nunca en el siglo XXI ? Creo que la respuesta es que somos seres eminentemente visuales. La primera manifestación artística de la humanidad fueron esos bellos dibujos en las cavernas, luego nuestra escritura fue un también otra expresión del dibujo, ergo: todos somos dibujantes y toda la humanidad vive en una iconosfera, un mundo plagado, saturado de imágenes. Debemos asumir la historieta como una forma de expresión más en la que todo tiene cabida y quienes trabajamos en ella debemos asumir todas sus posibilidades. Por ejemplo, en Italia ustedes tienen al genio de Gipi que hizo para mí una obra maestra del uso del lenguaje de la historieta en el que considero uno de sus mejores trabajos: Unastoria y  tienen también a jóvenes autores de la talla de Andrea Bruno y Paolo Parisi.

La tua graphic novel si inserisce nella tradizione di impegno civile e politico, e conservazione della memoria di grandi graphic novel come Maus di Art Spiegelman, solo per citarne una. Perché secondo te? Associare le immagini alle parole crea una particolare alchimia nel lettore?

Sì, e siamo molto orgogliosi di fare parte di questa tradizione che cerca di recuperare e restituire la memoria, soprattutto alla luce del fatto che viviamo in un secolo in cui la memoria è fondamentale per il futuro. Viviamo anche in un mondo in cui l’immagine è fondamentale, sempre lo è stata. Nel fumetto, la parola e l’immagine hanno diversi modi di relazionarsi tra loro, dalla dipendenza o supremazia di una sull’altra, passando dall’ancoraggio e il contrappunto per segnalarne alcuni e in questo modo la relazione si apre o si sigilla. Sono proprio questi meccanismi quelli che mi fanno amare il linguaggio del fumetto. Nel caso di “Maus” la scelta del linguaggio visivo è stata fondamentale per approcciare l’orrore in un modo che nessun film avrebbe mai potuto fare e che la rende un’opera che non avrebbe potuto funzionare così bene né con la stessa delicatezza in un altro formato.
Nella mia esperienza il fumetto richiede al lettore alcune destrezze un po’ speciali (che anche un lettore poco avvezzo può apprendere facilmente), come ad esempio la cristallizzazione del tempo nello spazio, l’ellissi e la sequenzialità che sono al centro della buona riuscita del fumetto; la relazione testo-immagine e una sintassi particolare, per citare solo alcuni elementi che usiamo per decodificare meglio il messaggio del fumetto, e che il fumetto condivide con il teatro, il cinema e tutte le arti. L’alchimia di cui stiamo parlando è una relazione profonda che nel caso del comic si guarda e si legge, mentre stabilisce continuamente nuovi livelli. Sono tra coloro che pensano che non abbiamo ancora esplorato profondamente tutte le possibilità che ci offre questo linguaggio che, ben lontano dallo scomparire di fronte alle tecnologie digitali del XXI secolo, sembra aver avuto un nuovo impulso in tutto il mondo.
Come si può spiegare altrimenti che il comic, la historieta, il manga, il fumetto, la bande dessinée siano in questo momento un linguaggio più vivo che mai? Credo che la risposta sia nel fatto che siamo creature eminentemente visuali. La prima manifestazione artistica dell’umanità sono stati i disegni delle caverne; la nostra scrittura è un’espressione di disegno. Penso che tutti siamo illustratori e l’umanità intera vive in una “iconosfera”, un mondo saturo di immagini. Dobbiamo considerare il fumetto come un’ulteriore forma espressiva nella quale c’è spazio per tutto e chi lavora con il fumetto deve esplorare tutte le sue possibilità. Per esempio in Italia, insieme ad autori giovani come Andrea Bruno e Paolo Parisi, avete personaggi del calibro di Gipi che, in quello che considero uno dei suoi lavori migliori, Una storia, ha realizzato qualcosa di veramente grande nell’uso del linguaggio del fumetto.

Te agradecemos para tu disponibilidad, y ante de despedirnos me gustaria hacerte otra pregunta sobre tus compromisos laborales, y preguntarte si tienes en programa de venir a Italia en un futuro proximio?

Pasé brevemente- junto a Rodrigo Elgueta, mi compañero de ruta en esta novela gráfica de Allende- por Roma hace unas semanas atrás en Febrero y la ciudad me cautivó. Crecí viendo el cine italiano, leyendo sus historietas y admirando a muchos de sus artistas, así que por supuesto que está en mis planes viajar y hablar de Los años de Allende por allá. Tal vez esta promesa pueda cumplirse en los próximos meses en una visita a la feria de Bolonia que estamos gestionando. Estoy seguro que Edicola Ediciones está haciendo todo lo que está en sus manos para que esto sea posible y les estamos muy agradecidos por todo el apoyo y cuidado que han puesto en nuestro trabajo. Visitarlos allá en Italia sería maravilloso.

Ti ringraziamo per la disponibilità, nel lasciarci mi piacerebbe ancora farti una domanda sui tuoi prossimi impegni lavoratici, e chiederti se hai in programma di venire in Italia nel prossimo futuro?

Insieme a Rodrigo Elgueta, il mio compagno di viaggio in questo lavoro su Allende, sono passato velocemente da Roma, qualche settimana fa e la città mi ha conquistato. Sono cresciuto con il cinema italiano, leggendo i fumetti italiani e ammirando gli artisti italiani, quindi è ovvio che sia nei miei progetti viaggiare e poter far conoscere “Gli anni di Allende” in Italia. Forse questa promessa potrà compiersi nei prossimi mesi in occasione della Fiera di Bologna (Children’s Book Fair, ndt). So che Edicola Ediciones sta facendo tutto il possibile e le siamo molto riconoscenti per l’appoggio e la cura che ha messo nel nostro progetto. Venirli a trovare in Italia sarebbe meraviglioso.

[Traduzione a cura di Alice Rifelli]

Recensione di Gli anni di Allende: qui.

:: Liberi di scrivere Award settima edizione: i vincitori

16 gennaio 2017

Vince la settima edizione del Liberi di scrivere Award:

Gli anni di Allende

allQuando il 4 settembre 1970 Salvador Allende ottenne il 36,6% dei voti che lo portarono a diventare il Presidente della Repubblica, iniziarono i mille giorni più intensi della storia del Cile. Il paese fu un esempio inedito di socialismo popolare e democratico e al tempo stesso una temuta enclave marxista che minacciò i privilegi, gli affari privati e i grandi capitali. Il libro racconta con passione e rigore storico gli accadimenti politici, i fattori e gli attori che caratterizzarono la via cilena al socialismo, e la sua fine. Il libro ci riporta alle speranze e alle paure dei protagonisti di allora, persone che vissero con entusiasmo e dolore il modo in cui nacque e venne distrutto un esperimento unico nel XX secolo.

Carlos Reyes è sceneggiatore, editore, esperto di comunicazioni audiovisive e docente. Tra i fondatori del sito ergocomics.cl, è uno dei creatori dei festival El Día de la Historieta e Viñetas del fin del mundo, e conduttore dell’omonimo programma radio. Co-fondatore della casa editrice indipendente Feroces Editores, è stato editore di Suda Mery K! – rivista internazionale di storie sudamericane. Ha collaborato a diverse pubblicazioni cilene e straniere attraverso saggi, interviste e fumetti. Alcune sue storie sono state pubblicate nelle raccolte Los 3 volumenes de La Ruta de los Arcanos, In Absentia Mortis e In Nomine Mortis e nei libri Heredia Detective e Cómo vivir un terremoto.
Rodrigo Elgueta è disegnatore di fumetti e illustratore. Ha esposto in Cile e all’estero. Si è dedicato alla gestione di attività culturali, organizzando e coordinando diversi progetti ed eventi di narrativa grafica. Ha lavorato insieme alle case editrici Arrayán, SM ediciones e Salo S.A., per la quale ha disegnato parte della serie Mitos y Leyendas. Ha pubblicato il fumetto di fantasia Dragón Lemur per la casa editrice Visual ediciones e la storia a fumetti Flamenco. Insieme all’autore Juan Vásquez ha creato la rivista di fumetti e illustrazioni Platino. La sua prima novella grafica, El origen, è stata scritta da Daniel Benavides e pubblicata da Catalonia. Ha partecipato alle raccolte di fumetti In Absentia Mortis e In Nomine Mortis con gli sceneggiatori Ángel Bernier e Carlos Reyes e, con quest’ultimo, ai volumi della serie Heredia Detective (LOM).


2° Classificato

Il muggito di Sarajevo

maNata per essere assediata. È così che si sente Amira, diciotto anni e un grande sogno da realizzare nella città di Sarajevo del ’93, lacerata dalle rappresaglie fra serbi e bosniaci. Il cuore della suonatrice di cigar box guitar batte all’unisono con i colpi di mortaio e le raffiche di mitra, ma Amira canta la sopravvivenza, la speranza. Della band Senza Strumenti fanno parte anche il colonnello Mustafa Setka, mago del basso, e il gigantesco ballerino di kolo, Masne, alle percussioni. I due per tutto il giorno seguono Jack, meglio conosciuto come Mozambik l’irlandese, fidanzato di Amira, spacciatore. All’occorrenza, Jack si offre come guida agli inviati di guerra che affollano l’Holiday Inn semidistrutto. Così conosce Carlo e Oscar, due fotoreporter italiani che inseguono uno scoop davvero straordinario: intendono trovare una vacca indiana che si dice abbia poteri da chiromante. Sarà per caso la zebù gir che il vecchio Ivan nasconde nella corte interna del suo negozio di tabacchi, adattato a fumeria d’oppio dopo l’inizio del conflitto? Del resto, non è la sola ospite che il commerciante cela a sguardi e orecchie indiscrete. In uno sgabuzzino è segregato, infatti, un serbo fuori di testa che, dopo una scorpacciata di funghi allucinogeni, si è ritrovato al di là delle linee nemiche. Lo scopo di Ivan è rispedirlo al mittente in cambio di un riscatto, da chiedere a un oscuro cecchino dei servizi segreti serbi, che trova la concentrazione solo canticchiando le hit di Barbra Streisand…

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974 e ha abitato a Parigi, Hurghada, Londra, Sana’a. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Il requiem di Valle secca (Tracce, 2006),  Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013, Premio Liberi di scrivere Award). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Koi Press) Malatesta, indagini di uno sbirro anarchico, La Trilogia (2011, Premio Liberi di Scrivere Award), La Tremarella (2012, il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi sui giornali Il Manifesto, Il Reportage, East Journal, Il reporter e Torno Giovedì- Collabora con Il Fatto Quotidiano. Vive tra Milano e Istanbul.

3° Classificato

Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

unnamedqQuanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l’odore del pane. E del delitto. Ma dall’altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l’azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce.

Maurizio de Giovanni nasce nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 vince un concorso per giallisti esordienti con un racconto incentrato sulla figura del commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Il personaggio gli ispira un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore e Anime di vetro. Nel 2012 esce per Mondadori Il metodo del Coccodrillo (Premio Scerbanenco), dove fa la sua comparsa l’ispettore Lojacono, ora fra i protagonisti della serie dei Bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea e pubblicata da Einaudi Stile Libero (nel 2013 è uscito il secondo romanzo della serie, Buio, nel 2014 il terzo, Gelo, e nel 2015 il quarto, Cuccioli). Nel 2014, sempre per Einaudi Stile Libero, de Giovanni ha pubblicato anche l’antologia Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli). In questo libro appare per la prima volta il personaggio di Bianca Borgati, contessa Palmieri di Roccaspina, sviluppato in Anime di vetro. Nel 2015 è uscito per Rizzoli il romanzo Il resto della settimana.
Per Einaudi è uscito nel 2016 Il metodo del coccodrillo. Tutti i suoi libri sono tradotti o in corso di traduzione in Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Russia, Danimarca e Stati Uniti. De Giovanni è anche autore di racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città, della quale è visceralmente tifoso, e di opere teatrali.

4° Classificato

La bellezza non ti salverà

la_bellezzaIn una Novara carica di neve e di avvenimenti sinistri, si sono perse le tracce di una ragazza: è il terzo caso di sparizione nell’arco di pochi mesi. La profiler Costanza Ravizza non si dà pace e vorrebbe potersi dedicare alle loro ricerche, ma le priorità e gli ordini del suo capo, il dottor Giamasso, sono altri: concentrarsi sul caso del morto nel Romentino. Eppure quei ragazzi scomparsi ossessionano la profiler al punto da spingerla negli anfratti bui del mondo virtuale. Qui un predatore seriale, coperto dall’anonimato garantitogli dalla parte più nascosta del web, sta allacciando amicizie sui social. Anche Alfredo Filangieri, costretto a trasferirsi per un lungo periodo dalla sorella Teresa, sul Lago d’Orta stringe nuove amicizie dai contorni enigmatici. E mentre tutti non fanno altro che parlare della splendida beauty farm da poco sorta in zona, e del suo giovane e sensuale proprietario, Alfredo non perde occasione per ficcare il naso nelle indagini di Costanza, fino a quando…

Francesca Battistella vive sul Lago d’Orta. Ha trascorso quattro anni a testa in giù (Nuova Zelanda) dove ha insegnato lingua italiana e storia contemporanea presso la Auckland University. Attrice di cinema e teatro d’avanguardia negli anni ’70 e ’80, ha alcune grandi passioni: viaggiare, ballare l’hip hop come Michael Jackson, leggere disperatamente e, naturalmente, scrivere. Suoi i fortunati, per critca e pubblico, Re di bastoni, in piedi (2011), selezionato per un adattamento in sceneggiatura cinematografica, La stretta del lupo (2012), dove mette in scena per la prima volta gli esilaranti, e a tratti ironici, personaggi che si ritroveranno poi anche in Il messaggero dell’alba (2014) e in La bellezza non ti salverà (2016).

Menzione speciale per la migliore traduzione

 Fabio Zucchella

per “La fortuna ti sorride”, Adam Johnson – Marsilio

:: Liberi di Scrivere Award settima edizione – Le votazioni

1 gennaio 2017

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Giunto alla settima edizione il Liberi di Scrivere Award permette ai lettori di questo blog di  votare il migliore libro edito nel 2016.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di domenica 15 gennaio, scegliendo tra i libri candidati.

Vale solo un voto per lettore.

Menzione speciale per la migliore traduzione al traduttore del libro straniero più votato.

Dunque iniziate a votare lasciando un commento a questo post!

Prego i lettori di lasciare un solo commento con il voto, serve a me e al “notaio” Michele Di Marco come verifica per il conteggio dei risultati. Grazie a tutti.

Traduttori:

Alberto Bracci Testasecca

Nicola Manuppelli

Alfredo Colitto

Graziano Benelli

Federica Aceto

Vincenzo Vergiani

Ilde Carmignani

Delfina Vezzoli

Fabio Cremonesi

Bruno Arpaia

Giuseppe Iacobaci, Claudia Lionetti

Fabio Zucchella

Marco Emberti Gialloreti

I candidati:

“Alice from Wonderland trilogia” di Alessia Coppola, Self Publishing

“Ninfee nere” di Michel Bussi, giugno 2016, EO, trad. Bracci Testasecca A.

“Tempo assassino” di Michel Bussi, novembre 2016, EO, trad. Bracci Testasecca A.

“Il mio angelo ha le ali nere”, Elliott Chaze, ottobre 2016, Mattioli 1885, trad. Manuppelli N.

“Strane lealtà”, William McIlvanney, marzo 2016, Feltrinelli, trad. Colitto A.

“Il comandante dello zucchero”, Raphael Confiant, novembre 2016, Calabuig, trad. Benelli G.

“Appunti di meccanica celeste”, Domenico Dara, ottobre 2016, Nutrimenti

“Medusa”, Luca Bernardi, novembre 2016, Tunuè

“Delia è di nessuno”, Ilaria Melandri, luglio 2016, Laurana Editore

“La bellezza non ti salverà”, Francesca Battistella – Scrittura & Scritture

“Stirpe selvaggia”, Eraldo Baldini – Einaudi

“Le vittorie imperfette”, Emiliano Poddi – Feltrinelli

“La cappella di famiglia e altre storie di Vigata”, Andrea Camilleri, Sellerio

“Viva più che mai” di Andrea Vitali, Garzanti

“Pane per i bastardi di Pizzofalcone”, Maurizio de Giovanni, Einaudi

“Zero K”, Don DeLillo, Einaudi, Trad. Federica Aceto

“Sylvia”, Leonard Michaels, Adelphi, trad. V. Vergiani

“Notturno cileno” di Bolano, Adelphi, trad. I Carmignani

“Le cure domestiche” di Marilynne Robinson (ed. or. 1980 – trad. D. Vezzoli), Einaudi, novembre 2016

“Trilogia di Holt” di Kent Haruf (ed. or. 1999, 2004, 2013 – trad. F. Cremonesi), NN Editore, 2016. NOTA: Crepuscolo ultimo volume pubblicato in Italia – in realtà il secondo cronologicamente – è comunque un libro del 2016, e, anche se i primi due volumi della Trilogia sono usciti nel 2015, l’edizione in cofanetto è del novembre 2016.

“Padania. Vita e morte nel Nord Italia” di Massimiliano Santarossa, Edizioni Biblioteca dell’Immagine (prima edizione settembre 2016 – seconda ristampa Novembre 2016)

“Era la Milano da bere. Morte civile di un manager” – Alessandro Bastasi, Fratelli Frilli

“Questo libro non esiste” – Marilù Oliva, Elliot

“I Medici – Una dinastia al potere” – Matteo Strukul, Newton Compton

“Lettera a Dina” di Grazia Verasani – Giunti

“Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” – Maurizio de Giovanni – Einaudi

“Il labirinto degli spiriti” di Carloz Ruiz Zafon – Mondadori, Trad. B. Arpaia

“L’albero delle bugie” di Frances Hardinge – Mondadori, Trad. G. Iacobaci, C. Lionetti

“Dove troverete un altro padre come il mio” di Rossana Campo – Ponte alle Grazie

“Le sfumature della luna”, Bilkis Saba – Koi press

“Il muggito di Sarajevo”, Lorenzo Mazzoni – Spartaco

“La fortuna ti sorride”, Adam Johnson – Marsilio, Trad. F. Zucchella

“Vita privata di una nazione”, Lee Eung-jun, Atmosphere Libri, Trad.  M. Emberti Gialloreti

“Nostalgia”,  Ermanno Rea, Feltrinelli editore

“Valporno”, Natalia Berbelagua, Edicola Ediciones

“Un tango per Victor”, Lorenzo Mazzoni, Edicola Ediciones

“Gli anni di Allende”, Carlos Reyes, Rodrigo Elgueta, Edicola Ediciones

:: Liberi di Scrivere Award settima edizione – Le candidature

19 dicembre 2016

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A gennaio come da tradizione del blog si terrà la settima edizione del Liberi di Scrivere Award. Non ci sono comitati di qualità, ogni voto vale un voto, ogni lettore voterà una sola volta. Sarete dunque voi a decidere quale libro è stato il migiore del 2016. Quest’anno ci sarà solo una preselezione: ogni lettore del blog potrà segnalare qui nei commenti a questo post i migliori libri, massimo tre,  letti nel 2016 (che siano stati anche pubblicati nel 2016)  per decretare alla fine il vincitore. Come gli scorsi anni segnalate anche libri di piccoli editori, ebook, in formato da edicola, autopubblicati, anche fumetti e graphic novel. Insomma diamo spazio a tutti, anche a coloro che solitamente sono penalizzati nei premi istituzionali. Per le candidature c’è tempo fino al 31 dicembre.

[Consiglio: nelle vostre tre preferenze mettete libri che non ci siano già in elenco, così allarghiamo la rosa dei votabili, poi a gennaio].

I candidati:

“Alice from Wonderland trilogia” di Alessia Coppola, Self Publishing

“Ninfee nere” di Michel Bussi, giugno 2016, EO, trad. Bracci Testasecca A.

“Tempo assassino” di Michel Bussi, novembre 2016, EO, trad. Bracci Testasecca A.

“Il mio angelo ha le ali nere”, Elliott Chaze, ottobre 2016, Mattioli 1885, trad. Manuppelli N.

“Strane lealtà”, William McIlvanney, marzo 2016, Feltrinelli, trad. Colitto A.

“Il comandante dello zucchero”, Raphael Confiant, novembre 2016, Calabuig, trad. Benelli G.

“Appunti di meccanica celeste”, Domenico Dara, ottobre 2016, Nutrimenti

“Medusa”, Luca Bernardi, novembre 2016, Tunuè

“Delia è di nessuno”, Ilaria Melandri, luglio 2016, Laurana Editore

“La bellezza non ti salverà”, Francesca Battistella – Scrittura & Scritture

“Stirpe selvaggia”, Eraldo Baldini – Einaudi

“Le vittorie imperfette”, Emiliano Poddi – Feltrinelli

“La cappella di famiglia e altre storie di Vigata”, Andrea Camilleri, Sellerio

“Viva più che mai” di Andrea Vitali, Garzanti

“Pane per i bastardi di Pizzofalcone”, Maurizio de Giovanni, Einaudi

“Zero K”, Don DeLillo, Einaudi, Trad. Federica Aceto

“Sylvia”, Leonard Michaels, Adelphi, trad. V. Vergiani

“Notturno cileno” di Bolano, Adelphi, trad. I Carmignani

“Le cure domestiche” di Marilynne Robinson (ed. or. 1980 – trad. D. Vezzoli), Einaudi, novembre 2016

“Trilogia di Holt” di Kent Haruf (ed. or. 1999, 2004, 2013 – trad. F. Cremonesi), NN Editore, 2016. NOTA: Crepuscolo ultimo volume pubblicato in Italia – in realtà il secondo cronologicamente – è comunque un libro del 2016, e, anche se i primi due volumi della Trilogia sono usciti nel 2015, l’edizione in cofanetto è del novembre 2016.

“Padania. Vita e morte nel Nord Italia” di Massimiliano Santarossa, Edizioni Biblioteca dell’Immagine (prima edizione settembre 2016 – seconda ristampa Novembre 2016)

“Era la Milano da bere. Morte civile di un manager” – Alessandro Bastasi, Fratelli Frilli

“Questo libro non esiste” – Marilù Oliva, Elliot

“I Medici – Una dinastia al potere” – Matteo Strukul, Newton Compton

“Lettera a Dina” di Grazia Verasani – Giunti

“Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” – Maurizio de Giovanni – Einaudi

“Il labirinto degli spiriti” di Carloz Ruiz Zafon – Mondadori

“L’albero delle bugie” di Frances Hardinge – Mondadori

“Dove troverete un altro padre come il mio” di Rossana Campo – Ponte alle Grazie

“Le sfumature della luna”, Bilkis Saba – Koi press

“Il muggito di Sarajevo, Lorenzo Mazzoni – Spartaco

“La felicità ti sorride”, Adam Johnson – Marsilio

“Vita privata di una nazione”, Lee Eung-jun, Atmosphere Libri

“Nostalgia”,  Ermanno Rea, Feltrinelli editore

“Valporno”, Natalia Berbelagua, Edicola

“Un tango per Victor”, Lorenzo Mazzoni, Edicola

“Gli anni di Allende”, Carlos Reyes, Edicola

:: Il Resto del Carlino – Liberi di scrivere Award: il miglior libro uscito nell’anno è del ferrarese Lorenzo Mazzoni

19 gennaio 2016

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Ringraziamo ancora tutti i lettori che hanno votato.
Questo è un articolo apparso su Il Resto del Carlino e sono felice di condividerlo con voi. Nei prossimi giorni usciranno le interviste ai vincitori.

:: Liberi di scrivere Award sesta edizione: i vincitori

16 gennaio 2016

fuVince la sesta edizione del Liberi di scrivere Award:

Quando le chitarre facevano l’amore, Lorenzo Mazzoni, Edizioni Spartaco

È il 2 maggio del 1945. Martin Bormann, braccio destro di Adolf Hitler, scompare per le strade di Berlino durante l’avanzata sovietica. Vent’anni dopo, fonti prossime alla CIA lo identificano come Martin Weisberg, finanziatore eccentrico e pacifista della rock band The Love’s White Rabbits vicina al Movimento radicale. Da qui ha inizio una caccia all’uomo che coinvolgerà settori deviati dei servizi segreti americani e israeliani, uno scovanazisti italiano, un attore cieco fan di Charles Bronson, un reduce dal Vietnam fuori di testa. La vicenda è ambientata prevalentemente negli Stati Uniti, con incursioni fra Città del Guatemala, Singapore, Saigon. Sullo sfondo il clima esplosivo dell’estate del ’68. Storia, cronaca e finzione si rincorrono fondendosi dalla prima all’ultima pagina di questo originale romanzo dal ritmo incalzante e dal finale al cardiopalma. Così accade che una spia in gonnella semini il Caos. Uno scheletro sia perdutamente innamorato di Anita Garibaldi. Una chitarra racconti la Beat generation. Una scultrice plasmi marijuana e hashish. Uno spietato killer del Mossad adori indossare scarpe rosa coi tacchi a spillo. E mentre scorrono fiumi di limonata all’LSD, esplode la questione nera, le università sono in rivolta, la musica psichedelica spopola tra i giovani e gli agenti dell’FBI reprimono le proteste.

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974 e ha abitato a Parigi, Hurghada, Londra, Sana’a. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Il requiem di Valle secca (Tracce, 2006),  Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013, Premio Liberi di scrivere Award). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Koi Press) Malatesta, indagini di uno sbirro anarchico, La Trilogia (2011, Premio Liberi di Scrivere Award), La Tremarella (2012, il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi sui giornali Il Manifesto, Il Reportage, East Journal, Il reporter e Torno Giovedì- Collabora con Il Fatto Quotidiano. Vive tra Milano e Istanbul.

2° Classificato (a parimerito)

9788817074902Più sporco della neve, Enrico Pandiani, Rizzoli

In mezzo alla neve e al silenzio di una notte d’inverno, un furgone bianco risale i tornanti che lo portano al confine francese con l’Italia. Parlano poco, i due passeggeri, concentrati sul carico che stanno trasportando. Poi un’esplosione violenta, una palla di fuoco in aria, il bosco che si illumina, i rottami scagliati ovunque. A cento chilometri di distanza, Zara Bosdaves indaga su un caso di scomparsa e non può immaginare la valanga di guai che sta per franarle addosso. Per dirla tutta, non ne ha mai avuti tanti come da quando ha lasciato la polizia e aperto un’agenzia di investigazioni a Torino. Ma una come lei, abituata agli schiaffi della vita, non teme le cadute e conosce mille modi per rialzarsi. Solo che adesso i problemi sembrano essere arrivati perfino nell’unico posto dove si sentiva al riparo: tra le braccia di François, il bellissimo uomo di colore che sa come proteggerla e farla stare bene. Da qualche tempo infatti lui è diverso, taciturno, misterioso, e una sera torna a casa sporco di sangue, senza fornire spiegazioni. Così Zara dovrà non soltanto dare la caccia a un mercante d’arte e alla banda di assassini che lo vogliono morto, ma anche affrontare la paura peggiore, quella di perdere il suo uomo e la certezza del loro amore.

Enrico Pandiani è nato a Torino. La sua carriera di narratore è cominciata scrivendo e disegnando storie a fumetti, pubblicate sul “Mago” di Mondadori e sulla rivista “Orient Express”. Ha collaborato per anni con il quotidiano “La Stampa” per il quale cura la parte infografica. Da sempre attratto dalla letteratura di genere poliziesco, nel 2009 esordisce con il primo romanzo, Les italiens (instar libri), e ottiene un ottimo successo di critica e di pubblico, che accostano l’autore ai grandi del noir. Il suo secondo romanzo della serie, Troppo piombo (instar libri), è uscito a marzo 2010. Una storia invernale e cupa, ricostruita attraverso la nuova indagine della brigata dei poliziotti italo francesi. Seguono Lezioni di tenebra (instar libri, 2011) e nel gennaio 2012 per la casa editrice Rizzoli la quarta indagine de Les Italiens, Pessime scuse per un massacro. Con La donna di troppo, del 2013, Pandiani inaugura le indagini della detective privata Zara Bosdaves, donna sensuale e determinata, in una Torino che l’autore disegna moderna, seducente e crudele.  I semi del male, un’antologia edita da Rizzoli, è la sua ultima opera.  Nel 2015 è uscito il romanzo Più sporco della neve, sempre per Rizzoli, in cui è nuovamente protagonista la detective Zara Bosdaves.

sag1980, David Peace, Il Saggiatore, trad. Marco Pensante

Vigilia di Natale 1980, Leeds, Inghilterra: lo Squartatore dello Yorkshire ha massacrato la sua tredicesima vittima. Lo cercano da anni per porre fine a una serie mostruosa, senza pari nella storia del paese. Potrebbe essere un vicino di casa, un padre, un poliziotto; potrebbe essere chiunque. È introvabile. Nel 1980, Leeds è una città in rovina, schiacciata da un cielo nero e persa in un punto qualsiasi dell’Inghilterra e del cosmo. Le fabbriche automatizzate sono le sue cattedrali: come se una bomba fosse esplosa lasciando alle macchine il dominio su un deserto infernale di cemento, freddo, buio, incredibilmente thatcheriano, dove gli uomini hanno lasciato il posto a entità spettrali e inferocite. Alla radio ronza il mantra dei notiziari: il disastro collettivo di una nazione depauperata e derelitta, tra gli scioperi dei minatori, gli attentati dell’Ira, lo shock dell’omicidio di John Lennon e i cadaveri dello Yorkshire, i cadaveri dello Yorkshire… Dentro un’utilitaria, parcheggiata in un autosilo, un ispettore piange lacrime disperate. È Peter Hunter, il poliziotto che indaga, compulsivamente quanto vanamente, sugli omicidi, trasformandosi da cacciatore a preda.

David Peace (1967), nato e cresciuto nel West Yorkshire, nel 2003 è stato inserito nella lista dei migliori scrittori della Gran Bretagna dalla rivista Granta. È autore dell’osannato Red Riding Quartet che gli è valso l’epiteto di maestro del noir al pari di James Ellroy, mentre grazie al suo quinto romanzo, GB84 (Tropea, 2006), ha vinto il prestigioso James Tait Black Memorial Prize. Con Tokyo anno zero, bestseller in Gran Bretagna, Usa e Olanda e in traduzione in dieci lingue, è stato riconosciuto come una delle voci più originali della narrativa contemporanea. Il Saggiatore ha pubblicato anche Il maledetto United – il racconto della vicenda di Brian Clough, storico allenatore del Leeds United – che il Times ha definito «il più grande romanzo mai scritto sullo sport» e Red or Dead sulla figura leggendria di Bill Shankly, ex allenatore del Liverpool Football Club. Vive a Tokyo con la moglie e i figli.

3° Classificato

indexGuarda come si uccide, Ivo Tiberio Ginevra, I buoni cugini

Chi di voi non ha mai fatto una prova di coraggio con gli amici d’infanzia? Sicuramente pochi. In “Guarda come si uccide” Calogero e Ninni hanno il coraggio di farla, ma all’interno di quella vecchia clinica abbandonata, il solo coraggio non basta! E Giuseppe Ingrassia detto Pinuzzo, perché vuole diventare un uomo di cosa nostra a qualunque costo? Il cuore impazzito di Calogero ha ripreso a fare gli straordinari. Si sporca di sangue, ma non importa. Capisce subito che è proprio ridotto male. Molto male. Sembra che non abbia nulla di sano e poi tutto quel sangue lo confonde. Non sa cosa fare. Si sente inutile. Allora fa l’unica cosa che un bambino di 12 anni sa fare. Piange, gemendo forte. Incantato nel ripetere l’unica parola possibile in questi casi: “Dio” e poi l’altra che ha un senso nella vita: “Mamma”.

Ivo Tiberio Ginevra è nato a Caltanissetta e vive a Palermo da più di quarant’anni. È ornitologo ed ha all’attivo numerose pubblicazioni di articoli nelle riviste specializzate del settore. Con la sua casa editrice “I Buoni Cugini editori” si dedica principalmente alla pubblicazione di opere “dimenticate” ed ha salvato dall’oblio molti romanzi di Luigi Natoli, come Squarcialupo, Alla guerra!, Gli ultimi saraceni, mai stampati in libro e apparsi più di cent’anni fa solo nelle appendici del giornale di Sicilia. Con Robin Edizioni ha pubblicato Gli assassini di Cristo (2011) Sicily Crime (2012).

4° Classificato

indexCarne viva, Merritt Tierce, edizioni SUR, trad. Martina Testa

Marie è una ragazza poco più che ventenne che lavora come cameriera; ha cominciato in bistrot e catene per famiglie per approdare a uno dei più lussuosi locali di Dallas. Si è fatta strada per la sua scrupolosità ed efficienza in un mestiere logorante, ma nella vita privata è disordinata fino all’autolesionismo: fa sesso casuale, si droga, sa di non essere all’altezza del suo ruolo di madre (ha una bambina che vive con il padre, un bravo ragazzo che ha lasciato Marie dopo l’ennesimo tradimento). Ma nelle pagine del romanzo racconta tutto ciò con implacabile lucidità e senza un briciolo di vittimismo, rivendicando anche le esperienze più dolorose come conseguenza delle sue scelte, e affrontando il mondo a viso aperto. Ne esce un ritratto di donna indimenticabile – brutalmente realistico, potente e sensuale – con intorno una galleria di aneddoti e personaggi che restituiscono con inedita vivacità il “dietro le quinte” del mondo della ristorazione, dai lavapiatti ispanici al solitario pianista di sala, dal gestore cocainomane al maître elegantissimo che prenota i prive negli strip club ai clienti più facoltosi.

Merritt Tierce, nata e cresciuta in Texas, attualmente vive a Dallas col marito e i figli. Segretaria e addetta alle vendite, prima, si scopre scrittrice dopo aver frequentato un workshop di scrittura creativa a Iowa City. Si laurea nel 2011 e già nel 2013 è nella rosa del “National Book Foundation’s 5 Under 35”. Inoltre è impegnata in prima persona per i diritti delle donne.

Menzione speciale per la migliore traduzione

Marco Pensante

per 1980, David Peace, Il Saggiatore

Marco Pensante vive e lavora a Brescia. Ha pubblicato i romanzi Il Sole Non Tramonta e Ponte di Mezzo. Dal 1987 ha tradotto per Urania, Interno Giallo, Corbaccio, Marco Tropea Editore, Il Saggiatore. Ha tradotto romanzi di James Ellroy, Don DeLillo, Joyce Carol Oates, Douglas Coupland, Dennis Cooper e David Peace.

:: Liberidiscrivere Award sesta edizione – Le votazioni

1 gennaio 2016

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Eccoci giunti alla sesta edizione del Liberidiscrivere Award, premio che permette di  votare il migliore libro edito in Italia nel 2015, italiano o straniero, senza preclusione di generi o forme di pubblicazione [Sono solo esclusi editori a pagamento e a doppio binario].

La votazione è diretta, a insindacabile giudizio dei lettori di questo blog,  potete segnalare il vostro libro preferito, rigorosamente edito nel 2015, qui sotto nei commenti.

Verrà data anche menzione per il miglior traduttore, scelto considerando il libro straniero tradotto più votato.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di venerdì 15 gennaio.

Mi raccomando Vale un voto solo e lasciate un solo commento, mi aiutate così nella verifica dei conteggi.

Che altro, il regolamento è molto semplice, i voti verranno controllati dal nostro “notaio”. Dunque, buon divertimento!

I traduttori

Stefano Bortolussi

Marco Pensante

Martina Testa

I libri finora votati

I venerdí da Enrico´s, Don Carpenter, Frassinelli, trad. Stefano Bortolussi VOTI 1

La buona legge di Maria Sole, Luigi Romolo Carrino, E/O VOTI 1

Guarda come si uccide, Ivo Tiberio Ginevra, I buoni cugini VOTI 10

Il fiume ti porta via, Giuliano Pasini, Mondadori VOTI 1

Olga di carta, Elisabetta Gnone, Salani VOTI 1

Quando le chitarre facevano l’amore, Lorenzo Mazzoni, Edizioni Spartaco VOTI 72

1980, David Peace, Il Saggiatore, trad. Marco Pensante VOTI 27

Più sporco della neve, Enrico Pandiani, Rizzoli VOTI 27

Carne viva, Merritt Tierce, edizioni SUR, trad. Martina Testa VOTI 5

Il silenzio del lottatore, Rossella Milone, minimum fax VOTI 1

Le belle Cece, Andrea Vitali, Garzanti VOTI 3

Panorama, Tommaso Pincio, NN Editore VOTI 1

:: Liberi di scrivere Award quinta edizione: i vincitori

16 gennaio 2015

Vince la quinta edizione del Liberi di scrivere Award:

il_puzzle_di_dio_400Il Puzzle di Dio, Laura Costantini e Loredana Falcone, Goware

Un antico messaggio custodito negli Archivi vaticani.
Un genio della decrittazione che muore in circostanze misteriose.
Gigantesche tessere di un mosaico vecchio di milioni di anni sparse in tutto il mondo e tre diversi servizi segreti a cercare di ricomporlo per comprenderne il significato. E usarne il potere.
Un alfabeto sorto alle origini dell’umanità e custodito da generazioni di donne, in attesa della rivelazione finale.
Una storia d’amore tra due ragazzi costretti, dal giudizio e dal pregiudizio, ad allontanarsi da radici, famiglia e affetti per vivere la loro omosessualità.
In un viaggio convulso tra Roma, Nepal, Marocco e Torino lo scontro tra ricerca della verità, desiderio di accettazione, rinuncia al libero arbitrio, tradimento e vendetta. Mentre un mistero scandisce il conto alla rovescia verso un disastro che potrebbe avere conseguenze planetarie.

2°Classificato

cacciatori-di-fantasmi-libro-mqCacciatori di Fantasmi, Fabio Monteduro, Runa Editrice

Tutto ha inizio, da quel che ci è dato sapere, davanti al cancello di una grande villa di campagna, è lì che si consuma una morte assolutamente inaspettata quanto assurda. Da questo inspiegabile suicidio si diramano le angoscianti vicende del romanzo. Tra i protagonisti, Matteo, il cui sogno è di diventare un regista di fi lm horror. Andrea, lasciato dalla moglie il giorno della nascita della loro bambina, tanto appassionato di sovrannaturale da possedere tutti gli strumenti per la rilevazione di entità spiritiche. Sarà l’incontro tra questi due personaggi che farà nascere l’idea di diventare cacciatori di fantasmi. E ancora, Emma, la sorella di Andrea, traumatizzata da certi avvenimenti accaduti loro da bambini durante una vacanza, sembra avere particolari poteri da medium. Alicia, una ragazza peruviana, laureata in psichiatria, pertanto refrattaria alle idee dei suoi “nuovi” amici. Su tutti si ergono tre inquietanti presenze: Erwin Kanvans, stimato psichiatra, autore di libri didattici che, improvvisamente, mette in discussione i fondamenti della psichiatria. Il S.Cataldo, un ex manicomio abbandonato da oltre trent’anni dopo una notte di terrore. Per fi nire, Fatima Gutiérrez, una levatrice chiamata, per ragioni misteriose, la Santa mammana. Gli improvvisati “cacciatori di fantasmi” si troveranno a lottare per le loro stesse vite, trovandosi, ben presto, faccia a faccia coi loro peggiori incubi.

3° Classificato

Il_messaggero_dellalbaIl messaggero dell’alba, Francesca Battistella, Scrittura & Scritture Editore

Roma. Il mondo letterario italiano è sconvolto da una serie di omicidi di scrittori famosi.
Ben quattro gli elementi che l’assassino lascia sulle scene dei crimini, ciascuno molto particolare, a cominciare dalla stessa arma del delitto.
Un pool investigativo, capitanato da Enrico Marconi, viene subito mobilitato per tracciare il profilo del serial killer.
Intanto a Massa Lubrense, Alfredo Filangieri, in attesa dell’arrivo di sua nipote Eugenia e della profiler Costanza Ravizza, viene coinvolto nell’organizzazione di un festival letterario.
Alfredo meditava. Festival letterario. Scrittori in arrivo. Scrittori che criticano altri scrittori. Scrittori morti ammazzati a Roma. S’irrigidì sulla sedia e avvertì i capelli rizzarsi.
E altri delitti, infatti, arriveranno a tormentare anche la kermesse letteraria massese.
Un giallo che tra critici, valutazioni di inediti, agenzie letterarie, scrittori celebri ed emergenti, svela il lato oscuro del mondo delle belle lettere
A bilanciare il nero, i colorati e vivaci personaggi di Angela, Carmelina e Moussa.

4° Classificato

degioIn fondo al tuo cuore, Maurizio de Giovanni, Einaudi

Immersa nel caldo torrido di luglio e nei preparativi per una delle feste piú amate, la città è sospesa tra cielo e inferno. Quando un notissimo chirurgo cade dalla finestra del suo ufficio, per Ricciardi e Maione inizia una indagine che li porterà nel cuore dei sentimenti e delle passioni piú tenaci e sconvolgenti. Infedeltà e tradimento sembrano connessi in modo inestricabile alla gioia rara dell’amore. Troppo per non rimanerne toccati. Il dubbio e l’incertezza si fanno strada sempre piú nell’animo dei due investigatori, messi di fronte ai lati oscuri dell’anima. Sono le donne della loro vita a reclamare attenzione. La difficoltà di Ricciardi di abbandonarsi all’amore spinge verso inconsueti approdi l’intrepida Enrica e fa osare passi azzardati alla bellissima Livia, mentre per Maione la stessa felicità familiare sembra compromessa. Maurizio de Giovanni mette in scena con superba maestria, nel suo romanzo di piú ampio respiro, una galleria di personaggi e ambienti diversissimi, antichi mestieri coltivati e tramandati come religioni accanto a quartieri malfamati e interni borghesi troppo tranquilli. Angeliche, infernali e appassionate, sui destini di ciascuno volano le note di una delle piú belle canzoni mai scritte a Napoli, mentre tutto rischia di precipitare nell’abisso. Perché «il caldo, quello vero, viene dall’inferno».

Menzione speciale, a parimerito, per la migliore traduzione

Marzena Borejczuk per Febbre bianca, Jacek Hugo-Bader,  Keller

Giulia Boringhieri per Longbourn House, Jo Baker, Einaudi 

Roberto Boi per Momo a Le Halles, P. Hayat, Neri Pozza

Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai per Il cardellino di Donna Tartt, Rizzoli

:: Liberidiscrivere Award quinta edizione

1 gennaio 2015

cropped-liberi-scrivere-testa.jpgCari lettori, eccoci giunti alla quinta edizione del Liberidiscrivere Award, premio che permette di  votare il migliore libro edito in Italia nel 2014, italiano o straniero, senza preclusione di generi.

Come l’anno scorso la votazione, a insindacabile giudizio dei lettori di questo blog,  avverrà senza mediazioni, con voto diretto.

In questo post potrete lasciare nei commenti il titolo del vostro libro prescelto, rigorosamente edito nel 2014, e resta intesa la possibilità di voto anche ai volumi da edicola, agli ebook, agli autoprodotti, ai libri di piccoli editori, anche fumetti e graphic novel. Verrà data anche menzione per il miglior traduttore, scelto considerando il libro straniero più votato.

C’ è tempo di votare fino alla mezzanotte di giovedì 15 gennaio, il giorno seguente ci saranno i conteggi definitivi, e sabato 17 gennaio avverrà la proclamazione del vincitore.

Dunque iniziate a votare! (Vale un voto solo!) E lasciate un solo commento, mi aiutate così nella verifica dei conteggi. [Sono esclusi editori a pagamento e a doppio binario].

NB: Vale un voto solo, i voti doppi, tripli, quadrupli verranno cancellati, grazie.

Traduttori:

Marzena Borejczuk

Giulia Boringhieri

Roberto Boi

Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai

Graduatoria:

Il Puzzle di Dio, Laura Costantini e Loredana Falcone, Goware VOTI 290

Cacciatori di Fantasmi, Fabio Monteduro, Runa Editrice VOTI 186

Il messaggero dell’alba, Francesca Battistella, Scrittura & Scritture Editore VOTI 107

In fondo al tuo cuore, Maurizio de Giovanni, Einaudi VOTI  65

Tacchi e Taccheggi, Desy Icardi , Golem edizioni VOTI 47

12 posti dove non volevo andare, Clara Cerri, Lettere Animate VOTI 19

I romagnoli ammazzano al mercoledì, Davide Bacchilega, Las Vegas edizioni. VOTI 9

Corte nera, R.Papa, T. Cacciaglia, P.Carlomagno e P.D’Amato, Runa editrice VOTI 4

Roderick Duddle, Michele Mari, Einaudi VOTI 2

Febbre bianca, Jacek Hugo-Bader,  Keller VOTI 1

L’appuntamento, Piergiorgio Pulixi, E/O VOTI 1

Una commedia italiana, Piersandro Pallavicini, Feltrinelli VOTI 1

Tutto quel blu, Cristiana Astori, Mondadori Editore VOTI 1

Longbourn House, Jo Baker, Einaudi VOTI 1

Romanzo aziendale di F.Perillo, Vertigo VOTI 1

Momo a Le Halles, P. Hayat, Neri Pozza VOTI 1

La mammana, Antonella Ossorio, Einaudi VOTI 1

De Bello Traffico, Lucio Rufolo, Homoscrivens Edizioni VOTI 1

Stronzology, Amleto De Silva,  LiberAria Editrice, VOTI 1

Il cardellino, Donna Tartt, Rizzoli VOTI 1