Bjorn il morfirio di Thomas Lavachery (Gallucci 2020) A cura di Viviana Filippini

10 aprile 2020 by
Bjorn

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Il mondo dove il tutto accade è il regno di Fizzland, l’anno è il 1065 e per Bjorn e la sua famiglia ogni cosa cambierà con l’arrivo di un tremendo nemico che ha la forma di neve e ghiaccio. Questo è lo scenario di “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery, edito da Gallucci. Il “Demonio bianco” prenderà d’assedio i villaggi dei vichinghi, compreso quello dove vive Bjorn. L’obiettivo è preciso: sterminare la popolazione e prendere tutte le anime di ogni singolo essere vivente. Tra gli abitanti del villaggio che cercano di sfuggire al gelido nemico ci sono Bjorn e la sua famiglia. Il gruppo decide di rintanarsi in casa per trovare riparo (c’è un richiamo all’esperienza di noi chiusi in casa con il Corona-virus), mentre, per altri abitanti invece la reclusione forzata causerà forme di pazzia, di egoismo e comportamenti inaspettati. Il protagonista Bjorn è un ragazzino e lui e la sua famiglia resistono, stanno a casa e non escono, perché sanno che il pericolo è lì fuori e che basta un attimo per diventare le sue prede.  Ed è proprio in questa clausura forzata che in Bjorn comincerà a succedere qualcosa. Il ragazzo spesso e volentieri farà dei sogni dove s troverà a combattere come se fosse un guerriero e, giorno dopo giorno, risveglio dopo risveglio, Bjorn cambierà davvero. Da ragazzino timido e impacciato, si trasformerà in ciò che mai avrebbe pensato di diventare. Qualcuno gli farà notare che quel suo nuovo coraggio e maestria nel combattere ricordano molto il morfirio, un raro eroe nordico, ma Bjorn non è del tutto convinto di questo. Comincerà a cambiare pensiero, quando una serie di inaspettati eventi (la casa distrutta dalla neve, la scoperta che i nemici sono interamente fatti di ghiaccio, il trovare quella che diventerà la sua inseparabile compagna di avventure in una magnifica spada e nuove amicizie), porteranno Bjorn ad agire sul campo e a mettere in uso tutte quelle nuove qualità (energia, astuzia, intelligenza, intuito, coraggio e passione) per salvaguardare le persone che ama e la sua terra. Il romanzo è il primo capitolo di una saga con protagonista il giovane Bjorn e ha preso forma da una storia che l’autore stesso raccontava a suo figlio da piccolo. Ora, quell’avventurosa narrazione è leggibile grazie alla pubblicazione fatta in Italia da Gallucci. Nel libro c’è l’avventura, c’è un po’ di mitologia nordica con troll, giganti, lupi mannari e draghi, che permettono al lettore di immergersi un’atmosfera narrativa tipica del fantasy. Non solo, perché ad una lettura ancora più profonda si intuisce anche che il libro può essere identificato come un romanzo di formazione, perché Bjorn vive in prima persona quello che è identificabile come  un percorso di crescita, di maturazione, di scoperta del sé, di nuove competenze che erano sopite nel proprio io. Non a caso, il protagonista sarà coinvolto in una serie di eventi dove lui dovrà superare prove su prove per trovare e portare un po’ di pace. “Bjorn il morfirio” di Thomas Lavachery è una bella avventura narrativa, corredata dai disegni realizzati dell’autore, che evidenzia quanto situazioni di forte stress e pericolo possano indurre le persone (in questo caso Bjorn) a trovare il meglio delle proprie qualità da tempo sopite. Traduzione Simona Mambrini.

Thomas Lavachery è nato nel 1966 a Bruxelles, dove vive. Ha cominciato la sua carriera come disegnatore di fumetti, pubblicando le sue prime strisce a diciott’anni sulla rivista “Tintin”. Ha poi lavorato prima come sceneggiatore e poi come regista in una casa di produzione cinematografica. Ha diretto due documentari, uno dei quali dedicato alla spedizione sull’isola di Pasqua condotta nel 1934 da suo nonno, l’archeologo Henri Lavachery.

Source: inviato dall’editore Gallucci. Grazie a Marina Fanasca dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.

:: L’arte di vivere dei benedettini di Anselm Grün (Edizioni San Paolo 2019) a cura di Giulietta Iannone

9 aprile 2020 by
L'arte di vivere dei benedettini

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Facciamo alcune riflessioni sul significato della parola philoxenia, hospitalitas, ospitalità. Lo xenox (lat. Peregrinus, hospes, hostis) è il forestiero, l’estraneo, che può diventare un nemico.
Ma anche tramite l’amore, ospite (hospes). Il forestiero vive lontano dal suo paese e dipende dall’amore e dalla protezione degli altri. A differenza del comune amore per il prossimo, dall’amore per gli amici, i figli e i genitori, la philoxenia (hospitalitas) è l’amore rivolto agli estranei.
Philoxenia è il movimento con cui ci avviciniamo alla persona che non conosciamo per cercare un’intesa, la accogliamo, così che grazie al nostro amore e alla nostra amicizia diventi un amico. Questo amore supera il divario che i sentimenti naturali suscitano in noi verso ciò che è estraneo. Gli estranei diventano amici questa è hospitalitas. Non è un rapporto economico, che implica comprare e pagare qualcosa, ma consiste nel donare e accogliere i doni degli altri.

Questo brano è tratto da Affinché un estraneo diventi un amico di Aquinata Bockmann, all’interno del capitolo L’ospitalità benedettina. Tutti gli ospiti che giungono in un monastero siano ricevuti come Cristo del volume L’arte di vivere dei benedettini, aneddoti e citazioni raccolte da Anselm Grün, edito in Italia da Edizioni San Paolo. Un libro ricco di riflessioni e meditazioni, sia spirituali che di buon senso pratico, che ci accompagnano nella ricca mistica benedettina.
La Regola di san Benedetto da Norcia, monaco cristiano nato circa nel 480, acquista nuova vita e può essere di aiuto anche a noi laici, specie in questo periodo di incertezza e difficoltà.
Ogni capitolo è preceduto da brani della Regola e poi dalle riflessioni di santi e commentatori cristiani, che Anselm Grun ha raccolto seguendo un filo logico e spirituale che arricchisce il lettore. Pregare, Ascoltare con il cuore, L’amore di Dio, La fiducia in Dio, Il lavoro, Umiltà, Obbedienza, Purezza di cuore, I fratelli si servano a vicenda, Lectio divina, Ospitalità benedettina, La Pax benedectina, Il silenzio, Vivere in comunità, La giusta misura e il dono del discernimento. Tutto concorre ad accrescere spiritualmente il lettore, a rafforzare lo spirito, donando pillole di saggezza che fanno bene all’anima, infondono fiducia, e rasserenano il cuore. Così siamo più forti e temprati anche ad affrontare disagi e difficoltà. Chiude la raccolta un puntuale apparato bibliografico.
È un libro da leggere e conservare sul proprio comodino, rileggendo i passi che più ci hanno colpito, o aprendo il libro a caso e leggendo cosa troviamo. Metodo infallibile per affrontare i testi religiosi, e spirituali. Insomma lasciamo fare allo Spirito Santo e troveremo il cibo di cui la nostra anima necessita.

Poi ci tengo inoltre a segnalarvi che Anselm Grun ha un legame speciale con l’Italia, e ha voluto fare un dono ai suoi lettori italiani: uue testi inediti per la Settimana Santa, donati gratuitamente.

Celebriamo il Triduo Pasquale in famiglia e Celebriamo la Via Crucis in famiglia sono disponibili gratuitamente, sul sito dell’iniziativa La Chiesa è viva: famigliacristiana.it/chiesaviva.

Al seguente link We-Transfer https://we.tl/t-DOxAvxwVCH è invece possibile scaricare il video-messaggio con gli auguri di Pasqua di Grün, assieme al testo con la traduzione del messaggio dal tedesco all’italiano.

Anselm Grün è monaco nell’abbazia benedettina di Münsterschwarzach (Germania). Dopo aver compiuto gli studi filosofici, teologici e di economia aziendale, dal 1977 è “cellerario”, ossia responsabile finanziario e capo del personale dell’abbazia di Münsterschwarzach. Apprezzato consigliere e guida spirituale, è attualmente tra gli autori cristiani più letti al mondo. Tra le pubblicazioni per le Edizioni San Paolo ricordiamo: Per vincere il male. La lotta contro i demoni nel monachesimo antico (20062); Lottare e amare. Come gli uomini possono ritrovare se stessi (20072); Regina e selvaggia. Donna, vivi quello che sei! (2005); La gioia dell’armonia (2005); La gioia della gratitudine (2005); La gioia dell’attenzione (2006); La gioia dell’incontro (2006); La gioia della salute (2007); La gioia di chi si contenta (2007); La gioia dell’amore (2007); La fede dei cristiani (2007); Il libro delle risposte (2011); Autostima e accettazione dell’ombra. Come ritrovare la fiducia in se stessi (2018); I dieci comandamenti. Segnaletica verso la libertà (2019); La vera felicità. Come realizzare il potenziale presente nella nostra anima (2019).

Source: inviato dall’editore. Grazie ad Alessandro dell’ufficio stampa Edizioni San Paolo.

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Nota: disponibile anche in ebook, in alternativa scegli il punto di consegna e ritira quando vuoi.

:: Nota di lettura: La memoria della cenere di Chiara Marchelli (NNE edizioni, 2018) a cura di Lidia Popolano

7 aprile 2020 by
La memoria della cenere

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La memoria della cenere è un bel romanzo dalla trama e dalla struttura drammatica molto ben curate. Immersi nello sfondo tragico dell’eruzione annunciata del vulcano, prodotto della fantasia dell’autrice: il Puy de Lúg, nell’Auvergne, assistiamo alla metaforica discesa all’inferno di Elena, una scrittrice ancora non troppo in sintonia con il suo talento e con molti nodi da sbrogliare sia nella personalità che nelle relazioni umane che intrattiene. Resi credibili i caratteri dei singoli personaggi e inevitabili le loro “non scelte”, l’occasione per far decollare la vicenda è fornita dalla scoperta di un segreto nella vita di Patrick, il compagno di Elena, che ha taciuto il suo passato recente più per l’incapacità di intrattenere una relazione autentica, che per la volontà di mentire. Nei giorni dell’eruzione e dell’immobilità forzata, Chiara Marchelli scioglierà il dramma così come era cominciato: molte le premesse e al punto giusto fumose, per un futuro tutto da ri-tessere.

ChiaraChiara Marchelli è nata ad Aosta e si è laureata in Lingue Orientali a Venezia. È autrice di quattro romanzi, una raccolta di racconti e un saggio su New York, la città dove vive. Insegna Letteratura Contemporanea, Traduzione e Scrittura Creativa alla New York University. Nel 2017 ha pubblicato Le notti blu (Giulio Perrone Editore), selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega.

Provenienza: libro del collaboratore.

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#Chileggenonsiferma per favorire la lettura dei libri

7 aprile 2020 by

Gruppo Editoriale San Paolo_Immagine iniziativa Chileggenonsiferma

Il Gruppo Editoriale San Paolo, attraverso la società Diffusione San Paolo, lancia l’iniziativa “#Chileggenonsiferma”, per favorire la lettura dei libri – di qualsiasi editore – raggiungendo tutti i lettori direttamente a casa e sostenendo tutte le librerie indipendenti – religiose e laiche – di tutta Italia, durante questo periodo di emergenza dovuto alla pandemia Covid-19.

La lettura ha in sé la forza di far viaggiare, oltre ogni forma di restrizione. Con la lettura tutto rimane in movimento: la mente, il cuore, la fantasia e lo spirito.

Per questo motivo il Gruppo Editoriale San Paolo, attraverso la società Diffusione San Paolo, ha studiato un progetto atto a garantire a tutti i lettori un servizio di eccellenza, conveniente e che sostenga anche tutte le librerie durante il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria in corso.

Grazie all’iniziativa “#Chileggenonsiferma”, i clienti potranno richiedere alla propria libreria di fiducia tutti i prodotti desiderati, scegliendo tra libri, film in dvd, cd musicali, oggettistica, etc., ricevendoli poi a casa gratuitamente e in totale sicurezza.

I costi di spedizione saranno completamente a carico della Diffusione San Paolo, che, in ogni sua attività, applica tutte le procedure dettate dal Ministero della Salute, al fine di garantire i massimi standard di sicurezza, nel pieno rispetto delle normative vigenti atte a contenere la diffusione del Covid-19.

Fabrizio Cattaneo, Direttore Commerciale Area Libri del Gruppo Editoriale San Paolo, ha commentato:

«In questo momento di chiusura totale non possiamo stare fermi a guardare! Sono convinto che dobbiamo cercare di dare speranza alle librerie, offrendo un servizio nuovo e dedicato al lettore che non ha smesso di acquistare i libri, ma ha solo dirottato le sue esigenze sugli store on-line. 

Sono convinto che questo prezioso servizio potrebbe tracciare un nuovo modello di relazione tra cliente e libreria, che si rivelerà fondamentale nel prossimo futuro, anche dopo la riapertura graduale dei punti vendita».

:: Gruppo di lettura – Tutti i racconti di Katherine Mansfield

7 aprile 2020 by

tutti-i-racconti-10Ho scelto per il prossimo incontro un’autrice da me molto amata, e per certi versi ingiustamente trascurata: Katherine Mansfield.

Tutti i racconti nell’edizione Newton compton. Ma vanno bene anche altre edizioni.

È una scrittrice meravigliosa, vi piacerà.

Ci incontriamo sabato 9 maggio alle ore 18,00. Chi ha piacere di partecipare sarà il benvenuto.

Cura e traduzione di Maura Del Serra
Edizioni integrali

È qui raccolta l’intera produzione narrativa della scrittrice neozelandese. Con la sua capacità di ritrarre il mondo femminile con rara sensibilità e delicatezza, Katherine Mansfield proietta e trasforma l’eredità del naturalismo francese – raccolta da Henry James e dall’amato Čechov – in direzione tutta novecentesca, sottilmente legata al clima modernista della più avanzata letteratura londinese ed europea degli anni Dieci e Venti del Novecento (da Proust alla Woolf, a Joyce e a Lawrence). Con raffinato humour e con una accesa visività dai risvolti simbolici, sperimentò strumenti psicologico-formali innovativi, divenendo una delle voci narrative più nuove e vigorose del suo tempo. Esordì nel 1911 con il volume Una pensione tedesca, cui seguirono Beatitudine (1922) e, postumi, Il nido delle colombe (1923) e Qualcosa di infantile ma di molto naturale (1924).

Katherine Mansfield nata a Wellington, in nuova Zelanda, nel 1888, si trasferì giovanissima a Londra, dove fu parte attiva degli ambienti letterari e artistici di avanguardia. Sposò nel 1918 il critico e scrittore J.M. Murry, che ne curò l’opera dopo la morte. Condusse una vita avventurosa e inquieta; a soli 23 anni ebbe il primo attacco di tubercolosi, malattia che nel 1923 ne causò la prematura scomparsa.

:: VersOriente – Il ciliegio del mio nemico Ting-Kuo Wang (Neri Pozza 2018) a cura di Giulietta Iannone

6 aprile 2020 by
Il ciliegio del mio nemico

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La scorsa estate (sembra un secolo fa ormai) ho letto un libro delizioso, dal titolo Il ciliegio del mio nemico (My Enemy’s Cherry Tree, 2015) dello scrittore taiwanese Ting-Kuo Wang, nato a Taipei nel 1955. Un gioiellino della letteratura cinese contemporanea, celebrato da Asia Weelky come una delle opere dell’anno, che ha il dono raro  di trasportare il lettore in un mondo antico e rarefatto, (sebbene sia una storia contemporanea) in cui ogni gesto, ogni rito, ogni lento accadere delle cose si fa prezioso, e unico. Se vogliamo il libro è la storia di un amore perduto, quello del protagonista (narratore in prima persona della storia di cui non conosceremo mai il nome) e della moglie Qiuzi. Cosa ha determinato la fine di questo amore? Perchè il destino ha portato Qiuzi a lasciare il marito? E chi è Luo Yiming, alto dirigente bancario in pensione? Il lettore avrà il tempo di scoprirlo, pagina dopo pagina, ascoltando gli echi del tempo, e la magia tutta orientale che fa della lentezza un’arte che accompagna il divenire del mondo. Ting-Kuo Wang è uno scrittore dotato di grande talento e umanità, e riesce con tratti delicati e lievi a narrare una storia in cui l’infelicità e la solitudine non sono esattamente una colpa. Al destino non ci si può opporre sembra dire piano, sottovoce, chiedendosi se un marito tradito ha o no il diritto di vendicarsi. Vendicarsi di cosa dopotutto? I sentimenti, sebbene così preziosi, sono fluttuanti, rari e fragili, se sono veri e sinceri, e molto spesso non dipendono da noi, hanno vita propria. Ripercorrendo a ritroso la vita del protagonista si può cercare l’attimo in cui tutto è precipitato, i motivi che hanno spinto la moglie a lasciarlo. Ma forse non è quello l’importante. Romanzo sull’amore, sulla sua fragilità, e la sua forza. Di una bellezza delicata e resiliente. Saprà stupirvi, e tenervi compagnia. Ve lo consiglio.

Wang Ting-KuoTing-Kuo Wang è nato nel 1955 a Taipei, Taiwan. Ha iniziato a scrivere racconti all’età di diciassette anni.

Il ciliegio del mio nemico è il suo primo romanzo, celebrato da Asia Weekly come una delle opere dell’anno.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Daniela dell’Ufficio stampa Neri Pozza.

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:: Liberi junior – Si può toccare l’arcobaleno? e Si può fare solletico a una tigre? di Sue Nicholson, disegni di Lalalimola, traduzione di Martina Rinaldi (Gallucci Editore 2019) a cura di Giulietta Iannone

4 aprile 2020 by
Si può toccare l'arcobaleno

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Oggi vi parlo di due simpatici albi, in copertina lucida cartonata, della collana Chi lo sa? di Gallucci Editore: Si può toccare l’arcobaleno? E tante altre fantastiche curiosità sul nostro pianeta! e Si può fare solletico a una tigre? E tante altre fantastiche curiosità sugli animali.

Colorati, divertenti, utili questi albi insegnano ai bambini e ai ragazzi come la curiosità verso il mondo che li circonda possa portarli ad ampliare le loro conoscenze della natura, del pianeta e degli animali. Perchè viviamo in un mondo meraviglioso, che va tutelato, ed è bene che già da piccoli i nostri figli scoprano quanti misteri e quante stravaganze esistano in natura.

Si può toccare l’arcobaleno è dedicato ai misteri e alle mille curiosità legate al nostro pianeta, casa comune di tutta l’umanità. Si può stare in piedi su una nuvola? Ma la terra ha un tetto? Di cosa è fatto il sole? Dove vanno le stelle al mattino? E tante altre domande simili troveranno finalmente una risposta, chiara ed esauriente, scientificamente valida ma veicolata in modo divertente e spiritoso con disegni buffi e allegri, e frasi brevi ma dettagliate.

Si può fare solletico a una tigre

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Si può fare solletico a una tigre? invece è dedicato al magico mondo degli animali dai più minuscoli ai più grandi. Perchè le coccinelle hanno i pois sul dorso? Ve lo siete mai chiesto? Bene io non lo sapevo ma per ogni pois c’è una funzione che la natura ha ideato. E sapete quale è l’animale più puzzolente? Forse sì, ma non è il solo e anche quasta volta la selezione naturale ha ideato un metodo ignegnoso per aiutare gli animali a difendersi e a sopravvivere. E poi Gli squali si lavano i denti? questa curiosità farà sorridere la mia amica Lucia.

Bene è tutto, per oggi almeno, ma tornerò nei prossimi giorni con altri libri per bambini e ragazzi.

Sue Nicholson, dopo aver lavorato nell’editoria, si è dedicata alla scrittura di libri per tutte le età e degli argomenti più vari, soprattutto per i più piccoli.

Lalalimola è un’artista spagnola, che vive a Barcellona. Ha lavorato come designer, ha insegnato disegno all’università di Valencia e ha poi deciso di dedicarsi alle illustrazioni, per bambini e non solo.

Source: libri inviati dall’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa Gallucci.

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Nota: età dai 4 anni, puoi scegliere il punto di consegna e ritirare quando vuoi.

:: La Watson Edizioni cerca autori e autrici di romance

3 aprile 2020 by

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Avete talento per la scrittura? Vi piacciono le storie d’amore? La Watson Edizioni cerca voi.

Watson Edizioni è una casa editrice dedicata al fantastico. La biblioteca Watson racchiude titoli che spaziano dal fantasy alla fantascienza, dai libri per ragazzi ai romanzi di formazione, gialli, thriller, horror e molto altro. E da oggi c’è una grande novità: la collana Lo studio in rosa è pronta a ospitare romanzi d’amore.

I generi ricercati spaziano dal contemporary romance a quelli di ambientazione storica e che siano spensierati, delicati o piccanti poco importa. La collana, curata da Arianna Rossi e Silvia Casini, avrà l’obiettivo di portare alla luce nuovi talenti e voci. Verranno prese in considerazione tutte le sfumature dell’universo femminile.

Quindi, se avete un romanzo nel cassetto e se avete voglia di iniziare insieme a Watson Edizioni questo viaggio, potete inviare le vostre opere a: romanzirosa@watsonedizioni.it. Ricordatevi di allegare anche una sinossi e una breve bio.

In bocca al lupo!

:: Rosa d’Oriente Tè verde e Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang

3 aprile 2020 by

Rosa d'Oriente Tè verdeOggi vi parlo di un tè delizioso, leggero, dolce, Rosa d’Oriente Tè verde, della famiglia dei tè verdi, consigliati al mattino essendo molto depurativi dalle scorie della notte. Questo è ottimo e speziato, composto di sencha cinese, gunpowder, Wu Lu, Pai Mu tan, Jasmin, erba cedrata, boccioli di roselline, fiori di calendula, aroma di mango e rosa, e fiordaliso.

Un tè ricco, come potete vedere anche dall’immagine. Se lo assaggerete scoprirete uno dei tè verde migliori della collezione. Bevo molti tè in questi giorni (ormai senza zucchero, per aiutare la linea, e perchè lo zucchero ormai ho imparato depotenzia le difese battericide dell’organismo). Senza essere una cura miracolosa, bere tè fa bene, disinfetta le vie urinarie, pulisce stomaco e intestino naturalmente. E drena i reni. Dove ristagnano batteri, virus e scorie.

Se è gradevole dunque ancora meglio, se è fatto con essenze e componenti di pregio beh vale tutti i soldi che costa (7, 20 E all’etto).

Se volete provarlo lo trovate a questo link.

Per una preparazione ottimale

vi rimando agli articoli precedenti qui:

Consigliati:

Un cucchiaio di tè per persona.
Temperatura dell’acqua di 80 °.
Tempo di infusione da 2 a 3 minuti.

Consiglio goloso

Consiglio di accompagnare Rosa d’Oriente Tè verde, con una fetta di torta Paradiso. La più semplice e buona che c’è.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura

Consiglio di sorseggiare Rosa d’Oriente Tè verde leggendo Il ciliegio del mio nemico di Ting-Kuo Wang, tradotto dal cinese da Maria Gottardo e Monica Morzenti, edito da Neri Pozza Editore. Seguirà a breve la recensione.

Source libro: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’ Ufficio Stampa Neri Pozza.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.

:: L’editoria al tempo della pandemia, alcune riflessioni

3 aprile 2020 by

e-book-coronavirusÈ alquanto ingenuo, per non dire superficiale, pensare che (durante) e dopo questa pandemia l’editoria non subirà grandi cambiamenti. Tutto cambierà, la nostra stessa vita, e dunque anche il mondo dei libri. Accettare la percezione di questo inevitabile cambiamento è già un primo passo nella giusta direzione.

Un altro passo da compiere e non farsi prendere dallo sconforto e dalla disperazione pensando “tutto è perduto” “l’editoria è morta” “tutti i suoi operatori (editori, scrittori, librai, addetti stampa, blogger di libri perché no ci siamo anche noi in ballo) saranno sul lastrico”. Ben vengano gli aiuti statali, e le misure atte a supportare la cultura e la lettura in particolare, ma strepitare non è il modo giusto per spingere lo stato a darsi una mossa. Anche se questa mossa è necessaria e vitale. Sia ben chiaro.

Un’altra considerazione a margine è che ora le risorse vanno convogliate su esigenze vitali (cibo, medicine, luce, gas, acqua). I libri sono un bene indispensabile ma non vitale. La gente vive anche senza leggere. Male ma vive. Senza cibo, medicine, acqua etc… no. Quindi è importante averlo bene in mente prima di fare rivendicazioni. Un’altra cosa, io amo i libri, senza i libri la mia vita sarebbe molto più povera e infelice. Lo so il diritto alla felicità e un diritto primario ma cerchiamo di correlarlo in un’ottica più ampia e solida.

Sento voci che vorrebbero riaprire le librerie. Trasformandole in veicoli di contagio? È questo davvero che volete? Già rischiamo a uscire di casa per andare al supermercato, in farmacia, negli ospedali, limitiamo questi rischi, almeno ora che il momento è più critico.

E utilizziamo risparmi e risorse per i beni primari di stretta sopravvivenza. Non sappiamo il dopo come sarà, non sappiamo se ci sarà svalutazione, se i prezzi dei beni primari saliranno alle stelle, se ci sarà cibo per tutti. Non lo sappiamo. Scelte razionali e sensate fatte adesso potrebbero cambiare il nostro domani. Detto questo significa che non dobbiamo più leggere? No, certo che no. Anche la felicità è un bene primario ma possiamo conservare il diritto alla lettura senza perdere di vista l’essenziale.

Attualmente il digitale è una risorsa e lo dico io che amo notevolmente di più l’edizione fisica. Ma ora penso alle vite dei corrieri, alla loro salute, alla vite dei librai, alla loro salute, alla vita dei lettori, alla loro salute. Ragiono in vite e non in libri. E questo penso dovrebbero fare tutti. Il digitale è una risorsa ora che siamo nel pieno della pandemia, e lo sarà in futuro quando avremo a che fare con la più grande crisi economica che la nostra società ricordi a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. (Allora i morti in Europa furono 55 milioni, infrastrutture distrutte, macerie e rovine, giusto per darvi un reale quadro della situazione di allora neanche minimante paragonabile al nostro pur drammatico oggi).

La rivoluzione del digitale penso sarà la più significativa criticità. E le librerie, e tutti gli operatori del settore, per sopravvivere ne devono prendere atto. Perché noi vogliamo che ll’editoria sopravviva, giusto? I libri si stampano, esistono le tipografie, ora momentaneamente “chiuse”. Riapriranno, come le fabbriche, come i negozi, come tutte le attività commerciali, quando la situazione sarà sicura. Ma avremo meno a che fare con i libri cartacei innanzi tutto per i costi, la gente avrà meno soldi da spendere per i libri e dunque sceglierà le edizioni più economiche (alzare i prezzi dei libri renderà solo la lettura più elitaria a mio avviso e non risolverà il problema a monte) e poi perché la filiera si snellirà. Molti perderanno il lavoro, questo è un dato di fatto. Occupiamoci subito di permettere a queste risorse di reinventarsi. Di trovare altri modi in cui mettere a profitto abilità e competenze. Anche queste sono vite, e noi ragioniamo in vite, giusto? Costruiamo il nostro futuro con scelte ponderate oggi.

Può non piacere questo discorso, il virtuale di per sé è una strada che non accontenta tutti, ma è una strada, accontentiamoci di questo.

E voi cosa ne pensate? Avete proposte costruttive in merito?

Aspetto le vostre riflesisoni e i vostri commenti.

It is somewhat naive, not to mention superficial, to think that (during and) after this pandemic publishing will not undergo major changes. Everything will change, in our own life, and therefore also the world of books. Accepting the perception of this inevitable change is already a first step in the right direction.

Another step to take and not get caught up in despair and think “everything is lost” “publishing is dead” “all its operators (publishers, writers, booksellers, press officers, book bloggers because yes, we are there too) will be broke”. State aid is welcome, and measures to support culture and reading in particular, but screaming is not the right way to push the state to move. Although this move is necessary and vital. I want to be clear.

Another consideration in the margin is that resources must now be channeled onto vital needs (food, medicine, electricity, gas, water). Books are an indispensable but not vital. People can survive without reading. Live, if badly. Without food, medicine, water etc … they can’t. So it is important to have this in mind before making claims. Another thing, I love books, without books my life would be much poorer and unhappier. I know the right to happiness is a primary right but letr’s try to correlate it in a broader and more solid perspective.

I hear rumors that they would like to reopen the bookstores. By turning them into contagion vehicles? Is this really what you want? We already take risks when we leave home to go to the supermarket, pharmacy, hospitals, let’s limit these risks, at least now that the moment is critical.

And we use savings and resources for primary survival goods. We do not know what will come after, we do not know if there will be devaluation, if the prices of primary goods will skyrocket, if there will be food for everyone. We do not know. Rational and sensible choices made now could change our tomorrow. Does that mean that we don’t have to read anymore? No, of course not. Happiness is also a primary resource but we can preserve the right to reading without losing sight of the essentials.

Currently digital is a resource and I say that I love the physical edition considerably more. But now I think of the lives of couriers, their health, the lives of booksellers, their health, the lives of readers, their health. I reason in life and not in books. And this I think everyone should do. Digital is a resource now that we are in the midst of the pandemic, and it will be in the future when we are dealing with the greatest economic crisis that our society remembers since the end of the Second World War. (Then there were 55 million dead in Europe, destroyed infrastructure, rubble and ruins, just to give you a real picture of the situation at the time, not comparable in the least to our dramatic one today).

The digital revolution I think will be the most significant criticality. And bookstores, and all operators in the sector, must try to survive. Because we want publishing to survive, right? Books are printed, there are printers, now temporarily “closed”. They will reopen, like factories, like shops, like all businesses, when the situation is safe. But we will have less to do with paper books first of all for the costs, people will have less money to spend on books and therefore will choose the cheaper editions (raising the prices of books will only make reading more elitist in my opinion and not will solve the problem upstream) and then the supply chain will need to be streamlined. Many will lose their jobs, that’s a fact. Let’s take care of allowing these people to reinvent themselves. To find other ways to capitalize on skills and competences. These too are lives, and we reason in lives, right? We build our future with thoughtful choices today.

You may not like this speech, the virtual in itself is a road that does not satisfy everyone, but it is a road, let’s be satisfied with this.

And what do you think of it? Do you have constructive proposals on this?

I await your reflections and your comments.

“Delitti di lago 4”. Racconti gialli per scopo solidale pro Gemma Rara Onlus e malattie genetiche. A dialogo con Ambretta Sampietro curatrice della raccolta edita da Morellini a cura di Viviana Filippini

2 aprile 2020 by

0Come è nata l’idea del volume “Delitti di lago 4”? 

Delitti di Lago 4 edita da Morellini Editore è la sesta antologia di una serie che coniuga il genere giallo con l’ambientazione lacustre iniziata nel 2012 con Delitti d’acqua dolce edita da Lampi di stampa e proseguita con Giallo Lago edita da Eclissi.  Mauro Morellini a partire dal 2015 ha pubblicato Delitti di Lago, Nuovi Delitti di Lago e Delitti di Lago vol. 3, ogni antologia contiene 20 racconti. L’idea di realizzare la prima antologia è nata durante la prima edizione del premio letterario Giallo Stresa che avevo ideato io, erano arrivati quasi un centinaio di racconti gialli ambientati sul lago Maggiore ma uno solo sarebbe stato pubblicato dal Giallo Mondadori. Era un peccato che altri racconti non venissero letti, così insieme a Luigi Pachì ne avevamo scelti una ventina che erano stati pubblicati grazie a Mariano Settembri che allora era direttore editoriale di Lampi di Stampa. L’idea era piaciuta ai lettori e ai librai, così l’avventura è proseguita. I Delitti di Lago sono anche diventati una collana editoriale, oltre alle antologie Morellini ha pubblicato il romanzo Rose bianche sull’acqua di Erica Gibogini ambientato a Orta.»

I proventi derivanti dalla vendita della raccolta di racconti gialli “Delitti di lago 4” andrà in beneficenza. Chi sarà il detinatario e lo scopo dell’ente? 

I diritti d’autore del libro e dell’e-book verranno corrisposti dall’editore alla Gemma Rara Onlus, un’associazione di volontariato che fa capo all’Ospedale di Circolo di Varese e si propone di aiutare le persone affette da malattie genetiche. La sua attività è volta a favorire lo studio e la ricerca per la diagnosi e la prevenzione delle malattie rare.

Come sono stati coinvolti i 20 autori? In base a cosa sono stati scelti o cercati? 

La maggior parte degli autori aveva già partecipato alle precedenti antologie e sono felice che abbiano contribuito anche a questa con i loro racconti. Ho chiesto anche ad altri autori che conoscevo e che hanno subito aderito sapendo la destinazione dei diritti d’autore. Mercedes Bresso, Aldo Lado, Silvio Raffo, Mariano Sabatini, Lucia Tilde Ingrosso, Sara Kim Fattorini, Sergej Roic, Erica Arosio, Giorgio Maimone e Danilo Pennone hanno scritto i racconti apposta per l’antologia mentre i racconti di Angela Borghi, Sergio Cova, Emilia Covini, Erica Gibogini, Alessandro Marchetti Guasparini, Nicoletta Minola, Alberto Pizzi, Maurizio Polimeni, Patrizia Rota e Laura Veroni avevano partecipato anche a un premio letterario con cui avevo collaborato lo scorso anno. I racconti sono tutti inediti.

Ci sono racconti ambientati nel presente, nel passato e diversi sono i personaggi: famiglie, marescialli, partigiani, amanti, avvocati. Il giallo è un genere che si adatta un po’ ad ogni epoca e tipologia di personaggi? 

Direi proprio di sì, potenzialmente chiunque potrebbe essere un assassino. Chi almeno una volta nella vita non ha pensato come compiere un delitto perfetto per liberarsi di un rivale o di un famigliare ingombrante? Di delitti è costellata la storia dell’umanità, a cominciare da Caino che uccise il fratello Abele.

Agli scrittori presenti sono state date linee guida o hanno lavorato in completa libertà?

«L’unica richiesta era l’ambientazione di un racconto giallo in una località di lago reale e un limite di lunghezza.»

Il lago è solo scenario o parte integrante dei racconti gialli? 

Nei racconti il lago è sempre parte integrante della narrazione, come contrasto con la sua bellezza all’efferatezza dei delitti. La gente di lago è molto particolare, laboriosa, poco espansiva con un suo personale senso di giustizia. Uno degli scopi dell’antologia è invogliare i lettori a visitare i luoghi descritti. Il lago ideale per commettere un delitto è stato per più della metà degli autori il Lago Maggiore, seguono il Ceresio, il lago d’Orta, il lago di Como, il lago di Varese e il Trasimeno.

C’è qualcuno dei racconti che ti ha colpito in modo maggiore per costruzione, ritmo, trama e intreccio? 

Mi piacciono tutti i racconti che hanno varietà di stile e di ritmo ma sono tutti coinvolgenti e piacevoli da leggere. Mi ha colpito il fatto che in qualche racconto il giallo è costituito da fatti misteriosi che non necessariamente sono omicidi ma con altrettanta suspence. Per non far torto a nessuno cito la quarta di copertina scritta da Andrea Tarabbia, vincitore del Premio Campiello 2019 che ha saputo focalizzare così bene il caleidoscopio di racconti che compone l’antologia.

Chi è il lettore ideale di Delitti del lago 4?   

Tutti quelli che amano il genere giallo. La brevità del racconto è, a mio avviso, la misura giusta adatta al nostro tempo in cui comunichiamo con messaggi brevi: whatsapp, sms e twitter. Dai librai so che le antologie dei Delitti sono apprezzate anche da stranieri che conoscono l’italiano ma non abbastanza da affrontare un romanzo.

Per maggiori informazioni potete conusultare il sito dell’editore Morellini qui

:: LAZIO YOUth CARD Regione Lazio

1 aprile 2020 by

LAZIO-YOUth-CARD

Oggi vi parlo dell’App della Regione Lazio LAZIO YOUth CARD (ad oggi oltre 70.000 possessori solo in Italia) con agevolazioni nel Lazio e in ben 38 paesi europei.

Ma di cosa si tratta? 

L’APP LAZIO YOUTH CARD (scaricabile da Google Play e Apple store) consente ai giovani di età compresa tra i 14 ed i 30 anni (non compiuti), semplicemente scaricando la stessa sul proprio smartphone, di accedere mediante sconti e agevolazioni, a cultura, sport, spettacolo, istruzione, turismo, ecc.

L’iniziativa ha ottenuto l’adesione di numerosi teatri, librerie, musei, strutture ricettive, alberghiere ed extra alberghiere, parchi divertimenti, agriturismi, campeggi, attività di ristorazione, centri sportivi, concessionari auto/moto, viaggi studio, commercio, ecc. per un totale di oltre 2.200 Enti.

Allo stato attuale, in considerazione del momento contingente, l’attenzione è rivolta in modo particolare verso i servizi on line, tra cui anche l’editoria, al fine di agevolare il più possibile i giovani nell’usufruire di offerte dedicate.

La Regione Lazio è l’unica regione italiana ad aver aderito tramite LAZIOcrea ad EYCA, il network delle “YOUTH CARD” dei paesi europei. Così LYC ha una validità europea e i suoi possessori possono contare su una rete di 35.000 esercizi commerciali convenzionati in 38 paesi europei ed entrare in una rete di 7 milioni di utenti.

LAZIO YOUTH CARD non significa solo sconti, ma anche opportunità esclusive: nel corso del 2019 sono stati distribuiti ai giovani possessori della LAZIO YOUth CARD oltre 30.000 biglietti gratuiti per assistere ai più importanti appuntamenti culturali e di intrattenimento in programma (Teatro dell’Opera di Roma, Fondazione Musica per Roma, Mercoledì al cinema gratis, Festa del Cinema di Roma, Più Libri Più Liberi, Rugby 6 Nazioni, Internazionali di Tennis, Coppa Italia, Internazionali di Nuoto, La Notte dei Re, Beach Volley, We Run Rome.

Sulla scia del grande successo realizzato nel 2019, a febbraio 2020 è ripartita la programmazione delle iniziative speciali con i più importanti ed attrattivi appuntamenti culturali e sportivi sul territorio che verrà ripresa al termine del periodo di emergenza da Covid-19.

Ad oggi, grazie alle suddette promozioni, oltre 70.000 ragazzi hanno aderito, scaricando e portando a termine l’iscrizione.

Link dedicato al progetto www.regione.lazio.it/youthcard.