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:: Un’ intervista con Laura Costantini e Loredana Falcone a cura di Giulietta Iannone

22 gennaio 2020

Blu CobaltoOggi abbiamo il piacere di intervistare Laura Costantini e Loredana Falcone, autrici del libro “Blu Cobalto” (Merangoli Edizioni) che ha vinto la decima edizione del Liberi di Scrivere Award.

Un eco-thriller contemporaneo in cui parlate di ecologia, ambiente, temi molto caldi e dibattuti. Pensate con il vostro libro di sensibilizzare i lettori su queste tematiche?

Non sappiamo se aver scelto di raccontare questo tipo di storia possa fare la differenza. Il nostro scopo primario era scrivere qualcosa di appassionante e coinvolgente, senza mai dimenticare la responsabilità delle parole e delle idee che abbiamo scelto di mettere nero su bianco. Gli autori dovrebbero sempre pensare al tipo di “messaggio” che trasmettono, anche quando, come noi, fanno onesta narrativa d’intrattenimento senza pretendere di affrontare i massimi sistemi. L’ambiente è in pericolo, questa realtà è sotto gli occhi di tutti. E tutti dovremmo impegnarci in prima persona per fare qualcosa. Un piccolo sforzo reiterato per milioni di persone potrebbe fare la differenza. Se chi ha letto “Blu cobalto” guarderà al mare con un occhio diverso e con un pensiero alla vita che prolifera sotto la superficie, allora avremo fatto un buon lavoro.

Di cosa parla nello specifico il vostro libro, quale è la trama principale?

Il centro della narrazione è una sorpresa che non possiamo svelare, ma possiamo accennare in linea di massima: un’isola paradisiaca in un’area marina protetta con un resort a impatto zero riservato a clientela super-selezionata. E una sciagurata campagna di prospezione[1] lanciata da una multinazionale tedesca alla ricerca di combustibili fossili che arriva a turbare equilibri ambientali e personali. Un pericolo talmente imminente da spingere Electre Samaras, proprietaria e direttrice del resort, a chiedere aiuto all’uomo che le ha spezzato il cuore. Kurt Petri è un attivista di un’associazione ambientalista chiamata Sesto Continente. Per molti è, soprattutto, un ecoterrorista al timone di una nave avveniristica dedita a disturbare le attività di baleniere, pescherecci e navi da prospezione. Quello che Kurt non immagina è che da difendere, sotto la superficie delle acque cristalline dell’isola di Dagon (che, per inciso, è una nostra invenzione in quanto non ci sono isole nel mar Ionio), c’è molto di più di quello che immagina.

Azione, avventura, intrigo giallo, fantasy, storia d’amore, fantascienza, con che categorie lo definireste?

C’è un po’ di tutto questo, a parte forse la fantascienza. C’è azione, c’è un mistero da svelare, ci sono intrighi e persone che si fingono quelle che non sono, c’è amore (in quale romanzo non c’è?) e c’è una concessione alla fantasia che, però, non etichetterei come fantasy perché è una categoria dalla quale il lettore si aspetta specifiche caratteristiche.

Come vi siete documentate nella stesura? Ci sono parti tratte dalla realtà?

Ci siamo documentate sui cetacei, sui metodi di prospezione per la ricerca degli idrati di metano sul fondo dell’Adriatico e dello Ionio, sui bacini di carenaggio, sugli effetti devastanti degli air-gun sui fondali. Tutto questo ha forti legami con la realtà dei nostri mari. E abbiamo voluto inserire un occhio di riguardo alla Rete, all’uso che se ne può fare e al fatto che, alle volte, il modo migliore per nascondere la più sconvolgente delle verità è metterla in piazza in mezzo a un cumulo di fake-news.

protagonisti

I due protagonisti maschili direttamente dalle magiche matite delle artiste DanyandDany

Che autori, italiani, o anche internazionali, vi hanno ispirato. Quali sono i vostri maestri?

Siamo accanite lettrici e, diciamo, un plot tipo questo potrebbe essere congeniale a un Wilbur Smith. Ma non possiamo dire di avere dei maestri dichiarati. Entrambe siamo partite da una fruizione piuttosto caotica della narrativa americana, con un occhio di riguardo a Stephen King e Joe Lansdale, passando per Michael Connelly (uno degli autori preferiti di Loredana) e Michael Crichton. Poi, soprattutto Laura, si è spostata sugli autori, anzi, le autrici, di casa nostra. Che sono tanti e spesso misconosciuti. Non faremo nomi, per non far torto a nessuno/a. Ma spesso e volentieri ne parliamo nei nostri profili Facebook perché siamo convinte che il successo di un autore sia viatico alla scoperta di altri titoli, altre firme, altre scritture.

Seguono il nostro Premio anche all’estero per cercare libri interessanti da tradurre e pubblicare. Cosa direste a un ipotetico direttore di collana per incuriosirlo a leggere il vostro libro?

Diremmo che “Blu cobalto”, in un panorama dove tutto sembra già detto, scritto e digerito, offre un approccio originale a un mito che accompagna il genere umano fin dalle origini.

Ho letto recensioni molto calorose del vostro libro da parte di blogger e semplici lettori. Quali sono le analisi e i commenti che vi hanno colpito maggiormente? Vi aspettavate tanti commenti positivi?

Come tutti gli autori, quando esce un nostro libro siamo lì in ansia a chiederci se piacerà, se emozionerà, se riuscirà a catturare l’attenzione in un mare di nuovi titoli e nuovi autori. Ci siamo rese conto che questa storia contiene suggestioni che scavano nella sensibilità dei lettori e abbiamo scoperto aspetti che, scrivendolo, non avevamo neanche immaginato. Una nostra lettrice si è lanciata in una disamina della scelta dei nomi (Electre, Eleni) e dei significati profondi delle radici classiche da cui derivano. La cosa che ci è piaciuta è che, alla domanda se avrebbero o meno divulgato il segreto custodito da Electre e Viki Samaras, hanno risposto tutti no. Ci è sembrato un bel segnale, la volontà di custodire la bellezza più fragile e indifesa. Però son tutti lì a chiederci un seguito e questa, come capirà chi ha letto il romanzo, è una sfida non da poco.

Un duo vincente di scrittrici, una squadra tutta al femminile, tra l’altro le scrittrici e pure le traduttrici quest’anno erano tutte donne. Che qualcosa stia cambiando? Cosa ne pensate? Finalmente si cerca partendo dai lettori di dare un giusto riconoscimento alla scrittura al femminile?

Molto bello il podio di Liberi di Scrivere Award 2020, ma la strada è ancora lunghissima. Le autrici sono moltissime e brave, ma vincono pochi premi e i rotocalchi dedicano cover glamour parlando di “Effetto Ferrante”. Ora, con tutto il rispetto per Elena Ferrante e i suoi best-seller, non tutte le autrici scrivono quel genere di libri e vorremmo veder riconosciuta la produzione gialla, noir, thriller, storica delle numerose firme italiane che vengono costantemente dimenticate quando si tratta di citare autori in gamba.

Cosa state leggendo in questi giorni? L’ultimo libro che avete letto e il prossimo che avete intenzione di iniziare.

Abbiamo letto, e amato, “Il cammino del sapiente” di Federica Soprani e “La chioma di Berenice” di Amalia Frontali (autrice self di storici accuratissimi e coinvolgenti). Stiamo leggendo “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci e “Il quarto fato” di Laura MacLem (autrice solo self che definire stratosferica è dire poco, italianissima). Leggeremo a breve “Gleba” del duo Tersite Rossi e “Il volontario” di Salvatore Scibona.

Infine, ringraziandovi della disponibilità, l’ultima domanda. State lavorando a un nuovo romanzo? Quali sono i vostri programmi per il futuro?

Stiamo per dare alle stampe il terzo volume della trilogia “Noir a colori” in self-publishing: dopo Rosso violento e Verde profondo arriva Giallo sporco. Abbiamo delle offerte di edizione per un romanzo ambientato tra Parigi e New York nel decennio ‘80/’90, ambientato nel mondo dell’arte e della moda con una storia d’amore veramente struggente. Intanto maciniamo idee per una nuova avventura dei protagonisti de “Il puzzle di Dio” (che vinse il Liberi di Scrivere Award nel 2015): la scaletta e i personaggi sono già pronti.
Non intendiamo fermarci perché raccontare storie è la nostra passione e la seguiamo dovunque voglia condurci. Le soddisfazioni non mancano e una delle più belle ce l’ha regalata Liberi di Scrivere. Quindi siamo noi a ringraziare te per questo premio e questa occasione per parlare del nostro lavoro.

[1] La prospezione è un metodo di ricerca basato sull’eco generato da onde sonore mandate a “sbattere” contro il fondale marino. È l’equivalente di battere con le nocche contro un muro per capire se ci sono cavità. E le cavità, nel caso dei fondali di Adriatico e Ionio, vogliono dire giacimenti di petrolio, di gas o di idrati di metano. Solo che le onde d’urto sono devastanti per i sensibili apparati acustici e di orientamento delle specie marine, cetacei in testa.

:: Scrittori ai fornelli: Laura Costantini & Loredana Falcone & I bucatini all’amatriciana di Loredana

25 febbraio 2019

rossoviolento coverOggi per la nostra gustosa rubrica Scrittori ai fornelli ospitiamo Laura Costantini & Loredana Falcone, autrici di Rosso violento.

Gli abbiamo chiesto chi delle due fosse la maga dei fornelli e ci hanno risposto:

Houston, abbiamo un problema

Ovvero, la chef nel duo scrittorio FalconeCostantini è Loredana Falcone, meglio nota ai lettori come la metà oscura. Lei scrive – benissimo – e cucina – divinamente – ma non chiedetele – mai – di apparire.
Quindi, quando le ho riferito che saremmo state ospiti della rubrica Scrittori ai fornelli di LiberidiScrivere ha borbottato: “Io ti spiego la ricetta, ma foto neanche a parlarne.”

Dopo aver appurato questo, veniamo alla ricetta:

Comunque, la ricetta che vi proponiamo è legata, anche se in senso lato, alla nostra trilogia “Noir a colori” di cui è uscito il primo volume. “Rosso violento” è il titolo e non si riferisce al colore del sugo all’amatriciana. Però. Tra i protagonisti c’è Valerio Greyford, detective dell’unità Vittime Speciali di Chicago. Non lasciatevi trarre in inganno dal cognome anglosassone. Valerio, Val per gli amici, è italiano. Per la precisione i suoi genitori sono di Frascati e la ridente cittadina dei Castelli Romani sarà protagonista del secondo volume, in uscita a fine marzo, intitolato “Verde profondo”.

Dunque è la ricetta preferita del vostro protagonista?

Valerio non avrebbe bisogno di prenderle per la gola, le sue conquiste, ma si diletta di cucina italiana e ama in modo particolare la pasta (che italiano sarebbe, altrimenti?). Quindi la sua ricetta è anche una delle preferite della mia socia. I bucatini all’amatriciana di Loredana sfiorano la leggenda e molti nostri amici ambiscono a un invito a cena che la veda alle prese con bucatini e guanciale rosolato. Per inciso il guanciale (da non confondere mai con la pancetta) è uno dei punti di forza della norcineria frascatana.

Ingredienti (per 4 persone):

2 etti di guanciale o pancetta tesa tagliata a dadini (Valerio inorridirebbe sull’alternativa pancetta, sappiatelo)
1 barattolo di pomodori pelati da 800 grammi
1/2 Cipolla
Olio extra vergine d’oliva
Peperoncino
Sale & pepe
500 grammi di bucatini
Pecorino romano o, in alternativa, parmigiano reggiano (altro gemito di orrore da parte di Valerio)

Preparazione:

In un tegame a fondo alto mettere l’olio, il guanciale, la cipolla tagliata sottile e un pezzetto di peperoncino. Lasciare ammorbidire e aggiungere il pomodoro pelato precedentemente schiacciato con la forchetta in un piatto. Salare e pepare leggermente.
Coprire con un coperchio avendo cura di lasciare uno spiraglio per permettere al vapore di uscire e al sugo di restringersi. Lasciare cuocere a fuoco lento.
Portare a ebollizione l’acqua precedentemente salata, calare i bucatini e controllare che rimangano ben al dente.
Versare il sugo in un’insalatiera capiente, unire la pasta, spolverar di formaggio e servire caldi.

Quarta di copertina di Rosso violento:

Un rossetto dalla tonalità intensa, pregiato, di marca. In una ventosa e indifferente Chicago, nessuno riesce a spiegarsi cosa ci faccia un rossetto così sulle labbra ormai mute di una serie di cadaveri. Cadaveri di uomini sottoposti ad atroci sevizie. Uomini che alla morte si sono consegnati perché sottomessi dalla promessa di una bocca tinta di rosso. Un rosso violento…
Loredana Falcone e Laura Costantini sono un duo scrittorio e questo è il primo romanzo della loro trilogia “noir a colori” con il marchio FalconeCostantini.

:: Intervista a Laura Costantini e Loredana Falcone

15 giugno 2010

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Laura Costantini e Loredana Falcone meglio conosciute come Laura et Lory. Benvenute su Liberidiscrivere. Inizierei con le presentazioni. Ognuna descriva l’altra: pregi, difetti. Raccontatevi come se foste personaggi dei vostri libri.

Lory su Laura:
Non poté fare a meno di notarla. Più alta della media, una massa di riccioli scuri sulle spalle, gli occhiali scivolati sulla punta del naso e lo sguardo, che ancora non sapeva di un nocciola intenso, perso tra le righe del libro. Il suo libro. Rimase ad aspettare che si voltasse e quando, con la grazia di un felino, lei gli offrì il viso, si sentì investito di un’energia che infondeva sicurezza, capacità, voglia di vincere…

Laura su Lory:
La vide apparire nello specchietto retrovisore. L’incedere deciso nonostante la stanchezza, la mano a frugare distratta nella capiente borsa. Non si chiese cosa cercasse. Il pacchetto delle sigarette le si materializzò in mano, insieme all’accendino. Una brevissima sosta contro il vento estivo, poi la prima, rilassante tirata. Aprì lo sportello, salì con il consueto movimento fluido e prima ancora di essersi seduta chiese: “Giornata dura?” La sua lo era stata, lo disse chiaramente la mano dalle unghie laccate di scuro che passava tra i capelli castani, come ad allontanare i pensieri.

Quando avete capito che diventare scrittrici era la vostra strada?

Quando hanno cominciato a far scrivere a noi le dediche sui bigliettini d’auguri per tutta la famiglia.

Amiche inseparabili fin dai banchi di scuola. Ditemi il primo ricordo che avete l’una dell’altra.

Due ragazze spaurite che il primo giorno di ginnasio siedono nello stesso banco ignare che quello sarebbe stato l’inizio di un percorso che dura da trent’anni.

Due amiche, due scrittrici con percorsi di vita differenti. Oltre a scrivere di cosa vi occupate?

Loredana si occupa della propria famiglia e fa la segretaria in una ditta. Laura è giornalista televisiva.

Raccontemi la vostra città. I luoghi che più amate, l’ora del giorno in cui preferite, passeggiare, prendere un gelato, incontrare gli amici.

Per raccontare una città  come Roma non basterebbe un intero romanzo. La amiamo talmente tanto che qualsiasi luogo le appartenga ci è caro. In quanto all’ora del giorno… Loredana ama il tardo pomeriggio, il momento di sospensione, di pace tra il concludersi della giornata e l’arrivo dell’ora di cena, quando si tirano le somme. Laura ama le ore notturne, quando le capita di rientrare tardi e di percorrere le strade sonnacchiose del centro, con le luci che dipingono una città diversa.

L’aneddoto più curioso della vostra carriera, il più insolito, imbarazzante o divertente?

L’aneddoto in questione risponde a tutti e tre i requisiti. Eravamo nelle Scuderie di Villa Aldobrandini a Frascati per presentare il nostro “New York 1920 – il primo attentato a Wall Street”, alla presenza del sindaco e dell’assessore alla cultura della ridente cittadina laziale. Avevamo chiamato a leggere alcuni brani l’attrice Elena Russo. La sala era gremita da persone di tutte le età, bambini compresi. Nonostante avessimo specificato da che punto doveva partire la lettura, Elena fece di testa sua e sparò nella calma di un tardo pomeriggio invernale, una delle scene più erotiche contenute nel romanzo. Rapido gioco di sguardi tra noi due, ma era impossibile intervenire. Figuratevi le domande a fine presentazione.

Siete grandi lettrici? Quali autori vi hanno più influenzato e affascinato? Che libro state leggendo in questo momento?

Uno scrittore non può  non essere un grande lettore. Le nostre letture si sono diversificate nel tempo, ma dobbiamo ammettere che una grande influenza l’ha avuta la letteratura nord-americana del Novecento. Attualmente Laura sta leggendo “Italian Sharia” di Paolo Grugni, pubblicato da Perdisa. Loredana sta leggendo “Reperita” di Marilù Oliva, sempre Perdisa.

Raccontateci il vostro metodo di scrittura. Scrivete un capitolo a testa o collaborate strettamente per ogni singola frase?

La seconda che hai detto. E non aggiungiamo altro visto che è praticamente impossibile spiegare qualcosa che non ci spieghiamo neanche noi.

laura_costantini_e_loredana_falcone-fiume_pagano-coverDescrivetemi brevemente Fiume pagano edito da Historica Edizioni e ditemi almeno due buoni motivi per convincere un ipotetico lettore che non l’avesse fatto a leggerlo.

“Fiume pagano” è un omaggio alla nostra città. E come Roma è un luogo di intrecci, di misteri, di storie. Non c’è un singolo protagonista, è un romanzo corale. Tutto parte da un senzatetto che per puro caso si trova ad assistere ad un misterioso suicidio. L’ipotetico lettore potrebbe essere attratto dai rimandi alla Roma delle origini e a Vesta la sua dea primigenia. Oppure potrebbe appassionarsi alle indagini condotte in tandem dal luogotenente dei Carabinieri Vergassola e dal cinico e trasandato cronista Nemo Rossini.

C’è un esordiente che vi ha particolarmente colpite?

Laura: Mi ha colpita la fantasia e la padronanza di scrittura di Lara Manni e del suo “Esbat” pubblicato da Feltrinelli. E anche la prima prova di Simonetta Santamaria, “Dove il silenzio muore”, pubblicato da Centoautori.

Lory: “Esbat” non l’ho ancora letto, la Oliva la sto leggendo ora e ha buone possibilità. Insomma, prima o poi troverò l’esordiente che mi lascerà il segno.

Vi piace la poesia? Quale è il vostro poeta preferito? Citatemi un verso.

Lory: E’ un genere che ho cominciato a frequentare da poco, se escludiamo i banchi di scuola. Al momento la mia poetessa preferita è Cristina Bove. Da “Il respiro della luna”, edito da Il Foglio:

Ho un pianto di piccoli rintocchi/ spettinati/ e sfilacci di ciglia intorno agli occhi/ ma non ti mostrerò questo dolore.

Laura: Cristina Bove è una scoperta continua per noi. Ma il mio poeta preferito resta Leopardi del quale trovo particolarmente adatto a questi tempi il verso:

Dipinte in queste rive son le magnifiche sorti, e progressive.

Il vostro rapporto con la critica. Quale è stata la recensione che vi ha fatto più  felici leggere?

Diciamo che la critica autorevole non si è ancora accorta della nostra esistenza. Fatta eccezione per Severino Colombo che, sulle pagine culturali del Corriere della Sera, scrisse molto bene di noi.

Che rapporto avete con la televisione?

Laura: io ci lavoro e mi faccio un dovere ben preciso di essere al corrente di cosa propone ai telespettatori. Un dovere che non è un piacere.

Lory: seguo solo film e telefilm rigorosamente americani e di genere poliziesco.

Definitemi il concetto di libertà.

Laura: la libertà  personale finisce lì dove inizia quella degli altri. E non esiste
libertà senza doveri da rispettare.

Lory: la libertà  è una condizione mentale, può esistere anche lì dove ci sono coercizione,  violenza e sopruso. Come tale non è un traguardo per tutti.

Ditevi una cosa che non vi siete mai dette prima.

Ci siamo dette di tutto e di più, però se proprio insistete:

Laura a Lory: e piantala di cadere nella trappola dei tre per due al supermercato, che poi ti riempi casa di cera per il parquet. Non l’hai mai avuto.

Lory a Laura: solo se tu la pianti con le diete, il fitness e le creme anticellulite. E’ una battaglia persa.

Internet e letteratura. E’ cambiato il rapporto tra scrittori e lettori nell’era dei blogs, dei social network ?

Il rapporto è cambiato, è diventato più diretto. Il problema è che i lettori puri sono pochissimi, per lo più ci si legge tra scrittori e quindi le lodi sperticate a questo o quel racconto pretendono quasi sempre una reciprocità che non giova al senso critico. Posto che esista.

La cosa più difficile che vi è toccata fare durante le vostre carriere.

Laura: entrare nella camera ardente dove venivano custoditi i cadaveri dei bambini rimasti vittime del crollo della scuola di San Giuliano dopo il terremoto. E poi scriverne un articolo.

Lory: non definirei quella di segretaria una carriera. Sicuramente la cosa più difficile che ho fatto è stato allevare due figli nel mondo di oggi.

Vi è mai capitato di litigare? Cosa avete fatto per fare pace?

Abbiamo litigato seriamente solo un paio di volte, il resto sono state scaramucce. Abbiamo alle spalle trent’anni di amicizia, capirete che ci basta guardarci negli occhi e chiederci scusa. Non c’è nulla che valga un’amicizia come la nostra.

Raccontateci, in esclusiva per Liberidiscrivere, i vostri progetti futuri?

Vogliamo andare contro le tendenze editoriali del momento. Vogliamo voltare le spalle alle mode. Vogliamo raccontare una bella storia, con personaggi narrati a tutto tondo e vogliamo ambientarla in un’altra epoca storica e in un altro paese, sobbarcandoci di ricerche storiografiche e documentazione. Vogliamo lasciare spazio alla fantasia fregandocene di quanto dicono le classifiche dei più venduti. E, non se ne abbiano a male gli alberi, vogliamo scrivere una storia corposa, di quelle che piacciono ai lettori voraci come siamo noi. Se poi questa storia resterà nei nostri cassetti non sarà un problema. Noi non abbiamo mai scritto con lo scopo di pubblicare. Abbiamo scritto e scriviamo perché la nostra fantasia ci detta storie, vite e sentimenti da condividere.

Grazie a Liberidiscrivere e a chi avrà la pazienza di leggere questa intervista fino alla fine.