:: L’amica sbagliata di Cass Green (Piemme 2017)

4 dicembre 2017 by
l'amica sbagliata

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C’è una battuta che dice pressappoco quanto sia difficile trovare un vero amico, di quelli che se uccidi qualcuno ti aiutano a seppellire il corpo senza farti troppe domande. Ecco credo che Cass Green, autrice inglese di young adult di successo, deve avere pensato a questo come spunto per il suo primo thriller psicologico rivolto a un pubblico di lettori adulti.
L’amica sbagliata (The Woman Next Door, 2016), edito da Piemme e tradotto da Cristina Ingiardi, è infatti la storia di due amiche Hester e Melissa che si trovano a vivere esattamente quello di cui vi parlavo all’inizio.
Sinceramente non so dirvi se mi sia stata più antipatica Hester o Melissa, quello che è certo è che l’autrice è stata brava a delineare entrambi i personaggi in modo estremamente negativo, in modo che è difficile, se non impossibile, provare empatia.
Hester è visibilmente squilibrata (i capitoli dedicati a lei sono narrati in prima persona così possiamo avere un dettagliato riscontro di quanto i suoi pensieri e i suoi comportamenti siano distorti, sebbene all’apparenza sembri un personaggio perfettamente integrato).
Melissa (i capitoli dedicati a lei sono narrati in una più fredda terza persona) è già più razionale, ma anche lei nasconde dei segreti, chiusi per lo più nel suo passato, troppo ingombrante per chiunque, che se emergessero potrebbero mandare in frantumi il suo presente borghesemente realizzato, con marito medico, figlia adolescente, soldi, una bella casa, amici e posizione.
Hester ha una passione morbosa per Melissa, la vede come una figlia, abitando vicina a casa sua l’ha aiutata a crescere la figlia Tilly di cui si sente in qualche modo la nonna. Non potere avere figli è stato per lei un trauma che non ha mai superato e ha distorto il suo istinto materno in derive che non vi anticipo, ma immaginatevi il peggio. Melissa non ne può più di questa vicina strana, invadente e impicciona.
Tutto degenera a una festa che Melissa organizza per il compleanno di Tilly. Hester ne scopre l’organizzazione spiando dalle finestre il camioncino del catering. Non invitata si sente esclusa e rifiutata, non sopportandolo si presenta dall’amica e tanto che fa le strappa l’agognato invito. Melissa mal la tollera, ma giudicandola innocua cerca di contenere il suo pessimo comportamento. Hester si ubriaca, scandalizza gli ospiti, insomma turba l’equilibrio già compromesso da un altro avvenimento ben più grave: l’arrivo di Jamie appena uscito di galera, un fantasma della vita di prima che Melissa ostinatamente e disperatamente tenta di tenere nascosta.
A questo punto, come è ovvio, le cose non possono che precipitare, e l’autrice ci narra il tutto sempre alternando i capitoli tra Hester e Melissa. Essendo un thriller dirvi altro sarebbe un delitto, ma ve lo ripeto immaginatevi il peggio in un susseguirsi di avvenimenti non privi di colpi di scena.
Cass Green è brava a creare nel lettore un senso costante di inquietudine e di minaccia. Se Melissa nasconde dei segreti, Hester non le è da meno, e certo non è la bonaria sessantenne, che segue corsi pubblici di computer e prepara deliziose torte al limone. Certo è anche quello, ma è soprattutto una minaccia, nella vita di Melissa, vita che si sta sgretolando come un assurdo castello di sabbia.
Se amate i thriller in cui nessun personaggio merita di salvarsi, è il libro che fa per voi, vi porterà nella sonnolenta periferia londinese, in compagnia di una delle paure più frequenti di chi vive in quartieri tranquilli: non sapere chi si nasconde tra i propri vicini di casa.

Cass Green, inglese, ha lavorato diversi anni come giornalista, dedicandosi contemporaneamente anche alla scrittura di romanzi per ragazzi. L’amica sbagliata è il suo esordio nella narrativa per adulti, accolto con grande entusiasmo dal pubblico.

Source: libro inviato dall’editore. Ringraziamo Federica dell’ Ufficio stampa Piemme.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Soverato tra terra e mare a cura di Angela Maida, Manuela Alessia Pisano, e Raffaele Riverso (Rubbettino Editore 2017) a cura di Floriana Ciccaglioni

4 dicembre 2017 by

soveratoTutti i libri raccontano una storia. Questo lo fa attraverso i documenti. Documenti che muovono una grande curiosità di ricerca. Una ricerca che vuole rappresentare sulla carta il comprensorio soveratese. Curato da sei mani, quelle di Angela Maida, Manuela Alessia Pisano e Raffaele Riverso, con i contributi di Gioacchino Lena, Alfredo Ruga, Chiara Raimondo, Giuseppe F. Macrì, Stefano Mariottini, Gregorio Aversa, “Soverato tra mare e terra” è un libro che racchiude in sé la memoria dei luoghi e i luoghi della memoria, insieme ad un amore viscerale per questa minuscola perla del Sud. In quella parte d’Italia dove la Storia sembra essersi dimenticata di passare, anche solo per sbaglio, ci si accorge, invece, che basta guardare sotto i nostri piedi per trovare tracce di un passato lontanissimo. Si cerca e si scopre una prima parte “Saggi”, in cui si sono comodamente sistemati il torrente Beltrame, il fiume Ancinale, la spiaggia, le punte di freccia ritrovate in località Mortara, l’Antefissa in terracotta ritrovata in località Mangiafico, la torre posta a controllo della costa, il pontile in legno. Una seconda parte di “Approfondimenti” dove si sono sistemati i primi viaggiatori stranieri, le tracce di un’antica viabilità, l’antico porto. Per ultime le “Tavole”. La casa editrice Rubbettino decide di dare spazio ad una penna che descrive quello che, diversamente, sarebbe rimasto per sempre chiuso negli uffici. Riaffiora, tra i ricordi scritti, il sindaco della città Camiti che, in quegli anni bloccati tra le due Guerre, finanzia una campagna di scavi. Negli occhi, oggi, tanta cementificazione. Accanto ai resti della grande civiltà magnogreca, testimonianze di antiche produzioni di olio e carte nautiche realizzate sulla scorta dei portolani. E poi le foto aeree realizzate dagli aerei di guerra e i marinai che pescano due anfore antiche. In 173 pagine, pregiate finanche nella grafica, c’è l’intera Soverato. Il suo passato. Il suo presente. La sua storia. La sua memoria. La sua tradizione. Il suo sviluppo. E, sfogliando queste pagine, emerge la speranza degli autori di lasciare un contributo concreto alla comunità soveratese affinché l’interesse e l’amore per questo Sud, troppo spesso dimenticato, affiori, per primi, dagli stessi abitanti.

Source: libro del recensore.

:: Messaggi dall’aldilà – Guida alla quarta dimensione di Sylvia Browne (Mondadori 2013) a cura di Marcello Caccialanza

4 dicembre 2017 by

messaggi dall' aldilàMessaggi dall’aldilà rappresenta una sorta di vademecum ideale, che raccoglie in modo preciso e dettagliato quelle leggi che sottointendono l’energia psichica e i cosiddetti talenti extrasensoriali.
Il credere o meno a queste teorie non deve in alcun modo precludere la lettura di un testo che si presenta affascinante e coinvolgente nel suo contenuto e nel suo stesso ritmo narrativo.
Da una parte, infatti, chi è scettico ha la concreta possibilità di interpretare queste leggi come delle particolarissime forme di intuizione e di creatività.
Dall’altra parte, invece, i più romantici e sognatori possono fantasticare intorno ai numerosi nomi che queste forze hanno assunto nella medesima evoluzione temporale: Spiriti guida; Angeli; Ricordi di altre vite; Protezione contro gli attacchi delle potenze oscure; la Quarta dimensione.
Messaggi dall’aldilà è dunque un libro di un certo spessore perché mette finalmente in luce come la nostra civiltà ha saputo esplorare la regione più ricca ed interessante della nostra mente.
Esploratrice d’eccezione è l’autrice, una delle più famose veggenti americane. Il segreto della sua estrema competenza nel presentare un argomento alquanto ostico, si fonda senza dubbio nel buon senso e nella concretezza: nessun altro specialista in materia ha saputo dare tante notizie, consigli e vere e proprie istruzioni riguardo i nostri poteri extrasensoriali!
In quest’opera la stessa Sylvia Browne risponde, in maniera davvero appassionata e con una straordinaria naturalezza, ad importanti curiosità spirituali, quali l’identità degli Angeli; gli accadimenti che si susseguono dopo la morte ed ancora la veridicità dei fantasmi.

Sylvia Browne è la più famosa veggente americana. Appartenente ad una famiglia di medium, ha raggiunto il successo grazie alle sue straordinarie doti.
Negli Stati Uniti ha pubblicato fin’ora tre libri che sono arrivati ai primi posti della classifica dei bestseller del “ New York Times”.

Source: libro del recensore.

:: Papi di Rita Indiana (NN Editore 2017) a cura di Viviana Filippini

1 dicembre 2017 by

Papi Rita Indiana

Macchine fiammeggianti dalla carrozzeria così luminosa da somigliare ad uno specchio riflettente. Camice linde, stirate e perfettamente alla moda, accompagnate da occhiali da sole very cool. Lui, che somiglia così tanto ad una star di un film hollywoodiano è Papi, il protagonista dell’omonimo romanzo scritto da Rita Indiana e pubblicato in Italia da NNEditore. L’uomo è il padre della protagonista del nuovo libro della scrittrice caraibica, ed ha per protagonista una ragazzina che ci racconta in prima persona la figura del proprio papà. La narratrice ci descrive il padre come un uomo che tutti amano, che ammirano e rispettano. Un giorno per la giovane protagonista arriva la notizia della morte del babbo, ma una telefonata con la voce dell’uomo stesso le dice che lui sta bene, è negli Stati Uniti d’America e presto andrà a prenderla. E papi arriva sulla sua fiammeggiante Mercedes, vestito come se fosse un cantante famoso, con catene d’oro al collo e scarpe da ginnastica alla moda. Il Papi prende la ragazzina e la porta nel suo mondo sfavillante e ricco di ogni cosa, reso tale quei rotoli di soldi che escono dalle tasche dei pantaloni del papà e che gli permettono di fare la bella vita e di accontentarsi di ogni cosa. L’uomo – sì ecco il Papi- è per la protagonista un vero e proprio super eroe che tutti venerano come se fosse un sorta di idolo, di divinità alla quale si deve dare il massimo rispetto e non a caso lo dice la narratrice stessa: “Il mio papi ha molto più di tutto quel che ha il tuo, più forza del tuo, più capelli, più muscoli, più soldi e più fidanzate del tuo. Papi ha più auto del tuo, più auto del diavolo, così tante auto che deve venderle perché nel suo garage non ci stanno. Papi ha auto che parlano e ti dicono che devi metterti la cintura di sicurezza e chiudere il becco, in inglese, in francese e in altre lingue”. Un uomo perfetto in parole povere. Sarà davvero così? Ecco non proprio, perché quel papi tanto idolatrato dalla bambina che ci racconta la vita a fianco del suo paladino, non è proprio uno stinco di santo. Anzi è un losco narcotrafficante in fuga delle forze dell’ordine che gli stanno dando la caccia. Il romanzo di Rita Indiana è molto coinvolgente, grazie al ritmo cinematografico che lo caratterizza e, non a caso, ogni pagina letta assomiglia al fotogramma di una pellicola che, unendosi alla altre, compone un unico film – Tarantino ne farebbe un’interessante adattamento cinematografico- con protagonista il papi e la sua amata figlia. Una ragazzina che proprio perché ancora bambina riesce a vedere solo gli aspetti positivo del fare paterno, o meglio, ogni cosa che lui fa (dal comprarle la maglia nuova, allo sparare a destra e a manca) per lei è un gesto eroico al quale tutti si inchinano con massimo rispetto (in realtà la gente lo teme il papi perché sanno davvero che delinquente è). “Papi” di Rita Indiana è un romanzo dai mille colori, infarcito di citazioni televisive e dalla suspense costante. Non solo, “Papi” è la storia di un padre e di una figlia e di come spesso e volentieri il dire e il fare del mondo adulto influenzino in modo irreparabile quello bambino, impedendo ai piccoli di vedere e comprendere la vera natura della cose e delle persone.

Rita Indiana è nata nel 1977 a Santo Domingo. Figura chiave delle letteratura caraibica contemporanea e leader della band di merengue alternativo Rita Indian y los Misterios, ha scritto romanzi e racconti, tra cui Ruminantes, Ciencia succión e La mucama de Omincunlé. Blogger, conduttrice radiofonica, Rita Indiana è attivista del movimento per i diritti LGTB. Per NNE è uscito nel 2016 I gatti non hanno nome.

Source: libro inviato al recensore, ringraziamo Francesca Rodella Comunicazione.

:: di notte di Mercedes Lauenstein (Voland 2017)

1 dicembre 2017 by

di notteDi notte si avverte il viaggio sulla superficie del mondo come se si fosse su una barca che scivola lenta attraverso un tunnel scuro alla volta di un luna park. Per un po’ è tutto in silenzio, e ci si può limitare a tacere e a guardare. Nelle cavità lungo le pareti del tunnel emergono di sfuggita figure e scenari fiabeschi, illuminati debolmente, e in sottofondo si sente una bizzarra e sinistra melodia. Quando poi il sole sorge di nuovo, insomma quando la barca esce dal tunnel e tutto ridiventa luminoso, chiassoso, urlante e comune e misto, e non si sa più da quale parte guardare – qua l’ ottovolante, lì i bambini con i palloncini colorati, là i bebè piagnucolanti e tutta una babele eccitata, non si riesce più a riconoscere niente di quello che dentro il tunnel sembrava così chiaro.

Monaco di notte. Una donna suona ai campanelli di casa di perfetti sconosciuti e sale nelle loro abitazioni. Con una spiegazione quantomeno bizzarra: sta conducendo una ricerca sulla notte e sullo stare svegli che prevede di intervistare la gente in una sorta di insolita indagine di mercato. Lei suona, dove vede finestre illuminate, e cosa sorprendente la gente le apre, la fa entrare, le offre anche succo di mela caldo alla cannella o tartine di burro con cipolla e noce moscata, e inizia a parlarle di sé, come in una sorte di comunione tra ubriachi, fino alla resa dei conti dell’ultimo incontro in cui i ruoli si ribaltano e sarà lei a dover fare i conti con la verità.

Di notte le succede spesso di rimanere sveglia a lungo. I numerosi viaggi e i jetlag hanno ridotto il suo bisogno di sonno. Di notte le piace stare di fronte al planisfero con gli spilli colorati, ne gioisce. Sfiora con le dita ogni singola capocchia e passa in rassegna i ricordi.

Tante notti dunque, tanti incontri, 25 per la precisione, che originano 25 racconti che uniti costituiscono il romanzo di esordio di Mercedes Lauenstein, di notte (nachts, 2015) edito da Voland e tradotto da Elisabetta Dal Bello.
Uomini, donne uniti dall’ insonnia, dal vivere di notte, quando tutto si fa più rarefatto, quando il silenzio è più profondo e la luce artificiale più giallastra e brillante. Ogni capitolo ha un titolo che riporta il nome dell’intervistato, il vero protagonista di ogni singola storia, al centro della narrazione, mentre la voce dell’intervistatrice si fa sfumata, un sussurro, scolorisce, quasi un pretesto che funge da filo conduttore.
E intanto il lettore si chiede: perché? Quale è il senso di tutte queste bugie che la protagonista racconta per entrare nelle vite altrui? Perché tutto questo? E’ un modo di esorcizzare la solitudine? Per cercare il contatto umano di sconosciuti, le cui vite altrimenti scorrerebbero parallele senza incontrasi mai? E nello stesso tempo un’ altra domanda si fa pressante: sta cercando qualcuno? Qualcuno che anche solo finalmente la comprenda, in una metropoli europea grande e depersonalizzante.

Premo un tasto sul suo telefono. Le 5 e 29. Esco di soppiatto dalla stanza e da quella casa. La luna è scomparsa. Sempre più luci alle finestre. La città si sveglia.

La scrittura è piana, ipnotica, uniforme, cadenzata dai ritmi della veglia forzata quasi che l’autrice scrivesse anch’essa di notte, quando il tempo è dilatato, onirico, attenuato. Ogni capitolo narra un rituale, un gioco di cui forse la protagonista si stancherà o forse no. A volte confessarsi a perfetti estranei è più facile, emergono verità sepolte, che di giorno si fatica pure ad ammettere con se stessi, si abbassano le difese di notte, si vive in una sorta di stato sospeso, alterato. La notte è fatta per dormire, il corpo si adegua all’assenza di luce, l’innaturale veglia fa emergere un malessere diffuso e un senso vuoto. Che la protagonista vuole riempire di parole, di ricordi, di esperienze di vite vissute. Da altri.

“Di giorno sarebbe stato impensabile. Ma sai, di notte, grazie alla mancanza di luce, la mia mente si distare meno, patisco meno il bombardamento di stimoli esterni. E stare svegli di notte” aggiunse” infondo ha qualcosa di elettrizzante proprio perché non viene visto di buon occhio. Non ci si sottomette alle costrizioni cui si sottomettono tutti: stare svegli di giorno, andare a dormire la sera, insomma rimanere dentro gli schemi”.

Romanzo filosofico e corale se vogliamo, di notte alterna i toni intimistici a quelli più distaccati e ci parla di quanto la solitudine pesi nelle nostre metropoli occidentali, di quanto sia difficile superare la diffidenza e il timore dell’altro. E più si avanza nella lettura e più si ammira il coraggio della protagonista, coraggio che forse è solo incoscienza o peggio disperazione. Ma di notte tutto è possibile.

Mercedes Lauenstein, nata nel 1988, vive a Monaco ed è autrice di saggi e reportage per diverse riviste e quotidiani tedeschi. Nel 2016, con il suo esordio letterario, di notte, si è aggiudicata numerosi premi ed è stata ospite dell’International Literary Festival di Berlino.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marco dell’Ufficio stampa Voland.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Strange Books – cofanetto AA.VV. (Newton Compton 2017) a cura di Elena Romanello

1 dicembre 2017 by

strange-books-cofanettoLa Newton Compton ripropone in una nuova edizione in cofanetto con cinque volumi altrettanti classici della narrativa fantastica tra Otto e Novecento. Oggi fantascienza, fantasy e horror sono i grandi protagonisti di cinema, narrativa per tutte le età, fumetti, serial televisivi, videogiochi, ed è quindi interessante, qualsiasi età si abbia, scoprire dove tutto ha avuto inizio, con storie che ancora oggi ispirano e meritano di essere lette.
Il primo libro del cofanetto è Tutti i racconti del mistero del’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe, per molti il primo autore di horror della Storia, capace di creare storie tra archetipi leggendari e la realtà del suo tempo. Non manca Frankenstein di Mary Shelley, nato da una scommessa durante l’estate senza sole del 1816 tra alcuni giovani scrittori britannici sul lago di Ginevra per creare qualcosa che facesse veramente paura, il primo libro del genere fantastico scritto da una donna e primo libro dove si affrontano figure fondamentali come l’automa e lo scienziato pazzo.
Il terzo libro è Lo strano caso del Dr. Jekyl e Mr. Hyde e altri racconti dell’orrore di Robert Louis Stevenson, con cui l’autore, famoso fino ad allora per storie d’avventura e di pirati, ancora oggi peraltro celebri e amate, affrontò il tema del doppio come metafora fantastica della ricerca scientifica appena nata sulle malattie mentali. Poi c’è spazio per Dracula di Bram Stoker, non la prima storia di vampiri della letteratura, ma senz’altro una delle più popolari fino ad oggi, costruita tra l’altro con il mezzo del romanzo epistolare, di gran moda tra Sette e Ottocento. Completa il cofanetto uno dei primi romanzi di fantascienza, La guerra dei mondi di Herbert George Wells, la prima storia di un attacco alieno alla Terra, ripresa varie volte prima alla radio e poi al cinema, senza che mai purtroppo venisse rispettata l’atmosfera tra Otto e Novecento della storia originale.
Un’occasione quindi per leggere o rileggere storie prodotte in quasi un secolo, che ancora oggi hanno senz’altro non poche cose da dire.

Edgar Allan Poe (1809-1849), scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense, è autore anche di Gordon Pym, della serie poliziesca su Auguste Dupin, di poesie e di racconti anche di genere non fantastico.

Mary Shelley (1797-1851), figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, è autrice di poesie, romanzi storici, resoconti di viaggi e di quello che è considerato oggi uno dei primi romanzi di fantascienza L’ultimo uomo (1826).

Robert Louis Stevenson (1850-1894), è stato scrittore, drammaturgo e poeta, autore di molte storie ambientate nella nativa Scozia. Tra le sue opere più famose vanno citate L’isola del tesoro e Il signore di Ballantrae.

Bram Stoker (1847-1912) scrittore, giornalista e critico teatrale, irlandese, ha scritto altri romanzi dell’orrore come Il gioiello delle sette stelle, La dama del sudario e La tana del verme bianco.

Herbert George Wells (1866-1946), fu scrittore e attivista socialista, nonché uno degli inventori della moderna fantascienza. Tra i suoi libri ricordiamo La macchina del tempo, L’isola del dottor Moreau e I primi uomini sulla Luna.

Source: acquisto personale in un’altra edizione.

:: Calendario dell’Avvento Newton Compton

1 dicembre 2017 by

news_calendario-dellavvento-di-libri-newton-su-instagram_Dunque ci siamo è il primo dicembre, mancano 24 giorni al Natale, ricordo da bambina incollavo due cartoncini uno sull’altro, facevo delle caselle con i giorni e facevo il conto alla rovescia in attesa della nascita di Gesù Bambino. Naturalmente era lui che ci portava i regali, e il regalo più grande era l’amore dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri amici. Ma bando alla malinconia, ora siamo adulti ma i regali non mancano lo stesso. La casa editrice Newton Compton ha per esempio organizzato il Calendario dell’Avvento Newton, postando ogni giorno foto natalizie su Instagram si possono vincere misteriosi premi poi a gennaio. Ma vediamo nei dettagli come partecipare:

A partire da oggi 1 dicembre la Casa Editrice Newton Compton selezionerà le più belle foto di Natale per un grande Calendario dellAvvento digitale condiviso, che verrà pubblicato su Instagram.

:: Come partecipare

– Fotografare un libro Newton in un contesto natalizio (anche solo un dettaglio, largo alla creatività)

– Usare l’hashtag #NataleNewton e taggare il loro account @newtoncomptoneditori

Per chi non ha Instagram: accettano anche le foto che arriveranno all’indirizzo social@newtoncompton.com

[Inserire come oggetto della mail: #NataleNewton specificando un recapito a cui inviare il pacchetto nel caso in cui la foto venga selezionata]

Le 24 foto scelte dalla redazione riceveranno un omaggio a sorpresa a gennaio.

Non c’è un limite al numero di foto con cui si può partecipare, privilegeranno la creatività e lo spirito natalizio!

:: Polly di Marcello Tropea

1 dicembre 2017 by

polena

Ogni volta che una vedetta della Guardia Costiera, o della Finanza, faceva rotta verso il porto di Lampedusa scortando una delle così dette “ carrette del mare”, Polly era già sulla banchina del porto, nel punto esatto dell’attracco, molto tempo prima che la macchina dei soccorsi si mettesse in moto.
Nessuno sapeva dire con precisione chi fosse quella ragazza dai capelli rossi, dalla carnagione lattea e dal fisico prorompente. Sicuramente non era una del posto, su questo tutti erano d’accordo, per cui doveva trattarsi di una volontaria, una venuta dal nord o chissà da dove; ma in quei momenti di emergenza, poco importava da dove provenisse, o chi fosse, l’importante era che aiutasse ad accogliere quella povera gente, e lei lo sapeva fare molto bene.
Polly non si risparmiava e accudiva, con spirito da crocerossina, quella gente sfinita, dallo sguardo spaventato, seduta con le spalle appoggiate al muro scrostato del molo. Molto spesso, le persone più gravi venivano avvolte in fogli termici colorati che le facevano sembrare tante uova di pasqua.
Lei percepiva la loro sofferenza infinita e cercava di lenirla con un sorriso, una carezza, portando loro viveri e acqua. Parlava con loro e non tratteneva le lacrime quando ascoltava le loro storie, tutte uguali, come tutte le storie di disperazione, di fame e di paura.
Polly era fatta così, sapeva ascoltare, tanto da rendere ogni storia degna di essere ascoltata. Inoltre, era efficiente, discreta, sensibile e bella. Molto bella.
Tutti, sull’isola, erano silenziosamente e rispettosamente innamorati di lei.

Anche Ruggero Camelio, sottotenente di vascello in seconda, trasferito temporaneamente a Lampedusa, era innamorato cotto della ragazza dai capelli rossi. E lui, a differenza degli altri, poteva considerarsi un privilegiato perché, con Polly, una volta ci aveva parlato a lungo.
Era accaduto un sera come tante, al tramonto, quando il sottotenente aveva visto Polly che, in piedi, al limite della banchina, scrutava l’orizzonte.
«Ciao!» le aveva detto, una volta raggiunta.
«Ciao.»
«Ti disturbo se rimango qui?»
«No!»
«Come ti chiami?»
«Polly» aveva risposto lei, senza distogliere lo sguardo dal mare, mentre la brezza le muoveva la chioma tizianesca.
«Io, Ruggero. Piacere.»
La ragazza aveva assentito leggermente con la testa.
«Affascinante, vero?» aveva detto lui, mentre guardava il profilo della ragazza.
«Che cosa è affascinante?»
«Il tramonto. Non stai ammirando il tramonto?»
« No» aveva risposto lei sempre scrutando l’orizzonte, «non mi interessa il tramonto. Tra poco arrivano!»
«Chi arriverà tra poco?»
«Loro, gli schiavi. Tra poco saranno qui e dobbiamo essere pronti.»
«Come fai a saperlo? Io non ho ancora ricevuto nessuna chiamata d’allarme.»
«Tra poco arriveranno da lì» aveva detto lei, puntando l’indice lontano, verso il punto dell’orizzonte dove il sole, di lì a poco, si sarebbe tuffato nel mare.
In quel momento il cellulare di Camelio aveva iniziato a suonare e, non appena chiusa la comunicazione, l’uomo aveva guardato, attonito, la ragazza.
«Chi sei, tu?» aveva chiesto, sgomento.
«Sono Polly, vai ad avvisare tutti gli altri. Muoviti» aveva ingiunto la ragazza, in tono secco, al sottotenente di vascello che, ubbidendo come si fa con un superiore di grado, si era allontanato di corsa.
All’alba le operazioni di soccorso si erano concluse e al porto c’erano solamente gli addetti alla nettezza urbana, il sottotenente di vascello Camelio, che parlava con due finanzieri, visibilmente stravolti dalla fatica, e Polly che, con passo sostenuto, si allontanava.
A quel punto, il sottotenente Camelio, con una scusa si era congedato dai due finanzieri e, discretamente, si era messo a seguire Polly.
L’aveva vista dirigersi verso calle Pisana, poi prendere il sentiero e scendere alla piccola spiaggia di cala Uccello, immergersi in acqua e, infine, sparire.

Per cinque giorni nessun avvistamento aveva sconvolto l’isola e, di conseguenza, per tutti quei giorni Polly non si era fatta vedere. La mattina del sesto giorno, il sottotenente di vascello Camelio mise su un’imbarcazione presa a nolo tutto il necessario per un’immersione, andò al largo della spiaggia di cala Uccello e si calò in acqua.
Perlustrò in lungo e in largo un’ampia zona, nuotando tra cernie e pesci d’ogni, esplorando anfratti e grotte sottomarine con la speranza di trovare qualcosa, anche se non sapeva esattamente cosa.
Improvvisamente gli sembrò di sentire come un’attrazione che lo spingeva verso il basso; allora accese la torcia e si lasciò trasportare da quella specie di corrente discendente.
Quando toccò il fondo, scorse in lontananza un’ombra. Puntò la luce e gli parve di vedere, al di là di una roccia ricoperta di spugne e coralli, qualcosa, una forma, una sorta di profilo. Si avvicinò e, oltrepassato lo scoglio, s’imbatté nella prua di una imbarcazione. Si avvicinò lentamente e, una volta raggiunto il relitto, si trovò davanti una polena. La illuminò. Poi spostò il fascio di luce verso quei pochi resti e vide che, sulla murata, c’era ancora inciso il nome dell’imbarcazione: Polly.
Illuminò di nuovo la statua di legno che artigiani antichi avevano creato, e fece scorrere il fascio di luce sui capelli fluenti, colorati ancora da qualche rimasuglio di rosso e sull’espressione candida che sembrava scrutare l’orizzonte.
Camelio sorrise e, mentre con una timida carezza sfiorava quel viso, gli sembrò che la polena gli rivolgesse un timido, sorridente cenno d’intesa.

Marcello Tropea all’età di quattordici anni ha iniziato a lavorare come ragazzo di bottega in un salone di parrucchiere per signora. Nove anni dopo ha aperto un suo salone di acconciature. Attualmente, per una serie di vicessitudini, svolge la professione come dipendente part-time. La passione per la scrittura è arrivata a piccoli passi, per questo è giunta in età matura. Ha iniziato col scrivere racconti brevi, poi un romanzo di formazione e un poliziesco seriale. (A questa ultima serie appartengono altri tre titoli, inediti.) Gli piace cucinare, l’enologia, la lettura, conversare, ma di più ascoltare le persone, perché dagli altri c’è sempre da imparare. Ha pubblicato Incubo premonitore Todaro editore eValigie senza spago Excogita editore. Oltre a un monologo teatrale, scritto e interpretato da lui stesso dal titolo: Dietro le quinte di un romanzo, portato in scena in alcune sale e circoli culturali.

:: Wintersong di S. Jae-Jones (Newton Compton Editori 2017) a cura di Elena Romanello

30 novembre 2017 by

wintersongLe storie d’amore in stile Harmony che hanno invaso gli scaffali dei romanzi di genere fantastico sono state un capitolo decisamente poco felice dell’editoria degli ultimi anni, oltre che un ennesimo modo per screditare filoni in realtà ben più complessi e interessanti. Per fortuna il nuovo titolo Newton Compton Wintersong è un romanzo ben diverso dalle vicende di vampiri luccicanti e altre amenità, una storia fiabesca con richiami a vari archetipi, con più livelli di lettura.
In un’epoca sospesa tra barocco e Romanticismo la giovane Liesl sogna di diventare compositrice di musica, ma deve fare i conti con i limiti imposti alle donne dalla società in cui vive. Fin da bambina sente leggende sul Re dei Goblin che cerca periodicamente una sposa per il suo regno sotterraneo, con ricordi di un incontro con un giovane misterioso.
Quando la sorella di Liesl viene rapita proprio dal Re dei Goblin e sparisce dalla memoria di tutti tranne che dalla sua, Liesl si mette in viaggio per salvarla, scendendo in un mondo pericoloso e magico e giungendo al sacrificio della sua libertà, rimanendo lei nel Sottomondo e confrontandosi con una storia di solitudine e ricerca d’amore che dura da secoli, oltre che con creature inquietanti e pericolose e con il rischio di perdere se stessa per sempre.
La prima storia che viene in mente leggendo il libro è quella, della mitologia classica, tra Ade e Persefone, archetipo di vita che svanisce sotto terra per rinnovarsi. Poi, ovviamente, ci sono echi de La Bella e la Bestia, fiaba ridiventata popolarissima grazie al cinema, ma anche del cult anni Ottanta Labyrinth, con il personaggio del Re dei Goblin che ricorda non poco il Jareth di David Bowie. Per finire, il richiamo della musica non può che ricordare Il fantasma dell’Opera, non tanto il romanzo di Gaston Leroux ma il musical di Andrew Lloyd Webber.
Wintersong racconta con questi elementi una storia originale, dove si parla di solitudine, di ricerca dell’amore, di identità, di creatività, di desiderio, di sacrificio, di amore che non è chiedere ad un’altra persona di rinunciare alla sua libertà. Un romanzo denso di suggestioni, con riferimenti reali, a cominciare dal ruolo subalterno della donna nella musica per secoli, non banale, che non scade nel consolatorio e melenso romanzetto rosa e che anzi ha una conclusione insolita, amara forse ma non improntata all’annullamento del personaggio femminile.
In fondo Liesl e il Re dei Goblin rappresentano due solitudini che si incontrano, provano a confrontarsi e poi proveranno a trovare un modo di andare avanti oltre allo scontato e vissero tutti felici e contenti. Un romanzo per chi ama le riletture moderne delle fiabe e per chi cerca storie oltre stereotipi e cose trite e ritrite.

S. Jae-Jones è un’artista e una scrittrice. Nata e cresciuta nella soleggiata Los Angeles, ha vissuto dieci anni a New York – dove ha lavorato come editor di narrativa Young Adult – prima di trasferirsi nel North Carolina. Quando non è impegnata a scrivere, la si può trovare a scalare rocce, praticare skydiving, far fotografie, disegnare o trascinare il suo cane in lunghissime escursioni. Wintersong è il suo esordio nella narrativa.

Source: acquisto personale del recensore.

:: E per Natale regalate un libro – 2017

30 novembre 2017 by

regali nataleCome tradizione del blog ecco il post in cui i collaboratori di Liberi consigliano 5 libri da regalare a Natale. Ce ne per tutti i gusti dalle ultime uscite ai classici, regalando un libro non si sbaglia mai. E si spende relativamente poco, certo se non ci si orienta sui libri rari.  A mio fratello ho comprato un libro sulla Juventus appena edito da Newton Compton (che vi devo dire è tifoso di quella squadra), alla mia più cara amica un thriller italiano, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, abbiamo visto il film e “litigato” sul finale, così vedremo chi ha ragione, alla peggio telefoniamo ad Alessio Boni, poi ho preso l’ultimo di King e figlio Sleeping Beauties, e Il grande sonno in lingua originale, un regalo che volevo farmi da anni che incarterò e metterò sotto l’albero. E se avessi un fidanzato gli regalerei senz’altro La Giusta Mezura, bellissima graphic novel virata al blu di Flavia Biondi.

Daniela Distefano

Santi di tutti i giorni dell’Archimandrita Tichon Sevkunov (Rubbettino).
Uno scrittore in guerra di Vasilij Grossman (Adelphi).
Red Notice. Scacco al Cremlino di Bill Browder  (Baldini&Castoldi).
Lunedì o martedì. Tutti i racconti di Virginia Woolf (Bompiani).
Il mondo di Steve McCurry di Steve McCurry e Gianni Riotta (Mondadori  Electa).

Valeria Gatti

The hate u give di Angie Thomas (Giunti)
Debutto e caso editoriale negli Stati Uniti è una storia talmente bella da togliere il fiato. Da regalare a chi vuole ridere, piangere, riflettere.
L‘imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo (Giunti)
A chi crede che l’amore vinca su tutto.
Quando sarai più grande capirai di Virginie Grimaldi (Mondadori)
Un romanzo che profuma di mare e di voglia di vivere.  Da regalare a chi ha bisogno di riprovarci.
Non ditelo allo scrittore di Alice Basso (Garzanti)
Per tutti, indistintamente. Alice Basso è una certezza.
La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone (Longanesi)
Una storia speciale, divertente, avvincente. Per chi deve crescere e imparare a guardare avanti.

Federica Belleri

La ragazza scomparsa di Angela Marsons (Newton Compton).
La donna silenziosa di Debbie Howells (Newton Compton).
Le vite parallele di Antonio Fusco (Giunti).
La vincita di Ida Ferrari (Golem Edizioni).
Intrigo a Ischia di Piera Carlomagno (Centauria).

Irma Loredana Galgano

Gli impostori. Inchiesta sul potere di Emiliano Fittipaldi (Feltrinelli, 2017).
Il collasso della modernizzazione di Robert Kurz (Mimesis, 2017).
Bellissime. Baby Miss, giovani modelli e aspiranti lolite di Flavia Piccinni (Fandango, 2017).
L’inganno della mafia. Quando i criminali diventano eroi di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (RaiEri, 2017).
Guardare la mafia negli occhi di Elia Minari (Rizzoli, 2017).

Lorenzo Mazzoni

Arabia Felix di Thorkild Hansen (Iperborea)
Il colore della memoria di Geoff Dyer (Il Saggiatore)
Il bar dei giostrai di Cristiano Mazzoni (Autodafé)
Borgo lenin di Cinzia Romagnoli (Koi Press)
I rifugiati di Van Thien Nguyen (Neri Pozza)

Elena Romanello

The Disney Book, edito da Giunti, un viaggio in uno degli immaginari fantastici più amati di sempre.
Guida al cinema fantasy di Walter Catalano – Andrea Lazzeretti – Gian Filippo Pizzo, edito da Odoya per tirare le fila di un genere amatissimo.
La graphic novel Monstress di Sana Takeda e Marjorie Liu (Mondadori)
Il distopico The last girl di Joe Hart edito da La Corte editore
Il romanzo di Labyrinth edito da Kappalab.

Viviana Filippini

Colazioni d’autore di Petunia Ollister (Slow Food)
Umami di Laja Jufresa (Sur)
La cura di Arno Kamenisch (Keller)
L’arte della fuga di Fredrik Sjöberg (Iperborea, 2017)
I fili invisibili della natura di Gianumberto Accinelli (Lapis)

Floriana Ciccaglioni

Prestami le ali. Storia di Clara la rinoceronte di Igiaba Scego (Rrose Sélavy).
Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio di Amara Lakhous (EO).
Madre piccola di Cristina Ali Farah (Frassinelli).
Cristo fra i muratori di Pietro di Donato (Textus)
Dago Red di John Fante (Einaudi).

Sono tutti libri figli di una cultura migrante, che viaggia nel tempo e attraverso i luoghi. Quelli fisici e della memoria. Che sotto l’albero possa esserci spazio per una riflessione sul presente.

Matilde Zubani

Nidi di rondine di Kim Thúy (Nottetempo)
Damasco di Suad Amiry (Feltrinelli)
La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo (Neri Pozza)
Il libro del mare di Morten A. Strøksnes (Iperborea)
Atlante delle isole remote: cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò di Judith Schalansky (Bompiani)

Marcello Caccialanza

Non ci resta che correre di Biagio D’angelo (Rizzoli)
Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco (Garzanti)
Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau (Feltrinelli)
La gloria di Vladimir Nabokov (Adelphi)
L’amico ritrovato di Fred Uhlman (Feltrinelli)

Maria Anna Cingolo

La strada di Jella. Prima fermata Monaco di Jella Lepman, (Sinnos)
Thornhill di Pam Smy (uovonero)
I canti di Catullo (Rizzoli- BUR)
Sai fischiare Johanna? di Ulf Stark (Iperborea)
Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese (Einaudi)

Andrea D’Angelo

Le intermittenze della morte Josè Saramago (Feltrinelli)
Il libro dei piaceri di Clarice Lispector, (Feltrinelli)
Sulla scrittura di Stephen King, (Frassinelli)
Momo di Michael Ende, (Longanesi)
Piccolo viaggio nell’anima tedesca di Francesca Predazzi e Vanna Vannuccini (Feltrinelli)

Ippolita Luzzo

Eclissi di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti)
Lo spregio di Alessandro Zaccuri (Marsilio)
La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli (NN Editore)
Le prime quindici vite di Harry August di Catherine Webb (NN Editore)
La notte che ci viene incontro Claudio Grattacaso (Manni)

Giulia Gabrielli

La stanza profonda di Vanni Santoni (Laterza)
La bussola d’oro di Philip Pulman, ma tutta la trilogia di Queste oscure materie sarebbe ancora meglio (Salani)
Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj (Racconti edizioni)
Fisica della malinconia di Georgi Gospodinov (Voland)
L’eroe di David Rubin (Tunuè)

Nicola Vacca

Se mi tornassi questa sera accanto di Carmen Pellegrino (Giunti)
Nella perfida terra di Dio di Omar Di Monopoli (Adelphi)
Propizio è ove recarsi di Emmanuel Carrère (Adelphi)
Cacciatori nel buio di Lawrence Osborne (Adelphi)
Respira di Robero Saporito (Miraggi edizioni)

Lucilla Parisi

What happened Miss Simone? Alan Light (Il Saggiatore)
L’uccello che girava le viti del mondo Murakami Haruki (Einaudi)
33 artisti in 3 atti Sarah Thornton (Feltrinelli)
Il muggito di Sarajevo Lorenzo Mazzoni (Spartaco)
Confesso che ho vissuto Pablo Neruda (Mondadori)

:: Monstress vol. 1 e vol. 2 di Marjorie Liu e Sana Takeda (Mondadori 2017) a cura di Elena Romanello

29 novembre 2017 by

Monstress unoOscar Ink, la nuova etichetta di graphic novel della Mondadori, sta pubblicando una delle serie a fumetti più interessanti di questi ultimi anni, Monstress edita dalla Image Comics, realizzata a quattro mani da Marjorie Liu e Sana Takeda e vincitrice recentemente del prestigioso Hugo Award.
Monstress immerge fin dalle prime pagine in una storia che inizia in mezzo all’azione e dove fatti e personaggi verranno spiegati dopo e man mano, all’interno di un universo ricco di suggestioni, tra fantasy, steampunk, post apocalittico. Un mix non facile da seguire ma che appassiona, con richiami ai manga, Inuyasha di Rumiko Takahashi in testa nella caratterizzazione di alcune creature per metà animali, alle graphic novel di Neil Gaiman, che ha adorato i gatti e il disegno, e di Alan Moore, agli universi di Lovecraft, per citare solo le prime cose che possono venire in mente immergendosi nelle pagine cupe e colorate di questa storia insolita e ammaliante.
Monstress si svolge in un’Asia alternativa e in in futuro remoto, dove convivono cinque stirpi di esseri viventi: gli umani, i gatti, gli arcani, gli antichi e gli dei, in uno stato di guerra permanente. Tra le varie fazioni si distinguono nella lotta per ottenere potere e poteri una casta di sacerdotesse mistiche, le Cumaea, e gli arcani, creature magiche ibride metà uomini metà antichi, nel cui corpo scorre un elemento mistico, il Lilium, che le sacerdotesse usano per avere più potere, al prezzo ovviamente della morte dell’avversario.

monstress due

Sullo sfondo di lotte spietate e sanguinose si muove la protagonista, la ragazza arcanica Maika Halfwolf, che si finge umana, e che è in cerca della verità sul suo passato, per capire anche quale entità misteriosa si cela dentro di lei. Sulla sua strada Maika troverà molte minacce, ma anche aiuto, spesso da creature ai margini tra le varie stirpi come lei.
Una storia che mette al suo centro un personaggio femminile, a metà strada tra le supereroine a stelle e strisce e le protagoniste guerriere dei manga, in un universo inedito e complicato, che però una volta che avvolge è difficile lasciare e si vuole ritrovare al più presto. La serie è in corso di pubblicazione e le autrici stanno lavorando ai nuovi capitoli.
Monstress parla di identità e diversità, di femminismo e degli effetti di tutte le guerre in termini di devastazione e dolore, in chiave fantastica ma tra le righe emerge il mondo reale, con le discriminazioni, i contrasti, l’intolleranza ma anche il provare a volere, in mezzo a tanta sofferenza, una società migliore.

Marjorie Liu, classe 1979, di Philadelphia, è autrice di numerosi romanzi urban fantasy delle saghe The Hunter Kiss e Tiger Eye nonché di sceneggiature per i fumetti Marvel delle serie NYX, X-23, Dark Wolverine, e Astonishing X-Men. Il suo sito ufficiale è www. marjoriemliu.com

Sana Takeda è un’illustratrice e artista specializzata in fumetti. Nata a Niigata, risiede ora a Tokyo. A 20 anni ha iniziato la carriera come designer per le animazioni 3D presso SEGA, azienda giapponese di videogame, e a 25 è diventata un’artista freelance, attività che continua a esercitare. Ha lavorato a titoli come X-23 e Ms. Marvel per Marvel Comics, mentre in Giappone svolge prevalemente l’attività di illustratrice di giochi di carte collezionabili. Il suo sito ufficiale è http://www.sanatakeda.com/

Source: volume uno acquisto personale del recensore, volume due omaggio dell’Ufficio stampa Oscar Ink a Lucca Comics and Games che ringraziamo.

#Libriinarrivo #Novità #InLettura #N°4

29 novembre 2017 by

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