Amici blogger, amici lettori,
stiamo combattendo una “guerra” che si combatte non solo sul fronte sanitario, ma anche su quello psicologico, spirituale e morale. Noi stiamo conducendo la “resistenza” su questo secondo fronte, non meno importante del primo. Per cui invito tutti a “non smettere di leggere”, lo so è difficile, mille pensieri ci turbinano nella mente, ansie, preoccupazioni, paure, ma leggere resta un’attività che possiamo fare tutti, che apporta grandi benefici, anche contro l’ ansia e la depressione, nemici forse ancora più insidiosi di un virus. C’è la meditazione, la preghiera, l’attività fisica, l’ascolto di musica, la visione di film, documentari, serie televisive, ma la lettura ha un qualcosa in più, vi difende, vi fortifica, permette alla vostra mente di creare quegli anticorpi che vi serviranno in questi giorni difficili. I libri diventeranno presto molto simili ai veri amici, quindi cercate di leggere qualche pagina ogni giorno, col passare del tempo una pagina diventerà due pagine, tre pagine. Negli attimi di pausa, quando potete dedicare tempo a voi stessi, la compagnia dei libri vi ricaricherà le pile, come si suol dire. La mente è creativa, immagina, vede oltre al tempo contingente e ci proietta al di là, quando questa emergenza sarà finita e dovremo ricostruire il nostro mondo. Questa granitica certezza vi accompagni in questi giorni dove tutti insieme, in ogni angolo del mondo, siamo chiamati a combattere la stessa battaglia. Io nel mio piccolo, con il mio blog, cercherò di andare avanti, fin che le forze me lo consentiranno. Un saluto a tutti.
Blogger friends, reader friends,
we are fighting a “war” that is being fought not only on the health front, but also on the psychological, spiritual and moral front. We are conducting “resistance” on this second front, no less important than the first. So I invite everyone to “don’t stop reading”, I know it’s difficult, a thousand thoughts swirl in our minds, anxieties, worries, fears, but reading remains an activity that we can all do, which brings great benefits, even against the anxiety and depression, perhaps even more insidious enemies of a virus. There is meditation, prayer, physical activity, music listening, watching movies, documentaries, television series, but reading has something more, it defends you, strengthens you, allows your mind to create those antibodies that you will need in these difficult days. The books will soon become very similar to real friends, so try to read a few pages every day, as time goes by, one page will become two pages, three pages. In the moments of pause, when you can devote some time to yourself, the book company will recharge your batteries, as they say. The mind is creative, it imagines, it sees beyond contingent time and projects us beyond, when this emergency is over and we will have to rebuild our world. This rock-solid certainty shall accompany you in these days where all together, in every corner of the world, we are called to fight the same battle. I in my small way, with my blog, I will try to go on, as long as the forces allow me. Hello everybody.
Emily Dickinson è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. Nacque a Amherst nel Massachusetts il 10 dicembre 1830 e morì nello stesso luogo di nefrite il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni. Al momento della sua morte la sorella scopre nella camera di Emily diverse centinaia di poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte erano stati pubblicati solo sette testi, con varie modifiche apportate dagli editori. Nel 1890 la sorella di Emily, Vinnie, e Mabel Loomis Todd, riescono a ottenere la pubblicazione di un volume di poesie, primo di una lunga serie. Dal 1924 al 1935 vengono pubblicate altre trecento poesie di Emily Dickinson, trovate dalla nipote Martha dopo la morte della madre, cognata di Emily, a cui le aveva affidate in custodia quando era ancora in vita. Diverse poesie furono poi ricavate dalle lettere della Dickinson, nonché dai biglietti che ella scrisse per accompagnare i doni fatti a parenti e amici.
Il giorno della nutria, di Andrea Zandomeneghi, è un romanzo dedicato alle parole e alle immagini del pensiero conscio e inconscio di un uomo pieno di nevrosi irrisolte, in una giornata particolare. Del dipanarsi della giornata di Davide, assistiamo al breve prequel, alle motivazioni e alla soluzione dell’enigma iniziale: la scoperta di una nutria scuoiata e congelata sugli scalini di casa, con tutte le implicazioni, le attribuzioni e i possibili significati, visibili e nascosti. Nello scioglimento dell’enigma, Andrea non fa sconti alle immagini da incubo presenti nella realtà, come quando racconta della malattia della madre di Davide, né a quelle del sogno o dell’ebbrezza: niente edulcoramenti né giustificazioni. Un libro coraggioso e ricco di citazioni provenienti da letture evidentemente assimilate dall’autore e non pretestuose, che fa ben sperare sulle case editrici e sugli scrittori autentici.
Grazie a Fazi nei negozi online o direttamente sul loro sito in formato epub o mobi potete scaricare gratuitamente, da oggi a lunedì 22 marzo, l’ebook di
Marcos y Marcos presenta in un’edizione speciale La Principessa Sposa di William Goldman, romanzo fantasy e fiabesco noto negli anni Ottanta con il titolo dell’omonimo film, La storia fantastica e capace di appassionare un’intera generazione affamata di avventure oltre la realtà.
Ogni libro di Fredrik Sjöberg è una garanzia. Nel senso che cominci a leggerlo nella convinzione che conoscerai una storia e, come sempre, scopri più di una vita. Anche in “Mamma è matta, papà è ubriaco” l’entomologo svedese ci porta alla scoperta di una vita sconosciuta, o meglio, di un artista – Anton Dich- finito nel dimenticatoio. Il tutto parte da un quadro -il ritratto di due cugine- , nel quale l’autore si è imbattuto in un’asta danese e, da subito si scatena in lui l’attenzione per l’autore Anton Dich. Chi era, cosa fece, chi sposò, che rapporto aveva con le due ragazzine ritratte e perché nessuno si ricorda di lui? Nel nuovo libro pubblicato da Iperborea si cerca di ricostruire la vita di Dich. Punto di partenza sono i racconti di alcuni nipoti dell’artista. Storie che conducono Sjöeberg nei primi anni del 1900, nella vita di Eva Adler, moglie di Dich, e nella sua famiglia nella quale le donne ebbero grande spirito di iniziativa imprenditoriale, avendo spesso più successo dei mariti. Eva e Anton, già che amore quasi perfetto! Sì perché prima di Dich, Eva era sposata con un altro artista, tal Ivar Aresonius, che morì giovanissimo dopo aver fatto opere su opere molto apprezzate dal pubblico e dalla critica. Anton arrivò dopo e per tutta la sua vita e carriera, lo spettro del primo marito di Eva aleggiò su di lui. Il libro di Sjöberg è una vera e propria avventura che ci porta a Stoccolma, in Austria, in Germania, in Italia, sempre sulle tracce di Dich. La cosa che stupisce è che questo artista (patrigno di una delle ragazzine dipinte) riuscì, sembrerebbe, ad imbattersi in artisti come Modigliani, Picasso, Derain, Brecht, Cendrars, trovandosi al posto giusto, pure nel momento giusto, senza però riuscire ad avere mai il successo tanto desiderato. Dich era pure un uomo dal carattere complesso, molto autocritico, che non esitava ad esternare la sua insoddisfazione sulle sue stesse opere, da lui stesso prese di mira e, in diversi casi, distrutte. Conoscenti ne aveva Dich, una moglie che lo amava pure, ma il suo unico più grande amico -quello che poi complicava sempre le relazioni con gli altri- fu l’alcool. L’inseparabile bottiglia sarà anche quella che porterà Dich nella tomba, nel 1935, a Bordighera dove, ancora oggi, è sepolto. La tomba si deve cercare, e lo conferma anche l’autore, ma c’è. “Mamma è matta, papà è ubriaco” di Sjöberg si inserisce alla perfezione nella serie di libri da lui scritti e dedicati a quegli artisti, studiosi che ebbero un grande intuito ma che, per uno strano scherzo del destino, finirono nel dimenticatoio. Ricordiamo “L’arte di collezionare le mosche” (Iperborea 2015), con protagonista René Malaise, scienziato svedese, inventore della trappola per mosche. “Il re dell’uvetta” (Iperborea, 2016), con protagonista Gustaf Eisen, zoologo, pittore, archeologo, fotografo, esperto di lombrichi divenuto un pioniere della coltivazione dell’uvetta in California. “L’arte della fuga” (Iperborea 2017) dedicato al pittore paesaggista Gunnar Widforss, sconosciuto in patria, ma osannato in America. “Mamma è matta, papà è ubriaco” di Sjöberg è il viaggio nella Storia, in luoghi diversi e epoche lontane, alla ricerca degli indizi giusti per poter ricostruire una vita, quella del pittore Anton Dich, facendone degna memoria e restituendola ai lettori di oggi e del domani. Traduzione Andrea Berardini.
Benvenuto Sam su Liberi di scrivere, e grazie di aver accettato questa intervista. La situazione è seria in Italia, e nel mondo, in questi giorni, ma ognuno continua a fare la sua parte, noi continuando a parlare di libri. Raccontaci qualcosa di te, dove sei nato? Che studi hai fatto? Dove vivi attualmente?
Il nome di Astrid Lindgren, una delle più grandi scrittrici per ragazzi del Novecento, continua ad essere noto anche alle nuove generazioni, soprattutto grazie a quello che rimane il suo capolavoro, Pippi Calzelunghe, storia della prima eroina ragazzina anticonformista alle prese con l’avventura di vivere e crescere.
La Corte editore chiude la trilogia di Luca Buggio dedicata ai giorni dell’assedio di Torino del 1706 con La città dei santi, che racconta da un punto di vista insolito uno degli eventi più importanti della Storia europea degli ultimi secoli, capace di cambiare in maniera definitiva gli equilibri politici dell’epoca, creando nuovi regni e indebolendone altri.
Bentornato Stefano, è un piacere riaverti su queste pagine per questa nuova intervista. La situazione è seria in Italia, e nel mondo, in questi giorni, ma ognuno continua a fare la sua parte, noi continuando a parlare di libri. Immagino tu abbia sospeso le presentazioni in questi giorni, come ti tieni occupato?
Se c’è un romanzo dolorosamente intenso, profondo, delicato, brutale, coinvolgente, romantico, straziante e capace di tenerci compagnia in questi giorni di reclusione è sicuramente “Una vita come tante”.
























