Archive for the ‘Recensioni’ Category

:: Lettere a una dodicenne sul Fascismo di ieri e di oggi di Daniele Aristarco, (Einaudi Ragazzi. coll. Presenti Passati, 2019) a cura di Viviana Filippini

27 Maggio 2019

AristarcoDaniele Aristarco visita spesso scuole in lungo e in largo per l’Italia. Lo fa per raccontare il suo lavoro e i libri che scrive. Un giorno, mentre era in una scuola per parlare di William Shakespeare, la sua attenzione è stata colpita da una scritta sul banco di una ragazza (Giulia) assente quel giorno: Dux. Da quelle lettere incise sul banco, l’autore ha dato forma a “Lettere ad una dodicenne sul Fascismo di ieri e di oggi”, edito da Einaudi Ragazzi. Nel testo Aristarco mette su carta una serie di missive all’alunna assente per darle informazioni basilari e fondamentali su cosa fu il fascismo per l’Italia. Nel libro il lettore è messo nella posizione di Giulia, la destinataria degli scritti di Aristarco che racconta sì a lei, ma in realtà racconta anche a noi lettori. Tra le pagine viene ricostruita in modo ordinato e accurato l’origine del movimento fascista, come sì radicò nella società italiana del secolo scorso, fino al raggiungimento della fascistizzazione di massa. Aristarco però non si limita a raccontare del movimento che divenne un regime a tutti i livelli. Nelle pagine del testo edito da Einaudi, l’autore partenopeo definisce anche i profili biografici di Benito Mussolini e di ciò che mise in atto per ottenere consenso. Non manca nemmeno la parte nella quale si racconta cosa il Duce- Dux- fece per limitare e, in certi casi, fermare in modo definitivo l’agire di coloro che erano i suoi oppositori. Tra i bersagli del Fascio si ricordano le figure di Giacomo Matteotti rapito e assassinato da una squadra fascista, Antonio Gramsci tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, segretario e leader dal 1924 al 1927 dello stesso partito, mandato nel carcere di Turi dal regime fascista nel 1926 e anche Giordano Cavestro, fucilato a diciotto anni perché aveva creato un bollettino antifascista. Dal passato però Aristarco si sposta nel presente per raccontare come le spie, o le ceneri mai spente del tutto, di quel fascismo di ieri siano ancora presenti oggi. Esse sono come lì, latenti, pronte a scoppiare da un momento all’altro per scatenare terrore e paura tre le persone che quelle idee totalitarie non le condividono. Poi lo scrittore si domanda, e ci domanda, se esitano “medicine” ai regimi totalitari e ne individua quattro: leggere, informarsi, studiare e viaggiare. “Lettere ad una dodicenne sul Fascismo di ieri e di oggi” di Daniele Aristarco è un libro per bambini e ragazzi, ma lo consiglio anche ad un pubblico adulto, magari da leggere assieme -genitori e figli, o ragazzi e adulti – per capire quali furono le radici dalle quali presero il via i regimi dittatoriali che tanto terrore, distruzione e morte seminarono tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso. Per conoscerli ed evitare che pagine drammatiche della Storia si ripetano. Il libro edito da Einaudi ragazzi, inaugura una nuova collana editoriale: “Presenti passati”.

Daniele Aristarco è nato a Napoli nel 1977. È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l’infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Nel nostro catalogo ha pubblicato Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell’altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell’uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont, Io dico sì! Storie di sfide e di futuro.

Source: richiesto all’editore. Grazie all’ufficio stampa e a Anna De Giovanni.

:: Le rughe del sorriso di Carmine Abate (Mondadori 2018) a cura di Daniela Distefano

27 Maggio 2019

CARMINE ABATE - Le rughe del sorrisoSe l’Africano, Faaduma e altri migranti del centro d’accoglienza avevano notato dalla mia voce, dal mio sguardo, dalla mia apprensione che ero “amorato” di Sahra, fuguriamoci l’interessata. La quale però aveva incassato i miei timidi tentativi di corteggiamento senza lasciar mai trapelare alcuna reazione, se non il sorriso gentile che riservava a tutti. Chissà cosa provava realmente nei miei confronti, come mi giudicava, se le piacevo almeno un po’. A parole non le avevo mai rivelato i miei sentimenti, ma con gli occhi sì, e gli occhi parlano una lingua universale, che lei comprendeva meglio di me”.

Sahra è una giovane somala che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di accoglienza di un paese in Calabria. Un giorno sparisce, lasciando una scia di sconcerto e apprensione. A mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria. Antonio batte ogni pista per ritrovare Sahra che è a sua volta alla ricerca di Hassan, il fratello geologo misteriosamente scomparso. Dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate si occupa della drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo intriso di romanticismo, carica emotiva, trasporto ideale. Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è il soggetto passivo di questo libro che è stato candidato al Premio Strega 2019. La storia d’amore è l’input per raccontare le vicissitudini dei migranti che affrontano tragedie e orrori per coltivare la speranza di una vita serena, al sicuro, senza tormenti infernali nei loro Paesi d’origine. Non sono parassiti i morti sepolti nel nostro mare, sono persone che sognano, che hanno bisogno non di una elemosina distratta, ma di un puntello per sostenersi poi da soli.

Il modo di operare di Aderelio si basava su un’idea grandiosa e lungimirante, disse Faaduma, ma di una semplicità comprensibile perfino ai ragazzini: “Voi non dovete aspettarvi dagli altri il pesce o la lenza, ma un aiuto per costruirvi la lenza. Un aiuto oggi per essere in grado domani di diventare padroni della vostra vita, autonomi, senza dover chiedere più elemosine a nessuno”.

“Le rughe del sorriso” (Mondadori), è un romanzo ben costruito, scritto con sincerità d’intenti, che parla di amore, fuga, abbandono, dolore, sopportazione, ricerca (senza stancare il lettore). Lo scrittore di Carfizzi coglie, con questo ultimo lavoro, i frutti di un lungo tirocinio narrativo. All’insegna della Verità, dietro il velo della finzione letteraria.

Carmine Abate è nato a Carfizzi – un paese arbëresh (cioè italo-albanese) della provincia di Crotone- il 24 ottobre 1954.  Ha studiato in Italia e si è laureato presso l’Università di Bari. Successivamente ha vissuto in Germania e, da oltre dieci anni, vive nel Trentino, dove esercita la professione di insegnante. Il suo primo libro di poesie risale al 1977: Nel labirinto della vita, (Juvenilia, Roma). Come narratore esordisce in Germania con la raccolta di racconti Den Koffer und weg!, (Neuer Malik, Kiel 1984);Lo stesso anno pubblica Die Germanesi, una ricerca empirica socio-antropologica sull’emigrazione svolta con Meike Behrmann (Campus, Frankfurt-New York 1984; ed it., I Germanesi, Pellegrini, Cosenza 1986, ristampata in nuova ed. da Ilisso Rubbettino nel 2006). Dirige la collana “Biblioteca Emigrazione” (Pellegrini Ed.) per la quale ha curato In questa terra altrove (1987), un’antologia di testi letterari di emigrati italiani. Successivamente ha pubblicato una raccolta di racconti Il muro dei muri da giugno 2006 in nuova edizione (Oscar Mondadori, pp. 210, euro 8.40) e nel 1991 è uscito il suo primo romanzo Il ballo tondo, attualmente alla terza edizione (Piccola biblioteca Oscar Mondadori, 2005), pubblicato in prima edizione da Marietti (Genova) e in seconda edizione da Fazi (Roma, 2000).  Nel 1996 pubblica un libro di poesie Terre di andata (Argo). Nel 1999 esce il romanzo  La moto di Scanderbeg (Fazi, Roma 1999; ed. tascabile 2001, Oscar 2008). Nel 2002 esce il romanzo Tra due mari (Mondadori, 2002, Oscar 2005) vincitore di numerosi prestigiosi premi. Nel 2004 esce il romanzo La festa del ritorno (Mondadori, 2004, nuova edizione riveduta 2014) vincitore del “Premio Selezione Campiello”. Nel 2006 pubblica il romanzo Il mosaico del tempo grande (Mondadori, 2006, Oscar 2007).  Nel 2008 scrive il romanzo Gli anni veloci (Mondadori, 2008). Nel 2010 scrive il libro di racconti Vivere per addizione e altri viaggi (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori) e la raccolta di poesie e proesie Terre di andata (Il Maestrale). Il suo capolavoro, che vince il premio Campiello 2012, è il romanzo La collina del vento (Mondadori, 2012). Nell’ottobre 2012 esce, Le stagioni di Hora (Mondadori) che comprende tre romanzi  – “Il ballo tondo”, “La moto di Scanderbeg” e “Il mosaico del tempo grande”.  Nel 2013 pubblica Il bacio del Pane (Mondadori, 2013). Nel 2015 sforna  La felicità dell’attesa  (Mondadori). Nel 2016  Il banchetto di nozze e altri sapori (Mondadori 2016). La sua ultima opera è Le rughe del sorriso  (Mondadori 2018) Carmine Abate, con i suoi libri, ha vinto numerosi premi. I suoi libri sono tradotti in Germania, Francia, Olanda, Grecia, Portogallo, Albania, Kosovo, USA, Giappone e in arabo.

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Cristiana Patriarca e Anna da Re dell’Ufficio Stampa “Mondadori”.

Le sorelle Bronte di Manuela Santoni (Becco Giallo, 2018) a cura di Elena Romanello

27 Maggio 2019

Sorelle-Bronte_COPERTINA_webDopo aver raccontato le disavventure di Jane Austen, autrice oggi popolarissima ma che alla sua epoca visse un’esistenza ritirata e senza gloria, Manuela Santoni affronta questa volta per Becco Giallo tre altre icone al femminile della letteratura inglese dell’Ottocento, lette e amate ancora oggi, e cioè le sorelle Bronte, Emily, Anne e Charlotte.
Anche loro, come Jane Austen, vissero nella profonda provincia inglese, nelle desolate terre dello Yorkshire, anche loro si nascosero dietro a pseudonimi maschili creando scalpore con romanzi che presentavano figure femminili fuori dal comune e decisamente in anticipo con i tempi, oltre a parlare di argomenti scabrosi, come le violenze familiari, la pazzia, le ossessioni sentimentali, gli abusi a scuola, l’alcolismo.
La storia delle tre sorelle Bronte e del loro fratello scapestrato Bramwell riemerge da pagine in bianco e nero, con disegni essenziali ma capaci di catturare destini e un’epoca senza scadere nel manierismo da favoletta in costume: un racconto per immagini che ricorda la genesi di romanzi che ancora oggi hanno molto da dire al pubblico contemporaneo e le vite brevi e intense di tre donne, tre scrittrici morte troppo presto ma non senza aver lasciato un segno nella letteratura da allora in poi e che rimangono come tre fantasmi, nello Yorkshire e sull’immaginario di oggi. Tra l’altro, tutto viene raccontato dal punto di vista Bramwell, amatissimo dalle tre giovani ma capace di creare loro solo problemi, economici e anche di salute.
Il volume è completato da una postfazione di Selene Chilla e Serena di Battista, che hanno collaborato con Manuela Santoni, in quanto creatrici del blog in tema The Sisters’ Room A Bronte inspired blog, una delle più autorevoli fonti in rete in tema, in cui raccontano la vicenda umana delle tre sorelle, approfondendo anche gli aspetti lasciati un po’ in ombra nelle pagine della graphic novel.
Le sorelle Bronte è un’opera da avere per chiunque abbia letto ed amato Jane EyreCime tempestose e gli altri meno noti ma non meno interessanti romanzi delle sorelle, aspri, scomodi e capaci di raccontare davvero cosa voleva dire essere donne nella rigida e ipocrita epoca vittoriana. Una storia per immagini sia per chi conosce già i personaggi oltre i libri sia per chi si avvicina per la prima volta, ma è interessante da leggere anche per chi non sa nulla, non le ha mai lette e grazie a queste pagine avrà voglia di scoprire di più su tre donne, morte poco più di trentenni e capaci di dire qualcosa ancora alle donne e alle ragazze di oggi.

Manuela Santoni, illustratrice e fumettista della provincia di Roma, classe 1988, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dove nel 2012 si laurea in Storia dell’arte. Contemporaneamente ha seguito la Scuola romana dei Fumetti e nel 2013 viene selezionata per il Master annuale di illustrazione Ars in fabula di Macerata. Dal 2017 insegna presso la scuola Pencil Art di Roma. Ha illustrato i libri di narrativa per ragazzi Girl R-Evolution (De Agostini, 2016) e Storie proprio buffe (Il Castoro, 2016) ed è autrice della graphic novel per Becco Giallo Jane Austen. Vive e lavora a Fonte Nuova, vicino  a Roma.

Selene Chilla e Serena di Battista, classe 1986, amiche e colleghe di blog sono le ideatrici di The Sisters’ Room A Bronte inspired blog. Entrambe laureate in lingue all’Università di Roma Tre, si sono appassionate alle vite delle sorelle Bronte, studiandole anche da autodidatte: ogni anno visitano il Bronte County, nello Yorkshire, e sono state anche negli altri luoghi delle tre scrittrici. Il loro blog è nato nel 2015 e conta numerose collaborazioni con case editrici e studiosi di tutto il mondo, come la Sezione italiana della Bronte Society. Sono autrici del libro E sognai di Cime tempestose: viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Bronte, edito da Alcheringa Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

:: Mio padre era comunista di Luca Martini (Morellini Editore 2019) a cura di Federica Belleri

21 Maggio 2019

imagesVirginio ha vissuto con un padre comunista e con una madre rassegnata. Suo fratello si è costruito una vita in Inghilterra. E a lui cos’ è rimasto? Un mucchio di ricordi, che saltano fuori quando ha quasi cinquant’anni. Perché? Cosa ha bisogno di ricostruire? Forse l’atteggiamento intransigente di suo padre, il fatto che non gli permettesse nulla … nemmeno una pizza fuori tutti insieme? Oppure il fatto che lo rimproverasse prendendolo per i capelli o a male parole per poi abbracciarlo forte e dirgli che si comportava così per il suo bene?
Non è stato facile per lui il quotidiano nella stessa casa con un comunista tradizionale, quasi russo. È stato orribile essere criticato e isolato dagli amici. Eppure ha sempre cercato l’approvazione di un uomo così duro e spigoloso. Perché?
Virginio ora è un professionista stimato e di successo, può permettersi qualsiasi cosa. Anche di sbagliare. Perché tornare indietro nel tempo apre scenari che non conosceva, sofferti, dolorosi, che gli provocano rabbia e un incontenibile desiderio di vendetta. Perché ostinarsi a cercare un motivo, una spiegazione, può portare a farsi del male.
Mio padre era comunista. Luca Martini ci porta a Bologna attraversando una vita intera di negazioni. Ci aiuta a capire quanto la cattiveria non abbia limiti e come sia facile superarli. Si può tornare in equilibrio? Si può tornare ad essere se stessi? Sì, se si impara a perdonare e a perdonarsi.
Ottima lettura, tanti gli spunti di riflessione offerti. Scrittura scorrevole, ricca di nostalgia e rimpianto, a volte. Dietro una corazza ben costruita, esiste sempre qualcuno che non sa nascondere se stesso.
Assolutamente consigliato.

Luca Martini (1971), bolognese, è presente in numerose antologie e riviste letterarie, ed è autore di circa trecento poesie, monologhi teatrali, una settantina di racconti, romanzi e favole illustrate. Nel 2008 ha vinto il premio Arturo Loria per il miglior racconto inedito. Un suo racconto, tramite il progetto “Sorprese Letterarie”, promosso dalla scuola Holden di Torino, è finito tra le sorprese di migliaia di uova di Pasqua.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: il romanzo Il tuo cuore è una scopa (Tombolini Editore, 2014), le raccolte di racconti L’amore non c’entra (La Gru, 2015) e Manuale di sopravvivenza per bambini invisibili (Pequod, 2018), la raccolta collettiva di memorie Il nostro due agosto (nero) (Tombolini Editore, 2015) e il libro per bambini Il coccodrillo che voleva essere drago (D Editore, 2017). Insieme a Gianluca Morozzi ha curato, tra le altre, le antologie di racconti Più veloce della luce (Pendragon, 2017) e Vinyl – storie di dischi che cambiano la vita (Morellini, 2017). Insieme a Barbara Panetta ha curato l’antologia On the radio – storie di radio, dj e rock’n’roll (Morellini, 2018).

Fonte: omaggio dell’editore al recensore.

:: Un’altra strada – Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi (Marsilio 2019) a cura di Giulietta Iannone

21 Maggio 2019

RenziLa politica è fatta di donne e di uomini. E proprio lo scollamento tra politica e società civile è una delle prime ragioni della crisi sia delle sinistre (partiti progressisti riformisti) che delle destre (partititi conservatori), non solo in Italia, ma guardando anche fuori dai nostri confini.
Un buon modo per ricomporre questa frattura è conoscere cosa pensano, come pensano, come ragionano i vari leader politici.
A prescindere da un discorso puramente politico, tenterò di non prendere posizione perché non è mio compito, non voglio influenzare coscienze o prendermi la responsabilità di farvi fare poi scelte sbagliate, ma l’errore di Salvini, che poteva scegliere tutti gli editori italiani che voleva (o quasi) è stato di affidare il suo pensiero a un piccolo editore con legami con partiti diciamo estremistici.
Non così ha fatto Renzi che ha scelto Marsilio, per pubblicare il suo libro “Un’altra strada”, di cui vi parlerò oggi. Ritengo in tutta coscienza che vadano letti entrambi, perché è importante per ottenere un’opinione informata (presto ci saranno le elezioni, quindi il tempo stringe) leggere cosa questi leader (o ex leader ma ancora impegnati nell’agone politico) pensano, come dicevo prima.
Questi testi sarebbero da leggere molto più approfonditamente, che con una lettura veloce come ora ho fatto, (per ora il libro di Salvini non l’ho ancora letto) ma non è stato tempo sprecato.
Leggendo Un’altra strada ho avuto la netta sensazione di individuare con molta chiarezza sia quali sono i punti deboli che i punti di forza di questo politico che tutto sommato mi è parso nel complesso molto sincero. Naturalmente uno deve farsi una sua opinione, non voglio indirizzarvi in un senso o nell’altro, il mio unico consiglio è di leggerlo.
Lo stile è scorrevole, piacevole, il libro è aggiornato alla storia recente, gli manca giusto quello che è successo in Austria, con lo scandalo che ha portato alle dimissioni i principali esponenti di destra, (informatevi sull’accaduto per capire che la crisi non è solo delle sinistre), e in un certo senso Renzi l’aveva previsto. Vedremo poi se tutte le sue previsioni si avvereranno, ma un consiglio è di non fermarvi all’apparenza o alla superficialità di un approccio di attrattiva personale, ovvero se vi è simpatico o no, quello che è importante è la sua struttura mentale, e quanto (lui come tutti i politici in genere) è capace di fare e di costruire per il suo paese e per il mondo intero. Insomma Renzi non vi deve essere simpatico a tutti i costi, ma è utile confrontarsi con il suo pensiero, e poi potete esser d’accordo o no, questo naturalmente è un vostro diritto.
Il libro contiene un premessa, e poi sei parti: Politica non populismo; Futuro, non paura; Cultura, non ignoranza; Lavoro, non sussidi; Verità, non fake news, Europa, non nazionalismo. Infine una breve conclusione intitolata Domani.
Data la giovane età di Renzi, rispetto ai tempi della politica, pensiamo alla prima Repubblica quando avevano tutti dai 60 anni in su, fa pensare che abbia ancora molto da fare, (sempre se si circonderà di collaboratori leali e preparati) ma soprattutto è l’esponente di una nuova generazione politica, insomma diamo fiducia a questi giovani, lasciamoli lavorare, hanno entusiasmo, vogliono davvero fare qualcosa, che poi ne abbiano le capacità o meno è poi tutto da vedere, ma è importante capire che loro vedranno il futuro, e generazioni di ragazzi sempre più giovani si stanno affacciando alla politica e vogliono fare.
Questa rinascita di coscienza civile e impegno politico è un segnale positivo, certo la saggezza viene col tempo, ma la forza, l’entusiasmo, la visione priva di pregiudizi è ancora loro. Quindi tacciare di incompetenza chi ancora non ha esperienza è un giudizio quantomeno superficiale. Tuttavia rimane la sensazione di aver letto il libro di qualcuno che ci crede veramente in cosa dice, e soprattutto aperto al dialogo e al confronto, realmente democratico insomma, e su queste basi sicuramente è possibile costruire il futuro. Che in fondo è quello che interessa a tutti. Buona lettura.

Matteo Renzi (1975), senatore eletto nel collegio di Firenze, città di cui è stato sindaco. È stato presidente del Consiglio dei ministri.

Source: inviato al recensore dall’Ufficio stampa Marsilio, che ringraziamo.

:: Ti rubo la vita di Cinzia Leone (Mondadori 2019) a cura di Federica Belleri

20 Maggio 2019

Ti rubo la vita di Cinzia LeonePiù che una recensione la mia è una riflessione personale su un romanzo appassionante e coinvolgente. L’autrice, Cinzia Leone, ci racconta l’essere ebrei attraverso la storia di tre donne uniche. Miriam, Giuditta e Eshter. Tre personalità forti e sensibili al tempo stesso, che si sono ritrovate a vivere la vita di qualcun’altro. Perché? Perché erano ebree, perché non era possibile per loro essere ciò che desideravano. Perché avevano limiti imposti e leggi razziali alla base di tutto che le inibivano. Come potevano lavorare con tranquillità, innamorarsi di un uomo non ebreo, uscire per una semplice passeggiata? Come dovevano sentirsi di fronte alla guerra, alla paura e alla privazione? Dal 1936 al 1992 queste donne percorreranno una strada difficile, sofferta, spesso nell’ombra. Faranno errori ma non dimenticheranno mai le loro origini, anche se cammuffate in un abile inganno.
La scrittrice ci fa conoscere l’imbroglio e la grande determinazione nel mantenerlo, la forza di resistere e di sapersi difendere. La decisione di attaccare prima di essere attaccate. Il bisogno primario di essere rispettate. Il desiderio di essere libere sopraffatto troppe volte dalla tristezza. Le presunte amicizie che si allontanano pian piano, le famiglie che tentano disperatamente di rimanere unite, la guerra e i rastrellamenti. La fuga perenne dal pericolo e l’angoscia notturna. Il desiderio di poter avere una famiglia, dei figli, un guscio protettivo in grado di non lasciarle mai sole e l’amore … in grado di superare ogni confine.
Ti rubo la vita intreccia la vita di Miriam, Giuditta e Eshter, dall’Italia a Istanbul, a Miami. Durante la lettura mi sono ritrovata più volte accanto a ognuna di loro, rapita dall’empatia trasmessa.
Vi invito ad appassionarvi come ho fatto io a questo romanzo che attraversa la nostra difficile storia, fa riflettere sulla tolleranza rispetto al “diverso” e gioca in maniera molto seria sulle identità nascoste e rubate.
Assolutamente consigliato.

Cinzia Leone, giornalista, scrittrice e autrice di graphic novel, collabora con il “Corriere della Sera” e “Il Foglio”. Ha pubblicato due romanzi, Liberabile e Cellophane, e cinque libri di storie a fumetti. Vive, scrive e disegna a Roma.

Fonte: acquisto personale.

Good omens di Terry Pratchett e Neil Gaiman (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

17 Maggio 2019

978880471202HIG-313x480In occasione dell’uscita a fine maggio sulla piattaforma Amazon prime della miniserie Good Omens, Mondadori ripropone nella sua collana Oscar fantastica l’omonimo romanzo, scritto a quattro mani da due geni del fantastico come Terry Pratchett e Neil Gaiman e già uscito negli anni in altre edizioni con il titolo Buona apocalisse a tutti, visto che risale al 1990.
Si tratta di un’occasione d’oro per scoprire o riscoprire un classico del genere, capace di coniugare urban fantasy, umorismo e metafora sociale: la miniserie, interpretata da Michael Sheen e David Tennant, si preannuncia decisamente ben riuscita, motivo in più per leggere o rileggere il libro, storia di un’apocalissi annunciata e irresistibile.
Il mondo sta per finire, c’è tempo fino a sabato, prima di cena, secondo una fonte molto attendibile, Le Belle e Accurate Profezie di Agnes Nutter, Strega, libro scritto nel 1655 e che da allora non ne ha mai sbagliata una. Diavoli e angeli si stanno ammassando e tutto sembra andare secondo il piano divino. Ma a qualcuno questo non piace, proprio no.
L’angelo pignolo Azraphel e il diavolo Crowley, amante della bella vita, non ci stanno a questo sovvertimento e decidono di fermare il tutto, anche perché sulla Terra si trovano benone e non vogliono che tutto finisca, avrebbero troppo da perdere, anche perché si sono integrati nella società umana. Il loro scopo è trovare l’anticristo, un bambino allevato a tale scopo in una clinica di suore sataniste, per dargli un’educazione diversa e fargli fare altre scelte, ma sembra essersi perso.
Una storia irresistibile, inno alla libertà di pensiero e alla vita, parodia di tutti i film catastrofisti su figli del diavolo e dintorni, con citazioni alla cultura pop e nerd, da Star Wars ET passando per Il signore degli anelli e per Sandman, il fumetto capolavoro di Neil Gaiman sulle peripezie del Signore del Sogno. Good Omens è una commedia degli equivoci, una riflessione sul valore della vita, una condanna di ogni integralismo senza retorica, una storia d’avventura fantastica che stupisce ad ogni pagina. La nuova edizione è arricchita da una bella immagine sulla copertina della serie, con i due protagonisti.

Provenienza: libro del recensore in un’altra edizione.

Terry Pratchett, nato in Inghilterra nel 1948, è stato uno dei più popolari autori contemporanei. I suoi romanzi, tra cui la celebre saga del Mondo Disco, attirano lettori di ogni età e hanno venduto oltre ventisette milioni di copie nel mondo, tanto che nel 1988 Pratchett è stato insignito del titolo di Officer of the British Empire. Con Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori ha vinto la Carnegie Medal, uno tra i premi letterari più prestigiosi. Ha pubblicato inoltre L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini Liberi (2004), Un cappello pieno di stelle (2005), La corona di ghiaccio (2008), tutti editi da Mondadori. E’ morto nel 2015

Neil Gaiman, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. Tra i massimi autori di narrativa fantastica contemporanea, è un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinati graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l’Hugo Award per il romanzo American Gods, da cui nel 2017 è stata tratta una serie tv. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili CoralineStardust.

:: Cioran di Bernd Mattheus (Lemma Press 2019) a cura di Nicola Vacca

17 Maggio 2019

cop bmBernd Mattheus, scrittore, saggista e traduttore tedesco, ha incontrato nell’aprile del 1988 Cioran. Emil lo riceve in accappatoio perché stava provando a riparare un tubo dell’acqua.
Il giovane studioso è affascinato dalle figure radicali del pensiero. Si è già occupato nei suoi libri precedenti di Antonin Artaud e Georges Bataille. I pensatori borderline lo affascinano.
Mattheus negli anni ha letto, studiato e incontrato Cioran con passione e devozione. Il risultato della grande considerazione del giovane scrittore tredesco per il pensatore rumeno è l’uscita di uno dei libri più belli a lui dedicati
Cioran. Ritratto di uno scettico estremo (traduzione di Claudia Tatasciore) è una biografia corposa e dettagliata di Cioran. Finalmente è stata da poco pubblicata in Italia per i tipi di Lemma press. Lo stesso Cioran apprezzerà il lavoro di Mattheus. Gli riconoscerà la capacità di collegare sempre l’evento con l’idea, la biografia alla filosofia, così che il lettore, reso attento dagli innumerevoli dettagli, partecipa allo svolgersi di un dramma intellettuale.
Possiamo sicuramente affermare che questa è l’unica biografia dedicata al pensiero e alla travagliata esistenza dell’autore di Squartamento.
Trecento pagine ricche e dense di informazioni inaspettate, di aneddoti poco conosciuti, ma soprattutto un ritratto davvero completo che ci permette di rileggere con occhi nuovi il pensiero del pensatore più scettico del secolo scorso.
Mattheus sposa le parole di Guido Ceronetti e entra in sintonia subito con Cioran, il filosofo squartatore che fin dal suo primo saggio si presenta come un distributore frenetico di inesorabile: dunque di avanzi, di stracci metafisici; dunque, anche, di consolazioni.
L’autore racconta come avvenne il suo primo incontro con Emil Cioran, questo intelligente misantropo cordiale che fu subito ispirato da simpatia, approvazione e entusiasmo.
Il giovane scrittore tedesco è affascinato dalla personalità scettica e strema di Cioran, ne studia le mosse e le opere e dopo averlo incontrato decide di dedicare a lui una corposa biografia.
Mattheus sarà il traduttore in lingua tedesca di Squartamento e con Cioran avrà un’interessante carteggio.
Cioran. Ritratto di uno scettico estremo è un libro ricco e complesso che sa entrare con le chiave giuste nel cuore delle vicende esistenziali e dell’opera di uno dei più irriverenti agitatori del pensiero novecentesco.
Il libro di Mattheus è talmente dettagliato che riesce a colmare le numerose curiosità del lettore.
In queste pagine viene rivelato tutto quello che c’è da sapere e da dire sulla personalità eccentrica e appartata di Emil Cioran.

«Del resto, ancora oggi – scrive Vincenzo Fiore nella prefazione – ombre ben più oscure offuscano il pensiero e la vita del pensatore rumeno. Non sono pochi coloro che hanno tentato di estrapolare le sue grida e i suoi anatemi per inserirli in tradizioni politiche che nulla hanno avuto a che fare con il suo pensiero».

Il giovane Mattheus si trova davanti al maturo Cioran. Condivide con lui negli anni il cafard e lo scetticismo estremo.
Gli dedica un libro che è anche un atto d’amore. Da leggere come un vero e proprio esercizio di ammirazione.

Source: libro inviato al recensore dall’Ufficio Stampa, che ringraziamo.

Nota: sito dell’editore.

:: Il grande amore di mia madre di Urs Widmer (Keller Editore 2019) a cura di Viviana Filippini

17 Maggio 2019

2Al centro della storia di “Il grande amore di mia madre” di Urs Widmer, ci sono Clara e Edwin. Lei appartiene ad un ricca famiglia borghese, lui è uno squattrinato direttore d’orchestra. La ragazza segue il giovane nella sua vita giù e sul palco, dove si cimenta con la musica dei compositori moderni. Lei è innamorata di lui a tal punto da essere certa che Edwin sia l’uomo perfetto e lo segue in giro per l’Europa – Parigi è una delle tappe- dove lui e la sua orchestra vanno a suonare. Poi il destino comincia a girare in modo diverso e mentre Edwin diventa un famoso direttore d’orchestra di fama mondiale, Clara deve affrontare lo sfacelo economico della sua famiglia scatenato dalla crisi del 1929, unito all’amore non ricambiato del ragazzo per lei. Un sentimento non corrisposto che darà il tormento per tutta la vita a Clara. Dopo aver narrato la figura del padre, Urs Widmer, in “Il grande amore di mia madre”, racconta con maestria e delicatezza la figura della madre che si innamorò davvero di uno dei più importanti direttori d’orchestra svizzeri, senza esserne ricambiata. Nel libro, oltre a dove affrontare un sentimento che la porterà pian piano alla totale consunzione ed esaurimento nervoso, Clara si ritroverà senza più un soldo, senza un casa, senza una famiglia (il padre muore e i parenti piemontesi che ha, ad un centro momento, cominciano a tenerla a debita distanza) e senza più nulla che le permetta di avere delle certezze. La giovane descritta da Widmer si rimboccherà le maniche per ritrovare un po’ di stabilità, ma questa rinascita sarà più ardita del previsto, non solo perché per la protagonista sarà difficile trovare un lavoro, ma perché in Europa, sul finire degli anni Venti, si radicheranno sempre più i regimi totalitari. Pagina dopo pagina, Widmer ci fa conoscere una donna che si creò una famiglia anche se del marito non si dice nulla, che ebbe un figlio – l’autore- con nel cuore sempre lui, quell’ Edwin concentrato tutto sulla musica e sulla necessità personale di diventare un figura importante e di successo in ambito musicale e sociale. Il sentimento per il maestro d’orchestra è così intenso da gettare la donna in un profondo male di vivere seguito da ricoveri in istituti di cura con elettroshock e ritorni a casa con l’intenzione di dimenticare il passato coltivando, più che fiori, verdura. Il narratore si pone testimone impotente del processo distruttivo della mamma che, nelle pagine, opera nel tentativo -vano- di dimenticare un uomo che non l’amò mai davvero. Ogni cosa fatta da Clara, come ci racconta la voce narrante con garbo e ironia, viene messa in atto per trovare un pizzico di sana pace e stabilità. “Il grande amore di mia madre” di Urs Widmer, tradotto da Roberta Gado, è il ritratto lucido ed emotivo di una donna che amò in modo sincero e che soffrì molto per questo sentimento non compreso. Allo stesso tempo Widmer, attraverso la figura della madre, affronta un tema universale: la fragilità dell’animo umano. Clara ha sogni, ha delle aspettative, ha dei progetti e dei desideri, ma i fatti narrati, il caso o il fato, la prenderanno di mira mettendo in crisi il coraggio e ogni tentativo della donna nel provare a perseguire i propri obiettivi per ritrovare un pizzico di vera felicità.

Urs Widmer (1938-2014), figlio del traduttore e critico letterario Walter Widmer, studiò germanistica e romanistica a Basilea, Montpellier e Parigi, conseguendo il dottorato nel 1966 con una tesi sulla letteratura tedesca del dopoguerra. Prima di dedicarsi interamente alla scrittura lavorò per brevi periodi come editor presso importanti case editrici. Oltre che scrittore fu docente universitario, traduttore (Joseph Conrad, Raymond Chandler) e autore teatrale di successo. Le sue numerose opere sono tradotte in una trentina di lingue e fu insignito di vari premi. Nel catalogo Keller sono presenti anche Il sifone blu e Il libro di mio padre, sempre nella traduzione di Roberta Gado.

Source: inviato dall’editore al recensore. Grazie a tutto lo staff di Keller editore.

:: Erba nuda di Ulisse Casartelli (Gaele edizioni 2019) a cura di Nicola Vacca

16 Maggio 2019

copUlisse Casartelli, amico e poeta, non c’è più. Se n’è andato improvvisamente per non tornare.
Ha attraversato la sua breve esistenza con i versi tra le mani, nel cuore e nella mente.
Di lui resta la sua poesia. Pochi giorni prima della sua scomparsa aveva pubblicato Erba Nuda (Gaele edizioni).
Adesso apro quel libro che mi giunge postumo. L’ultimo viaggio terreno di Ulisse nel mondo delle parole che diventa per forza di cose il suo testamento.

«Ho paura delle pagine bianche / sono voragini/ da cui sale di tutto».

Questa è la prima poesia del libro ma questo è soprattutto Ulisse.
Un uomo che ha il coraggio di essere poeta che cammina in cerca delle orme del nulla.
In queste pagine c’è tutto il disagio esistenziale di un essere dilaniato che cerca l’esserci tra l’ansia della morte e un desiderio irrealizzabile di abbracciare la vita

Ma io non venero la morte, / venero la vita, / e respiro / l’incanto / sul bianco della cenere»).

La sua poesia fa venire i brividi. Ulisse ha sempre scritto versi in presa diretta con il suo terrore di essere poeta e uomo.
Erba Nuda è il diario di un uomo ferito che si è fatto poeta abbracciando le parole, soprattutto quelle terribili che sanguinano.

«In queste poesie ho sentito come essere uomini significa essere insufficienti all’ideale di noi stessi che grazie a una sola poesia possiamo ritrovare sgretolato. Se ciò significa svelare quello che siamo allora ne sarà valsa la sofferenza, anche se essa ci avrà condotto sulla soglia della follia».

Così Ulisse scrisse nella nota introduttiva a L’immensità della cenere, raccolta uscita da Marco Saia Edizioni nel 2017.
Adesso che ho tra le mani Erba Nuda e sfoglio i suoi tre libri precedenti, insieme all’album dei ricordi che affollano la mia mente straziata dalla sua assenza, rivedo l’amico inquieto, l’uomo fragile e il poeta con il suo quotidiano mestiere di vivere che ha condiviso con me (e con i pochi amici veri che gli sono stati vicino).

«Mi arrendo, / giocatela voi / la vostra partita. / Io torno al fiume / a imparare del mondo /dall’acqua che scorre».

Ulisse nei versi che ha scritto, e in quelli che ci ha lasciato, ha sempre cercato se stesso, non nascondendo mai l’inferno che aveva dentro.
Erba Nuda è il lato oscuro e la luce di un poeta che ha fatto le sue domande al cielo, nude di verità ma colme di un bisogno d’amore, sempre cercato tra un pensiero di morte e un brivido di essere.

:: Leggere o non leggere di Jimmy Liao (Edizioni Gruppo Abele 2019) a cura di Giulietta Iannone

16 Maggio 2019

Jimmy LiaoLe piccole librerie stanno lentamente perdendo importanza e le persone che un tempo amavano intrattenersi tra i loro libri le frequentano sempre meno. Un libraio, appassionato bibliofilo, chiede al figlio di radunare i suoi amici per capire insieme a loro se i ragazzi amano ancora comprare libri e  leggerli. Il libraio ha preparato per l’incontro molte citazioni famose sui libri, nella speranza che tutti possano condividere la bellezza della lettura. Ma i partecipanti non sono certi di pensarla allo stesso modo: gli adulti con tutte le loro convinzioni, i ragazzi con tutta la loro fantasia. Si apre così una grande, divertente e profonda disputa sull’eterno dilemma: leggere o non leggere?

Proprio nella settimana della disputa librai vs bookblogger (quanto sono inutili le stucchevoli contrapposizioni di questi tempi) ho avuto il piacere di leggere questo simpatico e divertente libro illustrato per ragazzi edito dalle Edizioni Gruppo Abele, una carrellata di citazioni da Marylin Monroe a Stephen King, passando per Franz Kafka e Voltaire, che portano i libri e la lettura al centro del dibattito culturale.

Come non sorridere leggendo:

Se andate a casa di qualcuno e non vedete libri, non andateci a letto!

– John Waters

O non commuoversi per:

Ma noi abbiamo bisogno dei libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che era pià caro di noi stesso, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi.

– Franz Kafka

Forse i bambini non capiranno il senso di tutte le citazioni, ma per loro ci sono i disegni bellissimi e colorati di Jimmy Liao. Ottima idea regalo, o da collezionare. Un libro per i momenti di sconforto, o per quando abbiamo un attimo di pausa e ci vogliamo immergere nel mondo di tanti illustri lettori del passato e del presente. Perchè anche gli scrittori sono lettori, e la lettura è un rifugio sicuro come la musica o la danza. A leggere si impara da piccoli, e poi è un amore che ci accompagna per tutta la vita.

Jimmy Liao laureato in arti figurative con una specializzazione in design, ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie prima di iniziare l’attuale attività di scrittore e illustratore. A partire dal 1998, Jimmy ha pubblicato 27 libri illustrati, caratterizzati da una straordinaria originalità e con trame dai mille risvolti. Con le sue storie ha creato uno stile del tutto originale costituito da un mix di immagini e linguaggio fresco e diretto. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, hanno venduto più di 5 milioni di copie tra Oriente, Europa e Stati Uniti; in particolare, Jimmy è diventato in poco tempo il più famoso autore di libri illustrati in Asia, suscitando entusiasmo in tutte le generazioni. Immergersi nei suoi lavori è come entrare nel mondo interiore di Jimmy: le storie, sempre originali, riflettono i temi della vita reale animati da colori vividi e dal magico realismo di racconti estremamente evocativi.

Source: libro inviato dall’Editore, ringraziamo Christian dell’Ufficio stampa Edizioni Gruppo Abele.

:: Con tanto affetto ti ammazzerò di Pino Imperatore (DeA Planeta 2019) a cura di Federica Belleri

15 Maggio 2019

Pino ImperatoreTorna in libreria Pino Imperatore con la seconda indagine che vede protagonisti l’ispettore Gianni Scapece e il commissario Carlo Improta. Una coppia di investigatori fuori dagli schemi,  fisicamente ai poli opposti, ma con una grande stima reciproca. Il primo,  sciupafemmine. Il secondo, una sorta di papà e di guida. La vicenda è ambientata a Napoli, come sempre. La città mostra sfumature e colori, arte e cultura, cibo e vino ottimamente serviti. Lo sanno bene i Vitiello, titolari della trattoria Parthenope, che si trova proprio di fronte al commissariato di Mergellina. Luogo scelto da Scapece e Improta per discutere delle loro indagini con il titolare e la sua famiglia. Tutti coinvolti mentre sono seduti a tavola. Tutti a confronto e disposti a dare una mano. Insoliti e divertenti i siparietti creati dall’autore con questi personaggi.
Ma veniamo al giallo. Ispettore, commissario e questore vengono invitati al novantesimo compleanno della baronessa De Flavis, alla sontuosa festa nella sua villa che si affaccia sul golfo di Napoli. Fatti gli onori di casa, la baronessa sparisce insieme all’inseparabile maggiordomo e gli ospiti cominciano a sentirsi male e a perdere i sensi.
L’indagine parte subito dopo una corsa al pronto soccorso. Dov’è finita la baronessa? E il suo fedele accompagnatore? Potrebbe essere morta?
L’ispettore Scapece inizia a usare il cervello, invece che la pistola, per risolvere questo caso. Interroga, osserva, non si fa condizionare dalle sue personali pene d’amore e si mette in gioco. Scoprirà passo dopo passo la storia di una donna determinata ma fragile, dei suoi figli egoisti ed egocentrici, dei dolori e delle sofferenze che l’hanno piegata ma non spezzata. Tra fatti realmente accaduti e leggende tramandate verremo condotti dall’autore a capire cosa significa essere avidi, arrabbiati e rissosi. A chiederci chi fosse veramente la baronessa De Flavis, a maturare sospetti e a guardare l’odio puro attraverso una porta socchiusa.
Quanto è forte il desiderio di vivere una vita piena? Quanto si ha voglia di essere capiti? Quanto si ha bisogno di essere amati davvero?
Da un colpo di scena all’altro si percorre l’intera vita di Elena De Flavis. Una metafora sugli affetti di famiglia, sulla società del possesso e non del sentimento, sulla forza d’animo che impedisce di mollare tutto.
Con tanto affetto ti ammazzerò.  Un giallo, un bilancio fra alti e bassi, fra rimpianto e nostalgia, fra nuvole e sereno. Non manca l’ironia che contraddistingue l’autore e il sorriso che arriva subito dopo.
Buona lettura.

Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica ed è autore di opere teatrali, racconti, saggi umoristici e romanzi bestseller. Con DeA Planeta ha pubblicato Aglio, olio e assassinoCon tanto affetto ti ammazzerò, di cui sono protagonisti Scapece, Improta e i Vitiello.

Fonte: omaggio dell’editore al recensore. Ringraziamo l’ufficio stampa DeA Planeta.