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Stra-Ordinarie di La Elleni (Becco Giallo, 2019) a cura di Elena Romanello

28 Mag 2019

Donne-Straordinarie_Copertina_webContinuano ad uscire graphic novel e libri illustrati che raccontano la vita di donne del passato più o meno remoto che si sono distinte per pensieri, azioni, attività fuori dal comune: un qualcosa che non è mai retorico o scontato  e che questa volta ci porta nel mondo di Stra-Ordinarie, scritto e disegnato da Elleni per Becco Giallo.
Il sottotitolo del libro è Vita e imprese di 30 donne decisamente fuori dagli schemi e presenta una bella galleria di ritratti di destini fuori dal comune, alcuni abbastanza noti, altri meno, per un romanzo grafico che si rivolge ad un pubblico di varie età, non solo infantile, e che nelle pagine troverà ispirazione, cultura, spunti.
Stra-Ordinarie si apre con la storia di Ipazia, filosofa e scienziata, tornata alla ribalta qualche anno fa grazie al bel film Agorà e prima martire del libero pensiero e dell’integralismo religioso. Trova poi spazio, Cristina di Belgioioso, una delle protagoniste del nostro Risorgimento, per troppo tempo dimenticata, e Ada Lovelace, figlia di lord Byron e prima programmatrice della Storia.
Meno nota ma molto interessante è l’afroamericana Harriet Tubman, schiava nelle piantagioni del Sud e poi attivista per l’abolizione di quella che era una vergogna, così come da scoprire è l’epopea di Matilde Serao, giornalista e scrittrice. Nelle pagine successive si incontrano la suffragetta Emmeline Pankhurst, la giornalista investigativa Nelly Bly, protagonista anche di un recente romanzo uscito per La Corte editore e di uno spettacolo teatrale, la scienziata Marie Curie e la pedagogista Maria Montessori, ispiratrice dell’omonimo metodo.
Ma la storia di queste donne non si esaurisce qui e comprende l’imprenditrice Luisa Spagnoli, dietro ad una delle più note fabbriche dolciarie italiane, l’icona della pittura e non solo Frida Kahlo, la spia degli alleati Nancy Wake, l’attivista del movimento dei diritti civili Rosa Parks, l’attrice Hedy Lamarr, per troppo tempo famosa per la sua bellezza da diva, ma in realtà una scienziata inventrice della tecnologia alla base degli smart phone oggi.
C’è spazio anche per donne del Novecento italiano, come la politica Nilde Iotti, l’astronoma Margherita Hack,  amatissima fin da anziana, Tina Anselmi, partigiana e primo ministro del lavoro donna, la giornalista Oriana Fallaci, Franca Viola, ragazza simbolo del femminismo per aver rifiutato un vergognoso matrimonio riparatore e la popolarissima astronauta Samantha Cristoforetti, prima italiana a volare nello spazio come sognava fin da bambina guardando Star Trek.
Il libro comunque ha uno sguardo internazionale e presenta anche Simone Veil, sopravvissuta alla Shoah e femminista,  Nawal Al-Sa’dawi, attivista egiziana per i diritti delle donne, Dian Fossey, studiosa morta per le sue battaglie a favore dei gorilla, Junko Tabei, alpinista capace di salire sulle montagne più alte, Wangari Marthai, attivista contro la distruzione dell’Africa, Vera Caslavska, atleta in prima linea per i diritti umani nella Repubblica Ceca, Rigoberta Menchù Tum, anima della resistenza degli indigeni in Guatemala, Sonita Alizadeh, capace di dar voce al desiderio di libertà delle donne afghane con le sue canzoni rap, Malala Yousafzai, sostenitrice del diritto allo studio per le bambine e premio Nobel per la pace, Yusra Mardini, nuotatrice siriana e profuga, membro della prima squadra olimpica di rifugiati.
Tante storie, raccontate in alcune vignette  colorate e essenziali, attraversi i passaggi essenziali di destini fuori dal comune, scelti e portati avanti in nome della libertà. Un libro per immagini da leggere e rileggere, per scoprire o riscoprire storie sempre interessanti.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La Elleni Nata nel 1980, già prima di parlare scarabocchiava i compiti di scuola del fratello maggiore. Per 13 anni ha imbrattato i muri di casa, esauriti i quali ai genitori è sembrato opportuno comprarle un album A3 e iscriverla a una scuola di grafica. Ancora adesso, quando i suoi gatti non le camminano sulla tastiera o sui fogli da disegno, ama creare fumetti e illustrazioni.

Le sorelle Bronte di Manuela Santoni (Becco Giallo, 2018) a cura di Elena Romanello

27 Mag 2019

Sorelle-Bronte_COPERTINA_webDopo aver raccontato le disavventure di Jane Austen, autrice oggi popolarissima ma che alla sua epoca visse un’esistenza ritirata e senza gloria, Manuela Santoni affronta questa volta per Becco Giallo tre altre icone al femminile della letteratura inglese dell’Ottocento, lette e amate ancora oggi, e cioè le sorelle Bronte, Emily, Anne e Charlotte.
Anche loro, come Jane Austen, vissero nella profonda provincia inglese, nelle desolate terre dello Yorkshire, anche loro si nascosero dietro a pseudonimi maschili creando scalpore con romanzi che presentavano figure femminili fuori dal comune e decisamente in anticipo con i tempi, oltre a parlare di argomenti scabrosi, come le violenze familiari, la pazzia, le ossessioni sentimentali, gli abusi a scuola, l’alcolismo.
La storia delle tre sorelle Bronte e del loro fratello scapestrato Bramwell riemerge da pagine in bianco e nero, con disegni essenziali ma capaci di catturare destini e un’epoca senza scadere nel manierismo da favoletta in costume: un racconto per immagini che ricorda la genesi di romanzi che ancora oggi hanno molto da dire al pubblico contemporaneo e le vite brevi e intense di tre donne, tre scrittrici morte troppo presto ma non senza aver lasciato un segno nella letteratura da allora in poi e che rimangono come tre fantasmi, nello Yorkshire e sull’immaginario di oggi. Tra l’altro, tutto viene raccontato dal punto di vista Bramwell, amatissimo dalle tre giovani ma capace di creare loro solo problemi, economici e anche di salute.
Il volume è completato da una postfazione di Selene Chilla e Serena di Battista, che hanno collaborato con Manuela Santoni, in quanto creatrici del blog in tema The Sisters’ Room A Bronte inspired blog, una delle più autorevoli fonti in rete in tema, in cui raccontano la vicenda umana delle tre sorelle, approfondendo anche gli aspetti lasciati un po’ in ombra nelle pagine della graphic novel.
Le sorelle Bronte è un’opera da avere per chiunque abbia letto ed amato Jane EyreCime tempestose e gli altri meno noti ma non meno interessanti romanzi delle sorelle, aspri, scomodi e capaci di raccontare davvero cosa voleva dire essere donne nella rigida e ipocrita epoca vittoriana. Una storia per immagini sia per chi conosce già i personaggi oltre i libri sia per chi si avvicina per la prima volta, ma è interessante da leggere anche per chi non sa nulla, non le ha mai lette e grazie a queste pagine avrà voglia di scoprire di più su tre donne, morte poco più di trentenni e capaci di dire qualcosa ancora alle donne e alle ragazze di oggi.

Manuela Santoni, illustratrice e fumettista della provincia di Roma, classe 1988, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dove nel 2012 si laurea in Storia dell’arte. Contemporaneamente ha seguito la Scuola romana dei Fumetti e nel 2013 viene selezionata per il Master annuale di illustrazione Ars in fabula di Macerata. Dal 2017 insegna presso la scuola Pencil Art di Roma. Ha illustrato i libri di narrativa per ragazzi Girl R-Evolution (De Agostini, 2016) e Storie proprio buffe (Il Castoro, 2016) ed è autrice della graphic novel per Becco Giallo Jane Austen. Vive e lavora a Fonte Nuova, vicino  a Roma.

Selene Chilla e Serena di Battista, classe 1986, amiche e colleghe di blog sono le ideatrici di The Sisters’ Room A Bronte inspired blog. Entrambe laureate in lingue all’Università di Roma Tre, si sono appassionate alle vite delle sorelle Bronte, studiandole anche da autodidatte: ogni anno visitano il Bronte County, nello Yorkshire, e sono state anche negli altri luoghi delle tre scrittrici. Il loro blog è nato nel 2015 e conta numerose collaborazioni con case editrici e studiosi di tutto il mondo, come la Sezione italiana della Bronte Society. Sono autrici del libro E sognai di Cime tempestose: viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Bronte, edito da Alcheringa Edizioni.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, che ringraziamo.

Il caso Moro di Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno (Becco Giallo, 2017) a cura di Elena Romanello

8 ottobre 2018

il-caso-moro (1)L’editore Becco Giallo ha messo al centro della sua produzione di graphic novel la riflessione e la denuncia su protagonisti e eventi del nostro tempo, tornando anche indietro di decenni per raccontare ferite ancora aperte, fatti non del tutto chiari e capaci di influenzare ancora oggi il mondo.
Nel quarantesimo anniversario di una delle pagine più oscure della Storia italiana, il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, Luca Bagnasco e Tommaso Arzeno hanno raccontato quella vicenda cercando di evitare le trappole dell’emotività e del sensazionalismo, in un volume per immagini rigoroso e appassionante, tra graphic journalism e racconto di storia recente.
Strutturato su vari capitoli e con vignette dove le matite sono grandi protagoniste e ricche di ombreggiature, a testimoniare un qualcosa che fino in fondo non è stato ancora capito, Il caso Moro ricostruisce quei giorni concitati della primavera del 1978 attraverso vari punti di vista, quello dello statista alle prese con questioni molto importanti e cruciali per la sua carriera che avrebbero potuto cambiare l’Italia, quello dei sequestratori e quello di chi tentò, non fino in fondo, di far concludere i fatti in maniera diversa.
Un’opera rigorosa, si diceva, che non prende parte per niente e nessuno, si limita a raccontare una pagina di Storia non più così recente ma ancora presente come ferita nel nostro Paese, non tacendo gli aspetti più crudi, come il massacro della scorta di Aldo Moro, parlando della personalità dello statista, forse troppo scomodo per quei tempi, ricordando i carnefici e le loro scelte e non tacendo dei tentativi per salvarlo ma anche dei paletti che man mano emersero, fino alla tragica conclusione.
Interessante che i due autori siano entrambi nati anni dopo i fatti raccontati, ma che abbiano voluto e saputo ricostruire senza preconcetti e provando a raccontare i fatti nella loro realtà un evento che all’epoca scosse tutti, qualsiasi età si avesse, e che resta oggi uno dei più gravi avvenuti dal dopoguerra ad oggi.
Il caso Moro è completato da una postfazione sotto forma di saggio che racconta tutti i retroscena e i protagonisti della vicenda, politici, poliziotti della scorta e brigatisti, oltre che da una bibliografia e filmografia articolate, per capire meglio un momento tragicamente cruciale e non ancora del tutto chiaro.
Una graphic novel per chi c’era già allora e vuole approfondire, magari perché era bambino o bambina e degli eventi ricorda solo degli stralci dei telegiornali e gli sguardi in casa, ma anche per chi è nato dopo e vuole sapere cosa è successo prima, che eventi ci sono stati, spesso oggi rimossi dai più ma ancora essenziali per comprendere la situazione attuale.

Luca Bagnasco: nato a Genova il primo settembre 1986, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul linguaggio del cinema e dei videogiochi. Terminati gli studi, inizia a scrivere articoli per un giornale locale e frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto, dove conosce Tommaso Arzeno, che disegna le sue storie. Nel 2016 esce in edicola il suo primo lavoro Una fortuna inaspettata, pubblicato da Aurea editoriale.

Tommaso Arzeno: nato a Chiavari il 4 marzo 1992, dopo il diploma di liceo scientifico si trasferisce per un anno a Buenos Aires dove frequenta il corso di fumetto alla Escuela de dibujo Carlos Garaycochea. Ha poi frequentato la Scuola Chiavarese del Fumetto dove ha conosciuto Luca Bagnasco. Nell’estate del 2015 ha collaborato alle matite de I ragazzi di villa Emma uscito nel novembre dello stesso anno per la rivista Super G. Nel 2016 ha pubblicato, con Luca ai testi, la storia Una fortuna inaspettata.

Per le matite si segnala anche la collaborazione di Alessia Lenti.

Provenienza: omaggio della casa editrice al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

:: Sotto il velo, Takoua Ben Mohamed (Becco giallo, 2016) a cura di Elena Romanello

25 novembre 2016
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Un simbolo di oppressione, di intolleranza, di integralismo, di non voler accettare le leggi e le regole del Paese in cui ci si trova, di sessismo, di sessuofobia, di misoginia: queste sono alcune delle accuse rivolte al velo portato dalle donne di cultura musulmana.
Al di là della complessità di una società multietnica e delle difficoltà del ruolo della donna in una società machista, comunque articolato e complesso, si può cercare di capire qualcosa in più sul perché ci sono donne e ragazze colte e curiose che portano il velo non rinunciando a studio, lavoro e passioni personali sfogliando Sotto il velo di Takoua Ben Mohamed, una serie di vignette che sdrammatizzano stereotipi e luoghi comuni, prima pubblicate dall’autrice singolarmente e adesso raccolte in volume.
Protagonista è una ragazza di oggi, che ama la moda e divertirsi, ma che porta il velo e che nelle vignette racconta pregiudizi, critiche, da quelle degli occidentali che pensano sia una potenziale terrorista a quelle delle connazionali che la vedono troppo moderna, luoghi comuni, battute non proprio intelligenti che si è sentita fare e altre amenità.
Il risultato è esilarante, spassoso ma fa anche riflettere sulle difficoltà del vivere insieme, sul bisogno sempre e comunque di giudicare chi è percepito come diverso, sugli stereotipi a cui sono sottoposte, ovunque, le donne e le ragazze. Ma tra le pagine e le battute, alcune allucinanti (la Musulmania come Paese di provenienza della protagonista è da inquadrare…) emerge una ragazza di oggi, che vuole comunque vivere la sua vita, che vuole viverla in Italia, che vuole portare il velo senza rinunciare a sentirsi carina e alla moda, non rinunciando a divertirsi e perseguire degli obiettivi, in un periodo storico in cui crisi, razzismo e maschilismo sembrano essersi alleati per rendere la vita difficile alle donne che vorrebbero invece affermarsi, anche con un velo in testa.
Sotto il velo racconta la modernità di tante ragazze musulmane, oltre quello che in Occidente sembra una cosa insormontabile, e cioè l’obbligo a vestirsi in un certo modo (che poi ci sono tanti tipi di veli, come ci racconta l’autrice). Senz’altro è un libro in cui molte coetanee e compagne di religione di Takoua apprezzeranno, ma va letto anche dagli occidentali, da chi crede che il fumetto e le arti possono aiutare il dialogo e aprire nuovi orizzonti. Un libro per le donne di tutte le età e non solo, che usa lo strumento delle vignette, da sempre efficace, per raccontare, prendere in giro e far riflettere sull’oggi.

Takoua Ben Mohamed, Nata a Douz in Tunisia nel 1991, cresciuta a Roma, graphic journalist e sceneggiatrice, disegna e scrive storie vere a fumetti su tematiche sociali per la promozione del dialogo interculturale ed interreligioso. Diplomata all’Accademia di cinema d’animazione Nemo Academy of Digital Arts, di Firenze, studia giornalismo a Roma, autrice del catalogo Woman story, ha fondato l’associazione Il fumetto intercultura all’età di 14 anni. Ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali quello della Comunità tunisina a Roma e e quello della Repubblica Italiana, il Premio Prato Città Aperta; il Premio Speciale Moneygram Award 2016. Ha collaborato con Village Universel, Italianipiù e collabora con la redazione Rete Near Antidiscriminazione dell’Unar, Riccio Capriccio, Ana Lehti (Finlandia) e la produzione Fargo Enterainment.

Source: inviato dall’ editore al recensore, si ringrazia l’ufficio stampa di Becco Giallo, incontrato a Lucca Comics

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Vita e morte di due giornaliste a fumetti, a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2016

annabeccogialloL’editore Becco Giallo, da sempre attento a proporre fumetti di tematica sociale e attuale, presenta nel suo catalogo le biografie parallele di due giornaliste attente alla realtà e pronte a denunciare ingiustizie e a svelare misteri, morte entrambe in circostanze misteriose.

Le due giornaliste sono l’italiana Ilaria Alpi e la russa Anna Politkovskaja, che rivivono in due volumi in cui non si racconta solo la loro vicenda a fumetti, ma il tutto è contornato da documenti, interviste e testimonianze che raccontano due vicende diverse ma parallele, quelle di due donne di oggi, la prima impegnata a raccontare una delle tante guerre dimenticate degli anni Novanta nel Terzo Mondo ma da cui dipendono molti dei problemi attuali, la seconda a denunciare i metodi dittatoriali di un regime ancora in carica in Russia soprattutto in alcune zone cosiddette di frontiera come la Cecenia.

Entrambe sono state assassinate in maniera mai chiara, nascosta sotto fatti di cronaca nera, la prima perché aveva scoperto qualcosa di losco e la seconda perché considerata troppo scomoda. I due volumi non svelano colpi di scena imprevisti, si limitano a raccontare i fatti, e sono un’occasione per scoprire o riscoprire due figure dell’oggi che forse si sono un po’ rimosse, in questa turbolenza di eventi di questi ultimi anni.

ilIlaria Alpi il prezzo della verità sceneggiato da Marco Rizzo con i disegni di Francesco Ripoli racconta gli ultimi giorni di vita di Ilaria e Miran Hrovatin, mentre scoprivano inquietanti verità su traffico di armi e rifiuti tossici, ancora oggi non chiarite. Il racconto a fumetti, essenziale e efficace, è corredato da una prefazione di Giovanna Botteri, giornalista Rai e compagna di scuola di Ilaria, da un’intervista a Giovanna Mezzogiorno, che ha interpretato Ilaria Alpi al cinema, e da un intervento a Mariangela Gritta Grainer, che presiede la commissione parlamentare che ancora oggi indaga su queste due morti misteriose.

Anna Politkovskaja di Francesco Matteuzzi alla sceneggiatura e i disegni di Elisabetta Benfatto si concentra in generale sul lavoro della giornalista, sulla sua opposizione a Putin, sui suoi reportage dalla Cecenia, partendo da quello che era il suo motto: L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede. La prefazione del libro è affidata a Ottavia Piccolo, che ha dedicato ad Anna Politkovskaja un monologo teatrale.

Marco Rizzo, classe 1983, è fondatore del portale Comicus e della rivista Mono. Come autore di fumetti ha spaziato su vari generi, ma si è poi specializzato nel giornalismo a fumetti, occupandosi di immigrazione, lotta alla mafia e raccontando le storie di figure quali Mauro Rostagno, Peppino Impastato e Marco Pantani.

Francesco Ripoli, classe 1971, si divide tra l’attività di disegnatore di fumetti con quella di insegnante di Disegno Grafico. Ha collaborato con vari editori, tra le sue opere Nuove magie su Alda Merini e Senza sangue da Alessandro Baricco.

Francesco Matteuzzi, è docente di sceneggiatura alla Scuola di Comics di Padova, e lavora come giornalista, sceneggiatore e autore di libri per ragazzi. Tra i suoi lavori, ha collaborato a L’Insonne, Jonathan Steele e The Secret, ha creato Maisha e sceneggiato Don Peppe Diana, oltre che il volume su Philip K. Dick per BeccoGiallo.

Elisabetta Benfatto è docente di illustrazione alla Scuola di Comics di Padova e lavora come illustratrice, fumettista e grafica, collaborando con varie realtà culturali, tra cui la Coniglio editore con ANIMAls e Futuro Anteriore del Napoli Comicon e del Centro fumetto Andrea Pazienza.

Provenienza: dono dell’editore, si ringrazia l’ufficio stampa.