Mi piace curiosare nellāarchivio del Novecento alla ricerca di primizie letterarie e di scrittori di cui non si trova molto da leggere e si parla poco ma che vale la pena leggere e scoprire. Conosco personalmente Rocco Fasano, grande uomo di cultura che viene dal quel Sud ricco di fermenti. Un intellettuale illustre che viene da Gioia del Colle, paese in cui sono nato. Rocco ha dedicato la sua vita alla scuola e alla cultura, ha scritto libri, si ĆØ impegnato in politica, ci ha fatto conoscere scrittori e artisti notevoli. Rocco Fasano ĆØ anche poeta. Stoppie ĆØ il suo libro più importante. La sua pubblicazione risale al 1956 nella collana “Poeti dāoggi” dellāeditore Gastaldi di Milano. Libro praticamente introvabile. Lāautore qualche anno fa ha curato una riedizione in copie limitate. Il poeta, come scrive nella breve nota che accompagna la seconda edizione, si muove tra situazioni, emozioni, immagini, spesso accennate, frantumate o sospese, richiamando le forme adeguate di scrittura: abbozzi, appunti, mottetti e scorci, con cui meglio si concentra la portata lirica del sentimento di tempo interrotto, di tramonto rapido dellāetĆ dei sogni, speranze, illusioni che lui steso chiama Ā«Stoppie di campo mietutoĀ». Partire da questa dichiarazione di poetica ĆØ indispensabile per avventurarsi nel mondo lirico di Rocco Fasano dove la poesia ĆØ una trama di voci e il poeta le ascolta tutte affidando la sua intuizione al tempo che scorre e da cui lui si lascia attraversare. Quella di Rocco Fasano ĆØ una poesia che contiene suggerimenti infiniti e la parola ĆØ sempre pronta a accogliere significati profondi. Il poeta si avventura negli abissi del giorno, sa che il suo verso ĆØ incerto come la vita che si vive in un quotidiano in cui le cose e le persone tremano. Ma ĆØ alla poesia che Fasano affida tutto il suo mondo interiore, si impiglia con le parole nella rete di spazi senza tempo, non rinuncia a un colloquio con i fantasmi del giorno, scava tra le macerie del paese sepolto, fa i conti con la zavorra della carne e la maledizione dellāanima. Rocco Fasano ĆØ un viandante nella cognizione del dolore, nella sua poesia ĆØ documentata con una consapevole malinconia crepuscolare la stanchezza dellāesistere:
Ā«Ormai non segno tappe. /Ad assonata plaga torco i passi. / Cielo senza punto, / stanchezza, lungo male / che il corpo e lāanima rode.Ā»
Le Stoppie di Rocco Fasano sono come i Trucioli di Camillo Sbarbaro. Materiale residuo dallo spessore sottilissimo, quasi inesistente su cui si posa il vuoto malinconico del tempo con le sue evocative suggestioni. Nei suoi trucioli impressionisti Sbarbaro cerca unāintesa impossibile con le cose, la parola della sua poesia ha le stimmate di una genesi dolorosa e necessaria: con ogni verso il poeta raccoglie sulla carta il totale di mancanze infinite. Rocco Fasano colleziona Stoppie e ascolta la loro voce mentre si sbriciola il tempo nelle sue distanze. Il poeta raccoglie quello che resta e dai residui scava a mani nude nel caproniano muro della terra.
Abbiamo il piacere di ospitare oggi sulle pagine di Liberi di scrivere Antonella Ferrari, autrice di āAdelaideā il suo nuovo romanzo storico, pubblicato da Castelvecchi, ambientato nella Chieti di fine Ottocento. Ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
Benvenuta Antonella, e grazie di essere qui per parlare del tuo nuovo libro, Adelaide, una storia dāamore, o di amori, un romanzo storico, perlomeno con uno sfondo storico preciso. Ma prima mi piacerebbe che ci parlassi un poā di te, dei tuoi studi, del tuo lavoro.
Grazie a voi dellāopportunitĆ che mi offrite, sono laureata in Giurisprudenza, ho avuto diverse e variegate esperienze lavorative frutto di passioni temporanee, poi mi sono dedicata interamente alla scrittura, e spero che diventi la mia vera e unica professione.
Come ĆØ nato il tuo amore per i libri? Cosa ti ha spinta a diventare una scrittrice?
Anche mio nonno, mio padre e mio zio nel loro piccolo scrivevano, quindi ĆØ stato naturale accostarmi a questa passione di famiglia.
Leggi altri scrittori contemporanei? Chi sono i tuoi scrittori preferiti? Da chi ti senti maggiormente influenzata?
Divoro ogni romanzo contemporaneo o classico, adoro leggere, ĆØ parte di me. Mi ispirano Balzac, Jane Austen, Andrea De Carlo e Sandor MĆ rai.
Parliamo di Adelaide, come ĆØ nata lāidea di scriverlo? Qual ĆØ stato il punto di partenza nel processo di scrittura?
Adelaide nasce dai racconti sentiti nella mia cittĆ di origine Chieti e anche in casa si discorreva molto sulle vicende dei Mayo.
Adelaide ĆØ la protagonista, una donna moderna si può dire, indipendente, forte, un personaggio femminile sfaccettato. Un poā ti somiglia?
Molto, anchāio non sono sposata e non sento la necessitĆ di un uomo a cui appoggiarmi. Per il resto mi ĆØ piaciuto plasmare unāeroina avanti di due secoli, senza paura e intraprendente.
Parlaci degli altri personaggi.
Ci sono storie nelle storie, due suore che si uniscono alle lotte carbonare animate Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā dalla fede, Cesare e Manfredi, uomini di una bellezza travolgente, Isabella, moglie Ā Ā Ā Ā di Manfredi bellissimo esempio di resilienza, e Ninetta, il deus ex machina che risolve i problemi.
La famiglia Mayo ĆØ unāistituzione nella cittĆ di Chieti, parlaci della storia di questa nobile famiglia abruzzese.
I Mayo sono una stirpe antica, ho ricostruito lāalbero genealogico che parte dalla fine del 1600. Di sangue nobile, nel 1825 acquistano il palazzo di 5000 mq sul corso di Chieti, oggi Fondazione/Museo che tiene vivo e presente il loro ricordo.
Su che documenti hai studiato e raccolto notizie? Ć stato difficile il lavoro di documentazione?
Sono stata diverse volte allāArchivio di Stato di Chieti, ĆØ stato divertente sfogliare le pergamene impolverate con la storia della cittĆ , e anche presso la Biblioteca Provinciale e a Palazzo deā Mayo. Sulla storia della famiglia ho trovato pochi riscontri, cosƬ ho sbrigliato la fantasia e creato i miei personaggi.
Ti piacerebbe se il tuo romanzo diventasse un film, o una serie tv? Ci sono progetti reali in merito?
Magari! Ć ancora presto per simili progetti, il libro ĆØ uscito da poco, ma se finisse nelle mani di un regista o sceneggiatore interessato sarebbe il top.
E allāestero, cāĆØ interesse per una storia di amore e di rivolte politiche sullo sfondo della provincia abruzzese di due secoli fa?
Lo spero, diamo un poā di tempo a Adelaide per farsi conoscere, se la storia piace, funziona anche sulla luna, credo.
Parteciperai a qualche presentazione anche in streaming o Festival letterario dove potremo ascoltarti di persona?
Al momento ho registrato un paio di interviste in streaming o via radio, appena torneranno tempi migliori, girerò come una trottola ovunque.
Nel ringraziarti per la tua disponibilitĆ come ultima domanda ti chiederei quali sono i tuoi progetti per il futuro? Stai scrivendo un nuovo libro?
Grazie ancora a Liberi di Scrivere per lāintervista. Ho giĆ pronto un romanzo ambientato in Sardegna, mio luogo del cuore, dal titolo LāIsuledda. Anche qui storie dāamore e avventure a cavallo dei secoli.
Ć stata finalmente svelata la lista dei 17 romanzi semi finalisti allāedizione 2020 delĀ Premio Giorgio Scerbanenco, il più importante premio letterario italiano dedicato al noir.
Tra questi a partire dal 14 novembre fino alle ore 23:30 di sabato 21 novembre 2020 ogni lettore potrĆ votare sul sito della manifestazione i suoi cinque titoli preferiti.
I cinque finalisti saranno presentati dal 30 novembre al 3 dicembre con una serie di incontri sui canali social del festival; tra questi, la Giuria Letteraria sceglierĆ il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2020 che sarĆ annunciato il 4 dicembre e premiato nel corso della prossima edizione del Noir in Festival, in programma dal 1 al 6 marzo 2021.
Ecco l’elenco dei libri:
Francesco Abate, I delitti della salina, Einaudi
Tullio Avoledo, Nero come la notte, Marsilio
Daniele Bresciani, Anime trasparenti, Garzanti
Enrico Camanni, Una coperta di neve, Mondadori
Cristina Cassar Scalia, La salita dei saponari, Einaudi
Ermanno Cavazzoni, La madre assassina, La nave di Teseo
Gianni Farinetti, Doppio silenzio, Marsilio
Antonio Fusco, La stagione del fango, Giunti
Gabriella Genisi, I quattro cantoni, Sonzogno
Lorenza Ghinelli, Tracce dal silenzio, Marsilio
Leonardo Gori, Il ragazzo inglese, Tea
Bruno Morchio, Dove crollano i sogni, Rizzoli
Paolo Nelli, Il terzo giorno, La nave di Teseo
Paolo Roversi, Psychokiller, SEM
Marcello Simoni, La selva degli impiccati, Einaudi
Rosa Teruzzi, La memoria del lago, Sonzogno
Grazia Verasani, Come la pioggia sul cellofan, Marsilio
Ā«In questo libro i protagonisti sono le persone nere – e di origine straniera in generale – che diventano dei corpi estranei e muti in un contesto che li nomina ma non li interpella, che se ne serve per propaganda ma non li ascolta. Le persone nere sono corpi spersonalizzati, senza identitĆ , pensieri, opinioni. Le persone nere sono a tratti degli invasori, oppure dei cuccioli da salvare. Sono da sfruttare, oppure da nominare per appuntarsi la propria medaglietta di āantirazzista perfettoā. Le persone nere sono, per esempio, quello a cui ho dato lāelemosina e che deve essere il protagonista del mio post su Facebook. In questo libro si cerca di decostruire il razzismo in Italia. Razzismo che, chiaramente, non comincia con il governo giallo-verde e non si consuma con lāennesima aggressione – che ne ĆØ solo la punta dellāiceberg. Il razzismo ĆØ qualcosa di più complesso da decifrare. Chi non fa parte di una minoranza etnica difficilmente lo coglie, e spesso anzi lo perpetua senza rendersene conto.Ā»
Oiza Queens Day Obasuyi, ripercorrendo la storia politica e culturale dāItalia, scrive questo saggio per smantellare il sistema di esclusione e discriminazione in cui viviamo, per denunciare un Paese culturalmente arretrato nel rapporto con le minoranze etniche e le migrazioni. Un Paese che rischia di banalizzare il proprio passato coloniale, di giustificare il razzismo parlandone come forma di āignoranzaā, di pensare sia normale affrontare viaggi che mettono a rischio la vita per arrivare in Europa, di considerare il caporalato un evento a margine della societĆ .
Oiza Queens Day Obasuyi ha 25 anni ed ĆØ nata e cresciuta ad Ancona. Si ĆØ laureata in Lingue, Culture e Letterature Straniere allāUniversitĆ degli Studi di Macerata, dove frequenta il corso di laurea magistrale in Global Politics and International Relations. Ć una studiosa di diritti umani, migrazioni e relazioni internazionali. Collabora con The Vision e Internazionale.
E così siamo arrivati a 900 mila visualizzazioni, grazie a tutti! Se Liberi ha continuato a esistere è anche grazie a voi, voi tutti, che continuate a leggerci. Sembra una frase fatta ma è vero, soprattutto in questo momento. Ci ricorderemo tutti del 2020, tutti coloro che ce la faranno, e ci ricorderemo di tutti gli amici che stiamo lasciando sul cammino. Il 2020 è un anno davvero terribile per tutto il mondo. Speriamo di farcela, speriamo di vedere il 2021, e che soprattutto questa Pandemia finisca presto per il bene di tutti. Noi ci diamo appuntamento per il milione di visualizzazioni il prossimo anno. Quando si ha un obiettivo per cui lottare e vivere tutto resta complicato ma almeno la speranza ci dà la forza di alzarci al mattino. Un forte abbraccio!
La felice penna di Nicoletta Sipos ci porta tra le montagne, sotto una nevicata storica e ci narra una Vigilia di Natale molto diversa da quella che i nostri protagonisti avrebbero mai immaginato. Ma chi sono? Innanzitutto c’ĆØ Lena, ex professoressa in pensione, vedova, viso screziato di rughe, naso affilato, penetranti occhi azzurri e una vaga somiglianza con l’attrice Maggie Smith, la mitica nonna della teleserie Downton Abbey. Poi c’ĆØ il Moro, Gerardo Moro, Gerry per gli amici, ventidue anni compiuti a settembre, altezza un metro e ottantaquattro per settanta chili,[…]sconcertanti occhi grigi a illuminare il viso circondato da lunghi capelli bruni. Il destino, (Manzoni direbbe la Provvidenza) li fa incontrare la notte più magica dell’anno, e da quell’incontro nasce un’amicizia che cambierĆ per sempre le loro vite. Con garbata ironia, e una spruzzata di sano e divertito ottimismo Nicoletta Sipos ci racconta una favola di Natale adatta a piccoli e grandi lettori, ancora capaci di sognare e di credere nella bontĆ (anche se a volte molto nascosta) del prossimo. Non tutto fila liscio fin da subito, perchĆØ nasca quest’amicizia ha bisogno di tempo, perchĆØ la fiducia ĆØ un bene prezioso e si fa fatica ad accordarla su due piedi a uno sconosciuto, ma col passare delle ore Lena e il Moro imparano a conoscersi ed ad apprezzarsi in una notte degli equivoci che porterĆ poi solo cose buone, finanche l’amore per due coppie che si formeranno sotto gli occhi divertiti dei lettori. Una storia lieve, delicata, di sentimenti, tessuti come lievi tele di ragno, un piccolo spicchio di felicitĆ in questo periodo tanto buio che ci troviamo a vivere. L’ho letto in due giorni, e mi ha tenuto compagnia allietandomi questi giorni feroci. Ho imparato ad apprezzare il Moro, e la sua saggezza nata dalle massime di Lao Tze e Confucio, e soprattutto Lena, una nonna che un po’ tutti noi abbiamo sognato di avere. E il colonnello Marini, e Martina, e financo Cesare e Marco che finiranno imbavagliati in cantina. Ma non vi dico altro, lascio a voi il piacere di leggere questa storia, un regalo ideale da mettere sotto l’albero, per una persona speciale. Buona lettura!
Nicoletta Sipos ha scritto per quotidiani (Ā«Il GiornoĀ» e Ā«AvvenireĀ»), settimanali (Ā«GenteĀ» e Ā«ChiĀ») e mensili (Ā«Studi CattoliciĀ») e parla ancora di libri su Ā«ChiĀ» e sul blog http://www.nicolettasipos.it come alibi per poter leggere e intervistare scrittori straordinari. Ha un debole dichiarato per le storie vere: un caso di violenza domestica ne Il buio oltre la porta (Sperling&Kupfer), ma soprattutto la Shoah ne La promessa del tramonto (Garzanti) e ne La ragazza con il cappotto rosso (Piemme). Ha curato con Elena Mora tutte le antologie benefiche del collettivo Ā«Donne di parolaĀ» da Cuori di pietra a Mariti. Ć sposata con lāuomo più paziente del mondo, ha quattro figli amatissimi, felicemente accasati, e sei quasi sempre adorabili nipoti.
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Simona Mirata per la sorpresa.
Diamo segnalazione dell’uscita di Capitalpunk di Lorenzo Davia con la Casa Editrice Kipple, romanzo giĆ finalista al Premio Urania 2019.
In un mondo dove il Capitalismo ĆØ lāunica religione, la risorsa postumana Captain Capitalism si batte per il trionfo del Libero Mercato. Ma tra gli Esuberi e i disoccupati sorge una nuova minaccia: Democrazy, che conosce i più oscuri segreti dellāeconomia mondiale.
Lāelemento destabilizzante dĆ lāavvio a una carrellata di eventi, personaggi e supereroi che immergono la storia in un immaginario pop capitalistico a tratti delirante e spassoso.
Lorenzo Davia ha trovato una ricetta per destrutturare il nostro modo di vivere, il mondo governato dal capitale, le sue regole, i suoi assunti, le sue disumanizzazioni e i risvolti più deliranti che ci sembrano la normalitĆ : lo ha fatto per mezzo dellāironia, con le salaci immagini dei rapporti umani retti dal Libero Mercato e la vertigine di quello che può essere la societĆ del futuro dove il capitale getta le sue fondamenta.
Lorenzo Davia (Trieste, 1981) ĆØ ingegnere, giramondo e topo di biblioteca. Suoi racconti sono apparsi in varie antologie: Ascensione Negata ĆØ arrivato secondo classificato alla prima edizione del Premio Urania Shorts. Ha vinto il Premio Viviani 2019 con Il Tempo che Occorre a una Lacrima per Scendere. Az-Zinds si ĆØ classificato terzo al Premio Italia 2020. Ha creato con Alessandro Forlani il progetto di scrittura condivisa āCrypt Marauder Chroniclesā per il quale ĆØ uscita l’antologia Thanatolia (Watson). Ha scritto le storie della Fata Mysella pubblicate in New Camelot e Le Avventure della Fata Mysella. Assieme al Collettivo Italiano di Fantascienza ha pubblicato l’antologia Atterraggio In Italia. Il suo romanzo Capitalpunk ĆØ arrivato finalista all’edizione 2019 del Premio Urania.
Howard Owen ĆØ nato in North Carolina, ma vive a Richmond, Virginia. Ha lavorato come giornalista per quarantāanni e ha scritto numerosi romanzi di genere. Con Oregon Hill, il primo libro della serie di Willie Black, ha vinto lāHammett Prize, dopo scrittori come Elmore Leonard, Margaret Atwood, George Pelecanos e Stephen King.
Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Francesca Rodella dell’Ufficio stampa NN editore.
Ecco il resoconto del dodicesimo incontro del ciclo Interviste (im)perfettetenutosi il 9 novembre sul nostro Gruppo Facebook. Buona lettura!
Siamo consapevoli del momento particolare che stiamo vivendo, per alcuni di noi davvero drammatico, la situazione ĆØ difficile per tutti, voglio comunque cogliere l’occasione per portare avanti una certa “normalitĆ ” e fare passare qualche ora serena a discutere di libri. Ringrazio perciò ancora di più oggi tutti voi di partecipare a questo incontro.
Benvenuta Luisa Gasbarri, saggista, sceneggiatrice, studiosa di storia delle donne e docente di creative writing, come prima domanda ti chiederei di parlarci di te, dei tuoi studi, del tuo lavoro.
Ć una domanda ben impegnativa per rispondere qui. Diciamo che i miei studi linguistici, letterari, le mie letture, la scrittura, la storia delle donne e la docenza hanno un comune denominatore: la passione.
Come ĆØ nata in te la vocazione di narratrice e raccontaci se cāĆØ stato un momento in cui hai iniziato a āsentirtiā davvero una scrittrice?
Mi sono sempre sentita un po’ diversa nel mio approccio al mondo. Dovevo scrivere il primo libro giĆ a sei anni, dice mia madre. š La mia visione delle cose passa attraverso le parole. Ovvero devo ricrearle attraverso le parole per sentirle mie davvero.
Hai scritto manuali, sulla tua terra lāAbruzzo, e hai esordito nel romanzo con āLāistinto innaturaleā per Todaro, a cura di Tecla Dozio. Raccontaci come ĆØ andata, come sono stati i tuoi esordi?
Molto difficili. Anche ora ĆØ difficile. Purtroppo in Italia si ĆØ molto abitudinari. Si tende a favorire una produzione letteraria abbastanza standard. Io sono un po’ una outsider, devo faticare molto a convincere… Dopo che mi hanno letta le cose cambiano in genere, ma che fatica si fa per arrivare a farsi leggere!
āIl male degli angeliā, pubblicato a luglio 2020 da Baldini e Castoldi, ĆØ il tuo nuovo romanzo, un thriller molto particolare con venature esoteriche. Ce ne vuoi parlare. Di cosa parla più nel dettaglio?
Il personaggio di Sara Wolner, protagonista del romanzo, ĆØ un bel personaggio femminile molto sfaccettato. Come ĆØ nato nella tua mente? Ti sei ispirata a qualcuno di veramente esistito?
La componente esoterica, le facoltĆ medianiche, gli eventi inspiegabili come hai deciso di tratteggiarli nel tuo romanzo? Che non utilizziamo tutte le facoltĆ del nostro cervello ĆØ un dato scientifico, lāintuizione, la meditazione, la preghiera, altre tecniche spirituali aiutano a potenziare queste facoltĆ , cosa ne pensi?
Un sapere antico e la scienza possono incontrarsi. Oggi sappiamo che il Vril non ĆØ propriamente un mito nostalgico ma gli studi delle energie, dei flussi individuali, sono ancora agli albori. Posso rimandare alle analisi più recenti di questo fenomeno citando per esempio i lavori in ambito diagnostico cui sta collaborando Daniele Gulla’.
La società del Vril per quanto oscura è veramente esistita, tu ipotizzi che sia giunta fino a noi. à tutta fiction o ci può essere del vero?
Non ipotizzo. Ć cosƬ. Della Vril antica si possono dare tante letture. Chi ipotizza fosse una associazione sindacale, chi una costola della Thule, chi una Loggia luminosa tra le tante… Che esista oggi non possiamo escluderlo affatto. Le trasformazioni storiche a volte camuffano, ma non sempre abbastanza.
La tua scrittura ha una funzione sociale e politica? Ć fatta per modificare, in bene, il presente?
Ami leggere? Cosa stai leggendo attualmente? Quale ĆØ il libro sul tuo comodino?
Sono una lettrice onnivora. Mi hanno limitato i miei occhi un po’ disobbedienti negli ultimi mesi ma leggere alimenta l’immaginazione. Uno scrittore ĆØ in primo luogo qualcuno che si innamora della letteratura e della parola attraverso la lettura. Ora sto leggendo un testo piuttosto impegnativo. “Le strutture antropologiche dell’immaginario” di Durand. Mi piace ritornare alle radici per esplorare l’essere umano.
Quali sono gli autori di fantascienza (donne) che più apprezzi, italiane e straniere?
La Le Guin resta la mia preferita. Ha fatto del femminismo arte pura, precorrendo i tempi. Peccato oggi sia cosƬ poco citata, anche se ha fan trasversali! La fantascienza in Italia ha sempre faticato a imporsi. Che oggi ci sia una maggiore visibilitĆ del genere ĆØ un notevole traguardo, ma l’influenza straniera, anche televisiva, ha fatto la differenza.
Bene, lāora ĆØ volata ringrazio tutti, Luisa per prima, ĆØ faticoso ma anche divertente questo fuoco di fila. Penso sia tutto chiuderei questa bella intervista con unāultima domanda: mi piacerebbe conoscere i tuoi progetti futuri di scrittura.
Il mio progetto ĆØ pubblicare i romanzi, coraggiosi come questo, che forse finora non avevano ancora individuato lo spiraglio, il mood giusto. Ma siamo in una epoca di incredibile, anche violento cambiamento. E l’immaginario sta attraversando una rivoluzione in cui magari anche il mio percorso riuscira’ a trovare una sua dimensione pubblica più espansa. Perlomeno me lo auguro!
Le domande dei lettori
Michele Di Marco
Ho guardato il profilo di Luisa su IBS e su qualche pagina via Google, e ho scoperto che con il suo primo romanzo ha inventato il genere “noir shocking”: di cosa si tratta?
Nel senso che ĆØ un noir meno “sociale” ma più attento al “lato oscuro” interno alle personalitĆ e all’osservazione che ne fanno i protagonisti (o forse “le protagoniste”)?
Altra curiositĆ : il breve profilo sul sito di Baldini e Castoldi riporta che hai scritto “manuali alternativi”: parliamo sempre di scrittura e letteratura? E in che senso “alternativi”?
Manuali alternativi ĆØ una specifica categoria utilizzata dalla Newton Compton per cui ho pubblicato due volumi nella collana 101.
Dove stai dirigendo la tua attenzione attualmente? Ci sono tematiche che ti interessano in modo particolare? Grazie
La mia attenzione si rivolge sempre al meno noto, all’inesplorato. E il femminile ĆØ uno di tali ambiti. Il mistero del femminile ĆØ uno dei meno esplorati della Storia, ma anche il più affascinante. Comprenderlo significa però essere disposti a una grande sfida: modificare la propria visione del mondo.
56 d.C. Il tribuno Catone e il centurione Macrone, veterani dellāesercito roĀmano, sono di stanza sul confine orientale, consapevoli che ogni loro mossa ĆØ costantemente monitorata dalle spie del pericoloso e misteĀrioso Impero parto. Ma la minaccia esterna potrebbe non essere nulla rispetto a quella interna. Tra i ranghi della legione si nasconĀde un traditore. Roma non mostra alcuna pietĆ verso coloro che tradiĀscono i commilitoni e lāImpero, ma prima di poter punire il colpevole, bisogna trovarlo. Catone e Macrone cominciano cosƬ una corsa contro il tempo per scoĀprire la veritĆ , mentre i potenti neĀmici oltre il confine non aspettano altro che poter sfruttare qualunque debolezza per annientare la legioĀne. Il traditore devāessere trovato, o per lāImpero sarĆ la fine.
Per gli appassionati del genere sword and sandal, specializzati nell’Antica Roma, Simon Scarrow ĆØ una garanzia. Lo scrittore britannico, nato in Nigeria, ĆØ infatti uno degli scrittori più letti e prolifici. La serie dedicata al tribuno Catone e al centurione Macrone, veterani dellāesercito roĀmano, prosegue con Il traditore di Roma (Traitors of Rome) tradotto da Andrea Russo. Cosa colpisce dello stile di Scarrow? Innanzitutto la preparazione tecnica quando si tratta di descrivere le azioni più puramente militari, il linguaggio colorito dei soldati di Roma, un venato interesse per la caratterizzazione psicologica dei personaggi, e una certa inventiva che sa rendere appassionanti mere avventure guerresche. La scrittura poi ĆØ piana e rende la lettura agevole e interessante. Se siete curiosi di sapere come vivevano i soldati di Roma al tempo di Nerone, quali erano le loro aspirazioni (oltre al mero desiderio di salvare la pelle durante i combattimenti) non avete che da leggere i libri di Scarrow ĆØ molto attento a descrivere le cicatrici che martoriavano i loro corpi e le loro anime.
In questa avventura Catone e Macrone sono a Tarso, grande e prosperosa cittĆ della Cilicia (odierna Turchia) ai confini dell’impero romano. Il regno dei Parti, oltre l’Eufrate ĆØ pronto alla guerra ma l’esercito del generale Corbulone non ĆØ pronto, e cosƬ Catone viene mandato in missione per prendere tempo o ancora meglio per siglare un trattato di pace con Vologese. Di questo piccolo contingente fa parte anche Flaminio, un veterano ridotto in schiavitù appena comprato da Catone, e il greco Apollonio, intrigante e aggiornatissimo sui fatti recenti, di cui Catone non sa se fidarsi e considerarlo un alleato o un nemico. E’ proprio Apollonio a insinuare il dubbio che ci sia un traditore, una spia dei Parti all’interno dell’esercito romano. Macrone restato a Tarso, fresco sposo della procace Petronilla, si trova mandato in missione per riportare l’ordine sulle montagne. Ma il tempo stringe, trovare il traditore si trasforma in una questione di vita o di morte. Appassionante come un’indagine poliziesca questa nuova avventura di Catone e Macrone ci condurrĆ nel cuore di un impero che nel bene o nel male ha segnato le sorti del mondo antico. Se vi piacciono i romanzi storici ambientati nell’Antica Roma, da non perdere. Se non conoscete Scarrow vi consiglio di rimediare, la sua bibliografia anche in italiano ĆØ ricca.
Simon Scarrow ĆØ nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si ĆØ stabilito in Inghilterra. Per anni si ĆØ diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e lāinsegnamento. Ć un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, ĆØ stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow ĆØ autore delle serie Le aquile dell’impero, Roma arena saga, I conquistatori e Revolution saga. Ha firmato anche i romanzi L’ultimo testimone (con Lee Francis), Eroi in battaglia e La flotta degli invincibili (con T.J. Andrews). Le sue opere hanno venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo.
Liberi di scrivere aderisce alla campagna dellāAssociazione Italiana Editori (AIE) e librai (ALI Confcommercio) per invitare i lettori ad andare in libreria il prima possibile, senza attendere le code di Natale.
I libri sono beni essenziali e le librerie restano aperte anche nelle zone rosse.
Ā«Nella situazione di incertezza che ci circonda invitiamo gli italiani a non aspettare lāultimo momento. Novembre ĆØ il nuovo dicembre, per usare lo slogan di una felice campagna dei librai americani, ripresa anche nel Regno Unito e in Olanda ā sottolineano insieme il presidente dellāAssociazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi e quello dellāAssociazione Librai Italiani (ALI), Paolo Ambrosini -.
L’invito non deve farvi abbassare la guardia, sempre ĆØ raccomandato l’uso delle mascherine, del distanziamento e del gel igenizzante. Dove ĆØ possibile informarsi se le librerie fanno servizio a domicilio consegnandovi a casa i libri ordinati. Se anche ognuno di noi comprasse anche un solo libro nella libreria più vicina a casa sua, consentiremo a queste attivitĆ di sopravvivere e continuare a svolgere il loro ruolo essenziale per la comunitĆ dei lettori.
I libri sono una medicina per l’anima altrettanto importante delle medicine per il corpo.
Se volete poi continuare a comprare i vostri libri sugli store online come Libreria Universitaria o Amazon nessuno ve lo vieta, ma perchĆØ la filiera non si interrompa sono vitali anche i piccoli librai innestati nel territorio.
Io ho giĆ in mente il libro che comprerò e anche la libreria dove farlo. Arriviamo preparati al Natale, sempre secondo le nostre possibilitĆ , regaliamo libri quest’anno, con circa 20,00 Euro trasmettiamo il nostro affetto e la nostra amicizia e nello stesso tempo non graviamo troppo sul salvadanaio.
Liberi di scrivere ora fa parte di una community in continua crescita di utenti Stripe impegnati nella rimozione del carbonio e nell'ampliamento delle tecnologie per combattere i cambiamenti climatici.