Posts Tagged ‘Covid 19’

Un viaggio in versi nell’animo e nella società degli emarginati ai tempi del Covid-19 in “La direzione è storta”di Filippo Kalomenìdis . A cura di Viviana Filippini

14 aprile 2021

Filippo Kalomenìdis racconta con la poesia un anno con il Coronavirus e gli sconvolgimenti che ha portato il suo arrivo. Kalomenìdis raccoglie il tutto in versi racchiusi in “La direzione è storta”, edito da Homo Scrivens narrando come il tempo e la vita sua e di chi gli sta attorno siano cambiati con l’irrompere del Covid-19. Un diario lirico, a tratti inquieto, dove ogni poesia scritta da Filippo è un viaggio profondo, in certi momenti anche tormentato, nelle dimensioni umana, emotiva socioculturale e anche politica dei mondi (Italia, Sardegna, campi profughi in Grecia) attraversati dall’autore. Ne abbiamo parlato con Filippo Kalomenìdis.

Perché hai scelto proprio la poesia per narrare la tua esperienza di convivenza col Covid-19?

I miei mesi di mobilitazione civile tra marzo e maggio del 2020 – in cui assieme a tante compagne e tanti compagni abbiamo offerto ai malati il nostro piccolo aiuto – potevano vivere solo in poche, autentiche parole che fossero appropriate, essenziali, lancinanti e, allo stesso tempo, che contenessero quella che gli antichi greci chiamavano “Pleroma”, ossia la pienezza, la completezza, “la luce al di sopra”. Solo esprimendomi con dei versi potevo disegnare parole che attraversassero lo spazio sino a chi le riceve, portandosi dietro in un istante immagini, suoni e un’irriducibile verità emotiva.La poesia è un cammino senza scorciatoie, senza soste, per me l’unico possibile per raccontare la Nuova Storia, quella cominciata con la Catastrofe della pandemia. I versi chiamano le cose con il loro nome, toccano subito carne e anima, ovvero niente di più eversivo in questa era di a-nomia e di contraffazione della realtà.

Come e da cosa sono nate le tue poesie?

Sono nate dall’esigenza di scrivere un diario intimo e politico, dal bisogno di raccontare il viaggio interiore e fisico che ho compiuto per riappropriarmi della mia identità di uomo in rivolta. E soprattutto dalla mia vocazione a dare voce ai cancellati, agli ultimi, ai senza luogo, ai reclusi nella malattia e nella detenzione. Così ho abbracciato le loro vite e le loro storie. Ho elaborato il silenzio artificiale dei mesi del lockdown, per poi cercare le parole giuste per romperlo, ascoltando e riportando spesso le parole del grande popolo degli abbandonati in una catastrofe causata – non scordiamolo mai – dai poteri predatori e assassini che ci governano.

Nel libro ritorna spesso il tema dell’amore perduto cosa è rimasto di esso?

Ho perso tanto, tantissimo nell’anno appena trascorso, ma la gratitudine per la bellezza che mi è stata donata resta. Ed è infinita.

Quanto il virus ha influito sul tuo modo di pensare, agire e scrivere?

Quando si vive una catastrofe individuale e collettiva, l’estremismo umano e l’estremismo politico sono risorse fondamentali. La generosità, il moto verso gli altri e con gli altri sono le uniche risposte necessarie contro l’isolamento in cui siamo stati sprofondati. Questa pandemia deve essere attraversata come un’opportunità ultima di cambiamento. Se non lotteremo con gioia e vitalità radicale per uscire dalla fine del capitalismo, di cui il virus è solo uno dei tanti disumanizzanti effetti, non avremo scampo.La scrittura autentica è una delle forme di lotta più alte e più consapevoli. Dopo anni vissuti come la maggior parte di noi nella menzogna, ho scelto la nudità, la sincerità cruenta e luminosa. Ho cercato quindi di superare le cinque difficoltà indicate da Brecht per chi vuole scrivere la verità: il coraggio di scrivere la verità, l’accortezza di riconoscerla, l’arte di renderla maneggevole come un’arma, il giudizio di scegliere coloro nelle cui mani diventa efficace, e l’abilità di propagarla tra molti. I versi de “La direzione è storta”vogliono comporre una sorta di lungo monologo, quasi teatrale, quasi musicale, perché hanno sempre all’interno un’interlocutrice, un interlocutore, individuo o massa che sia.

Quanto è stato importante avere con te tuo figlio durante la pandemia?

Mio figlio è, come scrivo in una delle pagine, il mio «Muro Maestro». La biunivocità nella trasmissione del sapere emotivo ed esperienziale tra genitori e figli è una delle possibilità di salvezza in questo tempo catastrofico. Al contrario di ciò che recenti teorie psicanalitiche mainstream affermano, la mancanza della legge del padre è una fortuna. I genitori devono saper essere guide dei figli e saper farsi guidare dai figli, come ci insegna l’episodio nella pancia della balena di Pinocchio. Il legaritarismo opprime i nostri bambini appena si affacciano nella società. Dobbiamo quindi educarli alla libertà e farci insegnare da loro l’immediatezza nell’esercitarla. Dobbiamo ritrovare assieme ai giovani gli spazi di amore, di espressione, e di sovversione del reale. 

Il tuo libro si sviluppa in alcuni luoghi cardine: Bologna, Sassari e quelli che definisci campi di concentramento (dove ci sono i rifugiati). Cosa hanno in rappresentano per te questi tre posti?

Nel 2020, Bologna è stato il territorio della gratitudine per l’amore ricevuto e vissuto, è lì che è cambiata per sempre la mia vita; la Sardegna è la terra dove sono nato e dove ho deciso di ritornare “figlio” per potermi ritrovare come uomo e come padre; le isole della Grecia ai confini dell’Asia rappresentano invece il recupero definitivo delle mie origini di senza luogo, di nipote e figlio di profughi. In quelle isole che un tempo erano ponti dove i popoli s’incontravano e si mescolavano, ora sono stati edificati dall’Unione Europea i nuovi Lager in cui vengono rinchiusi e annientati le donne, gli uomini, i bambini del Sud del mondo in fuga dalle guerre e dalle carestie causate dall’Occidente.  Per questo sono stato là, insieme ai prigionieri e a chi lotta per la loro libertà. Perché le loro storie, i loro gesti, il loro amore, la loro rabbia potessero risuonare oltre l’orrore che vuole cancellarli in quanto parte di scarto del bottino di guerra.

Cosa hai ricevuto emotivamente dagli incontri con le persone in difficoltà a Bologna e in quelle che hai incontrato in Grecia?

Per me sono vincoli indissolubili e prima inimmaginabili. Ogni parola in più rischierebbe di essere retorica. E chi soffre ed è oppresso non ha bisogno della pena aggiuntiva della retorica.

Quanto sei cambiato dal momento in cui hai cominciato a scrivere le tue poesie a quando hai concluso la tua raccolta?

Per risponderti cito un passaggio da “Perché io, perché non tu” di Barbara Balzerani – punto di riferimento raro e infinitamente prezioso nel contemporaneo contesto letterario europeo – “capitano occasioni in cui si riconosce qualcosa di essenziale dell’impasto di cui si è fatti”. Ecco, ciascuna delle esperienze che sono diventate le pagine de “La direzione è storta” hanno per me questo preciso significato.

:: Novembre è il nuovo dicembre

8 novembre 2020

Liberi di scrivere aderisce alla campagna dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e librai (ALI Confcommercio) per invitare i lettori ad andare in libreria il prima possibile, senza attendere le code di Natale.

I libri sono beni essenziali e le librerie restano aperte anche nelle zone rosse.

«Nella situazione di incertezza che ci circonda invitiamo gli italiani a non aspettare l’ultimo momento. Novembre è il nuovo dicembre, per usare lo slogan di una felice campagna dei librai americani, ripresa anche nel Regno Unito e in Olanda – sottolineano insieme il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi e quello dell’Associazione Librai Italiani (ALI), Paolo Ambrosini -.

L’invito non deve farvi abbassare la guardia, sempre è raccomandato l’uso delle mascherine, del distanziamento e del gel igenizzante. Dove è possibile informarsi se le librerie fanno servizio a domicilio consegnandovi a casa i libri ordinati. Se anche ognuno di noi comprasse anche un solo libro nella libreria più vicina a casa sua, consentiremo a queste attività di sopravvivere e continuare a svolgere il loro ruolo essenziale per la comunità dei lettori.

I libri sono una medicina per l’anima altrettanto importante delle medicine per il corpo.

Se volete poi continuare a comprare i vostri libri sugli store online come Libreria Universitaria o Amazon nessuno ve lo vieta, ma perchè la filiera non si interrompa sono vitali anche i piccoli librai innestati nel territorio.

Io ho già in mente il libro che comprerò e anche la libreria dove farlo. Arriviamo preparati al Natale, sempre secondo le nostre possibilità, regaliamo libri quest’anno, con circa 20,00 Euro trasmettiamo il nostro affetto e la nostra amicizia e nello stesso tempo non graviamo troppo sul salvadanaio.

:: Qui Radio Londra

22 marzo 2020

Radio LondraAmici blogger, amici lettori,

stiamo combattendo una “guerra” che si combatte non solo sul fronte sanitario, ma anche su quello psicologico, spirituale e morale. Noi stiamo conducendo la “resistenza” su questo secondo fronte, non meno importante del primo. Per cui invito tutti a “non smettere di leggere”, lo so è difficile, mille pensieri ci turbinano nella mente, ansie, preoccupazioni, paure, ma leggere resta un’attività che possiamo fare tutti, che apporta grandi benefici, anche contro l’ ansia e la depressione, nemici forse ancora più insidiosi di un virus. C’è la meditazione, la preghiera, l’attività fisica, l’ascolto di musica, la visione di film, documentari, serie televisive, ma la lettura ha un qualcosa in più, vi difende, vi fortifica, permette alla vostra mente di creare quegli anticorpi che vi serviranno in questi giorni difficili. I libri diventeranno presto molto simili ai veri amici, quindi cercate di leggere qualche pagina ogni giorno, col passare del tempo una pagina diventerà due pagine, tre pagine. Negli attimi di pausa, quando potete dedicare tempo a voi stessi, la compagnia dei libri vi ricaricherà le pile, come si suol dire. La mente è creativa, immagina, vede oltre al tempo contingente e ci proietta al di là, quando questa emergenza sarà finita e dovremo ricostruire il nostro mondo. Questa granitica certezza vi accompagni in questi giorni dove tutti insieme, in ogni angolo del mondo, siamo chiamati a combattere la stessa battaglia. Io nel mio piccolo, con il mio blog, cercherò di andare avanti, fin che le forze me lo consentiranno. Un saluto a tutti.

Blogger friends, reader friends,

we are fighting a “war” that is being fought not only on the health front, but also on the psychological, spiritual and moral front. We are conducting “resistance” on this second front, no less important than the first. So I invite everyone to “don’t stop reading”, I know it’s difficult, a thousand thoughts swirl in our minds, anxieties, worries, fears, but reading remains an activity that we can all do, which brings great benefits, even against the anxiety and depression, perhaps even more insidious enemies of a virus. There is meditation, prayer, physical activity, music listening, watching movies, documentaries, television series, but reading has something more, it defends you, strengthens you, allows your mind to create those antibodies that you will need in these difficult days. The books will soon become very similar to real friends, so try to read a few pages every day, as time goes by, one page will become two pages, three pages. In the moments of pause, when you can devote some time to yourself, the book company will recharge your batteries, as they say. The mind is creative, it imagines, it sees beyond contingent time and projects us beyond, when this emergency is over and we will have to rebuild our world. This rock-solid certainty shall accompany you in these days where all together, in every corner of the world, we are called to fight the same battle. I in my small way, with my blog, I will try to go on, as long as the forces allow me. Hello everybody.