:: Il mio amore non può farti male. Vita (e morte) di Harvey Milk di Piergiorgio Paterlini (Einaudi ragazzi 2018) a cura di Viviana Filippini

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Il mio amore non può farti male

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Il 27 novembre del 1978, Harvey Milk, Consigliere comunale di San Francisco e primo politico americano dichiaratamente omosessuale venne assassinato con cinque colpi pistola dall’ex consigliere Dan White. A 40 anni di distanza dal tragico fatto, nel quale cadde vittima anche il sindaco di allora (George Moscone) della città di San Francisco, la casa editrice Einaudi pubblica il libro “Il mio amore non può farti male. Vita (e morte) di Harvey Milk” di Piergiorgio Paterlini. Quella scritta da Peterlini è una biografia narrata in prima persona, dove l’autore veste i panni di Harvey Milk per raccontarci la vita del politico. La storia di sviluppa come una sorta di lungo piano sequenza, nel quale Milk alterna al ricordo dei cinque colpi di arma da fuoco, le fasi fondamentali del cammino di formazione umana e amministrativa. Pagina dopo pagina Milk/Paterlini ci confessa la sua volontà di portare avanti battaglie in difesa delle persone deboli, puntando al fatto che lui per persone deboli non intendeva solo gli omosessuali, ma tutti coloro che si trovavano in condizioni di difficoltà (bambini, anziani, individui ai margini della società). Accanto a questo costante impegno per gli altri, Milk evidenzia le difficoltà riscontrate, le sconfitte che dovette subire, gli attacchi personali che gli fecero per il suo orientamento sessuale e per scoraggiarlo nella sua impresa. Harvey però non mollò mai, perché aveva una tenacia che lo spingeva ad andare avanti e ad agire per cambiare in meglio le cose, superando gli ostacoli del destino e i pregiudizi delle persone. Nel libro biografico, Milk parla molto di sé, della sua formazione (si laureò in matematica all’Albany State College nel 1951), del trasferimento nel quartiere di Castro a San Francisco nel 1972, dove Milk aprì con il compagno il loro negozio di fotografia e dove proprio per il suo impegno ad assumere il ruolo di portavoce della vasta comunità gay venne soprannominato “Il Sindaco”. Non mancano pagine dedicate alla famiglia Milk, alle origini ebraiche e lituane, alla carriera nella Marina del padre e della madre, la quale si batté proprio perché anche le donne potessero entrare in questo corpo militare. Un nucleo familiare dal quale Harvey ereditò la voglia di impegnarsi per ciò che è giusto e per il prossimo. Nella narrazione trovano spazio anche le storie d’amore di Harvey Milk, importanti relazioni narrate con garbo e delicatezza da Paterlini, che permisero a Milk di amare ed essere profondamente amato dai suoi compagni (sempre tutti più giovani di lui). “Il mio amore non può farti male. Vita (e morte) di Harvey Milk” di Piergiorgio Paterlini è la storia sì di un politico, ma è soprattutto la narrazione dell’esistenza di un uomo che decise, con impegno e dedizione, di combattere per i diritti degli omosessuali e dei più deboli, nella speranza di permettere a tutti di abbattere i pregiudizi e vivere una vita in libertà e felicità.

Piergiorgio Paterlini (1954) vive a Reggio Emilia. Il suo long seller è Ragazzi che amano ragazzi (Feltrinelli, 15 edizioni dal 1991). Fra gli altri libri: Matrimoni (2004, poi Matrimoni gay, 2006), Fisica quantistica della vita quotidiana (2013), I brutti anatroccoli (2014), Lasciate in pace Marcello (Edizioni EL 1997, poi Einaudi 2015), Bambinate (2017), tutti presso Einaudi. Con Gianni Vattimo ha pubblicato Non Essere Dio. Un’autobiografia a quattro mani (Ponte alle Grazie, 2015). È tradotto in una decina di Paesi. Scrive per la Repubblica e per L’Espresso.

Source: richiesto dal recensore all’editore. Grazie ad Anna De Giovanni dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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