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:: La dieta della plastica. Tutta la verità sulla plastica che mangiamo e che beviamo! di Pasquale Cioffi

31 maggio 2018

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Tutto ha avuto inizio con l’Età della Pietra, che inizia con la comparsa dell’uomo sulla Terra (circa due milioni e mezzo di anni fa). Poi c’è stata l’Età del Rame (3000-2200 a.C.), quella del Bronzo (2200-1200 a.C.), quella del Ferro (1200-750 a.C.) e così via, fino a giungere all’Età odierna, che io definirei l’Età della Plastica. Essa segue l’Età Contemporanea, che va dal 1815 fino all’invenzione del sacchetto di plastica, il simbolo della nuova epoca, attribuita all’ingegnere svedese Sten Gustaf Thulin, che depositò il brevetto nel 1965 per la compagnia Celloplast. L’epoca in cui viviamo sarà ricordata dai posteri come il periodo storico in cui mangiamo plastica (contaminati vari migrati dagli imballaggi), cuciniamo in tegami di plastica (stampi in silicone, carta da forno, pentole con strato antiaderente), ingrassiamo a causa della plastica (sostanze obesogene della plastica), respiriamo plastica (composti della combustione della plastica come le diossine o componenti volatili della plastica), indossiamo plastica (tessuti sintetici), dormiamo su materassi di plastica, viviamo in comodi edifici fatti di plastica, navighiamo con navi di plastica, voliamo con aerei di plastica, ci muoviamo con macchine di plastica, comunichiamo attraverso la plastica (reti, cavi, computer), vediamo attraverso lenti di plastica, i nostri figli giocano con giocattoli di plastica, facciamo l’amore con la plastica (sexy toys) e parti anatomiche del nostro corpo vengono sostituite da protesi di plastica. Poi ci ammaliamo di malattie incurabili o gravemente invalidanti a causa della plastica, pensiamo al figlio che non abbiamo mai avuto a causa della infertilità causata dagli interferenti endocrini della plastica e infine accudiamo con tutto l’amore possibile il nostro unico figlio con gravi disturbi neurologici per colpa della plastica (interferenti endocrini). Insomma la plastica è un male necessario ma comodo, è come un abito sartoriale fatto su misura ma che piano piano si ristringe e ci stritola in una spirale senza vita. Non mi sorprenderei se presto ci faranno nascere in uteri di plastica! Stiamo assistendo alla plastificazione di tutto. La plastica sta progressivamente sostituendo tutti gli altri materiali in tutti i settori. Come un’entità divina essa ha creato un suo Impero, che uccide tutte le forme di vita, compresa quella umana e domina indiscussa su tutto e su tutti: ha creato dal nulla un suo Continente, il “Pacific Trash Vortex” definito il Sesto Continente1. Si tratta di un’enorme discarica di plastica galleggiante distinta in due isole che si concentrano nei pressi del Giappone ed ad Ovest delle Hawaii, equivalenti a centomila tonnellate di ammasso di plastiche con un’estensione di superficie paragonabile a quella del Canada e che gli elementi del mare stanno polverizzando in nano-particelle, che entrano nella catena alimentare perché se ne nutrono molluschi, delfini, uccelli marini, tartarughe, ed alla fine anche noi umani. Basta mangiare cozze, vongole e ostriche per essere certi di aver ingerito microparticelle e nanoparticelle di plastica, che trasportano il loro carico di veleno fatto di ftalati e bisfenoli. A causa delle loro piccolissime dimensioni esse vengono in parte assorbite dal tratto gastro-intestinale e non si sa ancora se e dove si accumulano e quali danni potrebbero provocare. Nel 2016 su richiesta della Germania, l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha ammesso che non c’è una normativa che regolamenti la presenza di questi nuovi contaminanti sia nelle bevande che nei cibi ed in attesa di nuovi studi, che possano approfondire gli aspetti tossicologici ed ambientali, si riserva di adottare misure che possano tutelare la salute pubblica. Intanto le microplastiche e le nanoplastiche non aspettano! Esse sono entrare nel ciclo dell’acqua, poiché la loro componente volatile evapora con l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi e viene trasportata dalle nubi, che condensando, fanno precipitare al suolo sotto forma di pioggia o neve o altro queste minuscole particelle di plastica Le dimensioni così ridotte permette loro di penetrare negli strati più profondi del terreno e di raggiungere le falde acquifere, da cui viene captata l’acqua potabile degli acqudotti pubblici e quella imbottigliata. In uno studio internazionale, che ha coinvolto 259 campioni acqua minerale in bottigliata di 11 differenti brand, proveniente da 14 Paesi, localizzati nei cinque continenti, stati contati 325 particelle di plastica per litro d’acqua.

Oggi la normativa europea tutela il consumatore obbligando il produttore a portare sul mercato alimenti che abbiano contaminanti che rientrino in valori limite considerati tollerabili, ma non tiene conto dell’effetto additivo o sinergico (moltiplicativo) che lo stesso contaminante o contaminati diversi potrebbero avere sullo stesso individuo che, a sua volta, quotidianamente è esposto a molteplici fonti di inquinamento quali aria, acqua e alimenti. Per farvi comprendere meglio che cos’è l’effetto additivo di un contaminante, vi riporto l’esempio delle potenziali fonti di una classe oramai ubiquitaria come i perfluorocarburi (PFOS, PFOA). I perfluorocarburi sono:

–        rilasciati dalle pentole antiaderenti in pietra, magari perché durante la frittura di pesce abbiamo usato con troppa veemenza un mestolo di acciaio, che ha raschiato il fondo;

–        presenti nel pesce stesso, che è una delle principali fonti di esposizione per l’uomo per questo contaminante;

–        inalati nelle nostre case blindate a prova di ladro come polveri sottili, dove si accumulano intrappolate da porte e finestre performanti a prova di spifferi;

–       assorbiti per via trans-dermica, quando la nostra pelle entra in contatto diretto con le fodere del nostro divano, o del sedile dell’auto, oppure indossando scarpe o indumenti tecnici sportivi ad alta prestazione tutti trattati con perfluorocarburi impermeabilizzanti. In definitiva le varie frazioni di perfluocarburi singolarmente risultano al di sotto dei limiti di legge ma sommate potrebbero superarlo e quindi rappresentare un grave rischio per la salute pubblica. Questo aspetto lo ritengo un fattore chiave per comprendere come oggi la nostra salute sia messa in pericolo nonostante cerchiamo di condurre una vita sana, dedita allo sport e alle sane abitudini alimentari. Inoltre la normativa europea non tiene conto che noi siamo degli esseri viventi, non oggetti inanimati, per cui non può valere la regola del valore soglia per kg, litro o superficie di esposizione. Noi ci muoviamo, interagiamo con l’ambiente circostante ogni secondo, ne siamo parte integrante, siamo in un continuo ed inevitabile inter-scambio gassoso, materiale, spirituale con esso. E’ doveroso rimodulare le nostre abitudini alimentari ed il nostro stile di vita per ridurre e addirittura azzerare alcune importanti fonti di inquinamento e fattori di rischio. Un’immagine, che sa descrivere in maniera efficace la gravità di ogni fonte di esposizione/contaminazione è quella della “goccia che fa traboccare il vaso”. Sicuramente non possiamo evitare di respirare l’aria inquinata della nostra città, a meno che non ci trasferiamo tra i ghiacciai del Polo Nord, ma possiamo scegliere di non usare le pentole antiaderenti in perfluorato proprio per non rischiare di beccarci quella famosa goccia, che farà traboccare irrimediabilmente il nostro “vaso-salute”. Quindi ogni goccia è importante tanto quanto il vaso stesso, cioè da ogni fonte di esposizione può dipendere il nostro stato di salute. Un discorso a parte andrebbe fatto per quanto riguarda la presenza simultanea di più contaminanti, che separatamente potrebbero essere nei limiti di legge ma che insieme potrebbero generare un cosiddetto “sinergismo d’azione negativo” ossia moltiplicare la loro tossicità. Quest’area è ancora del tutto inesplorata sia dalla Scienza sia di conseguenza dal punto di vista normativo, a causa delle innumerevoli variabili in gioco e della complessità dei modelli di studio da adottare per simulare almeno le interazioni più frequenti e pericolose per la salute umana. Per un qualsiasi professionista della salute, le interazioni negative tra sostanze sono un fenomeno reale, scontato, certo. Nel mondo della farmaceutica le interazioni farmacologiche pericolose conosciute, farmaco-farmaco o farmaco-alimento, che potrebbero creare danni irreversibili o addirittura portare alla morte, sono migliaia. Per esempio: il succo di pompelmo contiene un potentissimo inibitore del più importante sistema enzimatico che a livello epatico metabolizza e quindi inattiva i farmaci. Ciò significa che se un paziente assume regolarmente un farmaco anticoagulante per anni e, ad un certo punto, comincia a bere succo di pompelmo, nell’arco di pochi giorni rischierà di andare incontro a pericolosissimi fenomeni emorragici, perché l’anticoagulante non venendo più inattivato dal fegato si accumulerà pericolosamente fino a raggiungere dosi letali. Tutto questo non deve intimorirci. Non dobbiamo vivere con l’ossessione o la paura di ammalarci ma, al contrario, dobbiamo essere consapevoli del bene prezioso che abbiamo avuto in dono da Madre Natura e quindi rispettare fino in fondo questo bene, cioè la vita che non ha prezzo, non si può vendere, né si può comprare ma solo salvaguardare. Quindi la nuova logica della rieducazione alimentare descritta in questo manoscritto vi renderà più forti nelle scelte della vita di tutti i giorni. Se vogliamo cambiare il mondo in meglio, tutti insieme dobbiamo essere consapevoli che noi siamo il mondo, noi siamo il mercato e noi con le nostre scelte quotidiane decidiamo il mercato e il mondo che viviamo! Sono certo che quando finirete di leggere questo libro vedrete il mondo con occhi diversi e prenderete coscienza che la prossima guerra da combattere sarà quella contro la plastica. Inoltre credo che per salvare noi e il nostro pianeta questa guerra dobbiamo affrontarla fin da subito ed in questo libro spiegherò come si può fare.

(Uscirà entro un mese in self pubblishing).

Pasquale Cioffi. Nato a gennaio nel 78 in valle caudina. Sin da piccolo ha mostrato subito interesse per la chimica e l’ambiente. Ha conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche ed ha svolto un periodo di due anni come ricercatore chimico presso la multinazionale Sigma-Tau nella sintesi di nuove molecole ad attività anti-tumorali. Ha conseguito un dottorato in Oncologia Medica ed attualmente è impegnato nella preparazione delle terapie infusionali per i pazienti onco-ematologici presso l’Ospedale civile di Pescara. Da anni la sua vita è stata improntata alla ricerca della cause ambientali che sono alla base dei mali incurabili della nostra epoca, quali i tumori, le leucemie, e tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica per adottare i rimedi giusti per salvarsi da questi killer silenziosi.

:: Un’ intervista con Elisa Nicoli – autrice di “Bolle in libertà – Le tue personali ricette fai- da – te per la bellezza e la cura della casa. 50 cosmetici e detersivi eco e biologici”

13 marzo 2018

Bolle in libertàBenvenuta Elisa su Liberi di scrivere e grazie per avere accettato questa intervista. Classe 1980, sei nata a Bolzano. Sei una regista di documentari e una scrittrice. Tuoi i libri “L’erba del vicino”, “100 cult in padella”, “L’Italia selvaggia”,Pulizie creative”, “Questo libro è un abat jour”, “Senza pesare sulla terra”. Tuoi siti di riferimento elisanicoli.it e autoproduco.it. Parlaci di te, presentati ai lettori del nostro blog.

Ciao a tutti, grazie a voi di avermi contattata! Se conto il numero dei libri che ho scritto mi impressiono da sola: 7 libri in 7 anni. Ho iniziato a scrivere per puro caso, anche se mi è sempre piaciuto scrivere, non avevo mai pensato di farlo diventare un lavoro. Ho studiato comunicazione e mi sono specializzata in cinema documentario. Ho sempre pensato alla regia come al mio lavoro dei sogni. E poi mi son ritrovata a scrivere il primo articolo, nel 2007, per il mensile Terra Nuova. Avevo conosciuto il direttore ad una fiera, con la scusa di chiedergli se avesse intenzione di distribuire documentari assieme ai libri che pubblicava. Chiacchierando, è venuto fuori che facevo detersivi in casa. Mi ha quindi chiesto di scrivere un articolo con questo argomento. Mi sono divertita, a loro è piaciuto… e ho continuato a scrivere, finché, sempre per caso, Altreconomia, la mia attuale casa editrice, non mi ha chiesto di realizzare un libro. Tutta un’altra dimensione temporale e tutto un altro tipo di lavoro. Ma quando l’ho visto tra le mie mani, appena stampato, mi ha dato una tale soddisfazione che non ho più potuto smettere. Scrivere libri è una specie di droga. Al mio lavoro di regista di documentari si è quindi affiancato quello di scrittrice.

E ora per Altreconomia è uscito il tuo nuovo libro Bolle in libertà – Le tue personali ricette fai- da – te per la bellezza e la cura della casa. 50 cosmetici e detersivi eco e biologici. Seguito naturale di Pulizie creative. Ce ne vuoi parlare?

La prima edizione di “Pulizie creative” risale al 2011. Erano passati circa 4 anni dall’inizio delle mie sperimentazioni sull’autoproduzione di detersivi e saponi. Ancora poco sapevo di cosmesi. All’epoca in Italia si trovava ancora scarso materiale su queste tematiche e il mio libro ebbe un successo incredibile, che si è protratto negli anni. In tutto saranno state vendute quasi 10mila copie. Era un libro piccino, completo per la parte dei detersivi, ma un po’ scarso sulla parte della cosmesi. Dal 2011 son passati 7 anni di ulteriori esperimenti e approfondimenti e studi scientifici e contatti con chimici di professione. Sentivo l’esigenza di scrivere qualcosa di più articolato e complesso. Un nuovo libro che colmasse una nuova lacuna in Italia: un libro serio e professionale di autoproduzione di cosmetici e detersivi, sia per persone alle prime armi, sia per coloro che volessero ampliare le proprie competenze in materia di “spignattamento”. E così, più di 10 anni dopo l’inizio delle mie prime autoproduzioni ho pubblicato un nuovo libro.

È un manuale che raccoglie decine e decine di ricette fai da te per la cura della bellezza e della casa. Ogni ricetta da te formulata è frutto della tua pluriennale esperienza nella composizione di cosmetici e detersivi eco e biologici. Tutto questo studio nasce essenzialmente per difendere la salute dei consumatori e del pianeta. Come hai acquisito questo spirito green?

Con una spiccata sensibilità ambientale credo di esserci nata. Ne ho parlato approfonditamente nel mio libro autobiografico “Senza pesare sulla terra” (Ediciclo editore). Mia madre viene da una famiglia di 10 persone, in un ambiente dove era scontato non sprecare. È stata probabilmente lei a farmi sentire forte l’esigenza di rispettare questo nostro pianeta. E poi probabilmente anche il mio amore sconfinato per la natura, cioè per tutto quello che non è stato creato dall’essere umano. I boschi, le rocce, le cime delle montagne. Amo tutto questo talmente tanto, che è naturale per me averne un profondo rispetto.

Il volume è diviso in due parti: una dedicata alla cura della persona, con ricette specifiche, saponi, deodoranti, creme, tonici, e una alla cura della casa con ricette basi per tutti i tipi di pulizia, dai panni, ai pavimenti, ai casi disperati: frigo, forno, scarichi intasati, muffa. Un vero e proprio manuale dalla a alla z?

Sì, rispetto al mio “Pulizie creative” questo è un manuale (quasi) completo, che finalmente risponde a (quasi) tutti i bisogni di una persona che vuole prendersi cura di sé, della propria casa e dell’ambiente in cui vive. Certo… quel “quasi” mi permetterà di fare una nuova edizione con nuove ricette… ci sto già lavorando… almeno sulla parte della cosmesi.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’uso continuativo di detergenti chimici aggressivi oggi in commercio per la pulizia della casa può procurare reali danni alla salute delle donne che svolgono lavori di casa o lavorano per imprese di pulizia. Hai la percezione che questi pericoli siano efficacemente segnalati?

Oddio. Il concetto di “detergenti chimici” è un po’ troppo vago. Anche i detergenti per la casa che propongo nel mio libro sono chimici. Senza chimica… non c’è detergenza. Quello che può procurare problemi alla salute di chi ne fa largo impiego (e non a livello casalingo, ma a livello professionale) sono prodotti con una forte azione antibatterica e prodotti con profumazioni di sintesi eccessive (e non garantite ipoallergeniche). I detergenti, insomma, più aggressivi. A livello casalingo è più probabile incorrere in dermatiti da contatto, soprattutto per quel che riguarda i detersivi per la lavatrice. Dal primo giugno 2017 è obbligatoria in tutta l’Unione Europea una nuova etichettatura dei prodotti chimici (detergenti inclusi), che rende molto più evidente in fase d’acquisto i rischi che incorriamo se usiamo quel dato prodotto.

La coscienza ecologica e l’attenzione per l’ambiente sono temi di stretta attualità, non così diffusi nonostante gli allarmi anche delle organizzazioni internazionali. Spesso le persone vicine a queste tematiche vengono ancora considerate eccentriche o perlomeno delle persone che esagerano il problema. Nel tuo ambito, nella tua esperienza, le persone che si rivolgono a te, comprano i tuoi libri, ti chiedono consigli magari tramite i tuoi siti, vivono il tutto come una moda o percepisci delle esigenze più profonde?

Da quando mi occupo di autoproduzione e di educazione ambientale, cioè dal 2006-2007, le cose sono sensibilmente cambiate. In meglio. Molte più persone si sono avvicinate ai temi dell’autoproduzione, non considerando più il farsi le cose in casa come “eccentricità”, ma come necessità. Molte persone che ho incontrato nei miei corsi (terzo lavoro che faccio…) sono interessate a questi argomenti soprattutto per un’aumentata sensibilità ambientale. Molte persone ci si avvicinano al primo figlio. È lì che cominciano a porsi domande rispetto a ciò che utilizzano quotidianamente. Non ho mai conosciuto nessuno personalmente che facesse scelte di rispetto dell’ambiente per moda. Quello è più legato secondo me al settore alimentare.

L’autoproduzione casalinga è in netto aumento. Hai dei dati di riferimento su questo tema?

Dati non credo esistano. Non ho mai cercato. Sicuro è che c’è stato un aumento esponenziale di blogger, canali YouTube, pubblicazioni da quando ho cominciato ad oggi. E sicuro va di pari passo con un’aumentata domanda di queste tematiche.

Metti anche in guardia dalle fake news e da tutto quello che circola su internet che a volte può davvero essere pericoloso. Come difendersi?

Come per le altre fake news per difendersi serve la testa e il buonsenso. Non si può prendere come oro colato tutto quello che si trova su internet (e per la verità anche su alcuni libri ho trovato degli strafalcioni enormi). È necessario un giusto senso critico rispetto a tutto quello che si legge. La ricerca delle fonti è fondamentale: chi ha fatto quell’affermazione? Su quali basi? Ci sono dei dati oggettivi a supporto di quello che scrive? Che autorevolezza ha chi scrive? Ha le competenze necessarie per scrivere? Si pone con un approccio scientifico o sensazionalistico? Porsi domande, non cercare disperatamente risposte.

Insegni poi come leggere un’etichetta e interpretare l’INCI International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. Vero?

Non è un’impresa semplice, ma cerco di dare un orientamento rispetto ad una lettura critica dell’etichetta di un cosmetico (e di un detersivo). Non è semplice, perché la lista degli ingredienti ammessi e codificati con l’INCI è lunghissima, quindi è impossibile anche per chi fa il formulatore di professione conoscere tutti gli ingredienti. Ciò che offro è una classificazione di massima, in cui considero i più recenti dati scientifici (e attendibili) rispetto alle componenti più diffuse.

In termini di risparmio, quanto conviene utilizzare detersivi e detergenti eco e biologici? Hai fatto delle stime anche generiche?

Sebbene io abbia iniziato a realizzare detersivi per risparmiare (rispetto all’acquisto di detergenti bio-ecologici) non mi sono mai più posta il problema della spesa effettiva. Le mie priorità sono altre e le ho chiaramente dichiarate nel libro. Non sempre con l’autoproduzione si va a risparmiare: se si vogliono detergenti che funzionino almeno quanto quelli bio-eco, occorre utilizzare delle materie prime che a volte possono essere piuttosto costose. Dipende da dove si riesce a recuperare ciò che ci serve. Un esempio: se avete amici che vanno a Livigno fatevi portare dell’alcol a 95° (invece di 15€ ne spenderete 3€ a litro) e in questo modo avrete dei prodotti altamente performanti ad un prezzo ridicolo (come lo spray per vetri sgrassante e il disinfettante per WC).

Grazie del tuo tempo, e stato un piacere parlare con te. C’è un indirizzo che vuoi segnalare dove i tuoi lettori ti possano contattare?

I miei siti che hai segnalato vanno benissimo! Mi potete anche contattare su Messenger (sperando che Facebook non filtri troppo le richieste). Grazie a voi per la stimolante intervista!

:: Scoprirsi down. La storia di Alberto, raccontata da lui stesso di Alberto e Ezio Meroni (Edizioni San Paolo 2018)

27 febbraio 2018
Scoprirsi down_Cover

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Alberto è un ragazzo come tanti, nato a Desenzano del Garda nel 1994. Un ragazzo che ha deciso, assieme a suo padre Ezio, di farci un grande dono, raccontarci la sua vita. Dalla nascita (il suo era uno spermatozoo molto consapevole) ai giorni nostri, ormai adulto. Dal 2015 con un impiego, lavora infatti come cameriere e cuoco presso il ristorante Hortus di Cusano Milanino.
Una storia di successo la sua, nessun grande eclatante avvenimento, ma tanti piccoli tasselli di una vita che sì possiamo definire felice. Due genitori che l’hanno amato e cresciuto, dandogli la migliore educazione possibile, una grande passione lo sport, la pallavolo, la scuola, le uscite con gli amici, l’oratorio, ripeto una storia simile a quella di tanti e tanti ragazzi che vivono nel nostro paese.
Una storia che comunque andava raccontata, e Alberto con il suo stile limpido e tranquillo, venato anche da una sottile e divertita ironia, lo fa consegnando la sua vita a noi. Di solito chi scrive di sé, e traccia una propria biografia non avendo ancora raggiunto la vecchiaia, (Alberto ha ancora tutta la vita davanti), lo fa se è stato protagonista di eventi drammatici rapimenti, aggressioni, tragedie più o meno varie, Alberto invece ci vuole trasmettere la sua felicità di avere avuto il dono della vita, l’amore di una famiglia, di essere riuscito a superarare i piccoli e grandi ostacoli che ha trovato sul suo cammino. Una storia felice, di esempio anche per altri.
Leggendo questo libro si ha la netta sensazione di leggere la storia di un ragazzo normalissimo, comune, con le sue gioie e le sue tristezze, e se non fosse che proprio lui ci ricorda la particolarità con cui è nato, noi non ce ne accorgeremo assolutamente.
Tutti i ragazzi hanno problemi a scuola, difficoltà con i compagni. Essere vittima di anche velate forme di bullismo è capitato più o meno a tutti. Tutti i ragazzi si possono sentire emarginati, derisi, non capiti, a volte vittime dell’ignoranza o della vera e propria cattiveria. Sono cose che capitano a tutti, anche a chi ha tutti i cromosomi giusti nelle proprie cellule.
E Alberto ne ha qualcuno in più. Ha gli occhi a mandorla, e alcune caratteristiche tipiche di chi ha la Sindrome di Down o Trisomia 21.
Ormai la scienza permette di individuare questa anomalia genetica prima della nascita, e si può scegliere di interrompere la gravidanza. I genitori di Alberto, hanno rifiutato l’amniocentesi, e anche se l’avessero scoperto, entrambi credenti, non avrebbero escluso questa vita. Insomma gli hanno dato una possibilità, e Alberto ha fatto di tutto per giocarsela, per conquistare una vita indipendente e normale.
Scoprirsi down, libro narrato in prima persona, parla della sua vita e pone a noi alcune questioni morali che non sono mai semplici. Né per i genitori, né per i medici, né per chi dovrà vivere poi per tutta la sua vita con alcune limitazioni, che indubbiamente ci sono. Ma la Sindrome di Down non pregiudica la vita, non è come nascere senza un organo vitale.
Alberto ha lottato per la sua, e l’ha fatto con grande coraggio e forza.
Non è stato cresciuto come un “poverino”, da due genitori che con grande intelligenza hanno capito che dovevano trattarlo come un ragazzo normale, sgridarlo quando si comportava male, premiarlo per i suoi successi, senza pietismi o sensi di colpa.
Vivere con una disabilità, non è facile, ma è proprio vivere che non è facile, e di esseri perfetti non ce ne sono. Poi ognuno compie le sue scelte, ma è interessante per una volta sentire la voce di un diretto interessato. Buona lettura.

Alberto Meroni è nato a Desenzano del Garda nel 1994 e vive a Cinisello Balsamo. Dopo aver conseguito l’attestato presso l’Istituto Alberghiero Olivetti di Monza, ha svolto un tirocinio lavorativo di due anni seguito dalla Cooperativa Sociale In-Presa di Carate Brianza. Dal luglio 2015 lavora come cameriere e cuoco presso il ristorante Hortus di Cusano Milanino, assunto con un contratto di formazione trasformatosi poi in un rapporto a tempo pieno e indeterminato. Oltre alla cucina ha un’altra grande passione: la pallavolo. Quando gli impegni glielo consentono, segue le partite del Vero Volley Monza con il gruppo degli ultras. Inoltre è assistant coach di una formazione giovanile della medesima società e gioca nella squadra Special Olympics, nata dalla collaborazione tra il Vero Volley e l’Associazione Tremolada. Il sogno nel cassetto? Aprire un ristorante tutto suo sul Lago di Garda.

Ezio Meroni è nato a Cinisello Balsamo nel 1954. Appassionato di storia locale, ha scritto diversi volumi sulla comunità e sulla parrocchiale di Sant’Ambrogio, sull’antica chiesetta di Sant’Eusebio, sul Movimento Cooperativo, sull’antifascismo e sulla Resistenza. Nel 2004 per San Paolo ha pubblicato Sentieri di Libertà e il racconto La Messa partigiana, inserito nella raccolta antologica Misteri di Natale. Successivamente ha dato alle stampe alcune biografie di importanti personaggi nella storia di Cinisello Balsamo. Nel 2011 è uscito il suo romanzo Angela. Una storia d’amore nella guerra partigiana, seguito tre anni dopo dalla ricerca biografica Vittorio Beretta Un segno per la città.

Source: libro inviato dalle Edizioni San Paolo. Ringraziamo Alessandro dell’ Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Bolle in libertà – Le tue personali ricette fai- da – te per la bellezza e la cura della casa. 50 cosmetici e detersivi eco e biologici di Elisa Nicoli (Altraeconomia Edizioni 2018)

21 febbraio 2018

Bolle in libertàIl dubbio che l’uso continuativo di detergenti chimici per la pulizia della casa possa procurare danni alla salute ce l’avevamo più o meno tutti. Per cui non stupisce che l’Università di Bergen in Norvegia abbia commissionato una ricerca, ora pubblicata su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, che monitora la capacità polmonare di un campione di persone che per lavoro o per necessità familiari si occupano di questo compito. Lo studio è durato 20 anni, e all’inizio della ricerca le persone coinvolte avevano circa 34 anni. Lo studio ha rilevato inoltre che: confrontando le donne che non si dedicavano alle pulizie con coloro che invece le facevano con regolarità, il volume espiratorio forzato a un secondo (Fev1), cioè la quantità di aria che si può espirare forzatamente in un secondo, risultava ridotto di 3,6 millilitri (ml)/anno più velocemente nelle donne che si dedicavano alle pulizie di casa e di 3,9 ml/anno più velocemente nelle addette alle pulizie. (fonte Ansa)

La lettura di questo articolo mi ha ricordato che volevo parlarvi di un libro di cui Altraeconomia Edizioni mi ha mandato il Comunicato stampa: Bolle in libertà” Ricette fai-da-te per la bellezza e la cura di casa. 50 cosmetici e detersivi eco e biologici alla portata di tutti. Il nuovo libro di Elisa Nicoli. Premetto che non ho potuto visionare l’intero volume, ma solo il PressKit con l’indice dell’opera e alcune ricette. Diciamo il volume è diviso in due parti, una dedicata alla cura della persona, con ricette specifiche, e una alla cura della casa con ricette basi per tutti i tipi di pulizia, dai panni, ai pavimenti, ai casi disperati: frigo, forno, scarichi intasati, muffa. In conclusione una bibliografia e web, siti e applicazioni, elenco dove trovare le materie prime e rivenditori.

L’uso di questi detergenti eco e biologici oltre al vantaggio per la salute personale, comporta anche un bene per le acque e il Pianeta, contribuendo a accrescere il nostro spirito ecologico.

Ecco un esempio di una ricetta. Buona lettura!

ricetta

Elisa Nicoli (Bolzano, 1980) è regista di documentari e scrittrice, oltre che appassionata di cammino e viaggio. Autrice di numerosi libri quali “L’erba del vicino” (Altreconomia), “100 cult in padella” (Altreconomia), “Questo libro è un abat jour” (Ponte alle Grazie-Altreconomia) e della guida “L’Italia selvaggia (Altreconomia), oltre che del grande successo “Pulizie creative”, da cui prende le mosse questo libro. Per Ediciclo ha scritto “Senza pesare sulla terra” (Ediciclo). Ha all’attivo 10 anni di esperienza reale in autoproduzione di cosmetici e detersivi. I suoi siti di riferimento sono elisanicoli.it e autoproduco.it

:: Autismo – Pensieri e Parole a cura di Federica Belleri (Historica edizioni 2017)

24 dicembre 2017
autismo

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L’autismo non è una malattia, è una condizione. La sindrome dello spettro autistico ha una vasta gamma di sintomi e di gravità, per cui mai come in questo caso un bambino autistico è da considerare un caso a sé, come sono singoli e unici tutti i bambini. Un bambino autistico ha una diversa percezione della realtà, un diverso modo di comunicare, di interagire con gli altri, e proprio per questo implica impegno, nel cercare di capire il suo mondo sia da parte dei genitori, degli educatori dei medici che l’hanno in cura. Questo si impara leggendo AutismoPensieri e Parole, a cura di Federica Belleri edito da Historica Edizioni. Un percorso fatto di parole in cui genitori, fratelli, amici parlano della loro esperienza a contatto con bambini con questa sindrome. C’è rabbia, dolore, speranza, coraggio, ottimismo, tanti sentimenti che delineano un percorso che inizia con la diagnosi, (per tutti i genitori il momento più traumatico) e prosegue con la cura e il supporto che questi bambini necessitano, che può portare a veri miglioramenti anche se non alla vera e propria guarigione. L’origine della sindrome, la sua evoluzione, la sua diffusione (sembra che ci sia un incremento di questo dato) sono tutti temi dibattuti e complessi, che non prescindono mai dall’ affetto che questi bambini speciali suscitano, e ascoltando le voci di questi genitori, educatori, fratelli si ha un’ idea più veritiera di cosa l’autismo sia e di come si faccia a combatterlo. C’è molta indifferenza per questo tema tra i cosiddetti “sani” e “normali”. Se il problema non ti tocca da vicino insomma è difficile che si voglia approfondire il tema, quando invece per la sua portata sociale, e per la possibilità di poter o dovere interagire con persone autistiche ci dovrebbe portare tutti a volere sapere di cosa si tratta. Anche essere normali è una condizione, quando cosa sia la normalità nessuno lo sa veramente. Questo libro, con coraggio, porta queste voci, voci di genitori, fratelli, amici normali nelle nostre vite, ci fa riflettere, ci fa interrogare su quanta attenzione sensibilità necessitino alcuni bambini. Nulla di più, ma credo sia già tanto. Il volume è impreziosito dai disegni di Niccolò Pizzorno. Segnalo che i diritti d’autore sul venduto saranno devoluti al Centro Francesco Faroni di Brescia. Per effettuare una donazione libera: fo.b.a.p. onlus via michelangelo, 405 – 25124 brescia banco di brescia, ag.17 di via masaccio, 29 – brescia abi: 03500 cab: 11217 iban: it38p0311111217000000009000 causale: donazione centro francesco faroni.

Federica Belleri, è nata a Brescia nel 1970. Diplomata perito aziendale. Due figli. Appassionata lettrice, divoratrice di gialli, noir e thriller. I libri, per lei, non hanno età. Quando ne apre uno lo sradica, cercando le sfumature e i sottintesi. Il suo block notes  è colorato e fitto di appunti. Scrive per diversi blog letterari, tra i quali Sugarpulp di Matteo Strukul.  Ha scritto alcuni racconti, due dei quali sono stati pubblicati sull’antologia Racconti Bresciani (I II III edizione), edita da Historica Edizioni. Entrata da pochi anni in questo mondo bellissimo, ha già al suo attivo alcune presentazioni di autori, che lei ama incontrare per condividere emozioni e parole.

Source: pdf inviato dall’autrice.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Messaggi dall’aldilà – Guida alla quarta dimensione di Sylvia Browne (Mondadori 2013) a cura di Marcello Caccialanza

4 dicembre 2017

messaggi dall' aldilàMessaggi dall’aldilà rappresenta una sorta di vademecum ideale, che raccoglie in modo preciso e dettagliato quelle leggi che sottointendono l’energia psichica e i cosiddetti talenti extrasensoriali.
Il credere o meno a queste teorie non deve in alcun modo precludere la lettura di un testo che si presenta affascinante e coinvolgente nel suo contenuto e nel suo stesso ritmo narrativo.
Da una parte, infatti, chi è scettico ha la concreta possibilità di interpretare queste leggi come delle particolarissime forme di intuizione e di creatività.
Dall’altra parte, invece, i più romantici e sognatori possono fantasticare intorno ai numerosi nomi che queste forze hanno assunto nella medesima evoluzione temporale: Spiriti guida; Angeli; Ricordi di altre vite; Protezione contro gli attacchi delle potenze oscure; la Quarta dimensione.
Messaggi dall’aldilà è dunque un libro di un certo spessore perché mette finalmente in luce come la nostra civiltà ha saputo esplorare la regione più ricca ed interessante della nostra mente.
Esploratrice d’eccezione è l’autrice, una delle più famose veggenti americane. Il segreto della sua estrema competenza nel presentare un argomento alquanto ostico, si fonda senza dubbio nel buon senso e nella concretezza: nessun altro specialista in materia ha saputo dare tante notizie, consigli e vere e proprie istruzioni riguardo i nostri poteri extrasensoriali!
In quest’opera la stessa Sylvia Browne risponde, in maniera davvero appassionata e con una straordinaria naturalezza, ad importanti curiosità spirituali, quali l’identità degli Angeli; gli accadimenti che si susseguono dopo la morte ed ancora la veridicità dei fantasmi.

Sylvia Browne è la più famosa veggente americana. Appartenente ad una famiglia di medium, ha raggiunto il successo grazie alle sue straordinarie doti.
Negli Stati Uniti ha pubblicato fin’ora tre libri che sono arrivati ai primi posti della classifica dei bestseller del “ New York Times”.

Source: libro del recensore.

:: La dieta antiacido – Salvarsi lo stomaco e tornare in forma in 28 giorni di Jonathan E. Aviv (Centauria 2017)

30 ottobre 2017

la dieta antiacidoIl libro di cui vi parlerò oggi è un libro prezioso che davvero può risolvere un problema, molto diffuso, e spesso purtroppo sottovalutato, specialmente se è lieve, ancora nella forma iniziale. Di cosa parlo? del Reflusso Gastroesofageo e dei sintomi ad esso legati. Diagnosticarlo non è semplicissimo, spesso i sintomi sono così vari e insidiosi che difficilmente portano medici e pazienti a intraprendere i giusti passi per curarlo e arginare un problema dalle connotazioni di male sociale. Se soffrite di questo problema, o avete il sospetto di soffrirne, i consigli e le indicazioni di questo libro fanno al caso vostro. Non prescrive medicine, ma anzi tutti gli strumenti necessari sono nelle vostre mani, da un corretto stile di vita, a una corretta somministrazione dei pasti (quando, quanto frequentemente etc…), alla dieta stessa, che eliminando o sospendendo alcuni alimenti per un tempo determinato potrebbe davvero salvarvi la vita.

Ma andiamo con ordine, quali sono i sintomi e disturbi che potrebbero essere determinati da questa malattia. Ve li elenco (c’è anche un test a pag. 14 che vi aiuterà a capire se ne soffrite):

  • raucedine
  • tosse cronica e insistente
  • improvvisi mal di gola
  • gola chiusa
  • naso che cola
  • allergie
  • fiato corto
  • gonfiori addominali

Fate attenzione questi sintomi possono presentarsi con o senza bruciori di stomaco, sintomo che da sempre viene associato nell’ immaginario comune a questa malattia.
Mio padre ne soffriva, anche a causa della quantità di medicine che prendeva per le malattie più varie. Anche un sovra dosaggio di medicinali può causarlo.
In Europa, sono almeno sessanta milioni i pazienti che soffrono di malattie da reflusso, il disturbo più comune causato dagli acidi. Il totale supera quello delle persone colpite da malattie cardiache, diabete e celichia.
Per darvi un’ idea dell’entità del problema.

Cosa fare? (Sempre in accordo con il vostro medico curante, che deve sempre essere informato qualsiasi passo intraprendete nella variazione della dieta).
Questo volume scritto da Jonathan E. Aviv, medico chirurgo di fama internazionale, docente e conferenziere, nonché esperto di diete e benessere, viene, a oggi, considerato una delle maggiori autorità mondiali sulla diagnosi e il trattamento dei disturbi gastrici e del riflusso acido, docente di otorinolaringoiatria alla Ichan School Of Medicine di Mount Sinai, contiene un programma dietetico, frutto di otto anni di ricerche, che vi aiuterà ad arginare l’eccesso di acido che ingerite coi cibi e con le bevande (spesso gasate) e vi aiuterà a sbarrare la strada al flusso di succhi gastrici che risalgono lo stomaco, danneggiando anche i tessuti del vostro esofago.

Ma in cosa consiste il programma? Il programma è strutturato in due fasi (una di guarigione, e una di mantenimento) ed è arricchito con menù completi con oltre settanta ricette. Vi permetterà di riparare i danni, sia gravi che lievi che questo disturbo arreca, e vi offrirà uno schema necessario per adottare abitudini alimentari corrette a basso contenuto di acidi per il resto della vita. E i benefici correlati sono innumerevoli da un contenimento del diabete, al dimagrimento, alla prevenzione contro il cancro e le infiammazioni sistematiche.

Usare il cibo per guarire dunque si può. Questa è sicuramente la notizia più incoraggiante. Dunque parlavo di due fasi. La prima fase vi porterà alla guarigione e va seguita per 28 giorni. La seconda è la fase del mantenimento, dovrebbe durare minimo due settimane, e reintroduce alcuni cibi vietati e getta basi solide per un stile di vita definitivamente libero dagli acidi.
 
La fase dei 28 giorni comprende alimenti a basso contenuto di acidi e ricchi di fitochimica rigenerativi per la riparazione dei tessuti. Dovrete utilizzare alimenti caratterizzati da un pH pari o superiore a 5, tra cui proteine animali a basso contenuto di grassi, cereali integrali e una certa quantità di frutta e verdura, sarà così possibile tenere la pepsina sotto controllo e ridurre in modo drastico le lesioni.

In questa fase verranno eliminati alcuni cibi e sostanze:

  • bibite gassate
  • tabacco
  • alcolici
  • caffeina
  • cioccolato
  • menta
  • aglio
  • e cipolla crudi

La fase di mantenimento, che se estesa a tempo indeterminato vi aiuterà a vivere meglio, vi permetterà di reintrodurre nella vostra dieta la caffeina e alcune bevande alcoliche, aglio e cipolla cotti.
Insomma l’avete capito questo è un libro prezioso, ricco di consigli e suggerimenti e spiegazioni dettagliate, che vi tratta più che da pazienti, come collaboratori informati della vostra guarigione.
La parte terza spiega nel dettaglio il programma dei 28 giorni. E il capitolo 12 contiene una miniera di consigli per restare in forma.
Da segnalare le letture di approfondimento, e le fonti.

E un ultimo consiglio, questo mio, in tutte le cose usate buon senso e adattate il programma alle vostre esigenze, quando si tocca l’alimentazione si incide in una parte importante della propria vita, che non ha solo ripercussioni fisiche ma anche psicologiche. Leggere questi libri serve per conoscere, per vagliare informazioni e scoprire gli ultimi ritrovati legati alle scoperte scientifiche e a gli studi portati avanti. Sono poi necessari esami specifici prima di iniziare questo genere di programmi, e solo il vostro medico potrà indicarveli. Con la salute non si scherza. Ma più si consoce e più ci si può difendere. Quindi ne consiglio la lettura. Io pur non soffrendo di questo disturbo in modo conclamato, ne ho apprezzato molti benefici, soprattutto eliminando la caffeina, (il mio alto consumo mi aveva portato a sentire dolori quando la ingerivo) o perlomeno limitandola (ormai ne bevo una tazzina col latte del mattino, saltuariamente dopo il pasto principale, mai alla sera dopo le 17) in modo netto e notando una lenta ma graduale diminuzione del peso, associata a una più attiva attività fisica.

Jonathan E. Aviv è un medico chirurgo di fama internazionale. Docente e conferenziere, è un esperto di diete e benessere e una delle maggiori autorità mondiali sulla diagnosi e il trattamento dei disturbi gastrici e del reflusso acido. Indicato per undici anni consecutivi tra i Best Doctors in America, è il direttore clinico del Voice and Swallowing Center, il più grande centro medico privato per la cura di orecchie, naso e gola degli USA. Insegna otorinolaringoiatria alla Icahn School of Medicine di Mount Sinai.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca dell’Ufficio stampa Centuria.

:: Salute e benessere: come dimagrire in sicurezza e non solo – alcuni libri e consigli sull’argomento

18 ottobre 2017

Scrivo questo post perchè è un tema che mi tocca da vicino: ho rischiato di diventare obesa. Lo so è un problema diffuso delle società ricche occidentali, legato all’ alimentazione (pesticidi e conservanti e soprattutto diete sregolate giocano un ruolo fondamentale), alla vita sedentaria e alla mancanza di informazioni serie e responsabili. Ho raggiunto gli 80 Kg, per chi è alta come me circa 1,63 significa percorrere una strada pericolosa per la salute e il benessere generale.

Ho deciso perciò di informarmi.

Ci sono tanti ciarlatani in giro, che vendono pozioni miracolose, o danno consigli folli, per cui la prima cosa (come diceva un mio professore all’università) è comparare le fonti. Se una cosa viene detta e ripetuta da più specialisti è probabile che sia vera.

Quindi il primo consiglio che vi do è leggere e informarvi. Leggere libri, riviste, ascoltare programmi radio e televisivi tenuti da persone serie che mettono in gioco la loro credibilità, con anni di esperienza alle spalle.

Io ho iniziato a dimagrire camminando. La camminata veloce per circa 7 o 8 km al giorno (anche in salita) ha iniziato a mettere in moto il mio metabolismo. Camminare fa bene, si può dire è stata la mia salvezza. Fa bene all’umore, al fisico, e alla bilancia. Ho rafforzato i muscoli e bruciato il grasso. Anche una dieta su misura aiuta, e potenzia l’esercizio fisico.

Premesso che niente sostituisce una visita dietologica (un medico serio che valuta il vostro caso e vi dà una dieta personalizzata) leggere libri vi aiuta a prendere coscienza del problema e a decidere di fare qualcosa.

Ho scoperto la collana Sonzogno dedicata al Benessere e alla Salute, curata dal dott. Paolo Perucci, e vi elenco alcuni libri che potrete trovare interessante leggere:

paleo dieta su misuraRobb Wolf

LA  PALEO DIETA SU MISURA
perdi peso e trova la salute con i cibi adatti a te

Edizione italiana a cura di Paolo Perucci

Non riuscite a perdere peso? Non è colpa vostra. I più recenti studi mostrano che ogni organismo è predisposto, ciascuno a modo suo, a mangiare troppo, fare poco movimento e dunque a ingrassare, nuocendo alla propria salute. Ciò vuol dire che non esiste una “dieta ideale” valida per tutti, dal momento che ognuno reagisce in modo differente agli stessi cibi. Il segreto allora è riprogrammare il cervello, stabilendo innanzitutto qual è il vostro profilo e quale dunque l’equilibrio ottimale di sostanze che può migliorare il metabolismo: non tutti, per esempio, tollerano gli stessi tipi e la stessa quantità di carboidrati.

la paleo dietaDello stesso autore:

LA PALEO DIETA 

Lo stile alimentare che ha tenuto in forma l’uomo per due milioni di anni

I principi della paleo dieta si basano sull’alimentazione delle origini, fondendo le abitudini alimentari degli uomini del Paleolitico con le più recenti scoperte della genetica, della biochimica e dell’immunologia. Il risultato è una dieta che non solo aiuta a perdere peso, ma fa sentire più in forma e dinamici, riducendo il rischio di malattie legate a un’alimentazione sbagliata e innaturale. Non il solito manuale per dimagrire, ma un libro utile che insegna a stare bene e fare attenzione alla qualità del cibo.

contro lo zuccheroGary Taubes

Contro lo zucchero

Processo al peggior nemico della salute
(e della linea)

Negli Stati Uniti e in altri paesi, compreso il nostro, l’obesità è un problema molto comune. Il diabete, inoltre, è più diffuso che mai. Nel mondo industrializzato, queste e altre patologie a esse correlate – come per esempio l’ipertensione, le malattie cardiovascolari e i tumori – affliggono la nostra salute alla stregua di vere e proprie epidemie. Eppure gli stili di vita stanno cambiando: la lotta al sovrappeso è all’ordine del giorno e l’imperativo “mangia di meno e muoviti di più” sembra avere attecchito presso gran parte della popolazione.

il mito vegetarianoLierre Keith

Il mito vegetariano

Cibo, giustizia, sostenibilità: non bastano le buone intenzioni

«Non è stato un libro facile da scrivere, e per molti non sarà facile da leggere. Sono stata vegana per quasi vent’anni, animata da ragioni nobili e dal desiderio di salvare il pianeta, la sua natura selvaggia, le specie in via d’estinzione, e di non partecipare all’orrore degli allevamenti intensivi. Non volevo che mangiare significasse uccidere animali. Insomma, sono stata anch’io vittima del mito vegetariano e dei suoi molti malintesi.

perchè si diventa grassiGary Taubes

Perché si diventa grassi
(e come fare per evitarlo)

Perché alcuni sono magri e altri grassi? Che ruolo hanno genetica ed esercizio fisico sul nostro peso? Quali cibi mangiare e quali evitare? Perché le diete ipocaloriche sono inutili? La dieta sana è una sola, come mostra questa indagine accurata che ha rivoluzionato la scienza e la storia dell’alimentazione. Per decenni ci hanno insegnato che il peso forma si raggiunge mangiando poco e facendo molto esercizio fisico. Eppure, il numero degli obesi e dei diabetici non fa che aumentare.

Paolo Perucci (Roma, 1952) è medico. Tra i primi in Italia a intuire le potenzialità del metodo Zona, ne è convinto promotore fin dal 1999. È stato tra i primi al mondo a conseguire il titolo di Zone Certified Instructor (San Diego 2000) e poi, dal Dottor Sears, quello di Research Institute Certified Health Care Practitioner (Boston 2001). È l’ideatore, il curatore e il moderatore dei Forum del primo frequentatissimo sito italiano sulla ZONA, lazona.it, che, con oltre 50.000 visite mensili, costituisce da tempo un punto di riferimento per i cultori del metodo.
Autore di La Zona facile (2002), e della versione aggiornata La nuova Zona facile (2004), primo e unico manuale teorico-pratico scritto da un medico italiano che preveda un supporto online. Lavora a Brescia. Il suo sito è drperucci.it.

:: Eluana 6233 giorni, Claudio Falco, Marco Ferrandino, Martina Sorrentino (001 Edizioni, 2015) a cura di Elena Romanello

24 giugno 2017
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Il caso di Eluana Englaro, ragazza poco più che ventenne rimase vittima di un incidente nel 1992 finendo in uno stato vegetativo permanente in cui è rimasta fino al 2009 quando il padre è riuscito ad ottenere che si ponesse fine ad una pena di vita crudele, resta uno dei più toccanti ma anche vergognosi sul tema del fine vita non solo nel nostro Paese.
Per non dimenticare una questione che resta ancora aperta, visto che in Italia non c’è ancora una legge su fine vita e testamento biologico, la 001 Edizioni presenta una graphic novel che racconta la persona Eluana e soprattutto il calvario attorno alla sua agonia, dopo la tragica fatalità di un incidente non prevedibile che aveva posto alla sua vita allora.
Una storia restituita con efficacia, con uno stile di disegno realistico ma nello stesso tempo essenziale e una trama che ricorda gli snodi fondamentali di una battaglia di civiltà di un uomo, il papà di Eluana, solo contro burocrazia e bigottismo, ricordando cosa la figlia aveva detto di fronte ad una tragedia simile poi alla sua che aveva colpito un coetaneo.
Una graphic novel interessante per chi magari era troppo giovane allora, sono passati otto anni, ma anche per chi non vuole dimenticare un momento in cui si è visto in Italia il meglio e il peggio, raccontato tramite lo strumento delle nuvole parlanti, non certo meno efficace della pagina scritta, anzi, che si distingue per efficacia e concisione.
La narrazione a fumetti è corredata da un’introduzione di Maurizio Mori, professore di Bioetica all’Università di Torino e socio fondatore della Consulta di Bioetica, nonché suo presidente dal 2006 che ricorda l’importanza ancora oggi della vicenda di Eluana Englaro, da un intervento di Pina Florenzano, odontoiatra forense e fondatrice della sezione campana della Consulta di Bioetica, da cenni sullo stato delle leggi sul fine vita in Italia, da una bibliografia, ma anche da un’intervista a Beppino Englaro e dall’ultima lettera che Eluana scrisse ai suoi genitori per l’ultimo Natale che passò da viva.
Il fumetto ricostruisce la vicenda di Eluana attraverso alcuni nodi fondamentali, ma non si chiude con la sua morte, ma sulla sua nascita, con lei neonata vicino a quella che diventerà poi una sua amica nel reparto maternità, per ricordare che se è sacrosanto e naturale metterci nove mesi per nascere, è disumano e innaturale metterci 6233 giorni per morire.

Claudio Falco, napoletano, classe 1958, è medico ematologo all’ospedale Cardarelli di Napoli e sceneggiatore Bonelli per Dampyr. In passato ha collaborato con la Tornado Press.

Marco Ferrandino, anche lui napoletano, classe 1976, è autore e sceneggiatore di fumetti.Tra i suoi lavori ricordiamo la campagna RED per le donazioni del sangue e Le avventure di Neo, per sensibilizzare per la prevenzione del melanoma.

Martina Sorrentino studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è specializzata in linguaggio del fumetto presso la Scuola italiana di Comics e pubblica sul mensile ecologista Terra.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa di 001 edizioni, si ringrazia Antonio Scuzzarella.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Carnivori vs vegani, due titoli sul tema, a cura di Micol Borzatta

19 aprile 2016

Mangiare o non mangiare carne è un tema molto attuale, e soprattutto molto dibattuto. I motivi per una scelta o per l’altra sono vari e spesso non troppo consapevoli. Per alcuni è solo una moda, magari passeggiera, un modo per essere in, per altri è una scelta di vita con implicazioni morali e etiche, o per motivi di salute. Nei mesi scorsi si è parlato del fatto che la carne rossa possa essere cancerogena, tra ammissioni e ritrattazioni. La confusione è tanta insomma. A fare chiarezza ci prova un’ iniziativa di VandA ePublishing, la pubblicazione di due libri che partono da presupposti opposti. A metterli a confronto ci penserà la nostra Micol Borzatta. Buona lettura.

indexContro la caccia e il mangiar carneLev Tolstoj

Partendo dai tempi della lotta tra paganesimo e cristianesimo, passando per i pitagorici, gli agnostici, i cristiani, i bramini, i buddisti, i filosofi greci, Lev Tolstoj spiega come dovrebbe essere il percorso che l’uomo dovrebbe affrontare se vuole veramente condurre una vita morale.
Come in tutte le cose, anche per condurre una vita morale bisogna rispettare un preciso ordine nell’acquisizione delle virtù necessarie. Per procedere correttamente bisogna iniziare dal primo gradino e salire, gradino dopo gradino, passo dopo passo.
Il primo gradino è l’astinenza. Astinenza vista nel senso più materiale e carnale del termine. Come per lo spirito è l’astinenza al piacere, all’istinto carnale e animale, per il fisico e la salute è l’astinenza dal mangiare carne.
Il digiuno viene infatti visto come un processo di purificazione. Un essere umano che mangia carne sarà per sempre debole, debolezza che lo porterà a ricaderci ancora e a non avere le forze necessarie per usare la forza di volontà e resistere a queste tentazioni, non per niente, secondo Tolstoj, la storia dimostra ampiamente che la maggior parte degli uomini forti, snelli, in salute e attivi si nutra esclusivamente di pane nero, riso e cereali.
Un saggio molto forte che anticipa di parecchio la moda odierna al vegetarianesimo e al veganesimo.
Tolstoj perora la sua causa di ex cacciatore convertito portando esempi di smembramento di capi di bestiame da parte dei macellai, a battute di caccia e alla preparazione del pollame. Tutte descrizioni forti, raccontate nei minimi particolari, senza mezze parole, con scene che possono anche turbare quei lettori un po’ deboli di stomaco, ma necessari, sempre secondo Tolstoj, per far capire ai carnivori la realtà dei fatti.
Un saggio che invece di essere solo un’esposizione del proprio pensiero, sembra più un discorso politico, un trattato per convincere chi non lo è ad abbracciare lo stile di vita vegetariano, o meglio ancora vegano.
Un saggio che si legge velocemente vista la sua brevità, ma che fa riflettere, sia allora come oggi, su quello che potrebbe veramente essere necessario per la nostra salute e quello che non lo è.

Lev Nikolaeviv Tolstoj nasce nel 1828 a Jàsnaja Poljana e morto nel 1910 a Astàpovo. Scrittore, filosofo, educatore, attivista sociale russo, pedagogo e studiosi di testi sacri occidentali e orientali, agli inizi degli anni ottanta si converte, sviluppa un’etica basata sul principio della non-violenza, adotta uno stile di vita ispirato al Vangelo e diventa vegetariano.

Immagine2Fumo, bevo e mangio molta carne! di Pierangelo Dacrema

Chi non è più tra i giovanissimi si ricorda i vecchi tempi in cui si poteva fumare nei locali, al cinema, in classe senza nessun problema. Tempi che per chi è ancora un fumatore rimpiange, mentre per i non fumatori è una vittoria. Finalmente i demoni sono stati esorcizzati, i fumatori sono stati esiliati fuori.
Siamo arrivati in un’epoca dove solo i salutisti hanno voce in capitolo, dove se non sei vegano, se non rispetti l’ambiente, se non usi i pannolini del tipo giusto per ogni bambino gli rovini la vita, ma nessuno si ricorda, salutisti in primis, che fino a oggi siamo cresciuti tutti con genitori che fumavano in casa, con il fumo passivo nei locali, con un solo tipo di pannolino o di omogeneizzato e nessuno è morto, anzi siamo cresciuti bene e ci siamo fatti gli anticorpi.
Questo romanzo è un po’ un romanzo propaganda, anche se con toni molto leggeri e ironici. Dacrema vuole far capire come gli eccessi sono sempre negativi, sia quelli troppo liberali che quelli troppo restrittivi, e lo fa con questo libro, raccontando il passato e la vita di chi fuma, di chi beve e di chi mangia troppo, spesso ingigantendo le cose di proposito, ma solo per far vedere come sono ridicole tutti gli eccessi.
Un romanzo che si legge volentieri e che in molte pagine fa anche ridere, romanzo in cui spesso ci si rivede se facenti parte di fumatori o ex fumatori. Un romanzo che fa davvero pensare senza, per una volta, voler far cambiare la vita al lettore.

Pierangelo Dacrema è docente ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università della Calabria. Ha insegnato all’Università di Bergamo, di Siena, alla Cattolica, alla Bocconi e alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano. Ha già pubblicato La crisi della fiducia. Le colpe del rating nel crollo della finanza globale nel 2008, Il miracolo dei soldi. Come nascono, dove vanno, come si moltiplicano nel 2010, La dittatura del PIL nel 2013, Lettera aperta a uno studente universitario nel 2013, Marx & Keynes: un romanzo economico nel 2014, La morte del denaro nel 2014, Trattato di economia in breve nel 2015.

Source: ebook inviati dall’editore, ringraziamo Fabia dell’Ufficio Stampa VandA ePublishing.