:: “Al mattino stringi forte i desideri” di Natascha Lusenti (Garzanti 2018) a cura di Valeria Giola

23 Maggio 2018 by

Al mattino stringi forte i desideriEmilia pensa che lei e Gina si assomigliano, perché nessuna delle due ha paura dei silenzi. Entrambe sanno che ci sono parole che hanno bisogno di potersi depositare, lentamente, dopo che sono state liberate nell’aria. Alcune escono dalla finestra. Alcune si mettono per terra, in un angolo. Alcune si infilano nelle crepe dei mobili o delle pareti. Altre si appiccicano alle guance di chi le ha pronunciate. È per questo che le arrossano…

Le fiabe hanno il compito di farci sognare, di trasmettere speranze e ideali. “Al mattino stringi forte i desideri”, romanzo di esordio di Natascha Lusenti, popolare autrice e conduttrice radiofonica, edito da Garzanti, possiede tutti i requisiti per essere un’autentica favola moderna, di quelle che ti entrano dentro e che, anche a distanza di tempo, continuerai a ricordare.
Un narratore dolce e preciso accompagna il lettore tra le pieghe della vita di Emilia, nella sua solitudine, nella sua innocente colpa di essere sola. La tiene per mano quando scopre la sua voglia di uscire dal nero rabbioso che la sta avvolgendo da tempo e la spinge a scrivere una serie di messaggi autentici e irrimediabilmente unici che lei stessa appende alla bacheca del palazzo nel quale si è trasferita da poco, ogni mattina. L’obiettivo è dimostrare a tutti che, in fondo, siamo fatti della stessa pasta, commettiamo gli stessi errori e ci isoliamo solo per difenderci. E, come di consuetudine, quando ci si scontra con la verità, qualcuno apre il proprio cuore, qualcun altro protegge il proprio dolore.
La trama è semplice ma costruita con maestria : una protagonista, un evento scatenante, un viaggio interiore, una scia di personaggi vari, ognuno con la propria personalità. Il risultato finale è affascinante perché pagina dopo pagina, le riflessioni nascono spontanee, come le rose di maggio.
La prima che si evince è il significato più profondo del risveglio, citato nel titolo e nei messaggi che scrive Emilia. Il riferimento alla rinascita e alla speranza è la base su cui ruota tutto il romanzo: il dolore non è per sempre e la vita può sorprenderci, ammesso che la si osservi dal giusto punto di vista.
E poi c’è l’incontro con Nicola, un bambino che sa come farsi amare e Gina, una distinta signora che ha vissuto più dispiaceri che sogni. Due personaggi creati con arguzia e precisione ai quali, seppur con modalità differenti, viene affidato il delicato, e prezioso, compito di ricordare l’importanza dell’amicizia.
E infine il tema della mancanza di opportunità lavorative che causano l’emarginazione sociale che affligge intere generazioni.

Le ferite guariscono solo se riusciamo a risalire. Sono come vette ripide su cui rischiamo di scivolare, e allora dobbiamo ricominciare tutto da capo, sudando dolore e sanguinando aguzzo, come le rocce ..”

Una storia delicata, per nulla banale, e un finale carico si sentimento fanno de “ Al mattino stringi forte i desideri” un inno a cogliere le sfumature più calde che la vita ci regala.

Natascha Lusenti vive a Milano. Da sei anni è una delle voci dell’alba di Radio Rai e apre la sua trasmissione con i “Risvegli” molto amato dagli ascoltatori. Ha cominciato a lavorare presto, nella carta stampata, ed è arrivata per caso in TV dove ha lavorato a lungo come giornalista, conduttrice e autrice. Da bambina fantasticava di scrivere un romanzo, ma non hai mai veramente pensato che ci sarebbe riuscita. La cosa migliore, e ben più difficile, che ha fatto è imparare a voler bene alla vita, anche quando gira male. “Al mattino stringi forte i desideri” è il suo romanzo d’esordio.

Source: libro inviato al recensore dall’editore. Ringraziamo Giulia dell’ Ufficio stampa Garzanti.

I duellanti di Joseph Conrad a cura di Elena Romanello (El Doctor Sax, 2018)

23 Maggio 2018 by

41DFK1uvzkL._SX311_BO1,204,203,200_Il film che fece conoscere al pubblico internazionale Ridley Scott nel 1977 fu I duellanti, tratto dal racconto lungo Il duello di Joseph Conrad, storia di due ufficiali napoleonici che passano anni a inseguirsi e a scontrarsi per uno sgarbo mai digerito.
Se si è amato il film, dalla ricostruzione e fotografia impeccabili e con le grandi interpretazioni di Keith Carradine e Harvey Keitel, è senz’altro interessante leggere il racconto o romanzo breve che l’ha ispirato, pare basato su un fatto realmente accaduto durante le guerre di inizio Ottocento.
I duellanti libro, con un titolo che riprende quello del film, torna in una nuova edizione proposta da El Doctor Sax, realtà che propone titoli in italiano e in spagnolo, andando a recuperare classici assenti da troppo tempo, come questo, incentrato sul tema del doppio e dello specchio deformato in cui si vede l’altro e dello scontro implacabile tra dovere e ragione, tra sentimento e valori, tra rigidità e modernità.
I due ufficiali Feraud e D’Hubert passano la vita a contrastarsi e confrontarsi, per un fatto avvenuto nella loro gioventù che li ha segnati entambi: il primo è un guerriero appassionato e impetuoso, reincarnazione di antichi valori mai sopiti e rinnegati, in un mondo in cui tutto sta cambiando e stanno emergendo nuovi sistemi di valori non più legati a eroismi feudali. D’Hubert invece è più prudente e misurato, forse più in linea con i tempi nuovi in cui si trova a vivere. Con due visioni del mondo e del valore così diverse è inevitabile una rivalità che dura, mentre le campagne napoleoniche cambiano l’assetto sociale e istituzionale in un modo da cui non si potrà più tornare indietro, malgrado la Restaurazione.
Joseph Conrad racconta la storia di due uomini  che si odiano e si perseguitano per tutta l’Europa, caricando questo antagonismo di rancore, invidia, paura, ma allo stesso tempo di onore, lealtà e sentimenti irrazionali, rendendoli emblematici di un momento storico molto particolare ma anche di tutta una condizione umana che spesso trova nell’odio, nel trovare un nemico, nel volere a tutti i costi rivalità e partigianerie, una ragione di vita assoluta.
Un classico attuale e da scoprire o riscoprire, tra le opere più interessanti di un autore che raccontò il mondo dell’Ottocento, ormai avviato alla globalizzazione e al confronto con altri mondi e culture.
La traduzione di questa nuova edizione è di Cristina Vitagliano, che cura anche un’interessante postfazione per approfondire i temi di una storia che non lascia indifferenti, anche autrice di fiabe e romanzi dark come Dark Fantasy Il cuore quantistico.

Provenienza: omaggio dell’editore, che ringraziamo.

Joseph Conrad nacque il 3 dicembre 1857 a Berdichev, in Polonia (ora Ucraina). Figlio di un nobile patriota, esiliato dai russi per motivi politici il giovane Conrad, a 16 anni, lasciò la Polonia e si stabilì a Marsiglia. Per quattro anni si imbarcó su navi mercantili francesi e partecipò come soldato alle guerre carliste in Spagna. Ottenne la cittadinanza britannica nel 1886 e cambiò il suo nome. Nel 1902 si imbarcò per il Congo e l’esperienza di quegli anni costituì la base per The Heart of Darkness, il suo romanzo più famoso ed enigmatico. Autore di 13 romanzi, 2 memorie e 28 racconti brevi, tutti caratterizzati da uno stile denso, lirico e inquietante, Joseph Conrad morí d’infarto il 3 agosto 1924 a Canterbury, in Inghilterra.

Indomite di Pénélope Bagieu a cura di Elena Romanello (Bao Publishing, 2018)

23 Maggio 2018 by

1520376984_COVER-INDOMITELa Bao Publishing presenta il primo volume di Indomite, che raccoglie una prima serie di strisce della fumettista Pénélope Bagieu, attiva sulle pagine de Le Monde e non solo, con cui si vogliono raccontare vite di donne ribelli, che non si sono lasciate condizionare dalle limitazioni e dagli stereotipi, in varie epoche e sotto varie latitudini.
Si può pensare che in fondo non è una novità parlare di questo, visto che sono tanti i libri, e anche le graphic novel, che si interrogano sull’importanza che le donne hanno avuto nei secoli, in vari ruoli anche insoliti, ma l’autrice stavolta sceglie di parlare anche di figure poco note e appartenenti a culture che non vengono molto considerate, mescolando regine, scienziate, intellettuali, donne di spettacolo, ciascuna raccontata in una serie di vignette esaurienti che raccontano ad un pubblico vario, di giovanissimi e non solo, alcuni destini straordinari.
Le donne raccontate in questo primo volume sono tra le altre Clémentine Delait, la leggendaria donna barbuta che fece di un problema ormonale la sua forza, Nzinga, regina africana che affrontò gli invasori portoghesi nel Cinquecento, Lozen, sciamana e guerriera Apache, Joséphine Baker, artista e membro della Resistenza contro i nazisti, Tove Jansson, l’autrice dei Mumin, Margaret Hamilton, attrice specializzata in ruoli fuori dalle righe come la strega de Il mago di Oz, le sorelle Mirabal, emblema delle lotte contro la violenza sulle donne e la dittatura, Agnodice, la prima ginecologa di cui si conosce l’identità nella Grecia classica e l’attivista liberiana Leymah Gbowee. Donne quindi non sempre celeberrime, ma tutte da scoprire, alcune entrate nella leggenda e tutte con esistenze con qualcosa da raccontare, oltre che tutte capaci di cambiare qualcosa.
Un libro interessante per bambine e donne, e non solo per loro, dove l’autrice mostra le sue capacità di ricerca, disegno, ricostruzione di mondi, tra la vignetta e il fumetto, che ha colpito in Francia e non manca di colpire da noi, nel catalogo di un editore poliedrico, che parla di nuvole parlanti a 360 gradi, guardando all’intrattenimento coniugato alla qualità e alla capacità di far riflettere, suscitare emozioni e farsi domande.
Con molto piacere si nota che sulla costola di Indomite c’è un numero 1: ci saranno altre uscite, anche perché Pénélope Bagieu continua a sentire la necessità di confrontarsi con queste sorelle ribelli di vari angoli del mondo, Occidente, Americhe, Asia, Africa e oltre, tutte accomunate dal desiderio di fare qualcosa di diverso nella loro vita, per migliorarla e migliorare le esistenze di chi era vicino a loro.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, si ringraziano Daniela e Chiara.

Pénélope Bagieu, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, è un’illustratrice e fumettista francese. Nel 2007 crea il blog a fumetti Ma vie est tout à fait fascinante (www.penelope-jolicoeur.com), in cui racconta episodi della sua vita quotidiana con humour e grazia accattivanti. La successiva pubblicazione dell’omonimo libro riconferma il successo del blog anche sulla carta stampata. In seguito illustra le avventure di Joséphine e si cimenta in varie collaborazioni con la stampa, l’editoria e la pubblicità.
Nel 2010 pubblica il suo primo racconto di largo respiro, Cadavres exquis, per la Casa editrice Gallimard. Due anni dopo, per Delcourt, disegna con Boulet La Page blanche. Nel 2013, nel corso del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, viene nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Lo stesso anno collabora con Joann Sfar per il libro Stars of the Stars, sempre pubblicato con Gallimard. Con lo stesso editore pubblica nel 2015 California Dreamin’, che nel 2017 viene portato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing. Le vignette di Indomite sono uscite sul quotidiano Le Monde e poi sono state raccolte in volume.

:: Philip Roth (Newark, 19 marzo 1933 – Manhattan, 22 maggio 2018)

23 Maggio 2018 by

Philip Roth

:: Acqua alta nei caruggi, Giuseppe Chiara (Todaro editore, 2018) A cura di Viviana Filippini

20 Maggio 2018 by

ChiaraAppena si comincia la lettura di Acqua alta nei caruggi di Giuseppe Chiara sembra di essere capitati in un fumetto. Peccato però che Pippo e Topolino, in realtà, sono nel mezzo di un colpo all’ufficio postale. La rapina sembra perfetta, ma una cassiera si sente male, le casse postali hanno solo spiccioli e il tentativo di aprire la cassaforte è un pasticcio. Così disastroso che il terzo compagno, quello che fa il palo e che li attende in macchina- tal Olmo Vivera- è lì lì pronto per svignarsela, quando i due saltano in macchina e lo incitano alla fuga. Olmo è un fenomeno alla guida, almeno crede, ma il traffico dell’ora di punta, il furto del loro furgone e la polizia alle calcagna, più un pizzico di volontà furbetta del destino scatenano lo sfacelo. Olmo corre con l’auto, ma nel tentativo di schivare una ragazza, il mezzo sbanda, esce fuori strada e ci sono tre morti. Anni dopo, Olmo esce di prigione, ha scontato la sua pena per il reato compiuto ed è deciso a cambiare vita, deve solo imparare a convivere con lo spettro della ragazza della bicicletta, lei lo tormenta parecchio, anzi gli parla proprio. Olmo prova a stare lontano dai guai, però alla fine ci ricasca e si mette a lavorare per Giorgione, un malvivente locale per il quale il protagonista trasporta borse dall’originale contenuto. Tutto fila liscio fino a quando Vivera ha un nuovo incidente sull’autostrada Milano-Genova. La ragazza in bicicletta non c’è, l’auto slitta comunque, esce fuori strada e il borsone trasportato scompare e Vivera, uscito (o meglio fuggito) dall’ospedale, dovrà ritrovarlo. Motivo? Non solo Giorgione lo minaccia e gli sta addosso e vuole quel benedetto borsone. In parallelo al delinquente ci stanno pure le forze dell’ordine, in particolare l’Ispettore Podenzana, che gli fanno pressione per ritrovare quella borsa. Ad aiutare Olmo nell’impresa ci saranno Mara, ex compagna, ora amica, cantante di jazz e Carlo, ex compagno di furti, zoppo. Giuseppe Chiara, torna a pubblicare con Todaro dopo l’esordio con L’apprendista becchino, e questa volta il protagonista è un uomo di mezza età in una narrazione che ha tutte le carte in regola per essere un thriller. Lo squattrinato rapinatore seriale protagonista è uno che perde il pelo, ma non il vizio. Olmo prova a smettere di guadagnarsi da vivere con traffici loschi, ma non ce la fa e torna sui suoi passi –deviati- ma suoi. Si trova a fare le cose di sempre, con la solita – concedetemelo- sfiga costante che gli crea intoppi su intoppi, impedendogli di portare a termine le sue imprese. Anzi, Vivera il ladro pasticcione si caccia nei guai, peggio di un bambino che ruba la marmellata. Tanto è vero che ad un certo punto ci si domanda se è Olmo a cercare i gli intoppi o se sono gli intoppi a rincorrerlo e ad acciuffarlo. Un po’ e un po’ mi verrebbe da dire, visto che il simpatico e imbranato Olmo Vivera è lì, sempre sul filo del rasoio e della legalità nel suo dire e nel suo fare. In Acqua alta nei caruggi, Giuseppe Chiara crea un storia dinamica, dell’alta suspense presente in ogni momento della narrazione, dove  l’acqua (quella della pioggia e del mare) invade ogni caruggio di Genova e ogni pagina della storia, lasciando appiccicato addosso un senso di umidità costante.

Giuseppe Chiara è di Genova e aver avuto 15 anni nel ’68 l’ha segnato per sempre. Era convinto che l’immaginazione avrebbe conquistato il potere e invece ha vinto la noia. Loredana, la sua compagna, dice che è un Peter Pan grasso e calvo. Ama la famiglia, la birra e i gatti, ma non sempre in questo ordine. Questo è il suo secondo romanzo con Todaro editore.

Source: inviato dall’editore.

:: L’impazienza di Penelope di Giovanna Di Verniere (bookabook 2017) a cura di Elisa Napoli

17 Maggio 2018 by

L’impLimpazienza-di-Penelope-copertinaazienza di Penelope è un libro che non si ha difficoltà a leggere, di circa 200 pagine ha il dono di essere una lettura scorrevole anche se un poco scontata. È la storia di una giovane Penelope moderna che rifiuta l’amore al quale preferisce la carriera, fino a quando non incontra Riccardo, un attore sposato, che le farà perdere letteralmente la testa, come tutte le grandi passioni sono in grado di fare. Virginia si troverà quindi a dover scegliere se restare legata ad un uomo inetto nel suo ruolo di marito e compagno o se darsi la possibilità di scegliere e di capire che “Il meglio deve ancora venire”. È la scelta che tutti dovremmo saper compiere tra un amore malato, insano ed irraggiungibile e noi stessi, pena la sopravvivenza; a chi non è capitato di struggersi inseguendo relazioni disastrose accompagnandoci alla persona sbagliata mentre quella giusta era chissà dove, forse, in compagnia di una altrettanto inadeguata? Attese vanificate, promesse calpestate, bugie sussurrate…l’amore non è affanno ma certezza, sicurezza, pace e forse la nostra Penelope lo capirà, getterà finalmente la sua tela e correrà incontro alla vita come tutte le donne sanno fare. A testa alta e con il sorriso, di chi sa rinascere più forte e intenso di prima.

Giovanna Di Verniere è nata a Salerno ed è cresciuta in Basilicata. Vive a Milano dove lavora come art director. Frequenta il Centro e Teatro Attivo di Milano e ha condotto un programma per una radio indipendente. L’impazienza di Penelope è il suo primo romanzo.

Source: omaggio dell’editore.

 

:: Dentro il bosco di Lukas Erler (Newton compton 2018) a cura di Federica Belleri

17 Maggio 2018 by

Dentro il boscoEstate 2012. Cornelius, professore di storia dell’arte, deve incontrare Henk, produttore e regista. Non si vedono da qualche anno e in occasione di un importante evento culturale hanno deciso di riallacciare i rapporti. Il loro appuntamento non verrà rispettato. Henk sarà ucciso in maniera brutale. Perché?
Cornelius è affascinante e colto. Ha una bellissima voce e tutti i sensi allertati, perché la sua cecità lo ha costretto ad affinarli in modo particolare. È orgoglioso della sua indipendenza e fatica a sopportare anche le richieste di aiuto mosse dalla sua fidanzata. Lui vuole fare da sé.
Si ritrova coinvolto in una serie di omicidi in apparenza assurdi, ma che hanno un filo logico inattaccabile. Qualcuno è diventato un assassino, qualcuno ha tenuto dentro un odio malato per vent’anni, meditando lentamente una vendetta precisa. Qualcuno, al contrario, non ha indagato come avrebbe dovuto, ha omesso, ha voltato la testa altrove, ha fatto finta di nulla. Perché?
Cornelius racconta il suo handicap attraverso questa storia, un disagio nel disagio. Cornelius ha conoscenze importanti, è in grado di ricattare e di usare i toni giusti, al bisogno… tutto per proteggere se stesso e la donna che ama.
Dentro il bosco è un thriller ben strutturato, che spazia dalla Germania all’Olanda, dal Belgio alla Bosnia. È la storia di una guerra assurda, dove chi è stato a guardare si è assunto una grave colpa. È una storia di sangue e di corpi da calpestare, di sopravvivenza e di terrore. È l’ennesima conferma di quanto i ricordi non sbiadiscano e certi traumi non si riescano mai a superare.
Consigliato. Buona lettura.

Lukas Erler è nato a Bielefeld, in Germania, nel 1953. Lavora come logopedista da più di vent’anni. I suoi romanzi sono stati selezionati per il premio Friedrich Glauser e nel 2015 ha ricevuto la prestigiosa “Piuma di Sageberger” per il suo primo romanzo. Attualmente vive in Nordhessen con sua moglie.

Source: omaggio dell’editore.

:: Il giglio di fuoco di Vic Echegoyen (Sonzogno 2018) a cura di Elena Romanello

17 Maggio 2018 by

Il giglio di fuocoNella Francia alle prese con la Guerra dei Trent’anni, negli anni Trenta del Seicento, Léon Bouthillier, capo delle spie del cardinale Richelieu, viene incaricato dal potente prelato di trovare, catturare e eliminare la donna più pericolosa del regno, che si trova forse in Borgogna, regione che gode di una certa indipendenza, con in mano documenti che possono mettere a repentaglio il futuro stesso del regno.
Il libro si svolge tra flashback e momenti più vicini alla storia narrata, ricostruendo la vita di Isabelle de Plessis, sorella di Richelieu realmente esistita come personaggio, donna ribelle che non si piegò ai voleri della famiglia, fuggendo con l’amante più giovane, un medico da cui avrà vari figli, tra cui Lise, che è la donna ricercata. Accusata ingiustamente di stregoneria per il suo interesse per le arti della medicina, vittima dell’Inquisizione che la marchia con il giglio quando è poco più che una bambina, rinchiusa in un convento ad espiare dove le suore vengono poi decimate dalla peste, Lise viene creduta morta mentre riesce a scappare verso l’Inghilterra, dove da ladra di strada riesce a salire la scala sociale, ma ad un prezzo altissimo, perché sulla sua strada si accumulano crimini e intrighi.
Ispirata alla figura luciferina di Milady, la cattiva dei Tre moschettieri, Lise, destinata a diventare Lady Lily Carlisle, è un’antieroina trascinante e appassionante, una donna che lotta contro l’oppressione di una società maschilista, vittima di violenze coniugali, abusi, ingiustizie, criminale suo malgrado, una figura tragica che rilancia un genere come il romanzo storico, che per troppi anni se ha messo una donna come eroina è degenerato in storielle sentimental erotiche davvero irritanti e di poco spessore, oltre che poco realistiche.
Il giglio di fuoco, romanzo autoconclusivo narrato a più voci e da più punti di vista, racconta un’epoca lontana ma affascinante, in cui in fondo nacquero gli equilibri che hanno poi retto l’Europa per i secoli successivi, con una ricostruzione storica impeccabile e un senso della narrazione che riprende la lezione di Dumas aggiornandola al modo di scrivere di oggi, senza far diventare il tutto una stucchevole storia sentimentale. Un buon esempio di come si possa scrivere un ottimo romanzo storico con protagonista una donna senza essere banali e scontati e c’è da aspettare le prossime fatiche dell’autrice, che ha firmato il suo esordio con Il giglio di fuoco, ma c’è da scommettere che farà ancora parlare di sé.

Vic Echegoyen è nata a Madrid nel 1969. Figlia d’arte, proviene da una famiglia ispano-ungherese di musicisti, cineasti, pittori e scrittori (tra questi Sándor Márai e Imre Madách). Vive e lavora tra Vienna, Bruxelles e l’Ungheria. Questo è il suo primo romanzo.

Source: libro preso in prestito nelle biblioteche del circuito SBAM.

:: Una vita da libraio di Shaun Bythell (Einaudi 2018) a cura di Nicola Vacca

16 Maggio 2018 by

Shaun

Shaun Bythell è il proprietario della libreria The Book Shop a Wigtown, un paese nell’estrema provincia scozzese, dove ci sono undici librerie. In questa piccola città si svolge il Wigtown Book Festival, di cui Shaun è uno degli organizzatori.
The Book Shop è una libreria indipendente, una di quelle che resiste all’avvento sul mercato delle grandi catene e di Amazon.
Dal febbraio 2014 al febbraio 2015, Shaun Bytell tiene un diario in cui racconta con grande ironia la vita quotidiana che accade tra le quattro mura della sua libreria.
Quel diario è diventato un libro. Una vita da libraio è una lettura piacevole per tutti noi che frequentiamo le librerie e divoriamo ogni giorno pagine infinite di libri.
In presa diretta lo scrittore – libraio ci coinvolge e soprattutto ci fa entrare nel clima stravagante del The Book Shop.
Ci fa conoscere i clienti con le loro richieste assurde. Esilarante i racconti dei battibecchi giornalieri con Nichy, la sua collaboratrice stravagante sempre pronta a pungolare il suo capo.
Shaun, libraio un po’ misantropo, ci dà conto con una leggerezza divertente della varia umanità che frequenta la sua libreria e delle difficoltà che incontra con Amazon per la vendita on line dei libri.
Ogni capitolo inizia con una frase tratta da Ricordi di libreria di George Orwell.
Bythell si fa guidare da lui e ne attualizza l’esperienza.
The Book Shop è una libreria dell’usato.  Secondo Il Guardian è al terzo posto nella classifica delle librerie strane e meravigliose del mondo.
Questo libro ha davvero molti pregi, ma soprattutto è il racconto in prima persona dell’esistenza dolce e amara di un libraio che non si vuole arrendere a Amazon e che non ha nessuno intenzione di mollare.
Con grande ironia Shaun racconta il suo grande amore per i libri. Dal cuore di una piccola città della provincia scozzese questo libraio davvero particolare lancia un importante segnale di resistenza attraverso la sua esperienza quotidiana.
Seduto sullo sgabello della sua libreria combatte come un moderno Don Chisciotte Amazon, prende a fucilate un Kindle. Ma soprattutto resiste, sapendo che l’impresa è faticosa e impossibile. Ma i libri sono per sempre. Vale la pena lottare per loro.

Shaun Bythell è il proprietario della libreria The Book Shop di Wigtown e uno degli organizzatori del Wigtown Book Festival.

Source: libro inviato al recensore dall’ ufficio stampa.

:: Elia il camminatore, Guia Risari (San Paolo edizioni 2018) a cura di Viviana Filippini

16 Maggio 2018 by

Guia Risari torna in libreria con la storia di Elia il camminatore, edito da San Paolo.  EliaLa storia di Elia racchiude in sé timidezza, amore per una vita sana, bisogno di amicizia e anche un pizzico di timore che, pian piano, il piccolo protagonista riuscirà a superare. Elia infatti è un bambino che ama molto camminare, spesso però lo fa da solo, perché è timido e ha vergogna di chiedere a qualcuno di andare con lui. Teme di essere respinto e non capito nel suo bisogno di fare lunghe, lunghissime passeggiate. Elia allora domanda ai suoi genitori di prendergli un animaletto che lo accompagni nelle sue camminate e così il piccolo si trova con un piccolo porcellino d’India. L’animaletto si stanca presto viste le sue corte zampette e allora arriva un gatto che si carica sul dorso il porcellino. Animali su animali si aggiungo a fare compagnia al protagonista, fino a che Elia si trova a camminare con al guinzaglio un elefante, con sopra un asino, con sopra un bue, con sopra un cane, con sopra un gatto e su, in cima alla piramide, eccolo là il porcellino d’India. Una situazione un pochetto difficile da gestire per il piccolo podista che troverà una soluzione per tutti gli animali, in modo tale da non avere uno zoo al seguito durante le sue passeggiate, ma un’altra piacevole compagnia. Il libro di Guia Risari è un testo per bambine che evidenzia, attraverso il piccolo protagonista, l’amore per lo sport, perché Elia macina chilometri su chilometri camminando, e camminare non è solo uno spostamento attraverso un luogo, ma è anche un modo per osservare e scoprire al meglio la realtà che lo circonda. Da Elia il camminatore emerge anche un profondo amore e rispetto per gli animali, ai quali Elia darà la giusta casa. Elia però è un bambino timido, e il suo andare a zonzo a piedi lo aiuterà a superare questo suo aspetto del carattere e a trovare il coraggio di chiedere a chi gli sta vicino (una ragazzina) di camminare con lui. La storia del piccole Elia è un avventuroso cammino di educazione alla vita sana e al rispetto per il prossimo simile e diverso dal proprio io. Elia il camminatore Guia Risari è da leggere in compagnia, magari proprio passeggiando. A dar forma visiva alla bella storia di coraggio e amicizia scritta da Guia Risari ci sono le illustrazione di Giulia Rossi. Età di lettura: da 6 anni.

Guia Risari è nata nel 1971 a Milano, dove ha compiuto studi classici e si è laureata in Filosofia Morale all’Università Statale con una tesi su Jean Améry, lavorando come educatrice e giornalista per “L’Unità”. Si è specializzata in Modern Jewish Studies alla Leeds University. Ha vissuto in Francia, dove, oltre a scrivere e tradurre, ha insegnato e svolto ricerche in socio-critica, storia, letteratura orale e comparata delle migrazioni.
Ha tenuto conferenze in varie università sulla filosofia morale, la letteratura concentrazionaria e delle migrazioni. Ha tradotto saggi e romanzi dal francese e dall’inglese per Feltrinelli, e/o, Alet, Giuntina, White Star. Ha curato testi di poesia ed ecologia. È autrice di racconti, pubblicati su riviste e antologie. Per l’infanzia, e non solo, ha pubblicato diversi libri che potete trovare al seguente https://www.guiarisari.com/ITALIANO/pubblicazioni.html

Giulia Rossi è Nata a Rimini nel 1987. Dopo la laurea in architettura presso l’Università di Ferrara e il master in illustrazione editoriale all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha collaborato con i più importanti editori italiani realizzando copertine e albi illustrati. Le sue illustrazioni sono state selezionate in occasione di diverse mostre e concorsi a livello nazionale e internazionale. Curiosità, ricerca e sperimentazione sono alla base del suo lavoro. Nelle sue immagini è sempre volta a cercare nuovi linguaggi espressivi, facendo interagire tecniche artistiche tradizionali con elaborazioni digitali. http://giuliarossiart.tumblr.com

Source: richiesto all’editore.

:: Morrison di Toni Morrison (Einaudi I Meridiani 2018) a cura di Marcello Caccialanza

16 Maggio 2018 by

COF_merid_morrison.indd“Morrison” raccolta dedicata a Toni Morrison (premio Nobel per la letteratura 1993, considerata dai più una tra le più grandi autrici afroamericane) è un insieme di romanzi ben confezionato, che appartiene alla collana “ I Meridiani” della Mondadori editore.
Quest’opera vanta anche la presenza, come nota introduttiva dell’intero lavoro, di un saggio assai prezioso, realizzato, con grande maestria, dalla penna di Marisa Bulgheroni ed anche costruito in modo nobile sulla alquanto provata competenza critica di Alessandro Portelli, uno dei massimi conoscitori di letteratura afroamericana e di tradizioni orali.
Questo Meridiano ha il compito anche di ridisegnare in modo epico, passo dopo passo, il percorso narrativo dell’autrice nata l’8 febbraio 1931 nello Stato dell’Ohio, e più precisamente nella città di Lorain.
Il suo debutto nel mondo della scrittura impegnata avviene negli anni’70 con il romanzo: “L’occhio più azzurro” dove la stessa narra la tenera vicenda di una piccola di colore che aspira ardentemente ad emulare i bianchi. Vorrebbe avere perfino gli occhi azzurri proprio come quelli della celebre bambina prodigio Shirley Temple.
Nel 1973 dà alle stampe “Sula”, un racconto formativo che esamina in modo peculiare e speculare l’intrinseca vicenda evoluzionistica di due donne dal carattere agli antipodi: la prima del tutto combattiva e ribelle; mentre la seconda più placida e conformista. L’autrice fa qui un pregevole lavoro di analisi del loro repentino cambiamento che va pari passo con quel mutamento che si era verificato nelle comunità di colore durante l’ondata di migrazione che aveva avuto luogo negli ’40.
Ma la consacrazione ufficiale di questa scrittrice di prim’ordine arriva nel 1987 e più precisamente con il suo capolavoro “Amatissima,” che l’anno dopo, nel 1988 ha vinto il premio Pulitzer.
In questa narrazione, così maestosa e monumentale, canto di rara e provata intensità, viene offerta al pubblico l’intricata vicenda esistenziale di Sethe, una giovane e assai rustica donna dalla pelle nera che, prima che facesse il suo nefasto ingresso la Guerra Civile, ha l’indomito coraggio di ribellarsi alla propria schiavitù. Il suo sogno proibito fuggire al nord, verso la libertà più vera! Ma alla fine della sua triste epopea prende l’ingrata decisione di uccidere la propria figlia, carne della sua carne, piuttosto che farle sperimentare le terrificanti ed infernali torture che una meschinità quale la schiavitù aveva prodotto!
Oltre alla lettura di questi tre romanzi, così meravigliosamente toccanti, tradotti da Chiara Spallino; noi fedeli lettori abbiamo ancora un’altra grande opportunità per confrontarci con la bravura di questa autrice e per conoscerne meglio la sua sensibilità e la sua tenacia. Ricordiamo quindi “ Canto di Salomone”; “Jazz”; e “Il dono” che contemplano in modo assai perfetto l’immaginario politico e civile di questa incredibile donna tutta di un pezzo, che ha la fortuna di spiccare il volo nel panorama internazionale e contemporaneo, a causa del suo impegno sociale e del suo talento cristallino.
Da leggere perché è un tenero e sentito omaggio, scritto con il cuore da una donna alle donne!

Nata in Ohio nel 1931 da una famiglia nera di origini operaie, Toni Morrison diventa nel 1965 editor della casa editrice Random House, affermandosi sulla scena pubblica come specialista in cultura afroamericana. Al suo esordio con L’occhio più blu (1970) riscuote immediatamente un ampio consenso di critica e di pubblico, segnalandosi in particolare per il tono epico della narrazione e i connotati sociali che sempre caratterizzeranno la sua scrittura, fino all’ultimo romanzo pubblicato, God Help the Child (2016). Ottenuti i più prestigiosi riconoscimenti – dal Pulitzer del 1988 al Nobel – e da sempre vicina al movimento femminista e al Partito Democratico, la Morrison si è schierata con Barack Obama per le elezioni presidenziali del 2008.

Source: libro del recensore.

:: The stone di Guido Sgardoli (Piemme 2017) a cura di Elena Romanello

16 Maggio 2018 by

THE STONE DI GUIDO SGARDOLIL’isola di Levermoir, piccolo lembo di terra al largo delle coste irlandesi, è lontana dai circuiti turistici dell’Isola di Smeraldo, tutti si conoscono, girano ogni tanto storie di antiche leggende, ma per il resto si vive in maniera abbastanza monotona, forse troppo.
Liam, adolescente, si trova a dover fare i conti con la morte incidentale della madre, docente universitaria e antropologa, e con il padre sempre più assente, ha poca voglia di andare a scuola e comincia a tagliare le lezioni e a girare per l’isola: il misterioso suicidio del vecchio farista, scoperto proprio da Liam, dà il via ad una serie di eventi, soprattutto quando il maggiore O’Hara, il poliziotto che indaga sul fatto, rivela al ragazzo che molto probabilmente si tratta di un omicidio, cosa che tra l’altro Liam aveva già intuito.
Liam trova sotto il faro una pietra con strane incisioni, simile ad una che sua madre aveva nascosto nella serra, dove è avvenuto l’incidente che ha causato la sua morte, che forse non è stato un incidente. Le due pietre, acostate, diventano una cosa sola, e Liam, con i due amici Midrius e Dotty, comicia ad indagare mentre Levermoir inizia a diventare teatro di fatti orrendi e inspiegabili, morti, incendi, sparizioni, incidenti, e l’ombra di un’antica maledizione che torna diventa man mano più evidente, come era già successo periodicamente nel corso della Storia di quell’area.
L’Irlanda è da decenni un luogo icona per il fantastico, e la scelta di ambientare questa vicenda in un lembo immaginario ma molto realistico di quella terra è senz’altro azzeccata. Il modello di The Stone è senz’altro It di Stephen King, in un contesto che si richiama alle tradizioni del mondo celtico, ma ci sono echi anche di altri libri del Re di Bangor, Stand by me in testa, oltre che di film di culto come I Goonies e di molta narrativa e immaginario di avventure fantastiche vissute da giovanissimi, tra mondo anglosassone e Estremo Oriente.
The Stone si rivolge sulla carta ad un pubblico di ragazzi di oggi, ma è in realtà godibilissimo e appassionante per i ragazzi di tutte le età, l’avventura fantastica che in tanti avremmo voluto vivere, una narrazione incalzante, avventurosa, ma che non trascura l’aspetto psicologico, le difficoltà di crescere, di trovare il proprio posto nel mondo, di fare i conti con il lutto, di capire che in qualche modo si è tutti prescelti a fare qualcosa. Una storia autoconclusiva con personaggi a cui ci si affeziona, ragazzi coinvolti in un’avventura più grande di loro, tra orrori e enigmi, e che sarebbe meglio ritrovare.
Il genere fantastico è amato dal pubblico di ogni età, ma alla gran offerta di titoli non sempre fa da contraltare la qualità: non è questo il caso di The Stone, avventura iniziatica per tutte le età, per salvare il mondo e se stessi e trovare il modo di crescere.

Guido Sgardoli è laureato in Medicina Veterinaria, insieme agli studi ha coltivato la passione per il disegno, l’animazione e la scrittura. Dopo l’esordio nel 2004, ha pubblicato numerosi romanzi di narrativa per ragazzi con i più importanti editori italiani. Tra i molti riconoscimenti ottenuti, nel 2009 il Premio Andersen.
Tra i suoi libri ricordiamo anche La mano di Thuluhc sempre per Piemme e Dragon Boy per Pickwick.

Source: acquisto personale del recensore.