C’è una battuta che dice pressappoco quanto sia difficile trovare un vero amico, di quelli che se uccidi qualcuno ti aiutano a seppellire il corpo senza farti troppe domande. Ecco credo che Cass Green, autrice inglese di young adult di successo, deve avere pensato a questo come spunto per il suo primo thriller psicologico rivolto a un pubblico di lettori adulti.
L’amica sbagliata (The Woman Next Door, 2016), edito da Piemme e tradotto da Cristina Ingiardi, è infatti la storia di due amiche Hester e Melissa che si trovano a vivere esattamente quello di cui vi parlavo all’inizio.
Sinceramente non so dirvi se mi sia stata più antipatica Hester o Melissa, quello che è certo è che l’autrice è stata brava a delineare entrambi i personaggi in modo estremamente negativo, in modo che è difficile, se non impossibile, provare empatia.
Hester è visibilmente squilibrata (i capitoli dedicati a lei sono narrati in prima persona così possiamo avere un dettagliato riscontro di quanto i suoi pensieri e i suoi comportamenti siano distorti, sebbene all’apparenza sembri un personaggio perfettamente integrato).
Melissa (i capitoli dedicati a lei sono narrati in una più fredda terza persona) è già più razionale, ma anche lei nasconde dei segreti, chiusi per lo più nel suo passato, troppo ingombrante per chiunque, che se emergessero potrebbero mandare in frantumi il suo presente borghesemente realizzato, con marito medico, figlia adolescente, soldi, una bella casa, amici e posizione.
Hester ha una passione morbosa per Melissa, la vede come una figlia, abitando vicina a casa sua l’ha aiutata a crescere la figlia Tilly di cui si sente in qualche modo la nonna. Non potere avere figli è stato per lei un trauma che non ha mai superato e ha distorto il suo istinto materno in derive che non vi anticipo, ma immaginatevi il peggio. Melissa non ne può più di questa vicina strana, invadente e impicciona.
Tutto degenera a una festa che Melissa organizza per il compleanno di Tilly. Hester ne scopre l’organizzazione spiando dalle finestre il camioncino del catering. Non invitata si sente esclusa e rifiutata, non sopportandolo si presenta dall’amica e tanto che fa le strappa l’agognato invito. Melissa mal la tollera, ma giudicandola innocua cerca di contenere il suo pessimo comportamento. Hester si ubriaca, scandalizza gli ospiti, insomma turba l’equilibrio già compromesso da un altro avvenimento ben più grave: l’arrivo di Jamie appena uscito di galera, un fantasma della vita di prima che Melissa ostinatamente e disperatamente tenta di tenere nascosta.
A questo punto, come è ovvio, le cose non possono che precipitare, e l’autrice ci narra il tutto sempre alternando i capitoli tra Hester e Melissa. Essendo un thriller dirvi altro sarebbe un delitto, ma ve lo ripeto immaginatevi il peggio in un susseguirsi di avvenimenti non privi di colpi di scena.
Cass Green è brava a creare nel lettore un senso costante di inquietudine e di minaccia. Se Melissa nasconde dei segreti, Hester non le è da meno, e certo non è la bonaria sessantenne, che segue corsi pubblici di computer e prepara deliziose torte al limone. Certo è anche quello, ma è soprattutto una minaccia, nella vita di Melissa, vita che si sta sgretolando come un assurdo castello di sabbia.
Se amate i thriller in cui nessun personaggio merita di salvarsi, è il libro che fa per voi, vi porterà nella sonnolenta periferia londinese, in compagnia di una delle paure più frequenti di chi vive in quartieri tranquilli: non sapere chi si nasconde tra i propri vicini di casa.
Cass Green, inglese, ha lavorato diversi anni come giornalista, dedicandosi contemporaneamente anche alla scrittura di romanzi per ragazzi. L’amica sbagliata è il suo esordio nella narrativa per adulti, accolto con grande entusiasmo dal pubblico.
Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Federica dell’ Ufficio stampa Piemme.
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Tutti i libri raccontano una storia. Questo lo fa attraverso i documenti. Documenti che muovono una grande curiosità di ricerca. Una ricerca che vuole rappresentare sulla carta il comprensorio soveratese. Curato da sei mani, quelle di Angela Maida, Manuela Alessia Pisano e Raffaele Riverso, con i contributi di Gioacchino Lena, Alfredo Ruga, Chiara Raimondo, Giuseppe F. Macrì, Stefano Mariottini, Gregorio Aversa, “Soverato tra mare e terra” è un libro che racchiude in sé la memoria dei luoghi e i luoghi della memoria, insieme ad un amore viscerale per questa minuscola perla del Sud. In quella parte d’Italia dove la Storia sembra essersi dimenticata di passare, anche solo per sbaglio, ci si accorge, invece, che basta guardare sotto i nostri piedi per trovare tracce di un passato lontanissimo. Si cerca e si scopre una prima parte “Saggi”, in cui si sono comodamente sistemati il torrente Beltrame, il fiume Ancinale, la spiaggia, le punte di freccia ritrovate in località Mortara, l’Antefissa in terracotta ritrovata in località Mangiafico, la torre posta a controllo della costa, il pontile in legno. Una seconda parte di “Approfondimenti” dove si sono sistemati i primi viaggiatori stranieri, le tracce di un’antica viabilità, l’antico porto. Per ultime le “Tavole”. La casa editrice Rubbettino decide di dare spazio ad una penna che descrive quello che, diversamente, sarebbe rimasto per sempre chiuso negli uffici. Riaffiora, tra i ricordi scritti, il sindaco della città Camiti che, in quegli anni bloccati tra le due Guerre, finanzia una campagna di scavi. Negli occhi, oggi, tanta cementificazione. Accanto ai resti della grande civiltà magnogreca, testimonianze di antiche produzioni di olio e carte nautiche realizzate sulla scorta dei portolani. E poi le foto aeree realizzate dagli aerei di guerra e i marinai che pescano due anfore antiche. In 173 pagine, pregiate finanche nella grafica, c’è l’intera Soverato. Il suo passato. Il suo presente. La sua storia. La sua memoria. La sua tradizione. Il suo sviluppo. E, sfogliando queste pagine, emerge la speranza degli autori di lasciare un contributo concreto alla comunità soveratese affinché l’interesse e l’amore per questo Sud, troppo spesso dimenticato, affiori, per primi, dagli stessi abitanti.
Messaggi dall’aldilà rappresenta una sorta di vademecum ideale, che raccoglie in modo preciso e dettagliato quelle leggi che sottointendono l’energia psichica e i cosiddetti talenti extrasensoriali.
Di notte si avverte il viaggio sulla superficie del mondo come se si fosse su una barca che scivola lenta attraverso un tunnel scuro alla volta di un luna park. Per un po’ è tutto in silenzio, e ci si può limitare a tacere e a guardare. Nelle cavità lungo le pareti del tunnel emergono di sfuggita figure e scenari fiabeschi, illuminati debolmente, e in sottofondo si sente una bizzarra e sinistra melodia. Quando poi il sole sorge di nuovo, insomma quando la barca esce dal tunnel e tutto ridiventa luminoso, chiassoso, urlante e comune e misto, e non si sa più da quale parte guardare – qua l’ ottovolante, lì i bambini con i palloncini colorati, là i bebè piagnucolanti e tutta una babele eccitata, non si riesce più a riconoscere niente di quello che dentro il tunnel sembrava così chiaro.
La Newton Compton ripropone in una nuova edizione in cofanetto con cinque volumi altrettanti classici della narrativa fantastica tra Otto e Novecento. Oggi fantascienza, fantasy e horror sono i grandi protagonisti di cinema, narrativa per tutte le età, fumetti, serial televisivi, videogiochi, ed è quindi interessante, qualsiasi età si abbia, scoprire dove tutto ha avuto inizio, con storie che ancora oggi ispirano e meritano di essere lette.
Dunque ci siamo è il primo dicembre, mancano 24 giorni al Natale, ricordo da bambina incollavo due cartoncini uno sull’altro, facevo delle caselle con i giorni e facevo il conto alla rovescia in attesa della nascita di Gesù Bambino. Naturalmente era lui che ci portava i regali, e il regalo più grande era l’amore dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri amici. Ma bando alla malinconia, ora siamo adulti ma i regali non mancano lo stesso. La casa editrice Newton Compton ha per esempio organizzato il Calendario dell’Avvento Newton, postando ogni giorno foto natalizie su Instagram si possono vincere misteriosi premi poi a gennaio. Ma vediamo nei dettagli come partecipare:
Le storie d’amore in stile Harmony che hanno invaso gli scaffali dei romanzi di genere fantastico sono state un capitolo decisamente poco felice dell’editoria degli ultimi anni, oltre che un ennesimo modo per screditare filoni in realtà ben più complessi e interessanti. Per fortuna il nuovo titolo Newton Compton Wintersong è un romanzo ben diverso dalle vicende di vampiri luccicanti e altre amenità, una storia fiabesca con richiami a vari archetipi, con più livelli di lettura.
Come tradizione del blog ecco il post in cui i collaboratori di Liberi consigliano 5 libri da regalare a Natale. Ce ne per tutti i gusti dalle ultime uscite ai classici, regalando un libro non si sbaglia mai. E si spende relativamente poco, certo se non ci si orienta sui libri rari. A mio fratello ho comprato un libro sulla Juventus appena edito da Newton Compton (che vi devo dire è tifoso di quella squadra), alla mia più cara amica un thriller italiano, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, abbiamo visto il film e “litigato” sul finale, così vedremo chi ha ragione, alla peggio telefoniamo ad Alessio Boni, poi ho preso l’ultimo di King e figlio Sleeping Beauties, e Il grande sonno in lingua originale, un regalo che volevo farmi da anni che incarterò e metterò sotto l’albero. E se avessi un fidanzato gli regalerei senz’altro La Giusta Mezura, bellissima graphic novel virata al blu di Flavia Biondi.
Oscar Ink, la nuova etichetta di graphic novel della Mondadori, sta pubblicando una delle serie a fumetti più interessanti di questi ultimi anni, Monstress edita dalla Image Comics, realizzata a quattro mani da Marjorie Liu e Sana Takeda e vincitrice recentemente del prestigioso Hugo Award.


























