A quasi vent’anni dalla prima pubblicazione, nell’ormai lontano 1999 per Castelvecchi, torna in libreria uno dei saggi fondamentali sulla cultura otaku nel nostro Paese e non solo, Mazinga nostalgia di Marco Pellitteri, in una nuova edizione espansa su due volumi per Tunué.
Con Mazinga nostalgia gli studi su manga, anime e cultura ad essi collegati fecero un salto di qualità, ad opera di un appassionato che era cresciuto con questo suo interesse e che lo fece diventare un lavoro, come hanno fatto in molti in quel periodo e in seguito fino ad oggi.
Del resto i fumetti e cartoni animati giapponesi sono un’espressione popolare ma molto interessante di una cultura millenaria, che ha saputo coniugare tradizioni e modernità estrema, riletture di generi con un’ottica diversa e nuovi percorsi di eroi, creando delle vere e proprie icone amate e legate ciascuna al proprio autore e autrice.
La nuova edizione di Mazinga nostalgia si lega infatti, a proposito di personaggi iconici, alle celebrazioni per i quarant’anni di Heidi e di Goldrake, i primi due anime che arrivarono nel nostro Paese in un momento non facile per l’Italia ma unico per l’immaginario, e che seppero appassionare, con due storie opposte, giovanissimi e non solo.
Nelle pagine dei due volumi Marco Pellitteri esamina l’immaginario animato nipponico, in tutte le sue sfumature e storie, mettendolo anche in relazione con quello occidentale, visto che ci sono punti di contatto tra il Corsaro nero creato da Emilio Salgari e il fantascientifico Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, l’icona dei comics Superman e il robottone Jeeg di Go Nagai, i romanzi di formazione ottocenteschi con la bionda Candy Candy.
Mazinga nostalgia, a dispetto del titolo, non vuole fare solo leva su ricordi e rimpianti per un mondo che non esiste più, anche perché il fandom otaku è cresciuto e maturato nel nostro Paese e non solo, ispirando eventi, collane di libri, editoria, cultura. Dalle pagine dei due libri emerge quindi un’indagine a più livelli per raccontare un mondo fondamentale da ormai vari decenni per la comprensione della cultura otaku delle ultime generazioni.
Marco Pellitteri ricorda sia la varietà di contenuti, perché dire manga ed anime è dire troppo poco, che anche i fraintendimenti del considerare il tutto adatto ad un pubblico di bambini, cosa non vera, con le inevitabili censure e polemiche sulla violenza reale o presunta.
Un libro, anzi due libri interessanti per raccontare un mondo ancora in divenire ma già con un passato glorioso, per i nostalgici, per chi è cresciuto con gli anime e continua ad amarli, per chi ha avuto da loro ispirazione per studi e lavori, per chi è curioso, per chi è arrivato dopo e vuole sapere tutta o quasi la storia.
Marco Pellitteri (Palermo 1974) è sociologo dei media e dei processi culturali. Le sue ricerche vertono sulle sociologie del fumetto e del cinema d’animazione, sulle politiche e culture dell’emittenza e del consumo televisivi e sull’impatto delle industrie visuali giapponesi nei contesti europei. È Direttore scientifico in Tunué, autore di diversi libri tra cui: Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese (Tunué, 2008) e Conoscere i videogiochi. Introduzione alla storia e alle teorie del videoludico (con M. Salvador, Tunué 2014).
Source: acquisto personale della vecchia edizione, edizione nuova inviata in pdf dall’editore.
Torna per Einaudi una nuova indagine dell’inquisitore seicentesco a Roma fra’ Girolamo Svampa, di nuovo dalla penna di Marcello Simoni, che racconta un nuovo giallo storico in un’epoca in fondo poco nota ma fondamentale per arte e cultura non solo nella città eterna.
Un uomo torturato in modo brutale, la sua sofferenza protratta per diverse ore. Un assassino preciso e rabbioso.
Sembra quasi un diario di bordo quello che la scrittrice calabrese Daniela Rabia affida al suo giovane protagonista Goy, nella sua ultima fatica dal nome “Le voci dell’Eco” dato alle stampe da Carratelli nel settembre 2017 dopo la prima raccolta di poesie “Naufragio alla vita” edito da Rubbettino e il primo romanzo “Matilde. Non aspettare, la vita non ti aspetta” di Gigliotti editore. Pagina dopo pagina, seguendo un ordine cronologico nei fatti narrati, l’autrice descrive il lungo, tortuoso e doloroso viaggio di iniziazione del protagonista, un ragazzo alla soglia dei 18 anni che vive in un piccolo paesino della Calabria di nome Speriolo. Dall’essere estraneo alla realtà del piccolo borgo che lo circonda e dal quale si distanzia fisicamente, rifugiandosi sul monte che sovrasta Speriolo e che lui stesso chiama “Eco” (perché, pur essendo lontano dal paese, lì vi arrivano le voci degli abitanti), passa ad amare la propria vita e apre un’attività commerciale proprio in quel paese dal quale ha sempre desiderato fuggire. Portando sulla pagina la scrittura di un ragazzo, Rabia crea con la sua penna passaggi repentini da stati di rabbia e frustrazione a stati di estrema gioia e profondo amore. Un amore che assumerà, nel finale, le tinte del profondo attaccamento a quella terra così tanto odiata. L’autrice descrive con la leggerezza dell’ironia, un mondo che, ad una prima lettura, appare fermo sulla scena teatrale e distante dalla realtà. Ma, a ben guardare, le descrizioni sono quelle reali, di una vita che, ancora oggi, si conduce in alcuni paesini dell’entroterra calabrese. Pettegolezzo, pregiudizio, diffidenza e, soprattutto, precarietà, regolano lo scorrere quotidiano del tempo. C’è Mena e il suo desiderio di sfornare figli a non finire, Don Mazza e la sua indecisione, Felicità e i suoi amanti, Lucia e il suo dolore autolesionista, Berto e il suo affetto disinteressato. Tantissimi giovani sono il Goy della Rabia, perché tantissimi vivono l’eterno dilemma tra il dover partire con dolore o il restare con sofferenza. Eppure il romanzo termina con un forte sentimento di speranza, perché Goy decide di restare aprendo il suo pub letterario, ragion per cui l’autrice altro non sta facendo che incitare i talenti calabresi a restare e a combattere per se stessi nella propria terra d’origine, affinché questa continui a vivere insieme a loro. Un libro che si legge d’un fiato, da tenere sempre in borsa o in macchina, come una guida da consultare nei momenti di sconforto!
M.G. Leonard, dopo il grande successo de “Il ragazzo degli scarabei”, ci regala un’altra delizia capace di intrigare i bambini di tutte le età: “La regina degli scarabei”.
Enzo Bianchi ancora una volta ci dona tutta l’immensa sapienza del suo cuore semplice.

































