Carlo Gallucci Editore presenta in un’edizione rinnovata un testo scritto da Rita Levi- Montalcini con la collaborazione di Giuseppina Tripodi e le illustrazioni di Giuliano Ferri, dal titolo Eva era africana. Un testo scientificamente documentato e attendibile e nello stesso tempo di piacevole e facile lettura indicato ai ragazzi dai 10 anni in su, per sfatare alcune cose non vere ancora diffuse in quest’epoca di fake news in cui la scienza, e il sapere hanno toccato se possibile il suo più basso grado di popolarità.
Utile quindi fare una controinformazione corretta e puntuale, e chiarire ai più giovani concetti semplici ma fondamentali per il loro processo di crescita ed evoluzione intellettuale. Ma questo testo non è solo interessante per questo, è nello stesso tempo un nuovo tassello nella costruzione di un nuovo mondo in cui l’emancipazione femminile, specie delle donne del sud del mondo, diviene un punto fondamentale per il progresso e il benessere dell’umanità intera.
Il libro si compone di quattro parti: Da dove veniamo, Africane di ieri, … e di oggi, e infine Voci dall’Africa.
La prima parte veicola concetti come l’evoluzionismo, (da alcuni, sembra strano, ancora avversato in favore del creazionismo per una non corretta interpretazione letterale della Bibbia), la non scientificità del concetto di razze umane, quando le differenze esistenti tra le persone sono solo il frutto dell’adattamento alle condizioni climatiche o ambientali, la vera età del pianeta terra (voi adulti la sapete, senza sbirciare su Google?), la trasmissione del patrimonio genetico attraverso una linea unicamente materna e femminile (il DNA mitocondriale si trasmette solo così) avversando un’ idea errata di una superiorità genetica maschile e anzi avvalorando quasi il contrario. Per giungere a una scoperta affascinante e fondamentale, che tramite gli studi fatti si è giunti alla certezza che sia esistita una madre comune a tutto il genere umano (geneticamente parlando) denominata Eva, e di cui sappiamo pure la provenienza geografica: era africana.
Dopo una parte introduttiva decisamente didattica e scientifica il libro presenta una carrellata di donne africane che letteralmente hanno fatto la storia da Eva, a Lucy, alle regine d’Africa dell’Antico Egitto, fino alle donne africane di oggi che si sono distinte per meriti sociali, scientifici e culturali: Assia Djebar, Josephine Ouedraogo, Wangari Maathai, Aminata Traoré, Celina Cossa, Fatou Ndiaye Sow, Hawa Aden Mohamed, Nahid Toubia. Tutte donne che hanno potuto studiare, per la lungimiranza dei loro genitori, in paesi dove l’istruzione femminile è ancora avversata. Donne intelligenti, coraggiose, solidali, modelli per le nuove generazioni. Donne capaci per le loro doti morali e intellettuali di diventare ministri, chirurghi, dirigenti sindacali, scrittrici, di vincere il Nobel.
Se le avversità temprano nella dura lotta per le sopravvivenza e l’adattamento, queste donne ne hanno affrontate tante e non si sono mai arrese, un monito per tutte le donne, non solo africane.
Rita Levi-Montalcini (Torino, 1909 – Roma, 2012), Premio Nobel per la Medicina nel 1986, senatore a vita, membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Pontificia. L’omonima Fondazione porta avanti il suo costante impegno a favore dell’emancipazione delle giovani donne africane attraverso l’istruzione. Con Gallucci, ha pubblicato Eva era africana e il best-seller dedicato alle ragazze e ai ragazzi: Le tue antenate.
Giuseppina Tripodi è nata a Reggio Calabria nel 1951. Per oltre quarant’anni ha collaborato con Rita Levi-Montalcini. Insieme hanno scritto numerosi libri divulgativi tra cui Eva era africana e Le tue antenate, pubblicati da Gallucci.
Giuliano Ferri è nato a Pesaro nel 1965. Ha cominciato a disegnare prestissimo, imitando i fumetti “spaziali” giapponesi. Poi ha studiato arte e si è dedicato all’illustrazione. La fantasia gli viene dalla mamma sarta, l’umorismo dal babbo, l’ispirazione dai bambini che incontra nelle scuole. Ma anche da se stesso. I suoi personaggi sono quasi degli amici, figure che gli sembra di avere conosciuto. Giuliano suona la chitarra e divide il proprio talento tra i libri e una Onlus di sostegno a persone con problemi mentali. Anche con loro gli acquerelli hanno successo. Per Gallucci ha illustrato Firenze/Florence, Eva era africana, La pulce d’acqua, Le tue antenate, La ballata di Geordie, Le filastrocche della Melevisione, I racconti delle fate, Regina reginella, Rime del fare e non fare, Rime di fiaba e realtà e Principi e principesse.





Johnny Stompanato è una delle tante figure, probabilmente nemmeno la più bizzarra o carismatica, apparsa nella Hollywood-Babilonia del secondo dopoguerra e prismaticamente riscritta in decenni di mitologie e narrazioni, a malapena una comparsa nei romanzi losangelini di James Ellroy e lontana ispirazione per opere tra loro diversissime (un riferimento, seppure molto sfumato, ai fatti di Stompanato e Turner è contenuto anche nel film Settembre di Woody Allen).
Crescere vuol dire scoprire il mondo e voler scoprire misteri e notizie, oggi il Web potrebbe aver mandato certi tipi di libri, amatissimi per anni, in soffitta, ma non è proprio così, e per fortuna, perché i libri possono essere impareggiabili per trasmettere notizie tra immagini e testi.
ta. Misteriosa”, con protagonista una bambina un po’ strana che ha i vestiti sempre troppo grandi. Olga non l’ha mai incontrata, ma conosce l’avventurosa vita della sconosciuta perchè scritta in un diario dove Misteriosa, questo il nome della protagonista, narra le sue avventure. “Misteriosa” di Elisabetta Gnone è il terzo appuntamento con le avventure narrate da Olga e l’autrice costruisce una storia nella storia, nella quale il lettore conosce due vicende molto coinvolgenti e avvincenti aventi come temi di fondo il diventare grandi, la responsabilità e cosa essa comporti nel momento in cui ogni individuo è chiamato a diventare adulto. Come cornice abbiamo la storia ambientata a Balicò dove Olga incontra Mimma e Mirina arrivate dalla città a passare l’estate nel piccolo villaggio. Le due cittadine vanno alla fattoria di Olga per incontrarla e a loro si unisce Bruco, il grande amico della piccola cantastorie. I quattro ragazzini decidono di fare una lunga passeggiata. Olga comincia a raccontare una storia per tutti, ma soprattutto per aiutare Mirina ad avere meno paura di ogni cosa e a diventare più autonoma nel suo agire. Tutto sembra procedere per il meglio, poi un improvviso temporale rischia di avere un esito catastrofico per Olga e i suoi amici. Per stemperare la paura e l’ansia nell’attesa del ritorno della pace, Olga continua a raccontare e i suoi amici ascoltano rapiti la storia di Misteriosa che oltre ai vestiti troppo grandi, aveva la strana abitudine di sfuggire alla realtà saltando dentro ai quadri. Misteriosa scappa dentro ai dipinti per sfuggire ai problemi e alla nuove responsabilità che il mondo a volte –spesso- riserva. La piccola con i vestiti troppo larghi fugge però, non perché irresponsabile, ma perché impaurita, timorosa di non essere capita e senza gli strumenti adatti per affrontare le incombenze della vita da grandi. Misteriosa, e chi è con lei, è quindi una persona che sta crescendo, che sta cercando il proprio posto nel mondo anche se non è facile trovarlo, ecco perché dalla realtà piena di responsabilità e incombenze la ragazzina si rifugia nel mondo della fantasia e dei quadri. Olga racconta la storia di Misteriosa e le sue straordinarie avventure nella speranza che possano servire a Mirina e agli altri suoi amici per trovare la fiducia e superare le loro ansie e paure del diventare grandi. Misteriosa è una storia che invita il lettore a scoprire un adeguato equilibrio tra la fantasia e la realtà per affrontare le incognite del domani. Non a caso, un altro aspetto che emerge dal romanzo è il fatto che non solo i bambini debbano imparare ad affrontare la vita e quello che essa comporta. L’invito di Olga e di Misteriosa in “Olga di Carta. Misteriosa” di Elisabetta Gnone è che anche gli adulti, una volta divenuti grandi e razionali, recuperino un po’ dell’innocenza che avevano da bambini per tornare a meravigliarsi e stupirsi delle piccole gioie del vivere quotidiano.




























